Abbiamo ricevuto un intervento da parte dell'Ing. Silvano Robur nello spazio dedicato ai commenti relativi ad un nostro post del 17 u.s. dal titolo "L'idrogeno, la "Banca Bassotti & Sons" e Rifkin" (cliccare sopra per leggere il post) che riteniamo utile inserirlo in prima pagina poichè mette sul tavolo della discussione argomenti molto interessanti. Ecco di seguito l'intervento dell'Ing. Robur:Soffermiamoci sul problema di costi e di rendimenti partendo da un presupposto di base : che d'ora in avanti l'energia dovrà essere prodotta e distribuita da una rete fatta da utenti. Se volete possiamo chiamarla "produzione dal basso". Ed è il sistema che ci permette di passare da un sistema di produzione di energia centralizzata ad un sistema di produzione distribuita. Questo sistema ci permetterà di produrre, scambiare, consumare energia prodotta localmente da fonti rinnovabili.
Concentriamoci un attimo sulla rete. Di che rete vogliamo parlare ? Rete di idrogeno o rete elettrica ? Vediamo nel dettaglio le due reti :
a) Rete di idrogeno : prima di immettere idrogeno nella rete devo pensare a produrlo. E qui sono dolori. Se lo produco da energia elettrica .... come la produco l'energia elettrica ? Mi direte : da fonte rinnovabile !!! Bene !! Poi devo comprimerlo con dei compressori centrifughi spendendo altra energia per poterlo farlo viaggiare negli idrogenodotti. Questo per ridurre le perdite di pressione. E qui sono dolori. Le normali tubature di ferro si comportano come un colabrodo quando si fa passare l'idrogeno. Quindi dovremmo rivestirle di qualcosa per evitare l'effetto colabrodo.
Non è finita ! Devo pensare anche alla protezione catodica per poter preservare il tubo dalla corrosione. Quindi devo spendere energia elettrica per fare questo.
Le tubazioni poi passeranno su proprietà : quindi dovrò pensare a fare degli espropri o servitù. E qui sono denari in geometri e notai !
Poi devo pensare all'energia da spendere per riportarlo a pressioni di lavoro. Normalmente devo passare da 70 bar a 0.020 bar.
Siccome l'espansione è adiabatica (non c'è scambio di calore) il mio riduttore di pressione mi si copre di una cattedrale di ghiaccio, bella a vedersi ma deleteria nel far funzionare il riduttore tanto da bloccarlo. Mi tocca scaldare l'idrogeno con una resistenza elettrica .... a questo punto mi fermo nella descrizione perché mi stanno venendo le lacrime agli occhi. Mi sto facendo del male.
b) Rete elettrica : non dobbiamo inventarla, c'è già ! La nostra casa è alimentata a 230 V e preleva energia da una cabina dove un trasformatore preleva tensione a 20 kV. A sua volta la linea a 20 kV è connessa ad una sottostazione elettrica che è connessa alla rete nazionale in alta tensione a 380 kV. Il rendimento di trasmissione dell'energia elettrica : 90 % !!!!
Si accettano critiche !!
Un saluto a tutti !!
Silvano Robur
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