Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 27 maggio 2010

La Royal Academy of Engineering e i veicoli eletrici

Un rapporto pubblicato il 25 Maggio u.s. dagli ingegneri leader del Regno Unito identifica i veicoli elettrici come gli unici veicoli da considerare ‘verdi’ come verde è l'energia elettrica che ricarica le loro batterie.

In Electric Vehicles: charged with potential, la Royal Academy of Engineering riconosce la seria sfida in atto per garantire che il sistema di fornitura di energia elettrica possa essere in grado di affrontare la ricarica di decine di milioni di veicoli elettrici, riducendo contemporaneamente le emissioni di carbonio provenienti dalle centrali di produzione.

Nell'elaborare la propria relazione, l'Accademy ha individuato quattro questioni tecniche principali:

- la disponibilità di batterie ad alta densità di energia ad un prezzo accessibile e con un ciclo vita sufficientemente lungo per far diventare i veicoli elettrici economicamente accettabili

- le possibilità pratiche di ricarica veicoli - in particolare per gli utenti senza un proprio recesso atto alla ricarica che non sia la sede stradale

- le infrastrutture di distribuzione elettrica per fornire energia a milioni di punti di ricarica e

- la necessità di un sistema energetico nazionale di 'smart grid' tale da permettere la ricarica di milioni dei veicoli elettrici utilizzando energia elettrica prodotta a basse emissioni di carbonio senza sovraccaricare i circuiti di distribuzione locale.

Però, fintantoché l’energia elettrica prodotta in GB verrà dalla combustione di gas e carbone non si potrà avere quello straordinario vantaggio ambientale ottenibile con la produzione di energia da fonte rinnovabile.

La R.A. accoglie con favore il fatto che le case automobilistiche si stiano adoperando per confrontarsi con questa sfida cercando di sviluppare il mercato dei veicoli elettrici di massa. Altresì accoglie con favore l'impegno del nuovo governo britannico per imporre la diffusione di prese per la carica dei veicoli elettrici e ibridi plug-in, ma questo rappresenta solo una dalle scelte da definire per la tecnologia del trasporto personale ed è uno solo degli aspetti di ciò che sarebbe necessario per ridurre le emissioni nei trasporti.

L'attuale contributo delle energie rinnovabili e la generazione di basse emissioni di carbonio per l'approvvigionamento energetico del Regno Unito è uno dei più bassi in Europa, sottolinea la relazione.

Se uno degli obiettivi del Regno Unito è quello di garantire la ricarica ‘più verde’ delle automobili elettriche si dovrà fare ricorso ad una serie di nuove fonti energetiche a basse emissioni di carbonio dall’ eolico agli sbarramenti delle marea comprendendo anche le nuove centrali nucleari.

Come l'Accademy ha riconosciuto nella sua recente relazione Generating the future: UK energy systems fit for 2050, per la creazione di questo nuovo sistema energetico è necessario un cambiamento massiccio di programma e una leadership forte dal Governo.

Inoltre ci sono altri tre programmi di politica correlati al programma di introduzione dei veicoli elettrici che sono fondamentali per la buona riuscita:

- il basso tenore di carbonio per l’ energia,

- la fornitura universale di banda larga e

- reti elettriche intelligenti.

Il rapporto dice che i veicoli elettrici possono avere un grave impatto sulle emissioni di carbonio se questi tre settori della politica non fossero già in atto. "Portare tutti e quattro i programmi sarà più impegnativo rispetto a qualsiasi altro progetto di ingegneria del secolo scorso. Abbiamo un'opportunità unica per garantire che tutte le politiche possano lavorare insieme riconoscendo i legami critici tra loro", dice il professor Kemp della Lancaster University, Coordinatore del Academy's Electric Vehicles working group. "Per esempio, recenti discussioni sulla introduzione di contatori intelligenti in ogni casa non ha incluso le funzionalità necessarie per gestire la carica elettrica del veicolo, che potrebbe rendere la prima generazione di contatori intelligenti obsoleti in funzione della crescita del mercato dei veicoli elettrici."

Richard Parry-Jones, membro del gruppo di lavoro di gruppo ed ex vicepresidente della Ford Motor Company, dice: "I veicoli elettrici potrebbe fornire un contributo importante al conseguimento dell'obiettivo di un 80% di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050."

Ci sono modi per consentire ai veicoli elettrici e ibridi plug-in di prendere in consegna, sostituire, la maggior parte degli usi attuali di veicoli a benzina e diesel, ma questi sono improbabili da sviluppare senza incentivi finanziari per i primi. A medio termine, il nuovo governo dovrà indicare come intende sostituire la tassazione del carburante stradale con la quota di mercato acquisita dai veicoli elettrici, per consentire ai produttori e ai potenziali utenti di prendere decisioni informate.

Una alternativa più probabile potrebbe essere l'adozione generalizzata di veicoli plug-in ibridi piuttosto che di veicoli esclusivamente elettrici collegati alla necessità di infrastrutture di ricarica. Mentre gli ibridi hanno la maggior parte dei benefici ambientali dei veicoli elettrici, essi non si basano sulla necessità di una rete capillare di punti di ricarica. Gli ibridi plug-in potrebbe essere adottati rapidamente come auto di famiglia o di autovetture di prestigio, lasciando ale auto elettriche di raggiungere la penetrazione di mercato iniziale come seconda auto, facendo basso chilometraggio e quindi con uno scarso impatto sulle emissioni di carbonio.

Qualunque cosa accada, l'introduzione di veicoli elettrici cambierà radicalmente il nostro modo di utilizzatori riguardo le auto del futuro che non saranno di proprietà ma all'interno di un sistema nel quale l'auto è condivisa fra molti  in una sorta di club. "Siamo di fronte a un compito in salita," dice il professor Roger Kemp. "Le auto sono un'iconica e un'aspirazione tra le più energivore rispetto ad  altri oggetti che non sono così al centro di gran parte della nostra cultura contemporanea".


Sono abbastanza d'accordo con quanto espresso nel rapporto sopra riportato in sintesi ma almeno su una cosa dissento timidamente, quando si afferma che le auto elettriche rappresenterebbero la nicchia della seconda auto o poco più. Direi invece che le auto e i veicoli elettrici in generale possono rappresentare la fetta più importante di mercato addirittura fino al 90% in considerazione del fatto che già attualmente questa percentuale di utenti automobilisti non percorre più di 100 km al giorno e che la percorrenza è del tutto compatibile con quella offerta dalle batterie al litio esistenti e installate già nei veicoli elettrici attuali e in via di lancio nell'arco di tempo che va da adesso al 2015. Rimane quel 10% a disposizione degli utenti saltuari che raramente percorrono più di 100 km ed è quella la nicchia di utenti che potrebbe fare riferimento al club dell'auto condivisa, al car sharing di buona memoria.

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2 commenti:

Silvano Robur ha detto...

Bisogno però dire che nel Regno Unito a causa della recente crisi economica si stanno riaprendo le locali miniere di carbone. Almeno quelle che possono essere coltivate con metodi industriali a basso impiego di manodopera.
Questo perchè non riesce a decollare la costruzione di nuove centrali. Il carbone è un buon sostituto dal punto di vista economico : i costi certi, gli impianti sono colaudati, quasi tutti a ciclo combinato turbogas - vapore mediante gassificazione del carbone.
L'anidride carbonica viene sequestrata nel sottosuolo anche se a prezzo di una diminuizione del rendimento di circa il 10 %.


Per quanto riguarda la costruzione di nuove centrale elettronucleari le cose vanno maluccio : hanno fatto un paio di bandi d'appalto e non si è presentato nessuno.
Perchè il nucleare non ha costi certi. Basti pensare che per un appalto la direttiva CEE recepita nel nostro D.L.vo 163/2005 prescrive per chi assume contratti pubblici l'obbligo di stipulare una assicurazione. Solo una assicurazione propensa al suicidio farebbe rilascerebbe una simile polizza. E se anche si trovasse solo una assicurazione disposta a rilasciare la polizza immaginate voi che premio si dovrebbe pagare !

Per l'eolico anche nel Regno Unito c'è un vero e proprio boom.
P.S. : Ho visto un venerabile prezzario nel post su Firenze.
Devo tornarci in quella botteguccia.

Massimo De Carlo ha detto...

La questione della produzione di energia rappresenta un problema complesso ed ancora aperto, nella sua gravità.
Riguardo la botteguccia sembra essere una miniera di cose del tempo che fu, ma da non dimenticare.