Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 11 dicembre 2019

La Ue approva finanziamenti di stato di 3,2 miliardi di € per le batterie


Aiuti di Stato: la Commissione approva un sostegno pubblico di 3,2 miliardi di € da parte di sette Stati membri a favore di un progetto paneuropeo di ricerca e innovazione in tutti i segmenti della catena del valore delle batterie.
La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell'UE sugli aiuti di Stato, un importante progetto di comune interesse europeo ("IPCEI"), notificato congiuntamente da Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia per sostenere la ricerca e l'innovazione nel settore prioritario comune europeo delle batterie.

I sette Stati membri erogheranno nei prossimi anni finanziamenti fino a circa 3,2 miliardi di € a favore di tale progetto che ci si aspetta possa mobilitare 5 miliardi di € supplementari di investimenti privati. Il completamento del progetto nel suo insieme è previsto per il 2031 (con un calendario diverso per i singoli sottoprogetti).

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva designata per “Un'Europa pronta per l'era digitale” e Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: "La produzione di batterie in Europa riveste un interesse strategico per l'economia e la società dato il suo potenziale in termini di mobilità pulita e di energia, creazione di posti di lavoro, sostenibilità e competitività. I nostri importanti progetti di comune interesse favoriscono la cooperazione tra autorità pubbliche e industrie di diversi Stati membri per la realizzazione congiunta di ambiziosi progetti di innovazione con ricadute positive per i settori industriali e le regioni. L'aiuto approvato garantirà che questo importante progetto possa essere realizzato senza falsare indebitamente la concorrenza."

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, ha dichiarato: "I nostri sforzi per dare impulso all'innovazione nell'ambito dell'European Battery Alliance si stanno traducendo nella creazione di forti partenariati industriali. Grazie agli intensi sforzi prodigati da sette Stati membri, dall'industria e dalla Commissione, si sta creando il primo grande ecosistema paneuropeo delle batterie, con progetti all'avanguardia in tutti i segmenti di questa strategica catena del valore. Abbiamo trovato la ricetta giusta per la nostra politica industriale del 21° secolo: una forte cooperazione all'interno del settore industriale, un'azione concertata volta ad accelerare l'innovazione dai "laboratori al mercato", la combinazione di strumenti finanziari provenienti sia dal settore pubblico che da quello privato e un quadro normativo proiettato verso il futuro per sostenere un'economia europea più forte e basata sulla conoscenza".

Il progetto coinvolgerà 17 partecipanti diretti, per lo più soggetti del settore industriale, comprese le piccole e medie imprese (PMI), alcuni dei quali con attività in più di uno Stato membro. I partecipanti diretti collaboreranno strettamente tra loro e con oltre 70 partner esterni, quali piccole e medie imprese (PMI) e organismi pubblici di ricerca di tutta Europa.

Dopo intense discussioni tecniche, durate tre mesi, tra la Commissione e i soggetti interessati, il progetto è stato formalmente notificato alla Commissione nell'ottobre 2019 ai fini della sua approvazione ai sensi delle norme dell'UE sugli aiuti di Stato. Dopo la notifica, la Commissione ha completato la sua valutazione e ha adottato rapidamente una decisione per garantire un'attuazione del progetto sollecita e senza intoppi.

Il progetto

La transizione verso la neutralità climatica, anche attraverso una mobilità pulita e a basse emissioni, offrirà notevoli opportunità per la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo tecnologico. La domanda di batterie dovrebbe crescere molto rapidamente negli anni a venire. Le politiche lungimiranti in materia di ricerca, sviluppo e innovazione avranno un ruolo fondamentale per consentire all'Europa e ai suoi Stati membri di trarre il massimo vantaggio da questa transizione. Alla fine del 2017 la Commissione aveva varato la “European Battery Alliance” con gli Stati membri e i rappresentanti dell'industria interessati e nel maggio 2018 aveva adottato un piano d'azione strategico per le batterie.

Il progetto di oggi, che si iscrive in questa serie di iniziative, sostiene lo sviluppo di tecnologie altamente innovative e sostenibili per le batterie agli ioni di litio (elettrolita liquido e stato solido) che hanno una durata maggiore, tempi di ricarica più brevi oltre ad essere più sicure ed ecologiche di quelle attualmente disponibili. Il progetto comporta attività di ricerca ambiziose e rischiose per realizzare innovazioni che vadano oltre lo Stato dell'arte in tutta la catena del valore delle batterie, dall'estrazione e lavorazione delle materie prime, alla produzione di sostanze chimiche avanzate, alla progettazione di celle e moduli di batterie e alla loro integrazione nei sistemi intelligenti, al riciclaggio e alla ridestinazione delle batterie usate.

Le innovazioni mireranno inoltre specificamente a migliorare la sostenibilità ambientale in tutti i segmenti della catena del valore delle batterie, con l'obiettivo di ridurre l'impronta di CO2 e i rifiuti generati nei differenti processi di produzione e di mettere a punto processi di smantellamento, riciclaggio e raffinamento sostenibili e rispettosi dell'ambiente, in linea con i principi dell'economia circolare.

Più nello specifico, i partecipanti al progetto e i loro partner concentreranno il loro lavoro su quattro settori:

(1)  Materie prime e materiali avanzati: il progetto mira a definire processi innovativi sostenibili per l'estrazione, la concentrazione, la raffinazione e la purificazione dei minerali al fine di generare materie prime di elevata purezza. Per quanto riguarda i materiali avanzati (come catodi, anodi e elettroliti), il progetto si propone di migliorare i materiali esistenti, o di crearne di nuovi, da utilizzare in celle di batterie innovative.

(2)  Celle e moduli: il progetto mira a sviluppare celle e moduli innovativi con l'obiettivo di garantire la sicurezza e le prestazioni necessarie sia per le applicazioni automobilistiche sia per quelle di altro tipo (ad es., accumulatori stazionari di energia, utensili elettrici, ecc.).

(3)  Sistemi di batterie: il progetto ha l'obiettivo di sviluppare sistemi innovativi di batterie, compresi software e algoritmi per la gestione delle batterie e metodi di prova innovativi.

(4)  Ridestinazione, riciclaggio e raffinazione: il progetto ha l'obiettivo di mettere a punto processi sicuri e innovativi per la raccolta, lo smantellamento, la ridestinazione, il riciclaggio e la raffinazione dei materiali riciclati.

Valutazione della Commissione

Quadro relativo ai progetti di comune interesse europeo (IPCEI)

La Commissione ha valutato il progetto proposto ai sensi delle norme in materia di aiuti di Stato dell'UE, più in particolare ai sensi della Comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI). Nei casi in cui non possano concretizzarsi iniziative private a sostegno dell'innovazione a causa del considerevole rischio che questo tipo di progetti implica, la comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo permette agli Stati membri di superare tali lacune di mercato e di promuovere la realizzazione di progetti innovativi.

Per poter beneficiare di un sostegno ai sensi della comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo, un progetto deve: i) contribuire agli obiettivi strategici dell'UE; ii) coinvolgere più di uno Stato membro; iii) comportare finanziamenti privati da parte dei beneficiari; iv) avere ricadute positive in tutta l'UE e v) essere altamente ambizioso in termini di ricerca e innovazione, ovvero andare al di là di quello che è generalmente riconosciuto come lo "stato dell'arte" nel settore interessato.

Valutazione dell'IPCEI sulle batterie

La Commissione ha constatato che il progetto di comune interesse europeo sulle batterie è conforme a tutte le condizioni previste dalla sua comunicazione.

In particolare, la Commissione rileva che:
  • la catena del valore delle batterie riveste un'importanza strategica per il futuro dell'Europa, in particolare per quanto riguarda la mobilità pulita e a basse emissioni;
  • il progetto in questione ha un ambito di applicazione ampio che copre l'intera catena del valore delle batterie. Si tratta di un progetto molto ambizioso in quanto mira a sviluppare tecnologie e processi che non sono attualmente disponibili e consentirà di migliorare notevolmente l'efficienza e l'impatto ambientale. Il progetto comporta inoltre significativi rischi tecnologici e finanziari che potrebbero causare fallimenti o ritardi. Il sostegno pubblico è pertanto necessario per incentivare le imprese a realizzare gli investimenti;
  • i risultati del progetto saranno ampiamente condivisi dalle imprese partecipanti che beneficiano del sostegno pubblico con la comunità scientifica e l'industria europee, in un ambito che andrà ben al di là di quello delle imprese partecipanti. Di conseguenza, si avranno ricadute positive in tutta Europa. In ultima analisi, tutte queste attività contribuiranno allo sviluppo di un ecosistema nel settore delle batterie a livello dell'UE;
  • l'attuazione del progetto sarà monitorata tramite una struttura di governance dedicata composta da rappresentanti delle autorità pubbliche dei sette Stati membri partecipanti e dei partecipanti diretti. Anche la Commissione parteciperà alle riunioni della struttura di governance. Ogni anno sarà organizzata una conferenza pubblica aperta a tutti i portatori di interessi allo scopo di presentare i principali risultati delle attività dei partecipanti.

La Commissione ha constatato inoltre che l'aiuto alle singole imprese è necessario, proporzionato e non falsa indebitamente la concorrenza.

Su tale base, la Commissione ha concluso che l'importante progetto di comune interesse europeo nel settore delle batterie, notificato congiuntamente da Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia è conforme alle disposizioni dell'UE in materia di aiuti di Stato.

Si tratta del secondo importante progetto di comune interesse europeo nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione approvato dalla Commissione dall'adozione delle norme pertinenti nel 2014, dopo l'IPCEI nel settore della microelettronica approvato nel dicembre 2018.

Beneficiari e importi del finanziamento

Il progetto coinvolgerà 17 partecipanti diretti provenienti dai sette Stati membri, alcuni dei quali saranno attivi in più di uno Stato membro. Il progetto nel suo insieme dovrebbe essere completato entro il 2031 (ma per ciascuno dei singoli sottoprogetti è previsto un calendario specifico).

I partecipanti diretti potrebbero ricevere finanziamenti fino a circa a 3,2 miliardi di €. Più nello specifico, il Belgio ha chiesto l'autorizzazione a concedere finanziamenti per circa 80 milioni di €; la Finlandia per circa 30 milioni di €; la Francia per circa 960 milioni di €; la Germania per circa 1,25 miliardi di €; l'Italia per circa 570 milioni di €; la Polonia per circa 240 milioni di € e la Svezia per circa 50 milioni di €. Tuttavia, una quota significativa degli utili aggiuntivi realizzati dai partecipanti sarà condivisa con i contribuenti mediante un meccanismo di recupero. In altri termini, se i progetti si riveleranno efficaci, generando entrate nette supplementari al di là delle proiezioni, le imprese restituiranno ai rispettivi Stati membri una parte del denaro dei contribuenti ricevuto.

La Commissione ha accertato che il totale degli importi massimi previsti degli aiuti è in linea con i costi ammissibili dei progetti previsti e i loro deficit di finanziamento.

I partecipanti diretti, gli Stati membri che li sostengono e i diversi ambiti del progetto sono i seguenti:



Contesto

Nel giugno 2014 la Commissione aveva adottato una comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo, che stabiliva i criteri in base ai quali gli Stati membri possono sostenere progetti transnazionali di importanza strategica per l'UE ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Tale quadro mira a incoraggiare gli Stati membri a sovvenzionare progetti che apportino un chiaro contributo alla crescita economica, all'occupazione e alla competitività in Europa.

Il quadro relativo agli importanti progetti di comune interesse europeo, che integra altre normative sugli aiuti di Stato, come il regolamento generale di esenzione per categoria e la disciplina sugli aiuti a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, permette di sostenere progetti innovativi, garantendo al contempo la limitazione delle eventuali distorsioni di concorrenza.

Il quadro di valutazione degli aiuti di Stato indica che oltre il 96 % delle nuove misure di ricerca, sviluppo e innovazione, per le quali la spesa è stata comunicata per la prima volta, è stato concesso a norma del regolamento generale di esenzione per categoria e che potrebbe essere erogato più rapidamente. Le norme previste dal quadro relativo agli importanti progetti di comune interesse europeo sostengono gli investimenti a favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione nonché gli investimenti per la prima applicazione industriale, a condizione che i progetti che ricevono il finanziamento siano altamente innovativi e non riguardino la produzione di massa o attività commerciali. Esse richiedono inoltre un'ampia diffusione e un impegno a far conoscere le nuove conoscenze in tutta l'UE e una dettagliata valutazione sotto il profilo della concorrenza al fine di ridurre al minimo eventuali distorsioni indebite.

La Commissione ritiene che le batterie rappresentino una catena del valore strategica, in cui l'UE deve accrescere investimenti e innovazione nell'ambito di una strategia di politica industriale rafforzata, volta a costruire una base industriale integrata, sostenibile e competitiva.Alla fine del 2017 la Commissione aveva varato la “European Battery Alliance” con gli Stati membri e i rappresentanti dell'industria interessati e nel maggio 2018 aveva adottato un piano d'azione strategico per le batterie.

Fonte Commissione Ue

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martedì 10 dicembre 2019

E' il momento dei bus elettrici e filobus


L'azienda di trasporto pubblico Zarząd Transportu Miejskiego (ZTM) di Lublino, Polonia, ha ordinato 20 bus elettrici e 15 filobus  Solaris Bus & Coach per un valore di 106 milioni di Złoty (24 milioni di euro). A seguito di tale acquisto, metà della flotta bus Lublino sarà a zero emissioni dal 2021. Le date di consegna sono scaglionati nel periodo dal novembre 2020 (5 filobus) per Aprile 2021 (10 filobus) e settembre 2021 (20 autobus elettrici).

I bus elettrici Solaris Urbino 12 saranno dotati di batterie da 116  kWh adatte alla ricarica rapida. L'energia immagazzinata alimenta un motore dalla potenza di trazione di 160 kW. Il processo di ricarica della batteria verrà effettuata tramite connettori a pantografo plug-in installati sul tetto durante la notte al capolinea dell'autobus. Pannelli fotovoltaici sono montati sul tetto, consentendo un uso ottimizzato dell'energia per vari sistemi del bus.

Oltre ai veicoli, Solaris fornirà anche l'infrastruttura necessaria per la ricarica. Quattro caricatori a pantografo con una potenza di 450 kW ciascuno, progettati per ricarica diurna veloce verranno posti al bus terminal Choiny e nel deposito bus in via Grygowej. Altri dieci caricabatterie stazionari consentiranno la carica contemporanea di due bus con una potenza di 40 kW e due caricabatterie mobili di 40 kW saranno posizionati nella stessa stazione, in via Grygowej.

I 15 filobus articolato Solaris Trollino 18 saranno dotati di batterie Solaris con una capacità di 58 kWh. Questi permettono il funzionamento del veicolo senza collegamento ai fili aerei, ad esempio in caso di mancanza di corrente o quando il percorso deve essere modificato. Sarà anche possibile impostare nuovi percorsi senza dover costruire nuove linee elettriche. Ogni veicolo avrà un motore di trazione di 240 kW.

Tutti gli autobus e filobus forniti saranno dotati di un sistema di condizionamento d'aria di raffreddamento nello spazio di lavoro del conducente e del veicolo. Porte USB per la ricarica di dispositivi elettronici, telefono, smartphone ecc., saranno disponibile per i passeggeri.

Fonte  Solaris Bus & Coach


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lunedì 9 dicembre 2019

Le vendite delle auto segnano la conferma delle ibride a scapito del metano a Novembre 2019


Vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese a partire dall'ottobre del 2014 con gli aggiornamenti dell'appena trascorso mese di Settembre. Con i grafici sotto riportati si nota che il tracollo delle vendite delle auto a metano ha fatto sì che dalle 8.000 unità nel mese di Novembre 2014 si sia passati a circa la metà del mese di Novembre 2019 mentre le auto ibride si siano quasi sestuplicate nello stesso periodo. La sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni è avvenuto nel mese di Agosto 2016, cominciando per le auto ibride il predominio nel mese successivo che continua fino ad oggi.









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domenica 8 dicembre 2019

Scomparso 1/4 delle campagne in 25 anni


Giornata del suolo, scomparso 1/4 campagne in 25 anni.
L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti (www.coldiretti.it) divulgata in occasione della Giornata mondiale del suolo che si celebra il 5 dicembre. La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico.

Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato – sostiene la Coldiretti – è che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia – continua la Coldiretti – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola.

“Se non poniamo un argine al consumo di suolo perdiamo un’opportunità in termini di sviluppo economico e occupazionale per l’intero Paese oltre al fatto che c’è un tema che riguarda l’ambiente, la sicurezza e la qualità della vita” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

Fonte Coldiretti


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venerdì 6 dicembre 2019

Electrobats, i taxi elettrici del 1898 a New York



Nella foto vediamo un paio di Morris e Salom Electrobats di fronte all'Old Metropolitan Opera House New York sulla 39th Street di Manhattan nel 1898. Le Electrobats erano auto elettriche a batteria usate per servizio di taxi a New York.

Qualche notizia sulla MORRIS & SALOM ELECTRIC CARRIAGE AND WAGON Co. tratta dal libro "Auto di Leggenda: 116 Le prime auto della storia" di Jorge Lucendo.

L' "Electrobat" fu progettata e costruita nel 1894 dall'ingegnere meccanico Henry G. Morris e dal chimico Pedro G. Saloni a Philadelphia, in Pennsylvania. Entrambi avevano sperimentato i tram elettrici con le batterie e, mentre il settore dei tram a batteria stava scomparendo, iniziarono a collaborare alla realizzazione di veicoli stradali alimentati a batteria. La loro invenzione fu brevettata il 31 agosto 1894.
Costruita come una versione piccola di un tram a batterie, Electrobat era un veicolo lento, pesante e poco pratico, costruito con ruote in acciaio per sopportare l'elevato peso di 726 Kg (1.600 libbre) del grande pacco batteria al piombo. L'Electrobat entrò in produzione nel 1895 e nel 1896 Morris e Salom, con un capitale di $ 10.000, fondarono la "Morris & Salom Electric Carriage and Wagon Company", diventando così la prima compagnia di auto elettriche in America. Il piano iniziale era la produzione di veicoli elettrici aperti e chiusi, per passeggeri e merci, furgoni, autobus e pullman. Le successive versioni di Electrobat erano più leggere, avevano pneumatici e telai normali costruiti dalla ditta "Caffrey Carriage Company" nella città di Camden, nel New Jersey. Le vetture Electrobat avevano la trazione posteriore ed erano equipaggiate con due motori da 1,5 HP che avevano un'autonomia di 40 chilometri (25 miglia),  raggiungendo una velocità massima di 32 km/h (20 mph).
Sulla base dell'Electrobat, Morris e Salom decisero di costruire una decina di taxi ispirati ai taxi di tipo "Hanson" (i taxi di Hanson erano carrozze trainate da cavalli con una cabina passeggeri e l'autista seduto fuori sul retro)  con l'obiettivo di competere con i taxi a cavallo che erano in servizio in quel momento in città come New York o Boston. Morris e Salom riuscirono a vendere il progetto a Isaac L. Rice, che nel 1897 riorganizzò la compagnia nella "Electric Vehicle Company" (EVC) e la trasferì a Elizabet H Port, nel New Jersey, e che in seguito divenne parte dell'impero "Papa".


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giovedì 5 dicembre 2019

Gli occupati crescono e i disoccupati diminuiscono a Ottobre 2019


A ottobre 2019 la stima degli occupati risulta in crescita (+ 0,2%, pari a + 46 mila unità) rispetto a settembre. Il tasso di occupazione sale al 59,2% (+0,1 punti percentuali).

L’occupazione è in aumento per entrambe le componenti di genere; cresce tra gli over 35 (+49 mila), cala lievemente tra i 25-34enni ed è stabile tra gli under 25. L’incremento dell’occupazione è dovuto alla crescita degli indipendenti (+38 mila) e dei dipendenti a termine (+6 mila) mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti.

Le persone in cerca di occupazione sono in diminuzione (-1,7%, pari a -44 mila unità nell’ultimo mese). L’andamento della disoccupazione è sintesi di un marcato calo per gli uomini (-3,9%, pari a -52 mila unità) e di un lieve aumento tra la donne (+0,7%, pari a +8 mila unità), e coinvolge tutte le classi d’età tranne gli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione scende al 9,7% (-0,2 punti percentuali).

La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a ottobre è in aumento (+0,2%, pari a +25 mila unità), l’andamento è sintesi della crescita della componente maschile e della diminuzione di quella femminile. Il tasso di inattività sale al 34,3% (+0,1 punti percentuali).

Nel trimestre agosto-ottobre l’occupazione nel complesso è sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, con una leggera crescita della componente femminile. Nello stesso periodo aumentano i dipendenti a termine (+1,2%, +38 mila) e sono sostanzialmente stabili i permanenti, mentre risultano in calo gli indipendenti (-0,7%, -40 mila); si registrano segnali positivi per i 25-34enni e per gli over 50, negativi nelle altre classi.

Oltre agli occupati, nel trimestre si rileva stabile anche il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni, mentre risultano in calo le persone in cerca di occupazione (-1,9%, pari a -50 mila).

Su base annua l’occupazione risulta in crescita (+0,9%, pari a +217 mila unità). L’espansione riguarda sia donne sia uomini e tutte le classi d’età tranne i 35-49enni. Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. La crescita nell’anno è trainata dai dipendenti (+231 mila unità nel complesso) e in particolare dai permanenti (+181 mila), mentre calano gli indipendenti (-15 mila).

Nell’arco dei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna a un calo sia dei disoccupati (-9,7%, pari a -269 mila unità) sia degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,4%, pari a -49 mila).

Dal Comunicato Istat


nostri grafici, realizzati grazie ai dati forniti dall'Istat.

In percentuale.

Tasso di attività occupazione.


Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni



In valori assoluti.


Forze lavoro e  Occupati


In cerca di lavoro



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mercoledì 4 dicembre 2019

Le vendite delle auto elettriche +130% e ibride +40% a Novembre 2019



Col post di ieri  abbiamo visto ieri che a Novembre 2019 le immatricolazioni in Italia delle auto sono cresciute del 2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, anche sotto l'effetto distorcente rappresentato dalle autoimmatricolazioni  +37,8%, secondo quanto si legge nel comunicato stampa dell'Unrae sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Sul fronte delle alimentazioni a zero o basse emissioni rileviamo che le autovetture ibride toccano le 11.371 unità nel mese, in crescita del 40% e al 7,5% come quota di mercato. Salgono del 30,7% rispetto allo stesso mese del 2018 a quasi 106.412 unità, con una quota del 6%. Nettamente positiva la dinamica di crescita delle auto elettriche con un +130% di incremento rispetto a Novembre dell'anno passato e + 109,9% nel periodo gennaio-novembre. La quota nel mese è dello 0,7% mentre è dello 0,5% negli 11 mesi.


nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure
Novembre 2019 le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche hanno ottenuto il nuovo record del mese rispetto agli anni precedenti, esattamente 1068 unità, ok, numeri ancora piccoli, troppo piccoli,  però con un'ottima performance del 130%  rispetto all'anno passato, e un +109,9% negli 11 mesi del 2019. Buoni risultato anche grazie agli incentivi sostanziosi per l'acquisto di auto elettriche, fino a 6 mila euro con rottamazione, 4 mila senza rottamazione.


Le auto ibride

Record
anche per le auto ibride nel mese di Novembre dal punto di vista numerici  e di quote essendo state immatricolate 11.371 unità, il + 40% nel mese e +30,7% negli 11 mesi del 2019 con 
106.412 unità. Stesso discorso per gli incentivi che sono scattati dal 1° Marzo anche  per le ibride sia pur più bassi, 2.500 euro e 1.500 con o senza rottamazione.


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.


L'introduzione mensile delle auto elettriche è 2,7%  e 0,5% negli 11 mesi del 2019 del mercato totale mentre le ibride sono al  7,5con una introduzione complessiva annuale del 6% . Insieme le auto ibride e elettriche superano per la prima volta la soglia del 10% nel mese.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Novembre 2019.

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :

  1 SMART FORTWO  426 unità,
2 RENAULT ZOE    254,
       3 TESLA  MODEL 3  102.

Negli 11 mesi:

1  RENAULT ZOE  2.141,
  2 SMART FORTWO    2.120,
    3 TESLA  MODEL 3 1.647.


Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :

1 TOYOTA YARIS 1.776,
2 TOYOTA C-HR  1.134,
      3 TOYOTA COROLLA 866.

Negli 11 mesi:

1 TOYOTA YARIS 22.789,
  2 TOYOTA C-HR 14.540,
     3 TOYOTA RAV4 9.575.


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martedì 3 dicembre 2019

Immatricolazioni auto a +2,2% in Novembre, -0,6% negli 11 mesi 2019



Il mercato auto chiude gli 11 mesi in stagnazione con un fiacco +2,17% a novembre.

Alla vigilia di un anno cruciale per il settore, operatori e consumatori navigano a vista, fra provvedimenti estemporanei e retromarce, manca una visione strategica.
Il mercato delle autovetture registra un segno “più”, grazie al forte incremento di noleggio a lungo termine e autoimmatricolazioni che congiuntamente guadagnano 10 punti percentuali di quota. Ciò – tuttavia - descrive un trend solo apparentemente positivo, vista l’instabilità delle vendite che continua a presentarsi con risultati altalenanti ad ogni chiusura mese.

Novembre, dunque, archivia un lieve incremento: secondo quanto diffuso oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, con 150.587 unità l’aumento è di circa il 2,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando si immatricolarono 147.386 veicoli. Con questo risultato è dello 0,6% la flessione del periodo gennaio-novembre 2019, che ha fatto archiviare 1.775.884 immatricolazioni, verso lo stesso periodo dello scorso anno quando i veicoli venduti furono 1.786.170, già in calo del 6,1% rispetto all’anno precedente.

“Il 2020, con l’entrata in vigore dei nuovi limiti europei alle emissioni di CO2 e delle relative sanzioni, sarà un anno estremamente critico per le Case Auto già impegnate a sostenere investimenti miliardari per la elettrificazione e l’automazione – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. In questo contesto, con una domanda debole e volatile, il quadro normativo italiano aggiunge incertezza a incertezza, nella assoluta mancanza di un approccio strategico coerente e di un orizzonte - se non di lungo - almeno di medio periodo”. 

“Si susseguono – secondo il Presidente - proposte di provvedimenti scoordinati e incongruenti privi di una visione d’insieme, senza nessun coinvolgimento degli operatori di settore se non a cose fatte, con una tecnica "per tentativi" che scatena il panico per poi dichiarare la massima apertura al dialogo e tornare sui propri passi”. 

“In questo modo – prosegue Crisci - anziché lavorare di concerto per costruire un sistema di sostegno che garantisca un futuro ad un settore in difficoltà, fondamentale per l'economia del Paese, il rischio è di giocare solo e continuamente di rimessa con un approccio a volte verniciato di green ma senza una necessaria e condivisa visione strategica”.

“Un esempio per tutti, la proposta di inasprimento della tassazione sulle auto in uso promiscuo, peraltro inizialmente formulata in totale inosservanza del principio di neutralità tecnologica: da oltre un mese tiene l’intera filiera sotto scacco e milioni di utilizzatori col fiato sospeso, in attesa di una versione definitiva che ancora non vede la luce. L'unico risultato - in vista di un extra gettito tutto da dimostrare - è stato sinora quello di congelare tutte le decisioni di acquisto aziendali, come si dovrà purtroppo constatare nei consuntivi dei prossimi mesi”.

“Un anno molto faticoso – conclude il Presidente - volge al termine in un clima di assoluta incertezza per automobilisti e operatori che si trovano nell'impossibilità di pianificare le proprie attività: e il "tavolo automotive", nel frattempo, aspetta ancora di essere convocato...”.

Dall’analisi sulle immatricolazioni per fascia di CO2 elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, per il periodo gennaio-novembre risultano ancora in aumento le vendite di autovetture nelle fasce che godono dell’Ecobonus: fino a 20 g/km CO2 con un incremento del 110% (oltre il 300% per i soli privati) e del 29% nella fascia 21-70 g/km, che complessivamente rappresentano meno dell’1% delle vendite.

L’unica fascia a registrare una seppur lieve flessione è quella delle vetture che emettono tra i 71 e i 160 g/km di CO2, che rappresenta il 95% delle vendite. In aumento anche gli acquisti dei veicoli che emettono oltre i 160 g/km, penalizzati dal Malus: doppia cifra per la fascia 161-175 g/km di CO2 (+27,2%) e per quella 201-250 g/km (+39,9%) con, rispettivamente, 28.000 e 6.700 unità.

In controtendenza rispetto al dato mobile dei mesi precedenti, negli ultimi 12 mesi (dicembre 2018 / novembre 2019) le immatricolazioni di autovetture recuperano lo 0,4% rispetto al periodo precedente (dicembre 2017/novembre 2018).

Dalla struttura del mercato emerge nell’analisi degli utilizzatori un calo dei privati, che a novembre perdono il 14,6% dei volumi attestandosi sulle 82.000 unità, e passando in un anno dal 64,7% di quota al 54,1% di novembre 2019. Il sostegno al mercato arriva dagli acquisti delle persone giuridiche: +40,3% del noleggio e +26,1% delle società. La forte spinta del noleggio arriva prevalentemente dal lungo termine (+43,7%), al 17,6% di rappresentatività, grazie all’impulso delle captive che registrano a novembre un +114,6% di crescita. Aumento anche del noleggio a breve termine (+37,9%) con 4.700 immatricolazioni e una quota sul mercato totale del 3,1%. Nel canale delle società, da segnalare il forte incremento delle autoimmatricolazioni, che incrementano i propri volumi del 37,8% a 26.000 unità, rappresentando a novembre il 17,3% del mercato contro il 12,8% dello stesso mese del 2018.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un calo a doppia cifra sia nel mese (-16,4%) che nel cumulato (-22,6%) per le immatricolazioni di vetture diesel con, rispettivamente, 55.949 e 721.165 unità. In flessione anche il Gpl, che segna un -8,2% a novembre a fronte di un +8,2% negli 11 mesi 2019. Buona performance per il benzina che con 69.437 unità rappresenta la motorizzazione con la quota di mercato più alta (oltre 5 p.p. nel mese rispetto allo scorso anno e oltre 9 p.p. nell’anno con il 44,0%). Crescita del 40% nel mese per le ibride, con oltre 11.000 unità immatricolate in rappresentanza del 7,5% del mercato. Decisamente positivo a novembre il risultato delle vendite di auto elettriche che chiudono con un incremento a tripla cifra del 130% con oltre 1.000 unità, che portano il cumulato dei primi 11 mesi 2019 a 9.722 veicoli (+110%). Aumento del 108% a novembre per il metano con 4.000 vendite.

Ad eccezione delle piccole che a novembre segnano un -1,7% con 26.600 immatricolazioni, tutti i segmenti archiviano una performance positiva: risultato a doppia cifra per E – Superiori con un +12,3% (all’1,9% di quota) e del 26,4% per F-alto di gamma. Modesta la crescita del segmento B (+2,2%) e del C (4,2%) mentre si mantiene in linea con il risultato dello scorso anno (+0,4%) la performance del segmento delle medie superiori.

Dal dettaglio per carrozzeria emerge per novembre un’altalena di segni positivi e negativi: crescono le multispazio (+43%), i monovolume piccoli (+39%), le cabrio e spider (+18%), i crossover (+11%) e le station wagon (+5,6%), in linea i fuoristrada, a fronte di un calo dei monovolume grandi (-33,4%), coupé (-5,5%) e berline (-5,0%) che, mantengono il primo posto nella rappresentatività del mercato con una quota del 46%. Quasi il 44% delle vendite del mese, invece, è costituito dalle immatricolazioni di crossover (34,3%) e fuoristrada (9,4%). Nel periodo gennaio-novembre 2019, invece, l’unica carrozzeria a registrare un segno positivo è quella dei crossover (+15,1%) con quasi 600.000 unità (circa 1/3 delle immatricolazioni totali).

Analizzando le aree geografiche, si nota immediatamente la crescita delle immatricolazioni nell’area centro nord del Paese a fronte di un segno meno per le vendite nell’Italia meridionale     (-11,5%) e insulare (-13,8%). Si posiziona al primo posto il Nord-Ovest, dove è stato immatricolato quasi 1/3 delle autovetture nuove con un incremento del 9%.

Sul fronte delle emissioni di CO2, anche a novembre – come in ottobre - il risultato è un calo   (-2,2%) con 116,9 g/km contro i 119,5 g/km dello stesso mese dello scorso anno. Rispetto a quanto registrato il mese scorso si riduce leggermente - al 3,8% - l’incremento del cumulato negli 11 mesi, con 119,1 g/km contro 114,7 g/km dello stesso periodo 2018.

Per concludere l’analisi del mercato, i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture sono stati 336.112, in flessione del 10,2% rispetto ai 374.356 di novembre 2018, portando il totale di gennaio-novembre 2019 a 3.864.731 unità, in contrazione del 5,5% rispetto ai 4.088.999 di gennaio-novembre 2018.

Comunicato Unrae

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti fa notare che "nel mese di ottobre 2019 il volume globale delle vendite (553.832 autovetture) ha dunque interessato per il 
28,32% auto nuove e per il 71,68% auto usate."


I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 11 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Novembre le immatricolazioni, sono cresciute rispetto allo stesso mese del 2018 del 2,2%. Negli 11 mesi 2019 la regressione è stata dello 0,6%.
Cambiano le preferenze degli acquirenti continuano ad abbandonare le auto diesel,  16,4% in meno, -22.2% nel 2019.



L'andamento mensile negli ultimi 11 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta con una tendenza verso la sensibile discesa dal 2018.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che nell'ultimo anno e mezzo si è viaggiato mediamente sotto lo zero per tornare in territorio positivo negli ultimi 3 mesi.


Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.


Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Novembre 2017 con un recente piccolo rialzo.



Le immatricolazioni anno per anno. Il 2019 considera solo 11 mesi.



Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano



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