Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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domenica 1 dicembre 2019

Sulla tranvia di Firenze, i costi ambientali ed economici


Tramvia, I viali del Poggi patrimonio culturale come Colosseo o p.zza Signoria. I cambiamenti strutturali per legge li deve autorizzare il ministero

Gli alberi di viale Matteotti, i sottopassi, il ponte da Verrazzano, lo sferraglio delle vetture sono punti importanti da tener presente  per i rispetto del tessuto storico della zona. Palazzo vecchio gioca sull’obiettivo di rispettare l’aspetto paesaggistico. Per indorare la pillola che non ha niente a che vedere con l’abbattimento delle piante di viale Matteotti e con gli altri problemi. Questa premessa non significa andare contro il trasporto pubblico anzi significa incrementarlo con una sana politica dando oltretutto una movimentazione più snella e non ingessata come con un treno suburbano. E’ bene che i cittadini si mettano in mente questi dati con il costo della tramvia per Bagno a Ripoli si potrebbero comprare 250 mezzi elettrici a ricarica veloce. Operativi in un anno senza sventrare la città con cemento e ferro senza perdere neanche un albero.

Piero Campani

Per rendere meglio i concetti di quanto sia fuori luogo con le nuove tecnologie in essere l’operazione tramvia su ferro ospitiamo  l’intervento di uno dei maggiori esperti del settore



Intervento dell’Arch. Giovanna del Buono

Risulta nel testo della Relazione Urbanistica al progetto Linea 3.2 della tramvia che neppure una volta viene fatto riferimento al Codice dei Beni Culturali ed alle Norme in esso contenute, e lo osservo in quanto la Relazione Urbanistica di una infrastruttura che percorre il tessuto storico di una Città come Firenze non potrebbe in nessun caso omettere di riferirvisi, con dovuti richiami e scelte progettuali. A maggior ragione tale riferimento è obbligato e va dichiarato, perché la Legge 42/2004 istituisce fra la Parte II Art.10 ed i contenuti degli Strumenti Urbanistici Comunali un nesso indiscutibile e operativo: il “Valore Storico” e perciò Culturale attribuito ai tessuti urbani in “Zona A” comporta che qualsiasi modificazione apportata loro sia dichiarata e sia valutata in merito alla compatibilità e al rispetto ed alle prescrizioni della Parte II del Codice, con VIA e VAS.

Avviene che in questo Progetto, come in tutti i precedenti, questa dichiarazione e queste valutazioni  non siano mai avvenute e l’unico rispetto, in senso puramente umoristico, viene esercitato per i Vincoli Paesaggistici apposti ai Viali nel 1950. Dal 22 gennaio 2004 è però entrato in vigore il Codice B.C. che ha istituito de jure un vincolo culturale sulle pubbliche proprietà a cui è stato riconosciuto un valore storico, si veda a proposito un capitolo del Regolamento Urbanistico Comunale.
People mover per Fortezza- Piazza San Marco in alternativa al ferro 

L’omissione, e lo sviamento conseguente nella VIA ( manca del tutto la Valutazione Ambientale Strategica), secondo un parere legale da me chiesto, è un reato penale e comporta l’illegittimità delle autorizzazioni rilasciate al progetto.

L’ho scritto al Soprintendente che è sicuramente una autorità indiscussa nel campo delle scienze archeologiche, ma non ha pratica nel campo urbanistico, permettendomi di invitarlo ad usare la propria autorità con questi argomenti in qualsiasi sede.

Davanti alla PRESCRIZIONE, inserita nel parere, di interrare il traffico veicolare su tutti i percorsi, tenendo conto che alla Commissione Paesaggistica partecipano delegati della Soprintendenza, mi domando come tutta questa materia non trovi riscontro in chi ha la competenza di trovare soluzioni coerenti con il tessuto storico nell’interesse dei cittadini

Si legga bene l’allegato parere prescrittivo della Commissione Paesaggistica del 25 u.s. in cui si dice che la tramvia non ha impatto sul paesaggio e dunque sui viali ci sta bene, ma vanno scavati due tunnel in cui infilare tutto il traffico veicolare. Si dice anche per Piazza della Libertà, e questo è realmente sbalorditivo:

…..si rileva che la soluzione proposta ( dal progetto ndr) è incentrata sulla tecnica infrastrutturale dimenticando di relazionarsi con il delicato contesto storico  ….

Dunque: nel progetto si sono dimenticati di relazionarsi con il delicato contesto storico, lo dice il Comune, la Commissione Paesaggistica Comunale, e noi lo diciamo da sempre, però vogliono scavare due tunnel per buttarci le auto (che però saranno parcheggiate ovunque, per carità) mentre la tramvia è bellissima.

“Sottolineo che in conseguenza del Valore Storico attribuito alle Zone A dal Regolamento Urbanistico del Comune di Firenze, lo Stato in forza del  combinato disposto esistente fra norme locali ed il Codice dei Beni Culturali tutela i Viali ed il tessuto ottocentesco esattamente come Piazza della Signoria. In questi contesti si fa Restauro Conservativo, non si realizza una ferrovia, non si fanno tunnel, ai sensi del Codice dei beni culturali Art. 10 II

Articolo tratto da Gazzetta di Firenze 

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venerdì 6 aprile 2018

Batterie al litio per 30 filobus a Gdynia in Polonia, 12 metri e articolati 18 metri

Presto, a settembre 2018, vedremo il primo filobus Solaris dei 30 ordinati dalla città polacca di Gdynia a cui seguiranno gli altri 29 di cui 16 snodati di 18 metri mentre gli altri 14 saranno di 12 metri. La caratteristica di questi filobus è quella di avere a bordo dei pacchi batteria che permetteranno di percorrere le strade centrali senza l'utilizzo del pantografo per trasferire la corrente della catenaria, quindi attingendo quell'energia accumulata nelle batterie al litio alla stregua di un comune autobus elettrico. 

I pacchi batteria hanno una capacità di 58 kWh per gli autobus da 12 metri e 87 kWh per gli autobus articolati di 18 metri, sufficienti per percorrere alcune decine di chilometri. 

Il costo complessivo dell'acquisizione è di 95 milioni di Zloty ovvero 22,6 milioni di Euro circa.

Inoltre a maggio inizierà aggiornamento su 21 filobus già circolanti ai quali verranno sostituite le vecchie batterie al nichel-cadmio con le nuove batterie agli ioni di litio che permetteranno ai veicoli di viaggiare per molti chilometri in assenza di catenaria. Il cambio dovrebbe essere completato nel marzo del 2019.

Attualmente a Gdynia sono in attesa del risultato della seconda gara per l'acquisto di 55 nuovi autobus di 32 autobus articolati e 23 veicoli standard per un costo complessivo di 92,6 milioni zł (22 milioni di Euro). Ddynia può contare su un finanziamento dell'Unione Europea pari a 76,5 milioni di zł (18,2 milioni di Euro) sia per i filobus che autobus su un costo totale del progetto che è stato stimato in 170 milioni di zł (24,5 milioni di Euro) secondo un programma UE per la protezione dell'ambiente  e pianificato per un importo di 103,1 milioni di zł (22 milioni di Euro).

Fonte: trojmiasto.pl




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giovedì 13 aprile 2017

Ecco il filobus per Bagno a Ripoli che la giunta fiorentina ha scartato

In questi giorni è tornato di moda un mezzo di trasporto pubblico da quando l'Amministrazione fiorentina ha annunciato un suo progetto di utilizzo, sto parlando del filobus. Il nuovo filobus come alternativa al tram per varie ragioni. In questo contesto Piero Campani  ha tirato fuori dalla naftalina un nostro vecchio post sull'argomento, addirittura del  2011, pubblicandolo Gazzetta di Firenze.

Vale la pena di leggere l'articolo sulla Gazzetta di Firenze e il nostro del 2011 evidentemente ancora attuale e anticipatore per certi versi.

Fra qualche giorno torneremo sull'argomento con un aggiornamento.


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lunedì 27 febbraio 2017

Come mai la tramvia di Montpellier costa così poco?

Parto dall'articolo pubblicato da ARPAT, l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, intitolato " Inaugurato il completamento della Linea 4 della tranvia di Montpellier" per poi fare alcune considerazioni.

In linea con la tempistica ipotizzata, è stata aperta lo scorso luglio dopo 18 mesi di lavoro che hanno incluso anche una serie di interventi riqualificanti il centro storico.
Già al momento dell’avvio dei lavori ci eravamo occupati, con un'approfondita ARPATNews, del completamento della Linea 4 della tramvia di Montpellier che, dopo 18 mesi di lavoro, è stata inaugurata a luglio 2016.
Si tratta della prima linea circolare in Francia; viaggia infatti in entrambe le direzioni costeggiando il centro storico di Montpellier per complessivamente 9,7 km e offre 10 fermate di scambio di cui tre appena ultimate: la Stazione Albert 1 che si interscambia con la linea 1, e le stazioni Peyrou/Arc de triomphe e San Guilhem/Courreau che fermano vicino alle linee 6 e 7 dell’autobus. Inoltre la linea 4 incrocia le più grandi fermate di connessione di tutta rete tranviaria come la stazione Garcia Lorca, punto terminale di questa linea circolare.
Con l'ultimazione della Linea 4 tutta la rete tranviaria si estenderà per oltre 60 km assicurando l'accessibilità a tutte le zone della città.
Secondo il Sindaco di Montpellier, Philippe Saurel, questo completamento faciliterà l’accesso al centro storico e rivitalizzerà questa parte della città, i viali, a lungo troppo trascurati, e le attività commerciali, anche grazie ai miglioramenti significativi apportati all'arredo urbano come l'illuminazione notturna, in particolare dei monumenti storici, per la quale il Comune ha investito 1 milione di euro.

I lavori sono costati 44 milioni di euro e sono stati finanziati per il 66% dalla Città Metropolitana e dal Comune (€ 4.800.000), con il sostegno statale (5,6 milioni di €) e della Regione (€ 4,5 milioni).

Nessun treno è stato acquistato perché la linea funziona con quelli già precedentemente in uso.

Le 3 nuove stazioni miglioreranno non solo l'efficienza della tramvia, ma anche della rete dei trasporti più in generale, essendo state costruite strategicamente vicino a fermate dell'autobus e a stazioni di bici e carsharing. In quest'ottica rientra anche il programma di revisione della rete degli autobus da parte Città Metropolitana per migliorare il servizio per tutti i comuni, rivedendone i tragitti e gli orari, per rendere il trasporto pubblico più accattivante.

Inoltre, per gli automobilisti, l'interscambio con la rete tranviaria è assicurata da 16 parcheggi, interrati o in silos, situati lungo tutta la linea, e anche nel centro storico, per complessivi 4000 posti.

Chi lascia l'auto per andare in tram usufruisce di una tariffa giornaliera di 4,80 € comprendente anche un biglietto A/R per la tramvia di un’ora per tutti i passeggeri.

La nuova tramvia in pillole

Reperti di 900 anni
La scultura di un uomo con la barba o quella di una figura femminile dipinta in policromia sono alcuni dei numerosi resti rinvenuti durante gli scavi preventivi condotti in Place Albert 1. Tra il luglio 2014 e Gennaio 2015, il team dell’Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (INRAP) ha portato alla luce i resti delle mura difensive (XIII-XVII secoli) e quelli del convento di Santa Maria del Carmelo di Montpellier (XIII secolo) distrutto nel 1562, durante le guerre di religione e considerato all’epoca come una delle più belle chiese della Linguadoca. Questo sito di 900 m2 ha permesso soprattutto di ritrovare sculture religiose gotiche preziose per la conoscenza della storia dell'arte di Montpellier.

Due milioni di euro sono stati investiti per la riqualificazione di Place Albert 1.

Ogni albero conta!
La piattaforma che sostiene i binari del tram è stata costruita nel centro del Boulevard Henri IV per preservare i due filari di platani che lo costeggiano. Dall’inizio dei lavori si è intervenuti per proteggere le radici da tagli che avrebbero potuto essere fatali.
I tronchi sono stati protetti, il terreno è stato aspirato invece di essere spalato e micropali di 1,5 cm di diametro sono stati usati per sostenere i rami. Inoltre, nove nuovi platani orientali, che possono raggiungere i 30 metri di altezza e vivere 500 anni, sono stati piantati lo scorso dicembre per perfezionare l'allineamento degli alberi esistenti, il più vecchi dei quali hanno 85 anni.

Una linea che si fonde con il paesaggio
La stazione Albert 1/Cattedrale, in fondo a Boulevard Henri IV, riprende il design barocco della linea 4, progettata da Christian Lacroix in riferimento al Re Sole, Luigi XIV, mentre per le altre due stazioni, Peyrou/Arch de Triomphe e San Guilhem/Courreau, l’arredo urbano è stato ridotto al minimo, in modo da non disturbare la vista degli edifici storici.

Quindi solo terminali di visualizzazione dei tempi di arrivo, distributori di biglietti e segnaletica orizzontale automatica a segnalare la fermata del tram.

Riqualificazione della Place Albert 1
Place Albert 1 è stata pedonalizzata, conservando i suoi due platani storici e ripavimentata in pietra, ma è la notte che la piazza svela tutta la sua bellezza grazie alla nuova illuminazione della Maison des Chœurs e della Faculté de Médecine, la più antica del mondo.

L'incredibile ascensore Peyrou
Come tutta la Rete, anche il completamento della linea 4 è accessibile alle persone con mobilità ridotta. Alla fermata Peyrou, due ascensori di vetro, della capacità di otto persone ciascuna, danno accesso diretto alla sopraelevata via Foch, integrandosi completamente nella cinta muraria della città.

I lavori sono stati particolarmente delicati perché si doveva fare attenzione a non minare le fondamenta del Palazzo di Giustizia, monumento storico di Montpellier.

Uso della pietra locale
95.000 tonnellate di pietra di sei varietà diverse, tutte selezionate da cave locali, sono state utilizzate durante i lavori. Per esempio, una pietra calcare colorata grigio o beige, dura, resistente al gelo, è stata selezionata per la strada, mentre una pietra calcare, meno dura, e tagliata come nel XVIII secolo, è stata utilizzata per i terminali dei marciapiedi davanti alla Place Royale du Peyrou.

Venti nuove palme
La scelta degli alberi per i viali Jeu de Paume e Ledru Rollin è stata molto limitata dalla presenza di molte reti sotterranee (acqua potabile, fognature, elettricità, telefono, gas, fibra ottica ...). Anche se non sono tipiche della vegetazione Mediterranea, di solito privilegiata, le palme hanno il doppio vantaggio di avere un limitato bisogno di acqua e di avere poche radici, per questo sono state scelte per abbellire il viale, in linea con quelle già esistenti nel viale Jeu de Paume.

Una tramvia insonorizzata
In questa zona urbana ad alta intensità abitativa, la società dei trasporti ha tentato di abbattere l'inquinamento acustico costruendo una piattaforma ad hoc per i tram con una lastra flottante che poggia su una membrana flessibile che smorza le vibrazioni e agisce come rivestimento fonoassorbente.

Un'ultima curiosità
La Linea 4 sarà la prima che annuncerà i nomi delle stazioni del tram in francese e in occitano.



Quindi abbiamo letto a Montpellier che vi sono tutta una serie di interventi che vanno oltre la realizzazione della tramvia. Indicativamente il costo chilometrico viene, 44 milioni di euro diviso per 9,7 chilometri, 4,536 milioni/km. 

Un amico di Facebook ha avuto l'idea di confrontare questa realizzazione di Montpellier con quella effettuata già e in corso di realizzazione a Firenze, la Linea 1 già in funzione da anni e le linee 2 e 3 in avanzata costruzione. Tralasciamo i tempi di realizzazioni fiorentini che non sono confrontabili a quelli solleciti dei francesi, e diamo un'occhiata fugace ai costi. La Linea 1 c'è chi dice che è costata (per la maggior parte grazie a finanziamento europeo) 225 milioni di auro e chi 263 milioni di euro per 7,4 chilometri di lunghezza. Le Linee 2 e 3 c'è chi dice che costeranno insieme 459 milioni di euro chi invece 425 milioni di euro come esemplificato nel sito del Comune per uno sviluppo chilometrico di circa 12 chilometri.

Prendiamo le cifre delle Linea 1, 225 milioni per 7,5 chilometri, stabilisce che il costo è 30,405 milioni al km.

Per le Linee 2 e 3 insieme con uno sviluppo di circa 12 chilometri il costo di 425 milioni porta alla cifra di 35,416 milioni/km.



Alla fine controlliamo le cifre :
 Montpellier  
Linea 4 - 4,536 milioni/km.  
 Firenze
Linea 1 -  30 milioni/km
Linee 2 e 3 -    35,416 milioni/km.

La domanda è: come hanno fatto i francesi a realizzare una tramvia che costa di gran lunga meno delle nostre?



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mercoledì 25 gennaio 2017

Gara unica nazionale per 1600 autobus, quanti elettrici?

Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sotto la guida del ministro Graziano Delrio sta per varare la prima gara a livello nazionale per l'acquisto di 1.600 autobus per il trasporto pubblico locale (TPL). A Consip, a cui il decreto ha affidato il ruolo di centrale unica di committenza, il compito di bandire le gare per tipologie di mezzi. Consip è la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana. Opera nell'esclusivo interesse nazionale e il suo azionista unico è il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) del quale è una società in-house. Nove i lotti iniziali del programma per mezzi sia urbani che extraurbani per un valore di 255 milioni (cofinanziamento incluso) e che si aggiungono ai 500 milioni già stanziati  a dicembre per le gare regionali. I lotti saranno divisi per lunghezza dei veicoli, ma anche per tipologia di alimentazione: contemplano bus elettrici, a gasolio, ibridi benzina/elettrico e a metano. 

Le risorse previste da destinare al rinnovo del parco autobus italiani aumenteranno fino a raggiungere nel periodo 2017-2033 i 3,7 miliardi. Per svecchiare le flotte si ricorrerà allo strumento della gara nazionale che alleggerirà il compito di regioni e società di Tpl, spesso non in grado a gestire procedure così complesse, aumentando i risparmi abbattendo i contenziosi.

Fra gli standard inseriti in gara, e che le aziende produttrici dovranno garantire, la più recente classe di emissione disponibile e un equipaggiamento di bordo che deve  comprendere un dispositivo di conteggio passeggeri, la videosorveglianza, un dispositivo di rilevamento della posizione, la predisposizione per il wifi.

Per ogni lotto ci sarà un vincitore che, nella sostanza, sarà un produttore in grado di garantire la fornitura massima indicata dal provvedimento. Ogni fornitore firmerà una convenzione con Consip e, a valle di questa, riceverà gli ordinativi dalle singole Regioni. I governatori, poi, comunicheranno al ministero i loro ordini, ricevendo i fondi statali in due tranche: la seconda (pari al 60%) sarà pagata solo al momento del completamento delle forniture.



Molto bene. Potenziare le linee di trasporto pubblico locale dovrebbe permettere alle amministrazione rendere le stesse più efficienti e apprezzate dai cittadini attraendone un numero sempre maggiore a discapito del trasporto privato delle auto in città. Occorrerebbe quindi agevolare le linee con corsie preferenziali di sola pertinenza dei bus per rendere più veloce il percorso come è per i tram, basterebbe solo questa scelta 'tecnica' per dimostrare quanto siano comodi i mezzi pubblici e d'altra parte quanto possa essere meno costosa rispetto ai tram pur abbattendo drasticamente l'inquinamento in città con linee di bus elettrici. Lo si vorrà fare?

Siamo curiosi di capire   quale sia la percentuale di bus elettrici richiesti nella gara decisa dal Ministro e/o dal Ministero e, nello stesso tempo chiediamo alle amministrazioni locali e alle regioni di fornirsi di mezzi elettrici per le linee di bus TPL.


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lunedì 16 gennaio 2017

Ma quale tram! Una linea di autobus elettrici costa meno

Questo è un articolo pubblicato su una rivista online specializzata suul trasporto con mezzi pubblici e privati, Autobusweb., che già dall'introduzione chiarisce quale sia il significato di ciò che segue. Ma quale tram! Una linea di autobus elettrici costa meno. Prosegue con quello che è il pensiero di Paolo Rossi, presidente di Aps Holding, azienda padovana dei trasporti pubblici su un progetto di Busitalia, una azienda controllata dalle ferrovia. Tenendo fermi i principi della mobilità a basse emissioni, l’azienda sta valutando l’opzione di sostituire il progetto della linea 2 tranviaria (tra Sarmeola e Ponte di Brenta) con una linea servita solo da autobus elettrici. Lo riporta l’edizione locale de “Il Gazzettino”.

La linea 1 servita dal tram è costata, in tutto, circa 90 milioni di euro. Più precisamente, 77 milioni (di cui 28 a carico del Comune), a cui però vanno sommati i 13,6 milioni di valore dell’immobile della società. Secondo il presidente Aps, la costruzione della linea 2 costerebbe almeno 100 milioni di euro. Non certo bruscolini, considerato che l’azienda ha un rosso di 18 milioni di euro.
Spunta l’idea degli autobus elettrici
Ecco spiegata la pensata dell’emobility. «La linea 2 con i bus elettrici – sempre Rossi – avrebbe un costo inferiore ai 20 milioni di euro perché gli autobus costano 500mila euro l’uno e ne occorrono 24. Hanno una capienza di 160 persone, un’autonomia di oltre 200 chilometri con uno stallo di ricarica all’inizio e alla fine della linea in 20 minuti di tempo. Sono bus a impatto zero e dunque avranno un contributo statale importante. E soprattutto non hanno impatto sulla viabilità. Non occorrono linee aeree, non bisogna fare le rotaie». Niente rotaie, via alla linea solo servita da mezzi a impatto zero, secondo un esempio sempre più diffuso in Europa (tanto per fare qualche nome: Göteborg, Marsiglia, Parigi, Stoccolma). In Italia, tra le realtà all’avanguardia in campo elettrico ci sono Bolzano e Torino (19 autobus in arrivo in primavera) e Trieste.
Il progetto è in mano a Busitalia
Ma le novità non sono finite qui. Aps Holding ha già demandato lo sviluppo del progetto a Busitalia, la controllata dalle ferrovie. «Hanno uffici tecnici che sono in grado di farlo senza spendere una follia in consulenti», ha affermato Rossi. Il progetto prevede delle corsie dinamiche su un percorso guidato con luci a led.


... e questa è una cosa che noi di MondoElettrico diciamo e scriviamo da anni: l'autobus elettrico oramai ha vantaggi importanti rispetto al tram.


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venerdì 22 luglio 2016

La tramvia di Firenze: una infrastruttura senza pianificazione (e sbagliata?)

Abbiamo trattato qualche volta nel passato la questione della tranvia di Firenze, i pro e i contro di una scelta che sta impegnando la città con una infinità di disagi, costi, ritardi. Costi a km da record mondiale inavvicinabile da chiunque altro. Una scelta che di una tecnologia un po' troppo vecchia a fronte di nuove esigenze e nuove tecnologia più adatte alla mobilità urbana. Qui riportiamo un articolo di qualche settimana fa uscito nel sito Per un'altra Città. Il grassetto nel testo è una nostra scelta.

1. Perché un progetto salutato all'inizio da molti come innovazione decisiva per il sistema urbano e trasportistico fiorentino è oggi avversato dalla gran parte degli abitanti coinvolti? Perché tanti tecnici un tempo assai favorevoli al “Progetto Tram” di Firenze ne sono adesso severi critici? Perché un programma nato per migliorare l'ambiente infligge attualmente alla città operazioni a grandissimo impatto? Perché un progetto di miglioramento infrastrutturale è diventato una voragine di debito pubblico?

La vicenda del Tram a Firenze è la storia di una metamorfosi, dall’“eccellenza programmatica” dichiarata all'inizio, all’antipianificazione della realtà odierna. Un'operazione che, proprio per questo, da soluzione diventa generatrice di problemi. Anche nel comparto in cui doveva introdurre forti migliorie, cioè nel sistema di mobilità cittadina.

Il Piano di Circolazione tramviaria fiorentino doveva infatti costituire un programma omogeneo, costruito sulle esigenze e sulle domande reali di spostamento tra le varie parti della “città diffusa”, nell'ambito di un più generale Piano Urbano della Mobilità, da estendere nel tempo a tutta l'area metropolitana. Ciò che è avvenuto nella realtà è un quadro totalmente differente: il piano della mobilità generale non esiste, così come manca un piano organico della circolazione tramviaria (e sì che si era partiti da un’analisi – finalmente anche quantitativa – dei flussi di traffico e da una lettura, di una qualche consistenza, degli spostamenti).

Il sistema tramviario – diventato modello di antipianificazione – si rivela invece oggi un grande meccanismo “problem making” anziché “problem solving”: i cantieri aperti infatti stanno creando problemi alla vivibilità e alla mobilità della città; gli effetti ecologici sono altissimi; i costi superano clamorosamente anche quelli relativi a progetti analoghi (tramvia romana) già considerati spese inaccettabili; l’inefficienza – oltre ai ritardi ed agli elementi ostativi per la funzionalità del traffico attuale – giunge al punto di trascurare ed ignorare anche le opportunità offerte dalla più recente innovazione tecnologica.

2. I ritardi, con ovvia lievitazione dei costi dei cantieri e gli enormi disagi che gli stessi stanno procurando alla mobilità urbana, oltre che agli abitanti dei quartieri interessati, costituiscono la prima conseguenza della mancanza di pianificazione del progetto, e del procedere per assemblaggi forzosi di schemi progettuali diversi, anche in mutuo conflitto, disegnati senza logica di integrazione, per linea o addirittura per segmenti di linea. Con la necessità di continui aggiustamenti in corso d'opera e sempre maggiori gravami sulla città. Ciò che ha portato alla situazione odierna: invece della tre linee funzionanti e delle due in avanzata costruzione, secondo quanto previsto dall'agenda originaria, oggi funziona soltanto la linea 1, le linee 2 e 3 sono in fase di cantiere con forti ritardi, per le linee 4 e 5 non si prevede a breve neppure l'approvazione del progetto.

Anche questo dimostra la difficoltà di operare in assenza di quadro programmatico. E che il primo e prioritario problema è dunque costituito dall'assenza di uno scenario strategico integrato tra organizzazione urbanistica e sistema della mobilità; nonché dalla mancanza di un piano di circolazione tramviaria.

Le lacune programmatiche e la mutua conflittualità tra progetti diversi – peraltro mai definitivi ma sempre “in progress”- con variazioni continue e ritardi dovuti agli impatti, urbanistici, ambientali o sul traffico, si riflettono in errori progettuali macroscopici tra cui emergono: la presenza di una serie di strettoie (ingombro eccessivo in diversi punti delle linee); la cancellazione dell'offerta di servizio da alcune aree urbane pure a forte domanda, che restano scoperte, anche per le modifiche alle linee 2 e 3 e il rinvio sine die delle linee 4 e 5; l'assenza o il forte sottodimensionamento di parcheggi in aree chiave; la sostanziale sottrazione al sistema di alcuni segmenti e nodi strategici di flusso e interscambio (es. via Valfonda nei pressi della stazione SMN) che diventano nodi monofunzionali, “occupati esclusivamente” dal tram.

3. La grave mancanza di Via e Vas per un'infrastruttura strategica come la tramvia significa di per sé un'inaccettabile carenza del sistema progettuale e programmatico; per i molti problemi che vengono occultati proprio dalla mancanza di uno strumento analitico e valutativo fondamentale. Uno degli effetti di ciò, che emerge macroscopicamente ogni giorno, si evidenzia nella gestione dei cantieri delle linee 2 e 3; con continui, quotidiani impatti sul traffico urbano (rallentamenti e congestioni prolungate), gli inquinamenti soprattutto atmosferici ma anche acustici, e le macroalterazioni indotte sull’ecosistema della città: cancellazione di elementi a forte connotazione tipo-morfologica come brani di viali storici, distruzione di habitat tra cui, grave, lo sradicamento e la sparizione di migliaia di alberi, l'ingombro e talora lo stravolgimento di strati di suolo e primo sottosuolo. Il goffo tentativo di fronteggiare con la gestione quotidiana i problemi non previsti, perché non studiati nelle sedi opportune e peraltro dettate dalla legge (Via e Vas), sfocia nei disagi, nei rallentamenti, negli impatti, che ogni giorno rimbalzano dalla cronaca.

4. La fretta che paradossalmente produce ritardi anziché velocizzazioni, l'improvvisazione e la sciatteria di progetti determinati dalla rincorsa di “opportunità finanziarie a breve, altrimenti in sparizione” o del consenso mediatico, invece che dalla razionalità tecnica, programmatica e sociale, fanno sì che l'operazione tramvia a Firenze ignori anche le opportunità offerte dall'innovazione tecnologica più recente.

Si poteva infatti – e si può ancora – costruire uno scenario di mobilità di riferimento in cui inserire il piano di circolazione tramviaria, e, nelle more della loro realizzazione, avviare in tempi brevissimi i servizi già previsti dalle linee 2 e 3 con operazioni rapide, agevoli, ad impatto nullo o bassissimo; e mantenendo lo stesso schema di linea. Basta infatti guardare ed assumere le potenzialità offerte dall'innovazione energetica e tecnologica più recente: ilBlu Tram, già in commercio in Francia, e prossimo ad avviarsi in grandi città metropolitane come Parigi e Torino, è una soluzione che non necessita di binari e linee aeree, ma soltanto di corsie preferenziali riservate e di colonnine ad hoc di ricarica rapida delle batterie elettriche. Esso è costituito da moduli di vetture – appunto a batterie ricaricabili rapidamente – di 5,4 metri e 22 posti; che possono essere utilizzati singolarmente negli orari di “bassa”, o composti in diverse sezioni modulari per “jumbotram”, nelle ore di punta. La leggerezza e la flessibilità di tale tipo di “tram”, in realtà un autoveicolo a batteria, ne permette l'utilizzo, contingente o permanente, nelle situazioni urbane più problematiche. A Firenze il suo impiego permetterebbe di realizzare subito le linee 2 e 3, secondo lo schema già previsto; e realizzare nel frattempo i necessari scenari di mobilità generale e piano di circolazione tramviaria. Con la possibilità di verificare successivamente, nei tempi dovuti, se muovere nel periodo medio-lungo verso la realizzazione di linee tramviarie tradizionali o mantenere veicoli speciali quali il Blu Tram. Purtroppo i gestori della tramvia fiorentina ignorano o disconoscono tali situazioni e quindi simili opportunità.

5. Le lacune, le mancanze, le inefficienze, le aporie che stanno caratterizzando il sistema tramviario fiorentino si traducono inevitabilmente anche in forti lievitazioni dei costi.

A Firenze la linea 1 è costata 263 milioni di euro per poco più di 7 km: la 2 e la 3 stanno costando 459 milioni di euro per poco meno di 12 km. Il costo medio unitario chilometrico è dunque di 37,5 milioni di euro a km: clamoroso! Se si pensa che il costo medio unitario europeo per linee tramviarie recenti è di 7,5 milioni di euro a km, che il costo medio unitario italiano per sistemi tramviari considerati pure di efficienza media, come i segmenti realizzati di recente nelle reti di Padova, Napoli e Torino, presentano un costo medio unitario di 8,2 milioni di euro a km. E che a Roma si sono realizzate le ultime linee al costo medio unitario di 22 milioni di euro a km – considerato uno spreco enorme – . A Firenze il tram costa mediamente il 40% in più rispetto a Roma, mentre rispetto ai dati recenti sul costo medio italiano ed europeo siamo più o meno al 500%! Peraltro, a questi costi ufficiali vanno aggiunti quelli “sommersi”, che non vengono mai contabilizzati ufficialmente, ma gravano sui cittadini e sulla collettività: tra questi la sottrazione di una serie di spazi al sistema generale di fruizione e di mobilità urbana e i costi sostenuti dal singolo per una modalità di spostamento alternativa.

Perché i cittadini fiorentini e toscani, insieme alla comunità nazionale, devono sopportare tale sistema di sprechi? È lecito favorire l'ennesima ingente quota di debito pubblico? Peraltro, oltre agli abitanti locali, anche la DG Trasporti della UE sta esprimendo non pochi dubbi.

6. Come altre Grandi Opere fiorentine, il sistema tramviario – così com'è attualmente congegnato – si sta rivelando un compendio di sprechi e danni, inefficienze e rischi. Questo si può ancora evitare: se si torna a quella razionalità di piano che era auspicata all'inizio della vicenda, ma poi è stata abbandonata. Realizzando – ribadiamo con i modi ed i tempi dovuti – il piano generale di mobilità urbana e metropolitana e il piano di circolazione tramviaria. E avviando nel frattempo i servizi previsti con le citate opportunità offerte dalle soluzioni “leggere” più innovative.

Per andare in questa direzione appare fondamentale la partecipazione degli abitanti, decisa, anche conflittuale, se necessario.

L'articolo è stato scritto da Alberto Ziparo, ma i contenuti sono tratti dal lavoro di tesi dell’Urbanista Alessandro Pecchioli, “Un Piano tramvia per l’area metropolitana fiorentina”, per il conseguimento della Laurea Triennale in Pianificazione della Città, del Territorio e del Paesaggio, il 21 dicembre 2015, presso la sede di Empoli di UNIFI

DI ALBERTO ZIPARO · 5 FEBBRAIO 2016





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martedì 10 novembre 2015

Tram senza catenaria a Mannheim

Bombardier Transportation ha completato con successo un test di prova senza catenaria di ben 41,6 chilometri con un suo tram Bombardier, alimentato interamente da un pacco  batteria. Il test è stato condotto nella città tedesca di Mannheim sulla rete Rhein-Neckar-Verkehr GmbH (RNV).

RNV ha iniziato a utilizzare sistemi di accumulo di energia con i supercaps nel 2009, per poi integrare questa tecnologia nei loro 30 tram. Questo storage  ha fornito energia sufficiente per brevi distanze quindi ultimamente Bombardier ha appositamente sviluppato per l'uso un sistema a batterie per coprire distanze maggiori.

Va bene, ma per quale motivo non si passa direttamente al filobus senza bifilare che oltretutto non sarebbe vincolato dalla presenza dei binari  e quindi più flessibile a tutta una serie di tragitti ma soprattutto di gran lunga più economico soprattutto nella realizzazione delle infrastrutture?  Allora diamogli il nome che gli spetta non filobus ma semplicemente bus elettrico, c' est plus facile !


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giovedì 26 marzo 2015

Un tram chiamato desiderio (idrogeno)

Anche i cinesi intraprendono la sperimentazione di veicoli elettrici alimentati da idrogeno con le celle a combustibile. Un tram dalle forme aerodinamiche ma che viaggerà solo a 43 miglia orarie, 70 km/h, al massimo, una frazione rispetto alla velocità di 200 mph (320 km/h) dei treni Shinkansen del Giappone. Il suo primo viaggio lo ha fatto questo mese a Qingdao, in Cina. 
La Cina è soffocata dallo smog per cui è meno importante la velocità di quanto lo siano invece le emissioni di un mezzo di trasporto ed infatti il nuovo tram ha come sua unica emissione l'acqua, vapore acque per essere precisi. Il tram, il primo del suo genere al mondo, funziona con un'alimentazione a idrogeno, con celle a combustibile a bordo. Si rifornisce in soli tre minuti, dopo di che il tram composto da tre carrozze è in grado di trasportare fino a 380 passeggeri per circa 62 miglia (199 km) del percorso.
C'è un problema evidente di fronte al futuro dell'idrogeno in Cina. Attraverso vastità del Paese sono solo circa 83 chilometri di binari del tram, disposti in sole sette città. Eppure, per il produttore statale del tram, Qingdao Sifang Co., c'è motivo di ottimismo. Funzionari cinesi intendono scommettere alla grande sulla tecnologia del tram. I piani prevedono la spesa 200 miliardi di yuan (32 miliardi dollari) nei prossimi cinque anni per aumentare i binari di dieci volte, più di 1.200 chilometri, e per produrre più tram, secondo l'agenzia di stampa statale Xinhua. Sifang produce anche i tram più tradizionali che funzionano collegandosi ai cavi aerei o con le batterie.
Uno dei primi utilizzatori è Foshan, una città di 8 milioni di abitanti nella provincia di Guangdong nel sud della Cina, dove i funzionari affermano di voler realizzazione nuove linee di tram entro la fine dell'anno. Foshan l'anno scorso ha investito 72 milioni dollari in un piano con Sifang per la fabbricazione dei tram locali e insieme le due parti hanno inoltre convenuto di creare un centro nazionale di ricerca sull'idrogeno.
L'impegno di Foshan sull'energia pulita sembra estendersi oltre l'idrogeno. Un rapporto pubblicato dal quotidiano locale, la Gazzetta Foshan, afferma che la città ospita anche la SAIC Motor, il più grande produttore automobilistico della Cina, interessata alla produzione di componenti per auto a celle a combustibile. Un portavoce SAIC ha voluto commentare tale relazione sulla collaborazione riguardo le celle a combustibile sulle vetture affermando che può essere relativamente lontano dalla fruizione. proprio per questo lo scorso anno la società aveva come suo obiettivo quello di avanzare nella produzione di modelli ibridi ed elettrici, lasciando ai veicoli a celle a combustibile solo un programma di ricerca e test.
Finora, la Toyota è l'unica casa automobilistica a voler lanciare una vettura a idrogeno, la berlina Mirai, che dovrebbe essere in vendita negli Stati Uniti entro la fine dell'anno. "L'investimento di Toyota sull'idrogeno supera di gran lunga qualsiasi delle sue controparti cinesi", dice Xu Sichuan, professore alla Scuola di Studi Automotive della Tongji University.
In effetti, la Cina finora "manca una chiara strategia nazionale per lo sviluppo di veicoli a idrogeno", dice Zhang Yongming, un altro professore della Shanghai Jiaotong University, che lo scorso anno ha presentato la sua ricerca sui materiali per le celle a combustibile al premier cinese Li Keqiang. Ora, dice, ci sono innegabili progressi nella commercializzazione della tecnologia.
"Abbiamo pensato che le celle a combustibile sono tutt'altro che pronti alla commercializzazione. Questo è un errore", dice Zhang. "Tram di Sifang punta a una grande prospettiva."

L'idrogeno è il futuro della Cina per i tram?  Staremo a vedere.

Un solo commento da parte nostra. Sono quasi venti anni che sentiamo dire le solite cose con le solite tempistiche: "Ci vogliono 10 anni per rendere matura la tecnologia delle celle a combustibile con l'idrogeno ... e sono passati 20 anni. Tra venti anni sentiremo il solito discorso: 10 anni per la sua maturazione?
La foto e l'articolo è tratto da Bloomberg.com


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giovedì 28 agosto 2014

Parliamo di filobus senza fili a Mosca

La notizia arriva da Mosca, esattamente da  RIA Novosti l'agenzia di informazione russa, conosciuta con il nome in inglese RIA Novosti (Russian Information Agency Novosti; in russo: РИА Новости), di un filobus senza fili che diventerà una consueto vederlo transitare tra vai Pokrovka e via Maroseyka appunto a Mosca, secondo quanto ha dichiarato recentemente (il 13 Agosto) l' Assessore ai Trasporti Maxim Liksutov a Moscow 24 TV channel..
I nuovi filobus dovrebbero ritirare i loro bracci di connessione alla linea elettrica e transitare per le strade in questione con le sole batterie di alimentazione.

Secondo Mr. Liksutov, i funzionari della città hanno deciso di sbarazzarsi delle linee aeree essendo esse fuori posto in zona pedonale. Il conducente avrebbe il compito di premere un solo pulsante per ritrarre il trolley, e tirarlo di nuovo su per riattivare i contatti elettrici con la linea bifilare  quando il filobus abbandona la zona pedonale.

La riorganizzazione di Pokrovka e Maroseyka è programmato per essere completato entro il 25 agosto quando le strade saranno diventate  una zona pedonale con marciapiedi più ampi e solo una sola corsia per il traffico motorizzato. Se questa è la notizia del 13 l'inaugurazione dovrebbe essere già avvenuta.

Quanto lontano è un futuro nel quale in città viaggeranno solo mezzi di trasporto pubblico urbano solo elettrici? Siano essi filobus o elettrici alimentati solo dalle batterie? E quanto lontano un futuro nel quale i mezzi di trasporto merci saranno del tutto simili ai filocarri? Nel primo caso, già da adesso gli autobus con motore termico  potrebbero scomparire dalle città, tutte le città, piccole e grandi, per essere sostituiti con bus elettrici e filobus. Subito significa: ORA! A patto che gli amministratori pubblici locali si diano una mossa e decidano di svincolarsi da vecchi pregiudizi e dal marketing dei costruttori tradizionali. Per i filocarri è sufficiente fare una sperimentazione della durata di un paio di anni per scardinare un altro pregiudizio. Dai! Il futuro è OGGI!



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venerdì 21 febbraio 2014

12 nuovi filobus a Cagliari

E' scaduta da poco la gara pubblica da 8,4 milioni di euro per  l'acquisto di 12 nuovi filobus lunghi dodici metri.a Cagliari. Percorreranno le strade dell'area vasta di Cagliari entro la primavera del 2015.

La gara prevede anche l'opzione di ulteriori due filobus. I termini del contratto con l'azienda che si aggiudicherà la gara  prevedono 300 giorni per la consegna dei mezzi.

Immagine da MondoTram di un filobus già in linea.

Come sapete ho una particolare simpatia per i filobus, simpatia che è seconda solo agli bus all-electric. In certe occasioni le due tecnologie si uniscono. Questo accade quando si vuole liberare una parte della città dalle linee aeree, per esempio nei centri storici. La soluzione è semplice ed economica, un piccolo pacco batteria che alimenta il motore elettrico per qualche centinaio di metri. Pacco batteria che può essere ricaricato successivamente nel percorso servito dai cavi delle bifilari. Simile tecnologia ibrida elettrica/elettrica potrebbe essere sfruttata per il trasporto merci, con i filo-carri di cui abbiamo parlato abbastanza diffusamente nel passato. Una vecchissima invenzione sfruttata in Italia che potrebbe tornare in auge.


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venerdì 28 dicembre 2012

Tram a Londra? oh, my God, no! Filobus, of course!

Poi non dite che non ve lo avevo detto. Sono anni che, dopo avere vagliato i pro e i contro del tram e i vantaggi del filobus, ci siamo resi conto che quest'ultimo è il mezzo di trasporto ideale in tempi di crisi energetica ed economica.
A confermarlo è Londra che sta risolutamente verificando la possibilità di sostituire i bus diesel tradizionali, inquinanti e rumorosi, oltre che energivori con più efficienti, salubri ed economici bus elettrici alimentati da rete. Il titolo dell'articolo online del quotidiano britannico London Evening Standard è eloquente: "Back to the future? Trolleybuses could make a return to London's streets".
In sostanza quali sono le ragioni che spingono l'amministrazione di Boris  Johnson, attuale  sindaco londinese, a riconsiderare un veicolo che un tempo correva sulle strade urbane della capitale inglese? Presto detto. I bus alimentati dai cavi elettrici aerei oltra ad essere quasi del tutto silenziosi, sono esenti da emissioni inquinanti e molto più economici dal punto di vista delle infrastrutture rispetto ai tram e ,per queste ragioni, devono essere considerati come la miglior opzione per le migliaia di autobus che corrono su e giù per le strade trafficate dello shopping.
Insomma, si tratta in un certo senso di un ritorno al passato quando i filobus sono stati in funzione per un periodo piuttosto lungo, dal 1930 al 1960, fino a quando non sono stati sostituiti dai bus con motori diesel.
Altro aspetto positivo verrebbe dall'eliminazione  delle minuscole particelle emesse dalle pastiglie dei freni e dei dischi freno per l'attrito in quanto il motore elettrico è in grado di diventare un organo frenante quando si rilascia l'acceleratore.
L'idea di utilizzare in alternativa un tram lungo sulla via dello shopping è stato messo sul tavolo di discussione da Ken Livingstone, ex sindaco di Londra recentemente battuto da Johnson alle elezioni,  ma è stata abbandonata in quanto si è ritenuta troppo costosa e dirompente.

Piano piano lo capiranno anche qui da noi... (ci vuole il punto interrogativo?).

Poi arriverà il momento anche del filocarro.


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lunedì 15 ottobre 2012

I nuovi filobus di Zurigo

Un problema irrisolvibile per le amministrazioni pubbliche locali sarà adeguare il trasporto in città efficiente, razionale, economicamente sostenibile. L'auto si dimostra essere sempre meno capace di trasportare persone all'interno di una città moderna entrando in conflitto con gli spazi, i parcheggi, il caos degli ingorghi ma soprattutto per le tasche sempre più vuote degli automobilisti, in particolare gli italiani, per i costi sempre più esosi del carburante. L'auto è finita, le cifre delle vendite degli ultimi mesi lo dicono in modo chiaro. L'auto è finita in Italia, ma lo è anche in buona parte dell'Europa e lo sarà anche nel resto del mondo, almeno come strumento di massa. Venendo meno l'uso dell'auto di proprietà immancabilmente si dovrà fare ricorso a mezzi di trasporto alternativi a quello personale. Il cambio di paradigma verrà da solo senza forzature.  Si useranno di più le bici e per questo sarà necessario adeguare la viabilità per accogliere un maggior numero di utenti ciclisti salvaguardando la loro incolumità, leggasi piste ciclabili. Si dovrà organizzare il trasporto pubblico meglio di come lo si fa oggi e con mezzi adeguati alle sfide energetiche di domani rese evidenti dalla crisi energetica già presente oggi. Si dovranno realizzare più metropolitane? Direi di no, troppo costose e sovradimensionate per la maggior parte delle nostre città. Escludendo la manciata di grandi città esistenti in Italia posiamo considerare la metropolitana (sotterranea) insensata, come del resto le linee tranviarie su larga scala. Economicamente insostenibili. Forse qualche città è sufficientemente estesa e ha necessità di trasporto di passeggeri numericamente sufficienti per creare una o due linee tranviarie, ma è da stabilire se costruire una o due linee tranviarie poi non pregiudichi la realizzazione di una rete estesa di trasporto pubblico cittadino a causa dei costi delle infrastrutture tranviarie e soprattutto per la rigidità dei movimenti che i tram hanno essendo costretti a viaggiare solo ed esclusivamente sulla linea tracciata dai binari. Conviene prendere in considerazione i filobus che hanno tutti i vantaggi assegnati ai tram, poche controindicazioni, marginali, e importanti motivi e vantaggi per creare una sufficientemente estesa rete di trasporto pubblico locale. Parimenti per il trasporto merci a corto raggio e lunga percorrenza la soluzione da prender ein considerazione è il filocarro - trolleytruck di cui abbiamo ampiamente parlato in post precedenti. 


Dodici nuovi filobus  Hess / Vossloh inizieranno la loro attività di trasporto passeggeri dal mese di dicembre per le strade di Zurigo. I nuovi filobus articolati funzioneranno su due linee, la 31 e la 32, sostituendo la vecchia flotta di filobus Mercedes che avevano in più un motore diesel come unità di emergenza. Avranno  a bordo accumulatori di energia, batterie agli ioni di litio, da utilizzare quando il bus non è in connessione con la linea elettrica aerea. Ciò implica l'assenza assoluta di emissioni  potendo al contempo viaggiare silenziosamente. Inoltre, l'energia frenante viene restituita in rete attraverso la linea di contatto. Con due linee di filobus si evita di emettere in atmosfera 2.300 tonnellate di di CO2 senza rinunciare alla comodità data dall'aria condizionata e di accesso essendo i veicoli a pianale ribassato. 

Tages-Anzeiger, quotidiano svizzero di lingua tedesca  pubblicato Zurigo, ci informa che attualmente uno degli autobus funziona già sulla linea 31 per testare il modello a doppio snodo per una settimana.  

Specifiche
 Lunghezza 24.691 millimetri
Larghezza 2.550 millimetri
Altezza 3.440 millimetri
Entrata altezza 327 millimetri
Diametro di sterzata Raggio interno di 12 m, raggio esterno di 25 m
Peso totale 39 t
assiale massimo 11,5 t
Portata in Dimostrazione: 180 passeggeri (di cui 59 seduti)
Guidare asse Asse 2 +3
Pendenza massima superabile 14%
Velocità massima 80 kmh

Motori di trazione
 Tipo 2 motori asincroni trifase  Drehstom con ventilazione forzata
Nominale 2 x 160 kW
coppia massima 2 x 1800 Nm, regolabile
Peso per 560 kg

Inverter
Tipo Kiepe IGBT diretta impulsi invertitore ibrido
160 kW

Accumulo di energia
Batterie agli ioni di litio

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giovedì 19 luglio 2012

Ritorniamo sul filocarro

Grazie alla segnalazione di Dario (che ringrazio) ho potuto leggere un articolo pubblicato su TOD - The Oil Drum che tratta l'argomento del filocarro della Siemens, dopo avere ricordato che esisteva qualcosa di simile nel passato utilizzato nella nostra Valtellina. Come avete notato aprendo le pagine linkate questo è un argomento che avevo già trattato in alcuni post precedenti, ma è bene ritornarci sopra.  
Lo scrivente dell'articolo, Jeroen Haringman, ricorda il tentativo, fallimentare, di utilizzare un tram a 5 carrozze per trasportare merci all'interno di un percorso cittadino a Dresda nel 2000. No buono, anche se l'ambiente cittadino ne avrebbe trovato giovamento abbassandone l'inquinamento. Ciò significa che l'uso del tram-carro non era una buona idea, infatti non è mai stato ripreso e mai più è stato tentato di riutilizzarlo. 
Per i percorsi così brevi l'utilizzo di camion a trazione totalmente elettrica a batterie rispondono perfettamente alle necessità di trasporto merci, ma nei percorsi extra-cittadini, più lunghi la tecnologia delle batterie odierne non possono di immagazzinare energia sufficiente per  rendere pratico ed economico il normale uso. L'idrogeno e i biocarburanti potrebbero, teoricamente potrebbero svolgere un ruolo in quel campo, ma entrambi hanno i loro problemi per quanto riguarda le infrastrutture, la scalabilità, e la sostenibilità. No buono.
Quindi rimane una opzione praticabile che aggira il limite di percorrenza data dalle batterie usufruendo di una tecnologia non nuova e già sfruttata in altri settori che è una via di mezzo tra il tram e il camion elettrico, ovvero il filo-carro o trolleytruck con un termine inglese. Costruire l'infrastruttura per il filo-carro non sarà a buon mercato, ma è certamente  più conveniente che costruire ex-novo una rete  ferroviaria o produrre pacchi di batterie per un' intera flotta di camion. Questo sistema offre inoltre flessibilità che né il tram né il treno possono permettersi. Infatti un camion così concepito può lasciare la linea elettrificata per qualsiasi ragione, un ostacolo sulla strada, un improvviso cambiamento di destinazione del trasporto merci, con la stessa flessibilità di un camion a trazione diesel. Secondo convenienza, si può montare a bordo del mezzo un pacco batteria di più limitata capacità sufficiente per percorrere tanti chilometri (10 o 20 o 'x' km) tra la linea elettrificata e un magazzino di destinazione. Una volta realizzata l'infrastruttura, la linea elettrifica/a, sarà facile costruire quanti filobus e filocarri servono per un moderno servizio di trasporto persone e cose visto che usano lo stesso sistema.

Le buone idee volano con le proprie ali, sempre.

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venerdì 18 maggio 2012

Il filocarro della Siemens, ottima iniziativa

Lunedì 7 Maggio Siemens ha annunciato il lancio di un suo progetto  ‘eHighway of the Future’ per la realizzazione di un veicolo che noi di MondoElettrico abbiamo più volte segnalato come idea per il trasporto merci del futuro.

Si tratta del 'filocarro'.

Il concetto su cui si basa l' eHighway è rappresentato dall'elettrificazione di un autocarro pesante e dalla messa in posa di corsie autostradali selezionare sulle quali sono sospesi cavi elettrici, bifilari, così come conosciamo per i filobus presenti in molte strade delle città di tutto il mondo. La soluzione eHighway è una soluzione ecologica, sostenibile ed efficiente per il trasporto odierno di prodotti i più vari con i camion contenendo di costi nelle infrastrutture e nei veicoli.





La tecnologia diventerà più flessibile adottando vari sistemi di trazioni per gli autocarri sia diesel elettrico, all-electric, con celle a combustibile, con motore termico a metano, scelti e confrontati in una sperimentazione a breve sulle strade della California a Los Angeles and Long Beach.

Mi piacerebbe realizzare un sistema simile con materiale e tecnologia italiana in stabilimenti situati nel territorio italiano, convertendo (ecco la parola magica) mezzi già esistenti, ricordando a chi è in grado di recepire il messaggio che il filocarro è già stato prodotto e utilizzato qui da noi qualche decennio fa in Valtellina.

L'argomento lo abbiamo trattato nei seguenti post:
Il filocarro svedese
Due idee elettriche per l'industria
I filocarri della Valtellina

Sullo stesso argomento:
Camion elettrico/ibrido alimentato come un filobus. Due piani di robustezza
La busvia elettrificata più lunga del mondo

Qui un video.



Si può accedere anche attraverso questo indirizzo.

Ringrazio Daniele per la segnalazione.


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