Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 23 ottobre 2019

50 milioni di euro per un polo sulle batterie FCA a Mirafiori



Ieri, 22 Ottobre, durante la visita di ieri da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il responsabile delle attività europee di FCA Pietro Gorlier ha annunciato la volontà del Gruppo di investire per creare  un centro di assemblaggio di batterie, "Battery Hub", un progetto che prenderà il via nel comprensorio di Mirafiori nella prima parte del 2020, con un investimento previsto di circa 50 milioni di euro. 

Il tutto in previsione di una svolta verso l' e-Mobility dell'auto elettrica il cui primo tassello è appunto il nuovo centro di assemblaggio di batterie e motori elettrici a Mirafiori, che si aggiunge alle "numerose partnership siglate sul fronte dell'infrastruttura di ricarica, dei servizi di Vehicle to Grid e quelli per la clientela delle vetture ibride e full electric, dall'Italia verso il resto del mondo" come dichiarato da Gorlier. 

L'annuncio segue quello della nuova 500 a trazione elettrica che sarà prodotta sempre nello stabilimento di Mirafiori a partire dal secondo trimestre 2020. 1.200 persone saranno impiegate alla produzione della vettura e la capacità produttiva della linea sarà di 80.000 unità l'anno, con la possibilità di essere aumentata.

Foto motorionline.com



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martedì 22 ottobre 2019

Il consumo dei carburanti per autotrazione di Settembre 2019, salgono benzina e gpl, scende gasolio



Dopo avere visto il consumo di petrolio nel suo complesso del mese di Settembre 2019salito del 2,7%, adesso verifichiamo i consumi di carburanti autotrazione cioè benzina e gasolio aiutandoci con alcuni grafici.

consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,0 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,1% (+2.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
  In particolare:
- la benzina totale ha mostrato una crescita dello 0,5% (+3.000 tonnellate) rispetto a settembre 2018, mentre la benzina venduta sulla rete una crescita dell’1,2%;
- il gasolio autotrazione evidenzia un decremento dello 0,1% (-1.000 tonnellate) rispetto a settembre 2018, mentre il gasolio venduto sulla rete dello 0,6%.

 Nei primi 9 mesi 2019 i consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 23,5 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,5% (-118.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

 In particolare, rispetto allo stesso periodo 2018:
- la benzina totale è risultata in aumento dello 0,2%;
- il gasolio autotrazione ha evidenziato una diminuzione dello 0,7%.

Dal Comunicato stampa Unione Petrolifera


Il consumo dei carburanti per autotrazione

Vediamo i grafici da noi realizzati suddivisi per anno solare a partire dal 2007.

Il consumo della benzina Settembre, sale leggermente ma piazzandosi ai livelli minimi tra gli ultimi 13 anni presi in considerazione. La variazione positiva e del +0,5% per il mese, e +0.2% nei primi 9 mesi dell'anno.


Il consumo di gasolio è sceso dello 0,1% rispetto al consumo dello stesso mese del 2018 e scende dello  0,7% nei 9 mesi del 2019.



Qui sotto vediamo l'andamento dei carburanti, il gasolio insieme alla benzina+0,1 mensile e meno 0,5% nei 9 mesi.


Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Tutto sommato relativamente stabili da circa 1 anno.

Per la benzina tutto sommato sembra mantenere una certa stabilità dalla fine del 2017.




Il gasolio mostra una riduzione dei consumi evidente dal Dicembre dell'anno passato conseguenza del crollo delle vendite delle auto alimentate col gasolio. Destinato a decrescere significativamente ancora nel futuro.




Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio, che insieme disegnavano da un anno una linea di salita tendono alla graduale discesa dal dicembre dell'anno passato.





GPL

Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione, essendo anch'esso un derivato del petrolio.  Il Gpl sale molto Settembre con un + 11,7% come pure negli ultimi 9 mesi con +2,3%.




Il grafico seguente che prende in considerazione la sommatoria dei 12 mesi precedenti.








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sabato 19 ottobre 2019

Scattati i dazi, -20%, 7,5 miliardi di €, del Made in Italy sulle tavole Usa


Un calo del 20% delle vendite dei prodotti agroalimentari Made in Italy colpiti dai superdazi di Trump. E’ questo l’effetto stimato dalla Coldiretti dell’entrata in vigore delle nuove tariffe sui prodotti europei fino a 7,5 miliardi a partire dal 18 ottobre, nell’ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus, dopo il via libera del Wto.

Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori, nella black list decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr) ci sono beni alimentari per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro colpiti da dazi aggiuntivi che – sottolinea la Coldiretti – provocano il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi.

Il dazio per il Parmigiano Reggiano e per il Grana Padano ad esempio passa – spiega la Coldiretti – dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. Il risultato è che il consumatore americano lo dovrà acquistare sullo scaffale ad un prezzo che sale dagli attuali circa 40 dollari al chilo ad oltre i 45 dollari, con una conseguente frenata dei consumi.

A beneficiare della situazione è la lobby dell’industria casearia Usa (CCFN) che – riferisce la Coldiretti – ha esplicitamente chiesto con una lettera di imporre tasse alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy e costringere l’Unione Europea ad aprire le frontiere ai tarocchi a stelle e strisce. Le brutte copie dei prodotti caseari nazionali hanno avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni raggiungendo complessivamente i 2,5 miliardi di chili ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,97 miliardi di chili all’anno, seguita dal Parmesan con 192 milioni di chili, dal provolone con 181 milioni di chili, dalla ricotta con 113 milioni di chili e dal Romano con 25 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Usda, il Dipartimento dell’agricoltura statunitense.

Se l’Italia paga un conto salato per formaggi, salumi e liquori, la Francia – sottolinea la Coldiretti – stima in circa 1 miliardo il danno economico totale causato dai dazi Usa che nell’alimentare interessano i vini escluso lo champagne ed i formaggi tranne il Roquefort. La Spagna – continua la Coldiretti – è colpita su olio di oliva, vino e formaggi mentre la Gran Bretagna viene penalizzata soprattutto in termini di superalcolici, a partire dallo Scotch Whiskey ma nel mirino c’è anche la Germania, che si vedrà tassare circa un quinto delle sue esportazioni negli States.

“Ora si apre il negoziato in attesa della sentenza del Wto sui sussidi americani a Boeing con l’impegno del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a valutare le rimostranze dell’Italia assunto nell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mentre è importante tenere aperto il canale delle trattative è necessario attivare al piu’ presto aiuti compensativi rafforzando i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedendo aiuti agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Coldiretti



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venerdì 18 ottobre 2019

Corea, investimenti per auto elettriche, veicoli a guida autonoma e automobili volanti



Secondo quanto riportato da Bloomberg il presidente coreano Moon Jae-in avrebbe dichiarato che le società coreane investiranno 45 miliardi di Euro nel prossimo decennio per i trasporti del futuro. Il governo spenderà il corrispondente 2.2 trilioni di won, 1,675 miliardi di Euro, per aiutare lo sviluppo delle tecnologie correlate e gettare le basi per le infrastrutture necessarie. La commercializzazione di veicoli completamente autonomi avverrà entro il 2027, o sperabilmente con un anticipo di tre anni prima del previsto.


Moon ritiene che gli investimenti creeranno posti di lavoro e stimoleranno un'economia dipendente dalle esportazioni che è stata tra le più colpite dalle tensioni commerciali globali, con la Banca centrale di Corea che ha avvertito di recente che questo mese sarà difficile raggiungere una crescita del 2,2% anno.

Moon ha anche previsto che i veicoli elettrici e alimentati a idrogeno rappresenteranno il 33% delle automobili vendute nel 2030, rispetto a circa il 2,6% del 2019. In confronto, la Cina si rivolge a auto completamente elettriche, ibridi plug-in e veicoli a celle a combustibile per raggiungere il 40% di tutte le vendite entro il 2030.

Per promuovere le vendite di questi veicoli, il governo prenderà in considerazione l'estensione dei contributi all'acquisto per gli acquirenti e la riduzione della metà del prezzo dell'idrogeno entro il 2030 rispetto ai costi attuali, secondo una dichiarazione congiunta del Ministero del commercio, dell'industria e dell'energia e di altri ministeri.

Il governo incoraggerà inoltre gli operatori di servizi con autobus e camion a passare a veicoli elettrici e a idrogeno. Aumenterà il numero di stazioni di ricarica per veicoli elettrici di 15.000 unità entro il 2030 dagli attuali 5.427, mentre i punti di rifornimento di idrogeno aumenteranno a 660 da 31.

Per la guida autonoma, il governo prevede di stabilire regolamenti entro il 2024 in modo che possano operare su strade locali - con vari gradi di supervisione del conducente.

La Corea prevede inoltre di istituire un sistema di rotte e norme di sicurezza entro il 2023 per avviare i servizi di veicoli aerei  (flying automobiles) personali a partire dal 2025.

In linea con il piano del governo, Hyundai Motor Group prevede di investire 41 trilioni di won (31,2 miliardi di Euro) entro il 2025 in veicoli autonomi, con il lancio di alcuni modelli di auto entro il 2021. Sta inoltre pianificando la produzione di 23 veicoli elettrici entro il 2025.

Hyundai il mese scorso ha concordato una joint-venture a guida autonoma con Aptiv Plc per sviluppare la tecnologia necessaria per mettere la robotaxis sulla strada entro il 2022. Ha inoltre istituito una nuova divisione di mobilità aerea urbana per creare prodotti intelligenti nel settore dell'aviazione.

Fonte Bloomberg



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giovedì 17 ottobre 2019

Un sistema di gestione del traffico e per abbassare l'inquinamento


Un team di ricercatori della Universitat Politécnica de Valencia (UPV) e l'Université Paul Sabatier-Toulouse III (Francia) ha sviluppato un sistema che è in grado di gestire l'intero traffico di una città, che contribuirà a prevenire gli ingorghi, riducendo al tempo stesso i tempi di guida dei veicoli e i livelli di inquinamento. Il sistema è stato progettato per veicoli autonomi e include un servizio di provider di percorso che è in grado di prevedere la densità presente e futura del traffico in città che tiene conto del fatto che le informazioni presenti siano utili per scegliere successivamente nuovi percorsi. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Electronics journal .

A differenza dei sistemi attuali, che possono suggerire percorsi alternativi a seconda dei colli di bottiglia in un certo periodo di tempo, il sistema progettato in Networking Research Group-DISCA della UPV permette di rivelare la densità presente e futura del traffico in tutta l'area metropolitana e controllare il traffico nel suo insieme, con l'obiettivo di ridurre al minimo o eliminare completamente gli ingorghi. Inoltre, è capace di comprendere diversi criteri-ambientali, situazioni atipiche, incidenti, ecc. per offrire consigli dinamicamente sui percorsi.

“La nostra proposta rende più facile per le autorità di limitare o eliminare il traffico in una determinata zona durante il periodo di tempo che trovano adeguata. Ad esempio, la riduzione del traffico vicino alle scuole durante le ore di entrata / uscita, o in aree in cui circolano le ambulanze o un incidente avvenuto, ecc “, spiega Carlos Tavares Calafate, ricercatore presso il Networking Research Group-DISCA della UPV e coordinatore del il lavoro.

Il sistema progettato dai ricercatori UPV stabilisce un nuovo paradigma per la futura gestione del traffico cittadino, in cui l'accesso a un'area metropolitana richiede una negoziazione tra i veicoli e le autorità locali. 
Fonte: R&I WORLD
Immagine UPV




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mercoledì 16 ottobre 2019

I consumi petroliferi di Settembre 2019, +2.7%, decrescono nei primi 9 mesi


Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

Mese di Settembre 2019
- I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 5,1 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,7% (+133.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
- I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,0 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,1% (+2.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2018.
o In particolare:
- la benzina totale ha mostrato una crescita dello 0,5% (+3.000 tonnellate) rispetto a settembre 2018, mentre la benzina venduta sulla rete una crescita dell’1,2%;
- il gasolio autotrazione evidenzia un decremento dello 0,1% (-1.000 tonnellate) rispetto a settembre 2018, mentre il gasolio venduto sulla rete dello 0,6%.
Tra i prodotti con un netto segno positivo da segnalare il bitume, i bunker, e il gpl.
Si ricorda che nel mese di settembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un incremento del 13,4%. In particolare, quelle a benzina progrediscono ancora arrivando al 44,8% (era il 38,9% a settembre 2018), mentre quelle diesel, in decisa contrazione, hanno rappresentato il 36,4% del totale (era il 47,6% a settembre 2018).
Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle auto a Gpl è stato al 7,7%, quello delle ibride del 7,8%, quello del metano del 2,4% e quello delle elettriche dello 0,9%.

 Primi 9 mesi 2019

- I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 45 milioni di tonnellate, con un decremento
dello 0,9% (-415.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.
- I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 23,5 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,5% (-118.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2018.

 In particolare, rispetto allo stesso periodo 2018:
- la benzina totale è risultata in aumento dello 0,2%;
- la benzina venduta sulla rete ha mostrato un incremento dello 0,6%;
- il gasolio autotrazione ha evidenziato una diminuzione dello 0,7% mentre il gasolio venduto sulla rete un incremento dello 0,3%.
Si ricorda che nei primi nove mesi le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo dell’1,6%. Quelle diesel hanno rappresentato il 41,1% del totale (era il 53% nei primi nove mesi
2018), mentre quelle a benzina il 43,7% (10 punti percentuali in più rispetto a settembre 2018).
Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 7,3%, quello delle ibride del 5,6%, quello del metano dell’1,8% e quello delle elettriche dello 0,5%.

Consumi petroliferi: un’analisi dei primi 9 mesi 2019
Nei primi 9 mesi di quest’anno complessivamente sono state consumate 415 mila tonnellate in meno
di prodotti petroliferi (-0,9%), principalmente per effetto del minore fabbisogno della carica petrolchimica (-15,4%).
I bitumi, nello stesso periodo, sostenuti dalla ripresa della manutenzione stradale, hanno confermato il trend di crescita (+181 mila tonnellate, +17,3%), mentre il carboturbo ha mostrato un progresso del 4,1% (+149 mila tonnellate) ed i lubrificanti del 2,4% (+7 mila tonnellate).
Per quanto riguarda i due principali carburanti autotrazione (benzina e gasolio) si è assistito ad andamenti contrastanti: da un lato la benzina, che già da qualche mese mostra segnali di recupero (+0,2%, in totale e +0,6% sulla rete), dall’altro il gasolio che sulla rete segna valori positivi (+32 mila tonnellate, +0,3%), mentre nel solo canale extra rete, al netto dei ritorni in rete, evidenzia un calo del 2,5% (-159 mila tonnellate). Su tale canale ha pesato in particolare l’indebolimento della produzione industriale che, secondo le variazioni tendenziali corrette per i giorni lavorativi, ad agosto ha mostrato una nuova flessione, la sesta consecutiva. In particolare, nell’industria dell’auto nei primi otto mesi si registra un calo del 9,5%.

Il miglioramento del mercato del lavoro e l’andamento favorevole del reddito disponibile delle famiglie si sono tradotti in un aumento del potere di acquisto e della fiducia dei consumatori e in una sostanziale stabilità dei volumi di carburanti utilizzati.
Il quadro macroeconomico internazionale, tuttora molto incerto, ha determinato per l’industria petrolifera nazionale una frenata delle esportazioni (-11,3%) e il rallentamento di oltre il 4% delle lavorazioni delle raffinerie.

Comunicato dell'Unione Petrolifera



I nostri grafici 

Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimi giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha segnato  un incremento del 2,7 % rispetto allo stesso mese del 2018 collocandosi comunque in basso dei livelli di consumo degli ultimi 14 anni presi in considerazione. Nei primi 9 mesi si ha un decremento è dello 0,9%.


Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza ad una discesa negli ultimi mesi.

Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota un andamento a onda con alti e bassi poco profondi terminanti con una tendenza alla decrescita negli ultimi mesi e una risalita negli ultimissimi mesi tenendo conto dei 12 mesi precedenti.

Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 quasi sempre positiva in tutto il 2018, prevale invece l'incertezza nel 2019.



Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.




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martedì 15 ottobre 2019

Le vendite delle auto ibride, metano e quelle ad alta emissione CO2


Con i grafici sotto riportati vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese a partire dall'ottobre del 2014  con gli aggiornamenti dell'appena trascorso mese di Settembre. Si nota che il tracollo delle vendite delle auto a metano ha fatto sì che dalle 8.000 unità nel mese di Ottobre 2014 si sia arrivati a meno della metà nel mese di Settembre 2019 mentre le auto ibride si siano più che quintuplicate nello stesso periodo raggiungendo la sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni nel mese di Agosto 2016, mese in cui le auto ibride hanno sempre sopravanzato le auto a metano accrescendo il divario.




Con la battaglia vinta per adesso dalle auto ibride nei confronti delle auto a metano considerate ambedue a minor impatto ambientale per quanto riguarda le emissioni di CO2 (minore impatto non zero come sono invece le auto elettriche) d'altra parte si nota una sconfitta ambientale prodotta da coloro i quali imperterriti scelgono le auto "Malus". Come scriveva l'Unrae " Dall’attesa analisi sulle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, emerge nel periodo marzo-settembre ... prosegue la dinamica positiva per le vetture penalizzate dal Malus (nel complesso il 3,4% del mercato rispetto al 2,4% di un anno fa): +73% per la fascia da 161 a 175 g/km, +9,4% per quella da 176 a 200 g/km, +51,2% da 201 a 250 g/km e +7,2% oltre i 250 g/km."



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lunedì 14 ottobre 2019

Consumi di energia elettrica in Italia in in calo a Settembre, -1,2%



In crescita la produzione di energia eolica (+24%) e idrica (+5,8%); Nei primi 9 mesi del 2019 domanda stazionaria rispetto al corrispondente periodo del 2018.

Nel mese di settembre 2019, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 26,7 miliardi di kWh, in flessione dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2018. Tale risultato è stato ottenuto con un giorno lavorativo in più (21 vs 20) e con una temperatura media leggermente inferiore rispetto a settembre 2018. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti contrapposti di calendario e temperatura non modifica sostanzialmente la variazione (-1,3%).

La domanda dei primi nove mesi del 2019 risulta stazionaria (-0,1%) rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini rettificati la variazione diventa -0,2%.

A livello territoriale la variazione tendenziale di settembre 2019 è risultata ovunque negativa: -1,6% al Nord, -1% al Centro e -0,5% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a settembre 2019 ha fatto registrare una variazione negativa (-1%) rispetto al mese precedente (agosto 2019). Tale risultato porta il profilo del trend su un andamento stazionario.

Nel mese di settembre 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,7% con produzione nazionale e per la quota restante (10,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,1 miliardi di kWh) è risultata in leggera flessione (-0,1%) rispetto a settembre 2018. In crescita le fonti di produzione eolica (+24%), idrica (+5,8%) e geotermica (+1,1%); in flessione le fonti di produzione termica (-2,4%) e fotovoltaica (-1,3%).

Dal Comunicato stampa Terna


I nostri grafici


Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone in alto tra i livelli di consumo degli ultimi 14 anni. Il consumo è diminuito dell'1,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato mentre è diminuito dello 0,1% nei primi 9 mesi dell'anno.


Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna comunque una tendenza ondeggiante con una forte discesa a partire da metà dello scorso anno.


Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 75 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 mentre nel 2018 vediamo alti e bassi e la predominanza negativa nei primi mesi del 2019.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Ultimamente siamo in una fase di curva a campana in fase discendente.


Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.





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sabato 12 ottobre 2019

Il 90% degli italiani è d’accordo sulla svolta green



Manovra: 90% per svolta green, 1 su 2 con Greta. Il 90% degli italiani è d’accordo sul fatto che ognuno di noi possa fare molto per proteggere l’ambiente ma il Paese si divide a metà (51%) sul sostegno della giovane attivista svedese Greta Thunberg e delle sue battaglie per l’ambiente. E’ quanto emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixè su “La svolta green degli italiani” nel 2019 presentata al Forum internazionale dell’agricoltura a Cernobbio dove è stato aperto il primo “Salone dell’Economia Circolare” con le dimostrazioni pratiche delle esperienze piu’ innovative delle imprese legate al Green New Deal della manovra economica del Governo con gli interventi salva clima.


Il 44% degli italiani si impegna nella lotta al cambiamento climatico anche riducendo gli acquisti di prodotti con imballaggi eccessivi contro i quali la finanziaria prevede un bonus per i negozianti che attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e per l’igiene personale Oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case – sottolinea la  Coldiretti – è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa con l’agroalimentare che è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio che oltre all’impatto ambientale ha una incidenza notevole sui prezzi.

Spesso gli imballaggi costano infatti più del prodotto sia in quanto componente ma anche per il fatto che – riferisce la Coldiretti – aumentano il peso da trasportare. La sensibilità ambientale è in crescita, ma esiste anche la consapevolezza che non tutti hanno lo stesso livello di preoccupazione per la salute del pianeta. Infatti – spiega la Coldiretti – più di 1 italiano su 3 (36%) ritiene che in genere le persone si comportino male o siano poco attente all’ambiente con un 8% ancora più pessimista che le giudica per niente attente.

Il 44% degli intervistati tende poi ad avere una visione né troppo pessimista e neppure totalmente ottimista, ma prevale il pragmatismo con la considerazione che l’italiano medio agisca a volte bene e a volte con maggiore trascuratezza nei confronti dell’ambiente. Se poi si guarda alle scelte che ognuno è disposto a fare per tutelare l’ambiente – evidenzia la Coldiretti – esiste una schiacciante maggioranza del 72% che sarebbe disposta a ridurre gli spostamenti in auto, scooter e motocicletta mentre più di 6 su 10 (64%) potrebbero rinunciare all’aria condizionata, mentre sul fronte della gestione dei territori per il 52% ritiene urgente potenziare la raccolta differenziata che sarebbe la scelta preferita da 8 italiani su 10 (80%) rispetto alla presenza di un termovalorizzatore. Per migliorare la situazione ambientale il 59% degli italiani ritiene che siano necessari interventi radicali e urgentissimi sullo stile di vita. Tra le produzioni energetiche sulle quali dovrebbe puntare il nostro Paese 7 italiani su 10 (71%) si schierano per quella solare, 1/3 (32%) punterebbe sull’idroelettrico e un altro 10% sulle biomasse.

Mentre il 61% si dice molto o abbastanza favorevole a sovvenzionare le rinnovabili: dal fotovoltaico al biogas. Gli incentivi del biometano – sottolinea la Coldiretti – dovrebbero prevedere bonus o meccanismi in grado di premiare l’origine agro-zootecnica della materia prima e tenere in debito conto le differenze, in termini di costi di gestione, rispetto all’impiego dei rifiuti. Anche l’applicazione delle tecnologie in grado di facilitare il trasporto del biocarburante dal luogo di produzione al luogo di distribuzione (liquefazione), da parte delle imprese agro-zootecniche che operano distanti dalla rete o dagli impianti di distribuzione, dovrebbe essere opportunamente oggetto di sostegno.

“Sfruttando gli scarti agricoli delle coltivazioni e degli allevamenti – spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini – i mini impianti per il biometano possono arrivare a coprire fino al 12% del consumo di gas in Italia. È necessario passare da un sistema che produce rifiuti e inquinamento – conclude Prandini – verso un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti con una evoluzione che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l’economia italiana ed europea, orientandola verso una direzione più sostenibile in grado di combinare sviluppo economico, inclusione sociale e ambiente”.

Comunicato Coldiretti 




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venerdì 11 ottobre 2019

L'auto elettrica con fuel cell non fa male



Curiosa pubblicità della Hyundai per il suo modello NEXO, la vettura elettrica alimentata non da batterie ma da fuel cell, il dispositivo che combina l'idrogeno di bordo con l'ossigeno per produrre energia elettrica rilasciando all'esterno solo vapore acqueo.



Testimonial  è la nuotatrice spagnola Mireia Belmonte che mostra di allenarsi dentro una bolla di plastica  collegata al tubo di scarico dell'auto, respirando direttamente le emissioni del veicolo dimostrando così l'estrema efficienza di una tecnologia pulita ed ecologica che emette solo vapore acqueo al 99,9%. 


Il Video

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giovedì 10 ottobre 2019

Nobel per la chimica per l'invenzione delle batterie agli ioni di litio


Quest'anno il Nobel per la chimica a John Goodenough, Stanley Whittingham e Akira Yoshino per l'invenzione delle batterie agli ioni di litio. La motivazione della giuria di Stoccolma: la Reale Accademia Svedese per le Scienze è questa: "Hanno reso possibile un mondo ricaricabile. Con il loro lavoro, i vincitori hanno creato le condizione per una società senza fili e libera dai combustibili fossili, portando un grande beneficio per la società". 
Fra i tanti utilizzi delle batterie al litio, nei cellulari, vari dispositivi elettronici, storage per l'energia prodotta dalle rinnovabili, il campo in cui hanno avuto più successo e  hanno fatto fare passi da gigante è quello dei veicoli elettrici soprattutto per la loro leggerezza, il poco ingombro, i tempi di ricarica brevi, l'affidabilità. 



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mercoledì 9 ottobre 2019

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico a Settembre 2019


All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Settembre 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che tra gli altri conosciuti e verificati ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese di Settembre 2019 pubblicati dalla Snam, rilevando che i consumo è aumentato del 2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 4,714.74 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam).

I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è cresciuto del 2,2% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale mostra una riduzione del consumo rispetto allo stesse mese dell'anno passato del 5,5%, con una quantità di 1.099,1  milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento in basso rispetto agli ultimi 15 anni.


Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una relativa stabilità nell'ultimo anno.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale rispetto allo stesso mese del 2018 con un + 5,2 circa, assestandosi ancora nella zona media degli ultimi 15 anni. Si sono consumati a questo scopo circa 2.296,7 milioni di metri cubi (dati provvisori). 


Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la crescita costante dei consumi  nei mesi del 2019, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.



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