Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 3 maggio 2011

Auto a idrogeno? Un grande futuro ...nel proprio passato

Ancora il dibattito non è del tutto sopito. C'è ancora chi crede che l'idrogeno permetterà alle macchine del futuro ciò che le macchine elettriche non riusciranno a fornire, le grandi percorrenze.
L'idrogeno che produce energia elettrica in combinazione con l'ossigeno è senza dubbio esente da inquinamento atmosferico grazie alla nota apparecchiatura denominata  fuel cell cella a combustibile. Meglio l'idrogeno del metano, almeno dal punto di vista ambientale, per non parlare della benzina e del gasolio.
Per fortuna pare che il mondo automotive abbia saggiamente abbandonato l'idea di utilizzare l'idrogeno nei tradizionali motori endotermici. Complicato, poco affidabile, soggetto poco trattabile e contenibile in un involucro esente da perdite, con la caratteristica di distruggere i metalli in breve tempo.
No all'idrogeno come combustione, si nella trasformazione catalitica nelle fuel cell. Tutto risolto? Un bel niente! Se si estrae l'idrogeno dai carburanti (reforming) come il gas naturale si cade in due complicazione. prima di tutto il gas naturale che diventa sempre più costoso col passare degli anni, secondariamente l'idrogeno così prodotto non è sufficientemente puro per essere utilizzato nelle celle a combustibile se non a costi ulteriori di 'raffinazione'. La miglior soluzione più pratica e tecnologicamente semplice sarebbe quella di estrarlo dall'acqua per elettrolisi. Ma per fare questo impieghiamo energia per astrarre l'idrogeno dall'acqua e 'consumiamo' efficienza per combinarlo con l'ossigeno ritrasformandolo in acqua  per ottenere energia elettrica. Quindi sintetizzando, energia  + acqua  uguale idrogeno + ossigeno, pertanto si ritorna  dall'idrogeno + ossigeno  all'energia  + acqua. Qui, si capisce, c'è già una paradosso così evidente che la domanda nasce spontanea, e retoricamente: non conviene accumulare subito quell'energia di partenza per restituirla al momento del bisogno senza passare in due fasi dispersive? Si!  Nelle batterie. Ma vai a farglielo capire. Che noia!

9 commenti:

Silvano Robur ha detto...

Va anche ricordato dal reforming viene prodotta CO2 :

CH4 + 2H2O = 4H2 + CO2

Dove lo mettiamo ?
Cosa ci facciamo ?

Bibite gassate ?
Imprigionato in matrici polimeriche per farci maglioni acrilici per Marchionne ?
Spedito su Marte ?

Massimo J. De Carlo ha detto...

Vero. Un perfetto prodotto da immettere in atmosfera per innescare i cambiamenti climatici, insieme al metano.

procellaria ha detto...

Il processo di sintesi e poi consumo dell'idrogeno non costituisce un paradosso. Essendo un vettore energetico è inevitabile che si vada incontro a questo.
Se ho E(f) energia iniziale prodotta da una fonte primaria e la voglio impiegare per l'autotrazione, dovrò usare un vettore che avrà una resa di carica e scarica. Questo accade sia che si usi H2, sia che si usi una batteria. Così come c'è una resa per la sintesi elettrolitica di H2, c'è una resa per il processo di carica di una batteria. Stesso discorso per la scarica.
Poi si deciderà quale vettore è meglio impiegare in base alla resa complessiva, alla densità energetica, etc.
Non c'è paradosso nell'uso dell'idrogeno come vettore energetico, bisogna vedere come si sviluppano le tecnologie e che numeri sono in grado di offrire per le diverse alternative.

procellaria ha detto...

Il processo di sintesi e poi consumo dell'idrogeno non costituisce un paradosso. Essendo un vettore energetico è inevitabile che si vada incontro a questo.
Se ho E(f) energia iniziale prodotta da una fonte primaria e la voglio impiegare per l'autotrazione, dovrò usare un vettore che avrà una resa di carica e scarica. Questo accade sia che si usi H2, sia che si usi una batteria. Così come c'è una resa per la sintesi elettrolitica di H2, c'è una resa per il processo di carica di una batteria. Stesso discorso per la scarica.
Poi si deciderà quale vettore è meglio impiegare in base alla resa complessiva, alla densità energetica, etc.
Non c'è paradosso nell'uso dell'idrogeno come vettore energetico, bisogna vedere come si sviluppano le tecnologie e che numeri sono in grado di offrire per le diverse alternative.

Massimo J. De Carlo ha detto...

In effetti, guardando le cifre in gioco, i rendimenti nei vari passaggi, si scopre che l'idrogeno è perdente nei confronti delle batterie.
http://mondoelettrico.blogspot.com/2009/08/idrogeno-un-sogno-un-segno-incoerente.html

meiyo77 ha detto...

ancora le maledette fonti fossili! anche la soluzione delle batterie però mi lascia un pò perplesso, in fondo anche il litio e co. non sono elementi da estrarre? non sarebbe meglio sviluppare tipi di batterie organiche?

Massimo J. De Carlo ha detto...

si, ma il litio come altri elementi base delle batterie sono riciclabili, riutilizzabili e non vengono bruciati in atmosfera.

meiyo77 ha detto...

meno male, sono più tranquillo, era un po' che mi chiedevo che bilancio Co2 caratterizzasse il ciclo "vita" di una batteria al litio, almeno se si può riciclare dai sono più contento. grazie ancora

meiyo77 ha detto...

grazie per aver dissipato il mio dubbio, se sono riciclabili sono stra felice, più sereno, GRAZIE ANCORA