Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 14 febbraio 2009

Nucleare. L'Anonimo commenta

Un Anonimo ha lasciato un commento sul nostro post "Nucleare; Siemens divorzia da Areva mentre la Tot..." di Domenica 25 Gennaio 2009:

il nucleare non ha ALCUN limite temporale nel futuro. l'uranio è uno degli elementi più diffusi sulla crosta terrestre, tanto da formarne circa il 6%.
il costo di estrazione di uranio fissile incide sul costo/kw con le tecnologie attuali per il 3%, mentre in futuro si potrà arrivare all'1.5%.
eventualmente, pagandolo un 9-10% si potrebbe addirittura estrarlo dal mare!

infine:
vogliamo scriverlo a caratteri cubitali che l'unica fonte di elettrogenerazione che non produca CO2 è il nucleare?




Se così fosse non si comprende come mai i privati e l'Areva per prima non si buttino a pesce sul così proficuo affare. Si sa, i privati amano il profitto, le banche concedono crediti a iosa. Se fosse così. Ma... non è così. In Gran Bretagna il Governo ha aperto ai privati la possibilità di realizzare una ventina di centrali in sostituzione (in sostituzione, ripeto, non nuove) di quelle in via di obsolescenza destinate a essere chiuse per improduttività. Orbene, tutti fermi. perché? Perché il Governo obbliga chi costruisce a prendersi in carico anche il decomissioning e lo smaltimento dei rifiuti nucleari. Normale, no? giusto no? Allora si scopre che il costo dell'energia nucleare non è più a buon mercato e i profitti scricchiolano. Costa molto di più di quello che appare, quindi non conviene.
L'uranio è abbondante? Ok. Ma quanto costa estrarlo? Adesso poco, perché si sfrutta quello che è concentrato in alcune miniere, dopo saranno costretti a sfruttare quelle 'vene' dove la concentrazione è minore. Cosa significa? Che per estrarre un'oncia di ossido d'uranio dovremo impiegare molta più energia, di conseguenza costerà di più estrarlo. E' come piantare un chilo di riso per veder crescere un chilo e mezzo di riso, poi un chilo, poi mezzo chilo. Non conviene, punto e basta. Già non conviene adesso con la storia del decommissioning e trattamento delle scorie, immaginiamo dopo.
La leggenda dell'uranio del mare è una verità ... mascherata. Il problema sta nel fatto che l'uranio è 'sciolto' nel mare . Non è concentrato, quindi vale quanto detto sopra, energia per estrarlo.

La produzione di energia non produce Co2 ma... quanta ne produce l'estrazione dalle miniere dell'uranio, il trasporto, la purificazione, il trattamento, la realizzazione degli impianti, il decommissioning, lo stoccaggio delle scorie ecc.? Se non si analizza questa LCA non ha senso un discorso di CO2 uguale a zero, perché è una grossa dimenticanza.

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5 commenti:

Redarrow ha detto...

Invece l'ignoranza è diffusa almeno al 70-80% sulla terra, peccato che non serva a nulla, anzi è una scoria molto pericolosa :-)

Gianni Comoretto ha detto...

Due commenti un po' cerchiobottisti.

A sentire che l'uranio costituisca il 6% della crosta terrestre ho fatto un salto. Significherebbe, senza troppi mezzi termini, che la crosta terrestre e' supercritica: se appena se ne accorge (come nei cartoni di Wilie il Coyote se non sai che sei nel vuoto non cadi) esplode immediatamente. Lo stesso per l'estrazione dell'uranio dal mare, con qualche conto si vede che l'energia per estrarlo e' circa pari a quella che si ricava utilizzandolo.

Sulla CO2, certamente tutto il procedimento ne produce, ma siamo a livelli dell'ordine di quello che si produce con una centrale eolica o un pannello FV (costruendoli). D'accordo, dire che e' "l'unico processo di elettrogenerazione che non produce CO" è un tantino esagerato. Ma i problemi del nucleare non sono la produzione di CO2.

MaRaNtZ ha detto...

Io credo che a commenti così stupidi, come quello che hai richiamato, non è necessario dare risposta.

Nessuno ha la verità in tasca, ma molti sanno riconoscere una menzogna anche se hanno solo una scolastica infarinatura di fisica.

Chi ha scritto quel commento non ha nemmeno quella.

Silvano Robur ha detto...

Salve a tutti.
Ho letto attentamente quanto riportato prima di postare questo mio modesto intervento.
Sull'abbondanza dell'Uranio gradirei sapere la provenienza dell'informazione. Forse prima di quel numero c'è una virgola e almeno un paio di zeri. Poi dobbiamo capire quale è l'Uranio "Commerciabile" e quello "Potenziale".
Se io dico che nel mio campo ci sono 100 mele ma ne riesco a raccogliere solo 80 significa che 100 è il potenziale mentre 80 è la resa commerciale. Non è detto che tutto l'Uranio presente sulla terra sia economicamente estraibile.
Questo fatto mi sembra sia stato "leggermente" sottovalutato.
Detto ciò non capisco una cosa. Forse sono stupido o troppo diffidente. Perchè l'Australia che è il primo produttore mondiale di Uranio non ha nemmeno una centrale nucleare ? Ve lo siete mai chiesto ? La Filnlandia perchè sta ritardando la costruzione di quella meravigliosa città nucleare di Olkiluoto ? Che cavolo sta succedendo ? Sulla gestione delle scorie poi la cosa in Italia assume un risvolto assai tragico.
Mi spiegate come mai tante scorie se non abbiamo nemmeno una (1) centrale nucleare ? Se non sappiamo gestire le scorie senza avere le centrali quando le avremo cosa faremo ? Le mettiamo dentro il Vesuvio ? I nostri Cugini d'oltralpe perchè faticano tanto a far fuznionare il nuovo reattore di terza generazione che Berlusconi vorrebbe fare a 50 km da casa mia ? L'Italia, mettiamocelo in testa, non può adottare nessuna costruzione di centrale nucleare perchè non ne ha le capacità gestionali. E' come far guidare una Porsche ad un neopatentato. Qualcuno mi sa dire quante sono le tonnellate di scorie in giro per l'Italia ? Boh !

Anonimo ha detto...

quoto!! Tutto!!

G.