Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 20 marzo 2019

164 autobus a trazione elettrica a Utrecht, Olanda


Qbuzz, terzo operatore di autobus di trasporto pubblico locale in Olanda attivo nelle aree di Utrecht e Groningen-Drenthe, è stata acquisita un paio di anni fa da parte di Ferrovie dello Stato Italiane, tramite la propria controllata Busitalia, ha ordinato 164 autobus a trazione elettrica dal costruttore di autobus Ebusco, una sessantina,  VDL Groep di Eindhoven,  45 autobus lunghi da città e i restanti vengono acquistati dalla francese Heuliez.

Gli autobus Qbuzz di Ebusco in gran parte sono costruiti in Cina dalla Golden Dragon., una sessantina si diceva, per le batterie aggiuntive  al litio-ferro-fosfato di ferro (LFP) inserite nella parte inferiore del veicolo che permettono un'autonomia di 400 chilometri.

Gli autobus snodati di diciotto metri sono stati scelti per il trasporto urbano, mentre i bus da dodici metri sono utilizzati principalmente nel trasporto regionale. È stato scelto  il marchio Heuliez francese, una filiale del produttore di camion Iveco italiana. Il bus ha un aspetto futuristico con tappi snelle sulle ruote. La parte anteriore ricorda un tram.

Questi bus elettrici saranno utilizzato sulle linee 3, 7 e 8 in città durante tutto l'arco della giornata usufruendo di una ricarica di pochi minuti al capolinea  grazie ad un  pantografo come quelli in uso nei treni e tram.

Un video cliccando sull'immagine


Fonte delle notizie, foto e video è Qbuzz.


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martedì 19 marzo 2019

Consumi di energia elettrica in Italia a Febbraio -2,2%


In forte aumento la produzione di eolico (+37,9%) e fotovoltaico (+57,6%)
Nel primo bimestre 2019 domanda cresce dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2018

Nel mese di febbraio 2019, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 25,5 miliardi di kWh, in flessione del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2018. L’andamento della domanda di febbraio è a parità di giorni lavorativi (20) ma con una temperatura media mensile superiore di 2°C rispetto a febbraio del 2018. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di temperatura e calendario, porta a una variazione della domanda elettrica di febbraio pari a -0,7%.

 La domanda del primo bimestre del 2019 è in crescita dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini rettificati la variazione è pari a +0,5%.

 A livello territoriale la variazione tendenziale di febbraio 2019 è risultata ovunque negativa: -2,2% al Nord, -1,7% al Centro e -2,6% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a febbraio 2019 ha fatto registrare una variazione negativa (-1,2%) rispetto al mese precedente (gennaio 2019). Questo risultato porta il profilo del trend su un andamento stazionario.

Nel mese di febbraio 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’85% con produzione nazionale e per la quota restante (15%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,9 miliardi di kWh) è risultata stazionaria rispetto a febbraio 2018. In forte crescita le fonti di produzione eolica (+37,9%) e fotovoltaica (+57,6%). In diminuzione le fonti di energia idroelettrica (-0,3%), geotermica (-1,6%) e termica (-7,6%).

Dal Comunicato stampa Terna





I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone in basso tra i livelli di consumo alti degli ultimi 14 anni dietro solo al 2014 e 2015.



Per una migliore lettura degli ultimi 9 anni vediamo il grafico sottostante che permette di localizzare il consumo al secondo posto.




Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna una tendenza ad una decisa risalita.





Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 70 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 mentre nel 2018 vediamo alti e bassi con prevalenza di segni positivi degli ultimi due anni. 



Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Adesso siamo in una fase di crescita altalenante.




Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.




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lunedì 18 marzo 2019

I consumi petroliferi di Febbraio 2019 scendono dell' 1,5%


Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

Mese di Febbraio 2019                                             
I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,6 milioni di tonnellate, con un decremento pari all’1,5% (-68.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a poco più di 2,3 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un lievissimo decremento dello 0,2% (-4.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.

In particolare:
la benzina totale ha mostrato un calo dello 0,6% (-3.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete dello 0,4% rispetto a febbraio 2018;
il gasolio autotrazione evidenzia una sostanziale invarianza (-0,1%) (-1.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete cresce dello 0,8% rispetto a febbraio 2018.

Si ricorda che nel mese di febbraio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 2,4%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 45,2% del totale (era il 56,1% a febbraio 2018), mentre quelle a benzina il 42,6% (era il 32,1% a febbraio 2018).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 5,7%, quello delle ibride del 5,3%, quello del metano dell’1,1% e quello delle elettriche dello 0,1%.

 Primo bimestre 2019
I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 9,5 milioni di tonnellate, con un incremento pari allo 0,9% (+82.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 4,9 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,7% (+81.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

In particolare:
la benzina totale ha mostrato una crescita dello 0,9% (+10.000 tonnellate) con una crescita identica della benzina venduta sulla rete 
il gasolio autotrazione evidenzia una crescita dell’1,9% (+71.000 tonnellate) mentre il gasolio venduto sulla rete cresce dell’1,4% rispetto allo stesso periodo 2018.

Si ricorda che nei primi due mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 4,8%. Quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 43,2% del totale (era il 55,6% nel primo bimestre 2018), mentre quelle a benzina il 43,8%.

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,5%, quello delle ibride del 5,2%, quello del metano dell’1,1% e quello delle elettriche dello 0,2%.

Nota di commento

I dati relativi ai consumi petroliferi di febbraio 2019 confermano che la crescita registrata nel mese di gennaio è stata dettata perlopiù da fenomeni congiunturali, come il calendario e il meteo.

Il mese di febbraio di quest’anno invece ha presentato un calendario omogeneo con quello dello scorso anno, con gli stessi giorni lavorativi, mentre dal punto di vista climatico è stato caratterizzato da temperature superiori in media di circa 2°C rispetto al febbraio 2018 (quando ci furono copiose nevicate anche a Roma).

Ciò ha avuto naturalmente riflessi sui prodotti riscaldamento che hanno mostrato cali evidenti.

Comunicato stampa Unione Petrolifera


I nostri grafici 


Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha una diminuzione dell'1,5% rispetto allo stesso mese del 2018 e, come vediamo nel grafico, si colloca ancora in basso dei livelli di consumo degli ultimi 14 anni presi in considerazione . 



Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza ad una stabilizzazione negli ultimi mesi.


Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota una transitoria stasi, una fase di decrescita e una successiva linea in risalita dei consumi dal 2018 considerando 12 mesi.


Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 quasi sempre positiva in tutto il 2018.





Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.






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domenica 17 marzo 2019

Clima, il 16 Marzo l’anticipo delle primizie che sconvolge i mercati


I cambiamenti climatici sconvolgono i cicli stagionali della natura e la spesa degli italiani con le primizie e le erbe spontanee che arrivano quest’anno sui banchi dei mercati in forte anticipo per effetto di un inverno anomalo, con temperature bollenti e grave siccità. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha organizzato nei mercati di Campagna Amica in tutte le Regioni nel weekend che precede la primavera iniziative dedicate alla nuova stagionalità del cibo e alle scelte dei consumatori. L’appuntamento è partire dal mercato di Campagna Amica al Circo Massimo in via San Teodoro 74 a Roma dalle ore 9,30 di sabato 16 marzo in tutta Italia come da programma su www.campagnamica.it

L’andamento bizzarro del meteo colpisce le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli colturali che impatta sul calendario e sulle disponibilità con effetti concreti anche per i consumatori che sono costretti a fare i conti con le fluttuazioni anomale dell’offerta e dei prezzi dei prodotti che mettono nel carrello della spesa.

Consigli per fare scelte consapevoli, ottimizzare gli acquisti, non cadere negli inganni delle false primizie e valorizzare in cucina i menu di primavera con ricette dolci e salate della tradizione. Sarà presentato lo studio Coldiretti sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla spesa degli italiani.

Fonte Coldiretti




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sabato 16 marzo 2019

Fatturato e ordinativi dell’industria a Gennaio 2019 cresce del 3,1% il primo e dell'1,8% il secondo


A gennaio si stima che il fatturato dell’industria aumenti in termini congiunturali del 3,1%. Nella media degli ultimi tre mesi, sui precedenti tre, l’indice complessivo mostra comunque un calo dell’1,8%. Anche gli ordinativi registrano una crescita congiunturale dell’1,8% rispetto al mese precedente, mentre nella media degli ultimi tre mesi si rileva anche in questo caso una riduzione rispetto ai tre mesi precedenti (-2,1%).

L’incremento congiunturale del fatturato riguarda sia il mercato interno (+2,3%) sia, in misura più accentuata, quello estero (+4,5%). La crescita degli ordinativi è la sintesi di una flessione delle commesse provenienti dal mercato interno (-1,1%) e di un marcato aumento di quelle provenienti dall’estero (+6,0%).

Tutti i raggruppamenti principali di industrie segnano una variazione congiunturale positiva: +4,6% l’energia, +4,1% i beni strumentali, +2,5% i beni intermedi e +2,4% i beni di consumo.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22, come a gennaio 2018), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,6%, con un calo dello 0,1% sul mercato interno e un incremento dell’1,9% su quello estero.

Con riferimento al comparto manifatturiero il fatturato corretto per gli effetti di calendario registra la crescita tendenziale maggiore nel settore dei macchinari e attrezzature (+8,8%) e la flessione più rilevante nell’industria farmaceutica (-13,8%).

L’indice grezzo degli ordinativi mostra un calo tendenziale dell’1,2%, derivante da diminuzioni sia per il mercato interno (-1,9%) sia, in misura meno rilevante, per quello estero (-0,2%). La crescita maggiore si registra per le industrie tessili (+5,4%), mentre la diminuzione più marcata si rileva nell’industria farmaceutica (-5,1%).

Comunicato Istat



nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.



Fatturato cresce del 3,1% 




Ordinativi cresce dell'1,8% il secondo








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venerdì 15 marzo 2019

Una ricarica per veicoli elettrici mentre si viaggia


Il progetto eRoadArlanda vuole trasformare in realtà le strade elettrificate future . La soluzione si basa sulla tecnologia conduttiva che utilizza una guida elettrica installata su strade per alimentare e ricaricare i veicoli elettrici durante il loro viaggio. Il progetto fa parte dell'approvvigionamento pre-commerciale dell'amministrazione dei trasporti svedese, attraverso il quale stanno sviluppando e testando la tecnologia. L'incarico comprende la costruzione di una pista di prova di due chilometri situata tra il terminal di carico di Arlanda e l'area logistica di Rosersberg, vicino a Stoccolma in Svezia. L'investimento nel progetto eRoadArlanda è in linea con l'obiettivo del governo svedese di creare infrastrutture di trasporto prive di consumo di energie fossili entro il 2030-2050 e contribuirà a rafforzare la competitività della Svezia.
Il trasporto su strada elettrificata riduce le emissioni fossili dell'80-90 % ed è un metodo intelligente ed economico per combinare i vantaggi della ferrovia con la flessibilità dei camion. I costi operativi saranno minimi, grazie a significative riduzioni del consumo di energia derivanti dall'uso di motori elettrici che sono più efficienti di quelli termici tradizionali.

Per vedere un video cliccare sull'immagine sotto riportata o qui: video




La tecnologia
Ci sono diversi metodi di costruzione di strade elettrificate. La tecnologia induttiva comporta una trasmissione magnetica di energia. La tecnologia conduttiva permette di fornire l'elettricità in due modi: contatto dall'alto attraverso linee aeree o dal basso attraverso i conduttori della strada. eRoadArlanda ha scelto di testare e sviluppare i feed conduttivi dal basso, il metodo che si ritiene possa avere il maggiore successo potenziale.


La soluzione tecnica di eRoadArlanda trasferisce energia dalla traccia della strada al veicolo, con un braccio mobile. Il braccio rileva la posizione della rotaia sulla strada e fintanto che il veicolo è al di sopra della rotaia, il contatto sarà in posizione abbassata. In fase di sorpasso, il contatto si solleva automaticamente.
Il binario, che è collegato alla rete elettrica, funziona anche automaticamente. Esso è suddiviso in sezioni e ciascuna sezione è alimentato solo quando il veicolo è al di sopra di esso. Quando un veicolo si ferma, la corrente viene scollegato. La rotaia permette alle batterie del veicolo di ricaricarsi durante il suo passaggio. Il sistema calcola anche il consumo di energia del veicolo da addebitare all'utente.

Perché usare il feed conduttivo dalla strada?
- Oltre ad una notevole riduzione delle emissioni di carbonio, l'implementazione su larga scala di feed conduttivi rappresenta l'unica soluzione in grado di fornire la Svezia con un risparmio economico su tutta la linea. Il costo di elettrificazione e di energia elettrica è inferiore al costo di carburante del veicolo.
- può essere utilizzata su una infrastruttura esistente. Per ora può essere installata fino a un chilometro di traccia   e le interruzioni possono essere minimizzate.
- A causa della distanza più breve tra il veicolo e il punto di contatto, un feed conduttivo dal basso funziona per tutti i tipi di mezzi di trasporto, inclusi sia autoveicoli e veicoli più grandi, come autobus e camion.
-Le tracce incorporate nella strada comportano meno ostruzioni visive al conducente, rispetto ai pali stradali per la sospensione di cavi aerei.

Tratto dal sito eRoadArlanda


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giovedì 14 marzo 2019

Inizia da Firenze il tour di prova in Italia di Alstom-Aptis l’innovativo bus “tutto elettrico”


Avevamo già parlato della sperimentazione che Firenze ha voluto attivare con un bus completamento elettrico prestato per una settimana dalla Mercedes dopo avere acquistato ben 30 bus ibridi della stessa casa produttrice. Ne abbiamo parlato qui. Adesso Firenze si appresta ad una nuova sperimentazione con un altro bus elettrico. Leggiamo un estratto dell'articolo de la Gazzetta di Firenze che descrive l'iniziativa.


Dopo i test (aprile 2018) la  città di Strasburgo ha fatto partite il primo ordine ad Alstom per il bus “tutto elettrico” Aptis dall’azienda TPL CTS (Communauté des Transports Strasbourgeois). Si tratta di un contratto per 12 Aptis, veicoli completamente elettrici, ciascuno lungo 12 metri e dotato di tre porte. Questi Aptis saranno i primi e-bus a integrare la flotta di veicoli di CTS
Quattro veicoli di prova hanno percorso più di 40.000 chilometri in condizioni operative reali, in Francia e in Europa. Da Firenze il mezzo inizierà il suo tour in Italia.
Adesso tocca Firenze valutare la performance delle specifiche caratteristiche di Aptis in ambienti urbani come la città di Dante, il sistema di ricarica, la sua autonomia e la performance di inserimento nel traffico, dopo i primi test positivi condotti nelle città di cui sopra.  La presentazione ufficiale prevista per il 22 marzo prossimo.
Il veicolo si muove bene nell’ambiente urbano grazie ai suoi due semiassi che minimizzano il raggio di sterzata e la superficie richiesta nelle curve (-25% rispetto ad un bus convenzionale). Grazie al design innovativo, Aptis offre ai passeggeri un’inedita esperienza di viaggio. Il suo sistema di accostamento per un allineamento perfetto al marciapiede, il pianale interamente ribassato e le ampie porte doppie, agevolano la circolazione e permettono alle persone con ridotta mobilità e a chi “accompagna” passeggini per i più piccoli di salire e scendere comodamente. Di notte Aptis può essere ricaricato nei depositi e di giorno ad ogni capolinea. Questo sistema di ricarica veloce è offerta o da un pantografo rovesciato o dal sistema SRS, la rivoluzionaria soluzione di ricarica a terra firmata Alstom. Grazie ai ridotti costi operativi e di mantenimento e ad una vita più lunga (20 anni) rispetto ai bus tradizionali il costo totale di gestione di Aptis è equivalente a quello degli odierni autobus diesel.

L'articolo completo di Piero Campani si può leggere qui su la Gazzetta di Firenze




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mercoledì 13 marzo 2019

Volkswagen progetta 22 milioni di veicoli elettrici in dieci anni


AUDI e-tron
L'inizio del comunicato stampa della  Volkswagen è travolgente a cominciare dal titolo " Volkswagen progetta 22 milioni di veicoli elettrici in dieci anni" e dalle dichiarazioni del  Dr. Herbert Diess, Presidente del Consiglio di gestione di Volkswagen Aktiengesellschaft. che ha come tema gli all'incirca 70 nuovi modelli elettrici che verranno prodotti entro il 2028 anziché i 50 precedentemente programmati al fine di completare il programma di decarbonizzazione per il Gruppo Volkswagen entro il 2050. Afferma il Dr. Diess: "La Volkswagen cambierà radicalmente. Ci assumiamo la responsabilità per quanto riguarda le tendenze chiave del futuro, in particolare in relazione alla protezione del clima. "

Il Gruppo Volkswagen sta progredendo nel cambiamento fondamentale del sistema nella mobilità individuale e si allinea sistematicamente alla scelta della trazione elettrica. Il Gruppo ha in programma di lanciare quasi 70 nuovi modelli elettrici nei prossimi dieci anni, anziché i 50 precedentemente programmati. Di conseguenza, il numero previsto di veicoli da costruire sulle piattaforme elettriche del Gruppo nel prossimo decennio aumenterà da 15 milioni a 22 milioni. L'espansione della mobilità elettrica è un tassello importante sulla strada verso un bilancio neutro di CO 2 . Volkswagen ha firmato un programma di decarbonizzazione completo volto a raggiungere un totale neutro di CO 2 in tutte le aree, dalla flotta alla produzione fino all'amministrazione entro il 2050. Volkswagen è quindi pienamente impegnata a raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi.
"Questo è il modo in cui daremo il nostro contributo per limitare il riscaldamento globale. Volkswagen sta cercando di fornire mobilità individuale per milioni di persone negli anni a venire - mobilità individuale più sicura, pulita e completamente connessa. Per poter sostenere gli investimenti necessari per l'offensiva elettrica, dobbiamo apportare ulteriori miglioramenti in termini di efficienza e prestazioni in tutti i settori ".

Il Gruppo Volkswagen ha fissato pietre miliari in tutte le aree da raggiungere nei prossimi anni sulla strada per completare la decarbonizzazione entro il 2050. Le misure seguono tre principi: la prima, una riduzione efficace e sostenibile della CO2. In secondo luogo, passare a fonti di energia rinnovabile per l'alimentazione. In terzo luogo, compensare le emissioni rimanenti che non possono essere evitate. Per migliorare il bilancio di CO 2 dei veicoli durante tutto il loro ciclo di vita, ad esempio, Volkswagen ha già iniziato la catena di approvvigionamento. Una tabella di marcia dettagliata è attualmente in fase di elaborazione. Esiste un potenziale particolarmente significativo per quanto riguarda le forniture di acciaio e di alluminio.

Porsche Taycan
L'obiettivo del 2025 è di ridurre l'impronta di CO 2 del parco veicoli del 30 % per tutto il ciclo di vita rispetto al 2015. Volkswagen sta quindi elettrificando il portafoglio veicoli, con investimenti in questa area da soli oltre 30 miliardi di euro entro il 2023. La quota di veicoli elettrici nella flotta del Gruppo è di raggiungere almeno il 40% entro il 2030. Il primo dei veicoli elettrici di nuova generazione entrerà in produzione quest'anno: l'AUDI e-tron sarà seguito da Porsche Taycan . Le prenotazioni per ciascuno di questi modelli hanno già un totale di 20.000 unità. E i veicoli elettrici saranno introdotti nel mainstream con la rampa di accelerazione imposta da Volkswagen ID. Altri modelli in questa prima ondata saranno l'ID. CROZZ , il SEAT el-nato , la ŠKODA Vision E , l'ID. BUZZ e l'ID. VIZZION .

Per supportare l'offensiva elettrica, LG Chem, SKI, CATL e Samsung sono stati selezionati come fornitori strategici di celle di batteria. In vista della domanda in costante aumento, Volkswagen sta anche esaminando attentamente la possibile partecipazione a stabilimenti di produzione di batterie per batterie in Europa. Guardando oltre, le batterie allo stato solido hanno anche un grande potenziale. L'obiettivo è di consentire un livello di produzione industriale con questa tecnologia insieme al nostro partner QuantumScape.

Allo stesso tempo, le emissioni di CO 2 in tutti gli impianti saranno ridotte del 50% entro il 2025 rispetto al 2010. La conversione della centrale elettrica di Wolfsburg dal carbone al gas ridurrà le emissioni di CO 2 di 1,5 milioni di tonnellate all'anno dal 2023 in poi. Le attività di produzione Audi nel sito di Bruxelles, ad esempio, sono già completamente neutrali in termini di CO 2 . Lo stabilimento di Zwickau non sarà solo la fabbrica principale per il Kit di azionamento elettrico modulare (MEB); l'ID. costruito lì verrà consegnato ai clienti con un bilancio neutro di CO 2 .

Il MEB è il fulcro dell'offensiva elettrica di Volkswagen. Il costo della mobilità elettrica può essere notevolmente ridotto attraverso le partnership per consentire la più ampia diffusione possibile del MEB e le relative economie di scala. Ciò rende la mobilità individuale accessibile e utilizzabile per il mainstream anche in futuro. Un esempio di tale partnership è la cooperazione pianificata con e.GO Mobile AG di Aachen, recentemente annunciata al Salone internazionale dell'automobile di Ginevra.

Per potenziare ulteriormente la mobilità elettrica, entro il 2020 installeremo 400 stazioni di ricarica rapida lungo le principali strade e autostrade europee in collaborazione con i partner industriali di IONITY. 100 di questi saranno situati in Germania. Ciò significa che ci sarà una stazione ogni 120 chilometri. Elli (Electric Life), la nuova filiale di Volkswagen, offrirà anche wallbox per la ricarica a casa, utilizzando energia verde - inizialmente in Germania. Inoltre, ci saranno 3.500 punti di ricarica sui parcheggi dei dipendenti presso tutti gli stabilimenti con ulteriori opportunità di ricarica presso i concessionari.





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martedì 12 marzo 2019

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Febbraio 2019


Sono stati pubblicati nel sito dell' EDTA, l' l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici i numeri relativi alle vendite delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti.  Al fine di fornire affidabili, dati di vendita tempestivi, EDTA ha implementato una nuova metodologia per la classificazione dei veicoli venduti per il suo rapporto mensile dei veicoli  plug-in (ricarica a rete delle batterie), in cui si distinguono quelli ibridi plug-in dove resta un motore termico oltre a quello elettrico e i veicoli elettrici puri a batteria. Questi numeri saranno controllati regolarmente e aggiornati. Infatti sono stati corretti i dati di Gennaio e noi puntualmente li prendiamo per aggiornare anche i nostri grafici.

I numeri pubblicati dall'EDTA vengono da noi elaborati per realizzare i grafici..

I nostri grafici

Nel mese Febbraio 2019  si è al di sotto dello stesso mese dell'anno precedente, ma al secondo posto  confrontando i numeri dei 12 anni precedenti per le immatricolazioni delle  Ibride Plug-in  (PHEV). Sono state immatricolate 6.992 unità.



Le auto  elettriche pure a batteria (BEV) immatricolate sono state 10.447 record del mese confrontate con quelle degli 11 anni precedenti, circa 400 in meno del mese di Gennaio di quest'anno. Comunque si continua a segnare record di vendite di mese in mese per gli ultimissimi anni.



Il totale delle auto Plug-in, elettriche pure e ibride con batteria ricaricabile in rete, 17.239 unità.



Con l'ultimo grafico vediamo la progressione annuale delle immatricolazione dal 2010 ad oggi. Nel 2019 siamo a 34.279 unità.








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lunedì 11 marzo 2019

Auto a metano in profonda crisi di vendite, salgono prepotentemente le auto ibride a Febbraio 2019


Nello scorso mese di Febbraio sono crescite le vendite delle auto ibride rispetto allo stesso mese del 2018 con una fortissima percentuale del 42,7%. Non si può dire altrettanto delle auto a metano la cui percentuale di immatricolazione rispetto all'anno precedente mostrano ancora una volta il crollo totale con un significativo -50, 6% che fa seguito al -46,1% del mese di Gennaio. Nel grafico  vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese  a partire dall'ottobre del 2014. Si nota che la sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni è avvenuta nel mese di Agosto 2016 e da allora le auto ibride hanno sempre sopravanzato le auto a metano accrescendo il divario. 


Il grafico sottostante è il risultato della sommatoria dei dodici mesi precedenti alla rilevazione delle immatricolazioni delle auto ibride e a metano. Si evidenzia il gap che via via cresce.


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