Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 16 gennaio 2020

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico a Dicembre 2019


All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Dicembre 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che tra gli altri conosciuti e verificati ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese di Dicembre 2019 pubblicati dalla Snam, rilevando che i consumo è diminuito del 10,2rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 8.018,884   milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam).

I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 



I nostri grafici

Se il consumo è diminuito del 10,2% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale si evidenzia una riduzione del consumo rispetto allo stesso mese dell'anno passato dell' 2,8%, con una quantità di 1096,1  milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra come il suo posizionamento sia in basso rispetto agli ultimi 15 anni.

Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra un leggero regresso dal maggio del 2018.
Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale rispetto allo stesso mese del 2018 con un + 0,6 circa, assestandosi comunque ai bassi livelli degli ultimi 15 anni. Si sono consumati a questo scopo circa 1.844,7 milioni di metri cubi (dati provvisori). 


Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la crescita costante dei consumi  nei mesi del 2019, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso. Il tutto per sopperire alla mancanza di energia elettrica importata dalla Francia dovuta alle revisioni di alcune centrali nucleari locali.

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martedì 14 gennaio 2020

Auto diesel nuove 1.000 volte più dannose per la salute umana




I test svolti da Transport & Envroment sui due veicoli Euro 6 più venduti in Europa mostrano che le nuove auto diesel continuano a violare i limiti di legge sulle emissioni di polveri sottili, con picchi di inquinamento fino a 1.000 volte i valori considerati standard.

Anna Krajinska, ingegnere delle emissioni di T&E, ha dichiarato: “Questi test dimostrano che i nuovi diesel non sono ancora puliti. Emettono ogni giorno livelli estremamente pericolosi di particolato nelle nostre città e strade. Si semplifica il compito delle case automobilistiche, ma sono i nostri polmoni a pagarne le conseguenze."


Dati ancora più allarmanti sono emersi quando sono state misurate le polveri ultrafini di dimensione più ridotta e non regolamentate. In questo modo, le emissioni nocive totali di particolato di Nissan Qashqai e Opel Astra sono aumentate di un ulteriore 11-184%.

Queste polveri non vengono misurate nei test ufficiali, ma sono le più dannose per la salute umana - poiché penetrano in profondità nell'organismo - e sono associate all’insorgenza dei tumori al cervello.

....

Tre su quattro abitanti delle città europee sono esposti a livelli pericolosi di particolato e l'inquinamento da polveri sottili viene considerato sempre più “il nemico numero uno”. Si tratta del tipo di inquinamento atmosferico più strettamente associato al cancro, che con l’esposizione cronica crea ripercussioni su cuore e polmoni.

Per leggere l'articolo completo cliccare qui


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lunedì 13 gennaio 2020

Apripista verso le auto e furgoni a emissioni zero è partita la normativa UE anti inquinamento


I nuovi standard di emissioni di CO2 per le nuove autovetture e furgoni si applicano a partire dal 1 gennaio  2020

Dal 1° gennaio 2020, nuovi standard di emissioni di CO2 per le autovetture e furgoni nuovi è in applicazione. I produttori dovranno ora soddisfare i nuovi obiettivi più rigorosi stabiliti per i livello di emissioni medie della flotta di nuove auto e furgoni registrati in un determinato anno civile. 

Entro il 2025, i produttori dovranno ridurre le emissioni a livello di flotta del 15% per entrambe le categorie, vetture e furgoni, rispetto ai livelli del 2021.

Entro il 2030, avranno bisogno di raggiungere una riduzione del 37,5% per le auto e riduzione del 31% per i furgoni

Il regolamento include anche un meccanismo per incentivare la diffusione dei veicoli a zero o basse emissioni, in modo tecnologicamente neutrale. Il nuovo regolamento ridurrà i costi del consumo di carburante per i consumatori e rafforzare la competitività dell'industria automobilistica europea, stimolando l'occupazione e contribuire al raggiungimento degli impegni assunti dalla UE nell'ambito dell'accordo di Parigi. 

Le nuove norme prevedono una transizione graduale verso la mobilità a emissioni zero, consentendo tempo sufficiente per la riqualificazione dei lavoratori del settore automobilistico, ed inviare un segnale chiaro ai potenziali investitori dei rifornimenti e infrastrutture di ricarica.

 Dal comunicato stampa della Commissione europea del 3/1/2020



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sabato 11 gennaio 2020

Allarme smog dopo il dicembre più caldo dal 1800


A pesare sui livelli di inquinamento è l’alta pressione che staziona sulle regioni del nord con l’ultimo mese di dicembre che è risultato il secondo più caldo dal 1800. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr, in relazione al nuovo allarme inquinamento nelle principali città italiane dove sono scattate le misure di limitazione del traffico. Il mese di dicembre – sottolinea la Coldiretti – ha fatto registrare in Italia una temperatura superiore addirittura di 1,9 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010 con effetti rilevanti sull’ambiente dove sono stati sconvolti i normali cicli stagionali con le viole sbocciate nei prati al nord mentre al sud gli alberi di pero a causa del clima pazzo sono fioriti con gli agricoltori che hanno raccolto broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, cicorie, bietole, tutti maturati contemporaneamente.

L’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche in Italia tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – sostiene Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. A favorire lo smog nelle città – sottolinea la Coldiretti – è proprio l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi.

Ma in Italia – precisa la Coldiretti – ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano, e la situazione peggiora per le metropoli con valori che vanno dai 6,3 di Genova ai 17,9 di Milano, dai 22 di Torino fino ai 29 metri quadrati a Bologna. Non si può quindi continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato considerato che – conclude la Coldiretti – una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.

Fonte: Coldiretti 

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venerdì 10 gennaio 2020

La domanda di energia secondo il preconsultivo 2019


Dal Preconsuntivo petrolifero 2019 pubblicato dall'Unione Petrolifera si rileva che nel 2019 la domanda di energia torna a flettere, rallentano tutte le fonti ad eccezione del gas. La fattura energetica cala di oltre 3 miliardi di euro (-7,4%)

Nel 2019 i consumi complessivi di energia si stimano pari a 161 MTep, con una riduzione dell’1,2% rispetto al 2018, anno, fra i pochi del decennio, in cui si era rilevato un recupero.

Contrazione da attribuire non solo a cause di natura climatica - temperature più miti rispetto allo scorso anno - ma soprattutto al contesto economico in stagnazione che ha rallentato le attività industriali, in particolare di quelle energy intensive. Nel 2019 il Pil è stimato in lieve aumento dello 0,1-0,2% a fronte dell’1,7% del 2017 e dello 0,8% del 2018.

Il gas, unica fonte in crescita con un aumento di circa il 4%, si conferma la prima fonte di energia del Paese con un peso del 38,5%, sostenuto sostanzialmente dal recupero della produzione termoelettrica dovuto alla contrazione delle importazioni nette di energia elettrica (-13,9%), che hanno risentito dell’indisponibilità del nucleare in Francia (da cui l’Italia dipende per oltre il 33% del proprio fabbisogno), e alla maggiore competitività degli impianti a ciclo combinato a gas rispetto ai solidi.

In forte calo i combustibili solidi (-30%) quale conseguenza dello svantaggio competitivo degli  impianti a carbone legato ai prezzi della CO2, che dagli 8 euro/tonnellata di inizio anno sono saliti fino ai 28 di luglio.

Le rinnovabili, dopo il rimbalzo del 2018, fanno rilevare un sostanziale stallo in quanto la frenata dell’idroelettrica dovuta alla minore piovosità (-8%) è stata compensata dall’incremento di fotovoltaico (+9,5%) ed eolico (+12,6%).
Scendono, anche se marginalmente, la geotermica (-0,6%) e le biomasse (-0,5%). Il peso delle rinnovabili sul totale della domanda si conferma superiore al 17%, di cui il 75% utilizzato nella produzione elettrica. 

Il petrolio si conferma la seconda fonte con un peso di poco superiore al 36% e un totale di 58,2 MTep, in contrazione dello 0,7% rispetto al 2018, dovuto sostanzialmente alla minore richiesta del fabbisogno netto della petrolchimica. 
(*) Stime per l’intero anno 2019 su 9 mesi provvisori. Variazioni calcolate su milioni.
FONTE: UP su dati ISTAT

La flessione delle quotazioni delle diverse fonti di energia, nonché il calo dei consumi, hanno comportato per il 2019 una fattura energetica stimata sui 39,6 miliardi di euro, con un riduzione di circa 3,2 miliardi di euro rispetto al 2018 (-7,4%). Valore inferiore di oltre 25 miliardi di euro rispetto al picco del 2012 (-39%). 

Alla riduzione del 2019 hanno contribuito principalmente il gas (-1,7 miliardi), l’energia elettrica (-640 milioni), il carbone (-470 milioni), la fonte petrolifera (-260 milioni di euro) e marginalmente le biomasse (-90 milioni).

Dal Preconsuntivo petrolifero 2019 dell'Unione Petrolifera 


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giovedì 9 gennaio 2020

Il consumo di gas in Italia a dicembre 2019 scende del 10.2%, scende la produzione nazionale, -18,2%



Nell'ultimo mese dell'anno si registra un minor consumo di gas in Italia-10,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato,  confermando l'inversione alla crescita dei 7 mesi consentitivi precedenti, come possiamo vedere più sotto nel nostro grafico realizzato con i dati forniti puntualmente dalla Snam pubblicati nel proprio sito web.

Utilizzando questi dati della Snam dell'ultimo mese, ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontando i consumi con quelli dei mesi e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Comunque i dati Snam, per esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostandosi di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 14 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 

I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Dicembre 2019, come si è detto, scende del 10,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato  ovvero quantitativamente abbiamo  messo in rete e bruciato 8.018,8 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 8.961,0  milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2018. 


Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza di linee blu positive interrotte saltuariamente mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi mesi del 2018 per poi mostrare segni positivi per 7 mesi consecutivi col ritorno al negativo negli ultimi 2 mesi del 2019.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017, scende progressivamente da metà anno 2018 per poi risalire e stabilizzarsi  recentemente.



Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Più che continuare la tendenza alla diminuzione della produzione nazionale a Dicembre 2019 possiamo definirlo crollo continuo, con l'ennesimo segno negativo, - 18,2% circa rispetto allo stesso mese del 2018 con 347,7  milioni di metri cubi (dato provvisorio).


La linea tendenziale va verso il basso, come è ulteriormente evidenziato dal grafico qui sotto riportato relativo alla quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, inesorabilmente a cala.


L'ultimo grafico mostra il consumo degli ultimi 16 anni con il 2019 .



Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta superiore da parte del settore  dell'industria o  quello delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo con un Post dedicato.




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mercoledì 8 gennaio 2020

Auto elettriche + 140,6%, auto ibride +70,1% a Dicembre 2019


Col comunicato stampa dell'UNRAE del 2 Gennaio 2020 abbiamo visto che Dicembre 2019 le immatricolazioni delle autovetture sono cresciute del 12,2% in Italia rispetto allo stesso mese dell'anno passato, e di un misero 0,1% a livello annuale. I dati provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Sul fronte delle alimentazioni a zero o basse emissioni si rileva che le autovetture ibride toccano le 9.776 unità nel mese, in crescita del 70,1% e al 6,9% come quota di mercato.  Nei 12 mesi salgono  del 33,4% rispetto al 2018 con a quasi 116.327 unità, con una quota del 6%
Nettamente positiva la dinamica di crescita delle auto elettriche con un +122,1% di incremento rispetto a Dicembre dell'anno passato e + 110,8% nel periodo gennaio-dicembre. La quota nel mese è dello 0,6% mentre è dello 0,5% nei 12 mesi.


nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure



Le auto ibride


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.




Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Dicembre 2019.

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :

  1 TESLA  MODEL 3 296 unità,
2 SMART FORTWO 239,
       3  HYUNDAI KONA 56.

Nei 12 mesi:

1  SMART FORTWO   2.359,
  2   RENAULT ZOE  2.180,
    3 TESLA  MODEL 3 1.943.


Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :

1 TOYOTA YARIS 1.281,
2 TOYOTA C-HR  959,
      3 TOYOTA COROLLA 777.

Nei 12 mesi:

1 TOYOTA YARIS 24.083,
  2 TOYOTA C-HR 15.520,
     3 TOYOTA RAV4 10.231.




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mercoledì 25 dicembre 2019

Potremmo avere bisogno di trasferirci






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lunedì 23 dicembre 2019

Le rinnovabili nel mese di Novembre 2019 al 37% della produzione nazionale



Qualche giorno fa abbiamo visto i dati relativi al consumo di energia elettrica in Italia nel mese di Novembre 2019, sia pure provvisori, grazie al comunicato stampa emesso da Terna. La minor richiesta è stata dello 0,9% rispetto allo stesso mese dell'anno con 25,838 miliardi di kWh.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale di energia con particolare attenzione verso le energie rinnovabili che costituiscono il 37% nel mese di Novembre se comprendiamo anche la componente rappresentata dalle biomasse, secondo il comunicato di Terna.

Nel mese di Novembre 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’88% con produzione nazionale e per la quota restante (12%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) è risultata in flessione (-4%) rispetto a novembre 2018. 
In crescita le fonti di produzione eolica (+58,6%) e fotovoltaica (+1,2%), sostanzialmente invariata quella idrica (+0,1%) e in diminuzione quelle termica (-10,7%) e geotermica (-1,3%).

Dal Comunicato stampa Terna

I nostri grafici

Per comprendere facilmente con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito alcuni grafici con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009

Nel mese di Novembre si registra un incremento della produzione nazionale è scesa dello 0,4% rispetto a Novembre 2018. La quota di produzione delle centrali termiche è scesa del 10,7% mentre, tra per le rinnovabili, si ha una fortissima crescita dell'eolico +58,6% e della produzione fotovoltaica (+1,2%), con una leggero incremento dell'idrica (+0,1%) con una flessione della geotermica (-1,3%)..

Il grafico per anno solare ci rivela che ad Ottobre 2019 la produzione nazionale risulta essere collocata ad un livello alto negli ultimi 11 anni presi in considerazione nei nostri grafici con 22,9 miliardi di kWh, ovvero -0,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, a metà del grafico.


Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. 


Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.

La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Vediamo una crescita del fotovoltaico con un +1,2% rispetto all'anno passato con 1.814 GWh,  +9,5% a livello annuale.



La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare, si colloca quasi al vertice del mese a metà con 2.197 GWh prodotti, con +58,6% rispetto al 2018, +12,6% a livello annuale.



Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.

La componente rinnovabile tocca il 37% nel mese di novembre e il 35% negli 11 mesi dell'anno (grafico Terna)


Il grafico seguente mostra il ruolo di tutte le componenti nella produzione nazionale di energia, le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica, senza le biomasse nel nostro conteggio) 34% e la termica 66% a livello annuale


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Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.



Negli ultimissimi mesi si rileva una risalita della produzione idroelettrica.



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