Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 17 aprile 2008

E' record: WTI 115,21 $ al barile



Altro record assoluto al Nymex New York dove ieri il petrolio è stato scambiato a 115,21 dollari per poi fissarsi a 114,93 dollari al barile.

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mercoledì 16 aprile 2008

Il progetto RITE

Roosevelt Island Tidal Energy Project
East River, New York City

Iniziato nel 2002, il progetto Roosevelt Island Tidal Energia (RITE) della Verdant Power sta per iniziare nell'East River a New York City's, lungo la sponda orientale del Roosevelt Island.

Il Progetto RITE incorpora un Kinetic Hydropower System completo di Free Flow ™ Turbine dato dall potenza delle maree.

Il progetto RITE sarà suddiviso in tre fasi, prova, dimostrare e commerciale fornendo energia elettrica appunto dalla forza motrice delle maree grazie alle turbine Free Flow ™. Il progetto sta partendo con dimostrazione iniziale con sei turbine che diventeranno 100-300 turbine a regime. A piena produzione il progetto potrebbe generare fino a 10 MW di potenza sufficiente per circa 8.000 case di New York.









The RITE Project
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martedì 15 aprile 2008

Petrolio da record: WTI 113,79 $ al barile



Altro record assoluto al Nymex New York dove il petrolio è stato scambiato a 113,80 dollari per poi fissarsi a 113,79 dollari al barile.

lunedì 14 aprile 2008

Ora il mondo ha fame. La guerra dei cereali

Meditiamo sul fatto che non è eticamente accettabile l'uso dei biocarburanti che mette in competizione la sopravvivenza di parte dell'umanità con i cilindri delle auto.

Il raddoppio dei prezzi di mais, grano e riso ha scatenato rivolte in decine di Paesi.
In Egitto 12 mila persone sono state arrestate perché vendevano farina al mercato nero. Nelle Filippine, in preda a una crisi alimentare gravissima, il governo minaccia di condannare all'ergastolo chi si accaparra il riso per rivenderlo, poi, a prezzi maggiorati. Ovunque — dall'Africa al Pakistan, dalla Thailandia al Messico — i cereali, nuovo oro dei campi, vengono protetti come un bene prezioso: nell'imminenza del raccolto, i terreni sono sorvegliati da guardie armate. Fino a ieri nel nostro ricco Occidente ci siamo occupati quasi solo degli alti prezzi petroliferi, allarmati dal rincaro del pieno di benzina. Certo, continuavano ad aumentare anche pane e pasta, ma il cibo incide solo per il 15-18 per cento sul bilancio di una famiglia europea (10-14% per quelle Usa). Ora, all'improvviso, scopriamo che il raddoppio dei prezzi di grano, mais, riso e soia sta sconvolgendo il mondo: Stati che credevano di aver sconfitto la fame ripiombano nella situazione di qualche decennio fa.
RISCHIO GUERRA CIVILE - La Fao, l'organizzazione alimentare dell'Onu, denuncia che in Africa, Asia e America Latina, 36 Paesi rischiano la guerra civile. Sono nazioni poverissime nelle quali la gente.
MUTAMENTI CLIMATICI - Ma i mutamenti climatici stanno rendendo irregolare questo ciclo. Se il monsone arriverà in forma attenuata, come nel 2002, il raccolto potrebbe ridursi del 20 per cento: 30 milioni di tonnellate di grano in meno. Sarebbe un disastro.

corriere.it


Fame nel mondo: Banca Mondiale, agire immediatamente
L'allarme cibo ha dominato la riunione primaverile della Banca mondiale che ha chiesto un intervento immediato dei Governi per evitare che la crisi accesa dalla corsa dei prezzi dei beni di prima necessita' si trasformi in emergenza. I paesi ricchi si sono impegnati a raccogliere 500 milioni di dollari entro il primo maggio per finanziare i bisogni piu' urgenti identificati dal World food program delle Nazioni unite e coprire le spese aggiuntive determinate dall'inflazione.

repubblica.it
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La Casa Elettrica

Ringraziamo vivamente l'Ing. Silvano Robur, l'autore del seguente post. Interessante l'aspetto del risparmio, della razionalizzazione dei consumi, della produzione di energia.




La Casa Elettrica

Correva l’anno 1930. In occasione della Triennale di Monza gli architetti Figini e Pollini esposero la loro casa (si veda la figura in alto) concepita per essere energeticamente gestita attraverso l’uso della sola elettricità. Illuminazione, elettrodomestici, ventilazione, cucina, ris
caldamento, acqua calda, erano tutti gestiti attraverso l’elettricità.
Le massaie dell’epoca, ancora abituate all’uso di fumose cucine alimentate a carbonella o gas illuminante (velenosissimo per la presenza di monossido di carbonio), di stufe alimentate a legna o carbone, erano meravigliate da questa costruzione in cui tutto era gestito attraverso il semplice azionamento di un interruttore.
Persino la cucina era alimentata elettricamente mediante piastre a resistenza che presentavano comodità d’uso e pulizia.
Venne chiamata “La Casa Elettrica”.

All’epoca l’elettricità in Italia veniva per il 90 % prodotta da fonte idroelettrica, conosciuta dai nostri nonni come il “carbone bianco”, che avrebbe affrancato la nostra patria dalle importazioni di carbone dopo le sanzioni del 1936 derivanti dalla Guerra di Abissinia.
Era dunque una fonte energetica rinnovabile ed inesauribile.
Potremmo muovere alcune critiche all’architettura del tempo propugnante un uso delle superfici vetrate che mal si addicono a formare un involucro deputato ad isolare il volume dalle avversità atmosferiche.
Ma era una costruzione dell’epoca, in cui il Razionalismo, figlia del Futurismo, imperava tra gli architetti.
A quei tempi si progettavano forme completamente disgiunte dai contesti ambientali : cilindri e parallelepipedi di ferro e vetro avvolgevano strutture di scale senza alcun riguardo ai dispendi energetici confidando nel progresso degli impianti che avrebbero sopperito fornendo luce e calore agli ambienti altrimenti invivibili.

Possiamo osservare come l’idea sia estremamente valida e sviluppabile grazie alle moderne tecnologie potendo giungere a sviluppare una odierna “Casa Elettrica” completamente svincolata dall’uso di com
bustibili fossili e biomasse ed energeticamente indipendente.
Mi chiederete : ma come è possibile ottenere un risultato simile votato alla completa indipendenza energetica e senza utilizzare combustibili fossili ?

La risposta risiede nel risparmio energetico, nell’utilizzo delle fonti rinnovabili, nell’uso intelligente dell’elettricità nel comfort abitativo.

Andiamo per ordine, altrimenti ci perdiamo.

Il risparmio energetico è il primo passo : una buona esposizione per massimizzare gli apporti gratuiti solari invernali sulle pareti verticali, aggetti per ridurre l’insolazione nelle calde giornate estive, un buon is
olamento ed un uso parsimonioso e mirato delle superficie vetrate.
Il ricambio dell’aria dovrà essere assicurato mediante scambiatori di calore a flusso incrociato.

Come funzionano ?

Semplicemente facendo cedere il calore dell’aria viziata che viene espulsa all’aria fresca in entrata.

Metteremo questi scambiatori-espulsori nei bagni e nelle cucine.
Così da richiamare aria dagli altri ambienti immettendo aria fresca in un punto centrale della casa, ad esempio la sala da pranzo od il corridoio.
L’impianto di illuminazione dovrà essere realizzato con lampade a basso consumo. Adesso possiamo installare anche lampade al LED che hanno un rendimento ancora più alto delle lampade fluoroscenti compatte di ultima generazione.
Anche il recupero dell’acqua piovana proveniente dalle c
operture e dalle superfici impermeabili dovrà essere inserito nella costruzione mediante l’uso di capaci cisterne collegate agli impianti per usi non idropotabili quali scarichi di wc, lavaggio auto, annaffiatura dei giardini.
La cassetta di scarico del water dovrà essere eliminato ed essere sostituito da un normale rubinetto. Per pulire sarà sufficiente ruotare il rubinetto e chiuderlo non appena si sarà ottenuto l’effetto desiderato.

Questo per evitare lo spreco di utilizzare diluvi di acqua per pulizie di ... limitata entità.

Risparmiando acqua negli usi non
idropotabili significa avere più acqua a disposizione per produrre energia idroelettrica.
Per il riscaldamento dobbiamo ricorrere ai vantaggi della geotermia mediante pompa di calore alimentata elettricamente.

Con un buon isolamento ed il riscaldamento a pavimento un appartamento di 100 mq può essere riscaldata con una potenza termica inferiore a 3 kW.

Con una pompa di calore con effetto utile pari a 3 spendendo 1 kW di energia elettrica otteniamo 3 kW di energia termica.
Faccio presente che nella casa elettrica di Figini e Pollini l’impianto di riscaldamento era costituito da resistenze elettriche.
Con una resistenza elettrica spendo 1 kW di energia elettrica e ricavo 1 kW di calore.
Con una pompa di calore geotermica spendo 1 Kw di energia elettrica e ricavo 3 kW di calore.

Non credo che vi siano bisogno di commenti per dimostrare che la geotermia è una fonte molto vantaggiosa rispetto alla vecchia resistenza elettrica.

L’acqua sanitaria la otterremo mediante collettori solari sottovuoto orientati a sud – ovest di 10 gradi collegati ad un boiler a doppia serpentina.

Il boiler a doppia serpentina non è altro che uno scambiatore di calore deputato alla produzione di acqua calda per uso sanitario che può essere alimentato o da fonte solare (pannelli solari sottovuoto) o da fonte geotermi
ca (pompa di calore geotermica).
In questo modo abbiamo eliminato il ricorso ad ogni combustibile fossile.

Mi chiederete: per la cottura dei cibi come faccio ad eliminare il gas metano?
Usando le piastre ad induzione ad alimentazione elettrica.

Sono molto più efficienti delle piastre a resistenza e sono infinitamente più sicure dei fornelli a gas metano.

Il funzionamento rende l’idea della loro efficacia.
Mettendo la pentola di acciaio sulla piastra essa viene investita da un campo magnetico ad alta frequenza che mi induce nella massa metallica delle correnti, dette di Foucault.
Le correnti così indotte percorrendo il metallo
per effetto Joule mi producono calore proporzionale al quadrato della corrente.
La pentola mi diventa generatore di calore e non il fornello!!!

Lo stesso principio viene utilizzato nei forni ad induzione per fondere all’interno di un crogiuolo i rottami ferrosi derivanti dalle attività di recupero.

La superficie della piastra ad induzione mi rimane fredda.

Ad essere pignoli mi si riscalderà un poco a causa della conduzione di calore dovuto al contatto della pentola.

Per motivi che non mi dilungo ad enunciare le pentole dovranno essere tutte in acciaio.

Pentole in rame, in allumino in vetro non funzionano.

Per l’energia
occorrente ci dovremo affidare a pannelli fotovoltaici ed al microelico.
Mi direte: vabbè per il fotovoltaico, ma addirittura il microeolico mi sembra esagerato!

Faccio un piccola osservazione : il pannello fotovoltaico è costoso (circa 6'000 Euro per kW di picco installato, IVA esclusa), il microgeneratore eolico costa circa 3’000 Euro per kW installato, IVA esclusa.

Inoltre il pannello fotovoltaico funziona solo di giorno.

L’eolico funziona ogni volta esista il vento.

Come supporto basta usare il palo dell’antenna TV.

Normalmente la potenza per ciascun microgeneratore eolico è di 400 W.

Se solo funzionasse a ¾ della potenza sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero per l‘assorbimento energetico del frigorifero.
Bisogna vedere la ventosità della zona, frequenza e velocità.
Concludo questo mio “breve” articolo (se vi ho annoiato, ditemelo!!! ) allegandovi la foto di villa Girasole, costruita a Marcellise, vicino Verona, una costruzione che segue il sole ruotando su stessa.

Villa Girasole

E’ stata progettata e costruita all’ingegner Angelo Invernizzi nel 1935. Fu costruita in cemento ed eraclit, un mattone fatto di fibre di legno riciclato, con una alto potere termoisolante.
Esagerando possiamo dire che l’ingegner Angelo Invernizzi aveva brillantemente risolto il problema dell’orientamento dell’edificio !

Si accettano, come sempre, critiche e suggerimenti !

Silvano Robur
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domenica 13 aprile 2008

Il nucleare è solo politica, non aiuta il clima

Jeremy Rifkin l'economista teorizzatore dell'economia basata sull'idrogeno (la sua, visto che si fa pagare 20/25 mila euro a conferenza), intrattiene il pubblico romano sulla questione nucleare con argomenti del tutto condivisibili affermando che:
"Il nucleare è solo politica, non aiuta il clima ... ...Per ottenere "un risultato significativo per la lotta all'emissione dei gas serra, questa percentuale dovrebbe salire al 20%"(il che) vorrebbe dire costruire tre impianti ogni 30 giorni nei prossimi 60 anni, ... non sappiamo ancora cosa fare delle scorie .. , abbiamo impegnato 18 anni e 8 miliardi di dollari per realizzare il deposito di Yucca Mountain, che già ha delle perdite ... non c'e' abbastanza acqua per raffreddare gli impianti basti pensare che in Francia, paese molto nuclearista, il 40% di tutta l'acqua consumata in un anno va a raffreddare le centrali atomiche "..


"Il nucleare è solo politica, non aiuta il clima"

"Sono attivi nel mondo 439 reattori nucleari che producono il 5% dell'energia mondiale e stanno invecchiando". Per ottenere "un risultato significativo per la lotta all'emissione dei gas serra, questa percentuale dovrebbe salire al 20%".
Questo "vorrebbe dire costruire tre impianti ogni 30 giorni nei prossimi 60 anni, secondo uno studio dell'Università di Oxford". Insomma, chi ne parla fa "solo politica". Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on economic trends e 'guru' dell'idrogeno, durante la presentazione della rete sperimentale di distributori di idrogeno che sarà realizzata in Puglia, taglia corto sull'opportunità della scelta nucleare. Un'opzione perdente "sia dal punto di vista economico che da quello ambientale". La Cina, "dove dicono che il mercato del nucleare esploderà, ha soltanto 11 centrali e ne ha programmate altre 40- aggiunge l'economista- sarei molto sorpreso se delle 439 centrali del mondo ne venisse sostituita anche solo la metà" con impianti nuovi. I governanti "dicono che il nucleare serve a tutelare il clima dalle emissioni di gas serra- prosegue Rifkin- ma per avere un impatto solo marginale l'apporto del nucleare al fabbisogno energetico mondiale dovrebbe crescere dal 5 al 20%". E proprio per arrivare al 20% "bisognerebbe iniziare a costruire tre impianti ogni 30 giorni per 60 anni". Inoltre, prosegue Jeremy Rifkin, "non sappiamo ancora cosa fare delle scorie. Nel mio paese, dove certo non mancano i bravi ingegneri e ce ne sono tra i migliori del mondo, abbiamo impegnato 18 anni e 8 miliardi di dollari per realizzare il deposito di Yucca Mountain, che già ha delle perdite". Nel frattempo, prosegue, "continuiamo a non sapere cosa fare delle scorie che intanto si stanno ammucchiando". Ma non basta: "si stima che al 2025 si andra' incontro ad una scarsità di uranio- avverte Rifkin- e allora si parla di passare ad usare il plutonio". Una cosa non consigliabile "in un mondo con terrorismo crescente" come è quello attuale. E ancora, "non c'e' abbastanza acqua per raffreddare gli impianti- avverte Rifkin- basti pensare che in Francia, paese molto nuclearista, il 40% di tutta l'acqua consumata in un anno va a raffreddare le centrali atomiche". Ed è anche accaduto "che nell'estate del 2003, quando molta gente morì per il caldo e di acqua ce n'era poca, questa non bastava" a servire gli impianti. Insomma, il nucleare "non è una bella idea di business, non è una bella idea per l'ambiente, non è una bella idea per il Pianeta- conclude Rifkin- lavoro con le maggiori società energetiche del mondo e posso garantire che non si rinnoverà nemmeno la metà delle 439 centrali nucleari esistenti: è ora di passare alle rinnovabili, quella sull'atomo è una discussione senza fine che non ci porta alla soluzione dei nostri problemi".

dire.it
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sabato 12 aprile 2008

Energia elettrica dalle onde del mare

La turbina più grande del mondo per ricavare energia elettrica pulita dalle onde del mare è stata installata a Strangford Lough, nell'Irlanda del Nord, un luogo conosciuto per l'impeto delle correnti. Questo è anche il primo progetto commerciale per trarre energia dalle onde.
La turbina si trova 400 metri al largo, pesa 1000 tonnellate ed ha due rotori del diametro di 16 metri. L'ha realizzata la società Marine Current Turbines ed entrerà in funzione alla fine dell'anno. Si stima che produrrà 1.2 MW, sufficienti a migliaio di case.
I rotori di SeaGen saranno in funzione per 18-20 ore al giorno e si muoveranno alla velocità di 10-20 giri al minuto: dieci volte più lenti dell'elica di una nave. Si stima che per questo non danneggeranno la fauna marina della zona, abituata a muoversi agilmente fra la forte corrente e le onde impetuose.




World’s Largest Tidal Turbine Successfully Installed
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venerdì 11 aprile 2008

Costruire centrali con la tecnologia attuale già obsolete nel giro di vent'anni

Nei laboratori di ricerca di tutto il mondo si sta già pensando al nucleare della prossima generazione, e l’Italia fa parte dei maggiori progetti avviati al mondo. Mentre da noi ci si interroga sull'eventualità di tornare al nucleare, e nel mondo si costruiscono nuove centrali, nel chiuso dei laboratori si sta preparando l’energia del futuro, e il nostro paese è in prima fila in molti dei progetti principali per le centrali del futuro. Il futuro a lungo termine delle centrali si chiama fusione nucleare, un processo in cui due atomi leggeri si fondono per crearne uno più pesante, un processo privo di scorie e dal combustibile praticamente illimitato. Lo studio di applicazioni commerciali di questo tipo di reazione è affidato al consorzio Iter, che vede tutte le principali potenze mondiali collaborare, e di cui fa parte anche l’Italia.
Fino al momento della fusione però si potrà sfruttare la fissione, la reazione dei reattori tradizionali che invece si basa sulla scissione di atomi pesanti: «Tra il 2010 e il 2015, dovrebbero essere disponibili i reattori di cosiddetta 'Generazione tre e mezzo' – ha spiegato Stefano Monti, esperto Enea in questo campo – che hanno una lunga vita utile (60 anni), dispositivi di sicurezza infallibili e migliore utilizzo del combustibile, di cui uno dei progetti più interessanti di è Iris sviluppato da un consorzio internazionale di cui fanno parte istituzioni, tra cui l’Enea, e imprese italiane. La quarta generazione di reattori è invece ancora in fase di ideazione, e potranno essere operativi fra 20 o 30 anni».
Proprio le centrali di quarta generazione, che produrranno molte meno scorie (il 20% del combustibile, mentre oggi è l'80%), saranno più sicure e di durata più lunga, potrebbero essere secondo gli esperti la soluzione per un rientro dell’Italia nel nucleare. «Quando si parla di nucleare bisogna tenere conto dei costi per le centrali, ma anche per le infrastrutture e per l'accettazione da parte della collettività – ha spiegato a margine del convegno Luigi Paganetto, presidente Enea – si può anche decidere di tornare al nucleare con le tecnologie attuali, ma lo si farebbe sapendo che fra vent'anni la centrale sarebbe obsoleta. Inoltre investendo nelle centrali di quarta generazione l’Italia potrebbe tornare ad avere il ruolo di avanguardia che aveva prima del referendum». Secondo Paganetto, un problema ancora grande è quello delle scorie, che anche l’Italia deve affrontare non avendo ancora sistemato quelle derivanti dall’attività degli anni '80.

Energia - E' in Italia la ricerca per il nucleare del futuro
lagazzettadelmezzogiorno.it
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giovedì 10 aprile 2008

Petizione per proporre una "Sfida" senza complicarsi la vita

Riceviamo una email da parte di Daniele Bonafede il cui contenuto riteniamo particolarmente interessante ed utile come spunto per una discussione che riguarda il mondo e la tecnologia dei veicoli elettrici per l’utilizzo quotidiano in contesti reali.
Riteniamo che lo scopo della discussione sia delineare un tema tecnico da proporre agli attori del settore e una proposta da condividere con tutti i cittadini/contribuenti perché chiedano ai decisori politici di allocare diversamente le attuali risorse disponibili con gli opportuni sistemi di penalizzazione/incentivo.


Petizione per proporre una "Sfida", tecnologicamente oggi possibile senza complicarsi la vita con l'idrogeno, ai decisori pubblici e privati che incidono sulla filiera dell’automobile:
riconvertire il sistema automobilistico entro pochi anni, cominciando da subito.


1. Introduzione

Sono un privato cittadino che muove da tale assunto, che potrebbe essere uno slogan commerciale: fare di più, con meno e meglio.

Non possiamo permetterci di continuare a non utilizzare le migliori tecnologie disponibili per rendere dal punto di vista energetico più efficienti le nostre azioni quotidiane, a molte delle quali, come è noto, non è possibile rinunciarvi in tutto o in parte: rimane perciò l’estrema necessità di fare almeno le stesse cose con molto meno e possibilmente con una qualità migliore, sfruttando ed integrando le migliori tecnologie oggi disponibili.

Attualmente le migliori tecnologie sono in grado di quasi quintuplicare i tassi di utilizzo utile dell’energia primaria che destiniamo agli spostamenti in automobile: infatti, se immaginassimo di mettere 100 kWh di energia primaria chimica in un serbatoio e li convertissimo in energia elettrica con un’efficienza media del 65-70%, l’energia meccanica utile, convertita con pochissime perdite da un motore elettrico, sarà prossima a 65 kWh (potenza di una autovettura media).

Con le automobili attuali, basate su concetti meccanici ottocenteschi, oltremodo raffinati sempre più, che utilizzano appena il 25-30% dell'energia chimica del combustibile del nostro serbatoio (o del nostro Pianeta), avremmo potuto utilizzare molto meno della metà dei 65 kWh messi a disposizione dalla catena di conversione elettrica: tutto il resto sarebbe stato disperso, come scarto, sotto forma di "inutilizzabile" calore.

Perciò, ritenuto che sia, anzi è necessario passare dalla fase degli annunci e dei prototipi di auto elettriche più o meno comode, con soluzioni tecniche più o meno esotiche, alla fase di progetti realizzabili affiancati da mirata riorganizzazione delle filiere tecnologiche e produttive collegate all’automobile, lancio questa sfida mediante un bando sintetico rivolto:

- all’industria energetica (generazione e distribuzione dell’energia primaria ed elettrica), alle imprese petrolifere proporrei di divenire anche produttori di energia elettrica, molti operatori già lo solo, e mettere a disposizione del sistema una nuova rete di distributori di energia elettrica dedicati all’automobile ovvero al trasporto in senso lato, per ricariche veloci della batteria (con elevate potenze disponibili e ricariche complete in pochi minuti) dell’automezzo;

- all’industria automobilistica per mettere a disposizione il suo know-how di sviluppatori e assemblatori di sistemi complessi e integrati come è un’automobile moderna, innovando profondamente le soluzioni tecniche per costruire e far funzionare un’automobile; all’industria dell’automobile si deve affiancare l’industria elettromeccanica, elettrotecnica ed elettronica di potenza, per cogliere le nuove opportunità di un mercato vastissimo che richiederà componentistica nota, ma in quantità molto rilevanti;

- alla pubblica amministrazione che deve promuovere e governare una nuova riallocazione di risorse, senza precedenti, fra filiere industriali, esclusivamente con strumenti di mercato e non con trasferimenti a fondo perduto.


Passando ai concetti tecnici dell’automobile vera e propria, al centro della sfida tecnologica, ritengo sia meglio impostare i progetti di auto elettriche per l’utilizzo di quattro tipologie di ricarica delle batterie, grazie alla estrema flessibilità dell’energia elettrica.

Le batterie devono essere almeno a tecnologia litio-polimeri (Li-Po) con un migliore rapporto volume/peso/energia/deterioramento/compatibilità ambientale rispetto ad accumulatori basati su piombo o a maggiore densità energetica con applicazione delle nanotecnologie come in quelle batterie Nano-Litio-Polimeri (ne esisto già applicazioni di piccola taglia ad opera di un costruttore statunitense per utensili power-intensive professionali), per permettere diverse modalità dio ricarica:

- Ricarica lenta notturna o diurna (domestica/in aree private) mediante la normale rete di distribuzione dell’energia elettrica (POD dedicato e contatore separato con un contratto da almeno 6 kWh), che andrà adeguata all’aggiuntiva richiesta di capacità;

- Ricarica veloce in distributori (gestiti dall’industria petrolifera) dove siano messi a disposizione punti di prelievo con potenze disponibili di 5 MWh (soluzione che impegna la rete di distribuzione elettrica in certi punti), ovvero dove sia disponibile un raggruppamento di batterie caricate lentamente che cedano molto velocemente l’energia elettrica alla batteria dell’automezzo (soluzione che appesantisce meno la rete di distribuzione elettrica);

- Ricarica mediante recupero, ad opera di ultracondensatori (ultacapacitor), della quasi totalità dell’energia cinetica sviluppata dalla marcia del veicolo, mediante il sistema di frenatura elettrico, che di fatto quasi raddoppia l’autonomia nominale della batteria (potenza disponibile);

- Ricarica della batteria mediante motore termico ottimizzato per la generazione elettrica e alimentato da idrocarburi a basso impatto ambientale e ampia disponibilità. La soluzione migliore per prestazioni e impatto ambientale in assoluto sarebbe una compatta turbina a gas naturale (come quelle per coogenerazione o trigenerazione) per produrre energia meccanica e termica/frigorifera.

Quanto agli organi di trazione, eliminando differenziali cambio, alberi di trasmissione, i migliori candidati sono motori elettrici integrati nel cerchio ruota, per funzionalità, efficienza e prestazioni: la Mini QED della inglese PML del 2006 e la Volvo ReCharge del 2007 (basata su tecnologia PML) mostrano che la trazione elettrica sulle 4 ruote non è un vezzo, ma una necessità, dato che vengono integrate le funzioni di frenata con antibloccaggio, conversione dell'energia cinetica in elettrica (ci sono 4 ultracapacitori sulla Mini QED che assorbono energia meccanica sotto forma di energia elettrica costituendo gli organi di frenatura del mezzo in combinazione con i 4 motori), sistema antipattinamento e di stabilità... e si risparmia persino peso, rispetto alle attuali soluzioni utilizzate dall’industria.

In fine, senza dimenticare l’aspetto dell’amministrazione del bene pubblico, esorto l'Unione Europea e la Repubblica Italiana a promuovere la produzione di vetture elettriche nuove, ma anche la diffusione di kit per il retrofit elettrico di alto profilo tecnologico per le attuali Euro0 e EuroX (con 4 motori elettrici, frenata elettrica...) e avviare la modifica del quadro normativo per l'immatricolazione in Italia di auto a tecnologia tradizionale trasformate in auto a trazione elettrica pura, eventualmente affiancata da un piccolo generatore di backup a idrocarburi per estenderne l’autonomia.

Segue il bando.

2.1 Oggetto del bando per gli attori delle filiere, in particolare le case automobilistiche.


A) Sfida per le case automobilistiche:

# Se l’autovettura fosse disponibile alla fine del 2009, prodotta in almeno 50.000 esemplari entro la fine del 2010, da raddoppiare nel 2011, mi impegno in qualità di promotore della petizione:
- a comprarla ad un prezzo di 25000 euro, se di mio gradimento, nel corso del 2011 (e tenerla almeno 3 anni percorrendo almeno 15000 km/anno);
- a fare da testimonial gratuitamente per veicolare il messaggio relativo alla commercializzazione delle autovetture o cedendo totalmente in beneficenza eventuali compensi, al netto delle imposte.

# I gruppi automobilistici possono consorziarsi per la progettazione e il raggiungimento degli obiettivi produttivi. In tal caso, ogni produttore consorziato deve produrre con almeno un terzo dei marchi posseduti un totale di 20.000 esemplari per anno.


B) Sfida per le società energetiche di produzione e di gestione della distribuzione dell’energia elettrica:

# Potenziare le reti di distribuzione orientate alla generazione distribuita e alla messa a disposizione di una maggiore quantità di energia (ma meno dell’energia chimica attualmente veicolata nella filiera petrolifera). Mi impegno a fare da testimonial in qualità di promotore della petizione per veicolare il messaggio relativo all'iniziativa gratis o cedendo totalmente in beneficenza eventuali compensi, al netto delle imposte.


C) Sfida per le istituzioni pubbliche:

# Innovare la fiscalità della mobilità e promuovere la riconversione tecnologica delle filiere legate all’auto. Mi impegno a fare da testimonial per veicolare il messaggio relativo all'iniziativa gratis o cedendo totalmente in beneficenza eventuali compensi, al netto delle imposte.

# Incentivazione della produzione di energia elettrica distribuita presso nuovi punti o presso le attuali aree di servizio riconvertite (anche parzialmente) rendendo disponibili almeno due punti di ricarica disponibili simultaneamente.

# Incentivazione per chi mette a disposizione grandi quantitativi (5 MWh per punto di ricarica) di energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili (incentivate con il sistema del conto energia) per la ricarica rapida della batteria delle automobili in apposite aree di servizio.

2.2 Caratteristiche tecniche del mezzo e requisiti tecnico-prestazionali:

1. Autovettura con carrozzeria Berlina/SW/Cross-Over leggero/monovolume 5 porte, 5 posti (eventuale versione da 7 posti). Piccoli furgoni e loro derivati. Sono esclusi tipologie di carrozzeria tipo SUV per via dello sfavorevole rapporto peso/volume/spazio occupato.

2. Prezzo: 25000 euro del 2007 su strada.

3. Costi di gestione tecnica (energia inclusa) non superiori a 1000 euro/anno/30000 Km per i primi 8 anni (in euro del 2007).

4. Bagagliaio da 500-1500 litri.

5. Peso max 1250 kg in ordine di marcia.

6. Potenza alle ruote 350 kW di picco, nominale 200 kW.

7. Coppia alle ruote 400 NM.

8. Pendenze superabili con il 75% del peso a pieno carico: 40%.

9. Velocità di crociera 130 km/h, massima 180-200 km/h.

10. Autonomia elettrica pura: 300-400 km con batterie completamente cariche e con il 50% del peso a pieno carico.

11. Autonomia totale: almeno 1000 km/giorno, max 1500 km.

12. Portata utile incluso peso rimorchiabile: 800-1200 kg.

13. Omologata in Europa.

14. Vita utile della batteria: 8 anni di utilizzo medio dell’autovettura con perdita di meno del 10% di prestazione nominale da nuova.

15. Interventi di manutenzione degli organi elettrici e di trazione: 100.000 ore di funzionamento o 300.000 km senza bisogno di revisioni/rettifiche/riparazioni (MTBF).

16. Durata delle batteria Trazione elettrica integrale, 4 motori elettrici ad alto rendimento (nel cerchio ruota o concentrati nella massa sospesa, raffreddati ad acqua).

17. Misure di sicurezza attiva e passiva contro sinistri dovuti ad energia elettrica sia in marcia, che durante le manutenzioni.

18. Frenatura elettrica ad efficiente recupero di energia (almeno il 90% di quella potenziale) mediante 4 ultra condensatori (almeno 10 Farad), più frenata meccanica di emergenza/stazionamento.

19. Sistema di estensione dell’autonomia elettrica: backup con Micro Turbina a Gas naturale (MTG) da almeno 60 kWe/h per la ricarica di emergenza della batteria di trazione, a regime di rotazione costante, (micro)trigenerazione (elettricità, calore, raffrescamento). Sviluppo futuro (anno 2015): micro-generatore Fuel Cell (FC) a ciclo ibrido (cella combustibile + MTG a gas naturale desolforato) per produzione di energia elettrica e calore, con gas naturale.

20. Batteria a moduli con tecnologia LiPo (o tecnologia superiore) da max 200 Kg, almeno 30 kWh, distribuiti nel vano anteriore o posteriore del pianale e/o nel tunnel centrale.

21. Serbatoio/i del gas naturale sotto il bagagliaio, sotto il pianale.

22. Funzioni elettroniche della trazione: Ripartizione elettronica della potenza e della trazione in funzione dell’aderenza, Controllo della stabilità, Antibloccaggio delle ruote in frenata, Antipattinamento.

23. Sistemi giroscopici ed inerziali per la gestione della dinamiche del veicolo in funzione di una ottimizzazione dell’impiego della potenza.

24. Ricarica delle batterie (litio polimeri o nanomateriali):

o in 10 minuti in apposite aree di servizio per il rifornimento (singole colonne di rifornimento con potenza disponibile di 5 MWh o batterie fisse precaricate predisposte per la ricarica rapida delle batterie delle auto);

o in 2-4/6-8 ore presso luoghi privati come l’abitazione o l’ufficio dotati di una normale fornitura di elettricità residenziale (6 kW), dotata eventualmente di contatore separato da quello delle utenze tradizionali.

25. Serbatoio gas naturale da 40 Kg (a 200 bar o pressione superiore).

26. Condizionamento dell’aria elettrico a pompa di calore con inverter quando non è attiva la turbina a gas ovvero semplice deumidificazione.

27. Sistema di condizionamento dell’abitacolo ausiliario (utilizzo del calore dei fluidi di raffreddamento dei motori o componenti di potenza o elettronici).

28. Servosterzo elettrico.

29. Sistemi di sicurezza di guida interattivi e anticollisione per prevenire sinistri dovuti all’estrema silenziosità della marcia dell’autoveicolo.

30. Radar di prossimità/Visione di guida notturna migliorata (eventualmente con tecnologie di termorilevamento/termocamera).

Altri aspetti amministrativi:

- Tassa di possesso compensativa per la maggior efficienza globale e per il vantaggio ambientale;
- RC Auto dimezzata rispetto a berline di pari peso a vuoto;
- Accisa e aliquota IVA specifiche sull’elettricità per autotrazione in funzione dell’equilibrio delle finanze.
Daniele Bonafede
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Il testo della petizione leggermente diverso per qualche dettaglio si trova qui:
http://www.petitiononline.com/Dabon973/petition.html
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mercoledì 9 aprile 2008

Petrolio WTI 111,40 $ al barile



Altro record assoluto al Nymex New York dove il petrolio è stato scambiato a 110,87 dollari.

A Londra la sostenibilità è di casa

BedZed è un quartiere a sud di Londra a emissioni zero, che coniuga la dimensione sociale, l'efficacia economica e la compatibilità ambientale

Il progetto BedZed
Prendendo spunto da queste conclusioni, nei primi anni '90 nacque l'idea di costruire a Londra un quartiere a zero emissioni, che non consumi in alcun modo energia fossile. Il progetto, divenuto famoso con l'acronimo di BedZed (che significa Beddington Zero Energy Development) ha previsto la realizzazione, nei sobborghi meridionali di Londra, in un'area dismessa, di un insediamento di 3000 m2 di superficie. Il quartiere innovativo, promosso e cofinanziato dal Peabody Trust (associazione operante nel settore dell'edilizia abitativa, tra le più importanti a Londra) insieme all'amministrazione locale di Sutton, vide la luce nel 2002.
Opera dell'architetto Bill Dunster, questa comunità abitativa sperimentale è costituita da 83 alloggi a conduzione mista, 18 edifici residenziali e di lavoro, 1560 m2 occupati da uffici. L'insediamento dispone inoltre di vari negozi, impianti sportivi, una caffetteria, un centro medico sociale e un asilo nido.

Temi sviluppati nell'articolo:
- Isolamento termico e riscaldamento passivo
- Tetti verdi
- Diverse orientazioni
- Impianti di cogenerazione
- Camini a vento
- Pannelli fotovoltaici
- Risparmio di acqua
- La spesa con Internet

Da casaclima.it

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martedì 8 aprile 2008

Classifica assoluta al Green Rally Della Mole

1 Green Rally Della Mole Torino 5/6 Aprile

Classifica assoluta

.... n. ...... veicolo................... Pilota ..................... Copilota

1... 4 ...Citroen Saxo ... Ghielmini Giorgio........Pagani Giusva

2... 19 ...Peugeot 106 ... Montoli Federico ........ Foletta Marco

3... 14 ...Fiat 500 ..........Cambi Pietro .................Renna Riccardo

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lunedì 7 aprile 2008

Incredibile cinquino. Terzo posto!

L'amico Fabrizio Argonauta ha lasciato questo messaggio al post 1° GreenRally della Mole :

"Ho partecipato quale fotografo ufficiale del mitico cinquino di Pietro Cambi. Un terzo posto meritato anche se non ci ho capito nulla del regolamento."

Grazie Fabrizio... per l'anticipazione e ... per le foto che vorrai spedirci .

Accanto una famosa foto di Fabrizio (dietro la fotocamera), il cinquino e Chantal.

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domenica 6 aprile 2008

Energia, la soluzione non è l'atomo, il sole si

Solo il solare può garantire all'Italia un futuro energetico sostenibile. Oltre seicento tra docenti universitari e ricercatori hanno sottoscritto un appello "ai candidati alla guida del Paese nelle elezioni politiche 2008" per chiedere che venga messa da parte tanto la tentazione del nucleare, quanto il ritorno al carbone. "In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale - si legge nel documento - sentiamo il dovere di informare la classe politica e il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute e il benessere delle generazioni future".

Ai Candidati alla guida del Paese nelle elezioni politiche 2008
Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca. In virtù della
conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura
scientifica internazionale, sentiamo il dovere di informare la classe politica ed il Paese
riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere
irrimediabilmente la salute ed il benessere delle generazioni future. Tutti gli esperti
ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall'uso dei combustibili fossili a quello
di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale.
Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi
finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a
reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e
militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi
tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.
Sollecitiamo pertanto chi guiderà il prossimo Governo a sviluppare l'uso delle fonti di
energia rinnovabile: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie
forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali,
biomasse. Il Sole, infatti, è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla
Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale. E’ quindi
urgente sviluppare al massimo l’utilizzo di questa fonte su larga scala.
Per limitare i danni della crisi energetica e climatica che si sta delineando, è necessario
fare in modo che i cittadini italiani, a cominciare dagli studenti di tutte le scuole,
acquisiscano maggiore consapevolezza sulla delicata situazione in cui si trova il nostro
Paese.
Il risparmio energetico, l’uso più efficiente dell’energia ed in particolare delle energie
rinnovabili, lo sviluppo della ricerca scientifica sono le azioni necessarie per affrontare il
difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile.
In questa grande sfida scientifica e tecnologica si gioca anche il futuro industriale ed
occupazionale della nostra nazione che non possiede risorse significative di combustibili
fossili e nucleari e che, quindi, non potrà ambire ad una maggiore indipendenza
energetica se non rivolgendosi all’unica risorsa di cui abbonda: l’energia solare.

energiaperilfuturo.it
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sabato 5 aprile 2008

I nuovi eco-incentivi per i veicoli elettrici

Il Ministero dell'Ambiente ha messo a disposizione 15 milioni di euro per far sparire dalle strade i mezzi a due ruote più vecchi e inquinanti "eurozero":
- Biciclette un contributo pari al 30% del prezzo di listino, fino a un massimo di 250 euro.
- Ciclomotore o bicicletta a pedalata assistita un contributo pari al 30% del prezzo di listino fino a 700 euro,
- Motociclo o quadriciclo a trazione elettrica un contributo pari al 30% del prezzo di listino, fino a un massimo fino a 1.000 euro.

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Energia e ambiente nei programmi di governo : 11a puntata

Prosegue la rassegna dei programmi dei partiti in vista delle Elezioni politiche nazionali fissate per il 13 e 14 Aprile p.v. ristretto a due temi ENERGIA e AMBIENTE. Non vogliamo schierarci a favore di nessuno ed è invece nostra intenzione dare uno schema sintetico di come i partiti vedono questi due temi che a noi sembrano essere di primaria importanza.



Per un'Italia laica, civile, moderna. Il programma del Partito Socialista
.....................
Il contrasto ai cambiamenti climatici è la sfida più rilevante: energia pulita, risparmio energetico ed efficienti sistemi di smaltimento dei rifiuti sono obiettivi da perseguire con determinazione. La tutela dell'ambiente costituisce un aspetto fondamentale di uno sviluppo sostenibile.
....................

Le altre puntate - Programmi di governo - elezioni 2008

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venerdì 4 aprile 2008

Il primo aereo a celle a combustibile

"Boeing ha fatto volare, per la prima volta nella storia dell'aviazione, un velivolo con pilota da celle a combustibile a idrogeno che producono energia elettrica per alimentare un motore a elica. In pratica per la prima volta un aereo verso e proprio a fuel cell ha solcato i cieli. Questo dimostratore denominato Fcda (Fuel Cell Demonstrator Airplane) è basato su un motoaliante biposto Dimona con un'apertura alare di 16,3 metri, prodotto dall'austriaca Diamond Aircraft Industries. Il centro ha modificato la struttura originaria in modo da far girare l'elica mediante un motore elettrico alimentato da un sistema ibrido di celle a combustibile del tipo a membrana a scambio protonico (Pem - Proton Exchange Membrane) e di batterie agli ioni di litio."
Da ilsole24ore.com

Dubito fortemente che l'aereo si possa sostenere senza l'aiuto preponderante delle batterie al litio. Le fuel cell producono energia in modo costante ma sono 'sedute' ovvero quando si richiede potenza in più non sono in gado di erogarla. Quindi è necessario che questa energia venga fornita dalle batterie al litio. Credo che le fuel cell spariranno presto dai cieli. Se l'idrogeno ha un senso forse è proprio nel trasporto aereo ma con le turbine non con le fuel cell.

(La foto: il motoaliante biposto Dimona, oggetto dell'applicazione, ha un'apertura alare di 16,3 metri, èprodotto dall'austriaca Diamond Aircraft Industries)
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giovedì 3 aprile 2008

Smile a Idrogeno, dalle Marche alle Olimpiadi di Pechino

Mercoledì scorso è stato presentato ufficialmente lo Smile il qualdriciclo elettrico Smile prodotto dalla Faam. 34 esemplari saranno presenti ed operativi alle prossime olimpiadi di Pechino nella normale versione con le batterie al piombo. Un esemplare dello Smile invece sarà con le batterie al litio indispensabili per erogare a richiesta quell'energia che le sole le fuel cell ad idrogeno non sarebbero in grado di fornire.

"La Smile a idrogeno (nella foto), che può raggiungere i 50 km/h e ha una portata massima di 400 chilogrammi, ha ovviamente un prezzo molto elevato (150.000 euro), conseguenza dei piccoli volumi produttivi e delle tecnologie ancora in evoluzione. Il veicolo, sviluppato in collaborazione con l'Università Politecnica di Ancona, è caratterizzato da una grande silenziosità e dal livello di emissioni pari a zero. Caratteristica, quest'ultima, che non guasta, considerati i livelli di inquinamento dell'aria di Pechino."
Quattroruote.it

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mercoledì 2 aprile 2008

Le automobili elettriche sono 3 volte più efficienti

Uno studio intitolato "Plugged In: The End of the Oil Age" del WWF dimostra che i veicoli che funzionano con energia elettrica fornita dalla rete e accumulata in batterie sono molto più efficienti e possono emettere meno gas a effetto serra degli altri " combustibili alternativi ", e ciò anche quando l'elettricità è prodotta a partire da combustibili fossili. La relazione dimostra che i veicoli elettrici possono rivelarsi tre volte più efficienti dei veicoli che funzionano con idrocarburi e soprattutto che questo è realizzabile ricorrendo alle tecnologie ed alle infrastrutture di distribuzione già esistenti.

I documenti originali sono qui:

Plugged In The End Of The Oil Age Summary Report

Plugged In Gary Kendall The End Of The Oil Age final Report

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lunedì 31 marzo 2008

Segnali di cambiamenti climatici repentini (troppo)

Clima, si arrende anche la Patagonia "Il Perito Moreno si scioglie"




Il ghiacciaio Perito Moreno
Il ghiacciaio è vittima dell'effetto serra e nella sola estate australe appena conclusa ha perso 14 metri di spessore. Era consolante sapere che il riscaldamento climatico stava risparmiando il Perito Moreno e che almeno uno dei ghiacciai della Cordigliera Andina non si stava ritirando a ritmo elevato a causa del riscaldamento globale. Ma anche la lingua di ghiaccio che si protende sul lago Argentino, in uno degli angoli più belli della Patagonia, è interessata dallo stesso fenomeno che ha fatto perdere al lembo estremo della Cordigliera una riserva naturale di oltre 42 chilometri cubici di acqua dolce all'anno nell'ultimo quinquennio.

repubblica.it

In Antartide si stacca un iceberg gigante
Un mastodontico frammento di una banchisa antartica grande 415 chilometri quadri si e' staccato dall'area di Wilkins Ice Shelf. Ne ha dato notizia l'University of Colorado's National Snow and Ice Data Center che ha diffuso la foto del grande iceberg, grande sette volte l'isola di Manhattan, che ha iniziato a separarsi dal pack il 28 febbraio scorso. Il blocco e' lungo 41 chilometri ed e' largo 2,4. "È grande sette volte l'isola di Manhattan", spiega uno; "Ha le dimensioni dell'Irlanda del Nord", afferma un altro. "Il surriscaldamento dell'area e' evidentemente collegato all'aumento dei gas serra", ha dichiarato Ted Scambos, che guida il gruppo di ricerca. "Sono fenomeni osservati da parecchi anni, quindi non si tratta di una novita'", commenta Massimo Frezzotti, glaciologo dell'Enea. "Si sono gia' staccati in maniera analoga altri iceberg, ma quello del distacco non e' il problema principale. Il vero problema e' che queste piattaforme di ghiaccio si stanno disintegrando a una velocita' molto maggiore di quanto previsto. Si rompono in tanti pezzetti".

rainews24.it

domenica 30 marzo 2008

Elettricità dal sole in California, 5 km2 di FV

La Southern California Edison Co. ha intenzione di realizzare il più grande impianto di pannelli fotovoltaici che copriranno i tetti per una superficie totale di 2 miglia quadrate (oltre 5 km2) soddisfacendo le utenze di 162 000 abitazioni. Il progetto rientra nella prospettiva di produrre il 20% dell'energia elettrica della California da fonti rinnovabili entro il 2010. Il progetto vale $ 875 milioni. I primi allestimenti saranno operativi già alla fine di agosto sulle costruzioni nelle contee di San Bernardino e Riverside . I funzionari dell'azienda valutano che gli impianti fotovoltaici sui tetti potranno generare circa a 250 MW [di picco ?] di elettricità.

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sabato 29 marzo 2008

Luci spente per salvare la Terra

Il via in Nuova Zelanda e poi via via attraverso tutto il pianeta
In 380 città l'Earth Hour per il clima patrocinato dal Wwf
Scatta l'ora della terra: l'evento mondiale patrocinato dal Wwf vede oltre 380 città spegnere i monumenti più importanti, uffici, scuole, edifici privati dalle 20 alle 21 ora locale. Un messaggio universale da lanciare a tutti i governi al fine di tagliare le emissioni di gas serra. Dal Colosseo al Golden Gate, dall'Opera House di Sydney alle cascate del Niagara oggi per un'ora si spengono le luci sui monumenti simbolo delle principali città del mondo. Oltre 30 milioni di cittadini possono scegliere di fare un gesto salva-clima. L'idea è quella di coinvolgere nello stesso giorno dell'anno quante più persone possibili ai capi opposti del mondo allo scopo di tagliare le emissioni inquinanti e agire per fermare i cambiamenti climatici.

da repubblica.it

Ten Things to Do in the Dark
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venerdì 28 marzo 2008

Il parlamento tedesco diventa «rinnovabile»

Tutta l'energia prodotta con fonti rinnovabili. La decisione in linea con le scelte della Merkel. Dalla prossima estate, l'edificio che ospita il Bundestag, il parlamento tedesco, funzionerà completamente con energia rinnovabile. diventerà una bandiera della battaglia ecologica globale che il governo di Angela Merkel sta conducendo. Una sottocommissione parlamentare ha preparato il bando di gara per scegliere una società fornitrice di energia tra quelle che usano solo fonti rinnovabili. La cupola, per dire, è stata concepita come una lanterna, nel senso che nel centro ha un cono che funziona come un faro a rovescio: prende la luce da fuori e la porta dentro. Nelle cantine, invece, è in funzione un co-generatore totalmente alimentato da combustibili rinnovabili: olio di palma, rape, semi di girasole. Questi sistemi, però, producono solo il 40% dell'energia necessaria a fare funzionare luci, riscaldamento, aria condizionata e a fare circolare l'acqua. Il resto verrà comprato dalle nuove società elettriche che funzionano con il vento, con il sole, con le biomasse. Il governo tedesco ha fatto della lotta per la riduzioni di emissioni di gas serra e dell'utilizzo di energie rinnovabili un punto forte della sua politica. L'obiettivo è di portare l'energia «pulita» al 27% di quella totale entro il 2025, dal 13% attuale. E, per questo, ci sono incentivi anche ai singoli cittadini perché producano essi stessi energia solare o eolica, che, se in eccesso rispetto ai loro consumi, possono poi rivendere alla rete elettrica nazionale. Lo stesso Reichstag ha la possibilità di funzionare da piccola centrale elettrica: l'eccesso di energia eventualmente generata può essere immagazzinato 300 metri sottoterra, dove viene inviata acqua calda che poi in inverno viene usata per riscaldare l'edificio, in estate per alimentare un impianto di refrigerazione e condizionamento dell'aria. L'energia può anche essere trasferita ai vicini edifici governativi. La Signora Merkel, inoltre, ha fatto della lotta alle emissioni di gas serra un punto cardine della sua politica estera, nell'Unione europea ma anche a livello internazionale. Durante la presidenza tedesca del G8, nel 2007, questo è stato il punto qualificante. E in ogni viaggio all'estero la cancelliera invita a mettere i cambiamenti climatici in testa all'agenda politica. Una bandierina verde non poteva non essere issata sul Reichstag.

corriere.it

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giovedì 27 marzo 2008

Alla faccia del nucleare , la Spagna

Nel mese di luglio 2007 il governo spagnolo ha approvato una legge che permetterà di costruire parchi eolici offshore lungo le coste della nazione, nel tentativo di aumentare l'uso di fonti di energia rinnovabili. Se i parchi eolici offshore sono più costosi di quella realizzati sulla terra ferma possono altresì usufruire di brezze costiere più forti.
Frattanto lo scorso fine settimana l'energia eolica ha prodotto un significativo record in Spagna contribuendo per un significativo 40 per cento di tutta l'elettricità consumata nel corso di un breve periodo. Sabato sera infatti i parchi eolici hanno generato 9.862 megawatt di potenza, che tradotto costituisce un 40,8 per cento del consumo totale. Tra venerdì e domenica l'energia eolica ha rappresentato una media del 28 per cento di tutta la domanda di energia elettrica in Spagna.
Spagna, che insieme con la Germania e la Danimarca, è tra i tre maggiori produttori di energia eolica in 27 nazioni dell'Unione europea, mira a triplicare la quantità di energia che deriva da fonti rinnovabili entro il 2020.

Da metaefficient.com
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mercoledì 26 marzo 2008

Il mea culpa di General Motors: “Un grave errore non produrre auto ibride”

Mea culpa da parte di Bob Lutz vicedirettore General Motors. Forse, tra qualche anno registrerà l'errore di non essersi indirizzato direttamente verso le auto all-electric. Chi vivrà, vedrà.

Il mercato delle vetture ecologiche è in mano alle case giapponesi: la Prius di Toyota è il modello più diffuso.
Non bella ma ecologica e, soprattutto, entrata nel cuore “verde” di Hollywwod come nuovo oggetto-feticcio dei vip, la Toyota Prius è la vettura di riferimento sul mercato delle auto ibride.
Un primato che in casa General Motors ha creato abbastanza invidia da portare il vicedirettore Bob Lutz a pronunciare uno storico mea culpa: davanti al pubblico accorso al New York Auto Show, Lutz ha ammesso l’errore di Gm nell’ignorare il mercato delle vetture ecologiche, lasciandolo in mano alle case giapponesi, e non produrne una fin dal primo momento in cui la tecnologia è stata matura. “Avevamo la tecnologia per uscire con un’ibrida nello stesso momento di Toyota”, ha confessato Lutz, “Col senno di poi, (trascurare il settore) è stato un errore: lo abbiamo fatto ma non lo faremo di nuovo”.
General Motors ha in effetti presentato la concept car elettrica Chevy Volt, alimentata da una combinazione di gas e batterie al litio, che, a carica completa, hanno un’autonomia di circa 63 km.
Il prototipo di Gm può già vantare un discreto numero di fan: il salone di New York è stato infatti teatro del primo raduno di appassionati della Volt, che hanno animato la sessione di domande e risposte in cui Lutz ha cercato di presentare al meglio la vettura. Fra i partecipanti alla “Volt nation” c’era anche Lyle Dennis, neurologo newyorkese con una passione per le auto, che ha creato e lanciato il blog intorno al quale si è raccolta la comunità dei Volt-maniaci: a 24 ore dal lancio, il sito era già stato visitato da centinaia di persone, 250 delle quali si sono iscritte all’incontro con Lutz.

lastampa.it
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martedì 25 marzo 2008

Il risparmio energetico nell’edilizia

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo molto volentieri questo interessantissimo documento che riguarda il risparmio energetico nell'edilizia. Ringraziamo vivamente l'Ing. Silvano Robur per l'assenso alla pubblicazione nel blog MondoElettrico del suo lavoro.


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Nelle pagine di discussione finora trattate, abbiamo sempre affrontato il tema della sostenibilità dello sviluppo orientandoci nella sola ricerca di energia da fonte rinnovabile per alimentare le nostre necessità.
Non abbiamo mai affrontato la risorsa del risparmio energetico che ora io mio accingo a proporre come argomento di discussione fornendo spunti tratti direttamente dalla mia attività professionale.
E vorrei partire proprio dal risparmio energetico che è possibile ottenere dal nostro patrimonio edilizio.
Mi chiederete : ma perché proprio dall’edilizia ? Se facciamo un confronto percentuale tra i consumi energetici abbiamo che un terzo va nella climatizzazione delle nostre abitazioni, un terzo per i trasporti, un terzo per la produzione di energia elettrica.
Molto si può fare, sia nelle nuove costruzioni che in quelle esistenti.
Già la normativa, il D.L.vo 192/2005, ci fornisce i valori limite della trasmittanza dell’involucro che racchiude il volume delle nostre case.
La trasmittanza è un numero. Più questo numero è alto, peggiore è l’isolamento della costruzione.
Come si interviene per limitare il dispendio energetico nella climatizzazione dell’edificio ?
La risposta è nella scelta di una accorta esposizione ed orientamento, di una scelta costruttiva degli aggetti (mensole, baloni, cornicioni) costituenti schermi ombreggianti durante le assolate giornate estive, di una disposizione ed uso intelligente dell’isolante.
Supponendo di dover partire da zero, da un appezzamento di terreno completamente libero, la prima scelta è quella di orientare l’edificio.
Per una pianta dell’edificio tipicamente rettangolare l’orientamento è quello nord – sud parallelo al lato minore, con una leggera inclinazione di circa 10 – 15 gradi verso ovest.
Questo per l’ottimale rendimento dei collettori solari che dovremo sistemare sulla copertura.
A sud sistemeremo tutti i locali che durante il giorno vengono più utilizzati e che possono essere illuminati con la luce naturale. Quindi sala, pranzo e cucina, studio. A nord tutto il resto.
Come sistemiamo l’esterno dell’edificio ?
Niente parcheggi esterni all’aperto. I parcheggi dobbiamo metterli nel sottosuolo, nella cassa di fondazione dell’edificio.
Tutto a verde. A sud ed ad ovest mettiamo degli alberi a foglia caduca.
Come funzionano gli alberi a foglia caduca ? D’estate si riempiono di foglie e mi schermano i raggi solari. D’inverno le foglie cadono e mi lasciano passare i raggi solari che contribuiscono con il loro apporto gratuito al riscaldamento dell’edificio.
Oltre a sud gli alberi vanno messi anche ad ovest dove il sole tramonta e durante l’estate mi producono temperature da supplizio.
D’estate l’angolo dell’incidenza del sole con il piano orizzontale varia da circa 70 gradi alle ore 12.00 a 0 gradi al tramonto.
D’inverno l’angolo dell’incidenza del sole con il piano orizzontale varia da circa 30 gradi alle ore 12.00 a 0 gradi al tramonto.
Sono valori indicativi e variano con la latitudine del luogo in cui ricade l’edificio.
E’ possibile ottenere tale valori tabellati presso le stazione meteo della propria regione.
A cosa ci serve sapere l’angolo di incidenza del sole ?
A calcolare gli apporti gratuiti del sole durante l’inverno ed a progettare le schermature per combattere il sole durante l’estate.
Vediamo come.
Durante l’inverno il sole è molto basso e offre un alto apporto energetico alle pareti verticali ma basso alle strutture orizzontali, come coperture piane o tetti.
Quindi possiamo sfruttare questo apporto con grandi vetrate verso sud.
Queste vetrate funzionano come serre.
La radiazione solare entra attraverso il vetro, cambia la propria lunghezza d’onda e riamane imprigionata all’interno della stanza.
Dobbiamo però evitare che d’estate la nostra stanza, dotata di grandi vetrate a sud, mi diventi una invivibile fornace solare.
Come fare ?
Con un aggetto da porsi esternamente sopra la vetrata.
D’estate il raggio solare ha una incidenza di circa 70 gradi.
Quindi posso calcolarmi la luce dell’aggetto affinchè d’inverno il sole mi incida sulla superficie vetrata per riscaldare e d’estate la superficie vetrata mi vada in ombra per raffrescare.
Come costruisco un aggetto ?
Con una mensola, con un balcone, con un cornicione.
Un esempio lo abbiamo dall’architettura : l’immagine che vi allego mostra un’opera dell’architetto Frank Lloyd Wright [foto in alto].
La fotografia è stata scattata d’estate.
Guardate come sono stati usati i cornicioni come efficaci schermature dal sole.
Notate le ampie zone ombreggiate.
D’inverno l’angolo di incidenza del sole basso sull’orizzontale favorisce il soleggiamento delle zone che durante l’estate rimangono all’ombra.
Basta tutto questo ?
No. Dobbiamo intervenire con una accorta scelta dell’isolante e della sua disposizione.
Per la scelta abbiamo una vasta gamma di materiali bio e non.
Vorrei dire la mia : è una opinione e come tale vale molto e non vale niente.
I materiali isolanti di derivazione naturale, etichettati come biologici, hanno delle caratteristiche isolanti instabili nel tempo. Un materiale di derivazione biologica non so se dopo 10 anni verrà attaccato da qualche organismo che ne possa alterare l’attesa che mi ero prefissato in sede progettuale.
I materiali di derivazione sintetica hanno caratteristiche stabili nel tempo.
Mi direte : ma derivano dal petrolio !!!
Giusto ! Il petrolio DEVE essere utilizzato dalla chimica di base e NON essere bruciato in quelle orrende stufe poste sotto i cofani della automobili.
Chiudo questo mio personale pensiero che mi aspetto sia fonte di un vostro intervento critico e consigliero.
Come si misura il valore di un isolante : con la conducibilità.
Viene indicato con un simbolo : λ.
Più questo valore è alto, peggiore è la proprietà isolante.
Ad esempio per uno stirene abbiamo valori da 0.037 a 0.042.
Per una schiuma poliuretanica andiamo da 0.032 a 0.035.
L’isolante va sempre posto esternamente all’edificio applicato direttamente sulle pareti.
Gli spessore variano tra gli 8 ed i 12 cm.
Questo perché si favorisce l’accumulo del calore all’interno delle pareti che diventa un volano termico e si eliminano i ponti termici.
Avremo case calde d’inverno e fresche d’estate.
I ponti termici sono punti in cui il calore fugge all’esterno attraverso materiali la cui conducibilità al calore è molto alta.
Nelle costruzioni in struttura in conglomerato cementizio armato i ponti termici sono costituiti dai pilastri, dalle travi e dai balconi.
Sono punti più freddi in cui il vapor acqueo dell’ambiente chiuso che trasmigra verso l’esterno si condensa in acqua e forma le muffe.
Perché il vapore acqueo trasmigra d’inverno dall’interno verso l’esterno ?
Perché essendo il locale chiuso e riscaldato la pressione di vapore è maggiore di quella esterna.
Quindi il vapore acqueo tende ad andare dalla zona a maggiore pressione (interno) verso quella a minore pressione (esterno).
Nel fare questo attraversa la pareti.
Se queste pareti contengono parti fredde come pilastri e travi il vapore diventa acqua.
L’acqua essendo una sostanza che presenta una alta conducibilità al calore peggiora ulteriormente le caratteristiche termiche del materiale costruttivo attraversato.
Con formazione di muffe e distacco di intonaco.
I balconi poi si comportano come alette di raffreddamento.
Possiamo dire che funzionano per analogia come una superficie alettata di un motore monocilindrico raffreddato ad aria a due tempi.
Nel motore monocilindrico a due tempi il calore viene dissipato attraverso le alette.
Nel palazzo il balcone funziona esattamente così : il calore viene convogliato, attraverso la semplice conduzione, dal pavimento dell’ambiente riscaldato all’esterno sul balcone.
Ecco perché quando nevica il balcone rimane sempre sgombero dalla neve !!!
Fateci caso ! La neve si scioglie !
Come possiamo fare ?
Dobbiamo fare a meno dei balconi ?
No !
Basta usare un giunto termico tra la soletta a sbalzo del balcone e l’edifico.
In questa maniera il balcone è termicamente isolato dal resto della costruzione.
Oppure usare un balcone in legno.
Cosa dobbiamo fare per l’edilizia esistente ?
Discorso difficile ….. ma non impossibile.
Possiamo mettere l’isolante all’esterno come se fosse una nuova costruzione.
Se l’edificio è storico (Le Sovrintendenze dei Beni Architettonici non ne vogliono sapere di isolamenti messi all’esterno) possiamo isolare dall’interno.
Con delle contropareti fatte con cartongesso preaccoppianto con stirene di spessore variabile.
Per i pavimenti ed i soffitti si può intervenire analogamente.
Possiamo ottenere abitazioni a consumo zero ?
Certo.
Con un buon isolamento, un impianto a riscaldamento a pompa di calore geotermica, pannelli fotovoltaici, collettori solari termici, avrò una casa che produce più energia di quella che consuma.
Si accettano critiche e suggerimenti.
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(L'immagine è tratta dal documento dell'Ing. Silvano Robur)

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lunedì 24 marzo 2008

Mindset l'auto elettrica svizzera

La Mindset è un'auto elettrica ibrida plug-in seriale che può all'occasione utilizzare un piccolo bicilindrico a benzina in posizione che ricarica le batterie quando è in marcia. Avrà batterie al litio dal peso di circa 150 kg, raffreddate a liquido e collocate sotto il pianale, ricaricabiloi a rete elettrica in un paio d'ore, che consentiranno un'autonomia di almeno 100 km con un motore elettrico da 70 kW nominali.

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sabato 22 marzo 2008

Zero Emission Community ed incentivi per i veicoli elettrici a Firenze

Il 9 Marzo il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato all'unanimità una mozione (incollata qui sotto) per aggiornare i disciplinari sugli incentivi per i veicoli elettrici, gli unici che saranno per sempre esenti da blocchi proprio perché ad emissioni zero, che interviene anche sul tema dei veicoli diesel:
Afferma che "che le limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel, adibiti a trasporto di persone e cose, ivi compresi i veicoli adibiti a trasporto pubblico ed i mezzi di servizio dovranno essere estese in futuro.
L'associazione nazionale che ha base a Firenze denominata ZEC- Zero Emission Community ha contribuito alla sensibilizzazione del Consiglio Comunale con un corposo documento sullo stato dell'arte sui veicoli elettrici e proposte per migliorare il disciplinare introducendo novità quali:
1) l'introduzione di incentivi per il ricambio delle batterie per i veicoli elettrici a partire dal III anno;
2) l'aumento dei contributi per i ciclomotori elettrici sopra i 1000W di potenza;
3) l'aumento dei contributi per i veicoli merci a 3 o 4 ruote.
Qui di seguito il testo completo della mozione.


MOZIONE
Incentivi per acquisto veicoli a bassa emissione,
elettrici ed a pedalata assistita – Modifica disciplinari
LA VI COMMISSIONE CONSILIARE
CONSIDERATO
la deliberazione di giunta numero: 2005/G/00265 – 2005/00333 con oggetto "Incentivi per veicoli a bassa emissione ed elettrici – modifica disciplinari;
la mozione n. 91 del 20/02/2006 con oggetto "Limitazione alla circolazione e revisione degli incentivi comunali a favore dei mezzi meno inquinanti – anni 2006/2007";
che nella mozione 91/2006 l'eliminazione degli incentivi per l'acquisto di velocipedi a pedalata assistita era stato proposto per fermare l'erogazione impropria di contributi a veicoli a due ruote di valore commerciale talvolta inferiore al valore del contributo;
che ad oggi sono in commercio innovativi veicoli a pedalata assistita che potrebbero contribuire allo sviluppo di sistemi di mobilità cittadina ad emissioni zero e di una mobilità privata e pubblica per il trasporto di persone o cose e che le motivazioni che avevano portato nella sopraccitata mozione alla richiesta di sospensione degli incentivi per l'acquisto di biciclette elettriche possono essere superate vincolando il contributo all'acquisto di velocipedi a pedalata assistita che abbiano un costo minimo d'acquisto;
che l'amministrazione comunale è in procinto di deliberare un nuovo disciplinare relativo agli incentivi per veicoli a bassa emissione ed elettrici;
che l'Associazione Z.E.C. (Zero Emission Community) ha presentato alla VI commissione consiliare un documento sottoscritto anche da numerose associazioni ed imprese che costruiscono o commercializzano o utilizzano veicoli elettrici o a pedalata assistita;
che alcuni veicoli elettrici a suo tempo oggetto di erogazione di contributi da parte dell'amministrazione comunale giacciono inutilizzati a causa dell'elevato costo di sostituzione delle batterie e che già altri comuni (es. Modena) hanno introdotto contributi specifici all'acquisto di nuove batterie;
che oramai tutti i vecchi veicoli Euro 0 circolanti sono stati già convertiti a metano/gpl e che sono stati introdotte nuove limitazioni per i veicoli diesel, in particolare Euro 1, responsabili della maggior parte delle emissioni delle polveri da parte dei veicoli;
che le limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel, adibiti a trasporto di persone e cose, ivi compresi i veicoli adibiti a trasporto pubblico ed i mezzi di servizio dovranno essere estese in futuro;
che questo rende necessario prevedere l'installazione di filtri antiparticolato sui diesel Euro 1, 2 e 3 circolanti ma che attualmente l'installazione dei filtri non può essere incentivata dall'amministrazione comunale;
invita il Sindaco e la Giunta
ad aggiornare il disciplinare relativo agli incentivi per veicoli a bassa emissione ed elettrici tenendo conto delle proposte contenute nel documento citato in premessa, nell'ambito degli indirizzi dettati dalla Regione Toscana;
a prevedere la concessione di adeguati contributi anche per velocipedi a pedalata assistita sia ad uso personale sia ad uso professionale per il trasporto di persone o cose, a partire da un costo minimo di acquisto di 600 Euro;
ad attivarsi nei confronti della Regione Toscana per
1) prevedere l'introduzione di incentivi per il ricambio delle batterie per i veicoli elettrici a partire dal III anno;
2) aumentare i contributi per i ciclomotori elettrici sopra i 1000W di potenza;
3) aumentare i contributi per i veicoli merci a 3 o 4 ruote;
4) prevedere l'erogazione di incentivi a favore di filtri antiparticolato sui veicoli diesel Euro 1, 2, 3 circolanti.
Firenze, 10 marzo 2008
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