Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 20 ottobre 2018

Il cane elettrico di Hugo Gernsback del 1923



Electric Dog concept by Hugo Gernsback - designed to follow a magnetic walking stick. 1923


Hugo Gernsback è stato un inventore, editore e scrittore lussemburghese naturalizzato statunitense. Le sue pubblicazioni comprendono la prima rivista di fantascienza, Amazing Stories; il suo contributo a questo genere narrativo fu tanto importante che, insieme a H. G. . Wells e Jules Verne, è ricordato come il padre della fantascienza. Ha coniato il termine science-fiction (fantascienza). Dal 1953 (eccezion fatta per il 1954), viene annualmente assegnato in suo onore il Premio Hugo per lavori di fantascienza e fantasy, durante lo svolgimento della WorldCon (World Science Fiction Convention).

Gernsback emigrò negli Stati Uniti nel 1905 e venne naturalizzato statunitense. Si sposò tre volte: con Rose Harvey nel 1906, con Dorothy Kantrowitz nel 1921 e con Mary Hancher nel 1951. Nel 1925, Hugo fondò l'emittente radiofonica WRNY e fu coinvolto nella prima trasmissione televisiva; fu anche un pioniere del radiantismo amatoriale.

Pur se Gernsback non creò dal nulla il genere fantascientifico, egli fondò nel 1926 la rivista Amazing Stories, in cui per la prima volta si identificava il genere fantascientifico come è concepito oggi; Amazing Stories pubblicava solo e specificamente racconti di "scientifiction", come la definiva allora Gernsback. Il suo interesse per questo tipo di storie veniva dalla sua infanzia: il piccolo Hugo aveva letto i racconti di Percival Lowell restandone affascinato. Ebbe anche un ruolo importante nella nascita del fandom, il mondo degli appassionati di fantascienza, perché la rivista pubblicava, oltre alle lettere dei lettori, anche i loro indirizzi. Da Wikipedia





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venerdì 19 ottobre 2018

Elettrica, 40 tonnellate, una macchina operatrice mineraria che lavora meglio di una diesel


Sicuramente l'industria mineraria utilizza i veicoli più grandi e affidabili al mondo e oramai molti sono elettrici siano essi a batteria o ibridi o che traggono energia da fili elettrici sospesi come i filobus.
Adesso un produttore che ha sede a Camarillo in California e Kirkland Lake, in Ontario,  ha svelato la realizzazione di un enorme nuovo camion elettrico a batteria da 40 tonnellate da utilizzare nelle miniere sotterranee a emissioni zero.

Lo Z40, della Artisan Vehicles è dotato di motori elettrici e adotta un sistema di sostituzione del pacco batteria per prolungare i tempi di funzionamento del veicolo rendendoli paragonabile a un camion diesel ma con una potenza tripla generando solo 1/8 del calore del suo equivalente diesel, Oltretutto con la caratteristica favorevole di essere ad zero emissioni è essenziale dovendo lavorare in un ambiente chiuso sotterraneo.

Le caratteristiche del mezzo riportano la presenza di un pacco batterie (sostituibili) di 354 kWh il cui peso è 8.255 kg, una potenza di picco di 560 kW e nominale di 400 kW, una coppia di 6.900 Nm, 



Il video








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giovedì 18 ottobre 2018

Fatturato e ordinativi dell’industria di Agosto 2018


Ad agosto si stima che il fatturato dell’industria aumenti su base congiunturale dell’1,2%, recuperando la diminuzione registrata nel mese precedente, pari allo 0,9%; nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo cresce dello 0,6% sui tre mesi precedenti.

Anche gli ordinativi registrano una crescita congiunturale del 4,9%, che segue la flessione del mese precedente del 2,2%; nella media degli ultimi tre mesi sui tre mesi precedenti si registra un incremento pari allo 0,6%.

La dinamica congiunturale del fatturato riflette l’andamento solo di poco positivo del mercato interno (+0,2%) e, in misura più accentuata, di quello estero (+3,1%). Anche per gli ordinativi l’incremento congiunturale è notevolmente meno ampio per le commesse raccolte sul mercato interno (+0,5%) rispetto a quelle provenienti dal mercato estero (+11,0%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie; la variazione positiva più elevata si rileva per i beni strumentali (+2,2%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come ad agosto 2017), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 3,2%, con incrementi dell’1,2% sul mercato interno e del 7,0% su quello estero.

Nel comparto manufatturiero i settori che registrano le variazioni tendenziali più rilevanti sono quelli del coke e dei prodotti petroliferi raffinati (+16,2%) e dei prodotti farmaceutici (+7,4%), mentre l’industria del legno e della carta mostra la flessione maggiore (-2,8%).

L’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento tendenziale dello 0,9%, sintesi di una riduzione del 7,5% per il mercato interno e di un marcato incremento dell’11,6% per il mercato estero. La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dei mezzi di trasporto (+24,9%), mentre un’accentuata diminuzione si rileva nel comparto dei prodotti di elettronica e ottica (-62,5%).


Comunicato Istat




nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.



Fatturato






Ordinativi











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mercoledì 17 ottobre 2018

I consumi petroliferi di Settembre 2018 in Italia

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

MESE DI SETTEMBRE 2018                                            
I consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 5 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 2,5% (+120.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017.
I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a circa 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,1% (+3.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017. Nel confronto occorre tenere conto da un lato che il mese di settembre 2018 ha avuto un giorno lavorativo in meno rispetto al 2017 e dall’altro che nel 2018 è stato ampliato il campione dei denuncianti. In particolare: 
la benzina totale ha mostrato un decremento dell’1,2% (-7.000 tonnellate) con un decremento della benzina venduta sulla rete dell’1,4% rispetto a settembre 2017;
il gasolio autotrazione evidenzia un incremento dello 0,5% (+10.000 tonnellate) con un calo del gasolio venduto sulla rete dello 0,6% rispetto a settembre 2017.
 Da segnalare la performance positiva dei bitumi che, da un trimestre, hanno invertito un trend per lungo tempo negativo.

Si ricorda che nel mese di settembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno subito un calo del 25,4%. Quelle diesel hanno rappresentato il 47,5% del totale (era il 57,5% a settembre 2017), mentre quelle benzina il 39% (era il 31% a settembre 2017).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle ibride è stato del 6,2%, del Gpl del 5,9%, del metano all’1% e delle elettriche dello 0,4%.

PRIMI NOVE MESI 2018

I consumi petroliferi italiani sono stati pari a 45,2 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,2% (+1.382.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017.
 I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), sono stati pari a circa 23,4 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,1% (+489.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017. Tali dati sono ancora provvisori, anche se sostanzialmente consolidati per il primo semestre dell’anno.
 In particolare:

la benzina totale nel periodo considerato ha mostrato una flessione dello 0,8% (-43.000 tonnellate) con un calo della benzina venduta sulla rete dello 0,6%;
il gasolio autotrazione totale segna un aumento del 3,1% (+532.000 tonnellate) con un incremento del gasolio venduto sulla rete del 2%.
 Da segnalare il trend in continua crescita del carboturbo (jet fuel) che, rispetto allo stesso periodo del 2017, cresce dell’8,5%.

Si ricorda che nei primi 9 mesi le immatricolazioni di autovetture nuove sono risultate in calo del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2017, con quelle diesel a coprire il 53% del totale (era il 56,6% nei primi nove mesi del 2017) e quelle benzina il 33,8%.

Le auto ibride hanno coperto il 4,3% delle nuove immatricolazioni, quelle alimentate a GPL il 6,4%, quelle a metano il 2,3% e le elettriche lo 0,2%.

Comunicato stampa Unione Petrolifera


I nostri grafici 


Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha una buona crescita del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2017 per cui si colloca al terzultimo posto tra quelli degli ultimi 13 anni presi in considerazione . Nei primi 9 mesi dell'anno l'incremento del consumo è del 3,2%.



Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza alla progressiva diminuzione  in fase di rallentamento negli ultimi mesi.


Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota una transitoria stasi, una fase di decrescita e una risalita dei consumi dal 2018 nei 12 mesi.



Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 sempre positiva in tutto il 2018 non fosse per il primo e l'ultimo mese.




Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.






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martedì 16 ottobre 2018

Il consumo di gas nei settori industriale ed elettrico a Settembre 2018

All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Settembre in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e nel settore industriale, nei due settori che meglio di altri ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese Settembre 2018 pubblicati dalla Snam, constatando una crescita di circa il 5,9% rispetto allo stesso mese dell'anno passato.
Più interessanti diventano i grafici che riescono a spiegare più delle parole lo svolgersi dell'espansione o la contrazione dei consumi, asetticamente e inequivocabilmente.
I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è salito di quasi il 6% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale non ha risentito dell'incremento dei consumi, perde infatti il 5,2% circa rispetto al corrispondente mese del 2017, con una quantità consumata di 1.133,47 milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento rispetto agli ultimi 14 anni.




Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una contrazione negli ultimi 3/4 mesi.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale  rispetto allo stesso mese 2017 con quasi il 20circa, assestandosi nella zona intermedia degli ultimi 14 anni. Si sono consumati circa 2.146,83 milioni di metri cubi (dati provvisori).



Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la discesa dei consumi fino alla risalita dei Settembre, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.







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domenica 14 ottobre 2018

Clima: +1,49° gradi nel 2018, è il più caldo dal 1800


E’ evidente la tendenza al surriscaldamento anche in Italia dove si è registrata una temperatura superiore di 1,49 gradi la media storica nel 2018 che si classifica come l’anno piu’ bollente dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno in riferimento all’allarme degli scienziati del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) sul riscaldamento globale.

I pericoli dell’Onu riguardano anche la Penisola dove – sottolinea la Coldiretti – si assiste a una decisa tendenza alla tropicalizzazione del clima con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza generale al surriscaldamento con la classifica degli anni interi più caldi da oltre due secoli che si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001 e poi il 1994.

Un fenomeno che ha cambiato nel tempo la distribuzione delle coltivazioni e le loro caratteristiche con l’ulivo, tipicamente mediterraneo, che in Italia si è spostato a ridosso delle Alpi mentre in Sicilia e in Calabria sono arrivate le piante di banane, avocado e di altri frutti esotici Made in Italy, mai viste prima lungo la Penisola. E il vino italiano con il caldo – continua la Coldiretti – è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni, ma si è verificato nel tempo un anticipo della vendemmia anche di un mese rispetto al tradizionale mese di settembre, smentendo quindi il proverbio “ad agosto riempi la cucina e a settembre la cantina”, ma anche quanto scritto in molti testi scolastici che andrebbero ora rivisti.

Il riscaldamento provoca anche – precisa la Coldiretti – il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto – continua la Coldiretti – mette a rischio il patrimonio di prodotti tipici Made in Italy che devono le proprie specifiche caratteristiche essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani.

“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

Comunicato Coldiretti






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venerdì 12 ottobre 2018

Nuovo regolamento per abbassare i limiti di inquinamento del 15% e 35% per auto e furgoni in Europa per il 2025 e 2030



Infographic - Taglio delle emissioni di CO2 del trasporto su strada
Un paio di giorni fa il Consiglio dell'UE ha emesso un comunicato stampa relativo alle nuove norme sulle emissioni di CO2 per le auto e furgoni.

Il Consiglio ha approvato la sua posizione (approccio generale) su un regolamento per impostare  standard più severi di emissione di CO2 per le nuove autovetture e veicoli commerciali leggeri.

L'accordo rappresenta un ulteriore passo verso una nuova legislazione sulle emissioni di CO2. Esso indirizza l'industria automobilistica europea sulla buona strada per costruire automobili più pulite, investire di più in innovazione, e comunicazione dei dati sulle emissioni più affidabili. Nel 2030, nuove auto emetteranno in media il 35% in meno di CO2 rispetto ai limiti standard di emissione di corrente. 

L'accordo  significa che la Presidenza austriaca semestrale ha un mandato per avviare i negoziati con il Parlamento europeo. Il primo incontro si è tenuto il 10 ottobre.

Obiettivi di riduzione delle emissioni

Il Consiglio ha approvato nuovi obiettivi per le emissioni di CO2 delle autovetture e furgoni.
 
                       2025          2030

Auto 15%          35%

Furgoni 15%           30%


Le emissioni medie di CO2 delle autovetture nuove immatricolate nell'UE dovranno essere inferiore del 15% nel 2025 e del 35% nel 2030, rispetto ai limiti di emissione validi nel 2021. Per i furgoni, il Consiglio mantiene gli obiettivi proposti dalla Commissione europea : 15% nel 2025 e del 30% nel 2030. Questi sono gli obiettivi dell'UE a livello di flotta. Lo sforzo di riduzione di CO2 sarà distribuito tra i produttori sulla base della massa media del loro parco veicoli.

Veicoli zero e basse emissioni

Il Consiglio ha convenuto di modificare la proposta della Commissione su un meccanismo di incentivi per i veicoli zero e basse emissioni, come le auto completamente elettriche o veicoli ibridi  plug-in trasporto persone. Il punto di riferimento per le auto per il 2030 è stato elevato al 35%.

Il Consiglio ha deciso di introdurre una migliore ponderazione dei veicoli a basse emissioni nel meccanismo di incentivazione per gli ZLEV (zero low emission vehicles).

Il Consiglio ha inoltre approvato un incentivo specifico per i produttori a vendere auto zero e basse emissioni nei mercati con una bassa penetrazione di mercato di questi veicoli. In termini concreti, v'è una ponderazione più favorevole per le autovetture di nuova immatricolazione in Stati membri in cui la quota di veicoli zero e basse emissioni è inferiore al 60% della media UE.

Per i furgoni, il Consiglio ha convenuto di lasciare inalterata la proposta della Commissione.

Dati di emissione più credibili

Secondo le nuove regole, i produttori di automobili dovranno comunicare i dati rappresentativi più concreti e relative alle emissioni di auto e furgoni. Il Consiglio ha deciso di rafforzare le disposizioni di obbligare i produttori a riportare i valori misurati invece dei valori dichiarati . Il calcolo dei obiettivi sarà quindi basata su valori misurati WLTP.

La Procedura mondiale dei Test armonizzati per i veicoli leggeri (WLTP) è una procedura di prova perfezionato che fornisce valori di emissione di CO2 e di consumo di carburante che sono più rappresentative delle condizioni reali dei valori ottenuti con la procedura di prova utilizzato in precedenza, il nuovo ciclo di guida europeo (NEDC). Il WLTP è diventato obbligatorio per tutti i nuovi modelli di auto da settembre 2017 e per tutte le nuove automobili dal settembre 2018.

Contesto e prossimi passi

La Commissione aveva presentato la sua proposta sul regolamento nel novembre 2017 come parte del pacchetto di mobilità pulita. La proposta è stata oggetto di negoziati dettagliati del gruppo del Consiglio Ambiente prima di essere presentati ai ministri in occasione del Consiglio Ambiente del 9 ottobre. L'accordo di oggi consente al Consiglio di avviare negoziati con il Parlamento europeo, che ha adottato la sua posizione il 3 ottobre 2018. I negoziati tra i co-legislatori è stata avviata immediatamente - la prima riunione di trilogo è avvenuta il 10 ottobre.

L'obiettivo generale della proposta è quello di contribuire al raggiungimento degli obiettivi del dell'accordo di Parigi e al raggiungimento del livello UE obiettivo di riduzione del 30% entro il 2030 rispetto al 2005 dei non ETS (Emission Trading System) del settore stabilito dalla Commissione europea, che è tradotti in obiettivi nazionali nello sforzo di regolazione di condivisione.
Le misure e gli obiettivi proposti si basano sul quadro clima ed energia 2030 e con la strategia di unione di energia, che mira a una riduzione delle emissioni dei trasporti e il consumo energetico. La necessità di riduzione dei combustibili fossili, migliorerà anche la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nell'Unione europea e ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni di energia da paesi terzi.

Il comunicato stampa è qui





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giovedì 11 ottobre 2018

Produzione industriale ad Agosto 2018


Ad agosto 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell’1,7% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali in tutti i comparti: variazioni positive segnano i beni strumentali (+3,6%), l’energia (+2,8%) e, in misura più contenuta, i beni di consumo (+0,9%) e i beni intermedi (+0,2%).

Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali dello 0,8% (i giorni lavorativi sono stati 22 come ad agosto 2017). Nella media dei primi otto mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano ad agosto 2018 un’intensa crescita tendenziale per il raggruppamento dei beni strumentali (+4,1%); variazioni negative si registrano, invece, per i beni intermedi (-3,8%), l’energia (-2,1%) e, in misura più lieve, per i beni di consumo (-1,6%).

I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+6,0%), la fabbricazione di mezzi di trasporto e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+3,8% entrambi). Le maggiori flessioni si rilevano invece nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-18,9%), nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-7,7%) e nell’industria del legno, della carta e stampa (-7,1%).

Comunicato stampa Istat



I nostri grafici.
Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.





Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.

...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.





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mercoledì 10 ottobre 2018

Un primo passo importante verso l'aereo ibrido elettrico


Uno dei maggiori costruttori di motori di aeroplani del mondo scommette su un futuro del volo elettrico. Safran, produttore francese di motori, sta progettando di produrre motori per Zunum Aero, una start-up di velivoli ibrido-elettrici sostenuta da Boeing e JetBlue Airways.

Potrebbe essere una pietra miliare per gli aeromobili poiché i motori sono tra i pezzi di tecnologia più difficili da perfezionare. 

Safran sta progettando di modificare un motore per elicotteri per l'aereo Zunum a 12 posti, ZA10, alla velocità di 210 km/h e un'autonomia di 1.000 km. L'aereo verrebbe alimentato da batterie e da un motore a turbina a benzina. Zunum, sostenuto anche dal Clean Energy Fund dello stato di Washington. 

Il turbo-generatore di questa potenza ibrido-elettrico per aeromobili commerciali, 500kW, ha costi di gestione straordinariamente bassi, con tratte da 2 a 4 volte più veloci di quelli attuali. Il nuovo aereo avrà costi operativi rivoluzionari di 8 centesimi per miglio a sedile o 250 dollari all'ora per il velivolo, cioè il 60-80 % inferiore ai velivoli convenzionali di dimensioni comparabili. 
Zunum prevede che potenzialmente sono circa 30.000 gli aeroporti in tutto il mondo con servizio aereo frequente e conveniente in grado di usufruire di questa tecnologia per la mobilità a breve raggio.
La compagnia ha condotto test a terra quest'anno vicino a Chicago e sta pianificando test di volo nel 2019, entrando in produzione per un primo lotto nel 2022 ma al momento non si sa quanti ne verranno prodotti.

Comunque Zunum non è l'unico produttore di aerei elettrici a fare notizia nelle ultime settimane. Alla fine del mese scorso, EasyJet ha dichiarato che stava lavorando con il produttore di Los Angeles Wright Electric per sviluppare un aereo alimentato a batteria in grado di un'autonomia di 200 km. 



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martedì 9 ottobre 2018

La produzione nazionale di energia elettrica e le rinnovabili ad Agosto 2018



L'altro giorno abbiamo visto i dati relativi al consumo di energia elettrica in Italia nel mese di Agosto 2018 grazie al comunicato stampa emesso da Terna secondo cui si certifica, sia pure provvisoriamente, una riduzione dell'1,1%, rispetto allo stesso mese dell'anno passato, 26,5 miliardi di kWh.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale di energia con particolare riferimento alle energie rinnovabili.

Nell'ottavo mese dell'anno, la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,8% con produzione nazionale e per la quota restante (10,2%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. 

In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,9 miliardi di kWh) è diminuita dell’1,7% rispetto ad agosto del 2017. 

In aumento la fonte di produzione idrica (+13%); in flessione tutte le altre (geotermica -1,7%; termica -2,8%; fotovoltaica -3,7%; eolica -30,9%).




I nostri grafici

Per aiutarci nella comprensione con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito, alcuni grafici, con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009

Nel mese di Agosto si registra una riduzione della produzione nazionale dell'1,7% rispetto all'Agosto 2017. La quota di produzione delle centrali termiche è scesa del 2,8% mentre, tra le rinnovabili, si ha un nuovo exploit dell'idrico per il quinto mese consecutivo con un +13%, era il 13,7, il 72%, il 70% e 49% nei quattro mesi precedenti, e una riduzione di tutte le alte.

Per anno solare vediamo che a Luglio 2018 la produzione nazionale risulta essere collocato ad un livello medio degli ultimi 10 anni presi in considerazione nei nostri grafici con 23.915 GWh , ovvero -1,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente .



... e in sequenza mensile.



Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. Siamo in presenza di una ripresa della discesa.



Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.

La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Siamo in una riduzione del 3,7% rispetto al 2017, al quarto posto con 2.702 GWh.



La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Scende di molto rispetto all'anno passato, -30,9%, collocandosi in una posizione media, 746 GWh.



Ciascuna delle rinnovabili in un solo grafico, idroelettrica da record con +13%


Qui sotto vediamo la quantità di energia prodotta da fonte idroelettrica separata dalle altre componenti rinnovabili sommate insieme.


Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.



Il grafico seguente mostra il ruolo di tutte le componenti nella produzione nazionale di energia, le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica) 34,3% e la termica 65,7%.




Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.

Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.



Negli ultimissimi mesi si rileva una risalita della produzione idroelettrica.












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