Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 13 novembre 2010

Una nuova tipologia di batteria al litio

Si chiama High5ive la nuova batteria ideata dai ricercatori della ETVM l'azienda che ha la propria sede a Herzliya in Israele a nord di Tel Aviv.

La caratteristica principale è quella di avere una tensione più alta, 4,7 V, rispetto alle altre batterie basate sul litio, ma non è di secondaria importanza l'altra pecularietà insita nella nuova tecnologia, la densità ponderale. Si parla di 2oo/250 Wh/kg con prospettive future di sviluppo che potrebbero portare la densità a oltre 350 Wh/kg. Se poi aggiungiamo le altre qualità specifiche quali l'economicità e la possibilità di ricaricarsi velocemente, ma su quest'ultima non sono in grado di dare informazioni, nemmeno sommarie per il momento, possiamo affermare che non mancherà l'interesse da parte dei costruttori per provare queste batterie sui loro veicoli.

Riassumendo quali sono gli Highlights della tecnologia delle batterie High5ive, secondo il costruttore:
- 4.7V
- 300-350 Wh/kg
- Oltre 2.000 cicli
- Più sicure rispetto ai competitors
- Costo fino al 40% in meno
- Peso inferiore fino al 50%
- Raddoppio della percorrenza per gli EV

Sempre secondo il costruttore, le batterie aggiungono i punti a favorevoli e noti delle batterie al litio cobalto (LiCoO2) ovvero la buona densità gravitometrica di energia, e delle batterie a litio ferro fosfato (LiFePO4) ovvero la sicurezza, sommando gli Highlights descritti sopra, in virtù dell'uso di un catodo a base di Lithium Manganese Nickel Oxide (LMNS) con proprietà eletrochimiche tali da raggiungere i 4,7 V nominali a cella. Il vantaggio di avere unità elementari per costituire un pacco batteria per un utilizzo moderno di veicoli elettrici, ovvero una tensione più alta, è quello di richiedere di un numero inferiore di celle e quindi una elettronica BMS, battery managnent system, più leggera. L'alto voltaggio non solo aumenta l'energia e la densità di potenza [E(Wh/kg) = Ah/kg x V; P(W/kg) = A/kg x V] ma riduce anche il numero di celle che costituiscono il battery pack, il BMS, il peso, e in definitiva il costo complessivo.

La ETVM ha una serie di brevetti a copertura dell'innovazione che vanno dal processo di sintesi del LMNS al rivestimento del materiale grezzo di Litio manganese, dal rivestimento del catodo con gli strati nanometrici di polimero ai nuovi sviluppi che interessano l'anodo e la membrana delle celle.

Fonte EVTM

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8 commenti:

Anonimo ha detto...

Riposto lo stesso concetto di qualche tempo fa: con quale coraggio (incoscienza?) ci si dovrebbe apprestare, nel 2011, ad acquistare auto elettriche BEV con il livello di innovazione attuale sugli accumulatori?

Massimo De Carlo ha detto...

Al valore attuale di tecnologia non acquisteremmo nulla considerando lo sviluppo degli anni futuri, neppure un computer portatile o un televisor ... eccetto le auto endotermiche che non hanno futuro ... in prospettiva.

Anonimo ha detto...

al momento la nuova batteria è stata usata per la propulsione di un aeroplanino elettrico e gli scopi della sua costruzione sono militari, propulsione di aeroplani elettrici da sorveglianza ed attacco, alimentazione di laser da combattimento, che cosi' diventano più leggeri e più duraturi: comunque l'idea degli spinelli di Mn-Ni e notizie più complete qui:
http://ecsmeet6.peerx-press.org/ms_files/ecsmeet6/2009/04/24/00003642/00/3642_0_art_0_kwm0wj_cnvpdf.pdf

Anonimo ha detto...

Sì, Massimo, sarei d'accordo in generale, ma non nel caso dei BEV.
Il mac da cui sto scrivendo l'ho comprato un anno fa consapevole (almeno credo...) che era il massimo possibile al momento in fatto di componentistica e relative prestazioni. Se avessi anche solo sospettato che da lì a un anno ci sarebbe stato un modello con prestazioni raddoppiate, un peso 20% in meno e infine un costo 40% in meno, avrei aspettato. La tecnologia dei BEV è, agli standard automotive attuali, estremamente semplice eccetto che per gli accumulatori, dove l'accelerazione nella innovazione è semplicemente straordinaria e entusiasmante, ma anche troppo avvilente per chi ha in testa di spenderci dei soldi. E la batteria è anche, al momento, il 50% del costo di produzione di un BEV che abbia una autonomia degna di esser presa in considerazione, quindi sono tanti soldi. Il rischio che io non intendo (o intenderei...) correre è quello di acquistare fra un anno (perché di questi tempi minimi si parla, in Italia) un BEV con batterie "vecchie" di tre. Pensa a Bolloré e la sua Bluecar: l'ho pre-prenotata quasi due anni fa...

Nota a margine: chissà contento Shai Agassi che le ricadute della ricerca pagata dal Ministero della Difesa del governo del suo Paese abbiano dato la (quasi) definitiva spallata al suo ambizioso progetto!

Mauro ha detto...

"una tensione più altra"
> Una tensione più alta.

Massimo De Carlo ha detto...

Grazie Mauro, apportata la correzione.

Defcon, a me non interessa molto comprare un'auto elettrica o un'auto tradizionale anzi non c'è una ragione valida per spendere soldi a questo fine. Mi è sufficiente aspettare che il petrolio spicchi il volo per vedere come passa la voglia a chiunque di acquistare una macchina ad uso personale. Ci siamo già.

Anonimo ha detto...

Beh, se ti poni così, come un osservatore esterno disinteressato, la conversazione si chiude. Però mi verrebbe da dire: beato te che te lo puoi permettere. Io no, io devo trovare una modalità sostenibile - da tutti i punti di vista - per poter mantenere le mie attuali esigenze di mobilità. Cerco di fare valutazioni ragionevoli, onnicomprensive, basate su stime fatte da gente più esperta di me in tema di macroeconomia, perché il catastrof... oppsss il pessimismo non mi si addice.

Massimo De Carlo ha detto...

Vedi, non si tratta di essere catastrofisti o pessimisti o ottimisti. Io non mi pongo in nessuna di queste categorie se non quella delle cassandre. Si tratta di cercare di raggiungere un equilibrio stabile rimanendo in piedi anche se il terreno sotto i piedi sta franando, meno utopici e più pragmatici, anche se il mondo là fuori non vuole sentirselo dire.