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mercoledì 23 gennaio 2013

Una frana anche la produzione italiana delle due ruote a motore

L'ultimo comunicato stampa dell'ANCMA, l'Associazione Nazionale Ciclo Moto Accessori  che riunisce le Aziende italiane costruttrici di veicoli a 2 e 3 ruote, di quadricicli e di parti ed accessori che aderisce alla Confindustria, dichiara un forte disagio produttivo anche nel proprio settore, quello delle due ruote a motore, un settore che negli anni d'oro era trainante per l'industria nazionale. Tutto conforme alla situazione attuale italiana, come è per l'auto, gli autocarri e un po' tutto il resto, negativa a due cifre percentuali, pesantemente.

Vendite negative in Dicembre, come purtroppo accaduto nel corso di tutto il 2012, che comportano 4.014 veicoli immatricolati. In termini percentuali la perdita è pari al -29,8% rispetto allo stesso mese del 2011.

Le moto con 1.438 unità segnano un -14,6%; mentre gli scooter con 2.756 pezzi presentano un calo più consistente del -36,2%. Dicembre pesa solo il 2% delle vendite dell’anno, ma è preoccupante che negli ultimi 5 mesi ci sia stato un calo costante a 2 cifre. Non fanno eccezione i 50cc con solo 1.462 registrazioni e un - 40,5%.

Nel totale anno 2012 l‘immatricolato arriva a 206.422 veicoli con una flessione del -19,1%; di cui 147.119 scooter -14,5% e 59.303 moto -28,5%.

Il dettaglio per cilindrata conferma il segmento più grande degli scooter di 125cc con 57.214 veicoli e un +1,1% grazie al contributo significativo dei mezzi immatricolati da Poste italiane.

Abbastanza in linea con il calo del mercato i 150-200cc con 30.632 pezzi -16,8%.

In caduta libera i 250cc con 7.584 veicoli -46,7%, mentre i 300-500cc subiscono un travaso di volumi con 38.289 unità -38,5%, che si spostano a favore dei maxi-scooter con 13.400 immatricolazioni rispetto alle 2.126 dello stesso periodo dell’anno scorso, con decisa impennata dei nuovi modelli di maggiore cilindrata e prestazioni.

Le moto registrano flessioni su tutte le cilindrate, dal segmento più importante delle moto superiori ai 1000cc con 17.039 pezzi pari al -31,5%, a seguire i modelli tra 800 e 1000cc con 14.743 unità, e un -30,8%; poi le medie cilindrate tra 650 e 750cc con 12.875 moto -18,4%, le 600cc che dimezzano le vendite con 3.214 moto -50,7%. Infine le 300-500cc con 4.304 pezzi -17,2%, e le 125cc con 4.787 moto e un -27,8%.
Il trend dei segmenti evidenzia un record negativo per le naked con 17.437 vendite -34,2% e le custom con 6.318 immatricolazioni -34,5 %, seguono le sportive con 5.601 moto -29,7% e le supermotard con 4.715 unità e un -31,1%, meno pesante la flessione delle enduro stradali che diventano il segmento più cospicuo con 18.133 pezzi -21,6%, e infine le moto da turismo con 5.629 moto -21,8%.

Il totale annuo per i ciclomotori (50cc) si ferma a 48.674 registrazioni pari al -31,8%.

Complessivamente nel 2012 sono state vendute 255.096 due ruote a motore (immatricolazioni + 50cc), pari al -21,9% rispetto al 2011.

Prelevando i dati annuali dallo stesso sito web dell'Ancma ho realizzato il grafico seguente. Siamo a cifre che riguardano la produzione di due ruote a motore addirittura antecedenti al 1950, 323.058 unità contro le  255.096  del 2012. 


Come scrivevo sopra,  tutto conforme alla situazione attuale italiana, come è per l'auto, gli autocarri e un po' tutto il resto, negativa a due cifre percentuali, pesantemente.

Siamo tornati indietro di più di 60 anni.



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1 commento:

fardiconto ha detto...

Peccato per le due ruote: forse sono gli unici mezzi individuali che abbia senso costruire. Stiamo buttando via il bambino insieme all'acqua sporca.

E d'altronde come commentare una nazione che si permette di smantellare il trasporto ferroviario regionale nel bel mezzo di una crisi da carenza di carburante?