Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 16 febbraio 2011

La fine del filobus francese

In questo articolo su Mobili-Cites sono raccontate in breve le vicissitudini del filobus francese e come si sia deciso di abbandonare il progetto industriale. In due parole i motivi sono da ritrovarsi nel costo troppo alto del veicolo per un mercato di nicchia e  le vie aeree di trasmissione dell'energia.

Il  Cristal, il filobus nato dalla collaborazione tra Irisbus  nello stabilimento di Rorthais (Francia occidentale) della controllata Heuliez e Alstom, che ha fornito le ruote di trazione e motori non saranno più prodotti dopo avere esaurito gli ordini esistenti.  Il concetto del motore-ruota per il veicolo a pavimento ribassato, sviluppato in collaborazione con Alstom e la Michelin, si è dimostrata difficile da realizzare e, soprattutto, molto costoso.

Nancy che aveva preso in considerazione il Cristal per dotare la sua seconda linea ha deciso di fare dietro-front per bocca del sindaco André Rossinot alla fine di gennaio 2011 per acquistare bus a motore termico  BRT (Bus elevato livello di servizio). Le ragioni sono soprattutto economiche: "Una nuova generazione di bus che costa alla città da 550.000 euro a  600.000 euro nei confronti di un milione di euro per un filobus".

In Irisbus è stato confermato l'arresto del progetto Cristal  che rappresentava solo il 0,5% delle vendite, ma il produttore afferma che questo non significa la morte del filobus tra i prodotti offerti dalla collaborazione franco-italiana. L'idea del costruttore è quello di fornire un veicolo che soddisfi meglio le esigenze del mercato europeo, più precisamente mercato dell'Europa occidentale.

Come molti produttori, Irisbus mira a sviluppare sistemi di autobus elettrici che supera i problemi delle linee aeree di connessione all'energia elettrica. Una palla al piede che è uno dei principali ostacoli al ritorno del filobus nelle nostre città.

Il costruttore ha presentato lo stato della sua ricerca sugli autobus  alla fiera di  a Limoges il 9 e 10 febbraio: un autobus ibrido dotato di batterie adatte per la ricarica e un bus tutto-elettrico di dimensioni standard.

Fonte: Mobili-Cites

Se si fa questione di costi, il bus tradizionale endotermico è ancora competitivo rispetto al filobus anche (soprattutto) se tecnologicamente avanzato come quello italo-francese che adotta il motore ruota. E' importante notare invece che l'azienda produttrice si stia indirizzando verso prodotti elettrici svincolati dalle linee aeree considerate anche queste infrastrutture costose ma soprattutto 'antiestetiche' per i paesaggi cittadini. Quindi non ci resta che restare in attesa di vedere i nuovi bus ibridi e quelli totalmente elettrici a  batteria percorrere le strade francesi ed europee ... come promesso.
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10 commenti:

Hainz ha detto...

Io penso che più che le batterie ci siano ampi margini per l'uso dei supercapacitori, così da poter immagazzinare energie in un tempo decisamente più breve oltre a poter recuperare più energia.

Silvano Robur ha detto...

Ma allora, compriamoli in Russia i filobus !

giambo ha detto...

E' un vero peccato per i Cristalis, che a mio avviso hanno scontato il fatto di essere troppo cari rispetto ad altri filobus.
A questo punto immagino suonerà a morto anche la campana del Civis, la versione a guida ottica che dovrebbe entrare in servizio a Bologna.
La polemica dell'estetica sui fili aerei è veramente penosa, mi ricorda molto le squallide opposizioni alle pale eoliche.

Massimo J. De Carlo ha detto...

Sono molto d'accordo con te, Giambo.
Appena ci sarà la botta del costo dei carburanti e della penuria correranno per mettere le bifilari anche in casa .
Non so se Bologna sarà in grado di fermare il Civis.

Massimo J. De Carlo ha detto...

Hainz, giusto. credo che batterie e i supercaps non siano in competizione. Bisogna vedere quale obiettivo si vuole raggiungere.

Massimo J. De Carlo ha detto...

E se i filobus, Silvano, li costruissimo noi in Italia?

giambo ha detto...

Io penso che prima o poi i Civis a Bologna partiranno, anche perchè li hanno già costruiti e sono già stati consegnati, attendono solo di essere messi in servizio.
Il problema è che ci saranno difficoltà in futuro, con i pezzi di ricambio. Del resto dei mezzi così costosi si prevede debbano durare parecchio, altrimenti non si ammortizza l'investimento. Iniziare un impianto con dei mezzi già fuori produzione è sicuramente brutto.
Tra l'altro mi sembra che i cristalis siano in servizio nelle nuove linee di Lione, anche loro non saranno contenti.
Comunque i filobus li costruiscono diverse aziende, se si vogliono si trovano, anche a prezzi più abbordabili.

Silvano Robur ha detto...

Rispondo al curatore di codesto blog.

Io i filobus non li costruirei in Italia.

Semplicemente convertirei tutti gli autobus che sarebbero da rottamare.

Ovviamente quelli con le salite a scale dolomitiche andranno ritirati dal servizio, perchè non hanno le caratteristiche ergonomiche richieste.

giambo ha detto...

Convertire gli autobus in filobus sarebbe fantastico.
La prima cosa da fare, però, sarebbe una legge per incentivare l'uso della trazione elettrica, detassando il prezzo di questa e aumentando invece le tasse sui conbustibili.
Purtroppo questa volontà non l'ha avuta nessun governo, ancora oggi le aziende di trasporto pagano la corrente per trazione a prezzi elevati e scoraggianti.

Massimo J. De Carlo ha detto...

Non mi aspetto nulla dalla lungimiranza, se così si può dire, dei governi e del mondo imprenditoriale. saranno gli eventi, economici, a dare il segnale di partenza per una conversione elettrica dei mezzi di trasporto privati e pubblici. Chi, in quel momnto è meglio attrezzato ne trarrà vantaggio.