Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 7 aprile 2010

Il filocarro della Valtellina come modello del futuro

Il filocarro è stato realizzato e prodotto dalla AEM di Milano dal 1938 al 1962 proprietaria della diga costruita per la centrale idroelettrica della Valtellina.

Un totale di 20 camion con il trolley sono stati utilizzati per il trasporto di cemento, sabbia e attrezzature per la costruzione delle dighe San Giacomo e Cancano II in Alta Valtellina per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica della città di Milano.

16 camion erano a tre assi ed uno a quattro assi, due trattori per trainare carichi pesanti  e due veri e propri filobus per il trasporto del personale, tutti operavano a 650 volt in corrente continua tratte dalle linee elettriche aeree (bifilari).

La lunghezza totale delle linee di questa Filovia dello Stelvio era di circa 80 chilometri.

Fonti: Internet probabilmente su informazioni del Sig. Alessandro Albe


E' arrivato il  momento di fare un bel 'reset' nel nostro cervello, in quelle parti delle circonvoluzioni cerebrali atte a programmare il futuro in base alle esperienze della vita propria e  quella degli ascendenti. I mezzi endotermici sono destinati a scomparire progressivamente in una, due generazioni? Forse alla terza generazione non arriveranno. Con che cosa li sostituiamo? Sicuramente con mezzi elettrici di tipo ibrido ovvero elettrici al 100% ma con la possibilità di trarre l'energia non soltanto dalle batterie o dai supercapacitori sempre più evoluti ma anche prendendo energia dalla rete elettrica direttamente. Per varie ragioni la rete elettrica sarà bifilare e i mezzi elettrici ibridi saranno filocarri, filobus, filomezzi specializzati e dedicati. Avremo una rete ferroviaria preziosissima per un certo tipo di trasporto promiscuo (passeggeri, merci) ma avremo una notevole quantità di strade (asfaltate e non), sia cittadine che statali,  già esistenti da elettrificare in modo veloce ed economico.


10 commenti:

Giambo ha detto...

Vorrei essere ottimista come te, invece ho molti dubbi che questo si verificherà. Da una parte ci sono le lobby petrolifere, dall'altra ci sono gli idioti che credono chi i fili in aria deturpino il paesaggio e l'arte.
Pensa che a Verona sta per partire il progetto per la filovia, che sarà "ibrida" perchè in centro i filobus viaggeranno a gasolio, per non deturpare l'arte con i fili...
Andranno elettrici in periferia, ma a gasolio in centro, ma come si fa ad essere così scemi?!

Massimo De Carlo ha detto...

Sa, delle lobby del petrolio c'è poco da avere paura nel prossimo futuro. Se conosci quella che era una volta la teoria del 'Picco de Petrolio' e che adesso si manifesta in tutta la sua cruda realtà, petrolio e suoi derivati saranno sempre più costosi e sempre meno appetibili per la produzione di energia e quindi nei trasporti. E' il picco del petrolio che avrà la meglio sulle lobby in un arco di tempo più o meno ristretto. Per quello che tu racconti della 'ibridazione' diesel veronese è folle in questa prospettiva appena descritta, ma è possibile pensando ad una ibridazione elettrica a fili e batterie (o supercaps) per i tratti cittadini di prestigio. No problem.

Silvano Robur ha detto...

Un mio collega mi ha riferito che in Russia esiste una superstrada percorsa da filocarri.
Appena ho il collegamento ve lo mando.

Massimo De Carlo ha detto...

Rimaniamo in attesa.

enzo ha detto...

Reputo che mantenere alto il prezzo del petrolio attraverso elevate tassazioni ha permesso a noi europei di salvarci in parte dal suo repentino rialzo di qualche anno fa. Tale raddoppio del prezzo ha messo in crisi i consumi americani e le grandi case automobilistiche americane.
A ottobre scrissi un articolo al riguardo:
http://groups.google.it/group/hainz/web/mercato-americano

Enzo
http://groups.google.it/group/hainz

Mauro ha detto...

Ho il libro sulla filovia dello Stelvio. Si tratta solo di ritrovarlo nel marasma di libri.
C'è un capitolo in cui ci sono foto di filocarri in russia,e anche di un filocarro ibrido (motore endotermico ed elettrico) utilizzato sulla rete filoviaria di Bologna per il servizio di raccolta rifiuti. Nel libro si parla anche di altre filovie per trasporto merci mai realizzate,che avrebbero dovuto svilupparsi nella zona del Cremonese e del Pavese. Il libro è molto bello. Appena lo trovo vi cercherò di fare un riassunto più preciso e dettagliato.

Mauro

Massimo J. De Carlo ha detto...

Splendido. Ci auguriamo che tu lo trovi presto.

mauriziodaniello ha detto...

Guarda qui:
http://englishrussia.com/2007/03/05/electic-powered-trucks-in-russia/

raimondo ha detto...

http://www.treehugger.com/cars/sixty-two-miles-of-new-electric-highway-to-nowhere.html

e questo in Svezia

mauriziodaniello ha detto...

Trovato un riferimento:
http://www.progettodighe.it/main/le-dighe/article/san-giacomo-di-fraele

"La filovia dello Stelvio:

La filovia dello stelvio è stata una filovia realizzata dalla AEM per la costruzione delle dighe di San Giacomo e Cancano. Lungo la filovia operavano 16 filocarri Fiat 666 CGE a tre assi con guida a destra ( tranne uno che aveva due assi ) due filotrattori Fiat 666F/20 per i carichi più pesanti e due filobus per il trasporto degli operai. I filocarri operavano a 650 Volt cc. tratti dalle linee elettriche aeree (bifilari). La linea su cui operavano i fliocarri era la Tirano-Bormio-Boscopiano (66 km, 1940-1950) il tragitto si snodava prevalentemente lungo la Strada Statale 38 dello Stelvio con bifilare unico, tranne in sei punti dove si raddoppiava ed i filoveicoli si incrociavano. Il dislivello era di ben 1500 m. Più tardi per la costruzione della diga di cancano II venne costruita un’altra filovia.

Il cemento arrivava in treno dalla stazione di Tirano, e veniva caricato sui filocarri che a massimo carico portavano 14 contenitori da 400 Kg. Da qui i filocarri percorrevano la linea fino ad arrivare alla partenza della Funevia, a boscopiano, che portava il cemento al cantiere, dove veniva stoccato in silos da 30000 quintali."