Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 30 novembre 2011

L'effervescenza delle auto elettriche made in Japan

All'approssimarsi dell'apertura del Tokyo Motor Show che avverrà il 3 Dicembre si susseguono i comunicati stampa delle varie case automobilistiche che vi parteciperanno con i limiti numerici che abbiamo descritto nel post precedente. Nell'ambito di questo susseguirsi di comunicati stampa la Toyota Motor Corp. definisce la sua strategia futura per l'introduzione e la vendita della nuova versione Prius PHV, la vettura ibrida Plug-in, che finalmente avrà la possibilità di ricaricare le batterie a rete utilizzando una comune presa di corrente domestica. Le vendite inizieranno in Giappone a partire dal 30 gennaio 2012 prevedendo una produzione di 35.000 a 40.000 unità all'anno con un prezzo suggerito tra 3,2 e 4,2 milioni di yen (30,7 mila  / 40.3 mila  Euro). In tempi successivi pensa di poter vendere 60 mila unità all'anno globalmente. 

Secondo la Toyota lo sviluppo e la realizzazione della nuova Prius PHV è focalizzata su tre obiettivi partendo dal fattore fortemente radicato con l'ambientale, il valore del prodotto, la facilità d'uso ed l'economicità. Con le nuove batterie agli ioni di litio, una volta che sono cariche completamente, il veicolo è in grado di percorrere in modalità EV-mode ben  26,4 km, con consumi in modalità combinata ibrida elettrica di 61,0 km al litro. L'utilizzatore di una vettura in Giappone non percorre più di 20 km in media al giorno, quindi ci possiamo aspettare che poche volte all'anno sarà costretto ad attivare la modalità ibrida per la trazione. 

Il fatto curioso è che la vettura sarà venduta in Giappone 2,7 milioni di yen ad un prezzo in USA un altro ( 32.000 dollari ) e in Europa ad un altro ancora ( 37.000 euro ), grazie ai sussidi statali.

Negli ultimi anni Toyota ha venduto più di 3,4 milioni di auto ibride nel mondo comprendendo nel numero anche i modelli Prius, la Honda Motor Co. ne ha venduti 770.000 unità (ibride) mentre la Nissan Motor Co. ha iniziato da poco ad entrare nel mercato con auto tutte elettriche EV con la Leaf  il cui numero è di circa 17.500 unità vendute globalmente fino ad ora.

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martedì 29 novembre 2011

Le stufe e il kerosene giapponese

Abbiamo già visto come il Giappone si stia preparando per affrontare l'inverno all'insegna del risparmio di energia elettrica. Il Grande Terremoto d'Oriente dell'11 Marzo ha colpito pesantemente alcune centrali nucleari direttamente e indirettamente con l'onda distruttrice dello tsunami. Questa è la grande debolezza del nucleare, si produce molta energia, si investe su di essa risorse e aspettative, ma inevitabilmente ci si trova ad affrontare gravi problemi di approvvigionamento energetico difficilmente risolvibili negli anni, impossibili da risolvere a stretto giro di tempo. Razionamento, soprattutto risparmio è quello che le autorità giapponesi impongono/suggeriscono ai propri cittadini. Abbassare i termostati casalinghi, aziendali, indossare abiti più pesanti anche nei luoghi chiusi privati e pubblici.
Ma il benessere conosciuto e apprezzato non vuole far sconti alle contingenze. I giapponesi si arrangiano per proprio conto per quello che il governo non è in grado di dare. Ecco che all'improvviso crescono le offerte di stufe a cherosene ed ecco il boom del combustibile per farle funzionare. Dopo un picco nelle vendite di cherosene del 2002, in Giappone si è vista un veloce declino fino al  2010. Le vendite di cherosene sono diminuite più del 30 per cento nel 2010 rispetto all'anno fiscale 2002. Ma arriva all'improvviso il terremoto che ravviva inopinatamente il mercato asfittico. Adesso l'industria fa fatica a produrre stufe, i mercanti pubblicizzano il prodotto a spron battuto, le richieste sono alte. Qualcuno si spinge oltre la 'decenza' raccontando che il proprio carburante è ecologico, l'eco-kerosene che puzza di meno rispetto a quelli del passato. Tutto il mondo è paese. Quando si legge da qualche parte il prefisso 'eco' si deve immediatamente alzare le antenne e gli schermi protettivi come la se fossimo sulla nave spaziale di Strar Trek, arriva sicuramente la grane bordata di fregature. Grandi negozi vendono stufe in quantità, i fornitori di energia sono ben pronti per far arrivare a casa, anche con ordini via web, le taniche di cherosene da 18 litri a  4.200 yen (40,3 euro circa) comprensivi di tasse e spese di spedizione, circa il doppio del prezzo del cherosene 'normale'. 2,23 euro al litro. Baby, è il mercato!

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lunedì 28 novembre 2011

Il tram dei desideri si ritrova nei sogni

Recentemente si è letto un post nel seguitissimo Blog 'Petrolio' dal titolo Mezzi pubblici. Non esisteranno più? con il quale io personalmente concordo pienamente non fosse per il fatto che qualcosa di simile lo avevo scritto un anno fa.
L' 8  Giugno 2010 scrivevo qui su ME un post intitolato Parliamoci chiaro: addio trasporti pubblici economicamente sostenibili   che concludevo così :
Il messaggio è chiaro. Il tempo delle vacche grasse è finito. I bei tempi dei grandi investimenti per il trasporto pubblico locale difficilmente ritorneranno in un prossimo futuro. In poche parole niente metropolitane, niente tram. O ciascuno di noi si arrangerà con mezzi propri (minimali) o pagheremo salati i trasporti offerti dai privati o gli amministratori pubblici prenderanno coscienza che dovranno dirigere le loro attenzioni a mezzi di trasporto elettrici dai costi più contenuti possibili per offrire e garantire un minimo di servizi nell'ambito cittadino. Leggasi filobus. Chi ancora non lo ha capito non sprema troppo le meningi. Ci arriverà gradualmente forzato dagli eventi economici e finanziari che incontrerà sulla propria strada nel vivere quotidiano.

In replica all'articolo di Debora è uscito un altro articolo su un altro Blog, il solito sermone sul trasporto su ferro, la efficienza e l'affidamento ai privati dei trasporti pubblici locali Insomma il tram sempre e ovunque. Si dice che sia il più efficiente (e l'affidamento ai privati è la migliore scelta) in ragione del fatto che consuma di meno perché è in grado di trasportare più passeggeri ed ha il miglior rapporto consumi/passeggeri/km e via solfeggiando. Si dimentica di dire che è un mezzo, il tram, ideale, quello cioè che trasporta a pieno carico 220/230 passeggeri, negando una realtà che appare agli occhi di tutti quelli che a Firenze vedono transitare quel veicolo bianco e rosso con a bordo il manovratore e una, due, tre persone negli orari non di punta. In quelle lunghe ore, in quei 7,4 km, quei 15 convogli composti di 5 'carrozze' ciascuno quell'efficienza tanto decantata, quel consumo puramente 'ideale' al chilometro /passeggero fa a farsi benedire ed impallidisce persino di fronte ad un maledettissimo SUV succhia energia a gogò o ad un trattore per arare i campi  euro zero. Bisognerebbe essere più obiettivi e per esserlo basta poco: specificare che  ogni tratta ha un suo sistema di trasporti pubblici adatto. Solo alcune grandi città hanno bisogno di linee tranviarie e solo alcune tratte nelle grandi città. Il costo e la flessibilità zero del tram devono nel 90% dei casi deve lasciare il posto al filobus. Detto questo occorrerebbe una seria e volenterosa programmazione nazionale con progetti e investimenti per rivitalizzare velocemente, lo si può fare,  un'industria nazionale adatta a sopperire le carenze e richieste attuali. Non mancano le competenze, le aziende capaci di produrre filobus, le aziende già pronte per la produzione della trazione elettrica di motori e inerter, invece di chiudere o svendere quelle esistenti (Breda Menarini, Finmeccanica). 


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domenica 27 novembre 2011

La Mitsubishi pronta alla vendita di un minivan elettrico da dicembre

Come potete notare qui su ME si parla molto spesso del Giappone, nel bene  (VE) e nel male (nucleare) e per questo  è il centro del nostro interesse in questo ultimo periodo.
La Mitsubishi Motors Corp. ha tutta l'intenzione di  rendere i veicoli elettrici una parte essenziale della vita quotidiana.   In ragione di questa filosofia (industriale) ha aggiunto un  veicolo commerciale alla sua gamma di veicoli elettrici, un passo ulteriore dopo avere messo in commercio la i-MiEV, una vettura elettrica passeggeri dalle caratteristiche di un'auto da città per tutti i giorni alla stregua di qualsiasi altra vettura che conosciamo con motore termico. 
Il veicolo commerciale il cui nome è MiEV Minicab, il secondo veicolo elettrico della MMC dopo la i-MiEV passeggeri, arriverà sul mercato l'8 dicembre prossimo come parte di una strategia per accaparrarsi una fetta importante del mercato dei veicoli elettrici e ibridi plug-in secondo quanto dichiarato in conferenza stampa da Osamu Masuko, presidente di Mitsubishi Motors Corp.. Il veicolo verrà distribuito sia dalla MMC che dalla Suzuki Motor Corp. con il proprio marchio.
Il Minicab è adatto per le consegne del primo mattino e in tarda serata consegne perché è meno molto  meno rumorosa dei veicoli a carburanti senza dimenticare che è rispettoso dell'ambiente non producendo inquinamento atmosferico a livello locale a benzina, ed è progettato per fornire un' adeguata accelerazione iniziale compatibile con il trasporto di carichi pesanti.
La strategia dell'azienda è quella di spostare la produzione verso veicoli elettrici e ibridi lasciando progressivamente la produzione di veicoli tradizionali endotermici. 
Il Minicab è costruito per rispondere alle specifiche per un veicolo di piccole dimensioni, a batteria, in grado di percorrere 150 km con una singola carica (con un pacco batteria da 16 kWh,  Toshiba SCiB lithium-ion battery technology, possibile una ricarica rapida) o 100 km con un pacco da 10 kWh.


La versione meno costosa sarà venduta a 1.730.000 ¥ (16,7 mila euro) dopo i sussidi governativi  Japanese Ministry of Economy, Trade and Industry's eco-car subsidy , l'altra a 2.020.000 yen pari a circa 19.500 euro (vedere tabella).

La MMC si aspetta che le vendite raggiungano le 4.000 unità entro la fine di marzo, ma nel frattempo ha già ricevuto circa 1.300 ordini. Nei 12 mesi successivi partendo da Aprile 2012 la MMC ha programmato di vendere 50.000 auto elettriche comprendendo in questa cifra sia la   i-MiEV passeggeri che il   i-MiEV Minicab. 


sabato 26 novembre 2011

Yen forte? LaToyota va in America a produrre

La Toyota Motor Corp. prevede un forte apprezzamento della sua moneta nei prossimi anni, ragione per cui  ha deciso di costruire alcuni componenti delle sue auto ibride negli Stati Uniti e in Cina per tagliare i costi e prevenire perdite certe.

Già nel 2015 inizierà la produzione in Cina di componenti essenziali, e prevede di espandere i margini di profitto nei mercati automobilistici del mondo aumentando il rapporto dei componenti prodotti localmente come pure gli stabilimenti di assemblaggio dei veicoli ibridi, così negli US, in Europa, in Cina, Australia, e Thailandia oltre che, naturalmente, in Giappone.

Da ricordare che nel 2010 la Toyota ha venduto 200.000 veicoli ibridi nel Nord America secondo  mercato dopo quello interno che ha assorbito 390.000 unità, quasi il 70% delle vendite all'estero.

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venerdì 25 novembre 2011

Una batteria con 40 mila cicli

Nature Communication ha resa pubblica la realizzazione di un prototipo di batteria in grado di funzionare per 40 mila cicli mantenendo alla fine una capacità pari all'80% rispetto a quella iniziale. 
Questo significa che ha una vita operativa di svariate volte superiore rispetto alle batterie al piombo, che hanno poche centinaia di cicli, ed anche le batterie al litio, da una a tre migliaia, con una caratteristica ancora più determinante che è quella della energia erogata, probabilmente 17 C, molto superiore anche rispetto alle batterie a litio polimeri che raggiungono in certi casi i 10C in scarica. Ma queste celle sono in grado di erogare una energia ancora più alta, 83C, a scapito però della durata.
La struttura fondamentale del catodo è basata su esacianoferrato di rame (nanoparticelle cristalline di Blu di  Prussia, un colorante composto di ferro e cianuro), in cui viene sostituita la metà del ferro con rame.  Le nanoparticelle vengono poi rivestite con su un substrato di carbonio, che è immerso in una soluzione elettrolitica di nitrato di potassio.  La chimica della batteria è simile a quella di batterie al litio, ma utilizza materiali che sono meno costosi e più abbondanti, come il sodio e ioni potassio e un elettrolito a base d'acqua, invece di solvente organico a base di elettroliti.

In soldoni cosa significa?

Significa che se noi scaricassimo e ricaricassimo la batteria ogni giorno completando un ciclo/giorno avrebbe una durata di circa 110 anni. 

Una rivoluzione sia per i veicoli elettrici che per accumulare l'energia proveniente da fonte rinnovabile. In bocca al lupo Mr Colin D. Wessells, Mr Robert A. Huggins e Mr Yi Cui per i vostri studi alla  Stanford University di Palo Alto, California.


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giovedì 24 novembre 2011

Alla faccia dello stronzio e del cesio

Questa appena letta su Asahi Shimbun online è salace, mordace e soprattutto audace.

La famigerata famosa TEPCo (Tokyo Electric  Power Company) proprietaria della famigerata famosa centrale nucleare di Fukushima che si è vista saltare in aria uno dopo l'altro i 4 reattori nucleari a seguito dello tsunami causato dal terremoto dell'11 marzo è stata portata in giudizio dal titolare di un campo da golf che era diventato radioattivo.
La famigerata famosa TEPCo non ha fatto una piega e si è discolpata affermando che non è responsabile degli oneri di decontaminazione perchè ............ perchè il campo da  golf appartiene ai singoli proprietari del terreno. Sembra che avvocati e giudici siano rimasti a bocca aperta non credendo alle proprie orecchie. Appena ripresisi la Corte distrettuale di Tokyo ha respinto la giustificazione.
Sorvoliamo sul fatto che alla fine il giudice ha assegnato l'onere di decontaminazione non al proprietario del campo, neppure alla TEPCo bensì alle autorità locali e al governo centrale. 

Il disastro nucleare di Fukushima ha contaminato 30.000 km quadrati

Il miglior uso che potete fare della prima pietra di una centrale nucleare è quella di appendetevela al collo per gettarvi in mare!

Se non si è capaci di trarre le giuste conclusioni dopo anni e anni di disgrazie significa che i dirigenti politici sono solo dei grandi digestori e riciclatori malati.
Quello che è  avvenuto in Giappone con le sue tragiche conseguenze immediate e le ricadute nei prossimi decenni (solo?) a seguito del terremoto, dello tsunami, dell'esplosione dei 4 reattori nucleari dovrebbe essere sufficiente per chiudere definitivamente il discorso nucleare, per sempre.
Ancora prendiamo come fonte il quotidiano Asahi Shimbun online che ci informa puntualmente sulle novità che riguardano il maledetto disastro, epocale, che non ha ricadute perverse intorno al territorio di Fukushima  ma va molto oltre. 

Addirittura l'8% della superficie del Giappone è coperta di cesio radioattivo (che equivale a più di 30.000 chilometri quadrati) ed è stata contaminata dalle esplosioni dei 4 reattori di Fukushima della centrale nucleare Daichi n.1. La zona interessata è quella di  13 prefetture che ha accumulato più di 10.000 becquerel di cesio 134 e 137 per metro quadrato, secondo il ministero della scienza. Il ministero ha rilasciato l'ultima versione della sua mappa di contaminazione da cesio che copre 18 prefetture. 

Pennacchi altamente radioattivi fuoriusciti dal impianto n ° 1  di Fukushima hanno raggiunto  le prefetture di Gunma e Nagano a ovest e sud prefettura di Iwate, nel nord. Un pennacchio si è diretto dapprima verso ovest a marzo dal 14 al 15, quando enormi quantità di materiali radioattivi sono stati rilasciati a seguito della fusione del reattore n ° 2. Si è mosso in senso orario su una vasta area nella regione di Kanto. Il materiale radioattivo è caduto con la pioggia e la neve, in particolare nelle regioni settentrionali del prefetture di Tochigi e Gunma. 

Un ramo del pennacchio si è spostato a sud dalla Prefettura di Gunma, passando alla Prefettura di Saitama, la Prefettura di Nagano orientale, a occidentale rispetto Tokyo. Si fermò nella parte occidentale della prefettura di Kanagawa, dove sorge la catena montuosa Tanzawa sorge. 

Un secondo pennacchio si è diretto a nord-ovest nel pomeriggio del 15 marzo, contaminando pesantemente parti dei comuni Namie e di altri nella prefettura di Fukushima. 

Un terzo pennacchio diretto a nord, a quanto pare, nel pomeriggio del 20 marzo, contaminò le aree nel nord della Prefettura di Miyagi e nel sud nella prefettura di Iwate quando piovve tra il tardo pomeriggio del 20 marzo e nel mattino del 21 marzo. 

Un quarto pennacchio, guidato dalle correnti verso sud dalla notte del 21 marzo e le prime ore del 22 di marzo, passò attraverso a nord la Prefettura di Chiba, ma in gran parte ha costeggiato il centro di Tokyo a causa di un modello di pressione atmosferica, limitando la contaminazione a Tokyo e la prefettura di Kanagawa. 

Si ritiene che la quantità di materiale radioattivo rilasciato dall'impianto n° 1  di Fukushima sia aumentata tra il 20 marzo e il 23, ma le ragioni non sono ancora note

A Fukushima e in altre sette prefetture, pari a 11.600 km quadrati, equivalenti al 3 per cento del territorio del Giappone, hanno livelli di radiazione annua aggiuntiva di almeno 1 millisievert, secondo le stime del Ministero dell'Ambiente. Il governo ha detto che rimuoverà i materiali radioattivi, se i livelli di radiazione annua aggiuntiva raggiungere 1 millisievert o più. 

Il ministero della scienza ha portato avanti il monitoraggio aereo di materiali radioattivi da aprile con elicotteri che volano a velocità relativamente bassa per permette il monitoraggio dei livelli di radiazione rilasciata da terra ad un'altezza di 1 metro. 

Accumuli di cesio nel suolo e livelli di radiazione sono misurati separatamente in siti selezionati sul terreno.

I funzionari stimano accumuli di cesio in altri luoghi utilizzando le correlazioni tra i livelli di radiazione 1 metro sopra il terreno monitorato da elicotteri e gli accumuli reale cesio nei siti selezionati.

Il Cesio 137 avrà un impatto a lungo termine sull'ambiente perché ha un tempo di dimezzamento di 30 anni.  Cesio che è stato rilevato anche prima dell'incidente di Fukushima, a quanto pare a seguito di test nucleari condotti da altre nazioni. Ancora, la quantità massima scoperta nei rilievi a livello nazionale dal 1999 è stato di 4.700 becquerel nella prefettura di Nagano. La mappa di contaminazione da cesio del ministero della scienza esclude gli effetti della contaminazione prima del disastro di Fukushima. 

In futuro la mappatura coprirà 22 prefetture quando sarà completato entro la fine dell'anno. Saranno aggiunti i dati di Aomori, Ishikawa, Fukui e delle prefetture di Aichi  .

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mercoledì 23 novembre 2011

La nano-macchina elettrica con 4 ruote motrici

Sulla copertina di Nature (Volume 479 Number 7372 del 10 November 2011) vediamo raffigurata la più piccola auto elettrica del mondo, una macchina nano-molecolare con 4 ruote motrici. Naturalmente è priva di emissioni ed è silenziosa. E' stata sviluppata congiuntamente da ricercatori svizzeri dell'Empa e loro colleghi ricercatori  olandesi. L'auto   misura circa 4x2 nanometri (1 nanometro è un miliardesimo di metro), viaggia su quattro ruote motrici a trazione elettrica in linea quasi retta su una superficie di rame. Il "prototipo" è quello raffigurato sulla copertina della nuova edizione di Nature.

Per effettuare lavorazioni meccaniche, ci si rivolge solitamente ai motori che trasformano l'energia chimica o l'energia elettrica in energia cinetica al fine di trasportare merci da un punto A a un punto B. La natura fa la stessa cosa nelle cellule, le cosiddette proteine ​​motrici - come chinesina e le proteine ​​muscolari, actina - svolgono questo compito nel processo "bruciando" ATP (adenosintrifosfato), il carburante chimico, per così dire, del mondo vivente.
Il rovescio della medaglia della piccola auto, che misura, ricordiamo, circa 4x2 nanometri, circa un miliardo di volte più piccola di una VW Golf, viene dalla necessità di essere rifornita di energia elettrica dopo ogni metà rivoluzione delle ruote tramite la punta di un microscopio a scansione tunnel (STM). Inoltre, grazie alla loro struttura molecolare, le ruote possono girare solo in una direzione. In altre parole: non c'è retromarcia.
Con questo, i ricercatori hanno raggiunto il loro primo obiettivo, un "proof of concept", cioè sono stati in grado di dimostrare che singole molecole dono in grado di assorbire l'energia elettrica esterna e la trasformano in movimento mirati. Il prossimo passo previsto è quello di sviluppare molecole che possano essere guidati (ricaricate) dalla luce, magari sotto forma di laser UV.

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martedì 22 novembre 2011

Le fragole del dopo

Si temeva un disastro del raccolto di fragole in Giappone per colpa del terremoto e del disastro nucleate di Fukushima, nella regione colpita dallo tsunami Tohoku. Qualche prima cassetta del gustoso frutto è arrivata al mercato di Sendai sabato scorso, 19 Novembre. 
Il frutto è stato raccolto a Watari, nella Prefettura di Miyagi, una zona con il maggior rendimento nella coltivazione delle fragole nella regione di Tohoku, ma anche quella che è stata devastata dal grande terremoto del Giappone orientale.
In definitiva, il primo carico arrivato nel mercato è avvenuto con  un mese di ritardo rispetto al consueto. I motivi sono molteplici. Molte aziende sono state pesantemente colpite, altre hanno avuto un calo enorme nella produzione. Watari era nota per le sue coltivazioni di fragole molte delle quali lungo la costa, costa che è stata inondata dallo tsunami generato dal grande terremoto ad oriente del Giappone dell'11 Marzo. Gli agricoltori hanno voluti riprendere la propria attività spostando le loro aziende più all'interno e piantando piantine nella Prefettura di  Tochigi.  Tuttavia, i funzionari   dell'associazione delle cooperative agricole della prefettura di Miyagi hanno detto che la superficie totale per le aziende agricole produttrici di fragole nella loro prefettura è diminuita quest'anno di circa 50 ettari dai circa 130 ettari di un anno fa, portando una diminuzione del volume di produzione a meno della metà dei livelli dello scorso anno.

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lunedì 21 novembre 2011

La Terra Svuotata

Dal sito web Nuove Tecnologie Energetiche
La Terra Svuotata
di Ugo bardi

Esce in questi giorni il mio nuovo libro “La Terra Svuotata“. Un bel po' di sangue, sudore e lacrime che il libro mi è costato in questa torrida estate. Ora, per fortuna, è finito

Come vi potete immaginare dal titolo, è una storia delle miniere e dei minatori che parte dalle prime miniere di selce di oltre 10.000 anni fa e arriva alla situazione attuale dove la corsa all'estrazione sta svuotando la terra dei tesori minerali che si erano accumulati nel corso di miliardi di anni di attività geologica. Il libro riprende ed espande anche alcuni dei temi del mio primo libro, “La Fine del Petrolio” del 2003. Si parla anche di energia rinnovabile, delle prospettive della sostenibilità in un mondo svuotato delle sue risorse minerali, dell'immancabile “Limiti dello Sviluppo”. Insomma, è un po' un compendio dell’ “UgoBardiPensiero”.

Per questo libro, devo ringraziare moltissime persone per il loro contributo. In particolare, il titolo mi era costato lunghe elucubrazioni che non mi avevano portato a niente, finché Toufic El Asmar non è venuto fuori con il suggerimento giusto. Ringrazio anche Luca Mercalli per la prefazione come pure tutti i membri di ASPO-Italia.

Di seguito qui, la descrizione sul sito di Editori Riuniti.

[...] Le preoccupazioni sull'esaurimento del petrolio sono all'ordine del giorno, ma sono solo una parte di un problema molto più grande. Quando si esauriranno i minerali? Partendo da questa domanda, Ugo Bardi costruisce un racconto di tutta la storia dell'attività mineraria umana, dall'età della pietra fino al petrolio ai nostri giorni. Abbiamo ancora tante cose da scavare e tanto petrolio da estrarre ma, in tempi non lunghissimi, ci troveremo di fronte al limite della capacità umana di sfruttare il nostro pianeta per le sue risorse minerali. Sarà la “fine del popolo dei minatori” che ci porterà a percorrere strade nuove e sconosciute per tenere in piedi la nostra civiltà. [...]

[...] I cambiamenti causati dall'attività estrattiva umana sono qualcosa che non si era mai verificata con la rapidità attuale in centinaia di milioni di anni di storia planetaria. Questi cambiamenti stanno trasformando la Terra in un pianeta completamente diverso. Non è detto che questo nuovo pianeta che noi stessi stiamo creando non si riveli ostile alla vita umana. Che ci piaccia o no, l'ambiente non è un giocattolo per gli ambientalisti. L'ambiente è quella cosa che ci fa vivere. E noi stiamo giocando con questa cosa che ci fa vivere come se non avesse nessuna importanza. In questo libro troverete una descrizione della situazione petrolifera e di tutte le risorse naturali, minerali e rinnovabili. Ci troverete le ragioni che ci spingono a dipendere così totalmente da risorse insostituibili e non rinnovabili. Ci troverete come la nostra fissazione con il petrolio ci stia conducendo a uno scontro con l’ecosistema causato dall’esaurimento e dall’inquinamento; uno scontro che non possiamo vincere, comunque vada. E, infine, ci troverete qualche nota sul futuro che forse vi potrà essere utile. Come si sa, il futuro non si può prevedere, ma riguardo al futuro si può essere preparati. [...]

(Dall'introduzione dell'autore)

Ugo Bardi, è docente dal 1990 presso il Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze. La sua carriera precedente include periodi di studio e insegnamento presso le università di New York, Marsiglia, Berkeley e Tokyo. Attualmente si occupa di nuove tecnologie energetiche e di politica dell'energia È membro dell'associazione ASPO, un gruppo di scienziati indipendenti che studiano le riserve di petrolio mondiali e il loro esaurimento. Ha pubblicato: La fine del petrolio, Editori Riuniti, 2003; Il libro della Chimera, Edizioni Polistampa Firenze, 2008; con Giovanni Pancani, Storia petrolifera del bel paese, Edizioni Le Balze, 2006; The Limits to Growth Revisited, Springer Briefs in Energy, 2011.

INDICE

9 Prefazione di Luca Mercalli

11 Introduzione

Parte prima. Minerali

19 Il popolo dei minatori
59 Il regalo di Gaia: l’origine dei minerali
83 La macchina mineraria universale: energia ed estrazione

Parte seconda. Energia

113 L’ankus del re: la storia dei combustibili fossili
143 Il genio dell’energia: uranio e l’ultima speranza per la crescita
173 L’oca nella bottiglia: le energie rinnovabili

Parte terza. Sostenibilità

217 Balene e barili: come si esauriscono le risorse
242 L’isola degli angeli: modelli del mondo
267 Il cuculo che non voleva cantare; oltre il collasso

287 Conclusione

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domenica 20 novembre 2011

Il sole splende, la pioggia non cade su di noi

Ma che colpa abbiamo noi? Cantava Shel Shapiro dei Rokes in una vecchia canzone della metà degli anni 'sessanta'. Un po' di colpa ce l'abbiamo con i cambiamenti climatici dovuti dalle attività umane,  i consumi smodati di petrolio e la pratica suicida del bruciare tutto quel carbonio accumulato dalla natura milioni di anni fa. Bruciato nelle centrali elettriche, nelle stufe, nei motori delle auto. Questa è una colpa, ed è colpa nostra, ancora aggravata dal fatto che, sapendolo, continuiamo a bruciare e scoppiare (letteralmente) con i motori. Ma, senza confondere il clima con la meteorologia (anche se le due cose s'intersecano e si riverberano l'una con l'altra), rileviamo una contingenza dalle parti dell'alta Toscana orientale. L'invaso del Bilancino (nella foto a fianco l'invaso nei bei tempi) che doveva preservare il territorio a valle dai numerosi disastri avvenuti recentemente e nei secoli, millenni passati, dalle alluvioni (tutti ricordiamo quella distruttiva di Firenze 1966), dalla sete degli uomini e dei campi, producendo  anche energia elettrica, adesso sta soffrendo per una emergenza idrica. Un mese ancora poi si dovrà ricorrere alle botti per dissetare Firenze e non solo. Questo è il problema che il quotidiano La Nazione mettendo in luce con il titolo “Un mese, poi le autobotti.  L'invaso ai minimi storici. Publiacqua: vietato sprecare. Non piove: ancora trenta giorni di autonomia. A rischio Chianti e Pistoia ”.

Il bacino artificiale di Bilancino è a secco, l'estate lunghissima e calda ha ritardato l'arrivo dell'autunno e delle sue piogge.  Se non piove, non si riuscirà a mandare l'acqua nelle zone più periferiche che vengono approvvigionate   di solito, come il Chianti e Pistoia. L'autorità di bacino ha rilevato dati per niente rassicuranti: restano 35 milioni di metri cubi d'acqua, quando la media dovrebbe essere 69 milioni.  È il livello più basso dal 2002, quando entrò in funzionamento la diga mugellana, addirittura peggiore dell'estate torrida del 2003. Bilancino copre il fabbisogno di 1 milione di persone.Adesso le falde del Valdarno sono già prosciugate e i fiumi/torrenti come la Pesa e la Greve sono rigagnoli; tutto dipende dall'invaso del Mugello. E' da rilevare però, che quelli della gente comune non sono che il 22% dei consumi totali di acqua in Toscana, il resto è responsabilità dell'agricoltura intensiva, che spesso usa metodi obsoleti, che sprecano, come lo 'spruzzo in aria', dell'industria, per il raffreddamento degli impianti, e degli imbottigliatori di acqua minerale, 'che hanno concessioni pubbliche a prezzi ridicoli'.


Leggere anche:
- I toscani col cammello diventeranno 'uomini blu'
- Cambiamenti climatici +8°C dal 1860 al 2100
- La siccità stronca il petrolio texano
- Grave siccità nel Kansas, la disperazione è l'unica cosa che cresce
- Caldo e siccità nel Midwest degli Stati Uniti

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sabato 19 novembre 2011

Auto elettriche e ibride al Tokyo Motor Show 2011

Toyota FT-EV III.jpg
Il 42 ° Tokyo Motor Show 2011 che si aprirà il 3 dicembre sarà caratterizzato da una pletora di veicoli elettrici compatti progettati per la guida in città, facilità di parcheggio e a basso costo. Scrive Asahi Shumbun. 
Insieme alle auto elettriche saranno evidenziati i sistemi di ricarica che traggono l'energia da fonte pulita, eolica e solare fotovoltaica.
Adesso che i veicoli elettrici che hanno superato la fase in cui venivano considerati poco una curiosità che una rivoluzione tecnologica con la produzione di più di 20.000 unità sia della  i-Miev della Mitsubishi Motors Corporation e che della Leaf Nissan Motor Co., osservatori del sttore a livello mondiale, ritengono che un nuovo mercato si sta delineando per diventare un valido sostituto di quello delle automobili alimentate a benzina. Un freno alla progressione rapida delle auto elettriche viene dalle distanze percorribili e dalla diffusione dei punti di ricarica.


La Toyota ha convertito la Scion iQ (a sinistra in alto), automobile super-compatta a benzina, un veicolo elettrico capace di una percorrenza di 105 km molto adatta per gli spostamenti quotidiani brevi. Nonostante le dimensioni, la iQ può trasportare tre passeggeri e viaggiare 105 km con una singola carica (85 se si supero i 50 km/h), mentre la Honda presenterà al Motor Show di Tokyo la nuova Micro Concept car Commuter elettrica (a sinistra in basso) un prototipo progettato per gli ambiti urbani, 60 km con una singola carica, ed uno spazio limitato accanto al conducente. 
La vettura ha la possibilità di back-up della batteria che può anche essere rimossa e sostituita. 


La Nissan presenterà  3 auto elettriche piccole Pivo  durante l'evento in grado di percorrere 100 km con una singola carica e la nuova Leaf EV capace di percorrere 200 km con una singola carica.

Altri produttori esibiranno veicoli ibridi per lunghi percorsi.

La Toyota presenterà la Prius Ibrida Plug-in, ricaricabile da una comune presa elettrica domestica.

Honda e Mitsubishi Motors sveleranno i nuovi prodotti/prototipi ibridi plug-in, medie, berline e SUV adatti per le lunghe distanze.

A Tokyo saranno presenti solo alcune case automobilistiche estere, in crisi dopo la bancarotta della L&B e la crisi che attanaglia il mondo dell'auto. La BMW con la medium-sedan 5 series ActiveHybrid 5 hybrid e la Volkswagen con un nuovo imprecisato veicolo elettrico.
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venerdì 18 novembre 2011

Premiata la Nissan Leaf

A ragion veduta, forse, avendo vinto un premio, l'ultimo fra tanti, ci aspettiamo che la foglia giapponese, la Nissan Leaf, convinca il pubblico, gli automobilisti  locali, ad acquistarla, pure. La Prius, l'ibrida della Toyota, che ha una storia stradale più lunga è riuscita a far breccia nei cuori e nelle tasche dei driver giapponesi tanto da raggiungere la massima vetta della classifica da molto più che due anni. Accadrà così anche con la Leaf? A dire il vero ha fatto una fugace comparsa nella hit delle vendite nel febbraio di quest'anno ma poi è subito scomparsa tra le prime trenta.

Intanto si crogiola del riconoscimento di auto dell'anno, il RJC Car of the Year award assegnatole ieri (come leggiamo sul Mainichi Japan online) dall'Automotive Researchers' and Journalists' Conference of Japan  

Il modello è stato scelto tra tutti i veicoli commercializzati in Giappone tra il 1 Novembre 2010 al 30 Ottobre 2011. La Leaf, lanciata lo scorso dicembre, è il primo prodotto di massa di auto elettrica. La berlina a cinque posti è alimentato da batterie agli ioni di litio ed ha un'autonomia di 200 km per carica.

Berlina S60 Volvo Cars Giappone e la nuova sport wagon V60 ha vinto il massimo dei voti nella divisione auto importate, ha detto il gruppo.

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giovedì 17 novembre 2011

Scoperta la fonte del rilascio di iodio 131 radioattivo

L'11 di questo mese la IAEA (International Atomic International Agency) aveva diffuso un comunicato stampa nel quale si rilevava un'anomala presenza di iodio 131 radioattivo nei cieli d'Europa. Il rilevamento era stato effettuato dai cechi. Si investigava per trovare la fonte della perdita. Una centrale nucleare?
Finalmente, dopo sei giorni la IAEA ha scoperto quale era la fonte della perdita di iodio 131 e lo rivela oggi con un comunicato stampa. L'Hungarian Atomic Energy Authority (HAEA) dichiara che lo iodio 131 rilevato in Europa è stato molto probabilmente rilasciato in atmosfera presso l'Institute of Isotopes Ltd. di Budapest. L'Istituto produce radioisotopi per applicazioni sanitarie, industriali e di ricerca. Secondo il HAEA, Il rilascio è avvenuto dall'8 settembre al 16 novembre 2011. La causa del rilascio è sotto inchiesta.
Il comunicato è tranquillizzante, vuole essere tranquillizzante, quando continua affermando che, come accennato in precedenza, i livelli di I-131 che sono stati rilevati in Europa sono estremamente bassi. Non vi è alcun problema di salute per la popolazione. Chiunque si fosse trovato nella condizione di respirare lo iodio per un anno intero a livelli misurati nei paesi europei, avrebbe ricevuto una dose nel range di 0,01 microsieverts per l'anno, precisando che la radiazione di fondo media annua è di 2400 microsieverts all'anno.

Qui nel comunicato si afferma che la IAEA ha ricevuto l'informazione dalle autorità della Repubblica Ceca. Il rilascio è continuato per sei giorni, non si conoscono le cause ma si investiga ancora. Buon per noi.

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Giappone, inverno freddo per la carenza di energia elettrica

Negli ultimi tempi mi sto molto appassionando nella lettura dei quotidiani giapponesi online, ricchi di notizie sul disastro nucleare di Fukushima ma soprattutto interessanti, per quanto mi riguarda, per la descrizione di quelle che sono le implicazioni energetiche, la riduzione nella produzione di energia elettrica. Interessanti anche le modalità approntate dal governo centrale per confrontarsi con questa carenza di energia che dovrebbe essere temporanea e che, secondo me, potrebbe essere il preludio di una riprogrammazione organizzativa o se volete l'inizio di un cambio di paradigma, il risparmio. Il perché e  non il per come viene da un articolo del solito Asahi Shimbun online dell'inizio della settimana in corso. Riassumo.

La carenza di energia elettrica potrebbe significare un inverno freddo per alcuni in Giappone. La gente nella maggior parte del paese dovrebbe prepararsi e imparare a impacchettarsi bene con vestiti caldi. Il problema nasce dalla difficoltà delle compagnie elettriche in alcune regioni di produrre energia elettrica sufficiente per il riscaldamento degli edifici questo inverno,  a seguito dell'incidente nucleare a Fukushima n. 1 e della conseguente revisione di altri impianti per prevenire possibili ulteriori incidenti in altre centrali.

Kansai Electric Power Co., che dipende dal nucleare per oltre il 50 % della sua produzione di energia elettrica, prevede che sarà in grado di fornire il 7,1% in meno di energia e inferiore alla domanda di picco in gennaio e il 9,5 % in meno nel mese di febbraio.

La stessa previsione, stima, viene dalla Tohoku Electric Power Co.. Sarà del 3,4 % inferiore della domanda di picco in gennaio e lo 0,5 per cento nel mese di febbraio.
La Kyushu Electric Power Co. prevede il 2,2 % in meno nel mese di gennaio.

Preso atto di questo contesto di difficoltà il Governo giapponese suggerisce degli accorgimenti e ritocchi al consueto standard di vita nazionale.
Il governo, il 1 ° novembre, ha già chiesto agli utenti di energia elettrica nella regione del Kansai di ridurre il consumo di picco in inverno del 10 % o più rispetto all'anno precedente e a quelli di Kyushu di ridurre di almeno il 5 per cento.

Agli utenti di energia elettrica in altre regioni è stato chiesto di risparmiare energia, anche se non sono stati fissati obiettivi numerici. 

In estate, il governo aveva ordinato su larga scala  di energia elettrica agli utenti   commerciali  di ridurre il consumo di punta nei giorni feriali del 15 % nelle aree servite dalla Tokyo Electric Power Co., gestore dell' impianto di Fukushima, e dalla Tohoku Electric Power. Questo genere di ordini, in base alla Legge Electric Industry Utilità, sono stati emessi per la prima volta in 37 anni. In inverno i picchi di energia elettrica per la richiesta degli utenti avviene due volte al giorno - al mattino e nel tardo pomeriggio. E' stato chiesto anche agli operatori ferroviari nella regione del Kansai di spegnere le luci nelle stazioni e regolare le impostazioni di riscaldamento a bordo dei treni. 

La Hitachi Zosen Corp., uno dei principali produttori di macchinari pesanti con sede a Osaka, sostituirà l'illuminazione in tutti gli uffici domestici con risparmio energetico dispositivi che emettono luce a diodi da febbraio. 
La Sekisui Plastics Co., un produttore di Osaka di materiali espansi, sposterà la richiesta modificando i processi di produzione spostandoli al fine settimana o cambiando gli orari. 

Gli utenti non commerciali sono la chiave del risparmio energetico in inverno. Le famiglie consumano più energia rispetto a quelli commerciali dalle 5:00 alle 18:00, quando molte famiglie preparano pasti accendendo le luci e il riscaldamento. I condizionatori d'aria consumano il 30 % dell'energia nel tardo pomeriggio in inverno, se una famiglia li utilizza per il riscaldamento. 

L'Agenzia per le risorse naturali e l'energia, facente parte del ministero dell'industria, consiglia alle famiglie di impostare i condizionatori d'aria a 20 gradi. Secondo l'Energy Conservation Center, in Giappone, indossare un maglione permette di aumentare la temperatura corporea di 2,2 gradi più caldo. Il risparmio è molto importante specialmente  nella parte nord-orientale del Giappone dove l'inverno è severo e potrebbero esserci ancora gravi carenze di energia elettrica se le centrali danneggiate dal terremoto dell'11 marzo. La Power Hokkaido Electric, prevede un scarsità dell'offerta di energia elettrica nel mese di dicembre, quando gli impianti di riscaldamento e di fusione della neve sono in piena attività. 
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mercoledì 16 novembre 2011

I consumi petroliferi italiani nel mese di ottobre 2011: - 3,6%

I consumi petroliferi italiani nel mese di ottobre 2011 sono ammontati a circa 6 milioni di tonnellate, con un calo del 3,6% (-224.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.

I prodotti autotrazione, a parità di giorni di consegna, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo del 5,4% (-44.000 tonnellate) rispetto a ottobre 2010 mentre il gasolio autotrazione (un calo) dell’ 1,3% (-28.000 tonnellate).

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di ottobre è così risultata pari a circa 3 milioni di tonnellate, di cui 0,8 milioni di tonnellate di benzina e 2,2 di gasolio autotrazione, con un decremento del 2,4% (-72.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2010.

Il Gpl autotrazione e i lubrificanti hanno evidenziato un aumento rispettivamente del 10,5% e del 5,9%.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 5,5% con quelle diesel che hanno rappresentato il 55,1% del totale (era il 51,4% nell’ottobre 2010).

Nei primi dieci mesi 2011 i consumi sono stati pari a quasi 60 milioni di tonnellate, con un calo dell’1,6% (-990.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2010.
La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 5,5% (-461.000 tonnellate), il gasolio un aumento dell’1,5% (+309.000 tonnellate).
Nei primi dieci mesi del 2011 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia un calo dello 0,5% (-152.000 tonnellate).
Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in diminuzione del 10,8%, con quelle diesel a coprire il 55,5% del totale (era il 45,4% nei primi dieci mesi del 2010).

Dal Comunicato Stampa Unione Petrolifera – Roma, 14 Novembre 2011

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I nostri grafici


Con i dati dei mesi precedenti ecco di seguito i nostri grafici a partire dal gennaio 2006.
Raggruppati per anno
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Mesi in sequenza dal gennaio 2006
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Aggiungiamo i consumo di carburanti per autotrazione

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Leggere anche:
- I consumi petroliferi italiani nel mese di Settembre 2011, - 1,8%, carburanti: -1,1%
- I consumi petroliferi italiani nel mese di agosto 2011: + 1,3%
- Consumi petroliferi italiani a Luglio 2011: - 6%
- I consumi petroliferi nel mese di Giugno 2011
- I consumi petroliferi italiani: nel mese di Maggio 2011
- I consumi petroliferi italiani: nel mese di Aprile 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di marzo 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di febbraio 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio 2011
- Consumi petroliferi italiani nel mese di dicembre 2010


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martedì 15 novembre 2011

In 10 anni crescerà di 100 volte, la capacità di stoccaggio d'energia

In un recentissimo report di Pike Research, la capacità totale di storage d'energia aumenterà globalmente dagli attuali 121 MW del 2011 a 12.353 MW nel 2021, ovvero 100 volte in 10 anni.

 Sebbene siano svariate le soluzioni di accumulo di energia utilizzate per decenni, non hanno avuto notevole successo nel mercato globale rispetto al sostanziale aumento della evoluzione della rete negli ultimi 50 anni. Ora, però, lo stoccaggio di energia sta raggiungendo un punto di svolta. Numerose sono le nuove tecnologie con vari progetti dimostrativisi  in paesi in tutto il mondo. Per soddisfare la crescente opportunità, utilities, fornitori di servizi di rete e fornitori di apparecchiature stanno tutti intensificando i loro sforzi nel settore specifico dello stoccaggio di energia.
Cole dicevamo sopra questo aumento di 100 volte lo stoccaggio di energia in 10 anni equivarrà a poco più di 122 miliardi dollari di investimenti in progetti di stoccaggio di energia spalmati nello stesso periodo.
Secondo un' analista della ricerca, Anissa Dehamna, lo stoccaggio di energia fornisce agli operatori di rete un'alternativa alla gestione della rete tradizionale potendo godere di un insieme di varie tecnologie con 17 diverse applicazioni di immagazzinamento dell'energia.

 Fattori che attualmente limitano la crescita del settore stoccaggio di energia includono un mercato elettrico strutture poco flessibili, alti costi di investimento per i progetti di stoccaggio di energia, una disconnessione tra i proprietari dei beni e il beneficio di progetti e l'instabilità nella griglia inclusa quella dovuta all'integrazione di nuove fonti di energia rinnovabile. 
Una serie di nuovi funzioni di tecnologie di stoccaggio dell'energia  inizierà a superare queste barriere nei prossimi anni, compresa l'integrazione delle fonti rinnovabili (sia solare ed eolica),  lo spostamento del picco e il livellamento del carico, e il differimento negli orari di trasmissione e distribuzione. Pike Research prevede che l'integrazione di fonti rinnovabili rappresenteranno circa la metà della capacità totale del mercato utilizzati per lo stoccaggio di energia, mentre il livellamento del carico / spostamento di picco rappresenteranno il 31% del totale.

 Pike Research è una società che produce ricerche di mercato e di consulenza per offrire un'analisi approfondita dei mercati globali di tecnologie pulite, approfondisce l'esame delle tendenze della tecnologia per fornire una visione completa della Energy Smart, Smart Grid, trasporto intelligente,  Smart Industry.

Leggere anche:
- Autocarri ibridi ed elettrici oltre le 100.000 unità all'anno entro il 2017
- L'energia eolica e la crescita globale delle energie rinnovabili

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lunedì 14 novembre 2011

Il 'modello' di sviluppo della auto alternative made in Milan

Vi rimando alla lettura dell'articolo su Il Fatto Quotidiano e del Corriere della Sera (Fine indagine - Nei guai in 5 Il pm: così Zincar bruciò 17 milioni) per capire quanto (supposta) vampiresco sia il contorno nazional/politico/affaristico di certi ambienti dedicati all'arraffo piuttosto che allo sviluppo di un prodotto, di un sistema, di un settore industriale che avrebbe per sua natura intrinseca un'indiscussa crescita naturale. Tutto a scapito di aziende e professionalità che in Italia non sono erano seconde a nessuno.

Insomma si  è chiusa a Milano l'inchiesta Zincar che evidenzia il fatto che milioni  di euro del Comune sono finiti in nulla, facendo emergere un (presunto) squallido intreccio di consulenze date a famigli e familiari, in cui i vertici della società avrebbero truccato i conti per 16 milioni 842 mila euro, gonfiando gli “stati di avanzamento dei lavori relativi alle commesse ricevute dal Comune di Milano”, come il progetto per la realizzazione di dieci colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, costato oltre 340 mila euro a fronte della consegna di due soli impianti “peraltro mai installati”.

Stessa sorte per un distributore di idrogeno da impiantare all'Università Bicocca, che non ha mai visto la luce dopo aver bruciato quasi quattro milioni di euro .







Leggere anche:
- Milano, 20 colonnine di ricarica per veicoli elettrici
- Consegnata a Formigoni una Bmw Serie 7 Hydrogen (che non userà)
- Dove sono le colonnine di ricarica a Firenze, Roma e Milano

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domenica 13 novembre 2011

La struttura del mercato italiano delle auto elettriche

Riprendiamo il discorso delle immatricolazione delle auto elettriche ed ibride, iniziato nel mese scorso, con i nostri grafici.

Le novità sono rappresentate dal fatto che continuano a crescere le immatricolazioni delle auto elettriche e delle auto ibride rispetto allo stesse mese dell'anno precedente, 36 elettriche contro le 23, 375 contro le 329.

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Anche la tendenza  delle immatricolazioni delle auto elettriche è in crescita.

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Nei primo 10 mesi del 2011 sono state immatricolate 263 auto elettriche contro le 78 del  2010, mentre le auto ibride immatricolate quest'anno sono state 4.410 contro le 4.080 dell'anno precedente. 

Leggere anche:
- Prius prima tra le auto nuove immatricolate a Ottobre in Giappone
- La vendita di auto elettriche in Gran Bretagna
- Le vendite delle auto elettriche in USA. Leaf e Volt
- Il mercato italiano dell'auto torna indietro di 15 anni, sale quello delle auto elettriche
- Le immatricolazioni giapponesi con ancora la Prius ibrida in testa a Settembre

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sabato 12 novembre 2011

Teewave AR1

Toray Industries, Inc. è una multinazionale con sede in Giappone specializzata in prodotti industriali la cui attività è incentrata sulle tecnologie di sintesi di chimica organica, chimica dei polimeri, e biochimica. Le aree di business iniziali erano fibre e tessuti, così come plastiche e prodotti chimici, ma la società sta diversificato in settori quali quello farmaceutico, prodotti medicali, elettronica, prodotti, alloggi e di ingegneria, così come materiali compositi avanzati.

Detto questo sembra logico (sembra) che Toray Industries Inc. voglia esporre un prototipo di veicolo elettrico realizzato in fibra di carbonio rinforzata con plastica al 42° Tokyo Motor Show 2011, che aprirà al pubblico il 3 dicembre.

Il  roadster  due posti  è stato creato da Gordon Murraun famoso designer  che ha progettato varie vetture da corsa di Formula Uno. La Toray Ind. ha speso circa 300 milioni di yen (2,85 milioni di euro) per costruire il prototipo Teewave AR1. Non si sa molto della vettura se non che pesa 850 kg, di cui 240 delle batterie., il motore elettrico è in posizione centrale con una potenza di una cinquantina di kW e una coppia di 180 Nm, trasmissone monomarcia e trazione posteriore.

Le sue concorrenti (per il prezzo o le prestazioni) sono la Lotus Elise, la Tesla Model S piuttosto che la Roadster  e Wrightspeed X1 Electric.

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venerdì 11 novembre 2011

Le rinnovabili nella produzione di energia elettrica a Ottobre 2011

Completando l'informazione del post dell'altro giorno relativo ai i consumi italiani d'Ottobre, qui diamo numeri e grafici in particolare della produzione d'energia elettrica da fonti rinnovabili..

Vediamo la produzione netta delle rinnovabili, dati ripresi dal Rapporto Terna del mese di Ottobre.


Produzione netta
- Idroelettrica           3.154  -15,1
- Termoelettrica        17.326  -10,2
- Geotermoelettrica     444  +3,5
- Eolica                      878   +18,3
- Fotovoltaica          1.140   +595,1

Produzione netta totale 22.942  -5,7
di cui produzione CIP   2.012  -36,2

(GWh = milioni di kWh, valori assoluti e variazioni % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente)

Vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati Terna.

La produzione di energia dalle rinnovabili con la componente CIP6 (ovvero come vengono vergognosamente definite "assimilate") fortunatamente sempre in calo.

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Il grafico con le sole 'rinnovabili'. Da notare ancora la costante produzione di energia elettrica da fotovoltaico, che ha ottenuto un ragguardevole incremento nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente + 595,1%. Importante anche la crescita della geotermia +3,5 %, eolica 18,3%.


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Leggere anche:
- Le rinnovabili nella produzione di energia elettrica a Settembre 2011
- Le rinnovabili nella produzione di energia elettrica ad Agosto
- Consumi di energia elettrica in Italia:ad Agosto 2011: + 4,5%
- Le rinnovabili nella produzione di energia elettrica di Luglio
-  Consumi di energia elettrica in Italia: -3,9% a Luglio

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giovedì 10 novembre 2011

Prius prima tra le auto nuove immatricolate a Ottobre in Giappone

Come ogni mese, controlliamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto nuove giapponesi con i dati forniti da JADA (Japan Automobile Dealers Association ) sulle immatricolazione, in particolare il fenomeno consolidato che vede la Toyota Prius quasi costantemente prima nelle vendite oramai dal Maggio 2009.

L'ibrida della Toyota consolida la sua posizione di leader del mercato in Giappone lasciando ancora una volta la Honda Fit al secondo posto ma prima tra le auto con motorizzazione tradizionale.

Nel mese di Ottobre le vendite della Prius sono state  29.632 unità (erano 33.197 a Settembre) mentre l'Honda Fit, con motore termico tradizionale, ha registrato  22.352 unità vendute, in decrescita poiché erano state 27.980 unità nel mese scorso.

Nel consueto grafico, che abbiamo realizzato partendo dal mese di Gennaio del 2009, si evidenzia l'andamento delle vendite mensili e il gap esistente tra le due vetture.

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Vedremo nei prossimi giorni quali sono state le immatricolazioni dei veicoli elettrici in USA e Gran Bretagna oltre che in Italia. Cerchiamo i dati da fonti certe.

Leggere anche:
- La Prius costerà di più nel pianeta delle Terre rare
- Le immatricolazioni giapponesi con ancora la Prius ibrida in testa a Settembre

- L'agosto ibrido della Prius
- Sempre Prius prima in Giappone (Luglio)
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mercoledì 9 novembre 2011

Consumi di energia elettrica in Italia: -1,3% a Ottobre

Consumi di energia elettrica in Italia: -1,3% a ottobre+1,4% la domanda di elettricità nei primi 10 mesi del 2011.
Nel mese di ottobre 2011 l'energia elettrica richiesta in Italia, 27,4 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione dell’1,3% rispetto a ottobre dello scorso anno.
Depurata dagli effetti del calendario e della temperatura, la variazione della domanda elettrica di ottobre 2011 diventa -1,2%. Rispetto a ottobre 2010, infatti, si è infatti avuto lo stesso numero di giorni lavorativi (21) ma una temperatura media mensile superiore di circa mezzo grado centigrado.
Nel mese di ottobre 2011 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 82,7% con produzione nazionale e per la quota restante (17,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.
In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,9 miliardi di kWh) si è ridotta del 5,7% rispetto a ottobre 2010.

Sono in crescita le fonti di produzione
geotermica (+3,5%),
eolica (+18,3%) e
fotovoltaica (+595,1%).

In flessione le fonti
idroelettrica (-15,1%) e termoelettrica (-10,2%).

A livello territoriale, la variazione della domanda si è articolata in maniera differenziata sul territorio nazionale: -0,6% al Nord, -1,5% al Centro e -2,8% al Sud.
I 27,4 miliardi di kWh richiesti nel mese di ottobre 2011 sono distribuiti per il 47% al Nord, per il 29,3% al Centro e per il 23,7% al Sud.

Nei primi dieci mesi del 2011 la domanda di energia elettrica ha avuto un incremento del +1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2010; a parità di calendario la variazione risulta del +1,5%.

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di ottobre 2011 rispetto al mese precedente è risultata pari a -3,6%. Il profilo del trend assume un andamento stazionario.
 
Comunicato Terna - Roma, 8 novembre 2011  

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I nostri grafici

Qui di seguito un nostro grafico che riassume l'andamento dei consumi elettrici mensili italiani a partire dal gennaio 2006.

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Un altro grafico che raggruppa i consumi durante l'anno solare.

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- I consumi di energia elettrica in Italia:ad Agosto 2011
- I consumi petroliferi italiani a Luglio 2011 
- I consumi petroliferi italiani: nel mese di Maggio 2011
- I consumi petroliferi italiani: nel mese di Aprile 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di marzo 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di febbraio 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio 2011
- Consumi petroliferi italiani nel mese di dicembre 2010

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martedì 8 novembre 2011

Le ricadute economiche del nucleare dopo il disastro di Fukushima

Tra le pieghe del kimono nucleare ci sono cose che piano piano emergono grazie al disgraziatissimo terremoto e tsunami. Gli amministratori giapponesi cominciano a chiedersi se vale la pena continuare ad essere sotto la spada di Damocle di  un possibile e probabile futuro, nuovo incidente nucleare simile a quello avvenuto nel marzo di Marzo a Fukushima oppure liberarsene per sempre. Un articolo su Asahi Shimbun online lo rivela.
Sei mesi fa l'ex primo ministro Naoto Kan aveva chiesto alla Chubu Electric Power Co. (abbreviato in Chuden,  è il fornitore elettrico per la metà della regione Chubu dell'sola Honshū del Giappone)  di chiudere la sua centrale nucleare di Hamaoka a causa dei possibili rischi di un prevedibile potente terremoto, seguito da uno tsunami, nei prossimi anni. Adesso l'azienda di servizi energetici è pronta a ripartire dopo il rinforzo delle infrastrutture di salvaguardia e difesa. 

Ma i governi locali nelle vicinanze dell'impianto, a Omaezaki, Prefettura di Shizuoka, non sono sulla stessa lunghezza d'onda sul piano di Chubu Electric per far tornare in rete la produzione di energia. Il sindaco di Omaezaki non si è opposto al riavvio dell'impianto per il fatto che il 40 % delle entrate della sua città proviene da tasse di proprietà sulla centrale nucleare e dai sussidi relativi alla struttura. Ma la città di Makinohara, parte della quale si trova a soli 10 chilometri dalla centrale, vuole che sia chiusa definitivamente, preoccupata che un incidente possa allontanare un grande stabilimento automobilistico che attualmente insiste territorialmente nella sua giurisdizione. La Suzuki Motor Corp. potrebbe spostare una parte del suo impianto di Makinohara a causa dei rischi insiti nell'impianto di Hamaoka, il che sarebbe un duro colpo da sopportare per la città. 

A maggio  Kan aveva chiesto all'utility di fermare l'attività dell'impianto in quanto riteneva l'impianto nucleare il più vulnerabili del paese, per il fatto che si trova in una zona focale dove siste un'alta probabilità di un forte terremoto nei prossimi decenni secondo uno studio del governo. 

Chubu aveva messo due reattori della centrale off line a metà maggio, ma l'azienda ha in programma di rimetterli in servizio nel  dicembre 2012  dopo il completamento di una diga di protezione antitsunami alta 18 metri tra il mare e l'impianto. 

Il confronto tra le due città vicine di Omaezaki e Makinohara è venuto alla luce alla fine di settembre, quando l' Assemblea  comunale di Makinohara  ha adottato una risoluzione che si oppone al riavvio: "L'impianto di Hamaoka dovrebbe essere chiuso in modo permanente a meno che la sicurezza dell'impianto non sia pienamente garantito per il futuro".
Il  Sindaco di Makinohara Shigeki Nishihara ha annunciato che la sua città richiederà un permanente, arresto incondizionato poiché la sicurezza degli impianti non è garantita. Un costernato  Shigeo Ishihara   sindaco di  Omaezaki  ha reagito rapidamente, sollecitando la discussione della questione. Omaezaki usufruisce di ricavi fiscali consistenti e altri ricavi legati alla centrale nucleare che sono investiti in strutture pubbliche come ospedali, asili e biblioteche. Ora, senza denaro pubblico che scorre nelle casse della città a seguito dell'incidente all'impianto di energia nucleare Fukushima n. 1, l'assemblea comunale ha dovuto superare un ulteriore disegno di legge di bilancio nel mese di giugno per tagliare ¥ 600.000.000 (6,6 milioni di euro) di spesa. La perdita di sovvenzioni ha costretto la città  ad abbandonare i progetti per riparare gli ospedali e consolidare il corpo dei vigili del fuoco oltre che l'acquisto e l'aggiornamento dei computer nelle scuole elementari. 

Invece Makinohara  riceve solo l'1% dei propri ricavi   e proventi dalla vicina centrale nucleare. La città ha sempre visto l'impianto di Hamaoka come un rischio potenziale e un pericolo per l'impianto locale Suzuki Sagara, dove la casa automobilistica costruisce motori per i propri veicoli. In una conferenza stampa nel mese di giugno, Suzuki ha accennato lo spostamento di alcune funzioni dallo stabilimento di Sagara altrove. Lo stabilimento Sagara impiega circa 1.800 persone locali che rappresentano la maggior parte delle sue entrate fiscali e molti posti di lavoro.  

lunedì 7 novembre 2011

Nucleare, il Belgio entra in una strategia d'uscita

É probabile che in Belgio i partiti politici abbiano raggiunto un accordo  per fermare le due centrali nucleari  gestite da Electrabel di proprietà del gruppo GDF Suez  per un totale di 7 reattori nucleari.

Il piano prevede che l'arresto dei tre reattori più vecchi avvenga entro il 2015 e un'uscita completa dal nucleare entro il 2025,  subordinandola alla ricerca di energia da fonti alternative sufficiente per rimpiazzarla.

Il Belgio, che ha sette reattori nucleari in due stabilimenti, aveva approvato una legge nel 2003 che delineava i tempi per le disattivazioni previste.

Nel 2008, l'energia atomica belga ha fornito 45.568 kWh il 53 % della produzione totale  (84.930 kWh) elettrica del paese secondo gli ultimi dati disponibili presso l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA).

L'ostilità pubblica è cresciuta dopo la catastrofe nucleare di Fukushima in Giappone all'inizio del Marzo di quest'anno, che ha spinto la più ricca economia d'Europa, la Germania, ad annunciare l'eliminazione graduale di tutti i suoi impianti atomici entro il 2022.

Nel 2009 il Belgio aveva deciso di mantenere in attività uno dei suoi reattori più vecchi di ulteriori 10 anni oltre la data prevista nel 2003, ma questo cambiamento non è mai entrato in vigore.

Adesso il Belgio sta negoziando con gli investitori per vedere come si può trovare una nuova potenza per sostituire 5.860 MW che andranno persi se i due siti nucleari a Doel e Tihange saranno chiusi.  

Quotidiano economico belga L'Echo ha scritto all'inizio di questo mese che Elio Di Rupo, che il  leader socialista francofono a capo della coalizione di governo, voleva far pagare all'industria nucleare, alla Electrabel, 1 miliardo di euro all'anno.

Il Belgio ha sette reattori nucleari in due siti, Tihange e Doel, entrambi i quali sono gestite da Electrabel , che fa parte di GDF-Suez .Il Belgio potrebbe unirsi alla Germania, Svizzera e Italia per diventare la quarta nazione europea a rottamare l'energia nucleare a seguito del disastro di Fukushima in Giappone.

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