Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 23 gennaio 2017

Il consumo di carburanti per autotrazione, benzina, gasolio, gpl a Dicembre

Con il  Comunicato stampa dell'Unione Petrolifera l'altro giorno abbiamo visto che nell'ultimo mese dell'anno, Dicembre 2016, i consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 5,2 milioni di tonnellate, con un calo dello 0,9% rispetto allo stesso mese del 2015.
 La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di Dicembre è risultata pari a circa 2,59 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un calo dello 4,5%  rispetto allo stesso mese del 2015.
La benzina nel complesso ha mostrato un minor consumo, - 0,6% rispetto a novembre 2015, e il gasolio un calo del 3,5%.

Nei dodici mesi del 2016 la benzina ha mostrato una flessione del 2,9% (-230.000 tonnellate), e il gasolio dello 0,1% (-23.000 tonnellate).
 Nel 2016 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 30,8 milioni di tonnellate, evidenzia un decremento dello 0,8% (-253.000 tonnellate).
 Nello stesso periodo, le vendite sulla rete hanno segnato per la benzina un calo del 2,7% mentre per il gasolio un incremento dell’1,1%.
 Nel 2016 le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita del 15,8%, con quelle diesel a coprire il 57% del totale, mentre quelle di benzina il 32,8%.
 Le auto ibride hanno coperto il 2,1% delle nuove immatricolazioni, le elettriche si confermano allo 0,1%, quelle alimentate a GPL e a metano al 5,6% e al 2,4%.

 Adesso è venuto il momento di vedere i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico, grafici che sono in grado di offrire una visione d'insieme della situazione riguardante il consumo di benzina e gasolio da trazione.


Il consumo dei carburanti per autotrazione

 Vediamo i grafici da noi realizzati per anno solare a partire dal 2007.

 Il consumo della benzina a Dicembre al livello più basso degli anni presi in considerazione, 10 ...



... mentre il consumo di gasolio non è posizionato tra gli anni migliori.



Qui sotto vediamo l'andamento dei mesi negli anni solari per il gasolio più la benzina. Il piatto piange.



Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra.

 Per la benzina conferma la caduta...


 ... il gasolio ingobbisce e scende...


.. mentre il grafico della benzina + gasolio delinea non più una curva accennando ad una discesa.


 Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione essendo anch'esso un derivato del petrolio, sale di una inezia.






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domenica 22 gennaio 2017

La realtà è meno complessa di quanto sembri







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giovedì 19 gennaio 2017

I consumi petroliferi di Dicembre -0,9%

Stando a dati ancora provvisori, nel mese di dicembre 2016 i consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 5,2 milioni di tonnellate, con un decremento pari allo 0,9% (-47.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2015.
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di dicembre è risultata pari a circa 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un decremento del 4,5% (-123.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2015.
I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in meno, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento del 7,9% (-54.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2015, e il gasolio autotrazione del 3,4% (-69.000 tonnellate).
Le vendite sulla rete di benzina e gasolio nel mese di dicembre hanno segnato rispettivamente un decremento del 7,8% e del 3,7%.
Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 13,1%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 57,7% del totale (era il 56,5% nel dicembre 2015), mentre quelle di benzina il 31%.
Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato, il peso delle ibride sale al 2,8%, quello delle elettriche allo 0,2%, e quello del GPL e del metano rispettivamente risalgono al 6,1% e al 2,3%.
Nel 2016 i consumi sono stati invece pari a circa 59,6 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,6% (-331.000 tonnellate) rispetto al 2015.
La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,9% (-230.000 tonnellate), e il gasolio dello 0,1% (-23.000 tonnellate).
Nel 2016 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 30,8 milioni di tonnellate, evidenzia un decremento dello 0,8% (-253.000 tonnellate).
Nello stesso periodo, le vendite sulla rete hanno segnato per la benzina un calo del 2,7% mentre per il gasolio un incremento dell’1,1%.
Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita del 15,8%, con quelle diesel a coprire il 57% del totale, mentre quelle di benzina il 32,8%.
Le auto ibride hanno coperto il 2,1% delle nuove immatricolazioni, le elettriche si confermano allo 0,1%, quelle alimentate a GPL e a metano al 5,6% e al 2,4%.


Comunicato stampa Unione Petrolifera del 18 gennaio 2017 



I nostri grafici

Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico con i consumi di petrolio per anno solare. Il consumo scende dello 0,9% rispetto allo scorso anno e si posiziona ai bassi livelli degli ultimi 11 anni presi in considerazione.



Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006.


Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2012 e una stabilizzazione nei mesi del 2016 si torna a scendere.

Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. La curva tende a scendere.



Prossimamente osserveremo graficamente il consumo dei carburanti.





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mercoledì 18 gennaio 2017

I settori industriale ed elettrico, il consumo di gas a Dicembre

E' interessante verificare due indicatori indiretti dello stato di salute della nostra economia quali possono essere i settori industriale ed elettrico dal punto di vista dei consumi di gas. Qualche giorno fa abbiamo visto  i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese Dicembre ed abbiamo realizzato che ancora si è segnato un notevole balzo in alto con un +13,9%.
Adesso controlliamo l'andamento del consumo nel settore industriale e in quello termoelettrico con i grafici che riassumono i consumi negli anni solari degli ultimi 12 anni e i grafici con la sommatoria dei dodici mesi precedenti.
I numeri sono il nostro punto di partenza e i grafici da noi realizzati ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita economica e produttiva. Le cifre sono quelle pubblicate dalla Snam (provvisorie negli ultimi due mesi) mentre le altre sono quelle definitive pubblicate dal Ministero.



I nostri grafici

Il settore industriale

Nel settore industriale si è consumato il 10,4% in più del corrispondente mese del 2015, circa 1.152 milioni di metri cubi (dati provvisori) contro i 1.043,1 (dati definitivi) milioni di metri cubi del 2015.



Il corrispondente grafico che traccia i consumi sommando i precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento. C'è poco da dire. Da metà dell'anno passato si vede una risalita nei primi mesi del 2016, con un'alternanza di periodi brevi di discesa e risalita ma da considerare fluttuanti nella norma dal giugno del 2010.


Il settore termoelettrico

Il consumo per la generazione elettrica sale del 20,3% rispetto allo stesso mese del 2015, assestandosi nella media degli ultimi 12 anni. Si sono consumati 2.528 circa milioni di metri cubi (dati provvisori) contro i 2.101,9 milioni di metri cubi dello stesso mese del 2015 (dati definitivi). Negli ultimi 3/4 mesi abbiamo avuto incrementi dei consumi che vanno dal 20 al 33 %, il perchè lo abbiamo spiegato nel post precedente quindi già sappiamo che non è un segnale totalmente positivo per la nostra economia ovvero non si è prodotto energia elettrica con le turbogas per un incremento di produttività bensì per una necessità della Francia, causa chiusura di una dozzina di centrali nucleari per 'revisioni' periodiche o forzose, e che esportiamo.




Si evidenzia, nel grafico sottostante, la risalita dei consumi dal gennaio 2015 ad oggi prendendo in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti.


Continueremo nel futuro a seguire gli altri indicatori della salute della nostra economia.




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martedì 17 gennaio 2017

Produzione industriale a Novembre

A novembre 2016 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,7% rispetto ad ottobre. Nella media del trimestre settembre- novembre 2016 la produzione è aumentata dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali del 3,2% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a novembre 2015). Nella media dei primi undici mesi dell'anno la produzione è cresciuta dell'1,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dell'energia (+2,4%), dei beni intermedi (+1,1%) e dei beni strumentali (+0,8%); diminuiscono invece i beni di consumo (-0,9%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano una marcata variazione positiva nel comparto dell'energia (+10,6%); aumentano anche i beni strumentali (+3,9%) e i beni intermedi (+2,4%) mentre una variazione negativa segnano i beni di consumo (-0,1%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a novembre 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,5%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6,7%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+5,8%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,0%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (entrambi -4,3%).


Comunicato Istat



Mai i grafici parlano da soli, basta guardarli.

I nostri grafici.


Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2010=100).

Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia.


Ricordiamo che l'aumento della produzione dell'energia viene anche dalla chiusura temporanea pper revisione di una dozzina di centrali nucleari in Francia, per cui non riguarda una nostra impennata di consumi per la produzione industriale.


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lunedì 16 gennaio 2017

Ma quale tram! Una linea di autobus elettrici costa meno

Questo è un articolo pubblicato su una rivista online specializzata suul trasporto con mezzi pubblici e privati, Autobusweb., che già dall'introduzione chiarisce quale sia il significato di ciò che segue. Ma quale tram! Una linea di autobus elettrici costa meno. Prosegue con quello che è il pensiero di Paolo Rossi, presidente di Aps Holding, azienda padovana dei trasporti pubblici su un progetto di Busitalia, una azienda controllata dalle ferrovia. Tenendo fermi i principi della mobilità a basse emissioni, l’azienda sta valutando l’opzione di sostituire il progetto della linea 2 tranviaria (tra Sarmeola e Ponte di Brenta) con una linea servita solo da autobus elettrici. Lo riporta l’edizione locale de “Il Gazzettino”.

La linea 1 servita dal tram è costata, in tutto, circa 90 milioni di euro. Più precisamente, 77 milioni (di cui 28 a carico del Comune), a cui però vanno sommati i 13,6 milioni di valore dell’immobile della società. Secondo il presidente Aps, la costruzione della linea 2 costerebbe almeno 100 milioni di euro. Non certo bruscolini, considerato che l’azienda ha un rosso di 18 milioni di euro.
Spunta l’idea degli autobus elettrici
Ecco spiegata la pensata dell’emobility. «La linea 2 con i bus elettrici – sempre Rossi – avrebbe un costo inferiore ai 20 milioni di euro perché gli autobus costano 500mila euro l’uno e ne occorrono 24. Hanno una capienza di 160 persone, un’autonomia di oltre 200 chilometri con uno stallo di ricarica all’inizio e alla fine della linea in 20 minuti di tempo. Sono bus a impatto zero e dunque avranno un contributo statale importante. E soprattutto non hanno impatto sulla viabilità. Non occorrono linee aeree, non bisogna fare le rotaie». Niente rotaie, via alla linea solo servita da mezzi a impatto zero, secondo un esempio sempre più diffuso in Europa (tanto per fare qualche nome: Göteborg, Marsiglia, Parigi, Stoccolma). In Italia, tra le realtà all’avanguardia in campo elettrico ci sono Bolzano e Torino (19 autobus in arrivo in primavera) e Trieste.
Il progetto è in mano a Busitalia
Ma le novità non sono finite qui. Aps Holding ha già demandato lo sviluppo del progetto a Busitalia, la controllata dalle ferrovie. «Hanno uffici tecnici che sono in grado di farlo senza spendere una follia in consulenti», ha affermato Rossi. Il progetto prevede delle corsie dinamiche su un percorso guidato con luci a led.


... e questa è una cosa che noi di MondoElettrico diciamo e scriviamo da anni: l'autobus elettrico oramai ha vantaggi importanti rispetto al tram.


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venerdì 13 gennaio 2017

Le auto ibride continuano a superare nelle vendite le auto a metano

 E siamo a quattro. E' il quarto mese consecutivo che le immatricolazioni delle auto ibride superano quelle delle auto a metano. La svolta la si è avuta ad agosto, quando le immatricolazioni raggiunsero la parità. Un'inversione di tendenza del mercato delle auto che risulta più evidente con i nostri grafici che indicano il divario crescente che ha due cause concomitanti quali la caduta progressiva del metano come carburante alternativo scelto dagli italiani e la crescita della trazione semi elettrica. Dopo due mesi di vicinanza nelle immatricolazioni vediamo che a Dicembre si torna a crescere con le immatricolazioni delle ibride mentre scendono più visibilmente le auto a metano. Nel mese appena trascorso le immatricolazione delle ibride hanno raggiunto le 3.546 unità, un buon 49,6% in più dello stesso mese dell'anno passato con un dato del + 48,1% nei dodici mesi complessivi del 2016, mentre le immatricolazioni delle auto a metano sono state 2.845 unità, il 26,3% in meno per Dicembre e complessivamente segnano una perdita di quasi un terzo,- 30,4% per essere precisi, nel 2016. 




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giovedì 12 gennaio 2017

La questione delle nuove licenze di taxi elettrici a Firenze. Una iniziativa tutta tutta da copiare ?

Lodevole iniziativa, senza dubbio. Però non capiamo perché i nuovi 70 tassisti debbano pagare 175 mila euro per avere la loro licenza considerando uno sconto del 30% voluto dal Comune di Firenze rispetto ai 250 mila euro di una licenza per taxi ad alimentazione tradizionale in considerazione del fatto che le auto elettriche hanno un costo ben superiore. 
In sostanza l'Amministrazione cittadina intasca 12,250 milioni ... per farne che? E' questa la domanda che  Miriam Amato, consigliera di di Alternativa Libera rivolge al Comune  con una interpellanza. 
Una parte cospicua cioè l'80% equivalente a 9,8 milioni di euro, vanno ad essere spartiti agli attuali possessori di licenza taxi che sono 650. Non chiedetemi il perché, su quali basi si fonda questa spartizione perché non lo so. 
Il restante 20% ovvero 250 mila euro andrà  "per migliorare il sevizio del trasposto pubblico non in linea" come riporta la Consigliera Miriam Amato segnatamente a quanto stabilito dalla delibera. 

Altra questione non ancora risolta: il potenziamento delle postazioni di ricarica. “Ad oggi sappiamo che ci saranno due colonnine elettriche per ricaricare i taxi, attive da subito. Altre due previste in futuro per tutti e 70 i taxi: forse un numero troppo esiguo, soprattutto in un contesto in cui la mobilità elettrica soffre quotidianamente a causa dell’inciviltà di chi occupa gli stalli di ricarica, dei pochi carro attrezzi pronti ad intervenire e delle auto del car-sharing che occupano spesso più postazioni contemporaneamente. Un utente che possiede un mezzo elettrico, oggi nella nostra città, non sempre riesce ad utilizzarlo”.

Si aspetta la risposta dei responsabili dell'Amministrazione fiorentina.


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mercoledì 11 gennaio 2017

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Dicembre

Non male il mercato delle auto elettriche e ibride negli USA anche per il mese di Dicembre. Stazionarie le immatricolazioni delle ibride tradizionali vediamo il maggior incremento per le ibride a percorrenza estesa e le elettriche pure, come è evidenziato dai grafici.

Record di sempre per le auto a percorrenza estesa, completato dal record di sempre delle auto a batteria che hanno un notevolissimo picco, un salto molto rilevante.

I numeri pubblicati dalla EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici sono precisi e chiariscono meglio l'andamento mese per mese con il trascorrere degli anni solari.

Aggiungiamo che nel 2016 si è rafforzato il rapporto tra le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride rispetto al mercato totale con il 2,9%, superiore a quello del mese precedente ma ancora lontano al 3,95 del 2011, Agosto. Numeri comunque più rilevanti se confrontati con le immatricolazioni italiane che abbiamo visto qualche giorno fa che con una dell'1,7%.

I nostri grafici

Ricordiamo che negli USA si utilizza una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Ottobre secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche secondo gli anni solari a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Dicembre 2016:

34.507 auto ibride (HEV)


10.211 auto a percorrenza estesa (EREV)


13.077 auto elettriche pure a batteria (BEV)



per un totale, relativamente al mese di Dicembre, di 57.705 auto elettriche tra EREV e BEV



La progressione mensile dal Gennaio 2010 fa sì che si siano raggiunte le 3.201.8131 unità immatricolate.



In leggera salita è l'introduzione delle auto elettriche/ibride col 2,9 (2,83% nel mese precedente) su 17.396.291 auto immatricolate nei 12 mesi del 2016.

L'ultimo grafico è quello relativo alle immatricolazioni dal 2006 al 2016.




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martedì 10 gennaio 2017

Occupati e disoccupati

Occupati e disoccupati (dati provvisori). Nel mese di novembre la stima degli occupati è in lieve crescita rispetto a ottobre (+0,1%, pari a +19 mila unità). L'aumento riguarda le donne e le persone ultracinquantenni. Aumentano, in questo mese, gli indipendenti e i dipendenti permanenti, calano i lavoratori a termine. Il tasso di occupazione è pari al 57,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre.

I dati mensili confermano un quadro di sostanziale stabilità dei livelli complessivi che si protrae da alcuni mesi: nel periodo settembre-novembre si registra un lieve calo degli occupati rispetto al trimestre precedente (-0,1%, pari a -21 mila). Il calo interessa gli uomini, le persone tra 15 e 49 anni e i lavoratori dipendenti, mentre si rilevano segnali di crescita per le donne e gli over 50.

La stima dei disoccupati a novembre è in aumento (+1,9%, pari a +57 mila), dopo il calo dello 0,6% registrato nel mese precedente. L'aumento è attribuibile a entrambe le componenti di genere e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione è pari all'11,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile.

La maggiore partecipazione al mercato del lavoro a novembre, in termini sia di occupati sia di persone in cerca di lavoro, si associa al calo della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,7%, pari a -93 mila). Il calo interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Il tasso di inattività scende al 34,8%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali.

Nel periodo settembre-novembre al lieve calo degli occupati si accompagna la crescita dei disoccupati (+2,4%, pari a +72 mila) e il calo delle persone inattive (-0,6%, pari a -78 mila).

Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+0,9% su novembre 2015, pari a +201 mila). La crescita tendenziale è attribuibile quasi esclusivamente ai lavoratori dipendenti (+193 mila, di cui +135 mila i permanenti) e si manifesta sia per le donne sia per gli uomini, concentrandosi esclusivamente tra gli over 50 (+453 mila). Nello stesso periodo aumentano i disoccupati (+5,7%, pari a +165 mila) e calano gli inattivi (-3,4%, pari a -469 mila).


Comunicato stampa Istat


Piuttosto contraddittori e le affermazioni del comunicato stampa quindi, per non confonderci, andiamo a vedere ciò che è inequivocabile, cioè i grafici che rappresentano visivamente la realtà con una sola occhiata.


I nostri grafici

 In percentuale.


 Tasso di occupazione.

 Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni


 In un unico grafico





In valori assoluti.

Forze lavoro 




Occupati




In cerca di lavoro







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lunedì 9 gennaio 2017

Cresce il consumo di gas in Italia a Novembre + 11,7% e continua il crollo della produzione

Crescono i consumi di gas a Dicembre del'11,7 % secondo i dati Snam. Una crescita importante rispetto allo stesso mese dell'anno passato continuando il trend degli ultimo mesi.

Vediamo con i grafici che il consumo si pone al livello più alto degli ultimi 6 anni e a metà strada rispetto agli ultimi 11 anni.
Controlliamo il vero andamento dei consumi con i consueti nostri grafici mettendo in fila i dati pubblicati dalla Snam nel proprio sito web, dati sia pur provvisori ma sempre molto vicini a quelli che il Ministero dello Sviluppo Economico fornirà dopo poche settimane, discostando di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 11 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione.

Dunque, nel mese di Dicembre il consumo cresce dell'11,7%, tanto, rispetto allo stesso mese del 2015.

Quantitativamente a Dicembre abbiamo bruciato 9.405,42 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 8385,16 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2015.



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Dicembre è lì in quinta posizione negli ultimi 11 anni.



Lo stesso grafico con gli ultimi 6 anni per evidenziare l'andamento, al vertice.



Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la faticosa lenta risalitafino alle ultime impennate che sembrano dovute al consumo superiore per fornire di energia la Francia che ha 12 centrali nucleari in stand by.




Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua a diminuire la produzione nazionale anche a Dicembre che risulta essere di 514,88 milioni di metri cubi (dato provvisorio) rispetto ai 527,77 milioni di metri cubi (dati definitivi) dello stesso mese dell'anno passato, con una contrazione di poco meno del del 2,5% .




Il grafico della quantità di gas prodotto la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il precipitare della quantità estratta.









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