Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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mercoledì 19 marzo 2014

Mobilità elettrica da subito, suggerimenti per il futuro sindaco di Firenze

Molto probabilmente anche oggi, come nei giorni precedenti, saranno segnalati 'sforamenti' nei limiti d'inquinamento atmosferico presso qualche centralina di rilevamento per quanto riguarda le PM10 (polveri sottili inferiori ai dieci micron) a Firenze. Se qualche anno fa o qualche settimana fa potevamo dare colpa dell'inquinamento alle fonti di riscaldamento, oggi per la stagione più tiepida e la non necessità di scaldare le proprie abitazioni e i luoghi di lavoro, possiamo affermare che l'inquinamento è causato in gran parte dal traffico cittadino, causato dai mezzi inquinanti come auto, furgoni, autobus e scooter che con i loro motori endotermici, anche se sempre più sofisticati e in teoria, ma solo in teoria, meno inquinanti, continuano a riversare giornalmente tonnellate di CO2 e polveri malefiche che riducono le aspettative di vita abbassando la qualità delle vita di milioni di persone. Il traffico e la congestione rendono inefficienti i motori termici e per questo inadatti ad essere utilizzati in ambito urbano. C'è chi dice che non vi è soluzione, non ci sono alternative in una città moderna che ha bisogno di trasporti pubblici locali e rifornimenti di derrate alimentari e vari beni di consumo ed una mobilità privata. Non è così. Le soluzioni ci sono e i gli stessi mezzi che adesso hanno un motore termico potrebbero essere tutti alimentati da motori elettrici ad emissioni zero. C'è chi obietterà che, a parte alcune auto elettriche pure, non esiste niente di equivalente o se esiste ha costi estremamente alti, inarrivabili. Bisogna intendersi. Non limitiamoci ad una analisi superficiale dei costi. Consideriamo tutti i benefici che esistono e sono sia economici diretti che indiretti (salute usura, deterioramento dei monumenti e degli altri manufatti). Un veicolo elettrico per i trasporti urbani costa più di un pari bus termico ma se andiamo a conteggiare quanto costa negli anni, quanto si risparmia in carburante e in manutenzione, ci rendiamo conto che esso si ripaga piuttosto rapidamente anche inserendo nel conteggio la sostituzione delle batterie al litio. Il costo più importante è rappresentato dalle batterie al litio, ma questi costi potrebbero essere abbattuti considerevolmente con piccoli accorgimenti strutturali, tecnologici e d'impiego razionale.



Con questa premessa vogliamo dare dei suggerimenti all'attuale Vicesindaco Nardella e tutti coloro che si candidano a diventare sindaco di Firenze per subentrare a Matteo Renzi nel frattempo diventato primo Ministro. Per far ritornare Firenze la capitale dei veicoli elettrici come lo è stata dal 1997 con l'ex Sindaco Prof. Primicerio fino a poco tempo fa, con le 104 colonnine di ricarica stradali, gratuite, e qualche migliaio di veicoli elettrici acquistati dai fiorentini tra le 2 e 4 ruote, ci vuole solo buona volontà e un cambio di paradigma facile facile.

Partiamo dal considerare quei bus a due piani che circolano in tutte le più importanti città. Anche a Firenze sono diventati pressoché inutili, così come sono stati forzatamente relegati a girare fuori del centro storico dall'Amministrazione fiorentina, sovente oggetto di proteste da parte dei vari comitati cittadini. Cittadini stanchi e stufi di vederseli passare sotto casa nelle strade strette, intasate, come villette di due piani a ruote oltretutto fumanti gas di scarico nocivi.
La soluzione c'è, con i bus turistici più piccoli, leggeri e agili e soprattutto elettrici, quindi a emissioni zero. Essi sono una soluzione accettabile, nonostante il costo più alto, anche per gli operatori del settore, prova ne sia il fatto che alla gara di Roma per l'assegnazione delle linee turistiche hanno partecipato e vinto sei sei operatori che si sono proposti con i loro bus turistici da 8,5 metri eliminando quelli da 12 metri a gasolio.


Questa è un'operazione che si può attuare da subito anche a Firenze ed è a costi zero per l'Amministrazione ed è conveniente per gli operatori turistici che risparmiano enormemente nel carburante ed è vantaggiosa per la salute dei fiorentini essendo questi mezzi a zero emissioni locali ed anche silenziosi.

Lo stesso discorso si può applicare da subito anche per il trasporto merci in città. I furgoni elettrici sono la soluzione ideale per gli operatori (a costi zero per l'amministrazione) anche non ricorrendo (o rincorrendo) soluzioni inapplicabili come il progetto transit point vagheggiato da un decennio e mai realizzato.  Esistono più soluzioni per il trasporto merci, con furgoni più capienti come i 35 quintali (e oltre) e più piccoli e leggeri per tutte le esigenze.

 

E' possibile utilizzare anche veicoli a tre ruote con la propulsione data da un piccolo motore come una bici a pedalata assistita.


Per coloro che hanno necessità di percorrere parecchie centinaia di chilometri esiste la possibilità di trasformare il loro furgone lasciando invariata la struttura termica originaria aggiungendo semplicemente un power train elettrico facendolo diventare  così un vero e proprio furgone bimodale, funzionando a scelta col motore tradizionale o elettrico. Questa modifica, costituita da una semplice aggiunta di un motore elettrico di potenza adeguata, permette di percorrere una cinquantina di chilometri in modalità elettrica con un piccolo battery pack al litio, a velocità 'urbana', rendendo il mezzo del tutto funzionale ad un servizio puntuale ed efficace ad emissione zero in ambito cittadino, silenzioso.


Un altro utile campo di impiego dei veicoli elettrici, da subito, è quello delle 'navette' elettriche o noleggio con conducente.


Un'altra realtà è costituita da minibus o bus elettrici, completamente elettrici, fino a 55 posti passeggeri.


Stesso discorso vale per gli scuolabus sia nella versione elettrica che bimodale.


Insomma, le soluzioni ci sono, le tecnologie ci sono, manca la volontà politica nel realizzare una mobilità capace di offrire una serie di vantaggi immediati sia dal punto di vista della salute sia dal punto di vista economico per le aziende pubbliche e private che facessero uso di tali veicoli elettrici.  

Il candidato sindaco e quindi il nuovo sindaco di Firenze farebbe cosa utile nel prendere in considerazioni questi nostri suggerimenti e mettere già da subito nero su bianco un programma con cambiamento di paradigma vantaggioso ed economicamente sostenibile e rispettoso della salute umana e sopratutto vincente.




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sabato 15 marzo 2014

Firenze tornerà ad essere elettrica?

Nei giorni passati c'è stato un po' di tram-bus-to rilevato dai quotidiani toscani quando è trapelata l'informazione che la neo privatizzata azienda di trasporti pubblici locali aveva in animo di dismettere tutti i bussini elettrici che circolavano per il centro storico del capoluogo di regione. Fino a pochi anni fa i minibus elettrici erano un buon numero, 26, ridotti poi a 12 ma effettivamente utilizzati fino a oggi solo 6 o 7. Naturalmente sono cominciate a fioccare le proteste da parte dei cittadini e da parte delle associazioni cittadine acuite dal fatto che sembrava fosse intenzione da parte dell'azienda di sostituire bussini a emissione zero, silenziosi, con rumorosi e inquinanti bussini a metano. I motivi di questa decisione? Motivi economici e manutenzione, costi nell'acquisto e costi di manutenzione. Strano. Strano almeno per quanto riguarda i costi di manutenzione, ma questo è trapelato nei giornali.

Gli ultimi articoli giornalistici ripercorrono la storia recente dei veicoli elettrici nell'era Renzi, ricordando che Matteo Renzi, dal 2016 dichiarava che per entrare in Ztl sarebbe stato obbligatorio guidare un'auto elettrica. Il  vicesindaco Dario Nardella (che ha preso il posto di Renzi nel frattempo diventato Primo Ministro),  è intervenuto poche ore fa, come riportato dal Corrriere Fiorentino, dichiarando sul caso: "Sono assolutamente contrario alla scelta di Ataf e chiederò all'azienda un confronto rapido. Penso che la mobilità elettrica sia importante per la nostra città". E poi rilancia: «Tra le misure che proporrò se sarò eletto sindaco, c'è quella di consentire il transito in centro storico solo ai mezzi elettrici per il trasporto merci. Su queste misure siamo pronti a dare battaglia».
A dare ulteriormente peso alle intenzioni di Nardella, candidato alle prossime elezioni per diventare nuovo sindaco di Firenze c'è un suo ulteriore intervento sulla sua pagina di faceBoook: "Ecco FirenzElettrica, ovvero la mia proposta per una nuova mobilità sostenibile in centro. Qui troverete solo le linee guida, a breve la spiegherò nel dettaglio all'interno del mio programma elettorale.
Si tratta, per prima cosa di far viaggiare le merci nel centro storico solo su mezzi elettrici. Oggi in centro si registrano 13 mila accessi commerciali giornalieri. Entro 3 anni questi accessi saranno possibili solo con mezzi elettrici. Questa misura consentirà un abbattimento di anidride carbonica pari a 52 tonnellate e mezzo e un risparmio di quattro tonnellate di pm10.
Per agevolare le consegne, individueremo anche piattaforme logistiche di interscambio veicoli per passare temporaneamente da un mezzo tradizionale a uno elettrico. Per fare questo sarà possibile utilizzare contributi europei per le città sostenibili.
Ma FirenzElettrica non riguarda solo le merci: entro 4 anni tutti i 700 tassisti operanti in città dovranno convertirsi ad auto elettriche, ibride o a metano. Sono allo studio possibili ecoincentivi per agevolare la categoria.
Entro un anno attiveremo poi un servizio di carsharing elettrico nel centro storico. In 12 mesi, infine, il Comune triplicherà le colonnine di ricarica: adesso sono 109, ne istalleremo altre 147 pubbliche e altre 50 riservate al trasporto merci.



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venerdì 26 novembre 2010

CO2. Studio UE definisce necessari i veicoli elettrici per gli obiettivi 2050

Pablo Picasso-Donne Che Corrono Sulla Spiaggia 1922
Uno studio UE ritiene necessario un portfolio di motori avanzati per raggiungere gli obbiettivi del 2050 riguardo alla riduzione dell'80% delle emissioni di anidride carbonica. Motori avanzati? Giro di parole per dire motori elettrici, auto elettriche, veicoli elettrici. Punto! Chi può non essere d'accordo? Ma ecco che zampilla una interferenza subdola, l'idrogeno, le fuel cell, anzi i cosiddetti veicoli elettrici con le celle a combustibile, FCEV appunto. Ed ecco, dallo zampillio, la nascita e la crescita di infrastrutture conseguenti, succhia energia, lobbistiche, rappresentate dai distributori di idrogeno. Vuoi vedere che c'è lo zampino di qualcuno interessato direttamente.

Leggiamo la comunicazione nelle News Cordis UE del 22 Novembre.




I leader dell'UE e del G8 (gruppo degli otto) nel 2009 si sono accord
ati per ottenere una riduzione dell'80% delle emissioni di anidride carbonica (CO2) entro il 2050, al fine di stabilizzare la CO2 atmosferica a 450 parti per milione e di contenere il riscaldamento globale sotto il livello di sicurezza di 2°C. Ma per assicurare l'obbiettivo generale dell'80% di decarbonizzazione entro i prossimi 40 anni potrebbe essere necessaria la decarbonizzazione del 95% del settore del trasporto su strada.

Un nuovo studio, commissionato e preparato da una coalizione di oltre 30 dei maggiori produttori mondiali di automobili, imprese petrolifere e di gas, utilità, organizzazioni non governativ
e (ONG), la Commissione europea e organizzazioni governative e di energie rinnovabili, afferma che un portfolio di motori avanzati come quelli montati sui veicoli elettrici a celle a combustibile (FCEV), ibridi elettrici plug-in (PHEV) ed elettrici a batteria (BEV) aiuterebbe a raggiungere questo obbiettivo.

La relazione intitolata "A portfolio of power-trains for Europe: a fact-based analysis. The role of battery electric vehicles, plug-in hybrids and fuel cell electric vehicles" fa parte dell'Iniziativa tecnologica congiunta (ITC) in materia di idrogeno e celle a combustibile (FCH), che intende accelerare lo
sviluppo e la commercializzazione delle tecnologie a celle combustibilie idrogeno in Europa. Secondo gli esperti, questo portfolio richiama l'attenzione sulla natura complementare di queste tecnologie. Ciascuna tecnologia offre una soluzione per diversi ambienti e comportamenti di guida.

Lo studio ha rivelato che le automobili elettriche avranno un ruolo fondamentale nell'aiutarci a ottenere un futuro più ecologico; infatti sono in grado, non solo di ridurre in modo efficace la CO2, ma anche di ridurre le emissioni locali. Secondo gli esperti, i FCEV sembrano esse
re la soluzione con minori emissioni di carbonio per le lunghe percorrenze e per le automobili di maggiori dimensioni. Lo studio rivela che i produttori di automobili sono entusiasti di adattare le loro linee di produzione agli FCEV, in particolare dopo aver visto i risultati positivi conseguiti da oltre 500 automobili a celle a combustibile che hanno percorso oltre 15 milioni di kilometri con 90.000 rifornimenti. (nota ME: una media di 166 km a rifornimento)

Un intero portfolio di motori assicurerà la soddisfazione delle necessità dei consu
matori. In linea con questo, se gli europei vogliono ottenere la sostenibilità a lungo termine della mobilità personale, sono necessarie infrastrutture ambientali e per il rifornimento.

"In relazione all'area di applicazione del trasporto e delle infrastrutture di rifornimento, che rappresenta gran parte del nostro bilancio operativo, accolgo con gran favore l'eccellente esercizio di analisi comparativa portato avanti per esaminare diversi sistemi propulsivi in Europa, usato per fornire solide basi allo sviluppo di un documento di progetto per la commercializzazione di tecnologie promettenti come le celle a combustibile e l'idrogeno," ha detto Bert De Colvenaer, direttore esecutivo ITC FCH.

"Assieme ai feedback provenienti da vari progetti supportati dal nostro progetto, questo di sicuro ci aiuterà a definire in modo più adeguato il nostro supporto, specialmente in quell'area di applicazione. Noi potremmo supportare iniziative simili nel settore delle applicazioni stazionarie, oltre che in mercati nuovi (energia di backup, carrelli elevatori)."

Sia il mercato europeo che quello mondiale si possono aspettare di avere un incremen
to dei veicoli per il trasporto di passeggeri fino al 2050, con cifre che raggiungeranno i 273 milioni in Europa e i 2,5 miliardi nel mondo. I miglioramenti ai motori convenzionali a combustione interna o i combustibili alternativi non sono sufficienti. Ad assillare le menti di molti è l'incertezza riguardante la disponibilità per le automobili per il trasporto passeggeri dei biocarburanti prodotti in modo sostenibile. Altri settori, tra cui il trasporto aereo, quello marittimo e l'industria pesante, stanno tenendo d'occhio questi biocarburanti per usarli essi stessi.

Gli esperti affermano che gli europei devono sviluppare una serie di tecnologie per garantire la sostenibilità nel lungo periodo della loro mobilità.

All'ITC FCH partecipano anche multinazionali, e piccole e medie imprese (PMI), rappresentate dal Gruppo industriale europeo dell'ITC FCH, oltre a università e istituti di ricerca.

Contemporaneamente, il Gruppo industriale europeo dell'ITC FCH, chiamato New Energy World Industry Grouping "Fuel Cell and Hydrogen for Sustainability" (NEW-IG), è l'interlocutore chiave per la Commissione europea per quanto riguarda l'ITC.


Fonte: cordis.europa.eu


Appunto! Tutto questa ansia di costruire indrogeno-distributori. L'ansia di produrre idrogeno dal gas per mantenere le mani sulle pompe di distribuzione stradali. Finito il gas si passerà alla estrazione dell'idrogeno dall'acqua dopo avere costretto e d imposto all'industria di produrre auto elettriche nelle quali le fuel cell sono indispensabili. La logica delle lobby che calpesta l'efficienza e la ragionevolezza. Qui avevo prodotto dei conti che dimostrano piuttosto chiaramente quanto sia più ragionevole pensare ad utilizzare da subito veicoli che siano totalmente elettrici alimentati a batteria nei quali il rendimento, l'efficienza, il consumo sono talmente più vantaggiosi da rendere poco sensato l'utilizzo dei veicoli, seppur elettrici, alimentati da idrogeno e fuel cell.

Leggere anche:
- Islanda, le auto elettriche sostituiscono la chimera idrogeno
- Idrogeno e fuel cell. La ricerca del passato ... speriamo
- Solo e soltanto veicoli elettrici: questo è il futuro!
- Idrogeno. Un sogno, un segno incoerente, una strategia superficiale e sperperatrice
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sabato 12 settembre 2009

Auto elettriche, Angela Merkel ed elezioni politiche

La cancelliera tedesca Angela Merkel fa sul serio.

In occasione dell'apertura della sua campagna elettorale il 6 settembre, nel corso di un comizio del suo partito, la Cdu (cristiano-democratici), per le elezioni politiche del prossimo 27 settembre ha dichiarato e promesso che rilancerà l'economia e l'occupazione con una nuova alleanza di governo con i liberaldemocratici (Fdp), dopo quattro anni di 'grande coalizione' con i socialdemocratici.

La Merkel ha inoltre promesso che in caso di rielezione aumenterà i fondi in favore dell'assistenza sanitaria per i bambini e incoraggerà la diffusione delle auto elettriche.


Le stesse promesse o qualsi fatte negli stati Unita da Obama e in Italia da ... da... da... ops ... un piccolo lapsus ... non mi ricordo il nome dell'uomo politico italiano .


Altri post da leggere : - qui -, - qui - , - qui - .

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lunedì 3 agosto 2009

Germania. 2 milioni di nuovi posti di lavoro con la mobilità elettrica

Il settimanale ‘Der Siegel’ anticipa il contenuto di un documento di 67 pagine, che lo sfidante socialdemocratico di Angela Merkel per la Cancelleria, Frank-Walter Steinmeier (nella foto) , renderà pubblico oggi lunedì, in cui sono esposte le linee direttrici di un “Deutschland-Plan” della Spd . La promessa elettorale è creare 4 milioni di nuovi posti di lavoro ed eliminare la disoccupazione entro il 2020. Secondo i progetti del leader socialdemocratico, 2 milioni di posti di lavoro dovrebbero essere creati nell’industria grazie all’introduzione di nuove tecnologie ed all’espansione della mobilità con auto elettriche. Steinmeier promette di fare della Germania “la Silicon Valley della produzione industriale ecologicamente compatibile.

Passerà mai per l'anticamera del cervello di un nostro esponente politico basare le proprie promesse (almeno le promesse, non dico portare a fondo il programma) elettorali prendendo in considerazione i veicoli elettrici e l'innovazione tecnologica ad essi connessa? Domanda tristemente retorica.
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venerdì 31 ottobre 2008

Veicoli elettrici navigando tra disinformazione e incomprensioni

Una legge regionale toscana prevederà una riduzione del 10% sul bollo per i veicoli elettrici e l'esenzione per quelli immatricolati dal 2009. Grazie? Troppo buoni! Peccato che esista già una legge nazionale vecchia di 55 (CINQUANTACINQUE!!!! ) che preveda Già l'esenzione per 5 anni e la riduzione di 3/4 (non del misero 10%) dal sesto anno in poi. Vedere l'art.20 del DPR N° 39 del 05.02.53.

Bollo auto: tassa ridotta per i veicoli ecologici
La proposta di legge è stata approvata dalla maggioranza. Voto contrario del centrodestra, che chiedeva una diminuzione generalizzata delle misure fiscali regionali sui veicoli. Firenze - E’ stata approvata con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario del centrodestra la proposta di legge che riduce la tassa automobilistica regionale per i veicoli a basso impatto ambientale. La legge, in particolare, prevede una riduzione del 10 per cento per i veicoli immatricolati come ‘euro 4’ o ‘euro 5’, e per quelli alimentati, in modo esclusivo o doppio, a gas metano, gpl, idrogeno, elettricità. Saranno inoltre esentati dal pagamento del ‘primo bollo’ e della tassa nei successivi cinque anni i veicoli immatricolati nel 2009, di potenza non superiore ai 100 kw, di categoria internazionale M1 (autovetture fino ad otto posti a sedere) ed N1 (veicoli merci fino ad otto tonnellate), a doppia alimentazione benzina/gpl o benzina/metano. L’esenzione dalla tassa automobilistica per cinque anni sarà estesa infine anche ai veicoli in circolazione, di classe ‘euro 2’ e successive, sempre di categoria internazionale M1 ed N1, sui quali sia installato un sistema di alimentazione a gpl o metano collaudato nel 2009.

Qui
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sabato 5 aprile 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 11a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.



Per un'Italia laica, civile, moderna. Il programma del Partito Socialista
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Il contrasto ai cambiamenti climatici è la sfida più rilevante: energia pulita, risparmio energetico ed efficienti sistemi di smaltimento dei rifiuti sono obiettivi da perseguire con determinazione. La tutela dell'ambiente costituisce un aspetto fondamentale di uno sviluppo sostenibile.
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Le altre puntate - Programmi di governo - elezioni 2008

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martedì 18 marzo 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 10a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.

Per il Bene Comune - Lista civica nazionale

Ambiente, energia e infrastrutture

•No alle grandi opere, quando inutili e dannose (No Tav, No Ponte, No rigassificatori, No inceneritori)
•Procedere ad un Piano energetico nazionale sulle esigenze della collettività, non su quella delle aziende.
•Difesa dell'acqua come bene comune che deve restare pubblico
•Sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, con esplicita esclusione dei rifiuti
•Forte impulso al trasporto pubblico, ai veicoli ecologici e al trasporto ciclabile urbano
•Campagne per il risparmio e l'efficienza energetica, e per l'autoproduzione domestica di energia. Incentivi alle tecnologie che risparmiano energia, come i Led nella pubblica illuminazione.
•Creazione di un piano nazionale dove vengono fissati i principi comuni per i Piani Regolatori che siano ispirati a: diritto alla mobilità, all'ambiente, alla salute e alla sicurezza (traffico)
•Nuove regole dello sviluppo urbano che tengano conto delle esigenze di un TRASPORTO a basso costo, a basso impatto ambientale, sicuro e che tenga conto dei costi della salute pubblica.
•Un albero per ogni nuovo nato, deve essere rispettata, a cura delle amministrazioni locali.
•Educazione ambientale come materia di insegnamento, a tutti i livelli scolastici.
Introduzione dei pannolini lavabili negli asili nido, e incentivi alle famiglie per il loro utilizzo.

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Le altre puntate - Programmi di governo - elezioni 2008
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giovedì 13 marzo 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 9a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.




Programma Elettorale

Della Lista

La Destra – Fiamma Tricolore

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Sviluppo: Impresa, Agricoltura, Lavoro, Energia .......
lotta all’agropirateria che danneggia nel mondo soprattutto la nostra agricoltura ed i suoi prodotti di qualità più noti; per questo proporremo la multifunzionalità in agricoltura attraverso una legislazione capace di dare agli agricoltori più concrete possibilità di integrazione al proprio reddito agricolo. Dopo la felice esperienza dell’agriturismo vi è da rendere più concreto e remunerativo, con una opportuna legislazione, l’apporto degli agricoltori alla tutela dell’ambiente.
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Sulla strada dello sviluppo dell’autonomia energetica, nella necessità di continuare i programmi già avviati di approvvigionamento energetico e intraprendere iniziative di partecipazione ai progetti europei sul nucleare di ultima generazione, riteniamo sia un dovere dello Stato favorire la nascita di una nuova filiera industriale basata sullo sfruttamento delle energie rinnovabili insieme e a fianco alla creazione di una rete di microgenerazione distribuita fatta di piccoli impianti, armonizzati sul territorio che vedano la responsabilizzazione e il favore delle comunità locali.

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Acqua bene primario
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Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente
essere riconvertite in un capitale di azienda totalmente pubblico, senza alcuna infiltrazione di privati. Tutti i cittadini-consumatori saranno a loro volta soci dell’azienda. Il “maggiore azionista” rimarranno gli enti locali preposti, che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comune.
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Ambiente

L’Ambiente per noi è innanzitutto un bene comune da salvaguardare, tutelare, difendere e sostenere, ma è anche un’occasione, per una nazione come l’Italia, tra le più ricche al mondo in quanto a patrimonio ambientale e culturale, una nuova occasione di sviluppo. In questo senso la Destra-Fiamma Tricolore ritiene di dover dar vita ad una politica ambientale capace di far coesistere in maniera sinergica la tutela della natura con le attività umane. Di fronte allo scempio dei rifiuti in Campania di cui riteniamo responsabili i governi locali di centro-sinistra è dovere dello Stato adottare provvedimenti normativi per la riduzione a monte dei rifiuti, favorire il riciclo e il riutilizzo delle materie attraverso la diffusione su tutto il territorio nazionale della raccolta differenziata e, realizzando un ciclo industriale realmente integrato, procedere alla realizzazione di termovalorizzatori. Nello specifico della situazione campana ci impegneremo per la restituzione ai cittadini della Tarsu ad oggi pagata per un servizio non reso. La gestione delle Aree protette per noi deve situarsi nell’ottica di uno sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile; l’attività venatoria va sostenuta nel suo valore associativo, culturale e tradizionale e a questo fine riteniamo necessaria la revisione della Legge 157/92, in un percorso di armonizzazione con le normative europee e di recepimento delle direttive 79/409/CEE (uccelli) e 92/43/CEE (habitat) nel rispetto concreto di natura e tradizione.
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Le altre puntate - Programmi di governo - elezioni 2008

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domenica 9 marzo 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 8a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.


Il programma del Partito socialista

Il programma per un'Italia laica, civile e moderna
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Le sfide globali
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Il contrasto ai cambiamenti climatici è la sfida più rilevante: energia pulita, risparmio energetico ed efficienti sistemi di smaltimento dei rifiuti sono obiettivi da perseguire con determinazione. La tutela dell’ambiente costituisce un aspetto fondamentale di uno sviluppo sostenibile.
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Le altre puntate - Programmi di governo - elezioni 2008
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venerdì 7 marzo 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 7a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza. Confindustria non è un paretito politico ma .... ma!


Le proposte di Confindustria

6 . Energia e Ambiente

Proposte:
- attuare con urgenza il piano nazionale di efficienza energetica per ridurre i consumi e aumentare la competitività del sistema industriale;
- velocizzare con iter certi, rapidi e trasparenti la realizzazione di investimenti nelle infrastrutture energetiche;
- sbloccare immediatamente la realizzazione dei rigassificatori;
- potenziare il sistema gas (utilizzo delle risorse nazionali e ampliamento delle infrastrutture di stoccaggio);
- razionalizzare il mix delle fonti con maggior utilizzo del carbone;
- puntare sul nucleare di nuova generazione;
- completare il mercato elettrico;
- ripristinare, da parte del Governo, l’acquisto di crediti di emissioni di gas serra sul mercato internazionale per il periodo 2008-2012;
- assumere, per l’attuazione del protocollo di Kyoto dopo il 2012, obiettivi realizzabili e sostenibili per il Paese;
- emanare i decreti attuativi previsti dal Codice Ambientale;
- regolamentare, a livello nazionale, l’assimilazione dei rifiuti industriali ai rifiuti urbani;
- nuova cultura ambientale, a cominciare dalla scuola: rapporto positivo con lo sviluppo.


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In particolare, per i rigassificatori, va sbloccato l’iter autorizzativo degli impianti già previsti; per i tre maggiori, con capacità complessive per circa 20 miliardi di metri cubi, il procedimento autorizzativo è concluso a livello ministeriale; per altri otto, con capacità complessiva di 64 miliardi di metri cubi, il procedimento autorizzativo è in corso.

Il gasdotto dalla Russia (TAG) può aumentare la propria capacità entro il 2011, quello dall’Algeria (Transmed) entro il 2012.

Per avviare un riequilibrio del mix di fonti occorre completare la riconversione a carbone degli impianti di Tor Valdaliga Nord, Porto Tolle e Vado Ligure.

Per il nucleare sono tre le azioni prioritarie: partecipazione dell’Italia all’attività di ricerca e sviluppo nei reattori di quarta generazione; partecipazione italiana alla realizzazione di centrali all’estero, in particolare vicino ai confini, attivando linee di interconnessione ad hoc; realizzare impianti nucleari di nuova generazione in Italia verificando anche la possibilità di una compartecipazione utenti-produttori industriali per la realizzazione.

Il completamento del mercato elettrico renderà più competitivo il settore con un forte processo di liberalizzazione.

L’attuazione del protocollo di Kyoto per il quadriennio 2008-2012 necessita di ripristinare l’acquisto di crediti di emissioni di gas serra sul mercato internazionale da parte del Governo. Ciò per garantire una assegnazione gratuita delle quote di emissione a tutti i nuovi impianti che verranno attivati in quel periodo, impianti che altrimenti verrebbero gravati subito da oneri aggiuntivi.
Nell’ambito degli impegni assunti dall’Europa per la lotta ai cambiamenti climatici successivamente al 2012, l’Italia deve negoziare propri obiettivi realizzabili e sostenibili che non creino condizioni distorsive della competitività dei nostri settori industriali.

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Sono urgenti il decreto sull’assimilazione dei rifiuti industriali ai rifiuti urbani e la definizione delle regole per il ritiro dei cosiddetti RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici. Per le bonifiche dei siti inquinati occorre accelerare l’applicazione degli accordi di programma per la reindustrializzazione previsti dal decreto correttivo del Codice Ambientale. Va superata al più presto la situazione di stallo creata dalla non operatività della commissione ministeriale competente per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ai circa 200 grandi impianti di competenza statale.

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Le altre puntate - Programmi di governo - elezioni 2008
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mercoledì 5 marzo 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 6a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.


Programma elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008 della Sinistra Arcobaleno in 14 Punti

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7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all’umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l’ambiente. La Sinistra l’Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L’acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l’Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l’inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie.

8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno
Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate.
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lunedì 3 marzo 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 5a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.

Il programma di governo del PD - Integrale

Riportiamo il testo del programma di governo del Partito democratico, presentato a Roma il 25 febbraio dal segretario del Pd, Walter Veltroni, assieme ad Enrico Morando.
L'ITALIA NEL MONDO CHE CAMBIA

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3 - IL PROGETTO: DIECI PILASTRI E UN METODO

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9. La piena integrazione del criterio della sostenibilità e della qualità ambientale in tutte le politiche pubbliche. L'intervento diretto dello Stato, attraverso meccanismi di premio, e non con nuovi enti/società, nel settore dell'ambiente, sul quale costruire una nuova frontiera di leadership tecnologico-industriale.
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5. L'AMBIENTALISMO DEL FARE
a) Energia pulita, più abbondante, meno cara 1. Il problema ecologico ci impone una gigantesca riallocazione delle risorse di lavoro, di terra e di capitale. Si deve
a. accelerare la transizione da settori, processi e prodotti energy intensive a settori, processi e prodotti energy saving;

b. spostare risorse dal consumo immediato all'investimento, in particolare all'investimento che ha il più lungo orizzonte temporale, quello in ricerca e sviluppo;

c. incoraggiare l'abbandono di stili di vita consumistici fino alla dissipazione, a favore di stili di vita attenti alla eco-compatibilità dei comportamenti individuali. In questo senso, va sostenuta la sperimentazione di particolari incentivi di mercato, volti a ridurre le emissioni di CO2. Molti gli interventi possibili, già sperimentati in diversi Paesi. Da tariffe di smaltimento dei rifiuti variabili a seconda che si partecipi o meno alla raccolta differenziata, che va comunque incrementata, a tasse di possesso automobilistiche legate alle emissioni; dalla detassazione degli investimenti in ricerca e sviluppo, alla previsione di una carbon tax che penalizzi processi particolarmente energivori.
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2. Sono indispensabili il potenziamento delle infrastrutture di rigassificazione, trasporto e stoccaggio del gas, la garanzia della loro reale terzietà rispetto ai competitors e la diversificazione delle fonti, così da determinare quell'eccesso di offerta che può creare la concorrenza.
La Rete italiana del gas, se resa effettivamente libera nelle scelte di investimento garantite dal sistema tariffario, può molto rapidamente costituire il nucleo fondante della rete europea dei gasdotti, alla quale affidare la realizzazione della borsa del gas. La creazione di un mercato a breve del gas è necessaria per portare alla separazione dei prezzi del gas da quelli del petrolio.
3. L'Italia sia il Paese del sole anche in fatto di energia, diventando entro i prossimi cinque anni leader in Europa nell'energia solare per usi termici. L'obiettivo è di rendere permanente l'incentivo previsto dalla legge Finanziaria 2008 per l'installazione di pannelli solari termici in tutte le case di abitazione, anche al fine di favorire la nascita di imprese di produzione, installazione e manutenzione dei pannelli solari. Le misure a favore delle energie rinnovabili e per l'efficienza energetica devono avere durata pluriennale certa e fondarsi sempre più sulla leva fiscale, al fine di mobilizzare al massimo le risorse private disponibili. Per l’Italia, produrre il 20% di energia con il sole e con il vento, significa risparmiare miliardi di euro sulle importazioni di petrolio. La nostra proposta è quella di un piano per realizzare in dieci anni la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici, privati e pubblici, in modo da creare al tempo stesso un gigantesco risparmio energetico e un grande volano di crescita economica.

4. L'Italia deve impegnarsi sulle tecnologie di punta: che si tratti della cattura del biossido di carbonio per il "carbone pulito", o si tratti del metano, delle biomasse o dell'idrogeno e anche del nucleare di quarta generazione, ovvero quello a sicurezza intrinseca e con la risoluzione del problema delle scorie. È indispensabile essere presenti nelle partnerships internazionali in questi campi, per sviluppare un'industria energetica nazionale. Per valorizzare le fonti rinnovabili e la microgenerazione, deve essere ristrutturato - in cooperazione con le Regioni e gli Enti locali - il sistema complessivo della distribuzione. Quest'ultima non è più unidirezionale: da chi la produce alle case, alle aziende ed ai servizi. Ormai le famiglie e le imprese stesse possono produrre energia, ciò che pretende un conseguente mutamento della concezione stessa della rete di distribuzione.
b) Nuove tecnologie urbane: 3 città in cui sperimentare

In tema di pianificazione dell’uso e di governo del territorio, l’ideologia della regolamentazione è cattiva consigliera. La direzione deve essere quella, seguita nei Paesi europei più avanzati, di minimizzare il consumo di suolo vergine, di green land, e di puntare invece sulla riqualificazione delle brown lands, le aree già costruite.
L'Italia ha bei centri storici conservati bene, mentre le periferie sono disastrate. Urge un piano di riqualificazione delle periferie, di riassetto urbanistico e d’immissione delle tecnologie urbane. Ne deriverebbe anche una rivalutazione degli immobili, in parte utilizzabile per il finanziamento del piano. Come sedi per una coerente e sistematica sperimentazione delle politiche ambientali, di applicazione delle nuove tecnologie di risparmio e microgerazione dell'energia, di sostegno alla creazione di PMI high tech in campo energetico ed ambientale, saranno individuate tre città di media dimensione - una nel Nord, una nel centro e una nel Sud.
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d) Slegare il trasporto urbano e treni decenti per i pendolari
1. Occorre aprire alla concorrenza sia la rete degli autobus sia le ferrovie regionali.
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2. Lo stesso meccanismo si può applicare verso le Regioni per il trasporto ferroviario.

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Occorre inoltre rimuovere il blocco d’ingresso alla concorrenza costituito dalla disponibilità dei treni, garantendo ai vincitori delle gare l’opportunità di acquisire con indennizzo il materiale rotabile utilizzato fino a quel momento sulle tratte in concorrenza.
Oggi, si presenta una grande occasione: il completamento dell’Alta velocità metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50% delle tratte ferroviarie. È possibile dare alle aree metropolitane italiane un’armatura su ferro.
e) Infrastrutture: proporre, valutare, decidere...

Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie. Maggiore partecipazione/consultazione dei cittadini e maggiore capacità di decisione sono compatibili. I progetti devono essere presentati agli enti locali ed anche alla cittadinanza, rendendoli disponibili su web. Dopo uno spazio di tempo per la discussione e per l'ascolto di tutte le opinioni, il progetto viene rielaborato sulla base delle osservazioni, per poi decidere con un sistema di avocazione della capacità decisionale. In questo contesto, va riformata la normativa di valutazione d’impatto ambientale delle opere (VIA-AIA) con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. Una volta assunta la decisione, deve essere previsto un divieto di revoca o l'applicazione di sanzioni pecuniarie elevate con responsabilità erariale a carico degli amministratori pubblici interessati.
La priorità va data al trasporto ferroviario (TAV Torino-Lione-Trieste, alta capacità e trasporto urbano e locale), agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, agli impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica. Ecco la novità del nostro ambientalismo del fare: basta con l'ambientalismo che cavalca ogni Nimby e impedisce di fare le infrastrutture necessarie al Paese: l'impegno va concentrato nella realizzazione di infrastrutture veramente moderne (quindi sostenibili).
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8. IMPRESE PIÙ FORTI, PER COMPETERE MEGLIO

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d) Promuovere la buona agricoltura
1. Spostare più risorse comunitarie dagli aiuti diretti al mercato verso le Politiche di Sviluppo Rurale (con particolare riferimento alle zone svantaggiate e di montagna), in coerenza con lo spirito della riforma della Politica Agricola Comune (PAC), che è stato sostanzialmente tradito nella sua applicazione.
2. Incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, utilizzando al meglio lo strumento del relativo Piano e prevedendo la creazione di un Marchio per il Biologico italiano.
3. Avviare un intervento coerente ed organico per lo sviluppo delle bioenergie, che dia un quadro di certezze nel lungo periodo, sia per quanto riguarda gli incentivi fiscali, sia per quanto riguarda l'assetto normativo.

4. Porre un efficace freno al processo di continua erosione delle superfici destinate all'agricoltura da parte di altre tipologie di utilizzo.

5. Dare finalmente attuazione alla legge sull'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime agricole trasformate.

6. Favorire la filiera corta e il rapporto diretto tra i produttori agricoli e agroalimentari e i consumatori.

7. Difendere i marchi DOP e IGP a livello comunitario e in sede di accordi WTO.

8. Intensificare il sistema dei controlli per combattere l' "agropirateria" e le frodi alimentari.

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Le puntate precedenti: sono qui
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domenica 2 marzo 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 4a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.

Il programma del PDL: sette missioni per il futuro dell'Italia

Ecco di seguito il programma del Popolo della Libertà, presentato ieri a Roma dal presidente Silvio Berlusconi insieme a Gianfranco Fini e a tutti gli alleati del Pdl: "Sette missioni per il futuro dell'Italia".

Prima missione: rilanciare lo sviluppo
La nostra proposta per rilanciare la crescita dell'economia italiana si fonda su sei iniziative: un nuovo fisco per le imprese; infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni; lavoro; liberalizzazioni; sostegno al "made in Italy"; riorganizzazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione.
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2. Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni
• Rilancio e rifinanziamento della "Legge Obiettivo" e delle Grandi Opere con priorità alle Pedemontane lombarda e veneta, al Ponte sullo Stretto di Messina e all'Alta velocità ferroviaria;
• coinvolgimento delle piccole e medie imprese di costruzione nella realizzazione delle Grandi Opere;
• promozione e incentivazione della raccolta differenziata e della realizzazione di termovalorizzatori per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nelle regioni deficitarie;
• rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli "Hub" di Malpensa e di Fiumicino;
• partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione;
• incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all'uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili: dal solare al geotermico, dall'eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani;
• realizzazione dei rigassificatori già autorizzati;
• diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito;
• completamento del processo di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni e diffusione della larga banda su tutto il territorio nazionale;
• regole europee nel settore dei media: pluralismo e concorrenza, valorizzazione delle produzioni europee, completamento del passaggio alla tecnologia digitale.
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Quarta missione: i servizi ai cittadini.
Sanità, scuola, università, ricerca, cultura e ambiente.
Daremo agli italiani servizi pubblici degni di un Paese europeo, innovando nel campo della sanità, della scuola, dell'università, della ricerca e nella tutela dell'ambiente.
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3. Ambiente
• Introduzione della destinazione di un "5 per mille" per l'ambiente;
• legge obiettivo per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e la tutela del paesaggio, nel rispetto delle autonomie territoriali, attraverso la demolizione degli ecomostri e il risanamento degli scempi arrecati al paesaggio italiano;
• promozione di azioni coordinate di valorizzazione del territorio attraverso la programmazione negoziata con le Regioni, anche per ottimizzare l'utilizzo dei fondi europei relativi ai beni culturali e al recupero dei centri storici;
• realizzazione di strumenti di tutela del suolo e delle acque per una razionalizzazione della gestione delle risorse e per la prevenzione dei disastri idrogeologici, fatte salve le competenze regionali;
• aggiornamento della Legge 157/92 secondo gli indirizzi europei in materia di attività venatoria.

Quinta missione: il Sud
Noi vogliamo un'Italia che finalmente superi, attraverso un impegno straordinario, il drammatico divario tra Nord e Sud, realizzando una politica che valorizzi la responsabilità dei territori e metta a frutto tutte le energie presenti nel Paese.
• Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture: porti, reti stradali e autostradali, alta capacità ferroviaria, Ponte sullo stretto, in modo da formare un sistema logistico integrato;
• creazione di zone e porti franchi;
• "Leggi Obiettivo" speciali concentrate su turismo e beni culturali, agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di eccellenza per la ricerca e l'innovazione;
• realizzazione di un piano strategico di riconversione dell'industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche) ispirato alle nuove tecnologie;
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Le puntate precedenti: sono qui
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venerdì 29 febbraio 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 3a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.

Il documento del Popolo delle Libertà è basato su 6 punti. Il primo:

Sviluppo - «Difendere e far ripartire l'economia italiana» è l'obiettivo principale: dare forza al "made in Italy", rilanciare le grandi infrastrutture, attuare la legge Biagi, abolire gradualmente l'Irap, rilanciare nucleare e carbone pulito, realizzare rigassificatori e incentivare fonti alternative vere, non quelle assimilate.

le puntate precedenti:
1a - qui
2a - qui

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mercoledì 20 febbraio 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 2a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.
Oggi è il turno del Partito Democratico. Chiediamo aiuto ai nostri lettori per aggiungere altri programmi.

Ecco ora i 12 punti del programma del Partito Democratico, con le parole di Veltroni

Primo: modernizzare l’Italia. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica. L’Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno.

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martedì 19 febbraio 2008

Energia e ambiente nei programmi di governo : 1a puntata

Cominciamo oggi una rassegna di quelli che sono i programmi dei vari partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.
Cominciamo dal programma de L’Italia dei Valori aggiungendo di volta in volta altri estratti di altri programmi quando ne verremo a conoscenza. Chiediamo aiuto ai nostri lettori per aggiungerne altri programmi.


L’Italia dei Valori ha preparato 11 punti come proposta di programma.

11 Ambiente
- Sviluppo energie rinnovabili (finanziamenti auto elettriche, pannelli solari, centrali elettriche autonome)

- Incentivazione del trasporto pubblico

- Erogazione di finanziamenti per ristrutturazioni di edifici piuttosto che costruzione di edifici ex novo


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