Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 18 settembre 2019

Le rinnovabili nel mese di Agosto 2019


Qualche giorno fa abbiamo visto i dati relativi al consumo di energia elettrica in Italia nel mese di Agosto 2019 sia pure provvisori, seguendo il comunicato stampa emesso da Terna. La crescita è stata 26,5 miliardi di kWh, con una leggera diminuzione dello 0,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato.

Adesso prendiamo in esame la produzione nazionale di energia con particolare attenzione verso le energie rinnovabili che costituiscono il 35%, includendo le biomasse, del totale secondo il comunicato di Terna.

Nel mese di agosto 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 91,6% con produzione nazionale e per la quota restante (8,4%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,4 miliardi di kWh) è risultata in aumento rispetto ad agosto 2018 (+1,9%). In crescita le fonti di produzione termica (+0,4%), geotermica (+2,5%), idrica (+4,7%) e fotovoltaica (+6,9%). In flessione la fonte di produzione eolica (-0,8%).

Dal Comunicato stampa Terna

I nostri grafici

Per comprendere facilmente con un semplice sguardo abbiamo realizzato come al solito alcuni grafici con i dati forniti da Terna.

La produzione nazionale dal 2009

Nel mese di Agosto si registra un incremento della produzione nazionale dell'1,9% rispetto ad Agosto 2018. La quota di produzione delle centrali termiche è cresciuta del 6,9% mentre, tra le rinnovabili, si ha una diminuzione dell'eolico, -0,8%, salgono la fonte idroelettrica -4,7%, il  geotermico con un +02,5%, cresce  il fotovoltaico del +6,9%.

Il grafico per anno solare ci rivela che ad Agosto2019 la produzione nazionale risulta essere collocata ad un livello alto negli ultimi 11 anni presi in considerazione nei nostri grafici con 26,5 miliardi di kWh, ovvero +1,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, praticamente al secondo posto solo dopo il 2012 .


Il grafico seguente rappresenta l'andamento della produzione nazionale come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese di riferimento. 


Adesso prendiamo in considerazione le singole componenti delle rinnovabili.

La produzione fotovoltaica negli ultimi anni suddivisa per anno solare. Vediamo una crescita del fotovoltaico con un +6,9% rispetto all'anno passato con 2.874 GWh, al secondo posto di sempre.



La produzione eolica negli ultimi anni suddivisa per anno solare, si colloca a metà con 744 GWh prodotti, con -0,8% rispetto al 2018 .



Qui sotto è la quantità di energia termoelettrica rapportata a tutte le rinnovabili.



Il grafico seguente mostra il ruolo di tutte le componenti nella produzione nazionale di energia, le rinnovabili (idroelettrica + geotermica/eolica/fotovoltaica) 34,75% e la termica 65,25%.

Nota: nella nostra torta e in tutti i grafici del post abbiamo escluso le biomasse. Se includessimo le biomasse come fa Terna la produzione nazionale salirebbe al 35% 



Continuiamo con una novità inserita nei post da qualche mese a questa parte per i nostri grafici avendo avuto delle sollecitazioni da parte di lettori del nostro blog.

Il grafico delle rinnovabili come sommatoria dei 12 mesi precedenti al rilevamento ultimo, il primo con il solare, eolico, geotermico, a parte l'idroelettrico.


Negli ultimissimi mesi si rileva una risalita della produzione idroelettrica.







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martedì 17 settembre 2019

Il riciclo delle batterie agli ioni di litio in Europa


Un finanziamento di 4,7 milioni di euro per un progetto ReLieVe che riguarda un innovativo processo di ciclo chiuso per il riciclaggio delle batterie al litio sviluppato da EIT RawMaterials insieme a partner industriali quali Eramet, BASFe SUEZ.
L'obiettivo è quello di sviluppare un innovativo processo a ciclo chiuso per riciclare batterie al litio usate dai veicoli elettrici per consentire la produzione di nuove batterie al litio in Europa.

Il progetto prenderà il via nel mese di gennaio 2020, e per un periodo di due anni, ReLieVe effettuerà una serie di attività per lo sviluppo su larga scala di questo processo innovativo e la strutturazione di un settore industriale integrato: dalla raccolta e lo smantellamento della fine vita delle batterie fino alla produzione di nuovi materiali elettrodici.

 partner del progetto
I membri industriali del progetto insieme a Rawmaterials EIT sono leader nel loro settore:

SUEZ  per la raccolta e lo smantellamento delle batterie di fine vita.
ERAMET per lo sviluppo del processo di riciclo.
BASF  per la produzione di materiali attivi catodici.

Unitamente con i ricercatori accademici da  Chimie ParisTech e l'Università norvegese della scienza e della tecnologia (NTNU),  EIT Knowledge Triangle supporterà i partner del settore per accelerare la ricerca di soluzioni innovative. I membri industriali saranno sostenuti dal settore automobilistico che farà parte del comitato consultivo.

Daniel Schönfelder, Vice Presidente del Business Management, BASF Battery Materials Europe ha dichiarato che BASF, essendo uno dei principali fornitore di materiale attivo catodico ai produttori di batterie per veicoli elettrici, ha fiducia riguardo il riciclo delle batterie in quanto svolgerà  un ruolo sempre più importante nella diffusione della mobilità elettrica. Il loro impegno è di favorire un innovativo, sostenibile e competitivo  settore delle batterie in Europa insieme con i partner.

Lo sviluppo di nuove capacità europee di riciclo delle batterie agli ioni di litio permetterà di rispondere alla forte crescita di questo mercato nei prossimi anni, e alla questione della garantire l'approvvigionamento di materie prime necessarie per la transizione energetica dell'Europa. Inoltre, il processo di riciclo virtuoso risponde alle sfide essenziali delle prestazioni sostenibile attraverso il suo risparmio sulle materie prime.

Essenziale è  il recupero di elementi come il nichel, cobalto, manganese e litio in prodotti di qualità per le batterie. 

Jean-Marc Boursier, SUEZ COO e Senior Executive VP Group in charge of Northern Europe and IWS Europe ribadisce il loro orgoglio nel portare la nostra esperienza e contribuire al riutilizzo di fine del ciclo di vita dei componenti della batteria attraverso questa partnership. Si prevede che siano trattate 50.000 tonnellate di batterie da riciclare entro il 2027 in Europa e potrebbero essere moltiplicate per dieci volte entro il 2035. Con il progetto ReLieVe, SUEZ sta sostenendo lo sviluppo di approcci alternativi per le soluzioni circolari in grado di fondersi con la mobilità urbana sostenibile.


Comunicato EIT




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venerdì 13 settembre 2019

Consumi di energia elettrica in Italia in leggera flessione ad Agosto


Consumi di energia elettrica in Italia stabili ad AgostoIn crescita la produzione di energia idrica, geotermica e fotovoltaica.

Nei primi 8 mesi del 2019 domanda stazionaria rispetto al corrispondente periodo del 2018

Nel mese di agosto 2019, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 26,5 miliardi di kWh, in leggera flessione (-0,2%) rispetto allo stesso mese del 2018. Tale risultato è stato ottenuto con un giorno lavorativo in meno (21 vs 22) e con una temperatura media pressoché uguale rispetto ad agosto 2018. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura porta a una variazione positiva dello 0,6%.

La domanda dei primi otto mesi del 2019 risulta stazionaria rispetto al corrispondente periodo del 2018. Anche in termini rettificati la variazione resta nulla.

A livello territoriale la variazione tendenziale di agosto 2019 è risultata disomogenea: negativa al Nord (-3,1%) e positiva al Centro (+1,8%) e al Sud (+4,1%).

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta ad agosto 2019 ha fatto registrare una variazione lievemente negativa (-0,2%) rispetto al mese precedente (luglio 2019). Tale risultato, anche se in flessione, mantiene il profilo del trend su un andamento leggermente crescente.

Nel mese di agosto 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per il 91,6% con produzione nazionale e per la quota restante (8,4%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,4 miliardi di kWh) è risultata in aumento rispetto ad agosto 2018 (+1,9%). In crescita le fonti di produzione termica (+0,4%), geotermica (+2,5%), idrica (+4,7%) e fotovoltaica (+6,9%). In flessione la fonte di produzione eolica (-0,8%).

Dal Comunicato stampa Terna


I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone in alto tra i livelli di consumo degli ultimi 14 anni.



Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna comunque una tendenza ondeggiante con una forte discesa a partire da metà dello scorso anno.


Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 74 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 mentre nel 2018 vediamo alti e bassi e la predominanza negativa nei primi mesi del 2019.


Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Ultimamente siamo in una fase di curva incerta.


Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.



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giovedì 12 settembre 2019

Ricercatori collegati con Tesla stanno realizzando una batteria che potrebbe durare 1,6 milioni di chilometri


Un gruppo di ricerca collegato con la Tesla ha sperimentato batterie pouch (sacchetto)  che hanno una durata di decenni e possono funzionare un milione di miglia,  adatte per essere utilizzate sui camion e taxi a guida autonoma, secondo quanto si legge in un articolo di Wired.com pubblicato ieri online.

Già nel mese di aprile a Palo Alto, in un evento presso la sede di Tesla, Elon Musk aveva preannunciato davanti a una folla di investitori che entro la metà del 2020 Tesla avrebbe messo un milione di taxi 'Level 5' (cioè a guida completamente autonoma) nelle mani dei clienti. Altro annuncio riguardava le batterie rivelando di essere sulla buona strada per ottenere una durata di almeno un milione di miglia (1,6 milioni di chilometri) senza richiedere alcuna manutenzione significativa. Ora, un articolo scientifico pubblicato da Jeff Danh, un accademico presso l'Università di Dalhousie nel Canada, suggerisce che la predizione di Musk potrebbe già essere possibile.

In un documento pubblicato nel Journal of della Electrochemical Society Dahn e AA forniscono prove dettagliate di un nuovo tipo di batteria che potrebbe funzionare più di un milione di miglia perdendo relativamente poco della loro capacità. In circostanze ideali, i ricercatori affermano che le batterie potrebbero durare per decenni e  per poco meno di due milioni di miglia.

Tali batterie dalla lunga durata sarebbero particolarmente utili per i veicoli che viaggiano molto più di una comune vettura media come i camion e i taxi così ed anche supporto 'mobile' della rete elettrica in caso di necessità, grid storage.

Secondo la  AAA Foundation for Traffic Safety Survey, l'automobilista medio americano guida un po' meno di 30 miglia al giorno. Una Tesla Model 3 ha una percorrenza di circa 300 miglia, a seconda del modello, il che significa che una singola ricarica può durare in media più di una settimana. Ma per i taxi e camion si richiede più percorrenza rispetto ai veicoli dei pendolari e tutti rischiano di esaurire l'intera capacità della batteria di 300 miglia in un solo giorno. E' su questa quota di mercato, con i veicoli che esauriscono le ricaricate quotidianamente, che Dahn gioca la carta della sua ricerca sulla quale si focalizza. Ha testato un nuovo tipo di batteria pouch agli ioni di litio che contiene grafite che si differenzia dalle batterie convenzionali che generalmente hanno forma  cilindrica.

Lo studio ha trovato che le batterie mantenute a 20 gradi Celsius hanno perso solo il 4% della loro capacità dopo essere completamente scaricate e ricaricata 3.400 volte nel corso di 2,25 anni. Mantenute a piena carica e conservate a 20 gradi Celsius le batterie non presentano nessuna perdita della loro capacità per oltre 1,3 anni. Si sono fatte prove a temperature più elevate, dove si è visto che  perdono il 3% della loro capacità se conservate per 1,3 anni a 40 gradi Celsius.

In realtà al momento Tesla  non fa proprie celle. I pacchi batterie realizzati presso lo stabilimento in Nevada sono fatti con celle Panasonic ma con questa ultima ricerca potrebbe essere possibile che Tesla riesca a possedere l'intero processo di costruzione delle batterie. 



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mercoledì 11 settembre 2019

Una domanda. Di chi è la colpa di parte del riscaldamento globale? Dei petrolieri, dei costruttori o degli automobilisti?


Come si dice: la domanda sorge spontanea leggendo uno dei comunicati ufficiali in occasione delle varie comunicazioni che riguardano le immatricolazioni delle auto in Italia. Vediamo se ci sono le prove per attribuire colpe in quota parte.
Il punto cruciale è costituito dalle emissioni di uno dei gas climalteranti per eccellenza, il biossido di carbonio, l'anidride carbonica, il CO2, emesso dalle auto, uno dei parametri dichiarati dalle case costruttrici per ciascuno dei loro modelli. Ad eccezion fatta delle auto elettriche tutte le altre auto, tutte le altre che hanno il motore termico, emettono CO2, da qui non si scappa. Facciamo una verifica andando a rileggere l'ultimo comunicato stampa dell'Unrae, l'associazione di categoria del settore automotive costituita dalle case automobilistiche estere che in Italia distribuiscono, vendono e assistono autovetture, veicoli commerciali, da noi pubblicato qui.

Il periodo che ci interessa recita: "La consueta analisi sulle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, conferma ancora l’inefficacia del Bonus/Malus a 6 mesi dalla sua introduzione. Nel periodo marzo-agosto le autovetture che beneficiano del Bonus, che nel complesso rappresentano lo 0,8% del mercato (0,5% un anno fa), segnano un incremento del 117% delle immatricolazioni per quelle fino a 20 g/km e un calo del 5,3% per quelle da 21 a 70 g/km. Nessun impatto significativo, invece, per quelle soggette al Malus che nel complesso crescono del 55%, con un +92,8% per la fascia da 161 a 175 g/km, +11,6% per quella da 176 a 200 g/km, +56,6% da 201 a 250 g/km, mentre rimane sostanzialmente stabile la fascia oltre i 250 g/km (+1,7%). Tali vetture coprono una quota di mercato del 3,5%, in crescita rispetto al 2,2% del marzo-agosto 2018."

Da ciò si capisce che per il CO2 si è avuta una crescita nonostante i disincentivi economici posti dal precedente Governo con la ecotassa Bonus/Malus. Chi ha soldi da spendere inquina e non gli interessa altro che soddisfare il proprio desiderio di possedere auto 'prestigiose' in particolare SUV.

Se il cliente finale ha la libertà di decidere sulla qualità del prodotto e la eticità del prodotto stesso in rapporto alla salute del pianeta, possiamo affermare che a questa quota di acquirenti non interessa per nulla il riscaldamento globale e il futuro del pianeta, o No? 

All'altro estremo c'è una quota di automobilisti, che non possono rinunciare o non vogliono rinunciare all'auto, ma che in qualche modo sembrano essere più consapevoli i quali scelgono le auto un po' meno inquinanti, infatti, sempre secondo il comunicato Unrae "un fortissimo incremento delle city car (seg. A): +66,5% nel mese, in crescita di oltre 8 punti di quota al 19,4% (16,7% negli 8 mesi)" e il progressivo abbandono del diesel in favore della benzina " sul fronte delle alimentazioni, in agosto il diesel riduce di oltre 1/3 i volumi immatricolati, fermandosi al 38,1% di quota di mercato con una perdita di 18,1 punti. La flessione negli 8 mesi è del 25% con una rappresentatività al 41,8% (-11,9 p.p.). Tutto ciò a vantaggio del benzina, che cresce nel mese del 45,2% in volume e di 14,7 punti percentuali in quota, raggiungendo il 43,8% del totale." Parimenti crescono le elettriche, sia pur con numeri piccolissimi, e ancor più le ibride che superano addirittura le immatricolazioni delle auto a metano.


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martedì 10 settembre 2019

Quasi il 50 per cento di spostamenti in città potrebbero essere effettuati con le bici e scooter elettrici


Una nuova ricerca INRIX (*)   è stata portata avanti negli Stati Uniti, Regno Unito e alcune città tedesche in cui la micromobilità può avere il maggior potenziale. La micromobilità (costituita da biciclette condivise, e-bike e scooter elettrici) ha il potenziale per offrire sostanziali benefici per i consumatori e le imprese di tutto il mondo, compresi i viaggi efficienti e convenienti economicamente, riduzione di traffico e congestioni, riduzione delle emissioni dannose delle auto e una spinta per l'economia locale.

Secondo la National Association of City Transportation Officials, gli scooter sono spesso utilizzati per i viaggi tra un mezzo miglio e un miglio, mentre distanze in bicicletta sono in genere tra un miglio e tre miglia. Analizzando più di 50 milioni di spostamenti in auto anonime, INRIX Research ha rilevato che il 48% di tutti gli spostamenti in auto nelle più congestionate aree metropolitane degli Stati Uniti sono meno di tre miglia (20%> 1 miglio, il 16% 1-2 miglia e il 12% 2-3 miglia). Se una frazione di questi viaggi di auto fossero sostituiti con scooter elettrici e bici, le città americane potrebbero trarre vantaggi significativi.

Analizzando trilioni di dati anonimi da centinaia di milioni di dispositivi collegati, INRIX ha classificato le città americani, le città inglesi e tedesche dove i servizi micromobilità hanno il maggior potenziale per ridurre i viaggi dei veicoli. Qui sotto la classifica degli USA.


Per dimostrare il potenziale beneficio di una città per la micromobilità condiviso, INRIX ha analizzato e costruito mappe di calore a segnare e visualizzare i risultati per New York City.



La micromobilità affronta un futuro promettente, sostituendo spostamenti con veicoli a breve distanza fornendo soluzioni di primo e dell'ultimo miglio attualmente poco servite dal trasporto pubblico. Il successo finale di queste nuove modalità sarà basata su due fasi fondamentali: le città devono avere una chiara comprensione di dove posizionare meglio micromobilità;  le città che hanno gli strumenti necessari per interagire e gestire questi servizi. Sfruttando i dati di viaggio e intuizioni in grado di fornire una visione fondamentale di come le persone si muovono attraverso reti stradali di una città.

Per lo studio andare a questo indirizzo.

(*) INRIX è una società privata con sede a Kirkland, Washington, USA. Fornisce dati e analisi basati sulla posizione, come traffico e parcheggi, alle case automobilistiche, alle città e alle autorità stradali di tutto il mondo e alle applicazioni di navigazione. (Wikipedia)


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lunedì 9 settembre 2019

Il consumo di gas in Italia sale ad Agosto 2019 del 3,8%, scende la produzione nazionale -12.8%


Nell' ottavo mese dell'anno si registra un incremento del consumo del gas in Italia, il +3,8% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, che corrisponde al quinto mese consecutivo, come possiamo vedere nei grafici in basso sui dai dati forniti puntualmente dalla Snam pubblicati nel proprio sito web.
Con questi dati Snam possiamo inoltre affermare che il consumo di gas nei primi otto mesi dell'anno risulta superiore del 4,9rispetto allo stesso periodo dell'anno passato.
Utilizzando questi ultimi dati della Snam, ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontando i consumi con quelli dei mesi e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I dati Snam, per esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostandosi di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 14 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 

I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Agosto 2019, come si è detto, sale del 3,8% rispetto allo stesso mese dell'anno passato  ovvero quantitativamente abbiamo  messo in rete e bruciato 4.112.35  milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 3,962  milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2018. 


Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza di linee blu positive interrotte saltuariamente  mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi mesi del 2018 per poi mostrare segni positivi negli ultimi mesi del 2019.


Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017, scende progressivamente da metà anno 2018 per poi tornare a risalire recentemente per portarsi ai livelli del 2017.


Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale ad Agosto 2019 con un segno negativo, l'ennesimo,  - 12,8 % circa rispetto allo stesso mese del 2018 con 375,9  milioni di metri cubi (dato provvisorio) prodotti.



La linea tendenziale va verso il basso, come è evidenziato dal grafico qui sotto riportato relativo alla quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, ritorna a inesorabilmente a scendere.


Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta superiore da parte del settore  dell'industria o  quello delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo con un Post dedicato.


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venerdì 6 settembre 2019

La Fiat FIAT cesserà la produzione della 500 elettrica in Nord America


Secondo fonti ufficiali della FCA (Fiat Chrysler Automobiles) del 1 Settembre 2019 la FIAT interromperà la produzione della Fiat 500 elettrica in Nord America. L'attuale produzione durerà per tutto il 2019 e 2020.

Il comunicato è scarno e non si altro. Dal testo non capisce se verrà completamente dismessa, se sarà prodotta da altre parti, se verrà sostituita da altri modelli.


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giovedì 5 settembre 2019

Le vendite delle auto elettriche +181,1% e ibride +5,6% a Agosto 2019



Col post dell'altro giorno abbiamo visto che a Agosto 2019 le immatricolazioni in Italia delle auto sono diminuite  del 3,1% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, segnando ancora una volta l'ennesimo tonfo delle auto diesel -27,3%, secondo il comunicato stampa dell'Unrae sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Continuano a crescere le vendite delle vetture ibride che segnano un +5,6% in Agosto. Le vetture elettriche crescono a tre cifre con il 181,1% in Agosto. Insieme, ibride ed elettriche conquistano una quota di mercato del 5,4%

Nei primi 8 mesi, quindi, le auto elettriche hanno un incremento del 108,7% e le ibride del 25,7%  accrescendo insieme  la quota di mercato portandola a 5,4%

nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

Ad Agosto 2019 le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche hanno ottenuto il nuovo record del mese rispetto agli anni precedenti, esattamente 534 auto,  con una performance del 181,1%  rispetto all'anno passato, e un +108,7 negli 8 mesi del 2019. Buoni risultato anche grazie agli incentivi statali per l'acquisto delle auto elettriche, fino a 6 mila euro con rottamazione, 4 mila senza rottamazione.



Le auto ibride

Record anche per le auto ibride nel mese di Agosto dal punto di vista numerici  e statistici essendo state immatricolate 4.379 unità, il + 5.6% nel mese e +25,71% negli 8 mesi del 2019. Stesso discorso per gli incentivi che sono scattati dal 1° Marzo anche  per le ibride sia pur più bassi, 2.500 euro e 1.500 con o senza rottamazione.



L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.


L'introduzione mensile delle auto elettriche è lo 0,6%  mensile e 0,2% negli  8 mesi del 2019 del mercato totale mentre le ibride sono rispettivamente al  4,9 %  e  4,1% .


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute ad Agosto 2019.

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :



  1 SMART FORTWO  137 unità,
2  RENAULT ZOE 98,
       3 TESLA  MODEL 3       71.

Negli 8 mesi:

1  RENAULT ZOE  1.657,
  2 TESLA  MODEL 3   1.164,
    3 SMART FORTWO 1.036.


Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :

1 TOYOTA RAV 623,
2 TOYOTA C-HR 567,
      3 TOYOTA COROLLA 513.

Negli 8 mesi:

1 TOYOTA RAV4 16.265,
  2 TOYOTA C-HR 11.115,
     3 TOYOTA
YARIS 6.994.



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mercoledì 4 settembre 2019

Consumi di energia elettrica in Italia a Luglio 2019 +3,1%



Dopo cinque mesi, torna in crescita la produzione di energia idrica (+9,2%).

Il 25 luglio, tra le ore 16 e le ore 17, è stata raggiunta una potenza pari a 58.219 MW, valore che rappresenta il picco dell’anno.

Nel mese di luglio 2019, secondo quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, la domanda di elettricità in Italia è stata di 31,4 miliardi di kWh, in crescita del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2018. Tale risultato è stato ottenuto con un giorno lavorativo in più (23 vs 22) e con una temperatura media pressoché uguale rispetto a luglio 2018. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura porta a una variazione positiva dell’1,5%.

La domanda dei primi sette mesi del 2019 risulta stazionaria rispetto al corrispondente periodo del 2018. In termini rettificati la variazione è pari a -0,1%.

A livello territoriale la variazione tendenziale di luglio 2019 è risultata ovunque positiva: +3% al Nord, +3,8% al Centro e +2,9% al Sud.

In termini congiunturali, il valore destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura dell’energia elettrica richiesta a luglio 2019 ha fatto registrare una variazione lievemente positiva (+0,4%) rispetto al mese precedente (giugno 2019). Tale risultato mantiene il trend su un andamento leggermente crescente.

Nel mese di luglio 2019 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’88,8% con produzione nazionale e per la quota restante (11,2%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (28 miliardi di kWh) è risultata in aumento rispetto a luglio 2018 (+6,7%). In crescita le fonti di produzione eolica (+0,6%), geotermica (+2,1%), termica (+7,9%) e idrica (+9,2%) che è tornata positiva dopo 5 mesi di calo. In flessione la fonte di produzione fotovoltaica (-0,9%).

La potenza massima richiesta a luglio 2019 è stata di 58.219 MW, registrata il giorno giovedì 25 tra le ore 16 e le ore 17, e rappresenta, al momento, il valore più alto del 2019.

Dal Comunicato stampa Terna



I nostri grafici


Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anno solare. Il consumo del mese si pone in basso tra i livelli di consumo degli ultimi 14 anni,  più basso solo rispetto al 2015.




Per una migliore lettura degli ultimi 9 anni vediamo il grafico sottostante che permette di localizzare il consumo negli anni recenti.



Qui vediamo, dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza che rivelano una linea che negli ultimi mesi segna comunque una tendenza ondeggiante con una forte discesa a partire da metà dello scorso anno.





Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 75 mesi, ciascuno dei quali si confronta con lo stesso mese dell'anno precedente. Essendo percentuali che si riferiscono allo stesso mese dell'anno precedente il grafico mostra bene la progressione positiva e negativa di anno in anno. Dopo la significativa crescita della maggior parte dei mesi estivi del 2015, si nota un forte calo nell'anno successivo, 2016,  per poi invertire nuovamente con un rialzo nel 2017 mentre nel 2018 vediamo alti e bassi e la predominanza negativa all'inizio del 2019 seguita dal segno positivo negli ultimi due.



Adesso prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi come sommatoria dei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese trascorso. Esso disegna il crollo progressivo. Negli ultimi mesi la silouette disegna alti e bassi con i picchi sempre meno elevati e valli più profonde. Un paio di anomalie vengono dalle crescite dei consumi nei mesi estivi degli ultimi due anni a causa delle condizioni climatiche contingenti, dovuti al riscaldamento globale, a cui si è aggiunta la chiusura francese per le 12 centrali nucleari in revisione a cavallo del 2016/2017, energia da noi prodotta e non importata per i nostri bisogni. In generale si vedono curve con picchi sempre più bassi e minimi più profondi. Ultimamente siamo in una fase di curva che tutto sommato volge verso una lenta discesa.



Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.



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