Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 16 agosto 2018

Il traffico autostradale a Marzo 2018 e il consumo di carburanti


I dati di traffico relativi allo scorso mese di marzo mostrano un lieve calo nei flussi veicolari generalizzato a gran parte della rete che ha portato ad un numero di percorrenze inferiore di circa l’uno percento rispetto all’analogo periodo del 2017.

Cali minimali come quello in questione – verificatosi in misura superiore per il comparto veicolare leggero laddove la controparte pesante può invece dirsi sostanzialmente stabile – devono comunque considerarsi fisiologici in un’ottica di lungo periodo a maggior ragione in considerazione del fatto che non sono tali da incidere negativamente sul dato complessivo annuale il quale, nello specifico del mese in esame, ha mantenuto un valore del +1,2 percento con oltre diciassette miliardi e settecento milioni di km percorsi sulla rete rispetto ai diciassette miliardi e mezzo dell’esercizio passato.

Passando al settore della sicurezza stradale, assistiamo al prosieguo del positivo trend che ha caratterizzato i mesi precedenti, con risultanze favorevoli in tutti i principali indici di riferimento: l’incidentalità risulta infatti diminuita del 12 percento, mentre la mortalità si è attestata su un tasso del - 20,0 percento con cinque decessi in meno di quanto registrato nel marzo 2107.
Tali dati dimostrano, ancora una volta, l’impegno costantemente profuso dalle società concessionarie nel settore in questione, e vanno a consolidare ulteriormente i già positivi indicatori dei cumulati da inizio anno.
A conclusione dell’analisi si fa presente che, a partire da questo mese, al posto della Società Autostrade Centro Padane SpA subentra la Società Autovia Padana SpA, aggiudicataria della gara bandita a seguito della fine della concessione della tratta A21 Piacenza-Brescia.


Dal comunicato Aiscat



I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. A Marzo abbiamo una diminuzione dell' 1,3% mensile e ancora un + 0,6% a livello annuale incidendo i due ultimi mesi per il segno negativo sui percorsi autostradali pari a 5.761,4 chilometri .




Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti che diminuisce dello  0,6%, ma continua ad essere positivo, del 3,1 %, a livello annuale.




Per finire vedendo il totale, la somma dei leggeri e pesanti decresce, - 1,1% mensile ma continua ad essere positivo dell' 1,2% a livello annuale.





Ancora più significativo tra i segnali che 'misurano' lo stato della nostra economia nazionale fotografando un anno intero  è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti all'ultimo mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente.

veicoli leggeri

Vediamo una diminuzione significativa.




mezzi pesanti

Continua la salita quasi in modo lineare. Si continua a vedere una crescita.





L'insieme dei due gruppi veicolari chiarisce che la tendenza è verso una discesa.




Facciamo adesso un passo indietro per controllare quanto carburante si è consumato nello stesso mese di Febbraio del 2018 e negli anni precedenti. 

Il consumo dei carburanti per autotrazione

Il consumo della benzina a Marzo era al livello più basso degli ultimi 12 anni presi in considerazione.



... mentre il consumo di gasolio era posizionato nel gruppo in basso degli ultimi anni equivalendo nel consumo rispetto lo stesso mese dell'anno precedente.




Qui sotto vediamo l'andamento del gasolio più la benzina, in basso, al di sotto del 2017.




La sommatoria degli ultimo 12 mesi dava un consumo stabile.





Chilometri e incassi delle autostrade

Andiamo adesso a mettere il naso sui chilometri percorsi viaggiando per le autostrade italiane con esclusione dei trafori alpini. De un picco di 82.357.100.000 di km nel 2010 siamo passati ad un canion di 75.122.000.000 due anni dopo, era il 2013, poi una rapida risalita.


La crescita degli incassi è costante.






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venerdì 10 agosto 2018

Costa più la bottiglia che il pomodoro contenuto

Caporalato, si paga più la bottiglia del pomodoro. Quando si acquista una passata al supermercato si paga più per la bottiglia che per il pomodoro contenuto. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui costi di produzione dalla quale si evidenzia una preoccupante distorsione. In una bottiglia di passata di pomodoro da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la metà del valore (53%) secondo la Coldiretti è il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% è il costo della bottiglia, l’8% è il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all’etichetta e il 2% per la pubblicità.

Esiste – sostiene la Coldiretti – un evidente squilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera favorito anche da pratiche commerciali sleali come i casi di aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, nonostante il codice etico firmato l’anno scorso fra il Ministero delle Politiche Agricole e le principali catene della grande distribuzione, che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno che spinge a prezzi di aggiudicazione che non coprono neanche i costi di produzione.

“Occorre spezzare la catena dello sfruttamento che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne dove i prodotti agricoli pagati sottocosto pochi centesimi spingono le imprese oneste a chiudere e a lasciare spazio all’illegalità” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare la necessità di “una grande azione di responsabilizzazione, dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore.

Per questo – continua Moncalvo – occorre affiancare le norme sul caporalato all’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti (www.coldiretti.it)”. I lavoratori stranieri – conclude Moncalvo – contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo su un territorio dove va assicurata la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano un’ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale.

PASSATA DI POMODORO IN BOTTIGLIA VETRO DA 700 ML IN VENDITA  A 1,3 EURO

INCIDENZA

1) margine distribuzione con promozioni                     53 %
2) trasporti                                                                      6 %
3) pubblicità                                                                    2 %
4) costi produzione industriale                                      18 %
5) materia prima agricola (pomodoro)                             8%
6) bottiglia                                                                       10 %
7) tappo                                                                            2,5 %
8) etichetta                                                                       0,5 %

Fonte: Elaborazioni Coldiretti


Il nostro grafico








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mercoledì 8 agosto 2018

Una soluzione a basso costo per riciclare le batterie esauste agli ioni di litio

Graphical abstract

Il numero delle auto elettriche sulla strada sta aumentando rapidamente per ragioni ambientali, incluso i cambiamenti climatici, si prevede quindi che la disponibilità di batterie agli ioni di litio dismesse aumenterà significativamente nel prossimo futuro, poiché gli acquirenti della prima generazione di auto elettriche saranno invogliati a sostituirle per acquistare modelli più aggiornati. Si prefigura per questa ragione che il riciclo e la riconversione di tali batterie abbiano un impatto sostanziale sull'industria delle batterie, influenzando la domanda  convogliando energie e sforzi economici per sviluppare processi di riciclo e stabilimenti dedicati. Fino ad ora i numeri delle batterie esaurite erano minimi non sufficienti comunque a far intraprendere il passaggio ulteriore che è quello della realizzazione degli impianti di riciclo. Studi ci sono come i programmi per il futuro e probabilmente la prima fabbrica del riciclo sarà giapponese come scrivemmo qualche tempo fa, ma nel frattempo si continua a studiare nuove tecnologie per rendere sempre più economica l'operazione del riutilizzo dei materiali usati per la costruzione delle batterie a litio ioni. Una di queste ricerche viene dal Michigan .

Utilizzando tecniche vecchie di secoli per l'estrazione di minerali alcuni studenti di ingegneria chimica presso la Technological University del Michigan hanno trovato una soluzione per il riciclo delle batterie agli ioni di litio economicamente accettabile.

Il team ha utilizzato tecnologie dell'industria estrattiva per separare tutto nella batteria: l'involucro, lamine metalliche e rivestimenti per l'anodo e il catodo.

Adottando queste antiche tecnologie hanno tentato di cogliere l'opportunità di utilizzare una tecnologia già esistente per affrontare le sfide emergenti usando separazioni di gravità standard per separare il rame e l'alluminio, e usando la flottazione con schiuma al fine di recuperare materiali critici, tra cui la grafite, litio e cobalto. Queste tecnologie di estrazione sono i più economici tra quelli disponibili, e le infrastrutture per la loro attuazione è già esistente.

Per far progredire la ricerca di Lei Pan, assistant professor di ingegneria chimica alla Michigan Technological University, ha ricevuto finanziamenti dalla Michigan Technological University Translational Research and Commercialization (MTRAC) e dall'Innovation Hub.

Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 15.000 dollari anche dall'EPA, Environmental Protection Agency. Un articolo sul lavoro è stato pubblicato on-line in Sustainable Materials and Technologies.






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martedì 7 agosto 2018

Produzione industriale in Italia a Giugno 2018 +0,5%


A giugno 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,5% rispetto a maggio. Nella media del secondo trimestre il livello della produzione rimane invariato rispetto al trimestre precedente.

L’indice destagionalizzato mensile mostra una crescita congiunturale nei comparti dei beni strumentali (+1,4%) ed, in misura più contenuta, dei beni di consumo (+0,5%) e dei beni intermedi (+0,1%); una variazione negativa registra invece l’energia (-0,7%).

Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2018 l’indice è aumentato in termini tendenziali dell’1,7% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2017). Nella media dei primi sei mesi la produzione è cresciuta del 2,6% su base annua.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a giugno 2018 un’ampia crescita tendenziale per i beni strumentali (+5,4%); più contenuto è l’aumento per i beni di consumo (+1,2%) e per i beni intermedi (+0,4 %) mentre diminuisce il comparto dell’energia (-3,9%).

I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l’attività estrattiva (+12,5%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+11,8%) e la fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-8,6%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-6,5%) e nella industria del legno, della carta e stampa (-4,2%).



Comunicato stampa Istat


I nostri grafici.
Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.


Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.


Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.


...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.

Intanto la Confindustria è un mese avanti ed ha già i suoi dati relativi al mese di Luglio 2018 riassunti nel seguente comunicato.

BUON AVVIO DI TERZO TRIMESTRE: +0,3% LA PRODUZIONE IN LUGLIO; +0,7% L’ACQUISITO NEI MESI ESTIVI

La produzione industriale italiana inizia positivamente il terzo trimestre 2018, dopo la sostanziale stagnazione rilevata nel secondo. Il CSC stima un incremento dell’attività sia in giugno (+0,4%) che in luglio (+0,3%), grazie principalmente al sostegno della domanda interna e a fronte di una domanda estera giudicata in ulteriore peggioramento. La variazione congiunturale acquisita della produzione industriale nei mesi estivi è di +0,7%, dopo il -0,1% nel secondo trimestre. La fiducia degli imprenditori manifatturieri non mostra segnali incoraggianti ed è coerente con un andamento debole dell’attività nei prossimi mesi.

Il CSC rileva un aumento della produzione industriale dello 0,3% in luglio su giugno, quando è avanzata dello 0,4% su maggio. Nel secondo trimestre del 2018 si stima un calo congiunturale dello 0,1%, dopo il -0,2% rileva-to dall’ISTAT nel primo; il terzo trimestre registra una variazione acquisita di +0,7%2; se confermata tale inversio-ne di tendenza, la produzione industriale tornerà a contribuire positivamente alla crescita del PIL italiano, dopo due trimestri in cui ne ha frenato l’espansione.

La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, avanza in luglio del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2017; in giugno è cresciuta dell’1,4% sui dodici mesi. La produzione media giornaliera risulta, quindi, in accelerazione nell’ultimo mese e conferma la tendenza positiva iniziata 2 anni fa.
Gli ordini in volume aumentano in luglio dello 0,2% sul mese precedente (+1,3% su luglio 2017) e in giugno dello 0,3% su maggio (+2,0% annuo).

A di là delle oscillazioni mensili, la dinamica della produzione industriale resta espansiva ma è meno vivace ri-spetto al 2017. Questa decelerazione è comune a tutti i principali paesi dell’Eurozona ed è coerente con il rallen-tamento segnalato dagli indicatori qualitativi. Negli ultimi mesi i giudizi e le attese degli imprenditori italiani (Indagine ISTAT) sono peggiorati soprattutto per le valutazioni negative sulla dinamica dell’export, in linea con il minore vigore della domanda mondiale. Analoghe valutazioni emergono anche dal PMI manifatturiero per l’Italia (indagine IHS-Markit) secondo il quale la produzione industriale avanza con un ritmo di crescita debole, sostenu-ta soprattutto dal comparto dei beni strumentali. Secondo i direttori degli acquisti, inoltre, le prospettive sull’andamento dell’attività nella seconda parte dell’anno restano incerte specie per i rischi derivanti dalla possi-bile recrudescenza delle tensioni commerciali a livello internazionale.

Comunicato Confindustria





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lunedì 6 agosto 2018

Il consumo di gas in Italia a Luglio 2018 scende del 3,9%

Siamo in estate e come ogni anno il consumo del gas tende a diminuire, è normale, ma nel Luglio appena trascorso vediamo che il consumo è sceso anche nel confronto dello stesso mese dell'anno passato. Dovrebbe crescere il consumo di gas per la produzione di energia elettrica richiesta dall'uso dei climatizzatori ma questa ipotesi è vera lo vedremo in un prossimo post.

Il settimo mese dell'anno appena trascorso mostra una riduzione del consumo del 3,9% circa rispetto allo stesso mese del 2017 come possiamo verificare dai dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web. 

Utilizzando questi dati, dato della Snam che sono ufficiosi per gli ultimi due mesi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, utilizzando anche i dati precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico. I dati Snam, per nostra esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostando di poco o nulla, forse appena qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 13 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 

I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Luglio 2017 è posizionato in basso nel grafico per quanto riguarda gli ultimi 13 anniDunque rileviamo che nel mese di Luglio il consumo scende del 3,9ovvero quantitativamente abbiamo bruciato e messo in rete 3.889,03 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 4388,028  milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2017, mentre nei primi 7 mesi dell'anno decresce d quaso il 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno trascorso.


Lo stesso grafico con gli ultimi 8 anni per evidenziare l'andamento e individuarne la posizione in basso.

Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu interrotta saltuariamente come è sta succedendo nei due mesi precedenti a Novembre e Dicembre quando è tornato a diventare blu, positivo, mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi quattro mesi.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017 per sopperire alla mancanza di energia elettrica dalla Francia che aveva 12 centrali nucleari in stand by. 





Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale anche se sale Giugno  di quasi il 4,5% circa rispetto allo stesso mese del 2017 con quasi 409  milioni di metri cubi (dato provvisorio), mentre furono 391 un anno fa in un periodo di crollo verticale, record negativo. 




Ma, grazie a questa inversione di produzione, in aumento rispetto al crollo di un anno fa, la curva riprende a salire come è evidenziato dal grafico qui sotto riportato della quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione. Il grafico testimonia la caduta produttiva ma una inversione negli ultimi 4 mesi.



Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta inferiore da parte dell'industria o  delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo in Post dedicato.






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venerdì 3 agosto 2018

Le immatricolazioni in Italia delle auto elettriche (+342%) e ibride a Luglio 2018

Ieri abbiamo visto quale fosse la situazione del mercato automobilistico in Italia nell'appena trascorso mese di Luglio, cresciuto del 4,4%, adesso diamo uno sguardo alle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride nello stesso mese. 

Ancora un mese di buoni risultati per le auto ibride che continuano a crescere significativamente con buone percentuali e numeri a cui si aggiunge l'ottima performance delle auto elettriche con numeri che cominciano a diventare paragonabili a quelli di altre nazioni, anche se non eccezionali.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) provenienti dal Ministero dei Trasporti, possiamo verificare quale sia la situazione dei 12 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.

nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

Giugno le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche hanno raggiunte cifre mai toccate negli anni passati conquistando il record assoluto di sempre. con 641 unità quasi tre volte e mezzo rispetto al 2017 con +342% e +61,2% nei primi sette mesi dell'anno.



Le auto ibride

Nel mese di Luglio sono state immatricolate 7.911 (+47 %) record del mese e sfiorato quello assoluto  e +33,1% nei settemesi del 2018.


Novità introdotta l'anno precedente è rappresentata dai dati forniti dal Ministero con la suddivisione delle auto ibride alimentate dai differenti carburanti del motore termico e la separazione tra ibride tradizionali e ibride che sono in grado di ricaricare le batterie sa rete e quelle a percorrenza estesa. 


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.



L'introduzione delle auto elettriche finalmente tocca lo 0,4% del mercato totale mentre le ibride va al 5,2% a Luglio.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Luglio 2018

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :


1 NISSAN LEAF     389,
  2 SMART FORTWO  74,
    3  RENAULT ZOE  67.

Nei primi 7 mesi del 2018


1 NISSAN LEAF  849,
  2  SMART FORTWO 701,
    3 RENAULT ZOE 493.




Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :


1 TOYOTA YARIS 2.694,
  2 TOYOTA C-HR 1.661,
     3 KIA NIRO 464.


Nei primi sette mesi 2018

1 TOYOTA YARIS 16.851,
  2 TOYOTA C-HR 11.841,
     3 TOYOTA AURIS 4.694.






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giovedì 2 agosto 2018

A luglio mercato auto in lieve recupero con un +4,4%

A luglio mercato auto in lieve recupero (+4,4%). Per il 2018 si prevedono 1.960.000 immatricolazioni (-0,6%) solo nel 2020 potremmo raggiungere la soglia dei 2 milioni

Andamento altalenante per il mercato auto che a luglio, grazie anche ad un giorno lavorativo in più, torna a crescere del 4,4%. Secondo quanto diffuso oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le vetture vendute nel 7° mese dell’anno sono state 152.393, quasi 6.500 in più rispetto alle 145.942 del luglio 2017 (+4,4%).

Il cumulato dei primi 7 mesi riduce la flessione a -0,7% con l’immatricolazione di 1.273.730 autovetture, rispetto a 1.283.242 del gennaio-luglio 2017.

“Benché in lieve ripresa, non è facile prevedere per il mercato auto in Italia un recupero rispetto allo scorso anno – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. Le immatricolazioni di autovetture nella seconda parte dell’anno, infatti, secondo la nostra stima, dovrebbero stabilizzarsi sui livelli del 2017, per portare il 2018 a un volume di immatricolazioni leggermente al di sotto dell’anno precedente, con 1.960.000 autovetture (-0,6%)”.
Nel 2018, dopo 4 anni consecutivi, dovrebbe arrestarsi il percorso di recupero del mercato auto, che si allineerebbe ai livelli registrati nel 2010. Tra i canali di vendita, a fine 2018 il noleggio è stimato ristabilire le distanze dalle società, dopo un 2017 con quote molto simili. A fine anno la rappresentatività di questo ultimo dovrebbe raggiungere il 23,4% del totale (+1,5 punti), confermandosi l’unico canale di vendita in crescita, grazie alla dinamicità del lungo termine. Le società si dovrebbero fermare al 21,2% di quota e i privati al 55,4% del totale mercato (-1,4 p.p.).
“Lo scenario di lungo periodo – continua il Presidente - indica per il 2019 un andamento delle immatricolazioni di autovetture di poco superiore a quanto registrato nel 2017, a 1.980.000 unità, segnando un incremento dell’1%. Solo nel 2020 si prevede che il mercato possa superare la soglia di 2.000.000 di immatricolazioni”.
“Con questi tassi di crescita – conclude Crisci – e senza interventi di stimolo al rinnovo del parco circolante, si fa fatica a vedere un impulso considerevole sul ricambio del parco auto anziano, che conta ancora oggi oltre il 20% di vetture ante Euro 3”.



L’analisi della struttura del mercato rileva per luglio un nuovo calo del diesel pari al 5,2%, con una quota di mercato che perde oltre 5 punti fermandosi al 51% del totale; flessione determinata dalla forte riduzione degli acquisti dei privati (-16,8%), a fronte di un incremento delle vendite negli altri canali, in particolare le società (+11,8%), realisticamente per il riassortimento delle giacenze in vista dell’entrata in vigore, il 1° settembre, delle nuove norme di omologazione dei veicoli (WLTP e RDE). Nei primi 7 mesi la flessione è del 6,2% e la quota, in discesa di 3 punti percentuali, si posiziona al 53,6% del totale.

Di ciò ne hanno beneficiato le auto a benzina che crescono nel mese dell’11,3%, al 33,1% di quota sul totale, con una crescita nella sola area privati del 26,7%, a fronte di una flessione del 20% nelle società. Nel cumulato gennaio-luglio l’incremento, decisamente più contenuto, è pari al 2,8%, coprendo 1/3 delle vendite totali. In crescita tutte le altre alimentazioni: il Gpl (+8,5%) riduce il calo del cumulato al -2,8% e sale all’8,1% di quota nel mese (6,3% nei 7 mesi), grazie agli acquisti di società e noleggio.

Le vetture ibride incrementano i volumi in luglio del 47%, superando il 5% di rappresentatività sul mercato e oltre il 4% nel cumulato. Grazie all’offerta di nuovi modelli, il metano cresce del 67,8%, portandosi al 2,2% di quota nel mese e al 2,3% nei 7 mesi. Le elettriche, con il contributo dei privati e soprattutto del noleggio, incrementano i volumi di oltre il 340% nel mese, raggiungendo lo 0,4% di quota sul totale (0,2% nel cumulato e +153% in volume) con 2.906 unità nei sette mesi.

In luglio si portano in territorio positivo gli acquisti dei privati (+1,5%), al 56,9% di quota di mercato, anche se i volumi nel cumulato si mantengono in flessione del 4,3%, scendendo al 54,1% di quota (-2 p.p.). Le società incrementano gli acquisti del 4,6% in luglio, recuperando qualche decimo di quota nel mese e nel cumulato (rispettivamente al 25,4% e al 20,5% del totale), grazie all’aumento dell’8,5% delle autoimmatricolazioni.

Incremento a doppia cifra per il noleggio nel mese (+13,3%), grazie al contributo di crescita del lungo termine (+20,4%), a fronte di una flessione del 35,9% del breve termine. Nei 7 mesi l’aumento è del 6,4%, dove rappresenta oltre 1/4 delle vendite totali.

Nei segmenti flettono a doppia cifra in luglio le city car e l’alto di gamma, mentre le medie del segmento C crescono di quasi il 18%, raggiungendo nel mese il 35,2% di quota (33,9% nel cumulato) ad un passo dal raggiungere le utilitarie (B). Da segnalare la flessione di tutte le carrozzerie, ad eccezione dei fuoristrada (+10,6%) e dei crossover (+43%); leggero segno più anche per le multispazio.

Buon andamento per tutte le aree geografiche del nostro Paese, mentre rimane sostanzialmente stabile il Nord Ovest, unica area in flessione nel cumulato, dove si conferma al secondo posto come quota sulle vendite, a beneficio del Nord Est. Torna a ridursi a luglio l’emissione media ponderata di CO2 (-1,4%), che mantiene stabile il cumulato dei 7 mesi.

Le vendite di auto usate, infine, sono cresciute a luglio dell’1,4% con 384.318 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture (le intestazioni temporanee a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente) rispetto a 378.884 dello stesso periodo 2017. Nei 7 mesi siamo ancora in territorio negativo con un calo del 2,8% a 2.692.089 auto trasferite (2.768.661 7 mesi 2017).



I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 10 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Luglio le immatricolazioni si collocano solo sotto il 2009 e l'anno appena trascorso.




L'andamento mensile negli ultimi 10 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta con tendenza alla discesa.



Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che negli ultimissimi mesi si è chiusa per delineare con una tendenza negativa.




L'andamento nell'anno solare considerando le percentuali.




Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della fine 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi e decrescendo.





Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche ibride e a parte quelle a metano.






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