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domenica 22 settembre 2019

Commercio estero, è record per l’agroalimentare, +5,5%


Volano le esportazioni dell’agroalimentare nazionale che fanno registrare il record storico con un balzo del 5,5%. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati sul commercio estero dell’Istat nel primo semestre del 2019, rispetto allo stresso periodo scorso anno. Complessivamente – sottolinea la Coldiretti – sono stati esportati all’estero beni agricoli e alimentari per un totale di 21,4 miliardi nel corso del primo semestre dell’anno.

A spingere la domanda estera del cibo Made in Italy è – precisa la Coldiretti – il boom fatto registrare per le esportazioni in Usa dove si rileva un aumento del 11%, nonostante il clima di incertezza legato ai dazi minacciati dal presidente Trump contro una serie di prodotti europei. Buoni risultati – continua la Coldiretti – anche in Europa con aumenti del 5% in Francia e del 2% in Germania come in Gran Bretagna, nonostante la pressione della Brexit.

La Germania – continua la Coldiretti – si colloca al primo posto tra i principali italian food buyer seguita dalla Francia, dagli Usa e dalla Gran Bretagna. Il vino – sottolinea la Coldiretti – si classifica tra i prodotti alimentari Made in Italy piu’ esportati con un valore di 3 miliardi nel semestre, in aumento del 3% rispetto allo scorso anno.

Un trend che evidenzia – continua Coldiretti – la capacità del settore alimentare tricolore di intercettare la nuova domanda globale di alta qualità e tipicità che è tuttavia frenato dalla moltiplicazione delle imitazioni dei prodotti nazionali con il fenomeno del cosiddetto italian sounding che all’estero vale 100 miliardi di euro

“Per rafforzare e tutelare la presenza del Made in Italy sui mercati internazionali è importante trovare le necessarie sinergie tra l’attività diplomatica all’estero e quella economica” secondo il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che “esprime apprezzamento per l’ipotesi di trasferimento delle competenze del commercio estero alla Farnesina”. E’ importante supportare le esportazioni delle imprese – sottolinea Prandini – con un coinvolgimento delle Ambasciate, introducendo nella valutazione delle loro attività principi legati anche ai risultati commerciali a supporto del sistema economico nazionale, come già avviene in altri Paesi. Un cambiamento che deve essere sostenuto sul piano logistico con – conclude Prandini – trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo.


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sabato 27 luglio 2019

Commercio estero, record storico per l’alimentare (+9,4%)


Volano le esportazioni dell’alimentare nazionale che fanno registrare il record storico con un balzo del 9,4% che, per dimensione del settore, traina l’intero Made in Italy. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati sul commercio estero dell’Istat a maggio rispetto allo scorso anno. Si tratta in realtà – sottolinea la Coldiretti – del consolidamento del successo dell’alimentare nazionale nel mondo che nei primi cinque mesi dell’anno fa registrare un aumento record dell’8,3%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per un totale di 15 miliardi di euro.

A spingere la domanda estera del cibo Made in Italy è – precisa la Coldiretti – il boom fatto registrare per le esportazioni in Usa dove si registra un aumento del 13,7% nonostante il clima di incertezza legato ai dazi minacciati dal presidente Trump contro una serie di prodotti europei. Buoni risultati – continua la Coldiretti – anche in Europa con aumenti del 13,3% in Francia e del 4,2% in Germania, mentre rallenta l’andamento in Gran Bretagna con un -8,2% sotto la pressione della Brexit.

Un trend che evidenzia – sottolinea Coldiretti – la capacità del settore alimentare tricolore di intercettare la nuova domanda globale di alta qualità e tipicità ma anche i rischi determinati dalla tensioni internazionali che gravano sul comparto. A preoccupare è la minaccia di dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che – precisa la Coldiretti – ha stilato un black list che comprende quasi la metà dei prodotti agroalimentari italiani esportati in Usa, dal Prosecco al Parmigiano Reggiano, dal Pecorino Romano all’olio di oliva e molto altro.

Gli Usa – conclude la Coldiretti – si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna.

Fonte Coldiretti

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