Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 19 luglio 2018

Fatturato e ordinativi dell’industria salgono a Maggio 2018


A maggio si stima che il fatturato dell’industria cresca su base congiunturale dell’1,7%, registrando un aumento per il terzo mese consecutivo; nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo cresce dello 0,4% sui tre mesi precedenti.

Anche gli ordinativi registrano una variazione congiunturale positiva (+3,6%), che segue la flessione del mese precedente (-0,6%). Nella media degli ultimi tre mesi sui tre mesi precedenti si registra, tuttavia, una riduzione pari all’1,1%.

La dinamica congiunturale del fatturato a maggio mostra andamenti simili su entrambi i mercati, con una crescita dell’1,6% sul mercato interno e dell’1,8% su quello estero. Invece, l’incremento congiunturale degli ordinativi è più rilevante per le commesse raccolte sul mercato estero (+5,5%) rispetto a quelle provenienti dal mercato interno (+2,2%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali diffusi a tutti i raggruppamenti principali di industrie; la variazione positiva maggiore è quella relativa all’energia (+5,8%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come a maggio 2017), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 5,0%, con incrementi del 4,5% sul mercato interno e del 5,8% su quello estero.

I settori che registrano le variazioni tendenziali più rilevanti sono quelli dei prodotti petroliferi raffinati (+24,4%) e dei prodotti farmaceutici (+13,2%), mentre il settore dei prodotti elettronici e ottici mostra la flessione maggiore (-4,4%).

L’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento tendenziale del 4,9%, con un incremento maggiore per il mercato estero (+8,1%) rispetto a quanto rilevato per il mercato interno (+2,8%). Il settore che registra il maggiore incremento è quello dei prodotti elettronici e ottici (+18,3%), mentre l’unica flessione si rileva per il settore del legno e della carta (-0,5%) .

Comunicato Istat




nostri grafici con i dati forniti dall'Istat.


Fatturato



Ordinativi



 










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mercoledì 18 luglio 2018

I consumi petroliferi a Giugno 2018, + 0,7%

Stando a dati ancora provvisori, nel mese di giugno 2018 i consumi petroliferi italiani sono ammontati a oltre 5,1 milioni di tonnellate, con un incremento pari allo 0,7% (+37.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017.

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di giugno è risultata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,1 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,3% (+8.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017, riconducibile all’ampliamento nel 2018 del campione dei denuncianti.

I prodotti autotrazione, a parità di giorni lavorativi, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento del 3,4% (-23.000 tonnellate) mentre il gasolio autotrazione un incremento dell’1,5% (+31.000 tonnellate) rispetto a giugno 2017.

Nel mese di giugno le vendite sulla rete di benzina hanno segnato un decremento del 3,5%, mentre per il gasolio la variazione è stata del +0,9% rispetto a giugno 2017.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 7,1%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 52,5% del totale (era il 58,6% nel giugno 2017), mentre quelle di benzina il 33,2% (era il 29,8% nel giugno 2017).

Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato, sale il peso delle ibride al 6,6%, del gpl al 6,0%, stabile quello del metano al 2,8% e delle elettriche allo 0,3%.

Nei primi sei mesi del 2018 i consumi petroliferi complessivi sono stati invece pari a 29,6 milioni di tonnellate, con un incremento del 4,0% (+1.137.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017.

Da segnalare il trend in continua crescita del carboturbo (jet fuel) che, nello stesso periodo del 2018, sale del 10,9%.

Nei primi sei mesi del 2018, la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), è stata pari a circa 15,4 milioni di tonnellate, con un incremento dell’1,8% (+267.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017. Tali dati sono ancora provvisori, anche se sostanzialmente consolidati per il primo trimestre dell’anno, in attesa che si completino le verifiche del Ministero dello Sviluppo Economico su quelli ricevuti dai nuovi denuncianti che commercializzano in prevalenza tali prodotti.

La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione dell’1,6% (-58.000 tonnellate), mentre il gasolio un aumento del 2,8% (+325.000 tonnellate).

Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in calo dell’1,4%, con quelle diesel a coprire il 53,7% del totale (era il 56,5% nei primi sei mesi del 2017) e quelle a benzina il 33,7%.

Le auto ibride hanno coperto il 3,9% delle nuove immatricolazioni, le elettriche lo 0,2%, quelle alimentate a GPL e a metano rispettivamente il 6,1% e il 2,4%.

Si ricorda, come di consueto, che nella valutazione dei suddetti dati, a partire dalla rilevazione mensile di gennaio 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha integrato la propria metodologia di rilevazione per tener conto della evoluzione del mercato, quale emerge da varie fonti amministrative, caratterizzato da un continuo ricambio dei nuovi operatori, progressivamente ricompresi nel campione statistico.

Tale integrazione, che rappresenta un elemento di discontinuità rispetto agli anni precedenti, consentirà a regime di avere, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, statistiche sempre più rispondenti alla dinamica del mercato e quindi più coerenti con gli altri indicatori macroeconomici e con l’andamento degli altri Paesi UE.

Comunicato Stampa dell'Unione Petrolifera


 I nostri grafici 

Qui di seguito sono i nostri grafici preparati grazie ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico riguardanti il consumo di petrolio. Dedicheremo a parte un post sul consumo dei carburanti nei prossimo giorni.

Il petrolio


Il grafico con i consumi di petrolio per anno solare. Il consumo del mese appena trascorso  ha una posizione ai livelli dell'anno precedente e simili nei confronti degli ultimi 13 anni presi in considerazione avendo consumato lo 0,7% in più rispetto allo stesso mese del 2017.




Il grafico dei consumi con i mesi in sequenza dal Gennaio 2006. La curva rivela una consistente diminuzione in fase di stabilizione.

Il grafico seguente è relativo ai consumi sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento partendo dal dicembre 2006. Dopo una risalita partita all'inizio del 2015 si nota una lenta tendenza verso il basso con una ripresa dei consumi dal 2018.



Il grafico delle percentuali mese su mese dell'anno precedente dal Gennaio 2006. Altalenante dalla metà del 2016 fino ad oggi.



Prossimamente con i grafici il consumo dei carburanti con un post dedicato.






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martedì 17 luglio 2018

Il Parlamento non ratificherà l’accordo Ceta

Ancora una volta il settore agroalimentare è stato merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale”.  E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per l’annuncio del vice premier e Ministro delle Sviluppo Economico Luigi di Maio sulla mancata ratifica del Ceta da parte dell’Italia all’Assemblea della maggiore organizzazione agricola europea.

Di Maio ha dichiarato che a breve l’accordo commerciale tra Ue e Canada arriverà in Parlamento “e questa maggioranza lo respingerà”.  Una linea che non ammette defezioni: ”Se anche un solo funzionario  italiano – ha aggiunto il vice premier- continua a difendere trattati scellerati come il Ceta sarà rimosso”.

Si tratta di difendere il patrimonio agroalimentare nazionale contro un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia contro il quale – precisa Moncalvo – si è sollevata una vera rivolta popolare che – continua Moncalvo – ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale dove hanno già espresso contrarietà 15 regioni, 18 province 2500 comuni e 90 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine.

Per l’Italia l’opposizione è giustificata dal fatto che con il Ceta per la prima volta nella storia l’Ue legittima in un trattato internazionale – denuncia Moncalvo  – la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma può anche essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada falso Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan.

Non è un caso che in netta controtendenza all’aumento fatto registrare sui mercati mondiali, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in Canada – riferisce Moncalvo – sono diminuite in valore dell’10% nel primo trimestre del 2018, quello successivo all’entrata in vigore in forma provvisoria il 21 settembre 2017 dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea (Ceta) che avrebbe dovuto frenare le imitazioni e migliorare l’accesso al mercato.

La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – continua Moncalvo – si è dimostrata essere soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi, dal Giappone al Messico, dall’Australia alla Nuova Zelanda fino ai Paesi del Sudamerica (Mercorsur) che sono stati così autorizzati a chiedere lo stesso tipo di concessioni. Secondo la Coldiretti su un totale di 294 denominazioni italiane riconosciute, ben 250 non godono di alcuna tutela nel trattato e la situazione non è molto diversa per gli altri accordi conclusi o in itinere.

Il risultato è il falso made in Itala agroalimentare ha raggiunto il valore di oltre 100 miliardi di euro – conclude Moncalvo – continuando a circolare liberamente nel mondo utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale.

Il Ceta – precisa la Coldiretti – prevede l’azzeramento strutturale dei dazi per l’importazione dal Canada del grano dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosato nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. E pesa anche – continua la Coldiretti – l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero da un Paese dove si utilizzano ormoni della crescita vietati in Italia. L’accordo – conclude la Coldiretti – è entrato in vigore in tutta l’Unione Europea ma è fortemente osteggiato tanto che al momento si sono espressi a favore solo 11 Paesi su 28 ossia Danimarca, Lettonia, Estonia, Lituania, Malta, Spagna, Portogallo, Croazia, Repubblica Ceca, Austria e Finlandia.

Fonte Coldiretti 



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lunedì 16 luglio 2018

Ricarica wireless da 200 kW per i bus nel Tennessee


Momentum Dynamics Wireless Charging System
E' stato installato un sistema di ricarica wireless da 200 kilowatt per supportare l'utilizzo di autobus elettrici, quindi a emissioni zero, a Chattanooga, nello Stato del Tennessee. Il sistema è situato all'interno del Chattanooga Area Regional Transportation Authority (CARTA) da utilizzare per il parco di navette che rende pratica la ricarica automaticamente durante il carico e scarico dei passeggeri. Il caricatore senza fili (wireless) di Momentum è certificato conformemente allle direttive dei campi elettromagnetici UL ed è diventato operativo il 26 Giugno 2018 .

Lisa Maragnano, direttore esecutivo di CARTA ha detto: "Siamo entusiasti di questa opportunità per ampliare la nostra flotta di bus elettrici che migliorano i servizi forniti ai cittadini di Chattanooga e Hamilton County con una migliore qualità della vita. Attraverso la partnership con Dynamics  e BYD, i nostri nuovi autobus elettrici a carica rapida, sono efficienti e ad emissioni zero e sono in grado di  funzionare per tutto il giorno."

La carica ad elevata potenza rappresenta una pietra miliare fondamentale nella crescente flotta di autobus municipali elettrici a batteria nel al mondo. Gli autobus elettrici sono in grado di  ridurre a zero localmente le emissioni di scarico tossici riducendo drasticamente al contempo i costi di esercizio. Il sistema di ricarica Momentum è sicuro, veloce, efficiente e ha il più basso costo totale per qualsiasi altra soluzione di ricarica ad alta potenza. Il sistema è installato in sede stradale, il che permette all'autobus di essere ricaricato più volte al giorno durante le soste programmate. In questo breve periodo di tempo, la batteria del bus riceve energia sufficiente per permettere al bus di completare un altro giro, consentendo così percorrenze pratiche illimitate.

Il CEO di Momentum, Andrew Daga, ha aggiunto che la percorrenza limitata è stato sempre considerato un blocco chiave per l'adozione di veicoli elettrici. Per sostituire autobus a combustibili fossili con autobus elettrici deve essere presa in considerazione un'alternativa alla di ricarica notturna plug-in  per consentire percorrenze estese. La ricarica Wireless On-route permette a un bus elettrico di operare in tutti i percorsi in ogni città con range illimitato.

Il caricabatterie wireless Momentum® installato presso CARTA è la seconda installazione in Nord America con potenze di 200 kilowatt. Fa seguito all'installazione recente per il collegamento di Wenatchee, vello stato di Washington. Ulteriori sistemi wireless di ricarica saranno installati negli Stati Uniti quest'anno e più installazioni sono previste per l'Europa nel 2019. Momentum è stato progettato e prodotto negli Stati Uniti e può essere utilizzato dalle auto elettriche, veicoli autonomi, e veicoli commerciali.

Fonte Prnewswire





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venerdì 13 luglio 2018

Si rinnova il settore elettrico italiano verso la transizione grazie alle fonti rinnovabili

Il settore elettrico italiano sta evolvendo molto rapidamente nell'ambito di una vasta transizione energetica legata al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità e sicurezza del sistema. Gli elementi più significativi del nuovo paradigma sono le energie da fonte rinnovabile, da integrare e gestire, l’efficienza energetica, la digitalizzazione delle reti e i sistemi di storage. 

È in atto un passaggio dal sistema tradizionale “monodirezionale” (produzione trasmissione → distribuzione → carichi) a un sistema più complesso e integrato con flussi di energia elettrica a più direzioni, ad alta volatilità e bassa prevedibilità. Per questo, i principali Transmission System Operator europei come Terna stanno ridisegnando strategie e investimenti sulle reti, tenendo conto soprattutto del forte impatto dello sviluppo delle rinnovabili.

In questo quadro diventa fondamentale la rilevazione di Terna dei dati pubblicati in questa sezione, focalizzati sulla consistenza, in numero di impianti e potenza installata, delle fonti rinnovabili in Italia.

Fotovoltaico

Gli impianti fotovoltaici sono composti da insiemi di pannelli che convertono l’energia solare in energia elettrica , uno o più gruppi di conversione da corrente continua in corrente alternata e altri componenti elettrici minori.


Eolico

Gli impianti eolici sono impianti di generazione basati su dispositivi come le pale eoliche in grado di convertire in energia elettrica l’energia cinetica del vento.



Idroelettrico

Gli impianti idroelettrici sono composti dall’insieme dei gruppi (turbina+alternatore) e delle opere idrauliche, civili ed elettromeccaniche, che concorrono allo sfruttamento di un corso d’acqua per la produzione di energia.


Geotermoelettrico e Bioenergie

Gli impianti geotermoelettrici sono impianti in grado di sfruttare l’energia geotermica proveniente dal sottosuolo per produrre elettricità. Le bioenergie rappresentano tutte le forme di energia prodotte da biomasse, bioliquidi e biogas.



Fonte Terna


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giovedì 12 luglio 2018

Grani antichi, quintuplicate le semine

Boom pasta da grani antichi, quintuplicate le semine. E’ boom in Italia per la coltivazione di grani antichi, come il Senatore Cappelli, che nella campagna 2017-2018 ha quintuplicato le superfici coltivate, passando dai 1000 ettari del 2017 ai 5000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base di dati di Consorzi Agrari d’Italia e Sis, società leader nel settore sementiero, dai quali emerge che le superfici seminate potrebbero ulteriormente raddoppiare già a partire dalla prossima stagione.

Mentre cresce il grano antico Made in Italy, – spiega Coldiretti – si sono invece letteralmente azzerate le importazioni di grano canadese nel primo trimestre del 2018, appena 200mila chili rispetto ai 181 milioni di chili arrivati nei nostri porti nello stesso periodo dell’anno precedente, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat. Si tratta degli effetti del generale riposizionamento dell’industria pastaia in una situazione in cui il Canada è stato a lungo il principale fornitore di grano duro dell’Italia per un quantitativo che nel 2017 è stato pari a 720milioni di chili a fronte di 4,3 miliardi di chili prodotti sul territorio nazionale.

In altre parole un pacco di pasta su sei prodotto nel nostro Paese era ottenuto con grano canadese. A determinare il drastico cambiamento è stato il fatto che in Canada il grano duro viene trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate in Italia, come denunciato più volte dalla Coldiretti.

Un crollo delle importazioni che – sottolinea Coldiretti – apre la strada alla piena valorizzazione del grano Made in Italy, seppur in una stagione che a livello quantitativo non ha dato i risultati attesi, seppur dal punto di vista della qualità si rilevi un buon contenuto proteico e buoni parametri. Secondo un primo monitoraggio di Coldiretti e Consorzi Agrari d’Italia sulla trebbiatura ormai avviata, si stima un calo della produzione di grano duro sui circa 1,3 milioni di ettari coltivati del 5-10% per cento rispetto allo scorso anno, con punte fino al 20% nelle zone del Sud Italia, per un totale nazionale di poco superiore alle 4 milioni di tonnellate. E’ il risultato – spiega Coldiretti – dei problemi registrati a livello climatico con il maltempo che ha colpito a macchia di leopardo distruggendo interi raccolti. Ma la produzione di grano duro arretra anche in Europa dove, secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Copa Cogeca, si avrà un calo del 4% rispetto allo scorso anno.

Un trend che non ferma comunque – rileva Coldiretti – la rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato.

E avanza anche la produzione di grano bio, con il più grande accordo tra Coldiretti e i Consorzi agrari d’Italia, che prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione. L’intesa ha una durata di tre anni con la possibilità di una proroga per altri due, per un totale di 5 anni.


Comunicato Coldiretti 


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mercoledì 11 luglio 2018

Produzione industriale a Maggio 2018, aumenta, rallenta l'export

A maggio 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,7% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio la produzione è diminuita dello 0,4% sul trimestre precedente.

L’indice destagionalizzato mensile mostra una crescita congiunturale in tutti i comparti; variazioni positive segnano l’energia (+1,2%), i beni intermedi (+0,9%), i beni strumentali (+0,4%) e i beni di consumo (+0,2%).

Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2018 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,1% (i giorni lavorativi sono stati 22 come a maggio 2017). Nella media dei primi cinque mesi la produzione è cresciuta del 2,8% su base annua.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a maggio 2018 variazioni tendenziali positive in tutti i raggruppamenti; crescono in misura apprezzabile i beni strumentali (+3,1%), l’energia (+2,2%) e i beni di consumo (+2,1%) mentre più limitato è l’aumento dei beni intermedi (+1,3%).

I settori manifatturieri che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+7,3%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,6%) e i macchinari e attrezzature n.c.a (+5,1%). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (-1,6%) e della metallurgia e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-1,0%).


Comunicato stampa Istat


I nostri grafici.
Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.



Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.


...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.

Intanto la Confindustria è un mese avanti ed ha già i suoi dati relativi al mese di Giugno oltre che Maggio 2018 riassunti nel seguente comunicato.


L’attività cresce in giugno e nel 2° trimestre (+0,2%) ma è frenata dal calo dell’export 

La produzione industriale italiana torna a crescere nel secondo trimestre 2018 ma avanza con un ritmo fiacco. La variazione congiunturale prevista nella media dei mesi primaverili è di +0,2%, dopo il calo dello 0,3% nel pri-mo trimestre. Tale dinamica è spiegata dal rimbalzo dell’attività rilevato in maggio (+1,1%, dopo -1,2% in aprile) e da una sostanziale stabilizzazione in giugno (+0,2%). La fiducia degli imprenditori manifatturieri, in graduale peggioramento da marzo, è coerente con un andamento debole della produzione industriale nei prossimi mesi, specie per il rallentamento della domanda estera.

In giugno il CSC rileva un aumento della produzione industriale dello 0,2% su maggio, quando è stato stimato un recupero dell’1,1% su aprile.

Nel secondo trimestre del 2018 si registra una variazione congiunturale di +0,2%, dopo -0,3% nel primo; il terzo trimestre eredita una variazione acquisita di +0,2%.

La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, avanza in giugno del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2017; in maggio è cresciuta del 3,1% sui dodici mesi. Seppure in rallentamento, l’incremento annuo della produzione media giornaliera resta robusto nell’ultimo bimestre e consolida il trend positivo iniziato 2 anni fa.

Gli ordini in volume aumentano in giugno dello 0,3% sul mese precedente (+2,4% su giugno 2017) e in maggio dello 0,6% su aprile (+3,2% annuo).
 Gli indicatori qualitativi relativi al manifatturiero hanno continuato a diminuire in maggio e giugno e segnalano il persistere di una sostanziale debolezza dell’attività anche nei prossimi mesi, soprattutto a causa del peggioramento della domanda estera. I giudizi e le attese degli imprenditori (Indagine ISTAT) sono, infatti, risultati meno positivi per i timori legati alle prospettive di crescita dell’export italiano, compromesse dalle aggressive politiche commerciali americane e dal contestuale (e prospettico) rallentamento della domanda dei principali partner europei. L’indebolimento della domanda estera è confermato anche dall’indagine trimestrale condotta presso le imprese esportatrici, tra le quali sono peggiorati i giudizi sul fatturato esportato nel secondo trimestre e sono divenute più negative le attese sulla dinamica della domanda estera nei mesi estivi; è, inoltre, aumentata la quota di imprese che lamenta la presenza di significativi ostacoli all’attività di esportazione. Anche il PMI manifatturiero (indagine IHS-Markit) conferma l’indebolimento della dinamica della produzione industriale per il più basso ritmo dell’export, dovuto soprattutto al calo delle commesse da parte di USA e Cina.

Comunicato Confindustria





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martedì 10 luglio 2018

Più di 18.000 veicoli elettrici immatricolati in Francia dall'inizio del 2018

The new Nissan LEAF the world best-selling_zero-emissions_electric
In Francia, il segmento dei veicoli elettrici ha superato le 18.000 immatricolazioni dall'inizio del 2018, secondo i dati di Avere France, l'associazione nazionale francese creata nel 1978 per promuovere l'acquisto e l'uso di veicoli elettrici e ibridi.

Il mercato dei veicoli elettrici è in aumento di nuovo nel mese di giugno con 3.240 unità. Il segmento supera le 18.000 immatricolazioni dall'inizio del 2018. Anche l'ibrido plug-in sta procedendo con 1.427 veicoli.

Dopo alcuni mesi sotto tono, il mercato delle autovetture elettriche è aumentato in modo significativo nel mese di giugno, essendo stati registrati 3.240 veicoli, di cui 74 modelli con range extender, contro 2.895 nel 2017. Ciò rappresenta un aumento del + 11,92% anno su anno, al contrario dell'intero segmento auto con tutte le alimentazioni possibili che supera che di poco il 4, + 4,10%.

La Renault ZOE mantiene il suo vantaggio e continua a portare le immatricolazioni delle auto elettriche con una quota di mercato del 60,90%, nonostante un aumento meno sostenuto: 1.928 modelli sono stati messi sulla strada (+ 2,44%).

Al secondo posto, la Nissan LEAF conferma il suo successo ed è cresciuta con un  + 143,01%  con 469 veicoli. La BMW i3 conserva il terzo posto con 182 nuove registrazioni, tra cui 74 unità con un range extender.

La Tesla Model S è balzata al quarto posto, nonostante un lieve calo delle immatricolazioni (- ,50%): 103 modelli sono stati registrati nel 2018 contro 109 nel giugno 2017. Le registrazioni della Smart ForTwo - 25.20% al di sotto delle 100 unità (95 contro le 127 nel mese di giugno 2017).

Nei primi sei mesi dell'anno, 14.381 unita di veicoli elettrici sono stati registrati contro 13.555 nello stesso periodo nel 2017 (ossia + 6,09%) a cui si aggiungono 614 equipaggiati del sistema range extender. La RenaultZOE (8.007), la NissanLEAF (2.248) e BMW i3 (range extender incluso: 1.258) sono i modelli registrati nel periodo.

Cécile Goubet, segretario generale della Avere-France ha dichiarato " Questo è il momento giusto per premere l'acceleratore: la diffusione di veicoli sta ampliando la rete di colonnine di ricarica che cresce a sua volta. Gli aiuti per compensare il costo superiore dei veicoli elettrici rispetto ai vicoli tradizionali devono essere mantenuti. E ' indispensabile continuare i nostri sforzi affinchè la mobilità elettrica diventi una soluzione naturale per il grande pubblico, al fine di garantire la transizione verso una mobilità più pulita . "

Per finire, nel mese di giugno 2018, sono stati registrati 859 veicoli commerciali elettrici, con un incremento del 61,16% rispetto al 2017, inoltre  1.427  veicoli ibridi plug-in sono stati registrati nel mese di giugno 2018, con un incremento del + 17,45% rispetto al 2017.









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lunedì 9 luglio 2018

Parte a breve il car sharing solo elettrico della Volkswagen

E' la stessa Volkswagen a comunicare nel proprio sito web la sua intenzione di offrire servizi di car sharing “a emissioni zero” in un prossimo futuro

Quattro i punti essenziali del programma 
■  Servizi coo Vehicle-on-demand 
■  inizio in Germania previsto per il 2019
■  rollout internazionale dal 2020, inizialmente nelle principali città in Europa, Nord America e Asia
■ la flotta sarà composto interamente di veicoli elettrici

 Questo è stato annunciato dal marchio Volkswagen Consigliere per le vendite, Jürgen Stackmann, durante un evento tenutosi a Berlino.

“Siamo convinti che il mercato di car sharing ha ancora del potenziale inespresso. È per questo che stiamo entrando in questo mercato con un concetto unico fornitore globale che copre tutte le esigenze di mobilità a breve raggio che richiede solo pochi minuti. Nostre flotte di veicoli on-demand consisteranno interamente in auto elettriche, e sarà quindi a emissioni zero, mobilità sostenibile. Questo è un modo intelligente per allentare la pressione sulle aree urbane”, ha concluso  Jürgen Stackmann. 

 I servizi di veicolo on-demand disponibili sulla piattaforma WE Volkswagen saranno gestiti da UMI Urban Mobility International GmbH, Berlino, una consociata interamente controllata da Volkswagen AG guidato dal CEO Philip Reth. UMI ha iniziato ad operare quest'anno con una squadra di circa mq. 30. Come Philip Reth ha commentato: “I nostri clienti si aspettano una flotta ecologica che li porta a destinazione velocemente e ad un prezzo equo - e questo è esattamente l'esperienza che abbiamo sarà la consegna”.

Vediamo se davvero parte qualcosa per togliere le auto inquinanti a carburanti tradizionali almeno dalle città.



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venerdì 6 luglio 2018

Il consumo di gas nei settori industriale ed elettrico a Giugno 2018

All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Giugno in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e nel settore industriale, nei due settori che meglio di altri ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese Giugno 2018 pubblicati dalla Snam, constatando una discesa di circa l' 11% rispetto allo stesso mese dell'anno passato.
Più interessanti diventano i grafici che riescono a spiegare più delle parole lo svolgersi dell'espansione o la contrazione dei consumi, asetticamente e inequivocabilmente.
I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è sceso del 10,8% circa vediamo quale dei due comparti ne ha risentito di più.

Il settore industriale 

Nel settore industriale si è avuto un minor consumo del corrispondente mese del 2017, -2,1%, circa 1.130,77 milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento rispettiìo agli ultimi 14 anni.



Il successivo grafico, che traccia i consumi sommando i precedenti 12 mesi rispetto all'ultimo mese di rilevamento, mostra una contrazione negli ultimi 2 mesi.




Il settore termoelettrico

Sorpresa per Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica che scende ancora nettamente rispetto al mese 2017 con poco più del 21circa, assestandosi nella zona bassa degli ultimi 14 anni. Si sono consumati circa 1.597,03 milioni di metri cubi (dati provvisori).



Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la notevole discesa dei consumi fino ad oggi  prendendo in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.





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giovedì 5 luglio 2018

Un esoscheletro per salvaguardare e migliorare le performance lavorative

Stanno testando su 30 addetti alla produzione di serie nella catena di montaggio di uno stabilimento Volkswagen a Bratislava, Slovacchia, un esoscheletro che riduce lo sforzo fisico e protegge il sistema muscolo-scheletrico, secondo quanto viene dichiarato dall'azienda produttrice che ha ideato la protesi, Ottobock Industrials. Fondata nel 1919 per fornire i veterani di guerra con i dispositivi ortopedici, Otto Bock con sede a Duderstadt, Germania, oggi è un leader, operante a livello mondiale di prodotti di tecnologia medica.

L'industria, viene affermato, sta affrontando sfide crescenti a causa della mancanza di specialisti qualificati e l'invecchiamento della manodopera perciò il produttore Med-tech Otto Bock sta rispondendo alla conseguente necessità di realizzare nuovi dispositivi. Sotto la direzione del Dott Sönke Rössing, soluzioni tecniche innovative saranno sviluppate per aiutare le persone a proteggere la loro salute nel lungo periodo in cui svolgono la loro routine di lavoro quotidiana.

Una delle prime aree di prodotto per Otto Bock Industrials sono quelli che vengono chiamati esoscheletro per l'overhead che impegnano soprattutto e affaticano le spalle. I sistemi di assistenza ortesi, che vengono indossati sul corpo, aiutano i dipendenti durante le impegnative attività di produzione come il montaggio ad altezza della testa o più in alto. Utilizzando l' exoskeleton si riduce lo sforzo fisico e si protegge il sistema muscolo-scheletrico. La soluzione innovativa chiamata Paexo è attualmente testato con 30 addetti alla produzione di serie a VW e secondo VW, è il più grande test pilota a lungo termine di esoscheletro in Europa. Il test durerà 3 mesi.

Fonte Ottobock Industrials

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