Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 12 agosto 2015

Le immatricolazioni di auto elettriche negli Stati Uniti a Luglio

Sono in aumento le immatricolazioni delle auto elettriche/ibride in rapporto alle auto tradizionali negli Stati Uniti secondo i dati pubblicati dall'Associazione dei veicoli elettrici statunitense. Si sale relativamente poco ma si sale, raggiungendo la percentuale del 3,02 % cifra molto più alta rispetto a quanto avviene in Italia dove l'introduzione è dell' 1,6 %.
I dati statunitensi ci servono per sviluppare i nostri grafici.

Ricordiamo che negli USA si usa una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Aprile secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

I nostri grafici

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche a loro volta suddivise per anno solare a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

 Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Luglio 2015:

 35.666 auto ibride (HEV)
 
 
 3.836 auto a percorrenza estesa (EREV)

 
  5.143 auto elettriche pure a batteria (BEV)

 
per un totale, relativamente al mese di Giugno, di  44.645 auto elettriche tra EREV e BEV

 
La progressione mensile dal gennaio 2010 che fa sì che  si siano superati 2 milioni e mezzo di veicoli elettrici e ibridi negli USA. La cifra esatta è 2.50303.




MondoElettrico è anche su   

.


martedì 11 agosto 2015

La verità dietro il consumo di gas di luglio, vediamo i settori industriale ed elettrico

All'inizio del mese abbiamo pubblicato un post che segnalava il grande consumo di gas in Italia a Luglio con un'impennata del 15,2 %.
 Insinuavano che la notevole crescita non fosse causata da una fortissima ripresa produttiva nel settore industriale quanto piuttosto all'uso del gas per attivare a manetta le centrali termoelettriche per far funzionare i condizionatori in un luglio, mese in cui, per ben tre volte, sono stati battuti i consumi di energia elettrica per l'estremo caldo. Andiamo, senza indugiare oltre, a vedere quali sono stati i consumi di gas nei due settori che consideriamo significativi come indicativi dello stato di salute della nostra economia. Il settore industriale e il settore termoelettrico e utilizziamo i nostri grafici,  con i dati provvisori dell'ultimo mese forniti dalla Snam e i dati definitivi ministeriali mensili degli ultimi 10 anni., per avere una visione d'insieme al primo colpo d'occhio.

I nostri grafici.

 Il settore Termoelettrico

 Come vediamo dal grafico il balzo è notevole rispetto ai dune anni precedenti ma ancora ben lontano dal consumo termoelettrico degli anni precedenti quanto la richiesta di energia elettrica era ben più alta per una situazione economica migliore. Comunque il salto è di oltre il 36% rispetto al 2014.


 
 
 Altrettanto chiaro è il grafico che traccia i consumi dei precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento.


 
Il  settore industriale

E' il momento di vedere i grafici del consumo di gas nel settore industriale che non soltanto non ha una crescita ma addirittura marca un altro crollo in una percentuale del 4% circa.


  Il corrispondente grafico che traccia i consumi dei precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento. 


Niente di buono. Proprio no!



MondoElettrico è anche su   

.


lunedì 10 agosto 2015

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a Luglio

Se continua a crescere il mercato della auto tradizioni a Luglio di pari passo continua a crescere le immatricolazione delle auto elettriche e ibride, mantenendo costante l'indice di penetrazione con lo 0,1% e 1,5 % rispettivamente, stabilmente a 1,6% da tre mesi consecutivamente, dopo avere toccato un massimo dell'1,7% e un minimo dell' 1,4%..

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) nel proprio sito web, provenienti dal Ministero dei Trasporti possiamo verificare quale sia la situazione dei primi sette mesi dell'anno delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.

I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure
Le auto totalmente elettriche sono passate a 90 da 105 con un regresso mensile del 14,3 %, portando comunque a 54,2 % l'incremento nei primi 7 mesi del 2015 cioè 1.027 unità contro 667 del 2014.


Le auto ibride
Nel mese di Luglio sono state immatricolate 1.668 auto ibride contro le 1.506 dello stesso mese dell'anno precedente con un incremento del 10,8 %, e un incremento del 16,1 % rispetto ai primi 7 mesi del 2014, 15.129 unità contro 13,027.


La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009



L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto nel quadrimestre incide per l' 1,6 %.



Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Luglio e nell'anno 2015.

Sui gradini del podio delle tutte-elettriche di Giugno troviamo :

1° posto - Nissan Leaf con 25
2° posto - Tesla Model S  con 15
3° posto - Citroen  C-Zero con 10 unità.


Nei primi 7 mesi l'auto elettrica più venduta in Italia è la Nissan Leaf con 286 unità seguita dalla Renault Zoe con 232 unità e dalla Citroen C Zero con 132.

Le auto ibride più vendute sono:

1° posto - la Toyota Yaris con 806 unità,
2° posto - la Toyota Auris con 521,
3° posto - la NX Lexus con 128.

Nei primi 7 mesi l'auto ibrida più venduta è la Toyota Yaris con 7.493 unità, seguita dalla Toyota Auris con 4.69445 e dalla NX Lexus con 1.037.


Tra qualche giorno vedremo il mercato delle auto elettriche/ibride negli Stati Uniti.


MondoElettrico è anche su   

.


sabato 8 agosto 2015

Caldo: Coldiretti, anticipa vendemmia, +5% raccolti e qualità ottima

Mai cosi presto da oltre un decennio, la seconda dal dopoguerra. Da oltre un decennio non era mai iniziata così presto la vendemmia in Italia che si quest'anno si prevede con una produzione stimata in aumento di almeno il 5 per cento rispetto allo scorso anno, per un totale atteso di circa 44 milioni di ettolitri, con ottima qualità. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che il distacco del primo grappolo di uva da vino Made in Italy del 2015 è avvenuto addirittura con quasi una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno, in Franciacorta, dove si raccolgono le uve bianche destinate alla produzioni di spumanti che tradizionalmente sanciscono l'avvio delle vendemmia in Italia. Le condizioni climatiche con il grande caldo hanno accelerato i processi e – sottolinea la Coldiretti - anticipato la raccolta che si classifica come la seconda piu’ precoce dal dopoguerra, seconda solo a quella del 2003, l'anno di una storica siccità, quando iniziò il 2 agosto.
In Italia la vendemmia parte con le uve pinot e chardonnay in un percorso che - precisa la Coldiretti - proseguirà a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si concluderà addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nebbiolo e Nerello.
Le stime della Coldiretti dunque saranno progressivamente definite perché molto dipenderà dalle prossime settimane in cui si inizierà a raccogliere tutte le altre uve e dall'andamento climatico del settimane precedenti la raccolta. In ogni caso lo stato fitosanitario dei vigneti è in tutta Italia molto buono con assenza di situazioni di criticità e la qualità attesa è superiore a quella dello scorso anno. Le temperature record di luglio hanno pero’ fatto aumentare l'impegno ed i costi dei viticoltori che – spiega la Coldiretti - per scongiurare il rischio siccità che inizia a farsi sentire in diverse zone hanno dovuto intervenire con mirate irrigazioni di soccorso specie nei vigneti più giovani.

Sul piano produttivo con queste premesse l’Italia dovrà rinunciare al primato produttivo rispetto alla Francia dove - sottolinea la Coldiretti - le prime per il 2015 danno una produzione che si attesterà sui 46,6 milioni di ettolitri, in leggero calo (-1%) sul 2014, secondo l’Istituto del Ministero dell'agricoltura d'oltralpe.

Se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione Made in Italy sarà destinata per oltre il 40 per cento - precisa la Coldiretti - ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola. Nel primo quadrimestre del 2015 le esportazioni sono intanto aumentate del 6 per cento in valore, secondo un'analisi Coldiretti su dati Istat, con il risultato che oltre la metà del fatturato realizzato dal vino quest'anno sarà ottenuto dalle vendite sul mercato estero.

Con l'inizio della vendemmia in Italia si attiva un motore economico che genera quasi 9,5 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che da occupazione a 1,25 milioni di persone. La vendemmia 2015 - ricorda la Coldiretti - coinvolgerà 650mila ettari di vigne, dei quali ben 480mila Docg, Doc e Igt e oltre 200mila aziende vitivinicole dove quest’anno rispetto al passato con la crisi si prevede la presenza di un maggior numero di italiani, soprattutto giovani, rispetto agli extracomunitari, come confermano le richieste di lavoro.
“La decisa svolta verso la qualità ha messo in moto nel vino un percorso virtuoso in grado di conciliare ambiente e territorio con crescita economica e occupazionale anche attraverso l'integrazione di categorie come giovani, donne e immigrati che in questo momento hanno maggiori difficoltà nell'accesso al lavoro”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. La ricaduta occupazionale riguarda sia per le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio.
Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro dall'industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro.




MondoElettrico è anche su   

.


venerdì 7 agosto 2015

Record dei record nei consumi di energia elettrica in Italia: +13,4% a luglio

Era facile prevederlo anche in considerazione del fatto che in tre giorni nell'arco di un paio di settimane sono stati battuti i precedenti record dei consumi giornalieri in Luglio. Lo conferma il comunicato stampa Terna che leggiamo qui di seguito.

Consumi di energia elettrica in Italia: +13,4% a luglio. I 32 miliardi di kWh consumati rappresentano la richiesta mensile più alta di sempre in Italia. Nei primi sette mesi dell'anno fabbisogno in crescita dell’1,6% rispetto al 2014.
Nel mese di luglio 2015 la domanda di energia elettrica in Italia è stata di 32,0 miliardi di kWh, un valore in crescita del 13,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Secondo quanto rilevato da Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, il dato della richiesta di elettricità di luglio è in assoluto il più rilevante di sempre per il sistema elettrico italiano, sia in termini assoluti sia in termini di incremento percentuale.

 L'elevata crescita del fabbisogno di energia elettrica è dovuta alle eccezionali temperature atmosferiche registrate; il mese di luglio di quest'anno, a parità di giorni lavorativi (23), ha avuto una temperatura media mensile superiore di 4°C rispetto al luglio 2014 che, occorre ricordare, era stato particolarmente negativo rispetto al 2013 (-5,1%).

Nel mese di luglio 2015, inoltre, è stato raggiunto il nuovo record assoluto dei consumi elettrici in Italia: alle ore 16 di martedì 21 luglio Terna ha registrato un valore di picco pari a 59.353 MW.

I 32,0 miliardi di kWh richiesti nel mese di luglio 2015 sono distribuiti per il 45,7% al Nord, per il 30,3% al Centro e per il 24,0% al Sud. A livello territoriale la variazione della domanda di energia elettrica del mese di luglio è stata +13,1% al Nord, +14,1% al Centro e +13,4% al Sud.

Nei primi sette mesi del 2015 la domanda di energia elettrica risulta in crescita dell’1,6% rispetto ai volumi del corrispondente periodo del 2014. A parità di calendario il risultato è +1,4%.

Nel mese di luglio 2015 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’87,0% con produzione nazionale e per la quota restante (13,0%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (28,0 miliardi di kWh) è in crescita dell’11,4% rispetto ai volumi di luglio dello scorso anno.

Sono in crescita le fonti di produzione:
termica (+29,0%) e
fotovoltaica (+21,2%).
In calo le fonti:
eolica (-42,2%),
idroelettrica (-21,5%)
e geotermica (-1,5%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di luglio 2015 rispetto al mese precedente è stata pari a +10,6%. Il profilo del trend si mantiene su un andamento stazionario.

Roma,  6 agosto 2015 - comunicato stampa Terna


I nostri grafici

Di seguito vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati ufficiali pubblicati da Terna a partire dal Gennaio 2006 ad oggi.

Per anni solari. Il consumo è indubbiamente al livello più elevato degli ultimi 10 anni.

 
 
Per una migliore lettura degli ultimi 5 anni presentiamo il seguente grafico.


 

Dal Gennaio 2006 ad oggi, i mesi in sequenza decennale mostrano la tendenza alla caduta costante con l'esclusione dell'impennata dell'ultimo mese.


 
Nel prossimo grafico si evidenzia una sequenza di barre negative relative alle percentuali degli ultimi 27 mesi e l'anomalia di luglio.


 

E per ultimo, prendiamo visione del grafico, significativo e chiaro, che rappresenta l'andamento dei consumi nei 12 mesi precedenti alla rilevazione del mese appena trascorso, che disegna il tracollo progressivo, rettilineo con pendenza costante dei consumi di energia elettrica dal 2012. L'anomalia del luglio più caldo mai registrato da 150 anni a questa fa risalire la traccia del grafico ...





... ma non ha niente a che vedere con una presunta crescita della produzione nazionale che, se ne fosse bisogno, è del tutto smentita dai dati pubblicati dall'Istat relativi a giugno da noi pubblicati nei due giorni passati. Produzione industriale negativa, occupazione in regresso, disoccupazione in aumento.

Per un aggiornamento della produzione nazionale di energia elettrica derivata da fonti rinnovabili rimandiamo la lettura ad un prossimo post dedicato.


MondoElettrico è anche su   

.


giovedì 6 agosto 2015

I numeri sono gufi. Di male in peggio. Produzione industriale - 1,1%

A giugno 2015 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell'1,1% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno 2015 la produzione è aumentata dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2015 l'indice è diminuito in termini tendenziali dello 0,3% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di giugno 2014). Nella media del primo semestre dell'anno la produzione è aumentata dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato che, come quello corretto per gli effetti di calendario, sembra influenzato negativamente dagli effetti, sui giorni effettivamente lavorati, della presenza di una festività il primo martedì di giugno, presenta variazioni congiunturali negative in tutti i raggruppamenti. Diminuiscono, infatti, i beni intermedi (-1,7%), i beni strumentali (-1,3%), l'energia (-1,0%) e i beni di consumo (-0,8%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a giugno 2015, un solo aumento nel comparto dei beni strumentali (+3,3%); diminuiscono invece i beni intermedi (-2,8%), i beni di consumo (-1,6%) e, in misura più lieve, l'energia  (-0,5%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a giugno 2015, i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+13,7%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+11,0%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+6,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-9,8%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-6,5%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,9%).

Comunicato Istat



I nostri grafici.


Indici generali della produzione industriale: destagionalizzati, corretti per gli effetti di calendario (base 2010=100).

 
Questo grafico riguarda invece il solo andamento della produzione industriale dell'energia.






MondoElettrico è anche su   

.


mercoledì 5 agosto 2015

Malissimo. Occupati (scendono) e disoccupati (salgono) a Giugno

Occupati e disoccupati (dati provvisori). Dopo la forte crescita registrata nel mese di aprile (+0,6%) e il calo nel mese di maggio (-0,3%), a giugno 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,1% (-22 mila) rispetto al mese precedente. Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, cala nell'ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a giugno 2014, l'occupazione è in calo dello 0,2% (-40 mila), mentre il tasso di occupazione rimane invariato.

Il numero di disoccupati aumenta dell'1,7% (+55 mila) su base mensile. Dopo il calo nel mese di aprile (-0,2 punti percentuali) e la stazionarietà di maggio, a giugno il tasso di disoccupazione cresce di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente, arrivando al 12,7%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è aumentato del 2,7% (+85 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,3 punti percentuali.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce nell'ultimo mese (-0,1%, pari a -18 mila), riprendendo il calo cominciato a inizio anno e interrotto a maggio. Il tasso di inattività, pari al 35,9%, diminuisce di 0,1 punti percentuali rispetto a maggio. Su base annua gli inattivi sono diminuiti dello 0,9% (-131 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti. L'aumento del numero di disoccupati negli ultimi 12 mesi è pertanto associato ad una crescita della partecipazione al mercato del lavoro, testimoniata dalla riduzione del numero di inattivi.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo aprile-giugno 2015 sono in crescita sia il tasso di occupazione (+0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (+0,1 punti), a fronte di un calo del tasso di inattività (-0,2 punti).

Questo è il comunicato stampa Istat.

Non trovate strano che non dica nulla riguardo ai giovani?

Da altre parti si legge che il tasso di disoccupazione giovanile è al top, che sale al 44,2% e tocca il  livello più alto dall'inizio (1997) del le serie storiche mensili e trimestrali. La disoccupazione sale al 12,7%, in aumento dello 0,2% su base mensile e  dello 0,3% su base annua.




Per chiarire la situazione diamo uno sguardo ai grafici da noi realizzati con i dati Istat.

In percentuale.

Tasso di occupazione. Scende.


 
Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni, Salgono, in particolare la disoccupazione giovanile che addirittura s'impenna.


 
Combinato tasso di occupazione, tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni (indice a destra)




I nostri grafici. Valori assoluti.

Forze lavoro
 
 

Occupati, scendono.


 
Disoccupati, continuano ad aumentare.




Le azioni del governo, insediato da molto più di un anno, non solo non hanno prodotto il substrato per migliorare la situazione dell'occupazione ma, a quanto sembra, hanno peggiorato la prospettiva di trovare un lavoro soprattutto  per i giovani. C'è la necessità di ripartire da zero, magari cercando di capire che se non si ricontattano le condizioni per rimanere nella Ue, nella ferrea prigione delle regole imposte dalla Germania, siamo destinati ad un futuro ben peggiore ancor più de-industrializzato di quanto non lo sia adesso.  Vado convincendomi, a torto o a ragione, che ci salveremo solo riprendendo in mano i destini della nostra nazione con piena e totale sovranità ricordando che ai bei tempi in molti settori produttivi eravamo in grado di fare le scarpe anche ai tedeschi in qualità e prezzi dei prodotti più importanti con un'arma efficientissima, la buona lira svalutabile, e campavamo benissimo, checché ne dicano i nostri servi esecutori dei diktat da esecuzione di massa tante volte ascoltati:  'ce lo chiede l'Europa'.




MondoElettrico è anche su   

.

martedì 4 agosto 2015

Positivo luglio per le immatricolazioni delle auto, crescita del 14,5%, ma siamo ai livelli del lontano 1980

Leggiamo parte del comunicato stampa dell'UNRAE

7 mesi per immatricolare un milione di vetture. Crescita lenta per un mercato che proietta i livelli del 1980

Sebbene da 14 mesi continui il trend positivo del mercato dell’auto in Italia e nonostante il 7° incremento positivo a doppia cifra, abbiamo dovuto attendere luglio per raggiungere il milione di vetture immatricolate. Storicamente i primi sette mesi dell’anno coprono oltre il 60% del totale, pertanto trovano ulteriore conferma le recenti previsioni del Centro Studi UNRAE su un 2015 da 1.535.000 vetture, tante quante se ne immatricolarono nel lontano 1980.

I dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, indicano per il mese di luglio un mercato da 131.489 autovetture immatricolate con una crescita del 14,5% rispetto alle 114.793 registrate nello stesso periodo 2014. Nei sette mesi risultano vendute 1.005.409 vetture, mantenendo la crescita dell’anno al 15,2% rispetto ai risultati del gennaio-luglio dello scorso anno, quando si registrarono 872.856 immatricolazioni.

Il canale privati, in crescita del 20% conferma l’efficacia delle fortissime azioni promozionali dei mesi scorsi che hanno consentito la costituzione di un robusto portafoglio contratti, andato ora in evasione.

Continua il ridimensionamento del canale noleggio (modesto +5,2% in luglio), in particolare a causa del breve termine (-10,4%), dopo il forte incremento del parco dei primi mesi dell’anno ed in attesa di un nuovo impulso stagionale prevedibile con l’avvicinarsi del Giubileo. Il lungo termine, invece, segna un +9,5%, mentre resta stagnante il livello delle vendite a società (+2,9%).

“Siamo di fronte - afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – ad una ripresa lenta e su valori ancora molto bassi per il potenziale del mercato italiano, con una sostituzione tuttora ritardata del parco anziano, vero nodo da sciogliere per una crescita concreta”.

Anche la raccolta contratti, secondo un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, conferma un rallentamento dell’acquisizione: 112.000 unità nel mese di luglio, con un incremento del solo 10% rispetto allo scorso anno. La crescita dei 7 mesi, pertanto, scende sotto il 16% a circa 992.000 unità.

“I recenti dati ISTAT sull’andamento del Pil nel 1° trimestre - prosegue Nordio – hanno confermato, come sottolineiamo da tempo, la centralità e la capacità trainante del settore auto per la crescita del Paese”. L’ISTAT, infatti, ha evidenziato un incremento del Pil italiano dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, un ritorno – quindi - alla crescita dopo la stabilità registrata a fine 2014. La ripresa, ancora fragile, come osservato dai principali Istituti economici, è stata sostenuta nel 1° trimestre da alcuni fattori contingenti, tra i quali l’andamento del settore automotive, grazie al favorevole trend degli investimenti.

“La dimostrata centralità dell’auto nell’economia del Paese e la necessità di accelerare la sostituzione del parco anziano per risolvere problemi di sicurezza, costo sociale e ambiente, sono i temi che il decisore Pubblico dovrà affrontare in preparazione della Legge di Stabilità, con un piano di vera attenzione alle possibilità di spesa delle famiglie e alla gestione dei costi da parte delle aziende, con pacchetti di riduzione del carico fiscale mirati ed efficaci”, ha concluso il Presidente.

In mancanza di interventi strutturali, il mercato auto a fine 2015 esprimerà un livello di immatricolazioni, come stimato da UNRAE nei giorni scorsi, da 1.535.000 unità, in crescita del 12,8% e, complice l’esigenza imprescindibile di rinnovo del parco circolante, il 2016 dovrebbe, infine, raggiungere le 1.640.000 vetture immatricolate, in aumento del 6,9%.

Tornando all’analisi della struttura del mercato, la crescita a doppia cifra nel mese degli acquisti dei privati, consente a questo canale di raggiungere il 69% di quota di mercato, acquisendo più di 3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo 2014, soprattutto in seguito all’effetto mix canali di vendita per il ridimensionamento del noleggio. In crescita del 16,5% il cumulato dei primi 7 mesi, con una quota di poco al di sopra del gennaio-luglio dello scorso anno. Il noleggio, invece, scende in luglio al 13,3% di quota, mentre nel cumulato la sua rappresentatività è pari al 22,7%, con una crescita in volume del 18,4%, equamente bilanciata fra breve e lungo termine. Le società, cedendo oltre due punti percentuali nel mese, si portano al 17,7% del totale mercato (15,6% nei 7 mesi).

In forte crescita a doppia cifra le immatricolazioni di vetture a benzina in luglio (+36,6% in volume), con una quota che cresce di oltre 5 punti, raggiungendo il 32,5% del totale. Intorno all’11% l’incremento nel mese del diesel (che perde quasi due punti di quota) e delle vetture ibride, mentre cedono in volume Gpl (-5,9%), metano (-18,1%) e vetture elettriche (-14,3%).

Sotto il profilo dei segmenti, spingono in luglio le vendite delle city car (A), utilitarie (B) e medie (C), con buone crescite a doppia cifra. In leggero attivo nel mese anche il segmento D, mentre riducono i propri volumi le vetture dei segmenti superiori e alto di gamma.

Infine, i trasferimenti di proprietà comprensivi delle minivolture (i trasferimenti temporanei al concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) accelerano la crescita: +11,6% in luglio, con 406.614 unità rispetto alle 364.390 del luglio dello scorso anno. Nei 7 mesi l’incremento del mercato delle auto usate è pari all’8,7% con 2.6903.806 vetture trasferite, contro le 2.474.716 del gennaio-luglio 2014.



I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 7 anni

 
L'andamento mensile negli ultimi 7 anni in sequenza


 
Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente.

 

Con l'ultimo grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Il picco è nel lontano 2010, quello che è seguito è un crollo continuo con una stabilizzazione a metà del 2013 e un accenno ad una lenta crescita fino ad oggi, soprattutto grazie al settore del noleggio che pur tuttavia segna anch'esso un rallentamento negli ultimi mesi.




In Francia
Il mercato delle auto nuove è aumentato del 2,3% in luglio e del 5,6% in sette mesi. Con 147.132 autovetture nuove immatricolate nel mese di luglio 2015, il mercato francese è cresciuto del 2,3% con un numero identico di giorni lavorativi (22 giorni). Nei primi sette mesi, le vendite di auto nuove raggiunge le 1.164.625 unità, in crescita del 5,6% rispetto all'anno scorso con lo stesso numero di giorni lavorativi (145 giorni). I veicoli commerciali leggeri nel mese di luglio segnano un declino del 6,8% e -0,2%  in sette mesi con  numero identico di giorni lavorativi. Le vendite degli altri veicoli commerciali sono aumentate del 13,3%  e dell'8,5% da inizio anno.

 In Giappone, si segna il passo.
Le vendite di veicoli nuovi in ​​Giappone è sceso del 1,3% nel mese di luglio. Le vendite di nuovi veicoli in Giappone (esclusi i 660 cm3) sono diminuite del 1,3% nel mese di luglio con 282.239 unità (tra cui 245.680 autovetture). Si tratta del primo calo in quattro mesi secondo l'analisi di JADA (Associazione di rivenditori giapponesi). Il numero di veicoli venduti con meno di 660 cm3, nel frattempo, è sceso del 18,1%  con 142.854 unità.


MondoElettrico è anche su   

.


lunedì 3 agosto 2015

Spicca il volo il consumo di gas in Italia a Luglio + 15,2 %

La Snam ha pubblicato i dati di Luglio, sia pur provvisori ma sufficienti per dare un valore descrittivo significativo ai nostri grafici. I dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico arriveranno tra un mesetto circa pur tuttavia, come sempre diciamo, possiamo considerarli validi questi dati provvisori, come ci dimostra l'esperienza dei mesi e degli anni passati, in quanto si discosteranno dai dati ufficiali di poco o nulla, qualche decimale o qualche unità.

Dunque è il segno positivo davanti alla doppia cifra dei consumi di gas. Eccezionale veramente! Vuoi vedere che è ripartita l'economia e quindi i consumi? La risposta è : NO! Solo l'effetto del caldo bestiale che ha attanagliato il Bel Paese e  fatto girare più del solito le centrali elettriche che utilizzano il gas. Comunque, per entrare nel dettaglio dei consumi del gas nel settore industriale e termoelettrico rimandiamo l'analisi ad un post successivo. Adesso misuriamo la quantità di gas immesso in rete e raffrontiamolo con lo stesso mese dell'anno precedente.

 In sostanza a Luglio abbiamo consumato 4.476,244 milioni di metri cubi di gas contro i 3.887 milioni di metri cubi dello stesso mese del 2014 con un incremento dello 15,2 %.


I nostri grafici

Con i grafici da noi realizzati è facile prenderne visione con una sola occhiata e comprendere la situazione.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal gennaio 2006 ad oggi. Risulta evidente l'impennata del consumo di gas di Luglio.



 Per una migliore comprensione riportiamo il grafico solo degli ultimi 5 anni.




Il grafico successivo evidenzia il segno negativo o positivo della percentuale che riguarda il consumo rapportato con lo stesso mese dell'anno precedente.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione. E' evidente sia il crollo costante dal 2007, una risalita nei primi 4 mesi dell'anno e la nuova ricaduta accompagnata da un'ulteriore leggera risalita a Luglio


Vediamo adesso la produzione nazionale di gas.

Continua a diminuire la produzione nazionale a Luglio passando da 612 milioni di metri cubi dello scorso anno a 536,779 milioni di metri cubi, con una poderosa contrazione di circa il 10,2 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato.


Il consumo del gas è un segnale dello stato di salute della nostra economia essendo strettamente legato all'uso che se ne fa per la produzione di energia elettrica e la produzione industriale, oltre che residenziale e al terziario.

Nei prossimo giorni vedremo di verificare se l'incremento del consumo è dovuto alla produzione di energia elettrica delle centrali a turbogas o al consumo industriale o se i dati ci riserveranno ancora una volta qualche sorpresa. A presto!

MondoElettrico è anche su   

.


sabato 1 agosto 2015

Luglio, il più caldo di sempre

La  Società Meteorologica Italiana - NIMBUS ci informa che sussiste una situazione del tutto anomala  per quanto riguarda il mese di Luglio appena trascorso, come leggia mo siu FB. Ovvero.
Con la fine di luglio si chiude domani il mese più caldo mai misurato a Torino dall’inizio della serie delle misure termometriche nel 1753. Con una temperatura media mensile di 28.5 °C (+4 °C rispetto al trentennio 1981-2010) il luglio 2015 ha superato di un grado la temperatura di agosto 2003 e ormai tra i 10 mesi più caldi a Torino ben sette casi si sono verificati negli ultimi 12 anni. Anche la media mensile delle temperature minime ha fatto registrare il suo valore più elevato dal 1753 (23.5 °C), mentre le notti del 6 e 7 luglio sono state le più calde mai rilevate in città con una temperatura minima rispettivamente di 26.4 e 26.8 °C. “Solo” seconda posizione, invece, per la media delle temperature massime (33.5 contro i 33.6 °C dell’agosto 2003) e per la sequenza di giornate con temperatura massima superiore ai 30 °C, 35 (dal 26 giugno) contro le 36 del 1928.
Nei prossimi giorni pubblicheremo sul nostro sito un report approfondito su questa lunga ondata di caldo su tutto il Nord-Italia

Sarà interessante leggere il report.


MondoElettrico è anche su   

.