Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 18 febbraio 2020

Impianto fotovoltaico di 34 MW e accumulo con batterie al litio in miniera di 12 MWh


Rio Tinto,  multinazionale anglo-australiano che si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie,  ha approvato un investimento di 98 milioni di dollari in un nuovo impianto solare al nuova miniera Koodaideri nel Pilbara, in Australia, e  un sistema di accumulo dell'energia utilizzando batterie agli ioni di litio.

La capacità di produzione di minerali di ferro di Rio Tinto nel Pilbara, che incorpora un impianto di trasformazione e infrastrutture tra cui una linea ferroviaria che collega la miniera, sarà di 43 milioni di tonnellate all'anno, con la prima produzione che si prevede inizi entro la fine del 2021.

Koodaideri sarà caratterizzato tecnologia già in uso in Rio Tinto, quali i camion a guida autonoma, treni.

L'impianto fotovoltaico solare 34 MW (megawatt) dovrebbe fornire elettricità a  Koodaideri di circa il 65% del fabbisogno medio di energia elettrica della miniera.

L'impianto sarà composto da circa 100.000 pannelli, che coprono una superficie di 105 ettari. La costruzione dovrebbe iniziare entro la fine dell'anno ed essere completato nel 2021.

A complemento sarà realizzato un nuovo sistema di accumulo dell'energia con batteria al litio della capacità di 12 MWh a Tom Price che fornirà energia di riserva per supportare la rete secondo necessità.

L'impianto solare e le batterie si stima possano ridurre le emissioni annue di anidride carbonica di circa 90.000 tonnellate rispetto alla generazione di gas-powered convenzionale o l'equivalente di circa 28.000 automobili convenzionali alimentate a carburante.

Koodaideri, al 100% di proprietà di Rio Tinto, si trova a circa 35 chilometri a nord-ovest di miniera Yandicoogina di Rio Tinto, e circa 110 chilometri dalla città di Newman.

Fonte Rio Tinto


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venerdì 14 febbraio 2020

Consumi di energia elettrica in Italia, -4% a Gennaio 2020


Nel mese di gennaio 2020, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 27,5 miliardi di kWh, in flessione del 4% rispetto allo stesso mese del 2019. Tale risultato è stato ottenuto con un giorno lavorativo in meno (21 vs 22) e con una temperatura media mensile superiore di 1,7°C rispetto a gennaio 2019. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura porta la variazione a -2,9%.

A livello territoriale la variazione tendenziale di gennaio 2020 è risultata ovunque negativa: -3,5% al Nord, -4,7% al Centro e -4,6% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a gennaio 2020 ha fatto registrare una variazione positiva (+0,4%) rispetto al mese precedente (dicembre 2019). Tale risultato porta il profilo del trend su un andamento stazionario.

Nel mese di gennaio 2020 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’87,9% con produzione nazionale e per la quota restante (12,1%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,3 miliardi di kWh) è risultata in flessione (-6,6%) rispetto a gennaio 2019. In crescita le fonti di produzione idrica (+21,9%) e fotovoltaica (+18,1%). In diminuzione le fonti di produzione geotermica (-1,4%), termica (-9,9%) ed eolica (-26,3%).

Dal Comunicato stampa Terna

I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone in alto tra i livelli di consumo degli ultimi 15 anni. Il consumo a Gennaio 2019 è diminuito del 4% rispetto allo stesso mese dell'anno passato.


Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna comunque una tendenza ondeggiante. Tendenza evidente al negativo negli ultimi 6 mesi.




Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 77 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 mentre nel 2018 vediamo alti e bassi e la predominanza negativa negli primi mesi del 2019.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Ultimamente siamo in una fase di curva a campana con una lenta fase discendente.

Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.



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giovedì 13 febbraio 2020

Il riso dalla Cambogia e dal Vietnam affossa il Made in Italy grazie alla Ue


E’ stata la giornata nera del riso italiano in Europa dove la Commissione ha deciso di mantenere le importazioni agevolate di riso dalla Cambogia in violazione dei diritti umani mentre il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo all’accordo di libero scambio tra Ue e Vietnam che comporterà l’ingresso a dazio zero di 80mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico sul quale pesano le accuse di sfruttamento del lavoro minorile del Dipartimento del lavoro statunitense. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle decisioni delle istituzioni comunitarie che rischiano di mettere in ginocchio uno dei settori trainanti dell’economia agricola italiana.

La Commissione Ue – sottolinea la Coldiretti – ha adottato una proposta per revocare temporaneamente il regime EBA per la Cambogia, in virtù di violazione dei diritti umani che senza alcuna giustificazione non si applicherà al riso che, nonostante le prove di sfruttamento dei lavoratori e di altre questioni umanitarie, viene escluso dalla lista dei prodotti che beneficeranno di uno stop alle agevolazioni tariffarie. Dalla Cambogia nell’ultimo anno – precisa la Coldiretti – sono arrivati in Italia oltre 8 milioni di chili secondo proiezioni Coldiretti mentre le importazioni dal Vietnam sono stimate in oltre 7,5 milioni di chili, con una crescita record di 18 volte in quantità nel corso dell’anno secondo le proiezioni Coldiretti per il 2019.

L’Italia – riferisce la Coldiretti – è il principale produttore di riso in Europa e su un’area di 220mila ettari con 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno pari a circa il 50% dell’intera produzione UE, con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo.

“E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori” ha concluso il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci deve essere la garanzia di un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore”.

Fonte Coldiretti 

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mercoledì 12 febbraio 2020

Camion elettrici da 290 tonnellate


La società mineraria, Anglo American, con la collaborazione di Williams Advanced Engineering (WAE) vuole realizzare un dumper elettrico da  290 tonnellate che sarà  il più grande veicolo elettrifico al mondo al fine di ridurre le proprie emissioni globali di gas a effetto serra del 30% entro il 2030. L'energia sarà fornita da Fuel Cell.

Il camion FCEV, Fuel Cell Electric Vehicle, sarà alimentato da una cella a idrogeno Fuel Module fornita da Ballard,  accoppiato con un sistema di batterie agli ioni di litio modulare scalabile ad alta potenza WAE.


Questa disposizione, che sostituisce motore diesel del veicolo esistente, è controllato da un'unità di distribuzione dell'alimentazione ad alta tensione fornendo una quantità di energia superiore a 1.000 kWh.

Fonte:WAE

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martedì 11 febbraio 2020

100 nuovi bus elettrici per Torino


Nel 2021, a Torino, un bus su cinque in servizio sarà elettrico: giovedì 30 gennaio è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il bando di gara per la fornitura a GTT di 100 nuovi autobus ad alimentazione esclusivamente elettrica. La fornitura avverrà in regime di “full service” materiale per 10 anni.
Il valore complessivo del contratto è di 72 milioni di euro, di cui 48 milioni quali base d’asta per l’acquisto dei mezzi.

L’accordo quadro prevede l’iniziale fornitura di 50 nuove vetture. L’obiettivo è riuscire ad avere le consegne da parte del vincitore dell’appalto tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021. Le domande per partecipare alla gara dovranno essere presentate entro il 2 aprile 2020.

Negli ultimi due anni GTT ha acquistato 191 veicoli, di cui 144 per il servizio urbano e suburbano, ed ha rinnovato circa il 20% della flotta bus. Grazie alla sostituzione delle vetture più datate l’età media della flotta GTT risulta inferiore a 11 anni.


Gli investimenti sui bus si uniscono a quelli sui tram (con 30 nuovi veicoli attesi per il 2021) e alla fine dei lavori per l’estensione della metropolitana in piazza Bengasi (anche essi previsti per il 2021): tutte operazioni che incideranno positivamente sulla riduzione delle emissioni e miglioreranno il bilancio ambientale dell’azienda.

Fonte: GTT


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lunedì 10 febbraio 2020

40 milioni di euro all'Emilia-Romagna per bus elettrici e ecologici


Dal ministero dell’Ambiente sono in arrivo per la regione Emilia-Romagna quasi 40 milioni di euro di risorse nazionali per migliorare la qualità dell’aria. 

Circa 36 serviranno per acquistare 292 nuovi autobus elettrici, ibridi, a metano o biometano. 

Ai fondi nazionali si aggiungono quelli, di pari importo, messi a disposizione dalle Aziende del trasporto pubblico locale che raddoppieranno l’investimento complessivo. Altri 3 milioni e mezzo assegnati alla Regione saranno invece destinati a migliorare i sistemi di vigilanza di tutte le aree soggette alla limitazione del traffico. 

Il fondo garantisce ad oggi la sostituzione di 1.100 autobus per continuare l’impegno verso la riduzione delle emissioni inquinanti e della concentrazione di polveri nell’aria. In tutto, fino al 2022, sono a disposizione 180 milioni di euro. Il Governatore regionale Bonaccini ha dichiarato che sta già negoziando con il Governo per ottenere ulteriori risorse, fondamentali per raggiungere il rinnovo al 100% della flotta di veicoli del trasporto pubblico locale ovvero 2.000 nuovi autobus ecologici.

Fonte: https://www.bolognatoday.it/


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domenica 9 febbraio 2020

Affittasi






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venerdì 7 febbraio 2020

La Gran Bretagna vieta le vendite di auto diesel e benzina dal 2035


La Gran Bretagna vieterà le vendite delle auto a benzina e diesel dal 2035 cioè cinque anni anticipo del previsto e per la prima volta anche i veicoli ibridi saranno colpiti dal divieto.

Il governo britannico ha spiegati che il provvedimento si rende necessario in funzione di un  approccio più aggressivo  per combattere la crisi climatica e contribuire all'obiettivo del taglio delle emissioni di biossido di carbonio per arrivare entro il 2050 a emissioni zero.

Con le nuove regole impegnative pone  il Regno Unito in  quel gruppo di paesi che contrastano l'uso di auto alimentate a combustibili fossili. La Norvegia vuole che tutte le nuove autovetture e furgoni venduti nel paese debbano essere veicoli a emissioni zero entro il 2025, e l'India ha chiesto che entro il 2030 tutte  le auto nuove vendute siano alimentate a energia elettrica .


L'articolo completo della CNN Affari è qui



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mercoledì 5 febbraio 2020

Balzo dell auto elettriche + 587%, auto ibride +82% a Gennaio 2020




Col comunicato stampa dell'UNRAE del 3 Febbraio 2020 abbiamo visto che a GENNAIO 2020 le immatricolazioni delle autovetture sono calate del 5,9% Italia rispetto allo stesso mese dell'anno passato. I dati provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture dieselCrescita dell’82% nel mese per le ibride, con 15.600 unità immatricolate in rappresentanza del 10% del mercato. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di metano a 4.100 unità mentre si contraggono (-21%) quelle di gpl a 9.600 unità.


nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.
Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure



Le auto ibride


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a GENNAIO 2020.

Novità su tutti i gradini del podio delle elettriche pure:

  1 RENAULT ZOE 411,
      2    PEUGEOT 208                 318,
           3  VOLKSWAGEN UP!      215.

Novità anche sui gradini del podio ( secondo posto) delle ibride:

1 TOYOTA YARIS 1.699,
2 FORD PUMA 1.554,
      3 TOYOTA C-HR  1.287.




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martedì 4 febbraio 2020

Immatricolazioni auto. Parte male il 2020. Cade a gennaio la domanda di autovetture (-5,9%)


Inoltre l’infelice iniziativa del Comune di Roma (e di altri Comuni metropolitani) e la totale mancanza di un piano strategico nazionale disorientano i consumatori con probabili e ulteriori effetti depressivi in arrivo sul mercato.
Inizia male il nuovo anno per il mercato Italiano delle autovetture, appesantito dal crollo della domanda dei privati. Bene il noleggio, con tassi di crescita in doppia cifra sia nel segmento a breve termine sia in quello a lungo termine. In contrazione anche le società.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a Gennaio diminuisce del 5,9% la domanda di autovetture, con 155.528 unità immatricolate rispetto alle 165.271 dello stesso mese dello scorso anno, quando il mercato diminuì di più del 7%.

“In un quadro economico e geopolitico globale di grande incertezza, con ripercussioni negative sul nostro paese, come evidenziato dalla brutta partenza del mercato auto – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale come quelli a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo”.

“Iniziative prive di logica e senza alcun beneficio sulla qualità dell’aria, che hanno invece impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato – continua il Presidente – con cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni”.

“Alla luce di quanto accaduto – continua Crisci – è sempre più evidente l’esigenza di un’azione di coordinamento e armonizzazione nazionale delle misure sulla mobilità e sulla circolazione delle auto. Vieppiù urgenti appaiono inoltre misure di sostegno alla domanda con l’obiettivo di svecchiare l’attuale parco circolante, con effetti positivi in termini di maggiore sicurezza e minore impatto ambientale”.

“UNRAE auspica quindi – conclude Crisci – che il prossimo tavolo automotive convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, costruendo su quanto fatto sinora, giunga velocemente all’adozione di misure allo scopo sopra citato e, contestualmente, affronti e definisca un piano nazionale strategico ed efficace atto a favorire lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e rifornimento per le nuove tecnologie”.

Dall’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, a Gennaio archiviano una crescita in tripla cifra gli acquisti di autovetture nelle fasce che godono dell’Ecobonus: con un incremento del 533% (oltre il 700% i privati) nella fascia sino a 20 g/km di CO2 e del 363% nella fascia 21-70 g/km, che complessivamente hanno rappresentato il 2% delle vendite.

Tra le altre fasce, quella delle vetture che emettono tra i 71 e i 160 g/km di CO2, l’unica esente dal Bonus/Malus e pari a oltre il 95% delle vendite, cala del 4,6%. Tra i veicoli penalizzati dal Malus, aumentano in doppia cifra gli acquisti di auto che emettono oltre i 200 g/km, mentre crollano le vendite di auto con emissioni di CO2 tra i 161 e i 200 g/km.

Dopo un trimestre finale di 2019 positivo per la forte spinta di noleggio a lungo termine e autoimmatricolazioni, torna in negativo la performance del dato mobile (come era d’altra parte stato all’inizio dello scorso anno).

Analizzando la domanda di autovetture per utilizzatori, si evidenzia il crollo della domanda da parte dei privati, che a Gennaio registra una diminuzione delle immatricolazioni del 14% a 92.000 unità e una perdita di quota di mercato di 5,5 punti percentuali al 58,8%, rispetto a un anno fa. D’altro canto, balzano gli acquisti del noleggio, con un aumento del 18% a 40.000 unità e una quota del 25,5%, 5,2 punti in più di Gennaio 2019. Con tassi di crescita in doppia cifra salgono sia il breve termine (+28%) sia il lungo termine (+18%). All’interno delle immatricolazioni a società, giù del 4,3% a 24.000 unità e una quota del 15,6% (+0,2 punti), si contraggono sia le autoimmatricolazioni (-3,6%) sia le vendite ad altre società (-5,8%).

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture diesel con 52.000 unità e una quota del 33,5% (-7,7 p.p.). In calo anche il benzina (-3,0%) a 73.000 unità e una quota del 46,5% (+1,4 p.p.), che rappresenta la motorizzazione con la quota di mercato più alta. Crescita dell’82% nel mese per le ibride, con 15.600 unità immatricolate in rappresentanza del 10% del mercato. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di metano a 4.100 unità mentre si contraggono (-21%) quelle di gpl a 9.600 unità.

Tutti i segmenti archiviano una performance negativa, a eccezione della nicchia F – Alto di gamma (+48%). Perde meno del mercato B – Utilitarie (-2,6%). Crolla (-16%) E – Superiori mentre hanno cali tra il 7% e il 10% C – Medie, D – Medie Superiori e A - Piccole.

Dal dettaglio per carrozzeria a Gennaio, quasi tutte le carrozzerie risultano in diminuzione eccetto crossover (+2,7%) e i poco rappresentati monovolume piccolo (+39%) e coupè (+0,2%). Tra i segmenti maggiori sottoperformano il mercato berline (-9,7%) e fuoristrada (-13%).

 Analizzando le aree geografiche, sono in evidenza la tenuta dell’area Nord Orientale (+0,9%) e il crollo delle Isole (-19%). Con tassi tra l’8% e il 10% si contraggono le altre aree.


Sul fronte delle emissioni di CO2, è in calo a Gennaio il dato medio di mercato (-6,4%) con 113,0 g/km contro i 120,7 g/km dello stesso mese dello scorso anno.

Comunicato UNRAE 


I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 12 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Gennaio le immatricolazioni, sono diminuite rispetto allo stesso mese del 2018 del 5,9%
Cambiano le preferenze degli acquirenti continuano ad abbandonare le auto diesel,  23.4% in meno.



L'andamento mensile negli ultimi 12 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta con una tendenza verso la sensibile discesa dal 2018.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che nell'ultimo anno e mezzo si è viaggiato mediamente sotto lo zero per tornare in territorio positivo negli ultimi 2 mesi.



Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.



Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Novembre 2017 con una recente prisalita.




Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano



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lunedì 3 febbraio 2020

Il consumo di gas in Italia a Gennaio 2020 cala del 8,8%, scende la produzione nazionale, -25%



Nel primo mese del 2020 si registra un minor consumo di gas in Italia-8,8% rispetto allo stesso mese dell'anno passato,  confermando il calo per il terzo mese consecutivo secondo  i dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web.

Utilizzando questi dati della Snam dell'ultimo mese, ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontando i consumi con quelli dei mesi e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Comunque i dati Snam, per esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostandosi di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 15 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 

I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Gennaio 2020, come si è detto, scende del 8,8% rispetto allo stesso mese dell'anno passato  ovvero quantitativamente abbiamo  messo in rete e l'bruciato 9.663,5 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 10.598 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2019. 


Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza di linee blu positive interrotte saltuariamente mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi mesi del 2018 per poi mostrare segni positivi per 7 mesi consecutivi col ritorno al negativo negli ultimi 3 mesi del 2019.

Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017,  per poi risalire e stabilizzarsi  recentemente.




Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Più che continuare la tendenza alla diminuzione della produzione nazionale a Dicembre 2019 possiamo definirlo crollo continuo, con l'ennesimo segno negativo, - 25% circa rispetto allo stesso mese del 2019 con 338,6 milioni di metri cubi (dato provvisorio).


La linea tendenziale va verso il basso, come è ulteriormente evidenziato dal grafico qui sotto riportato relativo alla quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, inesorabilmente a cala.


Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta superiore da parte del settore  dell'industria o  quello delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo con un Post dedicato.




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