Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 22 giugno 2017

Consumi petroliferi di Maggio 2017

Stando a dati ancora provvisori, nel mese di maggio 2017 i consumi petroliferi italiani sono ammontati a poco più di 5 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 2,6% (+127.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2016.
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di maggio è risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento dell’1,5% (+39.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2016.
I prodotti autotrazione, a parità di giorni lavorativi, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento dell’1,8% (-12.000 tonnellate) rispetto a maggio 2016, mentre il gasolio autotrazione un incremento del 2,6% (+51.000 tonnellate).
Le vendite sulla rete di benzina e gasolio nel mese di maggio hanno segnato, rispettivamente, un decremento dell’1,3% e un incremento dell’1,4%.
Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate dell’8,2%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 55,7% del totale (era il 57% a maggio 2016), mentre quelle di benzina il 33,4%.
Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato, continua la crescita delle ibride arrivate al 3,3% e del gpl al 6,2%; stabile quello delle elettriche allo 0,1%, mentre continua il calo del metano all’1,3%.
Nei primi cinque mesi del 2017 i consumi sono stati invece pari a poco più di 23 milioni di tonnellate, con un decremento dell’1,9% (-456.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2016.
La benzina nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 4,2% (-129.000 tonnellate) e il gasolio dello 0,2% (-20.000 tonnellate).
Nei primi cinque mesi del 2017 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 12 milioni di tonnellate, evidenzia un calo dell’1,2% (-149.000 tonnellate).
Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita dell’8,1% con quelle diesel a coprire il 56,1% del totale (era il 55,9% nello stesso periodo del 2016) e quelle a benzina il 33,2%.
Le auto ibride hanno coperto il 2,9% delle nuove immatricolazioni, le elettriche si confermano allo 0,1%, quelle alimentate a GPL e a metano rispettivamente al 6,2% e all’1,5%.

Comunicato stampa unione Petrolifera


 I nostri grafici 

Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico con i consumi di petrolio per anno solare. Il consumo mensile sale del 2,6 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato, tra i più bassi degli ultimi 12 anni presi in considerazione, scende di a -1,9 % a livello anno solare..



Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006.


Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento a partire dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2012 e una stabilizzazione a partire dai mesi del 2016 la tendenza percorre una curva a scendere sia pur lentamente.



Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. La curva va versp il basso.



Prossimamente osserveremo graficamente il consumo dei carburanti.




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venerdì 16 giugno 2017

Commercio con l’estero e prezzi all’import dei prodotti industriali

Rispetto al mese precedente, ad aprile 2017 si registra una diminuzione sia per le esportazioni (-1,8%) sia per le importazioni (-0,6%).

Il calo congiunturale dell'export è sintesi della diminuzione delle vendite verso i mercati extra Ue (-4,9%) e dell'aumento verso l'area Ue (+0,7%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie sono in diminuzione, a eccezione dell'energia (+7,7%).

Nel trimestre febbraio-aprile 2017, rispetto al trimestre precedente, l'aumento dell'export (+1,1%) coinvolge entrambe le principali aree di sbocco, con una crescita più intensa per i paesi Ue (+1,8%), rispetto all'area extra Ue (+0,4%). Le importazioni registrano una crescita superiore a quella delle esportazioni (+1,9%).

Ad aprile 2017 la diminuzione tendenziale dell'export (-2,8%) riguarda sia l'area extra Ue (-3,7%) sia quella Ue (-2,1%); il calo dell'import (-0,2%) è determinato dall'area Ue (-2,9%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (18 ad aprile 2017 rispetto a 20 di aprile 2016), le variazioni risultano ampiamente positive per entrambi i flussi: +8,5% per l'import e +5,7% per l'export.

Dal lato dell'export, le più ampie diminuzioni si rilevano per i mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi, gli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi e i prodotti tessili. I più ampi aumenti si rilevano invece per i prodotti petroliferi raffinati e gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici.

Sul versante delle importazioni, diminuzioni rilevanti riguardano i mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi e articoli di abbigliamento, anche in pelle e pelliccia; incrementi significativi si registrano invece per le diverse componenti dei prodotti energetici e per i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti.

Ad aprile 2017 le esportazioni verso paesi OPEC (-17,7%), Stati Uniti (-9,6%) e Regno Unito (-8,0%) registrano una diminuzione tendenziale. Si segnala una crescita sostenuta delle vendite verso la Russia (+13,5%).

Ad aprile 2017 il surplus commerciale è di 3,6 miliardi (+4,5 miliardi ad aprile 2016). Nei primi quattro mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge 10,2 miliardi (+21,6 miliardi al netto dei prodotti energetici).

Nel mese di aprile 2017 l'indice dei prezzi all'importazione dei prodotti industriali aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 4,5% nei confronti di aprile 2016.

L'aumento tendenziale dei prezzi all'importazione dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico, al netto del quale l'indice registra un aumento dell'1,7%. In termini congiunturali l'influenza del comparto energetico è nulla.

Comunicato Istat 

I nostri grafici














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giovedì 15 giugno 2017

Danni per un miliardo, caldo, sos siccità, in Italia pioggia dimezzata nel 2017

Danni per un miliardo nelle campagne ma a rischio anche acqua potabile nelle città. L'arrivo del caldo torrido aggrava l’allarme siccità nelle campagne e nelle città con le precipitazioni che in primavera sono risultate quasi il 50% inferiori rispetto al periodo di riferimento dopo un inverno particolarmente asciutto con un deficit idrico del 48%. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha eseguito un monitoraggio lungo la Penisola proprio nel giorno dell’appuntamento del G7 ambiente in Italia. L’Italia – sottolinea la Coldiretti - è a secco e se l’Emilia Romagna ha appena richiesto, al Governo lo stato di emergenza la situazione è preoccupante dal Veneto al Piemonte, dalla Lombardia alla Liguria, dalla Toscana al Lazio, dall’Umbria alla Calabria, dalla Campania alla Puglia fino in Sicilia e Sardegna.
Manca l’acqua potabile in molti Comuni mentre nei campi – continua la Coldiretti - la carenza idrica sta compromettendo i raccolti, dagli ortaggi alla frutta, ma anche i cereali e i foraggi per l’alimentazione degli animali.
E’ il risultato di un inverno e una primavera 2017 si – precisa la Coldiretti – si classificano rispettivamente al terzo e al secondo posto tra le meno piovose dal 1800 in cui sono iniziate le rilevazioni del Cnr e gli effetti si stanno facendo sentire sulle coltivazioni con i danni stimati dalla Coldiretti già in quasi un miliardo di euro per le anomalie climatiche di un anno pazzo. Se in Sardegna – sottolinea la Coldiretti - l'assenza di piogge della regione sta condizionando tutti i settori agricoli, con perdite nella produzione di oltre il 40% in Veneto dove si parla di meno 30 giorni di autonomia si riscoprono addirittura le rogazioni con preghiere e pellegrinaggi propiziatori mentre in Toscana scarseggiano anche i foraggi per il bestiame e crolla la produzione di miele, ma la situazione è drammatica a macchia di leopardo lungo tutta la Penisola. Dal Piemonte alla Liguria, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna – continua la Coldiretti - i campi sono aridi e in alcune regioni si ricorre all’irrigazione di soccorso per salvare le coltivazioni come il pomodoro che sono a rischio come il foraggio per alimentare il bestiame e garantire la produzione di Parmigiano reggiano.
Girasoli e il granoturco stanno seccando in Umbria ma in difficoltà anche ampie aree del Lazio dove è già scattata la turnazione su tutti gli impianti irrigui dell’Agro Pontino. In Campania nel Cilento, nell’Alento e nella piana del Sele - denuncia la Coldiretti - ci sono problemi per gli ortaggi e la frutta, ma anche per la mozzarella di bufala perché la mancanza di acqua mette in crisi anche gli allevamenti e i caseifici, mentre in Puglia perdite di produzione, aumento dei costi per le risemine, ulteriori lavorazioni, acquisti di nuove piantine e sementi sono gli effetti della siccità con gravi danni al granaio d'Italia nelle province di Foggia e Bari, dove si riscontra una perdita del 50% della produzione.
La siccità in Sicilia non e uno spettro, ma una realtà concreta con gli invasi a secco e la necessità di anticipare l'inizio della stagione irrigua negli agrumeti. L’andamento anomalo del 2017 con la seconda primavera piu’ calda dal 1800 conferma la tendenza ai cambiamenti climatici dopo che il 2015 è stato l’anno più bollente della storia dall’inizio delle rilevazioni nel 1800, ma nella classifica degli anni più caldi in Italia ci sono, nell’ordine, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2012, 2001, poi il 1994, 2009, 2011 e il 2000.
L'agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare "che servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico”.

Fonte  Coldiretti




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mercoledì 14 giugno 2017

Produzione industriale ad Aprile 2017

Ad aprile 2017 l'indice destagionalizzato della produzione industriale registra una diminuzione dello 0,4% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2017 la produzione è diminuita dello 0,1% nei confronti dei tre mesi precedenti.

Corretto per gli effetti di calendario, ad aprile 2017 l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,0% (i giorni lavorativi sono stati 18 contro i 20 di aprile 2016). Nella media dei primi quattro mesi dell'anno la produzione è aumentata dell'1,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile registra una sola variazione congiunturale positiva nel comparto dell'energia (+2,2%); segnano invece variazioni negative i beni strumentali (-1,6%), i beni di consumo (-0,5%) e i beni intermedi (-0,4%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano ad aprile 2017 variazioni positive in tutti i comparti; aumentano i beni di consumo (+2,2%), l'energia (+2,1%) e , in misura più lieve, i beni intermedi (+0,7%) e i beni strumentali (+0,6%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad aprile 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli dell'attività estrattiva (+11,8%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+7,0%) e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+2,4%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-5,9%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-5,7%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,3%).


Comunicato Istat



Mai i grafici parlano da soli, basta guardarli.

I nostri grafici.


Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2010=100).



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore secondario dello stato di salute dell'economia nazionale.




Per ultimo vediamo il grafico per ricordare storicamente l'andamento della produzione su base trimestrale dal 2004 al 2013








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martedì 13 giugno 2017

Più di 2 milioni di veicoli elettrici su strada in tutto il mondo. I perchè e i come dello sviluppo

Secondo un rapporto IEA (Agenzia internazionale dell'energia), la Norvegia e la Cina sono le nazioni che stanno tirando la volata delle vendite dei veicoli elettrici in tutto il mondo. Il 2016 è stato un anno record per le vendite di veicoli elettrici con più di 750.000 unità che si sommano ai 547.220 venduti nel 2015. Si calcola che siano più di 2 milioni di veicoli elettrici che viaggiano oggi per le strade del mondo [Cina esclusa] rappresentando però solo lo 0,2 % della quota totale di veicoli passeggeri leggeri totale. 
I trasporti costituiscono una parte significativa delle emissioni dei gas a effetto serra globale (GHG) con circa il 14 % secondo il Panel 2014 intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Negli Stati Uniti, auto e camion rappresentano quasi 1/5 delle emissioni di gas a effetto serra.
Il settore dei trasporti è ancora molto riottoso circa la necessità di ripulire l'aria. Un esempio può essere ritrovato in California, dove anche le politiche per la riduzione delle emissioni di carbonio hanno portato le emissioni di gas serra del settore energetico fino al 20% e il trasporto ancora attualmente costituisce il 40 % delle emissioni dello Stato, secondo una recente dichiarazione del commissario delle Public Utilities dello stato.
I veicoli a energia alternativa sono importanti per raggiungere gli obiettivi di emissioni, ma il rapporto AIE afferma che, attualmente, non c'è abbastanza slancio per le auto plug-in (con ricarica in batterie), senza l'adozione di politiche forti di incentivazione, come crediti d'imposta per i veicoli a zero-emissioni. I veicoli elettrici (compresi sia quelli a batteria elettrica che i plug-in) “hanno ancora una lunga strada da percorrere prima di raggiungere l'implementazione scalabile in grado di intaccare in maniera significativa lo sviluppo della domanda mondiale di petrolio e di gas a effetto serra (GHG),” il IEA relazione afferma.

La Cina è la nazione leader.
Il rapporto (PDF) ha mostrato che la Cina ha scavalcato gli Stati Uniti nel 2016 con il maggior numero di veicoli elettrici passeggeri. Anche se i veicoli elettrici realizzati rappresentano solo l' 1,5 % della flotta nazionale del paese, oltre il 40% dei veicoli elettrici venduti nel mondo nel 2016 sono stati venduti in Cina (il doppio di quanto sono stati venduti negli Stati Uniti). Il paese ha anche 200 milioni di veicoli elettrici a due ruote, da 3 milioni a 4 milioni di veicoli elettrici a bassa velocità, e più di 300.000 autobus elettrici, nessuno dei quali è stato contato nel rapporto ufficiali dell'AIE.

Però sono i paesi scandinavi e settentrionali europei hanno la maggior parte dei veicoli elettrici sulla strada quando si considerano le quote di mercato. “Con una quota di mercato del 29%, la Norvegia ha raggiunto incontestabilmente il maggior successo delle auto elettriche in termini di quota di mercato, a livello globale” scrive l'AIE. I Paesi Bassi seguono con una quota di mercato EV 6,4%, e il 3,4 per cento delle auto della Svezia sono elettrici.
adozione EV non è un dato di fatto
Tutti questi paesi hanno politiche per favorire le vendite di EV, e il 2016 ha mostrato che se alcuni incentivi sono cancellati ne risentono anche le vendite. Un tale scenario ha giocato un ruolo nei Paesi Bassi dove gli incentivi fiscali sono stati gradualmente eliminati per  veicoli elettrici Plug-in ibridi (PHEV), che sono scesi del 50% nelle vendite, mentre i veicoli elettrici a batteria (BEV) non sono stati colpiti dalla tassa quindi le vendite sono cresciute del 47 per cento.

Anche in Danimarca ha iniziato a ripristinare le tasse d'immatricolazione, dopo anni di esenzioni per i veicoli elettrici. Di conseguenza, il paese ha visto un calo 68% delle vendite di auto elettriche nel 2016. Nuovi incentivi danesi si aggiungeranno quest'anno con l'offerta di un rimborso fiscale di acquisto per veicoli elettrici sulla base della capacità delle batterie che dovrebbe produrre dati interessanti per la relazione del prossimo anno.

Quindi, se i veicoli elettrici non può competere con motori a combustione interna sul prezzo, allora qual è il tipo di incentivi che gli stati possono offrire per l'acquisto di veicoli elettrici? L'AIE sostiene che, con il supporto sufficiente, la tecnologia per costruire veicoli elettrici diventerà economico per i produttori di auto e gli acquirenti di auto saranno in grado di acquistarli senza supporto economico. “Un ambiente politico favorevole permette la crescita del mercato, rendendo i veicoli attraenti per i consumatori, riducendo i rischi per gli investitori e incoraggiare i produttori che intendono sviluppare i flussi commerciali EV su larga scala per iniziare la loro attuazione”, ha scritto l'agenzia. Gli incentivi più efficaci, secondo recenti ricerche, minimizzano il premio associato con l'acquisto di un veicolo elettrico e mostrano all'acquirente che il costo totale, manutenzione e energia elettrica, è più basso di quello di un motore a combustione interna.

L'AIE considera che quando i veicoli elettrici raggiungeranno la parità di costo dei veicoli ICE (a motori a combustione interna) , "i governi avranno bisogno di rivedere a poco a poco il loro approccio al supporto economico dell'auto elettrica con una graduale eliminazione degli incentivi per i BEV e PHEVs", anche se le tasse relative alla salute potrebbero rimanere come disincentivi per i veicoli ICE. L'agenzia ha scritto che si aspetta che questo accada intorno al 2030 "in cui si prevede che le tasse sul carburante saranno elevate e gli interventi più favorevoli per l'elettrificazione in alcune regioni più che in altre."

Scala è la chiave.
I governi che vogliono raggiungere lo scenario del non superamento dei 2 gradi (come descritto da l'accordo di Parigi, dove si è stabilito che la temperatura globale non superi di 2 gradi) vogliono indurre un circolo virtuoso in cui i produttori possono far scendere il prezzo dei veicoli elettrici aumentando la produzione facilitando così gli acquisti. 
Il maggior costo dei veicoli elettrici su motori a combustione interna contribuisce principalmente la batteria della vettura. Il rapporto cita Department of Energy (DOE) stima quanto influisca l'economia di scala sul prezzo della batteria. Una batteria 100 kWh subirà un calo dei costi di produzione del 13% quando i volumi di produzione aumentano da 25.000 unità a 100.000 unità. I produttori che sono in grado di produrre più di 200.000 pacchi batteria all'anno dovrebbero essere in grado di farli costare 200 $ / kWh o meno. L'aumento delle dimensioni del pacco batterie da 60kWh a 100kWh permetterebbe anche di ridurre i costi in modo similare, circa per il 17% per kWh. (Per inciso, un recente sondaggio McKinsey & Company  ha rilevato che le batterie 100kWh vengono ora prodotte dalla maggior parte dei costruttori a 227 $ / kWh e dovranno scendere a 100 $ / kWh per competere con motori a combustione interna.)
Questo fa parte degli aspetti economici che hanno indotto Tesla a costruire la sua Gigafactory in Nevada e iniziare a produrre batterie per auto e  accumulatori stazionari . La società ha sostenuto che è in grado di produrre batterie a 190 $ / kWh. Anche altre aziende come Daimler stanno seguendo l'esempio.

L'AIE ha esaminato i vari target recentemente annunciati dai produttori di EV (Tesla punta a 1 milione di auto sulla strada entro il 2020, Ford ha promesso 13 nuovi modelli EV entro il 2020, ecc.) e ha scoperto che la quantità totale di veicoli elettrici potrebbe toccare ovunque tra 9 milioni e i 20 milioni entro il 2020. Ma non è chiaro se questo sarà sufficiente per ottenere una significativa riduzione delle emissioni globali. Al fine di soddisfare uno scenario di 2 gradi, l'AIE dice, la produzione di batterie dovranno aumentare in maniera significativa verso il 2025, e "richiederebbe la costruzione di circa dieci impianti di produzione della batteria con la capacità di produzione della Tesla Gigafactory."

(Fonte: Megan Geuss di Ars Technica)







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lunedì 12 giugno 2017

Il traffico delle autostrade italiane a Marzo

I dati di preconsuntivo registrati nei primi tre mesi del corrente esercizio si mostrano in linea con quelli ottenuti nel corrispondente periodo dell’anno precedente, evidenziando valori analoghi nel livello di traffico totale raggiunto.
Quanto al singolo mese il principale attore del trascorso marzo è stato il comparto pesante, il quale si è attestato su un più che buon risultato di +7,4% raggiungendo una delle migliori performance degli ultimi mesi, laddove il settore leggero si è invece posizionato su un livello inferiore rispetto al marzo 2016; la combinazione di tali risultanze ha portato ad una lieve flessione nel dato di traffico mensile, stimata nel -1,2%, che può comunque considerarsi occasionale e parte del fisiologico andamento del traffico nel lungo periodo.
Complessivamente, il numero di veicoli-km percorsi sulla rete in questo trimestre è stato di quasi diciassette miliardi e ottocento milioni.
Guardando ora al dato della sicurezza stradale, il mese si è caratterizzato per un aumento dei principali indicatori che deve comunque tenere in debito conto l’esiguità dei valori assoluti di cui trattasi, che deve indurre a valutare con prudenza il significato assunto dall’apparente elevatezza dei relativi tassi percentuale: riprova di ciò si ottiene d’altronde esaminando, ad esempio, la differenza tra il numero di decessi verificatisi nel marzo 2016 e quello del corrente mese, superiore per  sole cinque unità.
Quanto al dato cumulato annuale concernente la mortalità, esso risente purtroppo dell’eccezionale evento avvenuto a febbraio sulla A4, in cui avevano perso la vita 16 persone e le cui ricadute sulle statistiche globali dell’incidentalità impiegheranno del tempo prima di poter essere riassorbite, dati anche i già bassi valori in questo settore che caratterizzano la rete autostradale a pedaggio italiana.

dal comunicato stampa Aiscat


I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. A Marzo 
-4%, -1,5 % a livello annuale su un'offerta di 5.761,4 di chilometri disponibili su tutta la rete autostradale.



Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti. Il traffico cresce ad un buon ritmo + 7,4% e 4,5% in più rispetto al 2015.



Per finire col totale della somma leggeri e pesanti -1,2a Marzo e  0,0% su base annua.




Ancora più significativo tra i segnali economici è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti al mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente per l'andamento della salute economica nazionale.

veicoli leggeri




mezzi pesanti




nell'insieme.










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venerdì 9 giugno 2017

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Maggio

Il mercato delle auto elettriche e ibride negli USA a Maggio 2017 cresce rispetto allo stesso mese dell'anno precedente particolarmente per le auto elettriche con la batteria e ancor più per le elettriche a percorrenza estesa, con un nuovo record mensile, mentre le ibride mantengono un numero elevato di immatricolazioni, con quasi 34 mila unità nel mese appena trascorso.
I numeri pubblicati dalla EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici sono a noi utili per realizzare i consueti grafici che chiariscono meglio di qualsiasi altro discorso l'andamento delle vendite mese per mese con il trascorrere degli anni solari.

Altro dato interessante è quello che  nei primi  5 mesi dell'anno in corso, 2017, si è stabilizzato il rapporto tra le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride rispetto al mercato totale mantenendo il 3,10% e  in crescita rispetto ai primi 3 mesi dell'anno quando era il 3,04%. Percentuali che anche il nostro Paese finalmente sta quasi raggiungendo, infatti nel mese di Maggio ha toccato il 3,0% tra auto elettriche pure e ibride immatricolate.



I nostri grafici

Ricordiamo che negli USA si utilizza una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Ottobre secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche secondo gli anni solari a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA ad Aprile 2017:

33.758 auto ibride (HEV)




8.522 auto a percorrenza estesa (EREV)





5.961 auto elettriche pure a batteria (BEV) ...




... per un totale, relativamente al mese di Aprile di 50.317  auto elettriche tra EREV e BEV





La progressione mensile dal Gennaio 2010 .




L'introduzione delle auto elettriche/ibride è del 3,10% su 5.456.788 auto immatricolate nel primo bimestre del 2017.






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giovedì 8 giugno 2017

Auto ibride vs metano a Maggio 2017

Continua a peggiorare il mercato delle auto a metano nonostante si aia visto una crescita rispetto al mese precedente ma in forte discesa rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Si aggiunga il fatto che sono 9 mesi  i mesi consecutivi che le auto ibride superano le auto a metano nel numero delle immatricolazioni da che si è avuta la svolta avvenuta nell'agosto dello scorso anno. Si conferma a Maggio 2017 la preferenza degli automobilisti italiani per le auto a doppia alimentazione, con motore a carburante più il motore elettrico rispetto alle auto a carburante gassoso non derivato del petrolio, il metano.

Vediamo nel dettaglio. Nel mese appena trascorso le immatricolazione delle ibride hanno raggiunto le 6.481 unità con una crescita del 97,4 % rispetto allo stesso mese del 2016, mentre le immatricolazioni delle auto a metano sono scese di più di più di un terzo, esattamente a - 37,6%, con 2.656 unità, nei confronti del Maggio 2016 nel quale furono immatricolate 4.258diminuendo ancora la loro introduzione nel mercato nazionale a solo l' 1,3%  mentre le ibride segnano il 3,3% .




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mercoledì 7 giugno 2017

Una nuova batteria che si ricarica istantaneamente

Recentemente è stata presentata in Olanda una start-up la cui intenzione è produrre un sistema innovativo che permetta di ricaricare in pochi secondi le batterie di un'auto elettrica. IFBattery, la start-up dell’università di Purdue (West Lafayette, Indiana) , è guidata dal professor John Cushman,
a cui si è aggiunto un altro professore dell’università di Purdue, Eric Nauman (nella foto in alto). Sostanzialmente la batteria e il sistema di ricarica potrebbe rivoluzionare il mondo dei veicoli elettrici in quanto abbatterebbe i tempi di attesa per la ricarica delle batterie abbreviandoli a tal punto da renderli paragonabili a quelli di un rifornimento del carburante di un veicolo tradizionale. Si tratta semplicemente di sostituire il liquido che si trova all'interno della batterie una volta che ha esaurito la possibilità dello scambio degli elettroni e quindi la carica con dell'altro elettrolita precedentemente ricaricato e riattivato della sua funzione essenziale di emettere energia utilizzabile nei motori elettrici. Non ci sarebbe niente di nuovo nella tecnologia che è già conosciuta da tempo e che va sotto il nome di batterie redox se non fosse per avere superato un altro handicap che quello della durata delle batterie, quante volte si possono svuotare e riempire di elettrolita scarico/ricaricato per il fatto che non si utilizzerebbero membrane di scambio ionico fisse bensì sostituibili.
Detto che la tecnologia è conosciuta, che i cicli di vita aumentano notevole, che diminuisce drasticamente il tempo di ricarica bisognerebbe capire quale sia la densità energetica della batteria ovvero il peso e il volume degli accumulatori che in definitiva costituiscono dati essenziali per progettare un'auto elettrica. 
Un vantaggio che appartiene a qualsiasi tecnologia di accumulo di energia batterie redox, al litio, metallo aria ecc. è quello di poter usufruire di energia pulita per la ricarica ovvero prodotta dalle cosiddette rinnovabili, solare, eolico, geotermico, a tutto vantaggio della salute del pianeta e della 'democrazia' energetica poichè il sole e il vento in particolare possiedono energia data gratuitamente dal sole direttamente e indirettamente ... ovunque.



  




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martedì 6 giugno 2017

Il consumo di gas in Italia a Maggio 2017 sale del 6,6%, sale la produzione nazionale

I consumi del gas sono saliti a Maggio 2017 rispetto allo stesso mese dell'anno passato come possiamo verificare grazie ai dati forniti puntualmente dalla Snam pubblicati nel proprio sito web. 
Siamo in grado di realizzare  i nostri consueti grafici utilizzando gli stessi dati ufficiosi Snam per gli ultimi due mesi e quelli ufficiali forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico aggiornati con un lieve sfalsamento temporale. I dati Snam, per nostra esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostando di poco o nulla, forse appena qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 12 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione guardando quelli che pubblichiamo qui sotto.

Dunque rileviamo che nel mese di Maggio il consumo sale del 6,6%  rispetto allo stesso mese del 2016.

Quantitativamente a Maggio abbiamo bruciato o messo in rete 4452,842 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 4175,386 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2016.




I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Maggio 2017 è piazzato quasi a metà del grafico per quanto riguarda gli ultimi 12 anni.





Lo stesso grafico con gli ultimi 7 anni per evidenziare l'andamento e individuarne la posizione.




Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu interrotta raramente.





Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la faticosa lenta risalita fino alle impennate degli ultimi mesi che sembrano dovute al consumo superiore per fornire di energia la Francia che ha 12 centrali nucleari in stand by e probabilmente (?) al clima freddo che ha colpito parte dell'Italia. Si nota il rallentamento degli ultimi 2 mesi.








Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Non varia la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale a Maggio con 
365,952 milioni di metri cubi (dato provvisorio),  cioè quasi il 14% in meno rispetto ai 425 milioni di metri cubi (dati definitivi ministeriali) dello stesso mese dell'anno passato. Praticamente la produzione più bassa dal gennaio 2005.




Il grafico della quantità di gas prodotto la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione testimonia un equilibrio nelle quantità di gas prodotto negli ultimi mesi.








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