Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 19 dicembre 2018

Fatturato e ordinativi dell’industria a Ottobre 2018




A ottobre si stima che il fatturato dell’industria diminuisca in termini congiunturali dello 0,5%, dopo la variazione nulla del mese precedente; nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo cresce comunque dello 0,3% sui tre mesi precedenti.


Gli ordinativi registrano una lieve diminuzione congiunturale (-0,3%); anche in questo caso nella media degli ultimi tre mesi si registra un contenuto aumento (+0,5%) sui tre mesi precedenti.

La dinamica congiunturale del fatturato riflette la flessione sia del mercato interno (-0,7%) sia di quello estero (-0,2%). Anche per gli ordinativi la riduzione congiunturale è dovuta a cali, in questo caso di pari entità (-0,3%), delle commesse provenienti da entrambi i mercati.

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a ottobre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali per i beni di consumo (+1,4%) e per l’energia (+1,6%); la maggiore contrazione si rileva per i beni strumentali (-3,5%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di ottobre 2017), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 2,0%, con incrementi dell’1,7% sul mercato interno e del 2,7% su quello estero. 

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore del coke e dei prodotti petroliferi raffinati registra la crescita tendenziale più rilevante (+15,5%), mentre il comparto dei mezzi di trasporto mostra la flessione maggiore (-11,5%). 

L’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento tendenziale del 2,0%, dovuto all’incremento dell’1,2% per il mercato interno e del 3,0% per il mercato estero. La maggiore crescita tendenziale si registra nell’industria chimica (+7,9%), mentre la diminuzione più marcata si rileva nel comparto dei mezzi di trasporto (-5,1%).

Comunicato Istat




nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.


Fatturato




Ordinativi








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martedì 18 dicembre 2018

Il mercato dell'auto perde colpi in Europa a novembre -8,1%. Bene le elettriche e ibride



Così come già osservato per l’Italia, anche in Europa il mercato dell’auto non accenna a frenare il trend negativo delle vendite, iniziato nel mese di settembre scorso.

Nell’Europa dei 28+EFTA, infatti, le immatricolazioni di autovetture nuove nel mese di novembre, secondo quanto diffuso oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, sono state 1.158.300, in calo dell’8,1% rispetto alle 1.259.793 archiviate nel novembre 2017. Per gli 11 mesi, invece, il risultato resta sostanzialmente stabile rispetto al periodo gennaio-novembre 2017 quando si immatricolarono 14.492.319 vetture: il 2018, infatti, fin qui totalizza 14.585.417 vendite di auto, +0,6%.  

Dal dettaglio per Paese, si nota una generalizzata flessione delle vendite rispetto a novembre dello scorso anno; tra i 5 Major Markets, 
calo a doppia cifra per la Spagna (-12,6%)
segno negativo per la Germania (-9,9%)
l’Italia (-6,3%)
la Francia (-4,7%)
il Regno Unito (-3,0%). 
Persiste, seppur in lento recupero, l’influenza dell’entrata in vigore della nuova norma WLTP e delle difficoltà di approvvigionamento di prodotto da parte di alcune Case costruttrici.

 “Così come altre Associazioni della filiera – commenta Romano Valente, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – siamo preoccupati per le conseguenze che provvedimenti “malus” potrebbero avere sul mercato dell’auto nel 2019”. “L’UNRAE, auspica – prosegue Valente - che la politica nazionale sia indirizzata verso una mobilità a basse emissioni, sostenendo – non secondariamente - anche l’infrastrutturazione”. “Provvedimenti come quello in discussione nelle sedi parlamentari, nonché quelli saltuari come le domeniche ecologiche programmate a Roma che interdicono alla circolazione i diesel di ultima generazione e consentono la libera circolazione in deroga di veicoli con oltre 20 anni di età – conclude il Direttore Generale - non possono considerarsi sostenuti da finalità ambientali.”


Germania – Anche novembre segna un risultato negativo: 272.674 auto vendute e -9,9%
Il mercato delle autovetture nuove in Germania si attesta sulle 272.674 unità, segnando una flessione del 9,9% rispetto alle 302.636 immatricolazioni di novembre 2017. Il cumulato del gennaio-novembre, quindi, cumula poco meno di 3.200.000 di unità (3.198.720) che significano un aumento dello 0,4% rispetto alle 3.187.312 dello stesso periodo del 2017. Analizzando il dettaglio delle vendite per alimentazione, si evince che circa il 60,0% del mercato auto è rappresentato dalle vendite di veicoli a benzina, nonostante il calo del 12,5% registrato nel mese di novembre (il cumulato degli 11 mesi, invece, fa registrare una quota del 62,6%). In territorio negativo anche gli acquisti di auto diesel (-10%) che nel mercato complessivo rappresentano il 34% delle vendite nel mese e il 32,1% nel cumulato. In controtendenza le immatricolazioni di auto ibride, che crescono del 34,7% e rappresentano il 4,3% delle vendite di novembre. Ottima anche la performance delle elettriche che aumentano i propri volumi di oltre il 40%, raggiungendo una quota dell’1,6% a novembre (1,0% di rappresentatività negli 11 mesi).

Regno Unito – Incertezza e ritardi fanno calare il mercato dell’auto anche a novembre -3,0%
Nel Regno Unito l’incertezza economica, i ritardi dovuti all’approvvigionamento a causa delle nuove normative WLTP e il calo della fiducia dei consumatori porta le immatricolazioni di auto nuove a calare ancora: nel mese di novembre, infatti, si sono registrate 158.639 vendite, in flessione del 3,0% rispetto alle 163.541 del novembre 2017. Questo risultato porta il cumulato degli 11 mesi 2018 a 2.223.058 unità, che significano un calo del 6,9% a fronte delle 2.388.144 registrate lo scorso anno. Sul fronte delle alimentazioni, da segnalare nel mese l’aumento delle immatricolazioni di veicoli a benzina (+3,5%) e delle alimentazioni a basso impatto ambientale (+24,6%) a scapito delle vendite delle autovetture diesel che perdono il 16,7% dei volumi e 5,4 punti di quota (ora al 32,4%). Da un’analisi per canale, invece, emerge un unico incremento, che ha riguardato il canale delle società (+8,6%) grazie alle 4.853 unità. Calano, invece, gli acquisti delle famiglie (-6,4%) con 69.355 vendite di nuovi veicoli e una quota che ora si attesta al 43,7% del totale mercato; resta sostanzialmente stabile (-0,7%) il noleggio che archivia 84.431 immatricolazioni.

 Francia – Ancora in flessione il mercato dell’auto francese: novembre perde il 4,7% dei volumi
Anche in Francia il mercato dell’auto nuova chiude con un risultato negativo il mese di novembre. Con 171.611 immatricolazioni, infatti, si registra una contrazione dei volumi del 4,7% rispetto alle 180.005 dello scorso anno. Il periodo gennaio-novembre, chiude quindi con 2.008.091 vendite, a fronte delle 1.917.376 dello stesso periodo 2017. Prosegue il trend che vede segni positivi per tutte le alimentazioni ad eccezione delle motorizzazioni a gasolio, che registrano una flessione del 13,7% e 785.598 immatricolazioni, passando da una quota del 47,5% degli 11 mesi 2017 al 39,1% del periodo gennaio-novembre 2018. Risultati a doppia cifra, invece, per la benzina che guadagna oltre 7 punti percentuali rispetto allo scorso anno attestandosi al 54,6% di quota con 1.095.960 veicoli. Ottimi risultati anche per le ibride, che crescono del 32,8%, al 4,8% di quota e per le elettriche che registrano un incremento del 20,0% grazie alle 26.625 unità immatricolate nei primi 11 mesi.

Spagna – Calo a doppia cifra delle vendite di auto a novembre: -12,6% 
Le immatricolazioni di autovetture nuove in Spagna a novembre hanno subito una flessione del 12,6%, avendo registrato 91.063 unità contro le 104.170 di novembre 2017. A un mese dalla chiusura dell’anno, il mercato spagnolo cumula 1.222.147 vendite, con un saldo ancora positivo rispetto allo scorso anno (+8,0%) quando si immatricolarono 1.131.988 veicoli. Le cause di questa flessione vanno ricercate prevalentemente nell’accelerazione delle vendite dei mesi estivi, prima dell’entrata in vigore della nuova normativa sulle emissioni WLTP e nell’incertezza sullo sviluppo del settore e dell’economia nei prossimi mesi che stanno ritardando l’acquisto dell’auto. Resta generalizzata la flessione, che a novembre ha visto un importante calo del noleggio (-28,4%) e dei privati, che perdono il 10,6% delle vendite rispetto a novembre 2017. In calo anche le società che registrano un decremento del 12,3%. Nel mese di novembre, infine, aumenta al 61,3% la quota della benzina, in flessione al 30,5% quella del diesel e all’8,2% la rappresentatività delle vetture ibride ed elettriche.

Dai comunicati ACEA e UNRAE





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lunedì 17 dicembre 2018

I consumi petroliferi novembre 2018 a +4,3%



Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI NOVEMBRE 2018

I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,1 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 4,3% (+209.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017.

I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a circa 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,0 milioni di gasolio, con un incremento del 4,4% (+106.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017. Nel confronto occorre però tenere conto che nel 2018 è stato ampliato il campione della rilevazione.

In particolare:
la benzina totale ha mostrato un incremento del 2,5% (+14.000 tonnellate) con un aumento della benzina venduta sulla rete del 2,6% rispetto a novembre 2017;

il gasolio autotrazione evidenzia un incremento del 4,9% (+92.000 tonnellate) con un incremento del gasolio venduto sulla rete del 5,4% rispetto a novembre 2017.

Da segnalare la performance positiva dei bitumi (+25,7%) che, a partire dall’inizio dell’estate, hanno invertito un trend che era stato per lungo tempo negativo.

Si ricorda che nel mese di novembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno subito un calo del 6,1%. Quelle diesel hanno rappresentato il 44,8% del totale (era il 56,1% a novembre 2017), mentre quelle a benzina il 41,1% (era il 30,3% a novembre 2017).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso del Gpl è stato del 7,1%, quello delle ibride del 5,4%, quello del metano dell’1,3% e le elettriche dello 0,3%.


PRIMI UNDICI MESI 2018

I consumi petroliferi italiani sono stati pari a 55,8 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,8% (+2.046.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017
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I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), sono stati pari a circa 28,8 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,1% (+853.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017. Tali dati sono ancora provvisori essendo consolidati solo i primi otto mesi dell’anno.

In particolare:
la benzina totale nel periodo considerato ha mostrato una lievissima crescita dello 0,2% (+11.000 tonnellate) con un aumento della benzina venduta sulla rete dello 0,4% ;
il gasolio autotrazione totale segna un aumento del 4,0% (+842.000 tonnellate) con un incremento del gasolio venduto sulla rete del +3,2%.
Da segnalare il trend in continua crescita del carboturbo (jet fuel) che, rispetto allo stesso periodo del 2017, cresce del 7,5% (circa 300.000 tonnellate in più).

Si ricorda che nei primi undici mesi le immatricolazioni di autovetture nuove sono risultate in calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2017, con quelle diesel a coprire il 51,6% del totale (era il 56,4% nei primi undici mesi del 2017) e quelle a benzina il 35,1%.

Le auto ibride hanno coperto il 4,5% delle nuove immatricolazioni, quelle alimentate a GPL il 6,5%, quelle a metano il 2,0% e le elettriche lo 0,3%.

Comunicato stampa Unione Petrolifera




I nostri grafici 


Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha una buona crescita del 4,3% rispetto allo stesso mese del 2017 per cui si colloca al quintultimo posto tra quelli degli ultimi 13 anni presi in considerazione . Nei primi 11 mesi dell'anno l'incremento del consumo è del 3,8%.


Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza ad una leggera crescita dgli ultimi mesi.

Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota una transitoria stasi, una fase di decrescita e una successiva risalita dei consumi dal 2018.

Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 quasi sempre positiva in tutto il 2018.





Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.



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sabato 15 dicembre 2018

Onu, risoluzione colpisce 85% Made in Italy “Doc”




La risoluzione dell’Onu con bollini allarmistici o tasse per dissuadere il consumo di certi alimenti rischia di affossare quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che l’Unione Europea e le stesse istituzioni internazionali dovrebbero invece tutelare. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento della risoluzione preparata dai sette Paesi della “Foreign Policy and Global Health (Fpgh) che “esorta gli Stati Membri a adottare politiche fiscali e regolatorie che dissuadano dal consumo di cibi insalubri” che dovrebbe essere messa ai voti dall’Onu il prossimo 13 dicembre.

Il nuovo attacco punta a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale chiedendo di predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo – denuncia la Coldiretti – il futuro prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo. Vengono infatti promossi con il semaforo verde cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e bocciati invece con quello rosso e nero – spiega la Coldiretti – elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche i principali formaggi e salumi italiani.

Un patrimonio che è alla base della dieta mediterranea che ha consentito all’Italia di conquistare con ben il 7% della popolazione, il primato della percentuale più alta di ultraottantenni in Europa davanti a Grecia e Spagna, ma anche una speranza di vita che è tra le più alte a livello mondiale ed è pari a 80,6 per gli uomini e a 85 per le donne. Un ruolo importante per la salute che – continua la Coldiretti – è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010.

“Un corretto regime alimentare si fonda infatti sull’equilibrio nutrizionale tra i diversi cibi consumati e non va ricercato sullo specifico prodotto. Non esistono cibi sani o insalubri, ma solo diete più o meno sane” afferma Prandini nel sottolineare che si tratta di “un pericolo rilevante per il Made in Italy agroalimentare che nel 2018 ha messo a segno un nuovo record delle esportazioni con un +3% nei primi sei mesi dopo il valore di 41,03 miliardi del 2017”.


Comunicato Coldiretti.







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venerdì 14 dicembre 2018

Produzione industriale sale a Ottobre 2018




A ottobre 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,1% rispetto a settembre. Nella media del trimestre agosto–ottobre 2018 il livello della produzione cresce dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale solo nel comparto dei beni di consumo (+1,3%); variazioni negative registrano, invece, l’energia (-3,0%) e, in modo più lieve, i beni intermedi (-0,3%) e i beni strumentali (-0,1%). 

Corretto per gli effetti di calendario, a ottobre 2018 l’indice è aumentato in termini tendenziali dell’1,0% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di ottobre 2017). Nella media dei primi dieci mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,7% rispetto all’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a ottobre 2018 una crescita tendenziale per i beni strumentali (+2,4%) e i beni di consumo (+2,0%); diminuzioni si osservano invece per l’energia (-1,5%) e, in misura più contenuta, per i beni intermedi (-0,3%). 

I settori di attività economica con i più elevati tassi di crescita tendenziale sono la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+5,9%), le industrie alimentari, bevande e tabacco (+3,8%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+3,7%). Le maggiori flessioni si rilevano invece nell’industria del legno, della carta e stampa (-5,4%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,8%) e nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-3,6%).

Comunicato stampa Istat


I nostri grafici.

Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.






Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.

...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.





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giovedì 13 dicembre 2018

Un'enorme diga per lo storage di energia rinnovabile, fotovoltaica e eolica



Sicuramente uno dei problemi cruciali tra i più importanti da risolvere in previsione dello sviluppo delle energie rinnovabili è quello relativo all'accumulo dell'energia prodotta in surplus essendo essa del tutto variabile e non costante. Solare ed eolico hanno una produzione discontinua quindi lo sviluppo di queste energie rinnovabili va di pari passo con la creazioni di efficienti misure atte a tesaurizzare l'energia prodotta occasionalmente in eccesso per essere resa alla rete al momento del bisogno. La tecnologia della diga a doppio bacino può essere una delle soluzioni.

A tale fine esiste un progetto con uno stanziamento di ben 3 miliardi di dollari per trasformare la diga di Hoover in una enorme batteria. Questo è quello che si legge sul quotidiano online The New York Times .

La diga di Hoover ha contribuito a trasformare l'Occidente americano, sfruttando la forza del fiume Colorado - insieme a milioni di metri cubi di cemento e decine di milioni di chili di acciaio - per fornire energia elettrica a milioni di case e imprese. Fu una delle grandi imprese ingegneristiche del XX secolo. Ora è al centro di una sfida del 21 ° secolo: trasformare la diga in una vasta riserva di elettricità in eccesso, prodotta dagli impianti fotovoltaici  e dalle turbine eoliche che rappresentano le fonti di energia del futuro. Il Dipartimento di Los Angeles Water and Power, lo storico operatore della diga da quando fu costruita negli anni '30, vuole dotarla di un sistema di tubazioni ed una stazione di pompaggio alimentata da energia solare ed eolica del valore di 3 miliardi di dollari insieme. La stazione di pompaggio, a valle, aiuterebbe a regolare il flusso d'acqua attraverso i generatori della diga, rimandando l'acqua in alto per aiutare a gestire l'elettricità nei momenti di massima domanda. Il risultato netto sarebbe una sorta di accumulo di energia, che svolge quasi la stessa funzione delle gigantesche batterie agli ioni di litio sviluppate per accumulare e rilasciare energia secondo necessità. Il processo inizia quando la diga converte l'acqua in energia. 

Il progetto della diga di Hoover può aiutare a rispondere a una domanda incombente per l'industria energetica: come arrivare a un risparmio energetico conveniente ed efficiente, che è visto come la chiave per trasformare il settore e contribuire a ridurre le emissioni di carbonio. Poiché il sole non splende sempre e i venti possono essere incoerenti, le compagnie elettriche cercano modi per accumulare l'elettricità generata da tali fonti rinnovabili pronta per l'uso quando la loro produzione diminuisce. Tutto questo al fine di evitare di accendere impianti a combustibili fossili per far fronte a periodi di forte domanda, e quando gli impianti solari ed eolici producono più elettricità di quanto i consumatori necessitino, i servizi pubblici californiani hanno dovuto trovare il modo di sbarazzarsi di essa - incluso darla via ad altri stati - o di sovraccaricare la rete elettrica e causare blackout.

L'obiettivo temporale per il completamento è il 2028, e alcuni dicono che lo sforzo potrebbe ispirare innovazioni simili da applicare ad altre dighe. Il potenziamento dello stoccaggio di energia potrebbe anche influenzare piani per miliardi di dollari in altri progetti di impianti eolici proposti dai miliardari Warren E. Buffett e Philip F. Anschutz. Ma la proposta dovrà fare i conti con ostacoli politici, comprese le preoccupazioni ambientali e gli interessi di coloro che usano il fiume per bere, divertirsi e altri servizi. 

Fonte The New York Times 






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mercoledì 12 dicembre 2018

Produzione nazionale +0,8% e le rinnovabili nel mese di Ottobre 2018, idrica +25,1%, eolica +17,4%



Qualche giorno fa abbiamo visto i dati relativi al consumo di energia elettrica in Italia nel mese di Ottobre 2018 grazie al comunicato stampa emesso da  Terna secondo cui si certifica, sia pure provvisoriamente, che vi è stata una crescita del 2,1% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 26.866 GWh contro i 30.026 GWh dell'anno passato.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale di energia con particolare attenzione verso le energie rinnovabili.
Nel decimo mese dell'anno, secondo quanto rilevato da Terna,  la domanda di energia elettrica è stata  soddisfatta per l’85,3% con produzione nazionale e per la quota restante (14,7%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. 

In dettaglio, la produzione nazionale netta di 23,1 miliardi di kWh è aumentata dello 0,8% rispetto a ottobre del 2017. In forte crescita le fonti di produzione idrica (+25,1%) ed eolica (+17,4%); in flessione le fonti di produzione termica (-2,5%) e fotovoltaica (-10,1%); stabile quella geotermica.



I nostri grafici

Per comprendere facilmente con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito alcuni grafici con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009


Nel mese di Ottobre si registra una crescita della produzione nazionale dello 0,8% rispetto a Ottobre 2017. La quota di produzione delle centrali termiche è scesa del 2,5% mentre, tra le rinnovabili, si ha un forte aumento dell'idrico con +25,1% e l'eolico con un +17,4% una riduzione di tutte le alte.


Per anno solare vediamo che a Ottobre 2018 la produzione nazionale risulta essere collocata ad un  livello medio degli ultimi 10 anni presi in considerazione nei nostri grafici  con 23,1 miliardi di kWh , ovvero +0,8%  rispetto allo stesso mese dell'anno precedente .



... vediamo la  sequenza mensile.




Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come 
sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Nel 2018 siamo in presenza di una stasi.


Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.


La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Vediamo una riduzione del 10,1% rispetto al 2017, sia pure al secondo livello con  1.608 GWh.



La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Sale toccando il massimo mai raggiunto in passato con +25,1% e  1.482 GWh.


Ciascuna delle rinnovabili in un solo grafico.



Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separata dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.



Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.


Il grafico seguente mostra il ruolo di tutte le componenti nella produzione nazionale di energia, le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica)  34,77%  e la termica 65,23%.

Nota: nella nostra torta e in tutti i grafici del post abbiamo escluso le biomasse facenti parte della quota termica anche se considerate da terna come fonti rinnovabili.





Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.


Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.



Negli ultimissimi  mesi si rileva una risalita della produzione idroelettrica.






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martedì 11 dicembre 2018

Il treno ad alta velocità sotto il fondo del mare




Non era sufficiente realizzare una linea ferroviaria ad alta velocità di superficie, i cinesi la vogliono costruire sotto il fondo del mare, secondo qunto scrive il portale web ufficiale del Governo della Provincia di Zhejiang.

Pechino ha appena dato il via libera a un progetto per la costruzione del primo treno proiettile (sullo stile del giapponese Shinkansen, che tradotto appunto vuol dire 'treno proiettile' per la sua alta velocità)  sottomarino in Cina.
La linea collegherà Ningbo, una città portuale a sud di Shanghai, a Zhoushan, un arcipelago al largo della costa orientale. Il tunnel sottomarino proposto farà parte del tragitto della ferrovia Yong-Zhou di 77 chilometri (Yong è il soprannome di Ningbo) per aumentare il turismo e creare una zona di pendolarismo di due ore all'interno della provincia di Zhejiang.
Il progetto di questo nuovo itinerario era stato  presentato al governo nel 2005 con uno studio di fattibilità della linea ferroviario Yong-Zhou che poi è stato approvato da Pechino nel novembre scorso.
All'interno del percorso ferroviario di 77 km, saranno costruiti circa 70,92 km di binari, compresa una sezione sottomarina di 16,2 km.


La nuova linea ferroviaria accorcia notevolmente il viaggio tra Zhoushan e Hangzhou e una volta completata collegherà la stazione est di Ningbo e la stazione di Zhoushan (Baiquan) con treni ad alta velocità che raggiungono una velocità massima di 250 chilometri all'ora, in 80 minuti, confrontati con le circa 4,5 ore in autobus o in 2,5 ore di viaggio con un veicolo personale.

Sono state progettate sette stazioni per l'intero percorso, tra cui quattro nuove stazioni e tre riqualificate. Oltre al tunnel sottomarino, sarà costruito un ponte stradale per collegare parti dell'arcipelago.

Con un prezzo di 25,2 miliardi di RMB (equivalenti a 3,6 miliardi di dollari), il progetto dovrebbe iniziare l'anno prossimo e dovrebbe concludersi nel 2025 .
Zhoushan, a circa tre ore di auto a sud di Shanghai, è ancora relativamente poco conosciuto dai turisti internazionali. Ma in termini di business, è una delle più importanti nuove aree a livello statale (o zone speciali di sviluppo economico designate dal governo di Pechino) in Cina.





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