Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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martedì 22 gennaio 2019

Inverter compatti e potenti per l'industria automobilistica con efficienza del 98 %



Nell'automazione industriale è una consuetudine l'utilizzo di inverter ad alta efficienza. Di conseguenza Eaton fa bene ad annunciare enfaticamente che per il settore business eMobility ha sviluppato inverter compatti e potenti per l'industria automobilistica in grado di aumentare la percorrenza, e non solo, dei veicoli elettrici. Ricordiamo che nel migliore delle situazioni a regime costante il motore termico ha una efficienza massimi del 35% che scende notevolmente in città specie negli stop&go addirittura sotto il 10% ciò significando che solo il 10% dell'energia del carburante viene utilizzata per la trazione della macchina mente il 90% viene disperso e sprecato in calore, attrito, quindi rumore.. 

Il settore specifico EMobility relativo al business dei veicoli elettrici di Eaton, la multinazionale statunitense con sede a Dublino in Irlanda, ha sviluppato una nuova linea di inverter ad alta densità per veicoli elettrici adattati a un'ampia gamma di requisiti e applicazioni dei clienti, per gestire la potenza e la coppia. 

Gli inverter, che  saranno testati da una importante casa automobilistica nel primo trimestre 2019 hanno una potenza di 35 kW per litro (nuova metodologia di misurazione)  e un'efficienza operativa del 98%. La densità di enrgia, unita all'alta potenza dell'inverter e il design compatto e leggero aiutano a massimizzare la massa trasportata, occupando allo stesso tempo il minimo spazio nel veicolo.

Foto: Inverter 150 kW da Business Wire




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www.aae.it/index.html


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giovedì 13 febbraio 2014

Batterie al litio germanio

I ricercatori dell' MSSI, Materials and Surface Science Institute, dell'Università irlandese di Limerick (UL) stanno seguendo un progetto su un tipo di batterie che potrebbe rivoluzionare il mercato delle auto elettriche e dei dispositivi elettronici. Così dicono.
Secondo quanto pubblicato dalla rivista Nano Letters, si descrivono i risultati del dottor Kevin Ryan e della sua equipe grazie all'impiego di  un nuovo anodo basato su nanowire al germanio più duraturo e con caratteristiche tali da raddoppiare la capacità delle batterie.
Il team di ricerca UL ha sviluppato una tecnologia che che raddoppia la capacità delle batterie agli ioni di litio pur mantenendo questa capacità elevata anche dopo un numero di cicli di carica / scarica superiore a 1.000 volte.
In tutto  il mondo vi è una crescente domanda di dispositivi elettronici portatili e una migliore tecnologia che favorisca l'allungamento di vita delle batteria e la loro stabilità nel tempo rappresentano fattori vitali per il loro successo in un settore il cui valore complessivo del mercato è destinato a crescere passando da 11,8 miliardi dollari nel 2010 a 53,7 miliardi dollari nel 2020.

Per capire un po' meglio di cosa si tratta abbiamo trovato in rete questa breve sinossi: "Here we report the formation of high-performance and high-capacity lithium-ion battery anodes from high-density germanium nanowire arrays grown directly from the current collector. The anodes retain capacities of 900 mAh/g after 1100 cycles with excellent rate performance characteristics, even at very high discharge rates of 20–100C."

Quindi sembra che abbiano una eccellente potenza di scarica da 20 a 100 C.


Il germanio è l'elemento chimico di numero atomico 32. Il suo simbolo è Ge. È un metalloide lucido, duro, bianco-argenteo dal comportamento chimico simile a quello dello stagno; come esso, forma un gran numero di composti organometallici. Venne largamente usato per la fabbricazione di transistor nel passato, grazie alle sue proprietà di semiconduttore. (da Wikipedia)



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martedì 30 aprile 2013

Veicoli elettrici, il cambio di paradigma è da rimodulare e ravvivare 2

Con questo post desidero continuare il discorso aperto l'altro giorno con il post Veicoli elettrici, il cambio di paradigma è da rimodulare e ravvivare nel quale incentravo il discorso sull'utilizzo dei soli velicoli in un ambito che fosse prettamente cittadino, a partire dai mezzi che per la loro percorrenza si adattano perfettamente alle necessità di una mobilità rispettosa dell'ambiente, della salute umana e dei monumenti, e del risparmio  energetico.
Mi riallaccio per questo alla notizia proveniente dal sito irlandese di un fornitore di energia Electricity Supply Board che riguarda la sperimentazione a Dublino di una vettura elettrica per il servizio taxi nell'arco di 18 mesi. Il tassista ha potuto verificare che è riuscito a risparmiare 6.500 euro percorrendo circa 55.000 chilometri. Ad un calcolo approssimativo si può constatare che la media di percorrenza giornaliera è stata dell'ordine di circa 100 km, una media che non è lontana dalle medie comuni nelle nostre città per i taxi, anzi, in molti casi è pure eccessiva. Di conseguenza è del tutto ragionevole pensare che si possano sostituire tutti i taxi presenti nelle nostre città lasciando solo un piccolissimo numero di essi con ancora una motorizzazione termica per gli spostamenti, pur rari, a  più lunga percorrenza. Il servizio a chiamata Radio taxi può gestire facilmente una richiesta per questi spostamenti fuori della norma.
L'articolo aggiunge che si sono risparmiate circa 4 tonnellate di CO2, ma, come al solito ci si dimentica di ricordare che l'inquinamento più dannoso alla salute è quello costituito dalle polveri sottili (PM10 e PM2,5), metalli e cicli aromatici, oltre a quello del biossido di carbonio dannoso al pianeta a causa del suo effetto climalterante.

Detto fra noi, avevamo bisogno della sperimentazione del tassista dublinese per essere coscienti del fatto che si può utilizzare un'auto elettrica per i taxi? Forse solo il funzionario locale e nazionale - che dovrebbe produrre regolamenti per l'affidamento del servizio non se ne è reso ancora conto. Vogliamo aggiornarlo?


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martedì 28 settembre 2010

I rifiuti comunali fanno bene all'ambiente

Una delle maggiori sfide che ci troviamo oggi ad affrontare è che cosa fare con le nostre crescenti montagne di rifiuti. Il riciclaggio occupa già una solida nicchia all'interno delle nostre famiglie, ma come possiamo contribuire a ridurre il numero di discariche che ormai sono più di 150.000 in Europa? Secondo un gruppo di ricercatori in Irlanda, la produzione di compost può essere la risposta al nostro problema.

Esperti della Teagasc (Agriculture and Food Development Authority) e dell'University College Dublin (entrambe in Irlanda) sostengono che i rifiuti e concimi organici urbani possono diventare un'importante fonte di materiale di compostaggio, capace di sopprimere e tenere a bada le malattie delle piante.

Citando la direttiva sulle discariche, che mira a prevenire e ridurre gli effetti negativi sull'ambiente e i rischi per la salute umana risultanti dalle discariche durante il loro intero ciclo di vita, la Strategia nazionale irlandese per i rifiuti biodegradabili osserva che esiste un ampio divario tra le proiezioni sulla produzione di rifiuti urbani biodegradabili e la quantità massima di discariche autorizzata per questo tipo di rifiuti.

L'attenzione degli Stati membri dovrebbe concentrarsi sul cercare e utilizzare metodi di trattamento alternativi e di produrre rifiuti organici utilizzabili. I ricercatori sottolineano che il compostaggio è uno dei modi migliori per aiutare a diminuire la quantità di rifiuti urbani biodegradabili che finiscono nelle discariche europee.

"Il compostaggio dei rifiuti organici ha molti vantaggi rispetto alle discariche, tra cui una riduzione del volume dei rifiuti", ha spiegato il dottor Michael Gaffney del Teagasc. "Il compostaggio è un processo aerobico e quindi produce anidride carbonica, mentre nelle discariche si ha principalmente un processo anaerobico che produce metano. Inoltre, il compost ha il potenziale per essere utilizzato sia come fertilizzante che come messo di crescita nell'orticoltura".

Con l'intensificarsi dell'interesse e delle attività relative alla produzione di compost, gli europei dovrebbero cominciare ad individuare i giusti mercati per questi prodotti. Ciò è particolarmente importante in quanto gli ortocoltori potrebbero aumentare il loro uso di questi prodotti capaci di mantenere le piante sane.

I ricercatori hanno rilevato, per esempio, che i materiali organici in compost possono sopprimere un certo numero di malattie a carico del suolo. Un esempio calzante sono i patogeni oomiceti come la Phytophthora, che è più facile da reprimere che le specie fungine vere come la Rhizoctonia.

La malattia è soppressa grazie ai batteri e funghi presenti nel compost materia prima, che fungono da biocontrollo contro i patogeni delle piante. "Essi colonizzano la superficie della radice, formano una relazione commensale con la pianta e sono un ostacolo alla colonizzazione da parte di agenti patogeni, necessaria per infettare le radici delle piante", ha detto il team. Va notato che dai primi studi risulta che la soppressione delle malattie è variabile, a causa della variabilità dei prodotti base.

Secondo i ricercatori, della produzione compost malattia-soppressivo in modo coerente potranno beneficiare i coltivatori, in quanto crolleranno i costi di produzione grazie alla riduzione dell'uso di pesticidi sui loro raccolti.

Inoltre, si è oggi più che mai determinati a proteggere le piante da ulteriori malattie. La direttiva dell'UE relativa all'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari, adottata nel 2006, mira a stabilire norme minime per l'uso dei pesticidi nell'UE, proteggendo efficacemente la salute dell'uomo de dell'ambiente dai pesticidi.

Fonte: cordis.europa.eu

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mercoledì 14 luglio 2010

100 milioni di vetture saranno elettriche entro il 2030

100 milioni di auto sulle strade americane saranno a trazione elettrica o veicoli elettrici ibridi entro il 2030, secondo il sottosegretario statunitense per l'energia, la dottoressa Kristina Johnson (*), ingegnere di terza generazione.

Parlando giovedì scorso a Dublino presso l'Istituto per gli affari internazionali e europei, ha detto che questo sarebbe uno dei risultati misurabili della guida del presidente Barack Obama finalizzando la creazione di una "nuova economia ad energia pulita".

Ha sottolineato che gli Stati Uniti per ridurre la propria dipendenza dal petrolio estero, attualmente importato per 300 miliardi dollari (237 miliardi di €) ogni anno - l'equivalente di 1.000 dollari a persona. (In Irlanda le importazioni di petrolio, ha aggiunto, ammontano a € 1.000 per persona).

La Johnson, ex rettore della Johns Hopkins University, ha detto che il consumo degli Stati Uniti equivale al 20 per cento del petrolio mondiale.

Un terzo di questo è utilizzato per alimentare il suo vasto parco auto, mentre il 40 per cento è utilizzato per fornire calore, luce e aria condizionata per gli edifici.

"La nostra prima strategia è quella di spingere l'efficienza energetica in modo drastico".

E' possibile un risparmio di oltre il 30 per cento cambiando caldaie e finestre e rendendo le persone più consapevoli di ciò che rappresenta il costo energetico. Il secondo obiettivo è stato quello della riduzione del carbonio nei "il settore della generazione elettrica.

"Nei prossimi 10 anni, abbiamo bisogno di utilizzare tutte le tecnologie che possono essere sviluppate. Il ruolo del governo nel finanziamento della ricerca e sviluppo così come la realizzazione sarà cruciale ".

Si tratterebbe di passare al nucleare, idroelettrica, solare, eolica e geotermica. Ma dato che il territorio statunitense ha grandi riserve di carbone, il dottor Johnson ha dichiarato di disporre per investire nella cattura e stoccaggio (CCS) per mantenere le centrali elettriche a carbone.

Tuttavia, ha ammesso che la CCS è stata "solo dimostrata" e potrebbero volerci tre generazioni per perfezionarla.

L'energia solare, invece, ha già raggiunto la "settima generazione" nel suo sviluppo e il punto chiave ora è rivolta nella direzione della "riduzione dei costi".

Ha detto che l'Irlanda e gli Stati Uniti affrontano le stesse difficoltà di adattamento delle reti elettriche per ospitare la produzione di energia eolica offshore e di altre fonti energetiche rinnovabili e quindi spera che le aziende statunitensi vogliano creare partenariati con l'Irlanda.

Il dottor Johnson ha detto che il territorio degli Stati Uniti è stato "mappato" per indicare dove si trovavano le risorse geotermiche. Ma, come il vento, ci sarebbe la necessità di linee di trasmissione più adatte a portare l'energia a dove è necessario e questo potrebbe provocare difficoltà.

Anche il trasporto a Zero-carbonio è uno degli obiettivi dell'amministrazione statunitense.

In attesa dell'arrivo delle celle a combustibile idrogeno e l'adozione di auto elettriche o ibride, ha suggerito che, se gli automobilisti devono ridurre il numero di miglia percorse, si potrebbe ridurre il consumo di energia del 5 per cento.

Fonte: irishtimes.com

(*) Kristina M. Johnson è attualmente il sottosegretario per l'energia presso il Dipartimento dell'Energia di Washington, DC Prima della sua nomina a sottosegretario, il dottor Johnson era Provost e Senior Vice Presidente per gli affari accademici presso la Johns Hopkins University. Ha ricevuto il suo BS (con lode), MS e Ph.D. in ingegneria elettrica presso la Stanford University. Dopo una borsa di studio NATO post-dottorato presso il Trinity College di Dublino, in Irlanda, si unì alla University of Colorado-Boulder facoltà nel 1985 come Assistant Professor e fu promosso a professore ordinario nel 1994. Dal 1994 al 1999 ha diretto il dottor Johnson NSF / CER per Optoelettronica Computing Systems Center presso l'Università del Colorado e Colorado State University, e dopo essere stato preside della Facoltà di Ingegneria Pratt della Duke University 1999-2007.

martedì 1 giugno 2010

Irlanda all'attacco con le auto elettriche e colonnine di ricarica

Il governo irlandese ha annunciato una nuova partnership con la casa automobilistica giapponese Mitsubishi per promuovere le auto elettriche. L'accordo è stato concluso con il costruttore nipponico e le aziende controllate   Electricity Supply Board (ESB), Spot MMC e MC (Automobile). 

Eamon Ryan, Ministro delle Comunicazioni, dell'Energia e delle Risorse Naturali, ha anche annunciato che il Trinity College di Dublino, ospiterà le prime prove delle i-MiEV Mitsubishi auto all-electric ad emissioni zero.

Per il prossimo ottobre è previsto il lancio in Europa della i-MiEV a in un percorso di progetto che coinvolgerà i veicoli elettrici messi a disposizione per una vasta gamma di utenti pubblici e privati mentre ESB installerà le infrastrutture di ricarica a livello nazionale.

ESB spera di avere installato circa 1.500 stazioni di ricarica pubbliche entro la fine del 2011, oltre a 2.000 punti carica in luoghi interni protetti e circa 30 caricabatterie veloci in tutto il paese. 

Fonte: comparecarhire.co.uk del 31.06.2010

Leggere anche:

Irlanda: le ragioni per spingere l'introduzione delle auto elettriche

Irlanda, colonnine e veicoli elettrici

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venerdì 19 febbraio 2010

Irlanda, colonnine e veicoli elettrici

ESB (Electricity Supply Board), fornitore di energia elettrica della Repubblica d'Irlanda, ritiene possibile introdurre in Irlanda 230.000 vetture elettriche entro il 2030 e installare parallelamente colonnine di ricarica.

Il nuovo programma del governo irlandese ha come obiettivo di mettere su strada 6.000 veicoli elettrici entro tre anni grazie ad una collaborazione con un costruttore straniero e già entro la fine del 2010 realizzare un buon numero di colonnine.

La stessa capitale, Dublino, avrà al massimo ogni 300 metri una colonnina vale a dire 30.000 impianti entro il 2020 il 10% dell'obiettivo finale. Le autostrade avranno una struttura di ricarica veloce ogni 60 km.

Fonte: Irland Online news

Leggere ancora:

Irlanda: le ragioni per spingere l'introduzione delle auto elettriche

Auto elettriche. Irlanda, accordo con Renaut- Nissan


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martedì 5 maggio 2009

Irlanda: le ragioni per spingere l'introduzione delle auto elettriche

La commissione sui cambiamenti climatici irlandese "Oireachtas Committee on Climate Change" (sito web qui ) esorta il governo locale a realizzare infrastrutture per le auto elettriche per aiutare l'Irlanda a diventare leader mondiale nella tecnologia.

In una relazione presentata il 28 Aprile, la commissione afferma che potrebbero essere creati migliaia di posti di lavoro e potrebbe essere ridotti i costi di gestione per gli automobilisti se le auto elettriche diventano la norma.

La relazione spiega le ragioni per le quali questo tipo di auto non solo siano le più adatte per l'ambiente, ma anche più convenienti rispetto ad un veicolo a benzina e un con motore diesel.

Il deputato Simon Coveney (nella foto) TD del Fine Gael (partito politico irlandese), che ha pubblicato la sua relazione, dice muoversi in favore di questa tecnologia potrebbe essere un enorme impulso alla economia irlandese.

Fonte: independent.ie


Appresso i titoli del rapporto.


I DTREO NIALAIS
BÉARFAIDH FEITHICLÍ LEICTREACHA BUA

JOINT COMMITTEE ON
CLIMATE CHANGE AND ENERGY SECURITY


FIRST REPORT
DRIVE FOR ZERO
ELECTRIC VEHICLES ARE A WINNING PROPOSITION

PRN. A9/0530 APRIL 2009

A) INTRODUCTION

EVs essentially fall into three categories:
• Battery electric vehicles (BEVs)
• Hybrid electric vehicles (HEVs)
• Plug-in hybrid electric vehicles (PHEVs)

B) BENEFITS

1) Major reductions in carbon emissions
2) Cheaper to run
3) Other Benefits: complete silence

C) BARRIERS AND CHALLENGES

1) Battery Cost and Technology
2) Car Financing and Residual Values
3) Vehicle Choice and Range
4) Charging Infrastructure: Home Charging, Battery Exchanges,

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Vedere anche:

Irlanda: accordo con Renault/Nissan

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lunedì 6 aprile 2009

Auto elettriche. Irlanda, accordo con Renaut- Nissan


Il 3 Aprile è stato raggiunto un accordo per la fornitura di auto elettriche nella Repubblica d'Irlanda.

Il piano del Governo è quello di avere entro il 2020 il 10% di veicoli elettrici, circa 230 mila, circolanti sulle strade locali.

Questo accordo fa seguito a quelli già firmati con Israele, Danimarca, Portogallo, Monaco, in Giappone con Kanagawa e Yokohama, negli Usa con gli stati Tennessee e Oregon, la Contea di Sonoma in California, le città di Tucson nell'Arizona e San Diego in California.

Fonte: Ministero dell'Energia d'Irlanda e detnews.com

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