Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 25 maggio 2019

Europee, dai cibi stranieri in Italia un allarme al giorno


I cibi stranieri importati in Italia hanno provocato quasi un allarme alimentare al giorno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) in occasione delle elezioni europee che rappresentano una occasione per porre il tema della sicurezza alimentare e della trasparenza dell’informazione ai consumatori in cima all’agenda politica. Sul totale dei 398 allarmi che si sono verificati in Italia nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).

In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%), dalle nocciole turche al pollo dal Brasile fino alle arachidi dall’Egitto. Dal rapporto sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza dei prodotti nazionali mentre – evidenzia Coldiretti – preoccupazioni vengono soprattutto dalle importazioni. Il motivo è spiegato dalla storica relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui “pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, in cui si parla di tolleranze all’importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare “quali misure intende adottare” per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue.

Infatti il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia secondo le elaborazioni Coldiretti sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa. In altre parole – precisa la Coldiretti – i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy.

L’Unione europea – denuncia Coldiretti – con accordi preferenziali agevola l’ingresso in Europa di prodotti che spesso non rispettano la normativa comunitaria per i pericoli alla salute, l’utilizzo di sostanze chimiche dannose per l’ambiente o lo sfruttamento dei lavoratori. E questo accade spesso grazie alla regia e alle norme sancite dagli accordi bilaterali o multilaterali di libero scambio. Ne sono un esempio secondo la Coldiretti le condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, carciofi, olio di oliva, all’Egitto per fragole, uva da tavola e finocchi, oltre all’olio di oliva dalla Tunisia dove non valgono certamente gli stessi standard produttivi, sociali ed ambientali vigenti in Italia. L’Unione Europea arriva addirittura ad agevolare l’ingresso in Europa del riso dal Vietnam accusato di sfruttamento del lavoro minorile.

“L’esperienza ha dimostrato che nei confronti delle emergenze alimentari l’indicazione di origine in etichetta è importante per intervenire rapidamente, circoscrivere l’allarme e contrastare le psicosi con effetti drammatici sul sistema economico e occupazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel denunciare che “l’Unione Europea vuole bocciare le normative nazionali che consentono agli italiani di sapere da dove viene il grano impiegato nella pasta, il latte utilizzato nei formaggi e il pomodoro nella salsa per evitare che venga spacciato come Made in Italy prodotto straniero”. L’Italia – conclude Prandini – grazie al pressing della Coldiretti è all’avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni sulle etichette degli alimenti ma questo primato rischia di essere cancellato dall’entrata in vigore nell’aprile 2020 delle norme europee fortemente ingannevoli per i consumatori.

Fonte Coldiretti



MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

venerdì 24 maggio 2019

Consumi di energia elettrica in Italia: ad Aprile -0,6%, l'eolica a +20,8%

Ancora in crescita la produzione di energia eolica (+20,8%). La domanda di elettricità in Italia è stata di 24 miliardi di kWh, in flessione dello 0,6% rispetto allo stesso mese del 2018. L’andamento della domanda ha risentito dell’effetto calendario e temperatura: quest’anno, infatti, aprile ha avuto un giorno lavorativo in più (20 vs 19) e una temperatura media mensile inferiore di circa 2,2°C rispetto ad aprile del 2018, a cui si sono aggiunte le festività pasquali e della giornata del 25 aprile che hanno comportato un prolungato periodo di arresto delle attività lavorative. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura, porta a una variazione negativa della domanda elettrica di aprile pari allo 0,7%.

La domanda del primo quadrimestre del 2019 risulta in flessione dello 0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini rettificati la variazione diventa -0,8%.

 A livello territoriale la variazione tendenziale di aprile 2019 è risultata negativa al Nord (-1,3%) e positiva sia al Centro (+0,2%) che al Sud (+0,4%).

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta ad aprile 2019 ha fatto registrare, dopo due mesi negativi, una variazione positiva (+0,6%) rispetto al mese precedente (marzo 2019). Il profilo del trend resta tuttavia su un andamento decrescente.

Nel mese di aprile 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’89,5% con produzione nazionale e per la quota restante (10,5%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) è risultata in crescita rispetto ad aprile 2018 (+4,5%). Prosegue la crescita della fonte di produzione eolica (+20,8%) ed è in aumento anche la fonte termica (+19,7%); in diminuzione tutte le altre (idroelettrica -30,8%; fotovoltaica -9,6%; geotermica -0,8%).

Dal Comunicato stampa Terna



I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone comunque in basso tra i livelli di consumo degli ultimi 14 anni,  più in alto solo rispetto al 2016.




Per una migliore lettura degli ultimi 9 anni vediamo il grafico sottostante che permette di localizzare il consumo negli anni recenti.




Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna comunque una tendenza ondeggiante con una ridiscesa da metà dello scorso anno.




Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 72 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 mentre nel 2018 vediamo alti e bassi e la predominanza negativa nel 2019 



Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Ultimamente siamo in una fase di curva che si rivolge verso la discesa.



Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.





MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

giovedì 23 maggio 2019

B-Nano, la microvettura elettrica con batterie condivise


La settimana passata alla presentazione a Parigi della microvettura elettrica a due posti c'era Usain Bolt, come leggiamo in un articolo pubblicato online da TheDriven.


Essenzialmente sono due, tre i punti essenziali della vettura: il costo particolarmente contenuto, 10.000 dollari; la batteria sostituibile senza difficoltà; la percorrenza 'limitata' come scelta. La percorrenza è di appena 24 chilometri circa ma ha il vantaggio di poter ritornare operativa in pochi secondi togliendo la batteria scarica e riposizionando una batteria carica grazie a stazioni dove si raccolgono le batterie con un servizio messo a disposizione lungo le strade. 

L'azienda produttrice è la Bolt Mobility con sede in Florida di cui Usain Bolt (*) è un co-fondatore. Per il momento non si conoscono altri dettagli tecnici. Per i pre-ordini l'azienda chiede solo 999 dollari.

(*) Usain St. Leo Bolt  è un ex velocista giamaicano, campione olimpico dei 100 e 200 metri piani,  e della staffetta 4×100 metri, specialità di cui detiene anche i primati mondiali, stabiliti  nei 100 e 200 metri, vincitore di medaglie ai Giochi olimpici.



MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

mercoledì 22 maggio 2019

I consumi petroliferi ad Aprile 2019 salgono dell'1,3%, del +4,1% i carburanti



Se salgono i consumi di Aprile 2019, i dati diffusi dall'Unione Petrolifera dimostrano, tuttavia, nel primo quadrimeste dell'anno un calo generale dello 0,9%

Crescono i consumi petroliferi italiani che, nel mese di aprile, sono ammontati a 4,8 milioni di tonnellate, in crescita dell'1,3% rispetto allo stesso mese del 2018.

Secondo i dati diffusi dall'Unione petrolifera i consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a poco più di 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento del 4,1%.

La benzina totale ha mostrato un aumento del 2,7%, mentre la benzina venduta sulla rete ha registrato un incremento del 2,2% rispetto ad aprile 2018. Il gasolio autotrazione evidenzia un incremento del 4,5%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 5,5% rispetto ad aprile 2018.

Nel primo quadrimestre i consumi sono stati pari a 19,1 milioni di tonnellate segnando, a livello generale, un calo dello 0,9%. I consumi di carburanti autotrazione sono cresciuti dello 0,8%. La benzina totale è risultata invariata, quella venduta sulla rete ha mostrato un calo dello 0,1%. Il gasolio autotrazione evidenzia, invece, una crescita dell'1%, quello venduto sulla rete dello 0,9%.



I nostri grafici 


Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio

Il grafico dei consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso ha una crescita del 1,25% rispetto allo stesso mese del 2018 ma si colloca ancora in basso dei livelli di consumo degli ultimi 14 anni presi in considerazione . 



Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una tendenza ad una stabilizzazione negli ultimi mesi.


Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota un andamento a onda con alti e bassi poco profondi terminanti con una tendenza alla decrescita negli ultimi mesi che tengono conto dei 12 mesi precedenti.


Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 quasi sempre positiva in tutto il 2018, altalenante nel 2019.



Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.




MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

martedì 21 maggio 2019

Autobus elettrici, gli Stati Uniti ne hanno 300, la Cina 421.000


An electric bus in Hong Kong. Photo: P. Lopez/AFP/Getty Images

Bloomberg è implacabile con i numeri, 421 mila bus in Cina sono una quantità enorme se paragonata a quanti bus elettrici hanno gli USA e gli altri Paesi in tutto il globo, non c'è paragone.


In Cina, un autobus elettrico non è un oggetto insolito. Su quasi 425.000 e-bus in tutto il mondo, alla fine dello scorso anno, un po' più di 421.000 erano in Cina. La flotta di e-bus globale è cresciuta del 32% circa nel 2018, secondo un rapporto “Electric Vehicle Outlook 2019” pubblicato Mercoledì scorso da BloombergNEF, con la stragrande maggioranza messa in strada in Cina mentre l'Europa ne aveva solo 2.250.

E non è finita qui, infatti la flotta di e-bus in Cina  è destinata ad aumentare a più di 600.000 entro il 2025 nel periodo in cui sono previste quasi 5.000 unità negli Stati Uniti.  La ragione è semplice: “Non c'è una politica industriale negli Stati Uniti per l'e-autobus”, ha detto Nick Albanese, un analista di New York a BNEF.

La Cina ha un approccio tipicamente top-down manifesto con l'obiettivo di elettrificazione i veicoli: stabilire target nazionali, sovvenzionare i produttori e alimentare la concorrenza politica tra le sue città. Almeno un candidato alla presidenza degli Stati Uniti sta spingendo affinché  tutti i nuovi autobus a livello nazionale siano ad emissioni zero entro il 2030, ma oggi gli Stati Uniti a livello federale non stanno usando nessuno degli strumenti di politica adottati dalla Cina
L'UE programma che un certo numero di bus siano a emissioni zero entro il 2025; la California, conscia dei cambiamenti climatici, nel frattempo, richiederà che tutti i nuovi autobus debbano essere a zero emissioni a partire dal 2029. BNEF stima che il 18% della flotta totale dei bus della Cina sia stato già elettrificato alla fine dello scorso anno.



Perché sono importanti i bus? Sono grandi e sono in uso quasi costante rispetto alle auto questo significa che le emissioni di gas serra siano preponderanti. 

Le città americane stanno entrando in punta di piedi  appena adesso nel mercato degli e-bus. Dei 5.700 autobus urbani Transportation Agency Metropolitan di New York, solo 10 sono completamente elettrici ora e altri 15 lo saranno a breve, secondo un portavoce. Nella più grande città degli Stati Uniti hanno avuto più successo gli autobus ibridi, sono 1.700 .

L'approccio per molti comuni degli Stati Uniti è quello di considerare gli e-bus solo quando i veicoli esistenti raggiungono la fine della loro vita utile. Un bus media dura circa 12 anni, secondo Albanese di BNEF, e quindi ci sono solo circa 5.000 nuovi autobus aggiuntivi  ogni anno negli Stati Uniti.

Entro il 2030 gli e-bus saranno più economici nella maggior parte dei paesi, secondo BNEF. Per ora, tuttavia, il costo può essere un deterrente. Gli e-bus sono meno costosi da mantenere rispetto ai modelli diesel, ma molte agenzie di trasporto pubblici degli Stati Uniti hanno bilanci separati per l'acquisizione e la manutenzione. Il produttore di e-bus con sede in California, la Proterra Inc., sta cercando di affrontare questo problema con un  programma di acquisti in leasing  con lo scopo di ridurre i costi iniziali e consentire alle agenzie di trasporto di usufruire dei costi bassi di manutenzione per spostarli sulle batterie, intese come sorta di 'carburante', proprio come farebbero per acquistare il gasolio.

La speranza più forte per gli Stati Uniti di raggiungere la Cina in materia di e-bus deriva dalla sua forza nella tecnologia. Il Nord America è già sede di molti produttori di bus elettrici  focalizzati sulla conquista del mercato nazionale. Se gli autobus elettrici raggiungessero un costo di competitivo, queste aziende potrebbero avere un vantaggio. La gara sugli e-bus non sarà risolta solo sull'economia di scala.

Secondo Ryan Popple, chief executive officer di Proterra e  ex dirigente della Tesla Inc.  “Mentre le aziende cinesi ottengono un maggiore sostegno, i migliori veicoli elettrici sono stati progettati e realizzati da aziende americane”.

Così lontano, la Cina gode la maggior parte dei vantaggi. E da 'sola' ha creato il mercato dell'e-bus globale, puntualizza Albanese, e il suo governo centralizzato può realizzare forti politiche con la massima velocità. La Cina è anche sede di alcuni dei più grandi produttori di batterie al mondo, dando ai costruttori di autobus nazionali un facile accesso alla componente più costosa di veicoli elettrici.

La Cina nel 2009 ha iniziato l'elettrificazione come priorità del suo sistema trasporto pubblico, parte della sua strategia per affrontare l'urbanizzazione diffusa, riducendo le importazioni di combustibili fossili. Questo ha messo in moto una serie di politiche globali, regolamenti e sovvenzioni che ha fatto nascere una nuova industria. Un decennio più tardi, i risultati sono tangibili: la Cina è di gran lunga il più grande mercato unico del mondo per veicoli elettrici di tutti i tipi, e Shenzhen è leader mondiale degli e-bus, seguito da Pechino, Shanghai, e Hangzhou.

Di questo fatto più di tutti ne ha beneficiato la BYD Co., che si è evoluta da produttore di batterie per telefoni cellulari e di fotocamere digitali nel 1990 in un colosso che vende ben 30.000 i veicoli elettrici o ibridi plug-in ogni mese in Cina. Gli autobus BYD sono utilizzati in circa 300 città a livello globale, ha detto il presidente Wang Chuanfu in un'intervista, e la società punta a raddoppiare le vendite di autobus in Europa ogni anno per i prossimi tre anni. La città natale di BYD, Shenzhen da sola ha circa 16.000 e-bus, secondo BNEF.

La strategia della Cina è completare l'elettrificazione della sua flotta di autobus. “E un approccio differente a quello degli altri paesi, che invece è quello di acquistare autobus elettrici solo come aggiunte”, ha detto Wang .

La novità delle città della Cina, senza le burocrazie radicate che possono resistere al cambiamento, costituisce un altro vantaggio. “Non si cade nei pregiudizi incombenti quando si sta costruendo una nuova flotta”, ha detto Popple. Inoltre, le città emergenti cinesi stanno costruendo vie di trasporto a tabula rasa, nota Albanese, mentre molti degli Stati Uniti le aziende di trasporto si trovano di fronte alla prospettiva di integrare i veicoli con i punti di ricarica sulle linee di esercizio esistenti.

In Cina, con l'aiuto come politica del governo, il trasporto pubblico elettrificato è venuto prima. “In Occidente è tutto il contrario. Le sovvenzioni sono in primo luogo per i veicoli privati, non di trasporto pubblico “, ha detto Wang BYD. “Proponiamo ai governi di imparare dall'esempio di Cina di una transizione da attuare.”

Fonte Bloomberg



MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

lunedì 20 maggio 2019

Presentato il primo aerotaxi elettrico on-demand


Lilium Jet è il primo jet-powered aerotaxi  completamente elettrico a cinque posti al mondo, in grado di viaggiare fino a 300 km in soli 60 minuti, con emissioni di esercizio pari a zero. La società Lilium produrrà e metterà in esercizio il  Lilium Jet come servizio rivoluzionario di aerotaxi on-demand come si legge nel comunicato stampa del 16 Maggio scorso. 
Il prototipo del velivolo tutto-elettrico ha completato il suo primo volo inaugurale nei cieli sopra la Germania all'inizio di questo mese. Esso  viene alimentato da 36 motori completamente elettrici che consentono il decollo e l'atterraggio verticale, oltre a raggiungere una notevole efficienza in volo di crociera orizzontale . La semplicità della progettazione dell'aeromobile, senza timone di coda, senza cambio e con solo una parte del motore  in movimento contribuisce alla sicurezza e accessibilità economica del velivolo, oltre che ad offrire finestre panoramiche e porte ad ala di gabbiano .
In meno di due anni sono stati in grado di progettare, costruire e far volare con successo un aereo che servirà come modello per la produzione di massa. Passare da due a cinque posti è stato visto come chiavistello che  permetterà di aprire i cieli a molti viaggiatori, amici o famiglie che voleranno insieme per diporto o businnesman in viaggio d'affari utilizzando il sistema ride-sharing in città. Il fatto di avere cinque posti offre un'economia di scala che non si può ottenere con due soli  posti.  Con un perfetto equilibrio di percorrenza e la velocità, secondo i progettisti, gli aerei hanno il potenziale per influenzare positivamente il modo in cui le persone sceglieranno di vivere e viaggiare in tutto il mondo.

Con una velocità massima di 300 km/h e un'autonomia di 300 km, il Lilium Jet è in grado di completare i viaggi molto più lunghi rispetto alla maggior parte dei suoi concorrenti. Questo è, in parte, grazie al design ad ala fissa del velivolo potendo contare sulla portanza generata il che significa che sarà necessario meno del dieci per cento della sua potenza massima di 2.000 cavalli per il volo di crociera. Questa efficienza, che è paragonabile al consumo di energia di un'auto elettrica sulla stessa distanza. Ciò significa che l'aereo non sarebbe solo in grado di collegare periferie ai centri città e aeroporti alle stazioni ferroviarie principali ad alta velocità e a prezzi accessibili in tutta intere regioni.

Con la semplice pressione di un pulsante, i passeggeri saranno in grado di utilizzare l'applicazione Lilium per individuare la loro pista di atterraggio più vicina e pianificare il loro viaggio con facilità. La scelta da una vasta rete di percorsi attraverso città e regioni, i passeggeri potranno godere di tragitti che sono paragonabili nel prezzo ad un taxi ma ben quattro volte più veloci. Lilium si aspetta di essere pienamente operativo in diverse città in tutto il mondo entro il 2025, anche se i servizi di prova inizieranno prima di questa data in diverse località.

I progettisti, secondo le loro dichiarazioni, sognano un mondo dove chiunque potrà volare dove vuole e quando vuole, e la progettazione dell'aereo e del un servizio on-demand permetterà di arrivare a questo obiettivo, soddisfare le richieste della società per i viaggi aerei urbani che siano anche tranquilli, sicuri senza inquinare l'ambiente. Arrivare a questo punto ha significato affrontare alcune delle più grandi sfide del settore aerospaziale con alcuni vantaggi a livello collettivo permettendo di rivedere gli investimenti in infrastrutture terrestri come strade o rotaie.

L'ultima versione del Lilium Jet a cinque posti si basa sul test di volo di un prototipo a due posti avvenuto nel 2017 che ha fornito la prova del concetto di manovra con gli spostamenti di aerei da verticale a volo orizzontale posando le basi per il prototipo attuale.

Fonte Lilium

Un video






MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

domenica 19 maggio 2019

SOS api, raccolta di miele azzerata per il maltempo



Da Nord a Sud del Paese è praticamente azzerata quest’anno la produzione di miele a causa dell’andamento climatico siccitoso del mese di marzo seguito da un mese di aprile e maggio dal meteo particolarmente capriccioso caratterizzato da vento, pioggia e sbalzi termici che non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell’alveare. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo che rovina in Italia la giornata mondiale delle api che si festeggia il 20 maggio a livello planetario, dopo essere stata istituita dall’Onu nel 2018, per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto tanto che Albert Einstein sosteneva che: “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

La pazza primavera – sottolinea la Coldiretti – ha creato gravi problemi agli alveari con il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre- spiega la Coldiretti – se lo mangiano per sopravvivere. La sofferenza delle api – precisa la Coldiretti – è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo.

La pioggia no stop compromette il duro lavoro delle api e serve ora – continua la Coldiretti – un rapido cambiamento del tempo per salvare gli alveari. Non si tratta solo della produzione del miele poiché prodotti come mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole e, colza – spiega la Coldiretti – dipendono completamente o in parte dalle api per la produzione dei frutti. Ma le api sono utili anche per la produzione di carne con l’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l’erba medica e il trifoglio, fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento. Anche la grande maggioranza delle colture orticole da seme, come l’aglio, la carota, i cavoli e la cipolla, si può riprodurre grazie alle api.

Lo scorso anno la produzione nazionale finale – ricorda la Coldiretti – è stata di 22.000 tonnellate grazie soprattutto al Centro e al Nord Italia dove gli apicoltori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo dopo molte annate negative mentre al Sud l’andamento climatico ha pregiudicato i raccolti per tutto l’anno a partire dal miele di agrumi le cui rese sono state molto scarse, soprattutto in Sicilia. In Italia – spiega la Coldiretti – esistono più di 50 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di arancia a quello di castagno (più scuro e amarognolo), dal miele di tiglio a quello di melata, fino ai mieli da piante aromatiche come la lavanda, il timo e il rosmarino. Nelle campagne italiane – continua la Coldiretti – ci sono 1,2 milioni gli alveari curati da 45.000 apicoltori tra hobbisti e professionali con un valore stimato in più di 2 miliardi di euro per l’attività di impollinazione alle coltivazioni.

Rilevanti sono le importazioni dall’estero che nel 2018 sono risultate pari a 27,8 milioni di chili in aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 11,3 milioni di chili e la Cina con 2,5 di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare.

“Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica” consiglia il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

Fonte Coldiretti





MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

sabato 18 maggio 2019

Fatturato e ordinativi dell’industria a Marzo 2019 cresce del 0,3% il primo e del 2,2% i secondi



A marzo si stima che il fatturato dell’industria aumenti in termini congiunturali dello 0,3%, proseguendo la dinamica positiva registrata nei due mesi precedenti. Nel primo trimestre l’indice complessivo è cresciuto dello 0,9% rispetto all’ultimo trimestre del 2018.

Anche gli ordinativi registrano a marzo un incremento congiunturale del 2,2%, mentre nella media del primo trimestre del 2019 sono rimasti invariati rispetto al quarto trimestre dello scorso anno.

La dinamica congiunturale del fatturato è sintesi di una contenuta flessione del mercato interno (-0,3%) e di un sostenuto aumento di quello estero (+1,5%). Per gli ordinativi l’incremento congiunturale riflette una leggera contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-0,5%) e una marcata crescita di quelle provenienti dall’estero (+6,2%).

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a marzo gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale dello 0,9% per i beni intermedi e dello 0,1% per i beni di consumo; i beni strumentali restano sullo stesso livello del mese precedente mentre l’energia registra una lieve riduzione dello 0,3%.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 22 di marzo 2018), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dell’1,3%, con incrementi dello 0,2% sul mercato interno e del 3,5% su quello estero.

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei macchinari e attrezzature e quello della gomma, plastica e minerali non metalliferi registrano la crescita tendenziale più rilevante (+7,9%), mentre l’industria farmaceutica mostra il calo maggiore (-10,3%).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi diminuisce del 3,6%, con riduzioni su entrambi i mercati (-4,4% quello interno e -2,4% quello estero). La maggiore crescita tendenziale si registra nelle industrie tessili (+4,6%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria farmaceutica (-12,9%).

Comunicato Istat



nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.



Fatturato cresce dello  0,3% 



Ordinativi cresce del 2,2% il secondo





MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

venerdì 17 maggio 2019

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico ad Aprile 2019


All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Aprile 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che tra gli altri conosciuti e verificati ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese di Aprile 2019 pubblicati dalla Snam, constatando un bel balzo in alto con circa il 15,9% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 
5471,66
 milioni di m3 .
Più interessanti diventano i grafici che riescono a spiegare più delle parole lo svolgersi dell'espansione o la contrazione dei consumi, asetticamente e inequivocabilmente.
I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è cresciuto del 15,9% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale mostra una stabilità del consumo rispetto allo stesse mese dell'anno passato o, ad essere pignoli, un aumento dello 0,01%, con una quantità di 
1.163,6
 milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento mediano rispetto agli ultimi 15 anni.


Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una contrazione nell'ultimo anno.



Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale considerevolmente rispetto allo stesso mese 2018 con un + 
32,6
circa, assestandosi ancora nella zona media degli ultimi 15 anni. Si sono consumati circa 
1.908,6 
milioni di metri cubi (dati provvisori).



Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la discesa dei consumi fino ad oggi con gli ultimi mesi con una tendenza al ralzo, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.






MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

giovedì 16 maggio 2019

La straordinaria ascesa dei veicoli elettrici e la progressiva sparizione dei veicoli a carburante


I veicoli elettrici sono sul punto di dominare le vendite in tutto il mondo per quanto riguarda le autovetture e gli autobus entro il 2040, e per invadere in modo significativo sul mercato per i furgoni trasporto merci a breve distanza, secondo l'ultima previsione da una analisi della società di ricerca BloombergNEF (BNEF). Qui sotto vediamo il grafico che riassume la previsione con scadenza quinquennale fino al 2040.
Le vendite suddivise per segmento



 Qui sotto il grafico con la quota di veicoli elettrici circolanti alla data.



Il rapporto BNEF prevede che la Cina continuerà ad essere in testa nel mercato delle auto elettriche, mercato che rappresenterà il 48% di tutti i veicoli elettrici passeggeri venduti nel 2025 e il 26% nel 2040, quando altri mercati  saranno in fase di recupero del mercato. L'Europa si posizionerà dietro la Cina ma davanti agli Stati Uniti a livello globale nel corso degli anni 2020. L'Elettrificazione nei mercati emergenti sarà molto più lenta portando ad un mercato frammentato nel settore automotive.


L'aumento complessivo, tuttavia, sarà impressionante. BNEF si aspetta che le vendite di EV autoveicoli tenderà a salire da 2 milioni in tutto il mondo nel 2018 a 28 milioni nel 2030 e 56 milioni entro il 2040. Nel frattempo vi sarà una caduta delle vendite degli autoveicoli convenzionali (a motore termico) a 42 milioni entro il 2040 dai circa 85 milioni nel 2018.

Le industrie del petrolio, dell'energia elettrica e delle batterie saranno tutti influenzati dalla crescita dei veicoli elettrici. Un anno fa, BNEF aveva stimato il loro impatto negativo sulla domanda di carburanti per autotrazione a 7,3 milioni di barili al giorno entro il 2040. Tuttavia, ora è quasi raddoppiato questo a 13,7 milioni di barili al giorno, in parte a causa di nuove previsioni per l'elettrificazione del settore dei veicoli commerciali e in parte, paradossalmente, perché l'efficienza del carburante ICE si prevede di procedere più lentamente di quanto si pensasse.

Fonte BloombergNEF



MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.

mercoledì 15 maggio 2019

Le immatricolazioni delle auto elettriche (+55,2%) e ibride negli Stati Uniti ad Aprile 2019


Sono stati pubblicati nel sito dell' EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici, i numeri relativi alle vendite delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti  di Aprile 2019.  Al fine di fornire affidabili, dati di vendita tempestivi, EDTA ha implementato una nuova metodologia per la classificazione dei veicoli venduti per il suo rapporto mensile dei veicoli  plug-in (ricarica a rete delle batterie), in cui si distinguono quelli ibridi plug-in, dove resta un motore termico oltre a quello elettrico, dai veicoli elettrici puri a batteria. Questi numeri saranno controllati regolarmente e aggiornati per i nostri grafici.

I numeri pubblicati dall'EDTA vengono da noi elaborati per realizzare i grafici..

I nostri grafici


Vediamo che nel mese Aprile 2019 le auto  elettriche pure a batteria (BEV) immatricolate sono state  15.327  che rappresenta il record del mese confrontate con quelle degli 11 anni precedenti, con un +55,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Nel 2019 sono state immatricolate 55.567 auto elettriche pure.



Le immatricolazioni delle auto Ibride Plug-in  (PHEV) sono state inferiori sia al 2018 che al 2017 per lo stesso mese sui 12 anni precedenti, con 5.928 unità, -39,2%. Complessivamente nel primo quadrimestre si sono vendute 26.933 ibride plug-in.



Il totale delle auto Plug-in, elettriche pure e ibride con batteria ricaricabile a rete, sono risultate essere superiori rispetto all'anno passato con 21.255 unità, nonostante il forte decremento delle ibride bilanciato dal ben superiore incremento delle elettriche, per un totale del primo quadrimestre pari a  82.500 vetture.




Con il seguente grafico vediamo la progressione mese per mese delle immatricolazione dal 2010 ad oggi. 

Progressione mensile







MondoElettrico è partner di AAE - Veicoli elettrici  
                                                           http://www.aae.it/
MondoElettrico è anche su   



.