Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 21 maggio 2019

Autobus elettrici, gli Stati Uniti ne hanno 300, la Cina 421.000


An electric bus in Hong Kong. Photo: P. Lopez/AFP/Getty Images

Bloomberg è implacabile con i numeri, 421 mila bus in Cina sono una quantità enorme se paragonata a quanti bus elettrici hanno gli USA e gli altri Paesi in tutto il globo, non c'è paragone.


In Cina, un autobus elettrico non è un oggetto insolito. Su quasi 425.000 e-bus in tutto il mondo, alla fine dello scorso anno, un po' più di 421.000 erano in Cina. La flotta di e-bus globale è cresciuta del 32% circa nel 2018, secondo un rapporto “Electric Vehicle Outlook 2019” pubblicato Mercoledì scorso da BloombergNEF, con la stragrande maggioranza messa in strada in Cina mentre l'Europa ne aveva solo 2.250.

E non è finita qui, infatti la flotta di e-bus in Cina  è destinata ad aumentare a più di 600.000 entro il 2025 nel periodo in cui sono previste quasi 5.000 unità negli Stati Uniti.  La ragione è semplice: “Non c'è una politica industriale negli Stati Uniti per l'e-autobus”, ha detto Nick Albanese, un analista di New York a BNEF.

La Cina ha un approccio tipicamente top-down manifesto con l'obiettivo di elettrificazione i veicoli: stabilire target nazionali, sovvenzionare i produttori e alimentare la concorrenza politica tra le sue città. Almeno un candidato alla presidenza degli Stati Uniti sta spingendo affinché  tutti i nuovi autobus a livello nazionale siano ad emissioni zero entro il 2030, ma oggi gli Stati Uniti a livello federale non stanno usando nessuno degli strumenti di politica adottati dalla Cina
L'UE programma che un certo numero di bus siano a emissioni zero entro il 2025; la California, conscia dei cambiamenti climatici, nel frattempo, richiederà che tutti i nuovi autobus debbano essere a zero emissioni a partire dal 2029. BNEF stima che il 18% della flotta totale dei bus della Cina sia stato già elettrificato alla fine dello scorso anno.



Perché sono importanti i bus? Sono grandi e sono in uso quasi costante rispetto alle auto questo significa che le emissioni di gas serra siano preponderanti. 

Le città americane stanno entrando in punta di piedi  appena adesso nel mercato degli e-bus. Dei 5.700 autobus urbani Transportation Agency Metropolitan di New York, solo 10 sono completamente elettrici ora e altri 15 lo saranno a breve, secondo un portavoce. Nella più grande città degli Stati Uniti hanno avuto più successo gli autobus ibridi, sono 1.700 .

L'approccio per molti comuni degli Stati Uniti è quello di considerare gli e-bus solo quando i veicoli esistenti raggiungono la fine della loro vita utile. Un bus media dura circa 12 anni, secondo Albanese di BNEF, e quindi ci sono solo circa 5.000 nuovi autobus aggiuntivi  ogni anno negli Stati Uniti.

Entro il 2030 gli e-bus saranno più economici nella maggior parte dei paesi, secondo BNEF. Per ora, tuttavia, il costo può essere un deterrente. Gli e-bus sono meno costosi da mantenere rispetto ai modelli diesel, ma molte agenzie di trasporto pubblici degli Stati Uniti hanno bilanci separati per l'acquisizione e la manutenzione. Il produttore di e-bus con sede in California, la Proterra Inc., sta cercando di affrontare questo problema con un  programma di acquisti in leasing  con lo scopo di ridurre i costi iniziali e consentire alle agenzie di trasporto di usufruire dei costi bassi di manutenzione per spostarli sulle batterie, intese come sorta di 'carburante', proprio come farebbero per acquistare il gasolio.

La speranza più forte per gli Stati Uniti di raggiungere la Cina in materia di e-bus deriva dalla sua forza nella tecnologia. Il Nord America è già sede di molti produttori di bus elettrici  focalizzati sulla conquista del mercato nazionale. Se gli autobus elettrici raggiungessero un costo di competitivo, queste aziende potrebbero avere un vantaggio. La gara sugli e-bus non sarà risolta solo sull'economia di scala.

Secondo Ryan Popple, chief executive officer di Proterra e  ex dirigente della Tesla Inc.  “Mentre le aziende cinesi ottengono un maggiore sostegno, i migliori veicoli elettrici sono stati progettati e realizzati da aziende americane”.

Così lontano, la Cina gode la maggior parte dei vantaggi. E da 'sola' ha creato il mercato dell'e-bus globale, puntualizza Albanese, e il suo governo centralizzato può realizzare forti politiche con la massima velocità. La Cina è anche sede di alcuni dei più grandi produttori di batterie al mondo, dando ai costruttori di autobus nazionali un facile accesso alla componente più costosa di veicoli elettrici.

La Cina nel 2009 ha iniziato l'elettrificazione come priorità del suo sistema trasporto pubblico, parte della sua strategia per affrontare l'urbanizzazione diffusa, riducendo le importazioni di combustibili fossili. Questo ha messo in moto una serie di politiche globali, regolamenti e sovvenzioni che ha fatto nascere una nuova industria. Un decennio più tardi, i risultati sono tangibili: la Cina è di gran lunga il più grande mercato unico del mondo per veicoli elettrici di tutti i tipi, e Shenzhen è leader mondiale degli e-bus, seguito da Pechino, Shanghai, e Hangzhou.

Di questo fatto più di tutti ne ha beneficiato la BYD Co., che si è evoluta da produttore di batterie per telefoni cellulari e di fotocamere digitali nel 1990 in un colosso che vende ben 30.000 i veicoli elettrici o ibridi plug-in ogni mese in Cina. Gli autobus BYD sono utilizzati in circa 300 città a livello globale, ha detto il presidente Wang Chuanfu in un'intervista, e la società punta a raddoppiare le vendite di autobus in Europa ogni anno per i prossimi tre anni. La città natale di BYD, Shenzhen da sola ha circa 16.000 e-bus, secondo BNEF.

La strategia della Cina è completare l'elettrificazione della sua flotta di autobus. “E un approccio differente a quello degli altri paesi, che invece è quello di acquistare autobus elettrici solo come aggiunte”, ha detto Wang .

La novità delle città della Cina, senza le burocrazie radicate che possono resistere al cambiamento, costituisce un altro vantaggio. “Non si cade nei pregiudizi incombenti quando si sta costruendo una nuova flotta”, ha detto Popple. Inoltre, le città emergenti cinesi stanno costruendo vie di trasporto a tabula rasa, nota Albanese, mentre molti degli Stati Uniti le aziende di trasporto si trovano di fronte alla prospettiva di integrare i veicoli con i punti di ricarica sulle linee di esercizio esistenti.

In Cina, con l'aiuto come politica del governo, il trasporto pubblico elettrificato è venuto prima. “In Occidente è tutto il contrario. Le sovvenzioni sono in primo luogo per i veicoli privati, non di trasporto pubblico “, ha detto Wang BYD. “Proponiamo ai governi di imparare dall'esempio di Cina di una transizione da attuare.”

Fonte Bloomberg



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lunedì 20 maggio 2019

Presentato il primo aerotaxi elettrico on-demand


Lilium Jet è il primo jet-powered aerotaxi  completamente elettrico a cinque posti al mondo, in grado di viaggiare fino a 300 km in soli 60 minuti, con emissioni di esercizio pari a zero. La società Lilium produrrà e metterà in esercizio il  Lilium Jet come servizio rivoluzionario di aerotaxi on-demand come si legge nel comunicato stampa del 16 Maggio scorso. 
Il prototipo del velivolo tutto-elettrico ha completato il suo primo volo inaugurale nei cieli sopra la Germania all'inizio di questo mese. Esso  viene alimentato da 36 motori completamente elettrici che consentono il decollo e l'atterraggio verticale, oltre a raggiungere una notevole efficienza in volo di crociera orizzontale . La semplicità della progettazione dell'aeromobile, senza timone di coda, senza cambio e con solo una parte del motore  in movimento contribuisce alla sicurezza e accessibilità economica del velivolo, oltre che ad offrire finestre panoramiche e porte ad ala di gabbiano .
In meno di due anni sono stati in grado di progettare, costruire e far volare con successo un aereo che servirà come modello per la produzione di massa. Passare da due a cinque posti è stato visto come chiavistello che  permetterà di aprire i cieli a molti viaggiatori, amici o famiglie che voleranno insieme per diporto o businnesman in viaggio d'affari utilizzando il sistema ride-sharing in città. Il fatto di avere cinque posti offre un'economia di scala che non si può ottenere con due soli  posti.  Con un perfetto equilibrio di percorrenza e la velocità, secondo i progettisti, gli aerei hanno il potenziale per influenzare positivamente il modo in cui le persone sceglieranno di vivere e viaggiare in tutto il mondo.

Con una velocità massima di 300 km/h e un'autonomia di 300 km, il Lilium Jet è in grado di completare i viaggi molto più lunghi rispetto alla maggior parte dei suoi concorrenti. Questo è, in parte, grazie al design ad ala fissa del velivolo potendo contare sulla portanza generata il che significa che sarà necessario meno del dieci per cento della sua potenza massima di 2.000 cavalli per il volo di crociera. Questa efficienza, che è paragonabile al consumo di energia di un'auto elettrica sulla stessa distanza. Ciò significa che l'aereo non sarebbe solo in grado di collegare periferie ai centri città e aeroporti alle stazioni ferroviarie principali ad alta velocità e a prezzi accessibili in tutta intere regioni.

Con la semplice pressione di un pulsante, i passeggeri saranno in grado di utilizzare l'applicazione Lilium per individuare la loro pista di atterraggio più vicina e pianificare il loro viaggio con facilità. La scelta da una vasta rete di percorsi attraverso città e regioni, i passeggeri potranno godere di tragitti che sono paragonabili nel prezzo ad un taxi ma ben quattro volte più veloci. Lilium si aspetta di essere pienamente operativo in diverse città in tutto il mondo entro il 2025, anche se i servizi di prova inizieranno prima di questa data in diverse località.

I progettisti, secondo le loro dichiarazioni, sognano un mondo dove chiunque potrà volare dove vuole e quando vuole, e la progettazione dell'aereo e del un servizio on-demand permetterà di arrivare a questo obiettivo, soddisfare le richieste della società per i viaggi aerei urbani che siano anche tranquilli, sicuri senza inquinare l'ambiente. Arrivare a questo punto ha significato affrontare alcune delle più grandi sfide del settore aerospaziale con alcuni vantaggi a livello collettivo permettendo di rivedere gli investimenti in infrastrutture terrestri come strade o rotaie.

L'ultima versione del Lilium Jet a cinque posti si basa sul test di volo di un prototipo a due posti avvenuto nel 2017 che ha fornito la prova del concetto di manovra con gli spostamenti di aerei da verticale a volo orizzontale posando le basi per il prototipo attuale.

Fonte Lilium

Un video






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domenica 19 maggio 2019

SOS api, raccolta di miele azzerata per il maltempo



Da Nord a Sud del Paese è praticamente azzerata quest’anno la produzione di miele a causa dell’andamento climatico siccitoso del mese di marzo seguito da un mese di aprile e maggio dal meteo particolarmente capriccioso caratterizzato da vento, pioggia e sbalzi termici che non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell’alveare. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo che rovina in Italia la giornata mondiale delle api che si festeggia il 20 maggio a livello planetario, dopo essere stata istituita dall’Onu nel 2018, per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto tanto che Albert Einstein sosteneva che: “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

La pazza primavera – sottolinea la Coldiretti – ha creato gravi problemi agli alveari con il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre- spiega la Coldiretti – se lo mangiano per sopravvivere. La sofferenza delle api – precisa la Coldiretti – è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

La pioggia no stop compromette il duro lavoro delle api e serve ora – continua la Coldiretti – un rapido cambiamento del tempo per salvare gli alveari. Non si tratta solo della produzione del miele poiché prodotti come mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole e, colza – spiega la Coldiretti – dipendono completamente o in parte dalle api per la produzione dei frutti. Ma le api sono utili anche per la produzione di carne con l’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l’erba medica e il trifoglio, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento. Anche la grande maggioranza delle colture orticole da seme, come l’aglio, la carota, i cavoli e la cipolla, si può riprodurre grazie alle api.

Lo scorso anno la produzione nazionale finale – ricorda la Coldiretti – è stata di 22.000 tonnellate grazie soprattutto al Centro e al Nord Italia dove gli apicoltori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo dopo molte annate negative mentre al Sud l’andamento climatico ha pregiudicato i raccolti per tutto l’anno a partire dal miele di agrumi le cui rese sono state molto scarse, soprattutto in Sicilia. In Italia – spiega la Coldiretti – esistono più di 50 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino. Nelle campagne italiane – continua la Coldiretti – ci sono 1,2 milioni gli alveari curati da 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali con un valore stimato in più di 2 miliardi di euro per l’attività di impollinazione alle coltivazioni.

Rilevanti sono le importazioni dall’estero che nel 2018 sono risultate pari a 27,8 milioni di chili in aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 11,3 milioni di chili e la Cina con 2,5 di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare.

“Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica” consiglia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

Fonte Coldiretti





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sabato 18 maggio 2019

Fatturato e ordinativi dell’industria a Marzo 2019 cresce del 0,3% il primo e del 2,2% i secondi



A marzo si stima che il fatturato dell’industria aumenti in termini congiunturali dello 0,3%, proseguendo la dinamica positiva registrata nei due mesi precedenti. Nel primo trimestre l’indice complessivo è cresciuto dello 0,9% rispetto all’ultimo trimestre del 2018.

Anche gli ordinativi registrano a marzo un incremento congiunturale del 2,2%, mentre nella media del primo trimestre del 2019 sono rimasti invariati rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.

La dinamica congiunturale del fatturato è sintesi di una contenuta flessione del mercato interno (-0,3%) e di un sostenuto aumento di quello estero (+1,5%). Per gli ordinativi l’incremento congiunturale riflette una leggera contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-0,5%) e una marcata crescita di quelle provenienti dall’estero (+6,2%).

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a marzo gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dello 0,9% per i beni intermedi e dello 0,1% per i beni di consumo; i beni strumentali restano sullo stesso livello del mese precedente mentre l’energia registra una lieve riduzione dello 0,3%.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 22 di marzo 2018), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dell’1,3%, con incrementi dello 0,2% sul mercato interno e del 3,5% su quello estero.

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei macchinari e attrezzature e quello della gomma, plastica e minerali non metalliferi registrano la crescita tendenziale più rilevante (+7,9%), mentre l’industria farmaceutica mostra il calo maggiore (-10,3%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 3,6%, con riduzioni su entrambi i mercati (-4,4% quello interno e -2,4% quello estero). La maggiore crescita tendenziale si registra nelle industrie tessili (+4,6%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria farmaceutica (-12,9%).

Comunicato Istat



nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.



Fatturato cresce dello  0,3% 



Ordinativi cresce del 2,2% il secondo





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venerdì 17 maggio 2019

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico ad Aprile 2019


All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Aprile 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che tra gli altri conosciuti e verificati ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese di Aprile 2019 pubblicati dalla Snam, constatando un bel balzo in alto con circa il 15,9% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 
5471,66
 milioni di m3 .
Più interessanti diventano i grafici che riescono a spiegare più delle parole lo svolgersi dell'espansione o la contrazione dei consumi, asetticamente e inequivocabilmente.
I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è cresciuto del 15,9% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale mostra una stabilità del consumo rispetto allo stesse mese dell'anno passato o, ad essere pignoli, un aumento dello 0,01%, con una quantità di 
1.163,6
 milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento mediano rispetto agli ultimi 15 anni.


Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una contrazione nell'ultimo anno.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale considerevolmente rispetto allo stesso mese 2018 con un + 
32,6
circa, assestandosi ancora nella zona media degli ultimi 15 anni. Si sono consumati circa 
1.908,6 
milioni di metri cubi (dati provvisori).



Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la discesa dei consumi fino ad oggi con gli ultimi mesi con una tendenza al ralzo, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.






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giovedì 16 maggio 2019

La straordinaria ascesa dei veicoli elettrici e la progressiva sparizione dei veicoli a carburante


I veicoli elettrici sono sul punto di dominare le vendite in tutto il mondo per quanto riguarda le autovetture e gli autobus entro il 2040, e per invadere in modo significativo sul mercato per i furgoni trasporto merci a breve distanza, secondo l'ultima previsione da una analisi della società di ricerca BloombergNEF (BNEF). Qui sotto vediamo il grafico che riassume la previsione con scadenza quinquennale fino al 2040.
Le vendite suddivise per segmento



 Qui sotto il grafico con la quota di veicoli elettrici circolanti alla data.



Il rapporto BNEF prevede che la Cina continuerà ad essere in testa nel mercato delle auto elettriche, mercato che rappresenterà il 48% di tutti i veicoli elettrici passeggeri venduti nel 2025 e il 26% nel 2040, quando altri mercati  saranno in fase di recupero del mercato. L'Europa si posizionerà dietro la Cina ma davanti agli Stati Uniti a livello globale nel corso degli anni 2020. L'Elettrificazione nei mercati emergenti sarà molto più lenta portando ad un mercato frammentato nel settore automotive.


L'aumento complessivo, tuttavia, sarà impressionante. BNEF si aspetta che le vendite di EV autoveicoli tenderà a salire da 2 milioni in tutto il mondo nel 2018 a 28 milioni nel 2030 e 56 milioni entro il 2040. Nel frattempo vi sarà una caduta delle vendite degli autoveicoli convenzionali (a motore termico) a 42 milioni entro il 2040 dai circa 85 milioni nel 2018.

Le industrie del petrolio, dell'energia elettrica e delle batterie saranno tutti influenzati dalla crescita dei veicoli elettrici. Un anno fa, BNEF aveva stimato il loro impatto negativo sulla domanda di carburanti per autotrazione a 7,3 milioni di barili al giorno entro il 2040. Tuttavia, ora è quasi raddoppiato questo a 13,7 milioni di barili al giorno, in parte a causa di nuove previsioni per l'elettrificazione del settore dei veicoli commerciali e in parte, paradossalmente, perché l'efficienza del carburante ICE si prevede di procedere più lentamente di quanto si pensasse.

Fonte BloombergNEF



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mercoledì 15 maggio 2019

Le immatricolazioni delle auto elettriche (+55,2%) e ibride negli Stati Uniti ad Aprile 2019


Sono stati pubblicati nel sito dell' EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici, i numeri relativi alle vendite delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti  di Aprile 2019.  Al fine di fornire affidabili, dati di vendita tempestivi, EDTA ha implementato una nuova metodologia per la classificazione dei veicoli venduti per il suo rapporto mensile dei veicoli  plug-in (ricarica a rete delle batterie), in cui si distinguono quelli ibridi plug-in, dove resta un motore termico oltre a quello elettrico, dai veicoli elettrici puri a batteria. Questi numeri saranno controllati regolarmente e aggiornati per i nostri grafici.

I numeri pubblicati dall'EDTA vengono da noi elaborati per realizzare i grafici..

I nostri grafici


Vediamo che nel mese Aprile 2019 le auto  elettriche pure a batteria (BEV) immatricolate sono state  15.327  che rappresenta il record del mese confrontate con quelle degli 11 anni precedenti, con un +55,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Nel 2019 sono state immatricolate 55.567 auto elettriche pure.



Le immatricolazioni delle auto Ibride Plug-in  (PHEV) sono state inferiori sia al 2018 che al 2017 per lo stesso mese sui 12 anni precedenti, con 5.928 unità, -39,2%. Complessivamente nel primo quadrimestre si sono vendute 26.933 ibride plug-in.



Il totale delle auto Plug-in, elettriche pure e ibride con batteria ricaricabile a rete, sono risultate essere superiori rispetto all'anno passato con 21.255 unità, nonostante il forte decremento delle ibride bilanciato dal ben superiore incremento delle elettriche, per un totale del primo quadrimestre pari a  82.500 vetture.




Con il seguente grafico vediamo la progressione mese per mese delle immatricolazione dal 2010 ad oggi. 

Progressione mensile







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martedì 14 maggio 2019

2022 l'anno della svolta, le auto elettriche più economiche delle auto a benzina e diesel


Quando un'auto elettrica costerà quanto un'auto tradizionale? Un'analisi di esperti ci risponde.

Ogni anno un team di ricerca BloombergNEF analizza bottom-up il costo di acquisto di un veicolo elettrico e lo confronta con il costo di un veicolo con motore a combustione della stessa dimensione/categoria. Il punto di crossover cioè quando i veicoli elettrici diventano più economici rispetto ai loro concorrenti equivalenti con motore a combustione sarà un momento cruciale per il mercato EV. Da quella data un acquirente deciderà se acquistare un veicolo elettrico o uno termico, ciò sarà solo una questione di gusto, di stile o di preferenza  non più una questione economica.

Ogni anno, quel punto di crossover si avvicina sempre più nelle previsioni. Nel 2017, un'analisi BloombergNEF prevedeva che il punto di crossover sarebbe avvenuto nel 2026, ovvero dopo nove anni. Nel 2018, il punto di crossover è stato previsto nel 2024, cioè sei anni dopo.

Adesso, con l'ultima analisi, il punto di crossover, è ora previsto nel 2022 per veicoli di grandi dimensioni all'interno dell'Unione europea. A questo traguardo, possiamo ringraziare l'incredibile contrazione dei costi della batteria del veicolo elettrico, batteria che non si sta tanto restringendo in termini di dimensioni ma in termini di costi.

Sono da molti anni che gli analisti semplificano la questione affermando che la batteria elettrica del veicolo equivale alla metà del costo totale della vettura. Tale rapporto però sta cambiando velocemente nel giro di pochi anni. Per un'auto di medie dimensioni auto degli Stati Uniti nel 2015, la batteria 'pesava' economicamente in rapporto a più del 57% del costo totale. Quest'anno, 2019, è il 33%. Nel 2025 la batteria sarà solo il 20% del costo totale del veicolo.

Inoltre, nel 2030, i costi dei motori elettrici, degli inverter ed elettronica di potenza potrebbero scendere dal 25% al 30% rispetto ad oggi.

L'incredibile contrazione della batteria del veicolo elettrico non significa rendere più accessibili economicamente solo le auto elettriche. Questo abbassamento dei costi della batteria porta una ricaduta anche su tutta una serie di altri veicoli come per la Komatsu Ltd. che ha appena annunciato la produzione di un piccolo escavatore completamente elettrico per il settore delle costruzioni  vicino ad ospedali o scuole o in zone residenziali, con particolare attenzione ai gas di scarico e rumore durante il lavoro, nonché tunnel o all'interno di edifici.

Ricadute anche nei veicoli elettrici nautici. Stena Line prevede di installare le batterie in uno dei suoi traghetti tra la Svezia e la Danimarca. La prima, una batteria 1 MWh (megawattora), utilizzabile per le manovre in porto. Il successivo progetto è quello di una batteria di 20 MWh  per fornire energia nelle operazioni portuali entro le 10 miglia nautiche, o poco oltre. Ulteriore progetto una batteria di 50 MWh fornirà un raggio d'azione entro le 50 miglia nautiche. 

Batterie più piccole saranno presto utilizzate in aeronautica. Harbour Air Ltd., che gestirà 42 aerei in 12 brevi itinerari nella Columbia Britannica [ne abbiamo parlato qui].

Fonte Bloomberg


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lunedì 13 maggio 2019

Auto elettriche, nel primo trimestre del 2019 ottengono un + 84% delle vendite nella Ue



ECV-elettrici +ibridi a batteria, HEV- ibridi, APV-carburanti alternativi
Nel primo trimestre del 2019, sebbene sia quasi il 60% la torta del mercato delle autovetture nuove immatricolate in tutta l'UE le auto costituito dalle vetture a benzina e che scenda a meno di un terzo quelle a gasolio si nota una forte crescita del mercato delle auto alimentate a energia elettrica che salgono al 2,5% con un incremento del l'84% rispetto allo stesso trimestre dell'anno passato. Non solo sono buone le percentuali ma anche i numeri passando da 33.516 unità immatricolate nel I trimestre 2018 a 61.809 nel I trimestre del 2019. In Italia l'incremento è stato del 25% (1.183 unità) superata da quasi tutte le nazioni grandi, medie e piccole in quanto a volumi e percentuali. Se si aggiungono i numeri di altre nazioni non affiliate alla Ue la percentuale di incremento sale al 94% in più. Spicca come al solito la Norvegia con 18.885 unità e un +92,4%, la Germania con 15.944 con un +74,7%, la Francia 10.569 con +44,3%, l'Olanda 9.925 +103,9%, Gran Bretagna 5.997 +54,0%, Svezia 4.091 +227,3%, Svizzera 3.024 +128,1%, Spagna, Austria, Belgio con più di 2 mila auto e incrementi 138%, 60%, 140% circa rispettivamente. 

Per quanto riguarda le auto ibride con batterie ricaricabili a rete (PHEV) l'incremento è stato minimo +0,1% ma i numeri sono alti, 37.385 unità. Le auto ibride (HEV) con batterie non ricaricabili a rete hanno visto l'incremento al 33,3% con immatricolazioni alte, 184.808 unità.


Il crollo delle immatricolazioni delle auto alimentate a gasolio è stato totale ad eccezione della Germania, dove ancora resistono, ma segnano un -17,9% nell'intera Ue con 1.289.826 di vetture contro le 1.571.094 dell'anno passato.

Crescono le auto alimentate a benzina da 2.301.110 a 2.376.827  con un incremento del 3,3%.


Secondo i dati forniti dalla Acea


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venerdì 10 maggio 2019

Auto a metano in profonda crisi di vendite, al contrario salgono le auto ibride ad Aprile 2019



Nello scorso mese di Aprile sono aumentate le immatricolazioni delle auto dell'1,5% con un crollo delle auto alimentate diesel e metano mentre sono cresciute le vendite delle auto elettriche e ibride. I numeri delle auto a metano sono diventati sempre più piccoli come la loro quota di mercato che in Aprile è scesa a solo 1,7%  mentre le auto ibride sono più del doppio, il 5,4%. I passi in dietro del metano sono significativi negli ultimo due anni segno che il cedimento non è occasionale ma oramai stra confermato di mese in mese con punte di ottobre a -62% circa. Le auto ibride sembra che abbiano preso il posto delle auto a metano nelle preferenze degli automobilisti con aumenti percentuali, numerici e di accaparramento del mercato sempre più che positivi. Ad Aprile abbiamo visto un +29,2 e un quota del 5,4%.

Nel grafico vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese a partire dall'ottobre del 2014. Si nota che la sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni è avvenuta nel mese di Agosto 2016 e da allora le auto ibride hanno sempre sopravanzato le auto a metano accrescendo il divario. 






Il grafico sottostante è il risultato della sommatoria dei dodici mesi precedenti alla rilevazione delle immatricolazioni delle auto ibride e a metano. Si evidenzia il gap che via via cresce.





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giovedì 9 maggio 2019

20 camion a guida autonoma da 630 tonnellate per le miniere australiane



Caterpillar  fornirà una flotta di venti 793F macchine pesanti a guida autonoma per l'estrazioni e il trasporto di materiali minerari a Rio Tinto Group,  una multinazionale anglo-australiano che si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie, la terza più grande società mineraria del mondo.

Queste macchine pesanti verranno impiegate per l'estrazione di minerali di ferro a Koodaideri nel Pilbara, nell'Australia occidentale.

Le due società hanno anche concordato di studiare come incrementare i livelli di automazione delle attrezzature minerarie pesanti nelle miniere del futuro.

L'amministratore delegato di Rio Tinto Iron Ore Chris Salisbury ha sottolineato che  la tecnologia sta cambiando rapidamente le operazioni minerarie permettendo di sfruttare meglio l'innovazione per rendere le operazioni anche più sicure, più intelligenti e più produttivo, un passo eccitante per il loro business.

Fonte Rio Tinto Group

Le caratteristiche del mezzo tradizionale sono qui

Un video








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mercoledì 8 maggio 2019

La Germania ha aperto la sua prima autostrada elettrica per i camion



E' parecchio tempo che dedichiamo post che riguardano il trasporto su strada con una tecnologia nata in Italia e presto dimenticata. I filocarri della Valtellina hanno dimostrato che la tecnologia è utilizzabile e offre grandi vantaggi sia ambientali che di risparmio energetico. E' un peccato avere perso questa sfida lasciando che altri Paesi (più attrezzati) la riprendessero in mano per aggiornarla e renderla usufruibile. Tecnologia che un parlamentare italiano, Dario Tamburrano, ha portato all'attenzione del Parlamento Europeo nei suoi interventi. Ricordiamo che una sperimentazione sarà effettuata anche in Italia grazie alla Società di Progetto Brebemi SPA (vedere precisazione sotto riportata).  
Per  vedere i nostri post cliccare su Filocarri. Leggiamo qui un aggiornamento fornito online da CNN Business.

I mezzi pesanti continuano ad avere un consumo di gasolio sempre più alto e in crescita a livello globale, inquinando città e alimentando il cambiamento climatico. La Germania pensa che potrebbe aver trovato la risposta per superare questi problemi utilizzando linee aeree per alimentare i mezzi di trasporto.

Un sistema che consente ai camion di trarre energia elettrica da cavi aerei è entrato in funzione su 10 chilometri  di un'' autostrada Martedì scorso. E 'il primo test del genere su una strada pubblica in Germania.
Sviluppato da Siemens ( SIEGY ), il sistema consente ai mezzi pesanti con attrezzature speciali montate sui tetti la connessione a linee elettrificate durante il viaggio a velocità fino a 90 chilometri all'ora.
I camion hanno la trazione con i motori elettrici quando sono collegati alle linee aeree, e un sistema ibrido quando tornano su una strada tradizionale. Sensori particolari rilevano quando i cavi aerei sono disponibili. Siemens afferma che il suo sistema di eHighway combina l'efficienza di guida elettrica con la flessibilità degli autotrasporti. Un altro vantaggio è una forte riduzione delle emissioni di CO2 e ossidi di azoto.

Vantaggi
Siemens sostiene che il sistema può essere integrato con l'infrastruttura stradale esistente, rendendolo un modo pratico per ridurre le emissioni e il consumo di energia in luoghi dove le ferrovie non sono utilizzabili.
Il tratto di strada aperta Martedì è parte di un collegamento cruciale tra l'aeroporto di Francoforte, un hub del trasporto globale, e un vicino parco industriale. Altri due tratti di autostrada con lo stesso sistema apriranno presto. Il governo tedesco ha speso 70 milioni di € per lo sviluppo di questi camion in grado di utilizzare il sistema. Siemens ritiene che un proprietario di camion potrebbe risparmiare € 20.000  di carburante, gasolio, su 100.000 chilometri chilometri percorsi.

Spinta ambientale
Il trasporto su mezzi pesanti è una fonte di richiesta sempre più crescente e veloce del consumo di petrolio nel mondo, secondo l' International Transport Forum, che fa parte della Organisation for Economic Co-operation and Development (l' Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo). Secondo il gruppo, il trasporto merci su strada è previsto che farà crescere del 15% le emissioni globali di CO2 da qui al 2050. Ridurre le emissioni di carbonio da trasporto è una parte fondamentale dell'accordo sul clima di Parigi 2015 (2015 Paris Climate Agreement), che ha lo scopo di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali.

Progetti come quello in Germania potrebbero essere parte di una soluzione che include un aumento ferroviario e l'uso di veicoli elettrici.

"Camion elettrificati sono la soluzione particolarmente efficiente sulla strada di trasporto carbon-neutral", ha detto Rita Schwarzelühr-Sutter, segretario di Stato presso il Ministero federale tedesco per l'Ambiente.

I test e le dimostrazioni della tecnologia eHighway sono stati condotti su scala minore in Svezia e in prossimità dei porti degli Stati Uniti di Los Angeles e Long Beach.

Fonte e foto CNN Business


PRECISAZIONE, RETTIFICA E AGGIORNAMENTO (9 Maggio)
Riceviamo e pubblichiamo volentieri una richiesta di rettifica da parte della Società di Progetto Brebemi.

Egregio dott. Massimo J. De Carlo,
con riferimento all'articolo apparso su "Mondo Elettrico" in data 8 maggio u.s., con il titolo "La Germania ha aperto la sua prima autostrada elettrica per i camion", siamo cortesemente a
richiedervi di voler provvedere, ai sensi di legge, alla pubblicazione della seguente replica.
Nel menzionato articolo si afferma che "la sperimentazione sarà effettuata anche in Italia  
grazie alla particolare attenzione e lavoro svolto da un parlamentare europeo, italiano, Dario Tamburrano, occasione colta dalle Ferrovie dello Stato per l'autostrada Brebemi A35 ".
Ebbene, la e-Highway A 35 nasce da un'idea del doli. Francesco Bertoni, Presidente della
Società di  Progetto Brebemi  S.p.A.,  che non  ha al  proposito intrattenuto alcun rapporto o collaborazione né con il dott.. Dario Tamburano, né con Ferrovie dello Stato.
Per l'avvio de] progetto pilota e-Highway A 35 è stato invece definito un accordo con Concedente CAL S.p.A. e alcuni importanti partners, tra cui Italscania, Siemens, Politecnico di Milano e, anche grazie al patrocinio della regione Lombardia, è stata avviata la fase di progettazione per la realizzazione del primo tratto di autostrada elettrica in Italia.
La soluzione e-Highway combinerà in modo innovativo due tecnologie esistenti: pantografo
intelligente e sistema di trazione ibrido. 
Nel tratto autostradale elettrificato, il pantografo si collegherà alla linea aerea elettrica per ricevere l'energia per circolare riducendo così a zero le emissioni inquinanti e i costi operativi dei camion.
Sulle corsie sprovviste dell'infrastruttura, ovvero in fase di sorpasso i veicoli potranno comunque 
circolare sfruttando il proprio motore a trazione ibrida.
Il progetto prevede infine l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile poste in prossimità dell'autostrada, per l'alimentazione del traffico lungo la A35, costituendo dunque un concreto esempio di economia circolare.
Distinti saluti.
                        Avvocato Antonio Comes (firmato)


Dopo avere rivolto le mie scuse per le imprecisioni (ora corrette nel testo del post) alla Società di Progetto Brebemi, alle Ferrovie dello Stato e al dott. Tamburrano (che non era mia intenzione collegare in nessun modo al progetto particolare ma solo alla comune simpatia riguardo i Filocarri)  mi permetto di  congratularmi con la Società e i Partner e aggiungere il plauso per le ulteriori cortesi informazioni ricevute dall'Avv, Comes riguardo l'utilizzo della sola energia proveniente da fonti rinnovabili che aggiunge un ulteriore valore ambientale al progetto .


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