Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 4 novembre 2014

Immatricolazioni auto in Italia ad Ottobre +9,2 %, +4,2% nei 10 mesi, ma...

Leggiamo qui di seguito il comunicato stampa dell'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) di ieri.

Mercato Italia in Ottobre +9,2% ma la onerosità della mobilità ed il carico fiscale frenano il ricambio del parco obsoleto

“Il segno positivo del mercato – ha detto Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere - nasconde l'evidenza che le vendite alle famiglie – lo ripetiamo, vera cartina di tornasole dello stato di salute del mercato – restano stagnanti su livelli prossimi a quelli dello scorso anno.
C'è infatti – prosegue Nordio - un problema di mobilità, sempre più onerosa per le famiglie italiane che, pur avendo l'esigenza di cambiare lauto, non trovano il contesto favorevole per farlo. Questo sta determinando il mancato rinnovo del parco circolante che, come ricordato recentemente dall’ACI, colloca il nostro Paese fra i primi in Europa per anzianità delle vetture circolanti, decisamente distanziato rispetto agli altri major markets. Le conseguenze più pesanti e non più trascurabili dell'invecchiamento del nostro parco riguardano soprattutto i costi sociali legati alla sicurezza di tali vetture e al loro impatto in termini ambientali.
Per questo motivo - ha concluso il Presidente - l’UNRAE ha da tempo elaborato una proposta di intervento a favore delle famiglie, già presentata agli Organi Istituzionali, che verrà divulgata in occasione della prossima Conferenza Stampa del 19 novembre”.
Il mese di ottobre, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è chiuso in crescita del 9,2% a 121.736 auto immatricolate, rispetto alle 111.466 dello stesso periodo 2013. Nel cumulato dei 10 mesi il settore archivia una crescita del 4,2% a 1.158.896 unità (1.112.359 nel gennaio-ottobre dello scorso anno).
Sul fronte della raccolta contratti, secondo un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, il segno positivo nel mese supera il 2% con circa 125.000 unità, nei primi 10 mesi la raccolta sfiora 1.160.000 unità, il 6% in più rispetto al gennaio-ottobre 2013.
L'analisi per tipologia di acquirente mostra nel mese di ottobre un volume di immatricolazioni a privati che, seppur in crescita del 15% rispetto al depresso volume dello scorso anno (il peggiore ottobre di sempre), resta ancora il secondo valore più basso della storia. Nel cumulato dei 10 mesi la crescita è, infatti, solo dell’1,8%, con un quota al 61,8% del totale (1,6 punti in meno dello scorso anno). Di nuovo in crescita le vendite a società di noleggio (+10,3% nel mese e 18.645 unità), che si mantengono in forte crescita nel gennaio-ottobre al +14,6%, con una quota del 20,1%. Scendono, infine, le immatricolazioni a società: -5,4% in ottobre, mantenendo comunque i volumi in positivo nel cumulato dei 10 mesi (+3,4%) e confermando la propria rappresentatività al 18% del totale.
Buona la crescita nel mese di ottobre delle vetture diesel (+8,2%) e di quelle a basso impatto ambientale, con considerevoli incrementi a doppia cifra che portano il Gpl a superare nel mese il 10% di rappresentatività (8,9% nel gennaio-ottobre), il metano al 6,4% del totale (5,1% nel cumulato) e le vetture ibride all’1,7% di quota (1,5% in gennaio-ottobre). Prosegue il trend di flessione delle vetture a benzina, nel mese al 27,5% e al 29% nel cumulato.

Buono l'andamento anche per le vetture usate: +7,3% in ottobre a 426.651 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture (le intestazioni temporanee al concessionario in attesa della rivendita a cliente finale), anche se nei 10 mesi i trasferimenti complessivi, a causa dell'andamento altalenante che ha caratterizzato l'anno in corso, segnano ancora una leggera crescita dell’1,4% a 3.496.161 unità, circa 50.000 passaggi di autovetture in più dello stesso periodo 2013.


I nostri grafici.

 Suddivisi per anno solare...


 ... in sequenza mese dopo mese ...


 ... le percentuali rispetto allo st..esso mese dell'anno precedente ...


 ... sommando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento.



Un dato mette in evidenza che lo stato di salute della nostra economia, se consideriamo l'immatricolazione delle auto come un indicatore puntuale, non in miglioramento come segnalato sopa "... le vendite alle famiglie – lo ripetiamo, vera cartina di tornasole dello stato di salute del mercato – restano stagnanti su livelli prossimi a quelli dello scorso anno...".
Secondo punto da mettere in evidenza è il consumo di carburante ovvero l'energia da mettere nei serbatoi per far funzionare le auto, che abbiamo visto essere così rappresentato graficamente in un nostro recente post.


Cioè il consumo di carburanti è precipitato a livelli bassissimi. Significa che si rinnova poco il parco circolante ma in definitiva si lasciano parcheggiate per più tempo sotto casa le auto vecchie e nuove, il tutto a fronte di una caduta del prezzo del petrolio ...

(fonte: Unione Petrolifera)

... a cui dovrebbe seguire una diminuzione del prezzo della benzina e del gasolio ( ma ve ne siete accorti?).

Qualcosa non funziona ... segnali di crolli?


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lunedì 3 novembre 2014

Consumi di gas in Italia a Ottobre -6,5%, -11,9% nei primi 10 mesi

Come ogni mese pubblichiamo i nostri grafici elaborando i dati provvisori del consumo mensile di gas pubblicati dalla Snam. I dati ufficiali arriveranno tra almeno un mese diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico.
A ottobre abbiamo consumato (mandato in fumo, particolato, vari residui volatili e CO2),  4.555,6  milioni di metri cubi di gas contro i 4.871  milioni di metri cubi dello stesso mese del 2013 con una diminuzione di circa il 6,5%.
Sempre con il beneficio d'inventario, ovvero in attesa dei dati definitivi ministeriali, possiamo dire che il consumo di gas dei primi 10 mesi è in vistosa contrazione, circa il 11.9 % in meno (decimale in più o n meno) rispetto allo stesso periodo del 2013.

La produzione nazionale di gas a Ottobre passa da 649 milioni di metri cubi dello scorso anno a 579,2 milioni di metri cubi, ciò significa circa il 13,5 % in meno rispetto all'anno passato .

Come dicevo sopra, per i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico dovremo aspettare ancora un mesetto ma non si discosteranno se non di pochissimi decimali, poco per non considerare validi i nostri grafici.


I nostri grafici.

Qui sotto il grafico da noi realizzato con i dati forniti dalla Snam. E' evidente la progressiva riduzione del consumo, il livello più basso degli ultimi dieci anni, mai stato a livelli così bassi, in Ottobre, da quando registriamo i dati dal gennaio 2006.



Per una migliore comprensione riportiamo il grafico solo degli ultimi 4 anni.


 Il grafico seguente evidenzia la percentuale di minor consumo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Predomina il rosso del segno negativo



Il grafico sottostante misura la quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti alla data di rilevazione. Il mese scorso sembrava che avesse toccato il fondo valle dopo un rapido scivolamento franoso ma invece scende ancora.

Questo che segue è il grafico relativo alla produzione nazionale di gas ci dice una cosa ben chiara, produzione sempre più in picchiata. Ne sono stati prodotti 569,4 milioni di metri cubi a Settembre.




Poiché la Snam pubblica anche i dati separati dei settori di utilizzo quali quello industriale e termoelettrico, vedremo successivamente con un post dedicato a tale scopo con grafici ad hoc.

Se consideriamo il consumo di gas un indicatore della situazione della nostra economia possiamo ben dire che le cose vanno male. Approfondiremo melio col prossimo post sul consumo industriale e termoelelettrico.




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venerdì 31 ottobre 2014

Utili Eni, in nove mesi -36,7%, nel terzo trimestre profitti -57%

Interessantissimo articolo letto nel sito dei gestori di Carburanti che ficca il naso sugli utili e i profitti dell'Eni. Come recita la home page del sito ufficiale l' Eni è un'impresa integrata che opera in tutta la filiera dell'energia ed è presente oggi con circa 82.300 persone in 85 Paesi del mondo. Pone la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica al centro delle sue strategie per lo sviluppo sostenibile.

Ebbene, questo colosso "chiude i primi nove mesi dell'anno con un utile netto di 3,68 miliardi in calo del 36,7%. Nel terzo trimestre l'utile netto e' stato pari a 1,71 miliardi (-57%). Il Cash flow operativo del trimestre e' stato pari 3,98 miliardi, il più elevato tra gli analoghi periodi negli ultimi 5 anni e pari a 9,72 miliardi nei nove mesi, +24% rispetto ai nove mesi del 2013.
Nel terzo trimestre Eni ha conseguito un utile operativo adjusted consolidato di 3,03 miliardi con una riduzione dell'11,8% rispetto al terzo trimestre 2013 per effetto principalmente della contrazione del risultato nell'Exploration & Production (-828 milioni, pari al -21,1%) a causa della flessione dei prezzi del petrolio (-7,7% per il riferimento Brent) e del gas, nonché del calo produttivo.

Nei nove mesi l'utile operativo adjusted consolidato di 9,25 miliardi e' aumentato dell'1,2% per effetto della migliorata performance del settore Gas & Power che riflette i benefici delle rinegoziazioni dei contratti gas long-term riferiti in parte a gas approvvigionato nel precedente anno termico e del recupero della controllata Saipem (+702 milioni) a fronte delle perdite straordinarie rilevate nel 2013. Tali driver hanno più che assorbito il peggioramento della Exploration & Production e degli altri settori.

Gli investimenti tecnici di 3,08 miliardi nel terzo trimestre (8,61 miliardi nei nove mesi) hanno riguardato principalmente lo sviluppo di giacimenti di idrocarburi e i progetti di ricerca esplorativa. Nei nove mesi sono stati sostenuti 0,28 miliardi di investimenti finanziari.

L'indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2014 è pari a 15,84 miliardi con un incremento di 0,87 miliardi rispetto a fine 2013, di cui 0,25 miliardi effetto delle differenze cambio.

Nei nove mesi, il flusso di cassa netto da attività operativa di 9,72 miliardi, che sconta minori crediti commerciali ceduti in factoring con scadenza successiva alla chiusura del periodo contabile rispetto a quanto fatto a fine 2013 (-0,78 miliardi), e gli incassi da dismissione di 3,23 miliardi, relativi principalmente alla partecipazione in Artic Russia e alla residua partecipazione finanziaria in Galp, hanno sostanzialmente coperto i fabbisogni relativi al pagamento dei dividendi (circa 4 miliardi, di cui circa 2 miliardi relativi all'acconto dividendo 2014), all'acquisto di azioni proprie (0,29 miliardi) e agli investimenti di periodo (8,9 miliardi)."

Rispetto alla situazione al 30 giugno 2014, l'indebitamento finanziario netto è aumentato di 1,24 miliardi per effetto del pagamento dell'acconto dividendo 2014 e degli investimenti di periodo, parzialmente compensati dal flusso di cassa netto da attività operativa (3,98 miliardi) e dagli incassi da dismissioni (0,22 miliardi). Il leverage - rapporto tra indebitamento finanziario netto e patrimonio netto - è pari a 0,25 al 30 settembre 2014, invariato rispetto al 31 dicembre 2013.

Per quel che riguarda la Refining & Marketing, nel terzo trimestre 2014 il margine indicatore Eni (Standard Eni Refining Margin - SERM) che approssima il sistema e i bilanci materia delle raffinerie Eni, ha registrato una ripresa rispetto ai valori particolarmente depressi del terzo trimestre 2013. Tuttavia rimangono i fattori di debolezza strutturale dell'industria di raffinazione europea connessi alla debolezza della domanda, eccesso di capacità e crescente pressione competitiva dai flussi di prodotto importato da Russia, Asia e Stati Uniti. Nei nove mesi il margine indicatore Eni ha registrato una flessione del 10,3%.

Le vendite di prodotti petroliferi nel mercato rete Italia sono state di 1,58 milioni di tonnellate, evidenziando una contrazione del 7,6% a causa del calo dei consumi nazionali e della forte pressione competitiva (4,63 milioni di tonnellate, -8,7% nei nove mesi). La quota di mercato è pari al 25,4% nel terzo trimestre 2014, in calo di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (27,2%). Le vendite rete nel resto d’Europa del terzo trimestre 2014 sono stabili rispetto al periodo di confronto.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato, ha commentato: "Sono particolarmente soddisfatto degli eccellenti risultati nella generazione della cassa, record degli ultimi 5 anni nonostante uno scenario non favorevole, conseguiti grazie agli sforzi compiuti negli ultimi mesi. Ciò rende ancor più credibile l'obiettivo di crescita della generazione di cassa dichiarato al mercato lo scorso luglio. L'esplorazione continua a fornire un contributo straordinario alla crescita futura del nostro portafoglio upstream, mentre lo sviluppo della nuova produzione prevista nel quadriennio prosegue secondo previsioni così come la ristrutturazione dei business della raffinazione e del gas. Sono convinto che questa strategia ed i risultati che ne derivano siano la miglior garanzia di redditività e di solidità per Eni in un contesto di prezzi decrescenti."


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giovedì 30 ottobre 2014

Lavoro e retribuzioni nelle grandi imprese

Ad agosto 2014 l'occupazione nelle grandi imprese registra rispetto a luglio (in termini destagionalizzati) una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2 al netto della Cig.

Nel confronto con agosto 2013 l'occupazione nelle grandi imprese diminuisce dello 0,8% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig.

Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) diminuisce, rispetto ad agosto 2013, dello 0,6%.

L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 36,3 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 6,8 ore ogni mille rispetto ad agosto 2013.

Ad agosto la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra una crescita del 2,6% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 5,0%.

Rispetto ad agosto 2013 la retribuzione lorda e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente dello 1,4% e dell' 1,6%.

Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,1%.


I nostri grafici

Occupati alle dipendenze (al lordo Cig)
Occupati alle dipendenze (al netto Cig)



Costo del lavoro medio per ora lavorata
Costo del lavoro medio per dipendente





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mercoledì 29 ottobre 2014

Immatricolazioni e registrazioni delle 2 ruote motorizzate a Settembre

Analizziamo graficamente il mercato delle 2 ruote dopo avere letto il comunicato stampa dell' ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori).

Dopo la battuta d'arresto di luglio e agosto, settembre torna in territorio positivo. Nell'ultimo mese sono stati immatricolati 12.628 veicoli, pari al +2%, grazie agli scooter che con 9.040 pezzi e un +3,6% recuperano rispetto all'anno scorso, mentre le moto non vanno oltre le 3.588 unità e perdono ancora un -2,1%.
Il segmento dei “cinquantini” prosegue nella sua discesa con 2.601 registrazioni e un -13%.
 Settembre rappresenta circa l’8% delle vendite dell'anno.
Il dato progressivo da gennaio a settembre totalizza 134.846 immatricolazioni pari al +1,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; 86.777 le immatricolazioni di scooter, pari al +0,4%, e 48.069 le moto con un trend del +3,7%. I “cinquantini” con 22.165 pezzi segnano un -16,2%.
 L'analisi per cilindrata evidenzia per gli scooter 125cc un incremento del +5,4% con 28.367 unità, mentre i 150-200cc con 19.463 pezzi arretrano di un -7,8%. In ripresa significativa anche se con pochi volumi i 250cc con 3.582 unità e un +13,7%. Il segmento da 300-500cc si conferma centrale con 28.550 vendite pari al +2,5%; flessione per i maxiscooter oltre 500cc, con 6.815 immatricolazioni e un -8,1%.
Il comparto delle moto è più articolato, a cominciare dalle grosse cilindrate superiori ai 1000cc che raggiungono i 16.437 pezzi pari ad un soddisfacente +15,5%. Segue il segmento delle moto tra 800 e 1000cc con 11.893 unità e un +4,1% rispetto al 2013. Anche le medie cilindrate tra 650 e 750cc appaiono in ripresa con 9.839 moto e un +6%, al contrario delle le 600cc che con solo 647 vendite segnano un -65,6%. In area positiva le 300-500cc con 4.727 pezzi e un +9,4%; arretrano infine le 150-250cc con 1.635 e un -9,4% e ancora di più le 125cc che con 2.891 moto registrano un -15,5%.
L’andamento dei segmenti vede sugli scudi le naked che si riprendono la leadership e con 16.339 unità evidenziano un robusto +18,8%, seguono da vicino le enduro stradali con 16.029 pezzi e un +6%. Più distanti le custom sostanzialmente stabili con 5.242 vendite e un +0,2%; le moto da turismo con 4.231 immatricolazioni scendono di un -5,5%, più negative le sportive con 2.928 moto e un -25,3%; infine le supermotard con 2.334 moto e un -18%.
La somma totale del mercato delle 2 ruote (scooter e moto immatricolate + 50cc) da gennaio a settembre raggiunge quota 157.011 veicoli, pari al -1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Dal comunicato stampa dell'ANCMA


I nostri grafici

Il grafico delle immatricolazioni mensili delle 2 ruote sopra i 50cc per anno solare
 

e con i mesi in sequenza dal Gennaio 2012

 
Il grafico delle vendite mensili delle 2 ruote sotto i 50cc per anno solare 


e con i mesi in sequenza dal Gennaio 2012

 
Ecco i grafici che sommano le immatricolazioni mesili delle 2 ruote nei dodici mesi precedenti al mese di riferimento.

Vediamo  l'andamento delle 2 ruote sopra i 50cc

 
e sotto i 50cc



L'ultimissimo grafico mette insieme le immatricolazioni e le registrazioni di tutte le 2 ruote sopra e sotto i 50cc nei 12 mesi precedenti al mese di riferimento..



Andando oltre le parole e i concetti espressi, i grafici ci dicono chiaramente che le immatricolazioni continuano imperterrite a scendere. Punto!
 




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martedì 28 ottobre 2014

Sorpresa, la domanda di petrolio diminuisce nel mese di settembre e nel terzo trimestre negli USA

Secondo il report mensile statunitense di API ( associazione nazionale che rappresenta tutti i segmenti del petrolio e del gas naturale ) la domanda di petrolio diminuisce nel mese di settembre e e terzo trimestre negli USA. Con le consegne che diminuite del del 3,5 % rispetto al settembre del 2013 con una media 18,6 milioni di barili al giorno mentre, per il terzo trimestre, la domanda di petrolio è sceso dello 0,9 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Al contempo la domanda di benzina è sceso 3,0 % da settembre 2013 a una media di circa 8,7 milioni di barili al giorno, e le consegne di distillati sono diminuite del 2,6 % a circa 3,6 milioni di barili al giorno. Nello stesso periodo, la domanda di carburante è sceso del 2,9 % al livello più basso per il mese in 21 anni, mentre combustibile residuo ha stabilito un nuovo minimo settembre con un calo del 44,6 %.
'Altri Oli', che rappresentano il 25,4 % delle consegne totali, hanno mostrato un aumento del 1,0 % rispetto ai livelli dello scorso anno.
La produzione di greggio nazionale ha raggiunto il livello più alto settembre in 29 anni, con un incremento del 13,7 % rispetto allo scorso anno a 8,8 milioni di barili al giorno.
Il gas naturale liquido (NGL) alla produzione ha raggiunto un nuovo massimo storico di 3,1 milioni di barili al giorno, in aumento 11,1 % rispetto allo stesso periodo.
Secondo gli ultimi rapporti di Baker-Hughes, Inc., il numero di piattaforme petrolifere e di gas negli Stati Uniti nel mese di settembre è stato 1.930, il numero più alto dal luglio 2012.
Le importazioni totali  di petrolio Stati Uniti è sceso al livello più basso dal febbraio 1995, con una media appena sotto 8,4 milioni di barili al giorno. Questo è stato un calo del 16,3 % rispetto all'anno precedente, pari a 7,4 milioni di barili al giorno in media.
Nel frattempo, le importazioni di prodotti petroliferi raffinati sono scese del 52,5 % per una media di 1,0 milione di barili al giorno, il livello più basso per i record risalenti al 1981.
Gli ingressi lordi delle raffinerie hanno guadagnato 1,2 % rispetto allo scorso anno, un nuovo record di settembre appena sopra 16,3 milioni di barili al giorno. La produzione di benzina era al livello più basso dal febbraio ma è stato del 2,7 % in più rispetto all'anno prima di stabilire un nuovo record per il mese di settembre a 9,4 milioni di barili al giorno.
Le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati sono aumentate del 18,4 % rispetto allo scorso anno a quasi 4,3 milioni di barili al giorno, il più alto livello mai registrato a settembre ed è stato anche il terzo  livello più alto delle esportazioni mai registrato.
Il tasso di utilizzo della capacità di raffinazione in media 91,7 % nel mese di settembre, in calo di 1,2 punti percentuali dal mese di agosto, ma fino 1,0 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Le scorte di benzina per motori è calata del 4,3 % rispetto allo scorso anno a 210,3 milioni di barili. Le scorte di distillati e carburante jet entrambi sono andate verso il basso rispetto ai livelli dello scorso anno, mentre le scorte di "altri oli" sono aumentate rispetto allo stesso periodo.



PETROLEUM FACTS AT A GLANCE – September 2014 release
1. Total petroleum products delivered to the domestic market in September 2014: 18,586,000 b/d (September 2013: 19,252,000 b/d). [API]
2. U.S. petroleum imports (crude & products) in September 2014: 8,397,000 barrels per day (September 2013: 10,036,000 b/d). [API]
3. Total imports in September 2014 as a percentage of total domestic petroleum deliveries: 45.2 percent (September 2013: 52.1 percent). [API]
4. Persian Gulf petroleum imports (net) in July 2014 as a percentage of total imports: 42.8 percent (July 2013: 30.2 percent). [DOE]
5. Average price for a barrel of OPEC crude oil for September 2014: $95.98 per barrel. (September 2013: $108.73 per barrel). [OPEC]
6. Average U.S. refiner acquisition cost in August 2014 for a barrel of crude oil: $95.14 per barrel. (August 2013: $106.20 per barrel) [DOE]
7. U.S. crude oil production in September 2014: 8,800,000 b/d (of which 513,000 b/d was Alaskan) (September 2013: 7,741,000 b/d). U.S. production of natural gas liquids in September 2014: 3,102,000 b/d (September 2013: 2,791,000 b/d). [API]
8. U.S. marketed natural gas production in July 2014: 74.8 billion cubic feet per day (July 2013: 70.6 billion cf/d). [DOE]
9. U.S. deliveries from primary storage of motor gasoline in September 2014: 8,679,000 b/d (September 2013: 8,946,000 b/d). [API]
10. U.S. deliveries from primary storage of distillate fuel oil (home heating and diesel) in September 2014: 3,627,000 b/d (September 2013: 3,725,000 b/d). [API]
11. Average active rotary drilling rigs in the U.S. in September 2014 was 1,930 (all-time high of 4,530 announced 12/28/81; record low of 488 announced 4/23/99). [Baker Hughes Inc., Houston]


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lunedì 27 ottobre 2014

Le Nazioni Unite chiedono ulteriori sforzi per contrastare la continua perdita di biodiversità

Il nuovo report delle Nazioni Unite “Global Biodiversity Outlook - A mid-term assessment of progress towards the implementation of the Strategic Plan for Biodiversity 2011-2020” (GBO4) è stato presentato durante la 12a Conferenza delle parti della Convention on Biological Diversity (Cop12 Cbd)  a Pyeongchang a cavallo della metà di questo mese di ottobre,

Il raggiungimento degli obiettivi di Aichi, concordati dalla comunità internazionale nel 2010 in Giappone e successivamente riconfermati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dal vertice Rio + 20 del 2012, contribuirebbe in modo significativo alle più ampie priorità che saranno affrontate dal programma di sviluppo post-2015, vale a dire, ridurre la fame e la povertà, migliorare la salute umana e assicurare un approvvigionamento sostenibile di energia, cibo e acqua pulita.

Come detto, per la alcuni degli obiettivi, sarà necessario imprimere una forte accelerazione per garantire il raggiungimento dei targets fissati entro il 2020. Per esempio:
  • Obiettivo 5: Dimezzare il tasso di perdita di tutti gli habitat naturali, comprese le foreste
  • Obiettivo 8: Riduzione dell'inquinamento, anche da eccesso di nutrienti
  • Obiettivo 10: Riduzione delle molteplici pressioni sugli ecosistemi vulnerabili al cambiamento climatico e acidificazione degli oceani, come ad esempio le barriere coralline
  • Obiettivo 12: Cercare di impedire l'estinzione di specie minacciate e migliorare il loro stato di conservazione
  • Obiettivo 15: Ripristino dell'ecosistema e sviluppo della resilienza
Esistono quindi percorsi plausibili per giungere al 2050 avendo debellato la perdita di biodiversità unitamente al raggiungimento di altri obiettivi fondamentali quali il limitare del riscaldamento globale a 2 °C e la lotta contro la desertificazione e il degrado del territorio; tuttavia, il raggiungimento di questi scopi condivisi implica profondi cambiamenti nella società, come l'uso molto più efficiente di terra, acqua, energia e risorse, il ripensamento delle nostre abitudini di consumo e grandi trasformazioni nei sistemi di produzione alimentare.

(sintesi da newslettet ARPAT del 21 Ottobre 2014)


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sabato 25 ottobre 2014

Batterie al vanadio

In passato abbiamo parlato del vanadio associato ad altri elementi in relazione all'accumulo di energia, ma poco o nulla è stato raccontato del vanadio nelle cosiddette batterie di flusso che potrebbe ridurre drasticamente i costi dei sistemi di storage, aumentarne le prestazioni e la flessibilità di sistemi di accumulo di energia per le utilities,  microgrid, e clienti commerciali e industriali.
Avrete compreso che l'utilizzo della batteria al vanadio è prettamente 'stazionario' e non è per nulla indicato per essere utilizzata nei veicoli elettrici, data la complessità, il peso in rapporto quindi alla densità di energia specifica ma soprattutto per il fatto che le batterie di flusso immagazzinano energia sostanzialmente in un elettrolita liquido che circola tra i serbatoi, voluminosi. Questo tipo di batterie potrebbe essere utilissimo per accumulare l'energia prodotta dalle rinnovabili se i prezzi fossero concorrenziali o perlomeno sopportabili tenuto conto che il vantaggio principale di questa tecnologia è quello di essere in grado di funzionare per tempi lunghissimi a prescindere dalla profondità di scarica. Utili per tagliare i picchi di di energia in alcune ore di alta richiesta la cui risposta di rete deve essere immediata.

I costi, dicevamo. Un'azienda californiana, la Imergy P.S., dichiara di essere in gradi di immettere nel mercato (speriamo a breve) questo tipo di batterie ad un prezzo di 300 dollari a kWh rispetto agli attuali 500 $/kWh, che riteniamo piuttosto interessante tenendo conto che può essere spalmato nel tempo lungo del loro funzionamento.

Il modulo base ha una capacità di 200 kWh con una potenza fino a 50 kW. Nulla osta nel mettere insieme più moduli per accumulare una quantità di energia scalabile.

La semplicità del design crea un sistema robusto ed efficiente che può sopportare cicli di carica/scarica di migliaia di volte in un anno, con profondità di scarica completa, senza impatto sulla sua vita. Il prodotto confezionato dall'azienda californiana funziona intrinsecamente più a lungo rispetto alle batterie tradizionali, con minori costi di manutenzione e meno problemi di gestione termica, altro ulteriore vantaggio.

Come funziona:
Una batteria flusso viene caricata e scaricata da una reazione di riduzione-ossidazione reversibile tra i due elettroliti liquidi della batteria
A differenza delle batterie convenzionali, elettroliti vengono immagazzinati in serbatoi separati, non nella cella di potenza della batteria
Durante il funzionamento di questi elettroliti vengono pompati attraverso una pila di celle di potenza, in cui una reazione redox chimica avviene ed elettricità è prodotta
Il disegno della cella di potenza può essere ottimizzato per la potenza necessaria, poiché questa è indipendente dalla quantità di elettrolita

Caratteristiche:
Singolo elettrolita acido
Catalizzatore proprietario
Separatore a basso costo / membrana
 Elettronica integrata per il controllo e la potenza per il condizionamento
 Controllo remoto e l'opzione di monitoraggio

Vantaggi:
 Ciclo di vita illimitata per il fatto che non vi èi nessuna reazione allo stato solido
Affidabile e costante disponibilità di potenza abilitata per la carica veloce e tempi di scarica
 Personalizzazioni specifiche di alimentazione e di capacità differenti per le diverse applicazioni
 Operazioni durevoli in robusti ambienti, fino a 50 ° C


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venerdì 24 ottobre 2014

Ma quanto costa il petrolio attualmente?

Secondo i dati puntuali ed aggiornati dell'Unione Petrolifera il prezzo del petrolio è 86,5 dollari al barile (158,99 litri) per il Brent e 82,4 dollari per il WTI.



Dal grafico sotto riportato vediamo che a metà settembre il prezzo era notevolmente più alto quasi 96  $/b per il Brent e quasi 94 $/b per il WTI, per poi scendere progressivamente fino a  meno di 84  $/b per il Brent e meno di 83 $/b per il WTI .



Ora sembra riprendere a salire, ma non è detto.


Due anni fa, nel 2012, all'incirca nello stesso periodo settembre/ottobre, il prezzo del Brent viaggiava abbondantemente sopra i 100  $/b mentre il WTI galleggiava sopra e sotto i 92 $/b per il WTI,



Per quanto riguarda il consumo di petrolio nel nostro paese il dato è certo, scende costantemente progressivamente da moltissimi mesi a questa parte, anzi scende imperiosamente da anni, a prescindere dal costo. Lo possiamo controllare in questo nostro ultimo post dedicato all'argomento. Qui uno dei grafici che riassume visivamente la tendenza e il consumo del petrolio mese per mese,




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mercoledì 22 ottobre 2014

Nessun incentivo alle auto elettriche nel 2015. Grazie al Governo

Che siano azzerato gli incentivi per gli acquisti di auto presunte 'verdi' come le auto a metano, gpl, etanolo è un fatto che giudichiamo positivo, ma è del tutto controproducente azzerare anche gli incentivi destinati alle vere auto verdi o se preferite auto ad emissioni locali zero.


Quindi per la legge di Stabilità 2015 è annullato lo stanziamento di 45 milioni per il prossimo anno costituiti in un apposito fondo presso il Mise.





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martedì 21 ottobre 2014

Fatturato e ordinativi dell'industria ad Agosto

Ieri abbiamo visto l'incremento delle immatricolazioni dei mezzi legegri da trasporto merci lasciandoci con una domanda con una risposta in sospeso: segno di un miglioramento dell'andamento dell'economia o dimostrazione del fatto che che i vecchi furgoni hanno esalato l'ultima emissione inquinante ed i pistoni hanno smesso di funzionare? Proviamo a dare una risposta parziale col post seguente che riguarda il fatturato dell'industria  e gli ordinativi  ad Agosto. 


Ad agosto 2014 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, aumenta dello 0,4% rispetto a luglio, registrando un incremento sul mercato estero (+3,0%) e una flessione su quello interno (-1,0%).

Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dell'1,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-2,0% per il fatturato interno e +0,7% per quello estero).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di agosto 2013), il fatturato totale cala in termini tendenziali del 2,3%, con andamenti opposti sul mercato interno ed estero (rispettivamente -4,4% e +1,8%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i beni strumentali (+2,5%), e per l'energia (+1,4%), mentre registrano una flessione i beni di consumo (-1,0%) e i beni intermedi (-0,2%).

L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,2%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dei beni intermedi.

Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+23,6%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,1%).

Per gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale dell'1,5%, con aumenti sia sul mercato estero (+2,5%), sia su quello interno (+0,7%).

Nel confronto con il mese di agosto 2013, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 3,2%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+8,8%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-9,5%).

Comunicato ISTAT

Con i dati Istat abbiamo realizzato i seguenti grafici esplicativi

Il fatturato dell'industria da Luglio 2012


Gli ordinativi dell'industria da Luglio 2012



La risposta di come va la nostra economia sul versante del fatturato e degli ordinativi oltre che produttivo, occupazione e disoccupazione, già visti precedentemente, è nei grafici.


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