Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 17 novembre 2007

L'idrogeno, la "Banca Bassotti & Sons" e Rifkin

Continuiamo il discorso intorno all'idrogeno, l' "economia dell'idrogeno" di Geremy Rifkin prendendo lo spunto di un interessantissimo articolo del Prof. Bardi pubblicato sul Blog di Aspo-Italia: " Rifkin: il venditore di olio di serpente". Un brano: "Rifkin parla di un'analogia fra la produzione di idrogeno e l'Internet.... L'idrogeno è un pessimo vettore energetico..." Il nostro punto di vista in merito è assolutamente contrario all'idrogeno fino al punto di affermare nettamente che non è auspicabile nessun tipo di investimento economico e di tempo per studiare le varie tecnologie che implichino l'utilizzo dell'idrogeno. Mi spiego. Parliamo di soldi, euro, piccioli, dollari, yen, dobloni e il discorso diventa più chiaro. Euro per esempio. Se guadagnassimo 10.000 euro potremmo spenderli subito per pagare un debito o toglierci uno sfizio ma, se li volessi spendere in momenti successivi, dovremmo porci la domanda in quale banca depositarli per averli in dietro al momento dovuto. Esistono due banche: la Banca Bassotti & Sons con sede in USA che dichiara di restituircene 5.400, dei 10 mila depositati) e la Electrochemical & Bros Bank che ne restituisce 8.000. Dovendo scegliere quale banca sceglieremmo? Trasposizione del discorso in termini energetici. Una batteria qualunque (la Electrochimical & Bros Bank) è più efficiente perché ti restituisce l' 80% dell'energia depositata, la migliore delle celle a combustibile idrogeno (Banca Bassotti & Sons) il 54%. Quale tecnologia di accumulo energetico è preferibile: l'idrogeno o la batteria? Non sono masochista quindi non scelgo certo l'idrogeno.
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33 commenti:

Anonimo ha detto...

Batterie?

ma va lavurà...

Massimo J. De Carlo ha detto...

Hydrogenman - complimenti per la Sua esibizione che dimostra la Sua grande intelligenza .

Anonimo ha detto...

Ciao,
Ho letto alcuni articoli riguardo la mobilità nel blog e volevo esprimere la mia opinione a riguardo.
Che le batterie siano una splendida soluzione non ci sono dubbi: l'efficienza, la silenziosità, nonché il loro spirito ecologico (in funzione della fonte che produce energia a monte si intende!), ecc... Ma, penso che una delle soluzioni migliori per il futuro sia un utilizzo oltre che di auto a sole batterie anche ad idrogeno. Il motivo, a mio avviso, va ricercato nella semplicità che un alimentazione ad idrogeno, dal punto di vista del rifornimento, mostra rispetto ai tempi di ricarica delle batterie (seppur limitati nelle attuali tecnologie).
Pensavo: e se un mezzo di soccorso nel mezzo di un operazione si "scaricasse"? Dovrebbe attendere importanti minuti per ricaricarsi, cosa che con un sistema ad idrogeno (molto simile all'attuale sistema di rifornimento impiegato nei MCI)non accadrebbe.
Con ciò non dico che l'utilizzo di batterie non sia utile, anzi tutt'altro. Ritengo che, migliorando sia da una parte che dall'altra le tecnologie, idrogeno (celle a combustibile e MCI) e batterie possano convivere "pacificamente".
Ciao!

Anonimo ha detto...

Michele B. però per produrre idrogeno consumi più energia di quanta ne ottieni sotto forma di H. Non è un controsenso? Toglieremmo l'inquinamento dalle città (o meglio le polveri fini; ma per quello basterebbero le attuali tecnologie: eliminare i diesel senza FAP di serie e incentivare moltissimo il metano che non rilascia particolato), ma quello totale globale aumenterebbe rispetto all'uso attuale dei motori endotermici. Quindi capisci che riordinate le carte converrebbe di più non fare niente e continuare a bruciare benzina in motori a basso rendimento quali sono quelli di un'auto?
Nessuno ha detto che l'elettrico deve diffondersi da un giorno all'altro **e per qualsiasi applicazione**. E' ovvio che per mezzi di trasporto di soccorso o cose così importanti si aspetteranno batterie sofisticate con autonomie molto alte. Ma se le auto di tutti i giorni per percorrere meno di 100km fossero elettriche, i mezzi di soccorso a benzina pochi come sono rispetto ai mezzi di massa come potrebbero contribuire all'inquinamento?
Premesso quanto appena detto, a che servirebbe l'idrogeno?

Peers ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Peers ha detto...

Purtroppo mi sto accorgendo di quanta ignoranza ci sia sul mito dell'IDROGENO che ci salverà, anche parlando con gente colta ma che non ha mai approfondito il discorso idrogeno o elettrico. Anche io fino a poco tempo fa credevo nell'idrogeno e solo dopo essermi informato mi sono accorto di quanto mi sbagliavo.
Le batterie ormai sono pronte per la sfida del futuro, basta vedere cosa stà sfornando la tecnologia di oggi, vedi ALTAIR NANOTECH, la ricarica di un mezzo in 10 minuti non mi può lasciare indifferente.
Per Michele B, posso dire che non è certo la differenza di alimentazione di un mezzo di soccorso che ci deve preoccupare ma la meticolosità nella manutenzione e preparazione di chi lo gestisce che fa la differesnza e te lo posso dire perchè ci ho lavorato, a che serve avere il mezzo più veloce del mondo se quando arrivi non hai le batterie del defibrillatore CARICHE?
L'idrogeno è solo una bufala per tenere tranquilla la massa che CREDE che risolverà tutti i problemi, mantenendo la schivitu nella gestione dei veicoli e nei rifornimenti che richiederanno ingenti risorse per costruire la rete distrubutiva. Discorso diverso per l'energia elettrica che è ormai presente ovunque.
Per HYDROGENMAN, se dovessi puntare i miei risparmi sicuramente non li punterei sull'IDROGENO e sono certo di non essere il solo.

Massimo J. De Carlo ha detto...

- Michele B. - Ti faccio presente che le fuel cell a combustibile idrogeno su un veicolo elettrico (tengo a ribadire il concetto che è pur sempre un veicolo con motore elettrico) non funzionano se non in abbinamento con le batterie in quanto sono "sedute" cioè erogano costantemente energia ma non sono in grado di dare corrente in più quando il motore è in accelerazione. In altri termini; non si può fare a meno delle batterie. Alternativa alle batterie sono i supercapacitori che potrebbero rappresentare una evoluzione interessante per i V.e., ma dobbiamo studiare soluzioni più 'utili' rispetto agli attuali in commercio e produrne in quantità tale da abbassare i prezzi. I mezzi di soccorso non avrebbero problemi di percorrenza con le batterie attuali. Pensiamo ad un'ambulanza del tipo di Sprinter Mercedes o Master Renault o Ducato Fiat che possono avere percorrenze 'tranquille' di 180 km o più (basta aggiungere le batterie).

- Roberto - Sono d'accordo.

- Nick - Sono d'accordo.

- Hydrogenman - Sono gradite argomentazioni da parte Sua.

Anonimo ha detto...

Ripeto: non ho nulla contro l'utilizzo delle batterie per la mobilità e mi auguro che nel breve periodo si cominci ad utilizzarle massicciamente (solo il pensiero di eliminare il rumore e gli sgradevolissimi fumi delle auto a MCI mi mette di buon umore).
Quello che volevo dire e che alla fine quello che in fin dei conti STIAMO TUTTI DALLA STESSA PARTE. Il fine è realizzare un sistema ecocompatibile, possibilmente con cicli chiusi che ci permetta una sviluppo sostenibile (Rifkin a parte, penso che questo sia un denominatore comune). E' vero che attualmente la produzione di idrogeno è in passivo (non voglio dilungarmi troppo, perché ci vorrebbero pagine e pagine per commentare i pro e i contro di questa affermazione), ma è pur vero che l'idrogeno potrebbe diventare il COMBUSTIBILE (permettetemi questa parola) che più si presta a sostituire Petrolio, Gas naturale, ecc.
Io la penso così... ma lo sappiamo tutti che la diversità di opinioni e le critiche permettono di migliorare!

Anonimo ha detto...

"ma è pur vero che l'idrogeno potrebbe diventare il COMBUSTIBILE (permettetemi questa parola) che più si presta a sostituire Petrolio, Gas naturale, ecc"
Michele B. in che modo? insomma.. prodotto come?

Anonimo ha detto...

sono molto d'accordo con michele b.
bioidrogeno (sebra avere un radioso futuro), ma anche elettrolisi.se guardiamo oggi anche l'elettrico non gran che ecocompatibile.se si fanno un pò di conti: produzione energia elettrica con olio combustibile,perdite in rete distribuzione,perdite batterie,perdite motore elettrico;si ottiene il rendimento di un benzina tradizionale.senza contare l'economia delle batterie.se invece pensiamo di ottenere energia dal rinnovabile:
1-per certi usi posso accettare minore efficienza e più comodità (idrogeno)
2-non è detto che con la tecnologia futura idrogeno corrisponda a meno efficienza.anzi,se il bioidrogeno (alghe e microbatteri) darà i risultati aspettati,sarà buona cosa produrre energia elettrica con le fuel cell.che si occupa di idrogeno non ci sono soltanto chi vuole gettare fuomo negli occhi,ma anche chi sta a cuore del futuro del mondo.attenzione alle frasi che si usano!

Massimo J. De Carlo ha detto...

- nik - accanto alle parole " .... olio combustibile,perdite in rete distribuzione,perdite batterie,perdite motore elettrico;si ottiene il rendimento di un benzina tradizionale.. " metti un po' di numeri invece di affermare cose senza dimostrarle. Anche se fai un conto della serva ti accorgerai che il veicolo elettrico ha un rendimento di gran lunga più alto rispetto il veicolo col motore a scoppio . Il discorso del bioidrogeno, alghe, emicobatteri è pura ricerca, ha da venire in un futuro non si sa quanto in là nel tempo, se mai verrà, e comunque solo allora rifaremo i calcoli per vedere l'efficienza. Ciò che avviene in laboratorio è frutto di tecnologia applicata, si può fare tutto ma non è detto che sia conveniente farlo su larga scala. Se aspettiamo il 'motore a fase' di StarTreck stiamo freschi!, abbiamo un presente da scavalcare non un futuro sul quale riporr le nostre illusioni.

Anonimo ha detto...

@ roberto: non prendiamoci in giro... sappiamo entrambi che ottenere idrogeno richiede energia. E sappiamo entrambi che la risposta è: elettrolisi (con energia elettrica ottenuta da Fonti Rinnovabili), attraverso reattori nucleari, o per biofotolisi (ipotizzando batteri appositi).
Penso che Batterie e Fuel cell possano "convivere in parallelo", mi spiego meglio:
(esempio "terra-terra")
CASA CON PANNELLI SOLARI (e altro magari)... Di giorno oltre che a permettere il funzionamento delle apparecchiature elettriche ricaricano le batterie (essenziali in un impianto fotovoltaico privato e autonomo che si rispetti). E quando le batterie sono cariche? potremmo utilizzare quell'energia per produrre idrogeno.

Un ultima cosa, delle fuel cell, non per trazione, una caratteristica che apprezzo molto è la possibilità di tri-cogenerare, che incrementa il loro rendimento.

Anonimo ha detto...

SCUSATE la frase: "potremmo utilizzare quell'energia per produrre idrogeno." si riferisce al surplus di energia prodotta dal pannello solare, quando le batterie sono cariche.

Peers ha detto...

Scusate, ma forse state facendo confusione; citando "nick ha detto" non so a che nick vi riferite ma io non ho detto quello che dite.
La questione è di priorità nelle scelte.
Se devo covertire il parco auto circolante in veicoli ad emissione zero, la mi scelta è l'elettrico, da subito. La produzione di energia elettrica è una cosa che già c'è, ovviao che la produzione di enrgia elettrica da carbone, olio combustibile, e nucleare non è auspicabile.
Pannelli fotovoltaici sono la soluzione, e l'italia che non è un paese nordico ne dovrebbe approfittare.
L'idrogeno è una bella cosa ma ha applicazioni di nichhia e investire su di esso adesso non ha senso.
Qui nella mia città hanno stanziato 500mila euro per lavare le strade dal PM10, se li avessero spesi per acquistare auto elettriche per il comune e fare le colonnire di rciarica forse avrebbero avuto qualcosa di concreto.
Nick ha detto!!!

Anonimo ha detto...

Non so se esiste una "lobby dell'idrogeno" interessata al business delle produzione (reformers) o del consumo (fuel cell) di idrogeno.
Se esistesse, avrebbe potuto usare una strategia contorta per imporre l'H2-pensiero.

Primo passo.
Far dire ad alcuni giornali che la cattivissima lobby dei petrolieri non vuole l'energia pulita dell'idrogeno, non ci è voluto molto ad ecologisti e beppegrilli vari per accodarsi e sparare a zero sulla Fiat-serva-dei-petrolieri che nasconde le auto pulitissime nel centro ricerche.

Secondo passo.
Una volta che l'opinione pubblica è ben caricata, la politica non può più ignorare la cosa, non ci è voluto molto per lanciare i primi incentivi. Formigoni, noto estremista verde, è stato il primo supporter dell'idrogeno.

Terzo passo.
I cattivi petrolieri sono sconfitti dall'astutissima opinione pubblica che pretende "idrogeno subito, senza se e senza ma". Per espiare le loro gravissime colpe gli sporchi petrolieri iniziano a produrre energia pulita. E'faticoso ma con qualche aiuto pubblico si può fare tutto.

Peers ha detto...

Io avrei i miei dubbi nel mettere tutto nelle mani " dell'astutissima opinone pubblica"
Qui l'opinione pubblica la fanno i media e le TV e sappiamo come siamo messi in fatto li libertà di stamapa ed informazione. Un sistema televisivo che ancora si basa sugli indici d'ascolto dell'auditel (sistema che ormai ha 20 anni) che decide la vita o la morte di un programma.
Business is business; ma delle mia parti dicono " Quando l'acqua tocca il culo si impara a nuotare" e io aggiungo, ma se non sei bravo non vai molto lontano!!!

Massimo J. De Carlo ha detto...

Sostanzialmente concordo con i due interventi di * Nick Van Deer Peers * ( c'è un altro che ha il nome simile nik senza "c"). Per alcuni messaggi lasciati da * altri * in interessanti interventi vorrei tornare a far presente che l'idrogeno è un vettore non una fonte di energia, quindi occorre energia per produrre idrogeno, quindi un passaggio in più rispetto alla energia pura e semplice che è immagazzinata nelle batterie. L'efficienza delle batterie è tra l'80 e il 90% quella delle fuel-cell ad idrogeno non supera il 54%. Si può guadagnare qualcosa con la cogenerazione ma non mi risulta che il calore prodotto sia in una percentuale sfruttabile con ragionevole speranza di aumentare l'efficienza finale. Non so se esiste una lobby dell'idrogeno ma un sospetto potrebbe nascere dal fatto che, come è stato dimostrato, l'idrogeno non rappresenta la soluzione del futuro. Se non è lobby è scarsa attenzione alla termodinamica e una grave mancanza dell'uomo politico che a queste cose dovrebbe porre grande attenzione in un momento in cui l'energia rappresenta il ** primo problema ** delle nostre società.

Anonimo ha detto...

Silvano Robur

Complimenti a tutti per l'interessamento per l'argomento "idrogeno".

Soffermiamoci sul problema di costi e di rendimenti partendo da un presupposto di base : che d'ora in avanti l'energia dovrà essere prodotta e distribuita da una rete fatta da utenti. Se volete possiamo chiamarla "produzione dal basso". Ed è il sistema che ci permette di passare da un sistema di produzione di energia centralizzata ad un sistema di produzione distribuita. Questo sistema ci permetterà di produrre, scambiare, consumare energia prodotta localmente da fonti rinnovabili.
Concentriamoci un attimo sulla rete. Di che rete vogliamo parlare ? Rete di idrogeno o rete elettrica ? Vediamo nel dettaglio le due reti :
a) Rete di idrogeno : prima di immettere idorgeno nella rete devo pensare a produrlo. E qui sono dolori. Se lo produco da energia elettrica .... come la produco l'energia elettrica ? Mi direte : da fonte rinnovabile !!! Bene !! Poi devo comprimerlo con dei compressori centrifughi spendendo altra energia per poterlo farlo viaggiare negli idrogenodotti. Questo per ridurre le perdite di pressione. E qui sono dolori. Le normali tubature di ferro si comportano come un colabrodo quando si fa passare l'idrogeno. Quindi dovremmo rivestirle di qualcosa per evitare l'effetto colabrodo.
Non è finita ! Devo pensare anche alla protezione catodica per poter preservare il tubo dalla corrosione. Quindi devo spendere energia elettrica per fare questo.
Le tubazioni poi passerranno su proprietà : quindi dovrò pensare a fare degli espropri o servitù. E qui sono denari in geometri e notai !
Poi devo pensare all'energia da spendere per riportarlo a pressioni di lavoro. Normalmente devo passare da 70 bar a 0.020 bar.
Siccome l'espansione è adiabatica (non c'è scambio di calore) il mio riduttore di pressione mi si copre di una cattedrale di ghiaccio, bella a vedersi ma deleteria nel far funzionare il riduttore tanto da bloccarlo. Mi tocca scaldare l'idrogeno con una resistenza elettrica .... a questo punto mi fermo nella descrizione perchè mi stanno venendo le lacrime agli occhi. Mi sto facendo del male.
b) Rete elettrica : non dobbiamo inventarla, c'è già ! La nostra casa è alimentata a 230 V e preleva energia da una cabina dove un trasformatore preleva tensione a 20 kV. A sua volta la linea a 20 kV è connessa ad una sottostazione elettrica che è connessa alla rete nazionale in alta tensione a 380 kV. Il rendimento di trasmissione dell'energia elettrica : 90 % !!!!
Il Massimo ha fatto un articolo fatto di numeri con il quale si dimostra che l'idrogeno è fatto per filosofi e per i politici.
Leggetelo, guardate i numeri, confrontateli.

Si accettano critiche !!
Un saluto a tutti !!

Silvano Robur

Anonimo ha detto...

@ Andrea C.: Una domanda. siccome sono stupido... non ho capito se sostieni l'idrogeno o no!?

Cmq... per me siamo tutti sulla stessa barca! Cioè ENERGIA PULITA!

Anonimo ha detto...

Ciao Michele.

No, non sei sutpido. E la tua domanda non lo è !!! Sono assolutamento contrario all'idrogeno. Nel mio commento ho illustrato i motivi per i quali l'idrogeno non è conveniente. Anzi ... E' uno spreco di energia !!!

Anonimo ha detto...

Scusate, sarò monotematico, ma sono sempre più convinto che ci stiamo scontrando "all'interno della stessa trincea" (per capirci). Il fine ultimo è lo stesso per tutti.
Ci sono tanti altri punti su cui discutere... punti delicatissimi per il nostro periodo storico.


P.S. Sono convinto che le fuel cell sono conosciute da MOLTO tempo, ma solo da due decenni sono state "riscoperte" e quindi migliorate, a differenza delle batterie che hanno una storia più lunga (in termini di commercializzazione e quindi di investimenti per il loro miglioramento).

Anonimo ha detto...

Il mio NO all'idrogeno si riferisce allo stato attuale dell'arte. Attualmente l'industria ci fornisce celle a combustione dal rendimento non eccelso. Non parliamo poi della produzione dell'idrogeno !! Come lo vogliamo produrre ? Con le ciclette ?? Potremmo metterle all'interno delle palestre. Oppure con dei batteri. Ma ancora siamo allo stadio della ricerca. Una volta prodotto l'idrogeno come lo trasportiamo ? Con idrogenodotti ad alta pressione ? Se si trovasse un metodo poco energivoro per produrre e stoccare l'idrogeno ... mi comprerei subito una caldaia a condensazione ad idrogeno anzichè a metano !!! Il problema è l'URGENZA !!! Siamo indietro nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Dovevamo muoverci 15 anni fa quando è stata fatta la legge n.9 e n.10 del 1991. Cosa abbiamo fatto fino ad ora ? Niente !!! Intanto ci siamo "succhiati" più del 50 % delle riserve petrolifere convenzionali. Se poi avremo un inverno come quello del 2005 penso avremo difficoltà a scaldarci l'uovo sul tegamino sulla cucina alimentata a gas metano. Io dico solo questo : facciamo quello che ora possiamo fare. Non facciamo cose che esistono solo nei laboratori di ricerca. Se inventassi un metodo per produrre idrogeno in maniera economica sapete cosa succederebbe ? Che il brevetto se lo comprerebbe una società petrolifera per tenerselo dentro il cassetto !!!
Silvano Robur.

Anonimo ha detto...

per michele.
Sostengo l'energia pulita come te.
Concordo che siamo sulla stessa barca, in miliardi.
Non sono contrario alle applicazioni dell'idrogeno con la stessa intensità di Max, ma sono scettico, ho lavorato attorno alle fuel cell e ho visto che la gestione è molto complessa: correnti, tensioni (fin qua facile) temperature umidità...

Tuttavia ci sono già problemi serissimi a gestire come si deve un pacco di batterie, anche questo è un processo chimico non banale e sarà necessario accumulare tutta l'esperienza possibile, passando anche per gli ibridi.
Perfino gli ibridi all'idrogeno, se qualcuno (sbagliando?) è disposto a pagare.
Per fare ricerca ci vogliono soldi, tanti soldi spesi bene e quindi lo possono fare solo le imprese, ho visto da vicino troppo denaro pubblico produrre solo chili di carta.
Riguardo al mio intervento precedente mi era solo venuta in mente (leggendo un libro di strategie) una possibile strategia per chi eventualmente abbia voluto imporre l'idrogeno, ma ammetto che è un idea un po'stravagante.

Massimo J. De Carlo ha detto...

Silvano ,
se mi dai il permesso vorrei mettere il tuo intervento sulla " rete d'idrogeno ed elettrica " direttamente come post nel blog con il tuo nome.


Michele,
probabilmente siamo tutti nella stessa trincea ma non dobbiamo sparare soltanto contro il nemico rappresentato dall'inquinamento. Convengo che l'idrogeno possa essere , apparentemente, una soluzione perché il residuo che viene dalle fuel cell è solo vapore acqueo ma non è soltanto questo. Dovremmo combattere prima di tutto a favore del nostro amico o meglio amica che è la produzione di energia che nel futuro sarà sempre più cara e difficile da ottenere. In questo contesto viene automaticamente da armarsi e combattere non soltanto gli sprechi ma anche l'uso improprio della stessa. D'accordo studiare le fuel cell di nuova generazione, ma stiamo attenti che non sia una testa di ponte per arrivare al discorso definitivo sulla convenienza dell'idrogeno perché non è così ora e non lo sarà fino a che non si scoprirà qualcosa di nuovo. Se vogliamo lavorare sull'immediato, per risolvere i problemi che abbiamo oggi dobbiamo applicare una tecnologia vincente di oggi come dice giustamente Silvano : "!!! Il problema è l'URGENZA !!!"

Andrea C.,
La soluzione dei problemi delle batterie oggi è più semplice di quanto fosse un tempo. Adesso, con le batterie formate da tante singole celle da 3,7V (litio) ciascuna controllata nel battery pack da un BMS (battery managment system) singolarmente sia in fase di carica che di scarica, si evita una infinità di grane di gestione e di utilizzo.

Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

Ciao Massimo.
Vai tranquillo !
Puoi usare il mio materiale.

Anonimo ha detto...

Mo'vado a comprare un chilo di BMS per PC, cellulare e navigatore...

Non la vedo così semplice, Massimo, altrimenti Toyota e Vectrix non tergiverserebbero tanto con le batterie NiMh e noi non avremmo problemi quotidiani con cellulari e laptop. Quando ci saranno in giro diecimila veicoli al litio (mi vanno bene anche i Segway, ma preferirei gli scooter Piaggio ibridi a tre ruote) sarò lietissimo di pensare che c'è in giro una BMS abbastanza matura.

PS. ho scoperto di avere le litio-polimeri nel navigatore, uauu!

Peers ha detto...

E' da un po' di tempo che mi sto studiando le specifiche delle batterine alle NANOTECNOLOGI, della ALTAIRNANO (ALTI per il NASDAQ) e la A123 che sembra avere la stessa tecnologia. Le promesse sono abizione, cino a 9000 cicli di carica scarica per le ALTAIR e 4000 per le 123 che tradotte in un ciclo di carica e scarica la giorno per un veicolo elettrico fanno quasi 25 anni per le prime con efficienza dell 85% e 10 anni per le seconde sempre con la stessa efficienza.
La differenza che la ALTAIR è ancora in fase di preproduzione mentre la A123 sta già lanciando la produzione di massa.
Staremo a vedere, il settore elettrico forse avrà il suo BOOM nei prossimi ann ise il petrolio continua la sua corsa.

Massimo J. De Carlo ha detto...

andrea c , non voglio sindacare cosa fanno Toyota e Vectrix poichè hanno una loro filosofia per affrontare il mercato. Tu sai che la densità energetica delle batterie NiMh, quelle che si possono comprare, è circa 50 WhKg ancjhe se nei testi si legge un ottimistico 80% e più. Altro dato è quello che vuole questo tipo di batterie molto sensibile alla temperatura (alta) per cui si deve procedere a ventilazione assistita se non un vero e proprio sistema di refrigerazione o condizionamento. Buone per alcune applicazioni ma non per tutte, io le ritengo superate dalla tecnologia la litio Inoltre ti posso rassicurare sul fatto che le batterie al litio polimeri hanno BMS molto sofisticati applicati su battery packs con capacità di 53 kWh. Visti lavorare, con controllo in tempo reali su terminali con questi occhi. Abbi pazienza e li vedrai presto su auto, bus, furgoni, quadricicli.

Nick Van Deer Peers, in effetti sulla carta o in laboratorio i risultati dati dalle nanotecnologie applicate alle batterie al litio sono eccellenti. Ci sono delle applicazioni. Aspettiamo qualche anno per verificare quanto reale sia stata la promessa, ma ho il 'sospetto' che questa sia una delle due soluzioni vincenti del litio. Se avessero 'soltanto' un ciclo di vita di 3000 significherebbe assicurargli 600.000 chilometri!!!!

Anonimo ha detto...

Se hai visto delle "vere" BMS all'opera, allora esistono, tienici informati su come vanno i test di durata, se puoi.
Se non citi il costruttore delle BMS, così come hai preferito non citare il costruttore dell'autobus, avrai certamente le tue buone ragioni (NDA?), tuttavia ti segnalo che c'è il rischio di far sembrare il tuo blog più supeficiale di quanto vorresti. Rischi di fare la figura dei tanti siti in cui c'è scritto che esiste l'auto ad aria (o addirittura ad idrogeno... :) ) ed è un peccato che il tuo lavoro on-line sia confuso con quello dei tanti che sono incapaci di confrontarsi con la verità. Cosa avrà pensato il mio omonimo Andrea R. quando lo hai invitato a leggere il post sul misterioso Doblò da 300 km? che sostieni le tue affermazioni con autoreferenzialità? Ciao.

Massimo J. De Carlo ha detto...

andrea c., ti ringrazio per i consigli ma questo blog non vuole essere uno spot pubblicitario per alcune aziende in particolare e neppure avere come finalità quella di creare degli scoop. Le notizie verranno fuori palesemente da sole quando saranno mature ed in quel momento ti ricorderai se le anticipazioni erano fondate o meno, superficiali o no. Comunque ritengo che la fortuna di un blog venga anche dal contributo di chi interviene con le proprie argomentazioni e questo mi sembra che stia venendo fuori.

Peers ha detto...

Il misterioso Doblo' da 300 km di autonomia è misterioso perchè nessun media ne ha mai parlato nel nostro paese, cosa che avrebbe dovuto fare per 2 motivi: 1°- perchè la Joint-venture è stata fatta con un'azienda italiana la MICRO-WETT (che vende mezzi in tutta europa), e 2° perchè si utilizza appunto un FIAT Doblo'. A parte il fatto che ho chiesto un preventivo ad un'altra azienda che distribuisce il DOBLO' elettrico mi sono sentito chiedere 70.000 euro per il modello "normale" con autonomia 150km con batterie NON Nanotech.
Comunque io ho beccato la notizia del doblo' seguendo il filone dalla www.phoenixmotorcars.com al loro fornitore di batterie ALTAIRNANO, che per conoscerne la serietà visto che è stata quotata in borsa NASDAQ fin dal 2001; il servizio informazioni rilasciava la notizia della collaborazione con la micro-wett italiana, e non nascondo che la cosa mi ha fatto un po' infuriare, nessuna notizia da noi!!!
Production Vehicle Preliminary Specifications
Dimensions & Weights

Overall Length:
194 inches / 4,935 mm

Overall Width:
73 inches / 1,864 mm

Overall Height:
69 inches / 1,760 mm

Wheelbase:
108 inches / 2,755 mm

Gross Vehicle Weight:
4,800 lbs. / 2,182 kg

Curb Vehicle Weight:
3,800 lbs. / 1,727 kg

Payload:
1,000 lbs. / 484 kg




Chassis
Front Suspension: Independent torsion bar and double wishbone
Front Brakes: Ventilated disc
Rear Suspension: Rigid axle and 5-link coil springs
Rear Brakes: Disc
Steering: Rack & pinion

Battery Pack
Battery Type (Power Rating): NanoSafe™ Lithium Titanate (35 KWh)
Battery Management System: Altair Nanotechnology Integrated BMU

Performance
0-60 m.p.h.: Under 10 seconds
Factory Set Top Speed: 95 m.p.h.
Theoretical Top Speed: 120 m.p.h.
Braking: 60 to 0 m.p.h. in an estimated 150 feet

Range
Urban (UDDS): 100+ miles per charge
Highway (HFEDS): 100+ miles per charge

Charging Time
On-Board Vehicle 6.6KW Charger: 5 to 6 hours
Off-Board High Power 250KW Charger: Under 10 min. to 95% SOC

Facendo le dovute proporzioni con un veicolo NON SUV le potenzialità sono davvero notevoli.

Se i costruttori si decidessero a proporre perlomeno un veicolo di prezzo anche leggermente più costoso di un NON elettrico penso che le richieste non mancherebbero!!!
Ah il SUV della Phoenix è proposto a 45.000 US$ poco più di 30.000 Euro.
Basta leggere....
AH un'ultima cosa, mentre ero in coda in città pensavo al tempo che passo fermo al semaforo, beh con un veicolo elettrico stando fermo non consumerebbe nulla!
Comunque devo dire che sono felice che il petrolio sia finalmente arrivato a 100$, voglio propio vedere quando ci si darà una mossa!
Ciao

Massimo J. De Carlo ha detto...

Nick Van Deer Peers, le tue sono considerazioni che condivido. Ciò che mi dispiace anzi, ad essere sincero, dovrei dire che mi fa molto arrabbiare è questo silenzio assordante qui da noi. Solo piccole aziende si muovono verso il mondo del futuro rappresentato dai veicoli elettrici. Si parla tanto di innovazione e non si fa niente di veramente serio a livello politico e industriale per sviluppare questo argomento. Un vero peccato.

Peers ha detto...

Il problema è propio questo, il SILENZIO; il petrolio è a 100$? Nessun problema va tutto bene!!
Io sono convinto che SIAMo NOI che faremo la differenza, già il fatto di SAPERE mi rende perlomeno un po' più sereno. Ora la domanda è, oltre a tenerci informati a condividere le opinioni altrui, cos'altro potremmo fare per cambiare le cose?
Kenneso', la prima cosa che mi viene in mente è fare un gruppo d'acquisto; metterci in contatto con la Mirci-Wett ad esempio e chiedere se vi ordiamo 10 doblo' elettrici che prezzo ci fate? e se fossero 20 a che prezzo e se fossero 30? Fare una lista di possibili acqurenti tra di noi, limare il prezzo, sentire qualche istituto di credito, si parla tanto di ambiente e credito agevolati per veicoli ad emissioni zero, vediamo cosa propone il mercato e se non ci sta bene pieghiamo le regole del gioco a come le vogliamo NOI!!