Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 8 ottobre 2019

Liquid Metal Battery, la nuova batteria affidabile, di lunga durata, economica per le rinnovabili



Di pochi giorni fa, 23 Settembre per l'esattezza,  è la notizia della firma di un accordo tra NEC Energy Solutions (NEC) e Ambri per lo sviluppo congiunto (JDA) secondo cui NEC progetterà e svilupperà un sistema di accumulo di energia basato sulla batteria con tecnologia a metallo liquido di Ambri. NEC utilizzerà il proprio sistema operativo di accumulo energetico AEROS® e i controlli necessari per ottimizzare le prestazioni del sistema di accumulo di energia basati su celle Ambri per i clienti che potrebbero includere servizi pubblici, produttori indipendenti di energia (IPP) e progetti sviluppatori. 

Il programma di sviluppo congiunto è in corso e comprende la consegna delle celle Ambri a NEC nel quarto trimestre del 2019. Il JDA chiede la produzione di sistemi commerciali da parte della NEC al conclusione del programma di sviluppo e NEC si è impegnata ad un acquisto minimo di 200 MWh di celle Ambri per questi sistemi. I sistemi saranno destinati ad applicazioni nelle quali si richiede il funzionamento di 4 ore o più e in cui è prevista la scarica completa giornaliera. Questi sistemi sono particolarmente adatti a scambiare grandi quantità di energia rinnovabile tra la produzione e il sistema di rete elettrica tagliando i picchi delle richieste.

NEC Energy Solutions progetta, Westborough, Massachusetts, USA, produce e integra soluzioni di accumulo di energia intelligenti per la rete elettrica. La sua energia distribuita scalabile sistemi di accumulo offrono maggiore stabilità e flessibilità della rete a vantaggio di entrambi sia per i fornitori che gli utenti di energia elettrica. 
Ambri Inc., Marlborough, Massachusetts, USA, sta sviluppando e commercializzando una nuova tecnologia di batterie che consentirà l'uso diffuso di fonti energetiche rinnovabili, riduzione dei costi dell'elettricità e abilitazione dei sistemi di alimentazione per operare in modo più affidabile ed efficiente. Il progetto della batteria a metallo liquido è iniziato presso il MIT nel laboratorio di Professor Donald Sadoway. 

Come scrivevamo sopra i ricercatori del MIT hanno migliorato il sistema delle batterie a metallo liquido che potrebbe consentire alle fonti rinnovabili di competere con centrali convenzionali. Le celle a lunga durata di Ambri, che si basano su una chimica brevettata con calcio e antimonio, possono fornire una profondità di scarica del 100% con le stesse prestazioni per più di 20 anni con una degradazione trascurabile al costo significativamente inferiore rispetto ad altre tecnologie di stoccaggio delle attuali batterie. Sistemi costruiti con le celle di Ambri possono operare in sicurezza in tutte le condizioni ambientali, senza la necessità di aria condizionata o di attrezzature atte alla soppressione del fuoco aumentando l'efficienza del sistema riducendo i costi e la manutenzione.

Poiché il costo delle energie rinnovabili declina velocemente, una parte sempre maggiore di energia elettrica sarà generata da risorse intermittenti. Tuttavia, l'eolico e il solare non possono produrre energia elettrica nelle giornate senza vento e del sole, limitando il loro livello di efficacia. I sistemi di accumulo dell'energia fungono da 'tampone', consentendo la sostituzione su larga scala dei tradizionali generatori a combustibili fossili.


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lunedì 7 ottobre 2019

Uno sguardo dal cavalcavia, le Autostrade ad Aprile 2019



L'aggiornamento delle percorrenze autostradale va a rilento quest'anno e con notevoli ritardi, con solo i primi quattro mesi. Questo è il comunicato stampa.
     I dati di preconsuntivo riguardanti i volumi di traffico registrati nello scorso aprile hanno mostrato – in linea con il trend dei due mesi precedenti – un aumento dei flussi complessivi, stimato nel due percento se confrontati con quelli ottenuti nel corrispondente periodo dell’anno passato. Tale risultato è stato determinato dalla combinazione di un’ottima performance del comparto pesante, attestatosi su un incremento di oltre il cinque per cento, unita ad un settore leggero che sebbene non sia riuscito ad emulare la sua controparte ha comunque superato dell’uno percento il punto di pareggio.
Complessivamente, il numero di veicoli-km percorsi sulla rete autostradale a pedaggio in questo primo quadrimestre ha sfiorato i 25 miliardi e quattrocento milioni, con un bilancio positivo di due punti percentuale.
Passando ora alla disamina degli elementi attinenti la sicurezza stradale, il periodo si è caratterizzato per una diminuzione rilevante nel numero di incidenti occorsi nonché nel numero di persone rimaste riportanti lesioni non mortali a seguito di tali eventi (-14,8% entrambi). L’aumento subito dal tasso di mortalità deve invece essere ridimensionato alla luce della piccolezza dei valori assoluti di cui trattasi: riprova di ciò si ottiene osservando il numero di decessi verificatisi nei due archi temporali in esame (aprile 2018 e aprile corrente), differente per tre sole unità.
Quanto ai dati cumulati da inizio anno, il loro andamento rimane in linea con quello registrato nei mesi precedenti, con un prosieguo neldecremento per quanto concerne gli indicatori di incidentalità e feriti.


Dal comunicato Aiscat




I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. Ad Aprile 2019 abbiamo una crescita dello 1 % mensile e 1,6% a livello annuale, 4 mesi, su percorsi autostradali pari a 5.761,4 chilometri .


Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti che cresce del +5,2 livello mensile e del 3,3%, a livello annuale.


Per finire vedendo il totale, la somma dei leggeri e pesanti cresce del 2% mensile confermato dal 2% a livello annuale.


Ancora più significativo tra i segnali che 'misurano' lo stato della nostra economia nazionale fotografando un anno intero  è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti all'ultimo mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente.

veicoli leggeri

Vediamo un'andamento piuttosto stabile da un anno a questa parte.



mezzi pesanti

Continua la salita costante


L'insieme dei due gruppi veicolari chiarisce che la tendenza verso l'aumento delle percorrenze.


Qui sotto un riassunto degli ultimi 8 anni comprendendo i primi 4 mesi  del 2019.


Se ha un senso confrontare le percorrenze autostradali con i consumi dei carburanti andiamo a verificare quale sia stato il consumo di benzina e gasolio nello stesso periodo dell'anno prendendo e i grafici del consumi sommando gli ultimi 12 mesi.


Il consumo della benzina a Aprile, torna a salire piazzandosi al terzultimo posto tra gli ultimi 13 anni presi in considerazione. La variazione mensile è positiva per il mese, 2,7% ma risulta ancora stabile nel quadrimestre, +0,0%.
Il consumo di gasolio è sostanzialmente in buona risalita con 4,5% rispetto al consumo dello stesso mese del 2018 e in crescita nel quadrimestre, +1,0%.
Il consumo di gasolio e benzina, 4,1 % mensile e +0,8% nel quadrimestre.

I grafici (come spiegato sopra).
Per la benzina sembra invertire la discesa nei consumi e accenna a risalire, sia pur di poco e lentamente.


Il gasolio ha un rallentamento nella risalita dei consumi.


Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio disegna da un anno una linea di risalita e una stasi negli ultimi tempi.




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sabato 5 ottobre 2019

Dalla cimice asiatica danni per 600 milioni, è calamità


“Servono risorse finanziarie straordinarie per far fronte ad una vera e propria calamità ma anche una politica europea che vigili sull’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici ed applichi le stesse cautele e le quarantene che  devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati” è quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che sono stimati in 600 milioni di euro i danni causati dalla cimice asiatica al comparto agricolo in Italia secondo quanto riferito dall’Ispra in audizione in Commissione agricoltura alla Camera dei deputati.

La “cimice marmorata asiatica” arriva dalla Cina ed è particolarmente pericolosa – sottolinea la Coldiretti – per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. Si tratta di insetti polifagi che dove si sono diffusi hanno decimato i raccolti, distruggendo meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni alle produzioni ed un pesante impatto occupazionale.

A livello nazionale si attende urgentemente il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero della salute, deve emanare le linee guida per il via libera alla vespa samurai nemica naturale della cimice ma ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace ha concluso il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che è necessario colmare questo arco di tempo con sostegni adeguati per consentire alle aziende agricole di sopravvivere all’assedio del pericoloso insetto.

Fonte Coldiretti 


Immagine italianfruit.net


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venerdì 4 ottobre 2019

Il consumo di gas in Italia a Settembre 2019 sale del 2,2%, scende la produzione nazionale, -15,3%



Nel nono mese dell'anno si registra un incremento del consumo del gas in Italia, il +2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, per il quarto mese consecutivo, come possiamo vedere dal nostro grafico realizzato con i dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web.
Con questi dati della Snam possiamo inoltre affermare che il consumo di gas nei primi nove mesi dell'anno risulta maggiore di quello dell'anno passato col 5,1%.
Utilizzando questi dati della Snam dell'ultimo mese, ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontando i consumi con quelli dei mesi e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico. Comunque i dati Snam, per esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostandosi di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 14 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 

I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Settembre 2019, come si è detto, sale del 2,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato  ovvero quantitativamente abbiamo  messo in rete e bruciato 4,714.74 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 4,613 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2018. Il consumo dei ) mesi del 2019 è di circa 34.0559 con un 4,8% in più dell'anno passato.


Lo stesso grafico con gli ultimi 9 anni per evidenziare l'andamento e individuarne la posizione  aal secondo posto.



Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza di linee blu positive interrotte saltuariamente mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi mesi del 2018 per poi mostrare segni positivi negli ultimi 5 mesi del 2019.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017, scende progressivamente da metà anno 2018 per poi risalire recentemente.



Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale a Settembre 2019 con un segno negativo, l'ennesimo,  - 15,3% circa rispetto allo stesso mese del 2018 con 351.9  milioni di metri cubi (dato provvisorio).




La linea tendenziale va verso il basso, come è evidenziato dal grafico qui sotto riportato relativo alla quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, ritorna inesorabilmente a calare.


Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta superiore da parte del settore  dell'industria o  quello delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo con un Post dedicato.



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giovedì 3 ottobre 2019

Le vendite delle auto elettriche +156,8% e ibride +40,3%% a Settembre 2019



Col post di ieri  abbiamo visto che a Settembre 2019 le immatricolazioni in Italia delle auto sono cresciute del 13,4% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, segnando l'ennesimo tonfo delle auto diesel -13,9%, secondo il comunicato stampa dell'Unrae sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Sul fronte delle alimentazioni a zero o basse emissioni rileviamo che le autovetture ibride sfiorano in settembre le 11.000 unità, in crescita di oltre il 40% al 7,7% di quota nel mese e al 5,6% in gennaio-settembre. Buona la dinamica di crescita delle auto elettriche +156,8% con la quota nel mese dello 0,9% e dello 0,5% nei 9 mesi.

nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

Settembre 2019 le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche hanno ottenuto il nuovo record del mese rispetto agli anni precedenti, esattamente 1.53 unità (ok, numeri piccoli ancora),  con una performance del 156,8%  rispetto all'anno passato, e un +115,3 nei 9 mesi del 2019 . Buoni risultato anche grazie agli incentivi sostanziosi per l'acquisto di auto elettriche, fino a 6 mila euro con rottamazione, 4 mila senza rottamazione.



Le auto ibride

Record anche per le auto ibride nel mese di Settembre dal punto di vista numerici  e statistici essendo state immatricolate 10.949 unità, il + 40,3% nel mese e +27,5% nei 9 mesi del 2019. Stesso discorso per gli incentivi che sono scattati dal 1° Marzo anche  per le ibride sia pur più bassi, 2.500 euro e 1.500 con o senza rottamazione.


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.


L'introduzione mensile delle auto elettriche è vicino all'1%  e 0,5% nei 9 mesi del 2019 del mercato totale mentre le ibride sono al  7,7con una introduzione complessiva del 5,6% .


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Settembre 2019.

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :

  1 TESLA MODEL 3 325 unità,
2 NISSAN LEAF    260,
       3 .SMART FORTWO  250.

Nei 9 mesi:

1  RENAULT ZOE  1.796,
  2 TESLA  MODEL 3   1.491,
    3 SMART FORTWO 1.286.


Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :

1 TOYOTA YARIS 2.210,
2 TOYOTA C-HR  1.023,
      3 TOYOTA RAV4 987.

Nei 9 mesi:

1 TOYOTA YARIS 18.496,
  2 TOYOTA C-HR 12.145,
     3 TOYOTA RAV4 7.988.






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mercoledì 2 ottobre 2019

+13,4% il mercato dell'auto in settembre. Un'apparente ripresa dovuta al crollo di un anno fa


Torna il segno positivo sul mercato dell’auto in settembre, per un effetto calendario, dopo 3 mesi di flessioni (con l’eccezione della stabilità di luglio). Le vetture immatricolate sono state 142.136, in crescita del 13,4% rispetto alle 125.355 del settembre 2018. La dinamica di incremento è da imputare al confronto con lo stesso mese dello scorso anno, che risentì dell’anticipo degli acquisti per l’introduzione dal 1° settembre delle nuove norme WLTP.

I primi 9 mesi dell’anno riducono la flessione all’1,6% con 1.467.668 immatricolazioni verso le 1.491.745 del gennaio-settembre 2018.

“Interventi urgenti – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – sono necessari per svecchiare il nostro parco circolante che presenta un’anzianità media fra le più elevate in Europa”. “Secondo le ultime elaborazioni del nostro Centro Studi e Statistiche – prosegue il Presidente – su un totale al 30 giugno di 38.190.000 vetture circolanti, il 31,3% (circa 12.000.000 di auto) è rispondente alle Direttive di emissione ante Euro 4, quindi con più di 14 anni di età”.

“Al nuovo Governo che si è appena insediato – prosegue Crisci - intendiamo portare una serie di proposte concrete e strutturate che stiamo perfezionando, con un orizzonte temporale di medio termine e l’obiettivo primario di svecchiare in modo accelerato il nostro parco circolante nelle fasce da Euro 0 ad Euro 3. Tutto ciò intervenendo sulle vetture più inquinanti, in linea con le previsioni del Protocollo per la qualità dell’Aria e garantendo un’invarianza di gettito complessiva per il settore auto, senza stravolgere le misure già in essere, soprattutto quelle a sostegno delle alimentazioni a basso impatto”.
“In particolare – conclude il Presidente – considerando che le vetture più anziane sono nella disponibilità delle fasce sociali più deboli, le nostre proposte prestano una particolare attenzione a questi automobilisti”. 
Rimane in territorio negativo il confronto delle immatricolazioni negli ultimi 12 mesi rispetto allo stesso periodo precedente, per la dinamica negativa che caratterizza molti mesi. Il calo complessivo è del 2,2% in ottobre 2018-settembre 2019 verso ottobre 2017-settembre 2018.

Dall’attesa analisi sulle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, emerge nel periodo marzo-settembre un incremento delle immatricolazioni delle autovetture fino a 70 g/km (che rappresentano lo 0,9% delle vendite del periodo rispetto allo 0,5% dello stesso periodo 2018), comprese quelle che non beneficiano dell’Ecobonus per limiti di prezzo e data di acquisto: +122,4% per la fascia fino a 20 g/km di CO2 (+376% per i soli privati) e +12% per quella da 21 a 70 g/km. Prosegue, inoltre, la dinamica positiva per le vetture penalizzate dal Malus (nel complesso il 3,4% del mercato rispetto al 2,4% di un anno fa): +73% per la fascia da 161 a 175 g/km, +9,4% per quella da 176 a 200 g/km, +51,2% da 201 a 250 g/km e +7,2% oltre i 250 g/km.

L’analisi della struttura del mercato dal punto di vista degli utilizzatori mostra in settembre un recupero a doppia cifra degli acquisti dei privati (+13,6%) che recuperano qualche decimo di punto, superando il 60% di quota. Nel cumulato dei 9 mesi, con un incremento di 2,2 punti percentuali, la quota cresce al 57%. Gli acquisti del noleggio recuperano in settembre buona parte di quanto perso lo scorso anno, registrando un incremento del 23,7% in volume, grazie soprattutto alla spinta del lungo termine, portandosi ad una quota del 18,1% nel mese e arrivando a coprire 1/4 del mercato nel cumulato gennaio-settembre e mantenendosi in territorio positivo con un +1,3% in volume. Infine, le società sono caratterizzate da un modesto recupero nel mese (+3,5%), ma ancora in forte flessione nel cumulato (-16,2%). Le rispettive quote di mercato si contraggono al 21,6% del totale nel mese e al 17,9% nel cumulato.

Sul fronte delle alimentazioni, una forte dinamicità caratterizza le vetture a benzina che crescono del 30,4% (con un andamento allineato anche nell’analisi al netto del noleggio). La quota sale al 44,7% (+6,1 p.p.) in settembre e guadagna 10 punti nei primi 9 mesi, portandosi al 43,6% del totale mercato. Parallelamente prosegue la forte contrazione del diesel: -13,9% nel mese, che peggiora al -23% al netto del noleggio, con il 36,6% di quota (-11,4 p.p.). Nel cumulato gennaio-settembre la flessione è del 24% con una quota che si ferma al 41,3% (-12 punti). Il Gpl recupera circa la metà dei volumi, con una rappresentatività del 7,8% nel mese e del 7,2% nel cumulato. In forte crescita il metano al 2,5% di quota in settembre e all’1,8% nei primi 9 mesi. Le autovetture ibride sfiorano in settembre le 11.000 unità, in crescita di oltre il 40% al 7,7% di quota nel mese e al 5,6% in gennaio-settembre. Buona la dinamica di crescita delle auto elettriche (+156,8%, incremento che aumenta nell’analisi al netto del noleggio). La quota nel mese è dello 0,9% e dello 0,5% nei 9 mesi.

In settembre crescono tutti i segmenti, ad eccezione delle city car e del segmento E; nel cumulato – invece – solo il segmento A segna un incremento superiore al 10% e una sostanziale tenuta caratterizza le utilitarie ed il segmento E. La situazione dei 9 mesi si aggrava per tutti i segmenti nell’elaborazione al netto del noleggio, mentre rimane in crescita a doppia cifra il segmento A.

Un buon trend di crescita nel mese caratterizza le carrozzerie con l’esclusione dei monovolume e multispazio e spicca l’incremento del 32% dei crossover, al 35,2% di quota. Questi ultimi sono gli unici a crescere nel cumulato, dove raggiungono la quota del 33,1% del totale.

Tutte in aumento nel mese le aree geografiche, con il Nord ovest al top con il 31,4% di rappresentatività. Nel cumulato, invece, cede la prima posizione al Nord est (al 33,8% di quota). Nell’analisi al netto del noleggio il Nord ovest mantiene saldamente la prima posizione, con un ampio distacco.

In ulteriore crescita la CO2 media ponderata: +0,9% nel mese a 118,4 g/km rispetto a 117,3 g/km. In gennaio-settembre l’incremento è del 5,1% a 119,6 g/km verso i 113,8 di un anno fa.



Comunicato Unrae 


I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 11 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Settembre le immatricolazioni, sono cresciute rispetto allo stesso mese del 2018 del 13,4%. Nei 9 mesi 2019 la regressione è stata dell' 1,6%.
Cambiano le preferenze degli acquirenti continuano ad abbandonare le auto diesel,  13,9% in meno.


L'andamento mensile negli ultimi 11 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta con una tendenza verso la sensibile discesa dal 2018.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che nell'ultimo anno e mezzo si viaggia mediamente sotto lo zero.




Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.


Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Novembre 2017 che prosegue tuttora.



Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano





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martedì 1 ottobre 2019

Occupati (stabili) e disoccupati ad Agosto 2019


Ad agosto 2019 la stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto a luglio; il tasso di occupazione si attesta al 59,2%.

L’occupazione risulta stabile per entrambe le componenti di genere; aumenta per gli ultracinquantenni (+34 mila) mentre cala nelle altre classi d’età. Dopo la flessione del mese scorso, tornano a crescere i dipendenti, sia permanenti sia a termine (+32 mila nel complesso); diminuiscono invece gli indipendenti (-33 mila).

Le persone in cerca di occupazione sono in forte calo (-3,4%, pari a -87 mila unità nell’ultimo mese). La diminuzione riguarda entrambe le componenti di genere e coinvolge tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione scende al 9,5% (-0,3 punti percentuali).

La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni ad agosto è in aumento (+0,6%, pari a +73 mila unità) per entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattività sale al 34,5% (+0,2 punti percentuali).

Nel trimestre giugno-agosto 2019 l’occupazione è in crescita rispetto ai tre mesi precedenti (+0,2%, pari a +45 mila unità) per entrambi i generi. Nello stesso periodo aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,5%, +79 mila) sia quelli a termine (+0,4%, +12 mila) mentre risultano in calo gli indipendenti (-0,8%, -45 mila); si registrano segnali positivi in tutte le classi di età, ad eccezione dei 35-49enni.

Dal Comunicato Istat


nostri grafici, realizzati grazie ai dati forniti dall'Istat parlano da soli.

In percentuale.

Tasso di attività occupazione.


Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni




In valori assoluti.


Forze lavoro e  Occupati



In cerca di lavoro





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