Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 30 aprile 2010

Incentivi per gli scooter elettrici (quasi) esauriti

A partire dal 15 Marzo, il governo italiano aveva messo a disposizione incentivi per 12 milioni di euro per incentivare l'acquisto di due ruote a motore elettrico ed endotermico.

Già nel primo giorno erano stati prenotati contributi pari al 30% dell'intero ammontare.

Dopo poco più di un mese da una tabella consegnata dal governo in commissione Attività produttive e Finanze alla Camera si rileva che sono stati erogati 11.252.097 euro dei quali 104 mila per gli scooter elettrici (l'1% arrotondato in eccesso!), di conseguenza ne rimangono solo 750 mila scarsi per raschiare il fondo.




Leggere anche:

Partono oggi gli incentivi per gli scooter elettrici. Quali scooter?

1.500 euro per gli scooter elettrici, ibridi

giovedì 29 aprile 2010

Sterzata UE a favore di norme condivise sulle auto elettriche e sistemi di ricarica

Antonio Tajani, commissario europeo all'Industria, ha presentato ieri a Bruxelles la strategia della Commissione UE per automobili elettriche e ad alta efficienza energetica per innescare la tecnologia verso gli obiettivi di Europa 2020 in fatto di crescita intelligente e sostenibile, ponendo le basi per un'industria dell'auto europea competitiva .

La nuova strategia europea creerà un quadro favorevole basato su un duplice approccio rivolta quindi a migliorare l'efficienza dei motori endotermici ed al contempo assicurare ai consumatori europei una mobilità a bassissime emissioni di carbonio.

La strategia intende anche porre in atto standard comuni per le automobili elettriche in modo tale che esse possano essere ricaricate ovunque nell'UE.
Il vice presidente della Commissione ha parlato di "un consenso senza precedenti" a favore di veicoli puliti, attesi con interesse e impazienza dai consumatori europei precisando che la Commissione si pone in modo "neutrale davanti alle scelte dell'industria sul tipo di auto meno inquinante", (i due 'pilastri' sono il motore a caldo e il motore a freddo), Tajani ha spiegato che la strategia prevede "40 azioni concrete che avranno impatto nel breve e nel lungo periodo".
E per quanto riguarda le auto elettriche, il commissario ha indicato le priorità che saranno rivolte alla sicurezza, promuovere norme comuni che consentano a tutti i veicoli elettrici di essere ricaricati ovunque nell'UE, incoraggiare l'installazione di punti di ricarica pubblicamente accessibili, di promuovere lo sviluppo di reti elettriche intelligenti, aggiornare le regole e promuovere la ricerca sul riciclaggio delle batterie.
Le aziende dell'Industria automobilistica del gruppo ACEA hanno osservato che i principali concorrenti europei, come gli Stati Uniti, Giappone e Cina, sono già un passo avanti. "Dobbiamo lavorare per il futuro - ha concluso il vice presidente della Commissione - e non ci sottraiamo alla sfida della competizione globale".

Cliccare per aprire il video
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mercoledì 28 aprile 2010

La Tesla e le batterie litio ioni Panasonic

L'impianto produttivo di Suminoe (Osaka, Giappone) della Panasonic inizierà la produzione di celle 3.1Ah per le batterie ricaricabili con la più alta densità di energia delle celle al litio disponibili sul mercato. Sarà in grado di produrre oltre 300 milioni di celle all'anno.

JB Straubel, Chief Technology Officer della Tesla, ha dichiarato di voler utilizzare queste celle per realizzare i pacchi batterie da installare a bordo della Tesla il cui modello Roadster sarà disponibile per clienti selezionati in Giappone. La Tesla ha già consegnato più di 1.000 Roadster a posti due ai clienti in Nord America.

Nell'immagine sopra riportata è possibile (intrav-)vedere una cella da 3,1 Ah, 3,6V tra le mani di Naoto Noguch, Presidente della Panasonic Energy Company, e di JB Straubel della Tesla CTO davanti alla Roadster con sullo sfondo la fabbrica di Suminoe.


Leggere anche:

martedì 27 aprile 2010

Francia. Bando di gara per l'acquisto di 50.000 veicoli elettrici

Nell'ambito del Piano nazionale per lo sviluppo di veicoli elettrici e PHEVs, l' UGAP (l’Union des groupements d’achats publics) segna l'inizio della procedura per l'acquisto cumulativo di 50.000 veicoli elettrici.

Jean-Louis Borloo, ministro di Stato, Ministro dell'ecologia, dell'energia, dello sviluppo sostenibile e del Mare, responsabile della tecnologia verde e negoziati sul clima e Christian Estrosi, ministro dell'Industria hanno presentato lo scorso 13 aprile il piano per lo sviluppo dei veicoli elettrici e ibridi.
Per garantire che i costruttori possano disporre di una domanda potenzialmente sufficiente per loro per iniziare a produrre i veicoli elettrici, in modo sicuro e su scala industriale, i ministri hanno annunciato il primo importante ordine con un volume stimato in 50.000 veicoli elettrici.

Con la partecipazione fra l'inizio e il gruppo di lavoro istituito nel febbraio 2009, su iniziativa di Jean-Paul Bailly - Presidente e CEO di La Poste, la UGAP, l'ufficio pubblico di acquisto, già molto presente nel settore dei veicoli , ha espresso la sua disponibilità a partecipare a questo progetto di importanza nazionale.

UGAP: coordinatore del gruppo

Il raggruppamento di ordini annunciati il 13 aprile scorso, la raccolta di una ventina di attori pubblici e privati e guidato dal Post Office ADP, Air France, Areva, Bouygues, FES, FESR, Eiffage, Orange France Telecom, GDF Suez, Gaz tonnellate di stazza lorda, GrDF, RATP, Saur, SNCF, SPIE, Suez Environment, Vinci e Veolia. E 'stato nominato coordinatore UGAP con l'incaricato di organizzare l'intera operazione.

Questa scelta è confermata dalla doppia giurisdizione di approvvigionamento UGAP di veicoli (quasi 22.000 nel 2009) e la gestione della flotta, in particolare a nome dello Stato, ed è specializzato in materia di appalti pubblici .

Quando l'offerta sarà stata fatta, tutte le autorità pubbliche ma anche aziende private che forniscono una missione di servizio pubblico potranno rivolgersi direttamente al UGAP per l'acquisto di veicoli elettrici selezionati.

Sono stati identificati tre i tipi di veicoli per soddisfare le esigenze:

uno dei veicoli commerciali leggeri (tipo van) con una capacità di carico di circa 3 m3
una compatta a due posti con una capacità di carico di circa 1 m3
veicoli specifici di quattro o cinque posti

Tra le specifiche richieste: Gli autoveicoli saranno in grado di raggiungere 110 km / h carico utile massimo, hanno una distanza di almeno 150 km, una connessione alla rete e garantire una manutenzione elettrica standard per l'intera area metropolitana. La possibilità è un recupero di 50 km (31 miglia) di serie dopo una carica di 15 minuti.


La scelta della procedura a "dialogo competitivo ", cioè uno scambio con ciascun candidato su tutti gli aspetti del progetto.

Al termine di questa fase di discussione, sulla base delle proposte presentate, i candidati dovranno presentare la loro offerta finale. Un esemplare di ogni veicolo sarà chiesto ai candidati e le prove saranno eseguite.
Dopo la procedura sarà firmato da ciascuno dei membri del gruppo di comandi, compresa la UGAP.

Il volume degli ordini

Il volume potenziale di ordini del gruppo è stimato a 50.000 veicoli. La procedura indica un impegno minimo di quasi 23.000 veicoli in tre tranche e un'operazione complessiva stimata di un miliardo di euro per la durata dei contratti o 4 anni.

Calendario

La fine della procedura dovrebbe essere completato entro la metà del 2011 in modo da lasciare il tempo di valutare i campioni che saranno stabiliti. Le prime consegne sono previste per la seconda metà del 2011.
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lunedì 26 aprile 2010

BYD fornisce ai tassisti cinesi le prime auto elettriche

Un dirigente della BYD, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha confermato al Wall Street Journal che entro il primo semestre del corrente anno l'azienda produttrice di batterie agli ioni di litio e auto sarà in grado di fornire un certo numero di vetture totalmente elettriche e6 ai tassisti di Shenzhen, l'importante città sud-orientale della Cina.

Subito dopo la fornitura di questo primo stock inizieranno le vendite.

Ricordiamo che una quota di partecipazione della BYD è in mano a miliardario tycoon americano Warren Buffett (MidAmerican Energy Holdings Co) intenzionato a portare negli USA la macchina e commercializzarla in tutto il paese. In Cina la BYD prevede di concentrarsi inizialmente sulle flotte "business" vendendo la E6 a tassisti e agenzie governative.

Wang Chuanfu, presidente della società cinese, ha dichiarato che si è sulla buona strada per lanciare la e6 negli Stati Uniti durante la seconda metà del 2010, un lancio che è considerato un test per calibrare le ambizioni globali del settore auto con tecnologia totalmente elettrica .

Il prezzo di riferimento attuale per la e6 BYD dovrebbe essere poco più di $ 40.000, molto competitivo rispetto ad alcuni rivali fra i più grandi.

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domenica 25 aprile 2010

Delibera dell'AEEG in materia di ricarica dei veicoli elettrici in ambito domestico

Il 21 Aprile nel sito web dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas è stata pubblicata la Delibera ARG/elt 56/10 "Disposizioni in materia di connessioni per l’alimentazione di pompe di calore a uso domestico e di veicoli elettrici. Modificazioni dell’Allegato A e dell’Allegato B alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 29 dicembre 2007, n. 348/07 " il cui testo in formato PDF lo potete scaricare a questo indirizzo.

A causa di una mia connaturata incapacità di leggere e soprattutto capire gli atti legislativi ho chiesto che mi venisse riassunto nei punti essenziali. Immagino comunque che spiegazioni esaustive  saranno fornite nel momento in cui l' Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas emetterà un comunicato stampa ufficiale. Riassumo succintamente le novità inquadrandole nel modo seguente:
  • in casa posso alimentare pompe di calore e auto elettrica (comma 2.2 lettera a) del TIT);
  • posso richiedere un secondo punto di prelievo per la pompa di calore e con questo posso ricaricare l'auto elettrica;
  • se ho il secondo punto di cui sopra posso installarne anche altri solo per la ricarica dell'auto elettrica (caso condominiale, ad. es.). 

Che cosa è l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (estratto dal sito web)

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas è un'autorità indipendente istituita con la legge 14 novembre 1995, n. 481 con funzioni di regolazione e di controllo dei settori dell'energia elettrica e del gas.
Un'autorità indipendente è un'amministrazione pubblica che prende le proprie decisioni in base alla legge istitutiva e ai propri procedimenti e regolamenti dotata di un elevato grado di autonomia nei propri giudizi e valutazioni rispetto all'esecutivo. I poteri di regolazione settoriale fanno riferimento alla determinazione delle tariffe, dei livelli di qualità dei servizi e delle condizioni tecnico-economiche di accesso e interconnessione alle reti, in servizi in cui il mercato non sarebbe in grado di garantire l'interesse di utenti e consumatori a causa di vincoli tecnici, legali o altre restrizioni che limitano il normale funzionamento dei meccanismi concorrenziali.
L'Autorità è un organo collegiale costituito dal Presidente e da quattro membri(1). I cinque componenti l'Autorità sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle attività produttive. Le designazioni effettuate dal Governo sono sottoposte al parere vincolante, espresso a maggioranza qualificata (due terzi dei componenti), dalle Commissioni parlamentari competenti.
I componenti sono scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore.

Quali sono le sue finalità generali?
L'Autorità ha il compito di perseguire le finalità indicate dalla legge n. 481 del 1995 con cui si vuole "garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza" nei settori dell'energia elettrica e del gas, nonché "assicurare adeguati livelli di qualità" dei servizi.
Le finalità indicate dalla legge istituiva devono essere perseguite assicurando "la fruibilità e la diffusione [dei servizi] in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori, ...". Il sistema tariffario deve inoltre "armonizzare gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti il servizio con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse". Le pubbliche amministrazioni e le imprese sono tenute a fornire all'Autorità, oltre a notizie e informazioni, la collaborazione per l'adempimento delle sue funzioni.

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sabato 24 aprile 2010

300 tonnellate ibrido elettrico con trolley

Ad integrazione del post precedente, è interessante vedere come viene attivato il trolley di un trasporto merci da 300 tonnellate, seguendolo per un breve tratto del suo percorso, per poi osservare come si distacca dalla catenaria continuando a viaggiare in modo 'normale' sulla strada fino a destinazione .




Non consideriamo questa modalità di trasporto solo una semplice curiosità relegata ad una nicchia ben determinata di utilizzo quanto piuttosto una esemplificazione spinta, estremizzata di ciò che potrebbe essere la migliore tecnologia per il trasporto passeggeri e merci di un futuro nemmeno tanto lontano nel tempo.

Veicoli totalmente elettrici assolutamente su gomma ( e non su binari come il tram) per la loro intrinseca libertà di muoversi su qualsiasi percorso, cittadino, extraurbano, autostradale e quindi ibridi. Ibridi elettrici al cento per cento avendo la possibilità di percorrere lunghi tratti traendo energia dalle catenarie e per tratti di disimpegno più brevi grazie all'energia accumulata in batterie e supercapacitori la cui ricarica avviene con il recupero di energia in frenata o tratti in discesa e direttamente dalla rete quando sono in movimento.

Ringrazio l'amico Ing. Silvano Robur che ha segnalato il video.


Leggere anche:

- La busvia elettrificata più lunga del mondo
- Il filocarro della Valtellina come modello del futuro
- Il bisnonno e il nonno del filobus
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venerdì 23 aprile 2010

Caro Rappresentante Politico, Le scrivo ...

Caro Rappresentante Politico nazionale (o locale):


La prego di contribuire a promuovere l'adozione dei veicoli elettrici del nostro paese.




Come vostro elettore, vi esorto a promuovere attivamente in tutto lo stato l'adozione di veicoli elettrici ad emissione zero come un investimento visionario (*).


In particolare, vi chiedo di:


- sostenere con forza la costruzione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici (EV) accessibili e affidabili all'interno del vostro distretto ed in tutto lo stato.

- consentire alle persone di installare rapidamente stazioni di ricarica EV a casa rendendo semplici le procedure di autorizzazione e incoraggiando lo nascita di controlli standard coerenti.



I veicoli elettrici a emissioni zero sono essenziali per realizzare gli obiettivi economici e di indipendenza energetica. La produzione di EV rafforza l'economia del nostro paese, migliorando la qualità dell'aria riducendo sulla strada il numero di auto e camion a carburanti derivati dal petrolio.



Ma per rendere possibile una realtà in cui l'adozione di veicoli a zero emissioni sia ampiamente diffusa, abbiamo bisogno di una rete di stazioni di ricarica estesa e capillare. E la facilitazione deve cominciare dalla nostra casa.


Purtroppo, le procedure per ottenere l'autorizzazione necessaria all'installazione presso la propria abitazione possono essere molto lunghe.



Il Suo interessamento è urgentemente necessario per evitare che i ritardi scoraggino l'adozione di EV, comprendendo anche la garanzia che gli ispettori locali siano disponibili e addestrati al fine di soddisfare la crescente domanda di EV.



Grazie per l'attenzione. Il Suo sostegno per le auto elettriche Vi porrà in prima linea tra coloro i quali vorranno dedicare il loro impegno per raggiungere l'indipendenza energetica, creando al contempo una migliore qualità della vita.


Cordiali saluti.

Nome Cognome


Questo è il testo dell'invito proposto ai dirigenti politici statunitensi attraverso una missiva da inviare al rappresentante politico locale. La Nissan lo ha inserito nel proprio sito web a disposizione di tutti i presenti e futuri fruitori, simpatizzanti di veicoli elettrici.

E', il caso di copiare? Potremmo farlo anche noi, qui in Italia, inviando la stessa lettera ai propri rappresentanti locali a prescindere dal colore politico possa essere il destinatario?

 

(*)  come fa notare Stefano nel commento 'visionario' è inteso nel senso di profetico non utopico. In effetti, se volessimo mandare una lettera ad un nostro rappresentate politico dovremmo utilizzare un vocabolo in italiano meno ambiguo. 

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giovedì 22 aprile 2010

Camion elettrico/ibrido alimentato come un filobus. Due piani di robustezza

Rio Tinto Group è un gruppo multinazionale anglo-australiano che si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie che includono alluminio, rame, diamanti, prodotti energetici, oro, minerali industriali e minerali di ferro. È la terza più grande società mineraria del mondo.


A Rössing in Namibia estraggono l'uranio e per farlo usano questo bestione succhia energia.

Nel corso degli ultimi decenni a causa della richiesta di uranio a basso prezzo ha indotto l'azienda ad utilizzare un mezzo dai consumi ridotti. E' un mezzo a corto raggio diesel-elettrico alimentato da doppi fili aerei come i filobus allo scopo di portare il consumo di carburante ad una frazione di quello che sarebbe se si utilizzasse un motore diesel. L'elettricità è sensibilmente più economica rispetto al gasolio anche in Africa australe, quindi il risparmio in denaro è ingente.

Il bestione è un Komatsu 730E alimentato da un motore K2000E Cummins (2000hp) che il solo ed unico scopo di produrre corrente alternata per mezzo di un alternatore elettrico. La corrente passa attraverso un ponte raddrizzatore per la produzione di corrente continua (DC) che a sua volta va a due motori posti nelle ruote nella parte posteriore del camion. Il camion è così spinto dai due motori elettrici DC, non dal motore diesel.

Il consumo di carburante su questo veicolo dalla portata di 182 tonnellate è di circa 350 litri l'ora, ma quando è connesso alla linea elettrica bifilare grazie al trolley si riduce a 25 litri l'ora. Al di fuori del bifilare i camion sono alimentati di nuovo dal generatore elettrico diesel.

Ah! Dimenticavo di dirvi che è alto quanto due piani, 6 metri e 25 centimetri, lungo poco meno di 13 metri e largo 6 metri e 70 circa. Guardiamo come lavora.




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Body
Description
Payload Capacity (kg): 183,730
Unladen Weight (kg): 140,592
Heaped Capacity (cu m): 111
Loading Height (mm): 5,610
Dump speed, up/down (kg): 36
Dump Angle (deg): 45
Dump cycle time, full cycle (secs): 36

Engine
Description
Engine make & model: Komatsu SSA16V159
Engine power (kW@rpm): 1491@1900
Engine displacement (lit): 50
Number of cylinders: 16

Electric Drive
DC electric drive truck
Control: Statex III Fuelsaver
Alternator: GTA-22
Motorized Wheels: G.E. 788
Ratio : 26.825:1
Electric Dynamic Retarder: 2759kW
Transmission type: Diesel elec
Drive: 4x2
Maximum speed (km/h): 55.7
Service Brakes: Dry disc
Gradeability (%): 20

Weight distribution, Dimensions, etc
Description
Operating Weight (kg): 324,322
Weight distribution, empty, F/R (%): 48/52
Weight distribution, full, F/R (%): 33/67
Length (mm): 12,830
Width (mm): 7,540
Height (mm): 6,250
Turning circle, diameter, outside cnr (mm): 28,000
Tyres F/R: 37.00-R57 optional 40.00R57
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Leggere anche:

La busvia elettrificata più lunga del mondo

Il filocarro della Valtellina come modello del futuro

Il bisnonno e il nonno del filobus


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mercoledì 21 aprile 2010

Metano da autotrazione

Grazie ai dati suggeriti dall'amico Ing. Silvano Robur siamo stati in grado di realizzare il seguente grafico relativo ai consumi di gas metano (gas naturale) per trazione in milioni di metri cubi.

Cliccare sull'immagine per ingrandire

Ad occhi nudo siamo vediamo come da una stabile consumo dal 2000 al 2004, inframezzato da un decremento nel 2007, sia salito progressivamente e sensibilmente nel 2008. Purtroppo mancano i dati del 2009.

Ma, concretamente, quanto hanno inciso sul consumo totale dei carburanti tradizionali utilizzati per la trazione? Ecco di seguito un altro grafico che è la sommatoria della benzina più il gasolio a partire dal 2006 espresso in milioni di tonnellate.

Cliccare sull'immagine per ingrandire

Contrariamente alla tendenza vista nel grafico relativo al metano, i consumi degli altri carburanti sono addirittura crollati specialmente nel 2009. Possiamo pensare che il consumo del metano abbia compensato il decremento degli altri carburanti? Direi di no perché, se non ho sbagliato i calcoli, il quantitativo di metano trasformato in milioni di tonnellate equivalenti diesel , avremmo i seguenti dati
anno ... milioni di tonnellate
2006 ... 0,36
2007 ... 0,41
2008 ... 0,51

Una inezia.

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martedì 20 aprile 2010

La Mini E, proto-non-prototipo di auto elettrica

In un articolo del quotidiano britannico The Indipendent John Matthew Hall descrive le proprie impressioni di guida al volante della Mini E.

Chi vuole può leggersi tranquillamente l'articolo, ma quello che a noi interessa evidenziale è tutt'altra cosa.

Si legge che la Mini elettrica con molta probabilità non entrerà mai in produzione nonostante le prove che sono in atto da circa un anno di un certo numero di vetture date a noleggio a 25 volenterosi 'pionieri' per 330 sterline (circa 375 euro) al mese.


'La realtà è che l'auto non è in vendita e con buona probabilità non lo sarà mai. Piuttosto la Mini E è un esperimento voluto dalla BMW per valutare come i conducenti possono utilizzare l'auto elettrica se fosse disponibile sul mercato. Pertanto è stata affidata a 25 'pionieri' indipendenti che pagano 330 £ al mese di affitto con l'impegno di riferire in merito alla loro esperienza di fruitori. Tali informazioni saranno utilizzati per la progettazione di una vettura del tutto nuova - si vocifera per un lancio nel 2015 - che potrebbe o no essere una Mini E."
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lunedì 19 aprile 2010

Il tormentone dell'auto ad idrogeno

L'abbiamo scritto più volte in questo blog della smania ossessiva nata e poi repressa inequivocabilmente dalla sperimentazione ma soprattutto dalla pratica.

Quasi tutte le grandi case automobiliste si sono date da fare per dimostrare quanto il pistone potesse rinascere dalle sue ceneri (incombuste) sotto la forma di un carburante diverso da quello dei derivati del petrolio. I più intraprendenti si sono rivolti all'idrogeno, il vettore di energia più diffuso in natura (rumble, rumble, bla, bla,bla) ma lo scontro con la realtà li ha portati a desistere dal procedere oltre (ultima ad arrendersi la BMW). Ancor prima si era abbandonata la strada dell'idrogeno quale precursore di energia elettrica nelle celle a combustibile (fuel cell) ma Chu e Obama hanno chiarito una volta per tutte che non valeva la pena di spendere un cent per questa tecnologia senza futuro. Invece è questa tecnologia che ha un ragione di concentrare ogni sforzo economico .

Adesso ritorna fuori il tormentone dell'idrogeno come torna fuori ogni tanto soffia il tormentone dell'auto ad aria.

Questa volta si parla di una invenzione particolare che permetterà di accumulare tanto idrogeno in metà spazio, la metà, rispetto alle bombolone di H2 liquefatto. Questa invenzione permetterebbe ad un'auto di percorrere 240 miglia (400 chilometri) tutte in una volta.

Scienziati ed imprenditori israeliani sostengono essere riusciti ad accumulare l'idrogeno in contenitori molto più piccoli e più leggeri comprimendolo in filamenti di vetro che, una volta fuori dalla sperimentazione di laboratorio, saranno solo leggermente più spessi di un capello umano. 370 di questi capillari di vetro sono avvolti in un tubo pure di vetro, chiamata matrice capillare, della larghezza di una cannuccia. 11.000 matrici di queste matrici costituiranno il contenitore d'idrogeno dell'auto da 400 chilometri di percorrenza.

... perdete ogni speranza o voi che sperimentate l'uso dell'idrogeno per la trazione!

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domenica 18 aprile 2010

Consumi di energia elettrica in Italia a Marzo

Terna rende noto che nel mese di marzo, la quantità di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 27,6 miliardi di kWh, è risultata in aumento del 3,7% rispetto a marzo 2009. La variazione della domanda di marzo diventa +2,9% depurata dagli effetti di un giorno lavorativo in più e di una temperatura media mensile di poco inferiore rispetto a marzo 2009.

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di marzo ha fatto registrare un +0,6% rispetto al mese precedente. Nel primo trimestre, la domanda di energia elettrica ha avuto un incremento del 1,9% rispetto al primo trimestre 2009 che registrò' una brusca flessione rispetto al corrispondente periodo del 2008 (-8,4%). A parita' di calendario, il risultato del primo trimestre 2010 e' invariato a +1,9%.

Nel mese scorso, la domanda di energia elettrica e' stata soddisfatta per l'84,1% con produzione nazionale e per la quota restante (15,9%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (23,6 miliardi di kWh) e' aumentata del 5,4% rispetto a marzo 2009; in crescita le fonti di produzione termoelettrica (+9,1%) ed eolica e fotovoltaica (+0,9%); in calo invece le fonti idroelettrica (-9,9%) e geotermica (-0,9%) A livello territoriale la variazione della domanda e' ovunque positiva ma differenziata sul territorio nazionale: +5,6% al Nord, +3,5% al Centro e +0,4% al Sud. I 27,6 miliardi di kWh richiesti nel mese di riferimento sono distribuiti per il 46,8% al Nord, per il 28,6% al Centro e per il 24,6% al Sud.

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Consumi petroliferi nel Marzo del 2010: + 0,1%

Continuiamo a controllare i consumi del petrolio e dei carburanti per autotrazione nel nostro Paese prendendo i dati direttamente dal comunicato stampa pubblicato nel sito della Unione Petrolifera Italiana.

I consumi petroliferi italiani nel mese di marzo 2010 sono ammontati a circa 6,4 milioni di tonnellate, con un lievissimo incremento dello 0,1% (+5.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2009.

I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo del 2,9% (-26.000 tonnellate) rispetto al marzo 2009, mentre il gasolio autotrazione un aumento del 4,9% (+105.000 tonnellate).

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di marzo è così risultata pari a circa 3,1 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,6% (+79.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2009.

Da evidenziare l’andamento del Gpl autotrazione che anche in marzo ha mostrato un progresso del 19,1%.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono salite del 19,6% con quelle diesel che hanno rappresentato il 38,3% del totale (era il 44,7% nel marzo 2009).

I volumi immessi al consumo nel mese di marzo sono stati pari a 0,9 milioni di tonnellate (benzina auto), 2,2 milioni di tonnellate (gasolio auto) e 0,3 milioni di tonnellate (oli combustibili).

Nel primo trimestre 2010 i consumi sono stati pari a circa 17,6 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 4,7% (-869.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2009.
La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 6,7% (-164.000 tonnellate), mentre il gasolio una crescita dello 0,2% (+13.000 tonnellate).

Nei primi tre mesi del 2010 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia così una flessione dell’1,8% (-151.000 tonnellate).

Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in aumento del 23,3%, con quelle diesel a coprire il 38,7% del totale (era il 44,9% nel primo trimestre 2009).

Leggere anche:

Consumi petroliferi: - 5,6 a Febbraio 2010

Consumi petroliferi: - 6,1 a Dicembre 2009, -6,4% nell'anno 2009

Consumi petroliferi: -4,6% nel Novembre 2009, -6,4 nei 10 mesi 2009

Ottobre 2009. Consumi petroliferi -6 %, elettrici - 5,1%

Consumi petroliferi ad agosto 2009: - 8,1%

Energia. I consumi petroliferi italiani nel mese di giugno 2009

Energia. I consumi petroliferi italiani nel mese di maggio 2009

Consumi carburanti a picco ad Aprile

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sabato 17 aprile 2010

Quante miglia a gallone percorrono le auto elettriche in USA?

Il governo federale sta ripensando ad una nuova classificazione con un nuovo modo di calcolare e confrontare il consumo di 'carburante' per i veicoli elettrici, una mossa che probabilmente porterà a una significativa riduzione nelle miglia per gallone dichiarate da alcune case automobilistiche per le vetture alimentate a batteria che saranno lanciate entro la fine dell'anno.

Utilizzando una formula preliminare pubblicata dalla United States Environmental Protection Agency (EPA), l'anno scorso la General Motors Co. aveva annunciato che la sua Chevy Volt sarebbe stata valutata per una percorrenza di 230 miglia per gallone (102 km al litro) nel ciclo cittadino mente l' auto elettrica Leaf della Nissan Motor Co. avrebbe ottenuto la classificazione di 367 mpg (156 kml).

Ma attualmente l'agenzia si trova ancora nel mezzo dei calcoli per mettere a punto una formula che sia in grado di fornire una percorrenza che abbia un senso e che sia con ... i piedi per terra .

"Stiamo lavorando con il personale EPA sui test e la definizione di etichette in grado di fornire informazioni significative per il consumatore," ha detto il portavoce GM Greg Martin questa settimana.

Un portavoce EPA ha confermato che l'agenzia non ha ancora preso una decisione su quali basi proporre i test dei veicoli elettrici.

Estratto da The Wall Street Journal

venerdì 16 aprile 2010

... a proposito di fabbriche di batterie...

Si legge da più articoli provenienti dagli USA che il Michigan si appresta a diventare il fulcro centrale intorno al quale si apriranno sviluppi interessanti per la produzione di batterie per auto elettriche. Miliardi di dollari di incentivi sono messi sul piatto da parte dei governi federale, statali e locali per la realizzazione di impianti produttivi di celle e batterie agli ioni di litio a Holland, Midland, Livonia, Romulus e Brownstown Township coinvolgendo vari costruttori automotive e batterie quali Ford, BMW, Mercedes-Benz, Johnson-Saft, Dow Chemical, Compact Power-LG Chem, A123 Systems, EnerDel.

Cosa voglio dire con questo? Semplicemente che oramai la strada è tracciata. Non si tratta più di imbarcare milioni, miliardi di dollari da parte di società automobilistiche alla canna del gas per sopravvivere per qualche mese in più, ma di cominciare a produrre industrialmente per realizzare auto elettriche a batteria. I costruttori americani, europei, orientali ci sono tutti (quasi) e mettono solide radici nel territorio americano.

Il mozzo della ruota è nel Michigan, USA, è là che dovremo guardare per capire cosa accadrà nel futuro dell'elettrico a quattro ruote.

giovedì 15 aprile 2010

Partono oggi gli incentivi per gli scooter elettrici. Quali scooter?



Con questo post di sabato 20 marzo 2010 intitolato 1.500 euro per gli scooter elettrici, ibridi annunciai che il Governo aveva dato il via libera ai decreti attuativi per usufruire degli incentivi a chi acquista scooter elettrici e ibridi. Lo stanziamento è di 12 milioni di euro, lo sconto è pari al 20% del prezzo di listino sino a un massimo di 1.500 euro . Da oggi è attivo.

Ma esiste un problema.

Quale scooter elettrico comprare?

Se fino a pochi anni fa i modelli e i produttori importatori erano numerosi oggi sembra che non vi sia quasi più nulla nelle vetrine dei concessionari/venditori da esporre.

Ricevo continuamente numerose telefonate da parte di possibili acquirenti che mi chiedono informazione sugli scooter elettrici, ma l'unica cosa che posso fare è informarli sulle questioni generali che riguardano le batterie, l'uso, le prestazioni, le procedure per usufruire degli incentivi mentre non sono in gradi di dire nulla sulle marche e sui modelli presenti nel mercato.

Detto questo invito gli importatori, produttori, distributori di scooter elettrici a scrivermi in privato mail per aggiornarmi sulla situazione attuale.

Nota: le informazioni inserite negli spazi dei commenti saranno da noi considerate pubblicità su specifici prodotti e aziende e quindi saranno cancellate.


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mercoledì 14 aprile 2010

Batterie. Il triangolo d'oro del litio

Con l'aumento della domanda a lungo termine del petrolio in Asia, la ricerca di un metodo per la conservazione dell'energia ha sempre più focalizzato l'attenzione sul litio, la risorsa chiave utile per la fabbricazione di efficienti batterie per alimentare le auto ibride. La domanda mondiale di carbonato litio è raddoppiata dal 2003 al 2007 e una relazione del Credit Suisse afferma che il mercato delle batterie agli ioni di litio può espandersi di 14 volte la sua dimensione del 2.009 entro il 2030.

Il litio in genere è recuperato da aree desertiche ad alta quota, soprattutto sulle Ande, dove circa l'80 per cento delle riserve di litio più consistenti al mondo si trovano in Argentina, Bolivia, Cile o. Da sole le saline nel sud-ovest della Bolivia contengono più della metà delle riserve mondiali, il che rende la fortunata nazione "l'Arabia Saudita del litio". Ma dopo due decenni di crescente interesse stranieri per le riserve della Bolivia, le politiche nazionali sulle risorse naturali del paese, la posizione della regione e le infrastrutture inadeguate hanno portato gli investimenti per l'estrazione del litio a favorire sempre più Cile e Argentina.

Se il contesto politico della Bolivia non è favorevole, la sua posizione geografica è addirittura scoraggiante, senza sbocco sul mare dopo la guerra con il Cile, la maggior parte delle strade sono ripide e sterrate, rendendo l'autotrasporto commerciale in Bolivia due a tre volte più costoso come nei paesi vicini. Inoltre, la maggior parte dei lavoratori sono non qualificati, e molti non parlano spagnolo. Il costo per migliorare le infrastrutture in Bolivia per rendere affidabile l'esportazione del litio è stimato intorno a 600 milioni dollari, all'incirca il valore annuale di tutte le vendite mondiali di litio.

Come risultato, le impresea estere hanno cominciato a bypassare la Bolivia a favore dei suoi vicini. Il Cile è diventato il più grande esportatore mondiale di litio più di un decennio fa, un riflesso non solo dei suoi giacimenti di litio di grandi dimensioni, ma anche dei sofisticati legami commerciali di aziende come Chemical & Mining Company col Cile, che esporta in più di più 100 paesi. Gli investimenti in Cile sono quadruplicati tra il 2003-2008, sulla base di operazioni di business forti e stretti legami tra il Cile e Stati Uniti.

Anche l'Argentina è diventata una forza nel mercato del litio, anche se più di recente. Nel mese di gennaio, Ford e Toyota hanno annunciato iniziative separate per un importo di oltre 110 milioni dollari. La miniera di sale della provincia di Jujuy diventerà operativo entro la fine. La società Scuttlebutt vuole che l'Argentina superi il Cile come esportatore mondiale di litio a partire dal 2012.

Nel frattempo, la finestra per accaparrarsi il litio si sta riducendo, come recuperare il passo nelle forniture sulla crescita della domanda da parte del mercato. Anche se il litio è spesso paragonato al petrolio, il fatto è che, a differenza di un barile di petrolio, le batterie agli ioni possono durare molto a lungo e solo quantità relativamente piccole di litio sono necessarie per una unità. Per esempio, la produzione della batteria da 400 libbre (181,5 kg) della nuova Chevy Volt richiede meno di 4 libbre (1,8 kg) di litio. Un'altra carta che incide sulla domanda a lungo termine del litio è il riciclo, con l'avanzare nel riciclo delle batterie agli ioni possono attenuare notevolmente la necessità di nuove forniture. Tuttavia, i responsabili politici boliviani sembrano certi che le loro prodigiose riserve di litio terranno il passo della domanda a lungo nel futuro. Pesando la barriere politiche e logistiche per le forniture da parte della Bolivia, proiezioni di business da parte di molti osservatori sembrano ormai emarginare il paese del tutto. Due paesi, Argentina e Cile, potrebbe fornire al mondo intero il litio a buon mercato dal 2060.

(riassunto da World Politics Review)

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martedì 13 aprile 2010

La Cina s'avvicina... all'uso quotidiano dell'auto elettrica

La prima stazione di ricarica di grandi dimensioni sarà realizzata a breve a Linyi nella provincia di Shandong nella Cina orientale. 45 posti auto per la ricarica saranno a disposizione nell'ambito di un programma per promuovere lo sviluppo dei veicoli elettrici.

La stazione dovrebbe essere completata entro maggio dalla Shandong Electric Power Corporationche con un investimento di 23 milioni di yuan (2,5 milioni di euro).

La provincia di Shandong è uno dei più grandi produttori di auto in Cina ed in particolare di auto elettriche a partire dal 2004. La provincia ha più di 30 costruttori di auto elettriche e punta ad una capacità produttiva annua di 300.000 veicoli entro il 2015. La Cina è anche il più grande produttore auto elettriche al mondo e capofila del mercato al punto che in molte altre città, tra cui Shanghai, Shenzhen e Wuhan, hanno già costruito stazioni di ricarica per auto elettriche.

Realizzare una rete di ricarica è la chiave per diffondere l'uso delle auto elettriche in Cina. Secondo la cinese State Grid Corporation, 75 stazioni di ricarica per veicoli elettrici sono previste in 27 città in tutta la Cina entro la fine dell'anno.

Fonte: Xinhua

lunedì 12 aprile 2010

La BMW va negli States per produrre parti per l'auto elettrica

Pietro Cambi nel suo post del 9 aprile sul Blog Crisis? What is Crisis? intitolato Bye bye idrogeno... scriveva:








Avevate dubbi?

Proprio mentre in italia si cerca di assicurare un radioso futuro alla bufala del millennio ( almeno in campo trasportistico) ovvero l'idrogeno, chi si era più strenuamente battuto, investendo centinaia di milioni di euro ( per altro suoi solo in piccola parte) per la nascita ed il decollo della motorizzazione ad idrogeno getta la spugna.

Come volevasi dimostrare e tanto per cambiare, avevamo ragione.

Il latte di bufala è buono, gustoso, magari nutriente ( almeno per chi lo vende) ma alla lunga è indigesto. Le bufale, poi, sono soggette alle leggi di natura e, inesorabilmente, finiscono in macelleria.

La bufala idrogeno è decisamente arrivata oltre la data di scadenza, sa di stantio e solo i decrepiti palati dei nostri "decisori", addormentati da decenni di minestrine ministeriali, possono non accorgersene.

Insomma, la faccio breve. Il paladino dell'idrogeno in salsa trasportistica per eccellenza, la BMW, lascia, "ammettendo che la tecnologia ha fatto il suo tempo".


Continua => qui.

Ma allora la BMW ha mollato tutto dichiarandosi sconfitta? Ma neanche per sogno! Ricomincia tutto ripartendo dall' elettrico con una bella valigiona stracolma di dollaroni nella terra promessa oltre il Mare Oceano.

Hydropower attracts BMW electric car plant to Washington scrive Brighterenergy.org.

Hydropower ha attratto la BMW volendo investire 100 milioni dollari per la realizzazione di uno stabilimento di produzione nello Stato di Washington, per la costruzione di componenti per la sua nuova vettura elettrica. Il costruttore tedesco costruirà a Moses Lake un impianto per la carrozzeria in fibra di carbonio (CFRP) per il suo nuovo veicolo elettrico "Megacity". La BMW punta a lanciare Megacity prima del 2015 e l'impianto di Moses Lake sarà un "elemento chiave" della produzione del veicolo. L'uso di fibra di carbonio del nuovo veicolo Megacity significherebbe un veicolo più leggero e quindi una migliore efficienza energetica, un particolarmente rilevante per i veicoli elettrici.

L'assemblaggio dei veicoli verrà effettuato presso lo stabilimento BMW di Lipsia nella Germania orientale.


Leggere anche:

BMW
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domenica 11 aprile 2010

La busvia elettrificata più lunga del mondo

La 'Crimean Trolleybus Line' in Crimea , Ucraina, è attualmente la linea di filobus più lunga del mondo con circa 86 km di lunghezza e corre tra Simferopol la capitale della Repubblica Autonoma e la città costiera di Yalta, sul Mar Nero .
La linea di filobus, gestita dalla società di trasporto pubblico Krymtrolleybus, è stato costruito nel 1950 come alternativa della linea ferroviaria per raggiungere da Simferopol sulle montagne gli insediamenti costieri. La linea è stata realizzata in due momenti diversi: il percorso Simferopol-Alushta è stato inaugurato nel 1959 e il percorso Simferopol- Yalta nel 1961. Non è il modo più veloce per fare il viaggio ci vogliono circa due ore ma per i molti che lo utilizzano non è questo un punto dolente, costando infatti circa 8 grivna (76 euro cent). Il filobus della linea passa attraverso il Monti di Crimea , attraverso il passo Angarsky, raggiungendo 752 metri sul livello del mare nel punto più alto della strada, poi discende fino alla città di villeggiatura di Alushta sulla costa. La distanza che resta fino a Yalta è di 41 km, tortuosa in montagna e sul mare.

L'elenco completo delle fermate della linea di filobus sono: 'Vicino alla stazione Simferopol' - Marino - Lozove - Pionerske - Dobre - Zarichna - Perevalne - Sosnivka - Angarsky Pass - Kutuzovsky Fontana - Luchistoe - Verchnjaja Kutozovka - Nižnjaja Kutozovka - ' Alushta '- Lazurne - Malyi Mayak - Kiparisne - Pushkino - Partenit - Zaprudne - Artek - Krasnokamyanka - Gurzuf - Ai-Danil - Nikitsky Orto Botanico - Sosnyak - Massandra - ' Yalta '



I filobus utilizzati sono: Škoda 9Tr e Škoda 14Tr.

sabato 10 aprile 2010

Prius, ancora la più venduta in Giappone

Prius, Prius e ancora Prius da mesi è la più venduta in Giappone. Esattamente da 11 mesi, in bel successo commerciale, direi.

Le vendite della Prius, auto ibrida della Toyota, nel mese di Marzo, è stata acquistata da 35.546 nipponici, distanziando notevolemente coloro i quali hanno deciso di acquistare un'auto con motore tradizionale. L'Honda si consola con un secondo posto grazie alla Fit venduta in 12.470 unità.

Nel grafico che abbiamo realizzato e che possiamo vedere a fianco (cliccare sull'immagine per ingrandire) a partire dal mese di Maggio del 2009 si evidenzia anche il gap che separa le due vetture.

Scala ancora di un posto in classifica vendite ll'altra ibrida costruita dalla Honda, la Insight. La troviamo al venticinquesimo posto con 3.397 unità, un centinaio abbondante di vetture in meno rispetto a Febbraio.

Leggere anche:

- Prius è ancora l'auto più venduta in Giappone

- La Prius è l'auto più venduta in Giappone nel 2009
- Osservando le vendite Prius in Giappone

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venerdì 9 aprile 2010

Il governo sta investendo 590 milioni per l'auto elettrica


Si!

Quello spagnolo.

Il Consiglio dei Ministri spagnolo aveva approvato il 30 Marzo un disegno di legge per stanziare 590 milioni di euro al fine di favorire lo sviluppo di auto elettriche per i prossimi due anni. Il piano denominato "Plan Integral del Coche Eléctrico " presentato dal ministro dell'industria si è posto l'obiettivo di portare nelle strade spagnole un parco composto da 250.000 auto ibride plug-in e veicoli elettrici entro il 2014. Nello stesso giorno è stato anche firmato un accordo di partenariato tra Renault-Nissan per promuovere le reti di ricarica Acciona di queste vetture e dei servizi collegati.

A seguito di ciò il Primo Ministro, José Luis Rodríguez Zapatero, martedì scorso, 6 Aprile, ha presentato il piano composto di 15 misure per incoraggiare l'uso di auto elettriche in Spagna, del valore di 590 milioni di euro per i prossimi due anni, misure comprese le sovvenzioni per l'acquisto di tali veicoli. Tale aiuto sarà pari al 20% del costo con un massimo di 6.000 euro per vettura, che rappresenta un investimento di 240 milioni tra il 2011 e il 2012. Il governo si aspetta che entro il 2014 avremo 250.000 auto elettriche in strada.

Sono attese 20.000 unità nel 2011 e 50.000 unità nel 2012, principalmente per le flotte aziendali e di servizi. Si prevede che nel corso di quest'anno si realizzino 500 punti di ricarica e, entro il 2014, 263.000 per il parco auto delle flotte aziendali, 62.000 nelle case, 12.150 e 6.200 nei parcheggi pubblici e per le strade. Circa 160 stazioni per la ricarica ultra-veloce o per la sostituzione delle batterie saranno pronto nel 2014 . Importanti dettagli su come saranno conformate le spine e le prese per la ricarica dei VE sono in attesa di approvazione presso la Comunità Europea.

Il programma prevede inoltre dei piani aziendali che mirano a promuovere i veicoli elettrici. Per questo saranno assegnati 140 milioni tra il 2011 e il 2012. Nel presentare questo piano, davanti ad un pubblico di oltre cinquanta dirigenti e l'amministrazione, Zapatero ha sottolineato che l'auto elettrica rappresenta il "cammino che deve percorrere l'industria spagnola nel futuro" ed ha aggiunto che sarà di supporto per le fonti energetiche rinnovabili e darà la possibilità di ridurre il prezzo dell'elettricità. Il capo dell'esecutivo ha spiegato che l'auto con l'auto elettrica si accumulerà l'energia elettrica l'energia per utilizzarla nelle ore di punta, che possono contribuire alla più economica energia elettrica. Il capo dell'esecutivo spagnolo ha spiegato che l'auto elettrica accumula energia nelle ore in cui la domanda elettrica è in una valle di minore richiesta per poi essere utilizzarla nei picchi e questo può contribuire a ridurre i costi dell'energia elettrica grazie ad una migliore razionalizzazione.

Questo tipo di auto, secondo il Primo Ministro, contribuirà inoltre a "ridurre la dipendenza spagnola dal costoso petrolio, oltre ad essere una opzione che rispetta l'ambiente. Ha inoltre evidenziato l'influenza che avrà sull'inquinamento acustico, poiché si tratterà di ridurre i livelli di rumore nelle città.

Fonti: El Pais

giovedì 8 aprile 2010

Auto elettriche separate, ma non tanto, da 101 anni

Facciamo un passo indietro nel tempo e potremo vedere quanto è cambiato e quanto è rimasto lo stesso rispetto al 1909, l'anno di fabbricazione della Baker Electric, ed oggi con la Ford Focus EV. C'è da sorprendersi di alcune analogie.

La Baker è abbastanza facile da guidare. Dispone di due pedali, due strumenti di misurazione e uno sterzo. Si gira la chiave e si avvia. Quando sei pronto a partire tutto quello che si deve fare è spingere il pedale e l'auto si sposta in avanti. I finestrini elettrici non erano ancora stati inventati quando è stata costruita Baker che ha antiche finestre in stile ferrovia che devono essere spinte verso l'alto o far scivolare verso il basso per chiudere ed aprire .

Anche se la Baker sembra una carrozza - e fondamentalmente è una carrozza - era abbastanza avanzata per il suo tempo. I parafanghi, per esempio, erano in pelle. La pelle era una sorta di fibra di carbonio di quel periodo perché era estremamente leggera. Questa vettura ha luce elettrica dentro e fuori, tra cui i fanali posteriori. Questo era insolito a quei tempi in quanto la maggior parte autovetture ancora usavano lampade a gas.
Oggi la maggior parte della gente quando pensa alle auto elettriche pensa alle golf cart. La Ford Focus EV è tutta un'altra cosa. E' una vera automobile che è divertente da guidare. L'unica differenza tra questa e la sua omologa a benzina Ford Focus è la trasmissione elettrica.

Sotto il cofano, la Focus e la Baker sono sorprendentemente simili. C'è un motore, un controller e una batteria grande. La batteria della Baker è a 78 volt. Come per la Focus anche per la Baker è sufficiente premere il pedale e partire. La velocità massima è di 35 km/h (22 mph), che non sembra molto, ma quando sei alla guida di un'auto che è alta quanto è lunga non si può pretendere di andare molto più veloce di 35 chilometri l'ora. E non è da dimenticare che a quel tempo non c'erano strade asfaltate.

C'è una enorme quantità di coppia in entrambe le vetture. Anche se la Baker non va particolarmente veloce, si sale ogni collina, con quattro persone a bordo, perché i motori elettrici erogano tutta la loro coppia nel momento in cui si preme l'acceleratore. Ovviamente il motore della Focus è più efficiente e la percorrenza è molto meglio (160 km ed una batteria di 23 kWh), ma le macchine sono, in fondo, molto simili.

Penso che i veicoli elettrici sono il futuro. L'idrogeno è molto sexy, ma abbiamo la tecnologia e le infrastrutture per l'energia elettrica in questo momento. Quindi, per ora, comunque, la strada da percorrere è qualla delle auto elettriche.

Fonte: Wired.com


James Douglas "Jay" Muir Leno (New Rochelle, 28 aprile 1950) è un personaggio televisivo statunitense. Di origini italo-scozzesi, è noto per condurre il varietà e talk-show The Tonight Show sulla NBC.

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mercoledì 7 aprile 2010

Il filocarro della Valtellina come modello del futuro

Il filocarro è stato realizzato e prodotto dalla AEM di Milano dal 1938 al 1962 proprietaria della diga costruita per la centrale idroelettrica della Valtellina.

Un totale di 20 camion con il trolley sono stati utilizzati per il trasporto di cemento, sabbia e attrezzature per la costruzione delle dighe San Giacomo e Cancano II in Alta Valtellina per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica della città di Milano.

16 camion erano a tre assi ed uno a quattro assi, due trattori per trainare carichi pesanti  e due veri e propri filobus per il trasporto del personale, tutti operavano a 650 volt in corrente continua tratte dalle linee elettriche aeree (bifilari).

La lunghezza totale delle linee di questa Filovia dello Stelvio era di circa 80 chilometri.

Fonti: Internet probabilmente su informazioni del Sig. Alessandro Albe


E' arrivato il  momento di fare un bel 'reset' nel nostro cervello, in quelle parti delle circonvoluzioni cerebrali atte a programmare il futuro in base alle esperienze della vita propria e  quella degli ascendenti. I mezzi endotermici sono destinati a scomparire progressivamente in una, due generazioni? Forse alla terza generazione non arriveranno. Con che cosa li sostituiamo? Sicuramente con mezzi elettrici di tipo ibrido ovvero elettrici al 100% ma con la possibilità di trarre l'energia non soltanto dalle batterie o dai supercapacitori sempre più evoluti ma anche prendendo energia dalla rete elettrica direttamente. Per varie ragioni la rete elettrica sarà bifilare e i mezzi elettrici ibridi saranno filocarri, filobus, filomezzi specializzati e dedicati. Avremo una rete ferroviaria preziosissima per un certo tipo di trasporto promiscuo (passeggeri, merci) ma avremo una notevole quantità di strade (asfaltate e non), sia cittadine che statali,  già esistenti da elettrificare in modo veloce ed economico.


martedì 6 aprile 2010

Auto elettrica con un mix di Italia, Corea, Etiopia

Un imprenditore italiano, una vettura che ha come base una macchina coreana, un impianto ad Addis Abeba in Etiopia ed ecco che nascere una macchina elettrica.

Carlo Pironti, il manager italiano, ingegnere elettrico, prevedendo un grande sviluppo dei veicoli elettrici entro i prossimi anni è pronto ad agire mettendo sul piatto un investimento di circa 600.000 dollari. Insieme ad un gruppo di sostenitori per lo più cinesi stanno aprendo una fabbrica di auto utilizzando di un corpo made in Korea e componenti vari provenienti da 57 fornitori diversi per dare forma elettrica alla sua Solaris Elettra.

Pironti pensa che l'auto elettrica è buona perché non ha bisogno di grandi compagnie, un'azienda di 30 persone specializzate è in grado di produrre un buon numero di auto all'anno. Quindi è un'industria di piccola scala molto ben abbordabile da un gruppo di piccoli investitori.

L'Europa sarà una parte importante del ma la stessa Etiopia, che non ha riserve accertate di petrolio ed invece ha una potenziale abbondanza di energia elettrica, potrebbe rappresentare un grande mercato.

Riassunto da Voice of America news

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lunedì 5 aprile 2010

Una Sonata in Sol (levante)

Mi sono sentito pigro. Ma è pigrizia? Forse no. Forse è un po' di noia nel leggere le caratteristiche tecniche della nuova vettura della Hyundai ... ibrida, bene, ... parallela (parallela? Mmmm!!). E' cresciuta in me la pigrizia nel tradurre il lunghissimo Comunicato Stampa della casa produttrice sud coreana in occasione della presentazione ufficiale della vettura all'Auto Salone di New York 2010.

Francamente non capisco come si possa ancora pensare con una certa lungimiranza ad un'auto che abbia un sistema ibrido parallelo nel quale sia il motore endotermico che quello elettrico possono essere di trazione. Comunque sarà una scelta ottima per chi se la vorrà comprare a partire dal 2011.

Dopo le righe e righe di blabla classiche dei costruttori di veicoli endotermici si arriva finalmente al sodo, le caratteristiche tecniche interessanti che qui trascrivo.

The Sonata Hybrid also offers drivers a way to be more engaged in fuel-efficient driving thanks to Hyundai's Hybrid Technology Display. The Hybrid Technology Display is featured on a 4.2-inch LCD screen located between the odometer and tachometer, or is visible on the optional seven-inch navigation screen. It features the following information:
Driving mode
Energy flow within the vehicle
Engine and motor movement
Fuel level
Battery power levels and charge statusElectric vehicle mode indicator

Average and instant mpg

The Hybrid Technology Display's most unique feature is an Eco Level scoring system. The high definition display acknowledges eco-focused driving with eight levels of sky color, ranging from gray to bright blue. It also accumulates points in Total Eco mode over time. An Eco Guide also provides instant fuel economy feedback.



Sonata Hybrid

ENGINE

Type DOHC CVVT (Continuously Variable Valve Timing) 2.4-liter Theta II
Materials Aluminum block and head
Displacement 2,359 cc
Horsepower (estimated) 169 hp @ 6,000 rpm
Torque (estimated) 156 lb-ft @ 4,250 rpm
Valves per cylinder 4
Compression ratio 13:1
Hybrid type Parallel

Electric Motor
Horsepower (estimated) 40.2 hp (30kW) @ 1,400-6,000 rpm
Torque (estimated) 151.2 lb-ft (205 Nm) @ 0-1,400 rpm
Motor type Interior-Permanent Magnet Synchronous Motor
Voltage Max. 270V
Hybrid System Performance Combined
Horsepower (estimated) 209.2 hp @ 6,000 rpm
Torque (estimated) 195.4 lb-ft

Battery
Power output 34kW
Type Lithium polymer battery
Voltage 270V
Weight 95.9 lbs
Capacity 5.3 Ah
Electric-vehicle operation
Limit of 62 mph

TRANSMISSION
Six-speed electronic automatic without lock-up torque converter

EXTERIOR DIMENSIONS
Wheelbase 110.0 in.
Overall length 189.8 in.
Overall width 72.2 in.
Overall height 57.7 in.
CAPACITIES
Fuel 17.2 gallons
Oil 4.3 quarts
Coolant 6.6 quarts

CURB WEIGHT
Six-speed automatic 3,457 – 3,578 lbs

FUEL ECONOMY
City 37 mpg
Highway 39 mpg
Combined 38 mpg

Six-speed automatic (estimated)

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domenica 4 aprile 2010

Türanor il catamarano spinto dall'energia elettrosolare

Un avventuroso navigatore tedesco si prepara a navigare il mondo con la più grande barca a energia solare del mondo.

Lo yacht-catamarano ha 5.400 piedi quadrati (500 metri quadrati) di pannelli solari è stato messo in acqua Mercoledì scorso nella città di Kiel, nella Germania settentrionale.

Lo skipper Raphael Domjan è in attesa di partire per quello che annuncia essere un evento epocale, il primo tour mondiale mai compiuto da una barca a energia solare, nel mese di aprile del 2011, ma nel frattempo, egli ha in programma di testare ampiamente la nuova nata.

La barca, costruita dai cantieri Knierim Yachtbau, è quasi 31 metri di lunghezza, 15 metri di larghezza e 7,5 metri di altezza in grado di navigare ad una velocità media di 7,5 nodi. E' stata progettata da PlanetSolar SA, Svizzera è costata circa 16 milioni di euro.
Il viaggio di 34.000 miglia porterà il trimarano ad attraverso l'Atlantico, il Canale di Panama, il Pacifico, l'Oceano Indiano e il Canale di Suez verso il Mediterraneo su una rotta che comporterà un tempo di traversata di 160 giorni.

Fonte: The Guardian

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sabato 3 aprile 2010

Tram-busto, tanto rumore per ... nulla

A Firenze tutto è complicato, tutti sono un po' Guelfi e Ghibellini e poi, per distinguersi all'interno di una fazione, Bianchi e Neri. Poi tra i litiganti arriva un arbitro, meglio se forestiero, che tra compromessi e sguainate di spade mette pace tra i brontoloni. Quale migliore occasione se non l'argomento della tranvia... a Firenze per far risorgere le contese rinascimentali. E c'è chi non la vuole e chi la vuole, chi la vuole in superficie (metropolitana di superficie, appunto) e chi sottoterra (metropolitana classica), chi la vuole mezza e mezza e chi la vuole in piazza del Duomo ma con piazza del Duomo pedonalizzata. Finita la linea T1, in funzione da un mesetto si passa al capitolo secondo, la T2, la seconda linea tranviaria dove si trastullano oggi i litigiosi in attesa di continuare le brontolate per la T3.

Ovvia, s'è deciso! La T2 si fermerà alla Stazione ben prima de i' Domo. I' Domo pedonalizzato, un ci passa nemmeno i' barroccino elettrico. Ma... forse è meglio che ... massì...invece che accanto a i' Domo i' tramme lo si fa passare sotto terra per fallo sbuhare laggiù a i Mercato di Sant'Ambrogio. Però si fa inhominciare l'intalpamento ben prima della stazione altrimenti unnè hapace di risbuhare fori quando e viene dalla parte opposta. Epperò tra l'infognamento e la riemersione e si po' fare una sola fermata. E allora a icchè serve? Per fare i buho e basta? O sentiamo icche ci dicheno i tennici.

Eccolo il sottosuolo del centro. Coli (professore Massimo Coli) lo vede come se fosse aperto. «E´ molto delicato», avverte subito. E spiega che dal piano di campagna, ovvero il suolo su cui mettiamo i piedi, fino a 16 o 20 metri di profondità l´area è tutta storica e alluvionale. Vuol dire che c´è dentro la famosa falda che scorre sotto Firenze e che vi si trovano le fondamenta sia della città romanica e medievale che dei palazzi attuali. «Il materiale storico archeologico – precisa – arriva fino ai 4 o 6 metri di profondità». Lì non si scava. Difficilissimo anche andare sotto i 20 metri: «Diventerebbe uno scavo profondissimo e assai impegnativo perché a quel livello c´è un substrato di sillano alterato e che è difficilissimo da scavare».

O icchellè i' sillaro alterato? O sta zittino che un capisco un'acca senno!

Non resterebbe che mandare il tram tra gli 8 e i 12 metri, secondo Coli. Ma ecco le ghiaie che si aprono e si chiudono sulla falda. Falda che inevitabilmente verrebbe intercettata «con problemi di deviazione dei flussi, rialzi da una parte e abbassamenti da un´altra e conseguenti potenziali problemi geotecnici di subsidenza come di danni agli edifici. Oppure problemi di troppe iniezioni di consolidamento e dunque di sollevamento del terreno». In soldoni, il tunnel incontrerebbe per forza la falda facendone deviare i flussi e minacciando il terreno di franare o di sollevarsi. Con evidenti danni agli edifici. Coli si domanda anche quante gallerie si scaverebbero: «Una di sei metri di diametro per un solo binario e il tram a corsa alternata? Bisognerebbe comunque fare le piazzole di sicurezza. Se invece le gallerie fossero due, lo scavo si allargherebbe e ci vorrebbero bypass di sicurezza ogni 300 metri».

I' baipasse?

Professore, ma si è scavato anche il tunnel della Manica. «Già, ma il pericolo era che si inondasse un tunnel non che crollasse una città. Dopodiché tecnicamente si può fare tutto. Purché si spenda molto nei progetti e si lavori alla perfezione. Difficile con il massimo ribasso. Soprattutto basterebbe poco per danneggiare un centro città tra i più famosi del mondo. Chi ci mette la firma? Chi si prende la responsabilità?».

Ho hapito tutto, Anselmo, e ci vogliono gli studi di fallibilità ... o chell'hai hapito, .... e che quarcuno e gli allarga la ... maniha. O sta zittino ... ascolta icche l'ha da dire i tennico di Sirio quello che l'ha inventato i' tramme all' Assardo Brema.


“Sirio è un tram, non progettato per andare sottoterra – spiega l’Ing. Fabio Ceroni, responsabile della divisione tram di Ansaldo Breda – che ovviamente è una cosa diversa rispetto a rimanere in superficie”. L’ipotesi dell’amministrazione comunale – sulla quale già alcuni tecnici avevano sollevato dubbi – si fa dunque in salita. Svariati gli ostacoli sul percorso. Primo su tutti quello riguardante la sicurezza: “E’ chiaro che in ogni galleria deve essere garantita – prosegue Ceroni – e se il tram dovesse andare sottoterra bisognerebbe valutare con attenzione le regole riguardanti le vie di fuga fra una fermata e l’altra. Il Ministero dei Trasporti ad oggi – prosegue – ha delle regole che andrebbero cambiate. Si tratta di una questione che andrebbe studiata con molta attenzione”.

Oh, che ora l'è? E l'è tardino, fammi anda' via che c'è la Fiorentina in diretta su i' televisore di mi hognato. Bona, Ansermo. E ci si vede domani a i' barre ma un so' a che ora. Bona Rosmarino!

(gli interventi dei tecnici sono stati estratti da articoli de la Repubblica e Il Corriere Fiorentino, un ringraziamento va ai Sigg. Anselmo e Rosmarino)

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venerdì 2 aprile 2010

Le mani su quei sali di energia

Nel sito online di Scientific American si trova da qualche giorno un breve articolo con allegate alcune immagini che descrivono quell'ambiente lunare rappresentato dai laghi boliviani Salar de Uyuni dove sono raccolti in salamoie i sali ricchi del metallo più leggero della scala periodica che darà energia alle nostre apparecchiature elettroniche e alle auto e veicoli elettrici in generale:

Salt 'n Power: A First Look at the Lithium Flats of Bolivia
The lithium needed for the batteries that power everything from our laptops to future electric cars may come more than ever from South America's vast salt flats

Queste che seguono sono le didascalie che accompagnano alcune immagini.


L'attività vulcanica dell' Altopiano Andiano, insieme ad un eccezionale tasso di evaporazione nella regione più arida della Terra, è responsabile della formazione e concentrazione più elevata di litio e altri minerali.

Per generazioni la gente Aymara ha sopportato condizioni estremamente dure per raccogliere il sale comune per il consumo umano rompendo la crosta con semplicii strumenti. Karina, quattro anni, non ha gli occhiali da sole, così i suoi genitori le hanno dipinto intorno agli occhi con carbone per protezione contro i forti riflessi.

Il primo impianto pilota per un nuovo tipo di sfruttamento dei sali si trova a Rio Grande al confine del salar. La Bolivia ha investito 5,7 milioni dollari in questo progetto pilota, al fine di determinare il miglior processo per l'estrazione di litio.

Sotto la crosta sottile, a non più di 20 centimetri in profondità, si trova la salamoia blu-verde ricca di minerali, tra cui il preziosi litio.

Marcello Castro, Plant manager, affonda le mani nella salamoia, che ritiene rappresenti la chiave del progresso e l'industrializzazione della Bolivia.

Maritza Valleros, un metallurgista che lavora presso l'impianto, è responsabile per l'analisi della salamoia. Qui misura il tasso di evaporazione. Una delle sfide per estrarre il litio sarà quello di concentrare le grandi quantità di magnesio nella salamoia.

Stagni di evaporazione di grandi dimensioni sono stati predisposti per essere presto riempiti con acqua salata. Entro pochi anni la distesa di sale abbagliante sarà sostituito con stagni, canali, tubazioni, sistemi di pompaggio e camion.

Un altro sito sperimentale in mezzo al salar svolge l'attività di ricerca per ottimizzare il tasso di evaporazione.

Anche se i primi segni del turismo stanno emergendo, gli operatori locali a Uyuni hanno il timore che l'estrazione di litio avrà un impatto irreversibilmente negativo sul patrimonio naturale della Bolivia in mancanza di una valutazione del rischio ambientale.

Estrazione di litio su larga scala è già in corso in Atacama, in Cile, che rappresenta il più grande i corrente fornitore di "oro grigio". La Bolivia, tuttavia, spera di superare il suo vicino di casa al più presto.


Oro grigio. Alla fine, tutto ciò che rimane di questo processo industriale è un sale, carbonato di litio. I prezzi per questa componente chiave delle batterie agli ioni di litio sono schizzati da 300 dollari a 3.000 dollari per tonnellata, in cinque anni, una tendenza che dovrebbe continuare se le auto elettriche continueranno a diffondersi. Come risultato, alcuni temono che la diffusione delle auto elettriche potrebbe rivelarsi distruttiva per ambienti unici come il Salar de Uyuni.

Leggere anche:

La disponibilità del litio per le batterie dei veicoli elettrici

La Bolivia avvierà una propria produzione di batterie al litio

Litio, litio e litio. Salar de Atacama, Cile

Il litio argentino

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giovedì 1 aprile 2010

Due auto elettriche a confronto

In un articolo uscito ieri il New York Times si chiede se alla fine di quest’anno avrà più successo l’auto totalmente elettrica proposta dalla Nissan, la Leaf da 160 km di autonomia, o la Chevy Volt proposta dalla GM, una ibrida seriale plug-in con autonomia di circa 65 km in modalità solo elettrica.

Al di là del rilievo tecnologico che divide il pensiero progettuale che ha prodotto le due vetture probabilmente sarà determinante il costo delle due vetture. La giapponese costerà 32.780 dollari (24.320 euro) contro poco meno di 40 mila dollari (29.760 euro) dell’americana.

L’articolista si dilunga nella descrizione della Chevy con non dichiarato sciovinismo (forse), comunque interessa anche a noi una descrizione più approfondita per imparare qualcosa in più. La capacità delle batterie agli ioni di litio è di 16 kWh che, come dicevamo, permette di percorrere circa 40 miglia che corrisponde esattamente alla media percorsa quotidianamente dai commuter (pendolari) americani.

Quindi la ricarica in rete elettrica durante la notte garantirebbe al guidatore un non consumo di una goccia di benzina, molto vantaggioso considerando che il costo energetico in elettroni sarebbe di 80 cent di dollari contro i 4 dollari equivalenti in carburante. Il calcolo proposto dalla GM è di una spesa annuale di 300 dollari per percorrere 15.000 miglia rispetto ai 1.500 dollari della stessa auto con motore endotermico.

Perché ibrida seriale? Per rendere possibile un percorso superiore alle 40 miglia interviene il motore endotermico di 1.400 cc che funzionando da generatore produce energia per spingere direttamente il motore elettrico, l’unico ad essere di trazione. Ma il generatore non è in grado di ricaricare il pacco batterie che sarà però ricaricato inserendo la spina in una presa elettrica qualunque.

Vedremo i primi risultati alla fine di dicembre dai riscontri dati dalle vendite delle due vetture.

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