Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 15 maggio 2013

La produzione nazionale di energia rinnovabile ad Aprile

Se da un lato vediamo una progressiva diminuzione del consumo di energia elettrica dovuta certo a molti fattori ma soprattutto per la grave crisi produttivo/industriale manifatturiera, rileviamo invece un fatto positivo con  il costante incremento della percentuale a carico della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Nel mese di aprile 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87,6% con produzione nazionale  21,573 miliardi di kWh, è in aumento dell’1,4% rispetto ad aprile 2012.
Tra le fonti rinnovabili sono in forte crescita di produzione:
l'idrica (+61,0%) e
la fotovoltaica (+35,2%).
In flessione la fonte eolica (-1,9%) mentre rimane sui livelli dello scorso anno la produzione geotermica (+0,2%).
Sommando insieme tutte le fonti rinnovabili  (idrica,  fotovoltaica, eolica, geotermica) si arriva a 8,664  miliardi di kWh  che confrontati con quanto prodotto in totale 21,573 GWh rappresenta una percentuale straordinaria, mai vista precedentemente.

Andiamo a dare uno sguardo d'insieme grazie ai grafici da noi preparati con i dati forniti da Terna a partire dal Gennaio 2009.








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martedì 14 maggio 2013

Giù i veicoli commerciali in Europa nel primo trimestre

Come dichiara l'ACEA nel proprio sito web, le immatricolazioni dei veicoli commerciali in Europa segna un drastico segno negativo sia su base mensile - 11,0% sia nel primo trimestre, -9,8%, ed è così da quindici mesi a questa parte, non un fatto occasionale e nemmeno sporadico o territoriale.

La maggior parte dei mercati segna più (o meno) grave sofferenza, compresa la Francia (-10,2%), la Germania (-18,5%), la Spagna (-20,2%) e in Italia (-20,3%).

Solo il Regno Unito registra una crescita (+7,7%).

Nel primo trimestre dell'anno la situazione è paragonabile a quella mensile, con un meno 11,0% nella UE, tranne il Regno Unito (+6,6%), tutti i principali mercati hanno dovuto affrontato la pesantissima crisi, che vanno dal -10,7% in Francia, al -16,4% in Germania, -18,7% in Spagna e -25,0% in Italia. In totale, 401.838 nuovi veicoli sono stati registrati nei primi tre mesi del 2013.



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lunedì 13 maggio 2013

L'export delle bici è cresciuto del 15% nel 2012, bene le bici elettriche +9.5%

Da  notare nel comunicato stampa dell' ANCMA relativo ai risultati di vendita e produzione delle bici del 2012 rispetto al 2011 un decremento nelle vendite ma un aumento nell'esportazione e la buona introduzione, in crescita delle cosiddette biciclette elettriche, più correttamente da definire biciclette con aiuto di pedalata. Nel totale delle vendite le biciclette a pedalata assistita hanno segnato un incremento del 9.5% occupando il 3% del mercato.



Sono 1.606.014 le biciclette vendute in Italia lo scorso anno, cifra che in termini percentuali significa un -8,2% rispetto al 2011 (1.750.000 unità). Il decremento è dovuto alla crisi economica globale, ma è di poco rilievo se inserito nel contesto più generale. Il settore delle due ruote a pedale resiste meglio di altri che contano perdite a due cifre. Anche la produzione scende, in maniera contenuta con un -9,8% pari a 2.190.075 unità. In positivo il trend delle parti di biciclette: l’export ha realizzato un fatturato di 463 milioni di euro con un +15%; l’import ha totalizzato 302 milioni di euro con +9% rispetto al 2011. Nel complesso la bilancia commerciale di bici e parti in attivo per il 2012 è stata di 161 milioni di euro ed ha riportato un +4,5%.
“I fattori che contribuiscono a questa situazione sono ravvisabili nella considerazione che la bici oggi rappresenta una delle più importanti soluzioni per la mobilità sostenibile” dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e accessori - Si risparmia in consumo di carburante ed emissioni, si guadagna in salute e velocità di trasferimento nelle città congestionate dal traffico. Inoltre, chi decide di pedalare contiene i costi di gestione. Tra i nostri obiettivi sia la promozione e la tutela dell'intero comparto, sia il fare cultura delle due ruote. Attraverso attività che rendano ciclabili le nostre città e infrastrutture nelle zone extraurbane. Ma anche con il cicloturismo. In Germania esistono 7 milioni di cicloturisti che spendono mediamente 1.200 euro l'anno generando un fatturato di 9 miliardi di euro. Per raggiungere questo traguardo, anche in Italia, basterebbe realizzare, con risorse modeste, piste ciclabili che percorrano da nord a sud e da est a ovest il nostro bel paese garantendo anche l’incoming di turisti stranieri. Al nuovo Governo chiediamo provvedimenti che vadano in questa direzione e che puntino a rendere l'Italia un Paese in linea con gli standard delle best practices europee. Studi internazionali dimostrano che un euro investito in ciclabilità ne restituisce 4/5 alla collettività intera”.
Per la prima volta in Italia, è possibile disegnare un prospetto completo del settore bici, grazie allo studio di Confindustria ANCMA, commissionato a GFK Eurisko.
Nel totale vendite a conquistare il primo posto sono le mountainbike (30%), seguite dalle trekking o city bike (32%), le bici da bambino (18%), i prodotti da corsa (7%), le classiche (10%), le elettriche (3%). Le biciclette a pedalata assistita hanno segnato il +9,5%, rispetto al 2011, confermando di essere un fenomeno in espansione soprattutto nelle grandi città. Si tratta di veicolo a due ruote a motore che non necessita di omologazione, a patto che abbia una potenza massima di 250 Watt. Il propulsore assiste il ciclista all'atto della pedalata e si interrompe quando la velocità supera i 25 Km/h oppure quando smette di pedalare. Qualunque bicicletta a pedalata assistita con potenza o velocità maggiori deve essere omologata e considerata ciclomotore a tutti gli effetti. Non sono valide, ai fini omologativi, le indicazioni che ne invitano o ne obbligano l'uso su strade private. Prendono piede anche le bici pieghevoli, seppure siano ancora numeri di nicchia (circa 20.000 pezzi anno). La possibilità di essere trasportate agevolmente come fossero bagagli sui treni ne favorisce la diffusione. Diverse aziende, in proposito, stanno rinforzando la propria gamma anche con modelli a pedalata assistita pieghevoli...
 L'analisi geografica pone il Nord Est al primo posto per le vendite, nonostante una popolazione inferiore in termini numerici rispetto ad altre zone. Da studi di settore emerge che tali regioni d'Italia sono anche quelle nelle quali l'utilizzo delle due ruote a pedale è molto diffuso. In particolare, svettano Veneto ed Emilia Romagna, che ospitano strutture e infrastrutture dedicate alla bicicletta in grado di sostenere l'acquisto e l'uso. Quando esiste il modo di integrare mezzi pubblici veloci con corsie preferenziali per le bici, piste ciclabili, zone 30, ZTL, parcheggi, trasporto sui mezzi pubblici ecco che la bicicletta risulta il veicolo più pratico, rapido e conveniente che esista. Il 50% degli spostamenti all'interno dei centri urbani è inferiore ai 5 Km e la bici risulta essere il mezzo più veloce per spostamenti contenuti in questa distanza.
Il 53% dei negozi specializzati ha dichiarato di aver avuto una diminuzione del fatturato al centro nord e solo il 15% un aumento. Al centro sud, il 50% dei negozi ha dichiarato una diminuzione mentre il 25% ha avuto un aumento. Questo dato si spiega con le vendite di biciclette “elettriche”. In aumento in tutta Italia, ma con un trend di vendita, su valori relativi, maggiore al centro sud Italia.
 Due progetti come la rete BiciItalia, per collegare dal nord a sud il paese, e la Pianura Padana VEN.TO Venezia-Torino (da est a ovest), sono presentati periodicamente ai referenti politici ma mai realizzati, nonostante la modesta richiesta di risorse pubbliche...

La situazione in Europa.
Dati allineati di contrazione delle vendite si riscontrano in tutta Europa. Mediamente la contrazione è generalizzata sugli stessi valori anche nei paesi più ciclabili come Olanda, Germania, Francia e Inghilterra.
Nonostante il calo delle vendite in Italia, il nostro Paese si conferma il maggiore player europeo in termini di assemblaggio di biciclette, insieme alla Germania. La crisi europea si riscontra nel volume delle nostre esportazioni che nel 2012 tocca - 8,5% con 1.261.705 articoli.
Il quadro europeo delle biciclette assemblate illustra che quasi il 60% del venduto in Europa è montato proprio nel vecchio continente. Un dato unico al mondo. In tutti gli altri continenti la vendita di biciclette è al 95% di origine asiatica. Dal 1994 l'Europa della Bicicletta utilizza a suo vantaggio i TDI, Trade Defence Instruments. Nel pieno rispetto di una normativa comunitaria, permettono agli stati membri di difendersi dalle importazioni illegali, sovvenzionate, contrabbandate da paesi complici, offerte a prezzi di dumping.
Dumping è un termine che riporta ad una strategia commerciale molto precisa. E’ l'azione di vendita di una particolare categoria di prodotti ad un prezzo molto basso per un periodo limitato di tempo al fine di annientare la concorrenza locale di quella regione impadronendosi del mercato. Raggiunto tale obiettivo, l'industria che ha operato in regime di dumping ottiene il monopolio e può riposizionare i prezzi che le consentiranno di riprendere nel tempo gli investimenti fatti per raggiungere tale scopo. I TDI sono dunque a favore dell'industria comunitaria per impedire tutto questo. Confindustria ANCMA ha, da anni, un ruolo da protagonista, a livello europeo, per contrastare comportamenti illegali.




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domenica 12 maggio 2013

Le batterie nichel ferro

La foto che vedete a fianco fa parte di un post che avevo scritto l'anno scorso in considerazione del fatto che la Stanford University della California aveva ripreso a studiare le batterie utilizzate più di cento anni fa proprio su questa auto.

La foto e l'auto sono del 1910 quando si riuscì a percorrere la bellezza di 1600 chilometri con una batteria ideata da Thomas Edison  utilizzando elettrodi di nichel e ferro immersi in un mezzo alcalino. Il cartello davanti alla vettura ricorda l'impresa. 


Non so che fine abbiano fatto le ricerche californiane, di certo sembra che queste batterie nichel-ferro siano già in commercio in oriente.

Le batterie ricaricabili Ni-Fe hanno caratteristiche interessanti fra le quali spiccano in basso costo, la bassa di autoscarica, i cicli di vita, la possibilità di essere riciclate, possono sopportare scariche profonde, ampie variazioni di temperatura da-20 ℃ a 60 ℃, abusi meccanici e elettrici e mostrare prestazioni eccellenti e affidabili per un lungo periodo.

La durata di funzionamento delle batterie è più di 20 anni, se sono gestite e mantenute secondo il metodo consigliato. Le applicazione sono le più varie, dallo stazionario a particolari settori automotive.





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sabato 11 maggio 2013

Produzione industriale - 5,2%

Con la pubblicazione di un comunicato stampo nel proprio sito web e dai dati Istat rileviamo che "a marzo 2013 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,8% rispetto a febbraio. Nella media del trimestre gennaio-marzo l'indice ha registrato una flessione dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2013, l'indice è diminuito del 5,2% in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di marzo 2012). Nella media del primo trimestre dell'anno la produzione è scesa del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a marzo 2013, una crescita tendenziale per il solo comparto dell'energia (+2,2%); significative flessioni si rilevano, invece, per i raggruppamenti dei beni strumentali (-8,0%), dei beni intermedi (-6,5%) e dei beni di consumo (-4,5%).

Nel confronto tendenziale, a marzo 2013, i settori in crescita sono quelli della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+6,3%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,4%) e della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%).

Il settore che, in termini tendenziali, registra in marzo la più ampia variazione negativa è quello dell'attività estrattiva (-16,0%)."



Qui di seguito abbiamo preparato un grafico con i dati diffusi nel sito Istat.

Indice della produzione industriale: dati destagionalizzati, corretti per gli effetti di calendario (base 2010=100).

Un'altra picchiata già verso il suolo, come del resto gli altri indicatori che controlliamo periodicamente, si vedano:

- Scende ancora il consumo di gas in Italia ad aprile
- Consumo di energia elettrica - 1,8%
- Crollo sincrono del mercato dell'auto in Italia -10,8% e Francia -5,2%

Altri indicatori nei prossimi giorni.



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venerdì 10 maggio 2013

La Prius torna ad essere la più venduta in Giappone

La storia della Prius, la prima auto elettrica ibrida di successo a livello globale, più o meno la conosciamo tutti. Qui mi interessa quantificare il successo nel mercato interno nipponico, riassumendo le tappe nel corso degli anni e dei mesi. La verifica è piuttosto semplice per il fatto che seguo la questione dal gennaio del 2009.

Nel marzo del 2009 la Prius era classificata al 13° posto tra le auto più venduta in Giappone, al 23° posto nel mese successivo, ad aprile. Poi c'è stato il repentino balzo in alto in maggio fino a raggiungere il primo posto assoluto. Un fatto rilevante, mai accaduto nel passato, che un'auto ibrida vendesse quasi 9 mila unità e soprattutto più di qualsiasi altra vettura a motorizzazione tradizionale. Incredibile! Ancora più incredibile che abbia mantenuto saldamente il titolo di auto più immatricolata, mese dopo mese, saltando dal primo posto al uno degli altri due gradini del podio subito dopo e a causa del famoso, lugubre terremoto e disastro nucleare di Fukushima dell' 11 Marzo del 2011.

Dopo tre mesi è tornata al normale livello la produzione e automaticamente si è di nuovo insediata sul gradino più alto. Dall'ottobre del 2012 ha dovuto lasciare la posizione leader a quella di consolazione, come seconda, all'Aqua che è sempre e comunque un'auto ibrida elettrica e sempre della stessa casa madre, la Toyota. Per sei mesi le posizioni sono rimaste le stesse, poi all'improvviso (inaspettatamente) al aprile le posizioni si sono di nuovo invertite con la riconquista da parte della Prius del primo posto e l'Aqua è ridiventata madamigella d'onore, consolidando comunque la predilezione dei giapponesi per le auto ibride elettriche e il predominio del marchio Toyota.

Quindi, secondo i dati della  JADA (Japan Automobile Dealers Association) le immatricolazioni della Prius sono state 18.417, quelle dell'Aqua 17.172.

Numeri molto diversi rispetto a quelli già visti e relativi al mercato dei veicoli elettrici puri e ibridi in Italia e USA.

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giovedì 9 maggio 2013

Scende ancora il consumo di gas in Italia ad aprile

Dopo una timida risalita del consumo di gas nel mese scorso, riprende la drastica discesa, la picchiata, mese dopo mese. Ad aprile si  sono consumati 4.778,5 milioni di metri cubi di gas che confrontati con i 5.295 dello stesso mese dell'anno scorso fissano la caduta a circa un 10%.  Scrivo 'circa', perchè i dati non sono ancora quelli ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico che non solo non ha pubblicato nel suo sito i dati di Aprile ma neppure quelli di Marzo.

Con quanto reso noto dal sito della Snam  ho preparato la solita serie di grafici per rendere evidente l'andamento del consumo di gas mese dopo mese a partire dal 2006 fino al mese scorso. Un nuovo grafico che racchiude solo gli ultimi tre anni per rendere più chiare le curve.




Il seguente grafico segue l'andamento della produzione nazionale, dove è evidente il crollo degli ultimi due mesi.


Tutti i grafici si possono ingrandire cliccandovi sopra.

Qui i post che prendono in considerazione alcuni indicatori della salute del nostro Paese ad aprile.

- Consumo di energia elettrica - 1,8%
- Crollo sincrono del mercato dell'auto in Italia -10,8% e Francia -5,2%

Altri indicatori nei prossimi giorni.


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mercoledì 8 maggio 2013

Consumi di energia elettrica in Italia: -1,8% ad aprile

Nel mese di aprile 2013 l'energia elettrica richiesta in Italia, pari a 24,3 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione dell’1,8% rispetto ad aprile dello scorso anno.

Depurata dagli effetti di temperatura e calendario, la variazione della domanda elettrica di aprile 2013 diventa -2,9%. Rispetto al corrispondente mese di aprile del 2012, infatti, quest'anno si è avuto un giorno lavorativo in più (20 vs 19) e una temperatura media mensile più bassa di circa mezzo grado.

I 24,3 miliardi di kWh richiesti nel mese di aprile 2013 sono distribuiti per il 46,9% al Nord, per il 29,6% al Centro e per il 23,5% al Sud.
A livello territoriale, la variazione della domanda di energia elettrica si è articolata in maniera differenziata sul territorio nazionale: positiva al Nord (+0,6%), negativa al Centro (-2,3%) e al Sud (-6,1%).

Nel mese di aprile 2013 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 87,6% con produzione nazionale e per la quota restante (12,4%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,6 miliardi di kWh) è in aumento dell’1,4% rispetto ad aprile 2012.

Sono in forte crescita le fonti di produzione:
idrica (+61,0%) e
fotovoltaica (+35,2%).

In flessione le fonti:
termoelettrica (-13,7%) ed
eolica (-1,9%);

sui livelli dello scorso anno la produzione geotermica (+0,2%).

In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di aprile 2013 rispetto al mese precedente è stata pari a -2,5%. Il profilo del trend si riporta su un andamento decrescente.

Nel primo quadrimestre del 2013 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,5% rispetto ai valori del primo quadrimestre del 2012; a parità di calendario il valore è -2,7%.

Roma, 7 maggio 2013  – Comunicato stampa Terna

Qui di seguito i grafici da noi realizzati sui dati forniti negli anni passati da Terna, a partire dal gennaio 2006.
Il primo grafico sono raggruppati per anno solare mentre il secondo mette in fila i dati mensili fino al mese scorso.



Per rendere più leggibili i dati ho preparato questi ultimi due grafici prendendo in esame solo gli ultimi tre anni.



Tutti i grafici possono essere ingranditi cliccandovi sopra.

Qui i post che prendono in considerazione alcuni indicatori della salute del nostro Paese.

- Consumo di energia elettrica - 1,8%
- Crollo sincrono del mercato dell'auto in Italia -10,8% e Francia -5,2%

Il Consumo di gas probabilmente lo vedremo domani  e altri indicatori nei prossimi giorni.


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martedì 7 maggio 2013

Le vendite di auto elettriche negli Stati Uniti ad aprile

Continuano a crescere numericamente le auto elettriche negli Stati Uniti. Anche il mese di Aprile mostra un discreto livello per le vendite delle auto ibride (HEV), 42.804 unità,  e quelle a percorrenza estesa (EREV), 2.735,  mentre rimane molto alto quello delle auto elettriche pure (BEV), 4.403, secondo i dati ufficiali diffusi ieri. Ciò che colpisce è il livello di penetrazione nel mercato americano nel quale raggiunge un ottimo 3,80%  delle auto immatricolate nei primi 4 messi dell'anno in corso, 188.466 auto elettriche in totale, in crescita rispetto al I trimestre che aveva chiuso con un 3,77%. Se dovesse sembrare  una percentuale bassa ricordo che la penetrazione delle auto a metano in Italia è ben più basso, fermandosi ad un 3, 44% nel I quadrimestre 2013.

Qui sotto i grafici da noi preparati che seguono l'andamento ad anno solare a partire dal 2011. L'ultimo invece segue la progressione mensile di tutte le categorie (BEV+HEV+EREV) a partire dal Gennaio 2010.




I grafici si possono ingrandire cliccandoci sopra.


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lunedì 6 maggio 2013

Daily elettrico bimodale, furgone e scuolabus

Ero intenzionato a intitolare il post "Veicoli elettrici, il cambio di paradigma è da rimodulare e ravvivare 3"
come prosecuzione degli altri articoli pubblicati recentemente "Veicoli elettrici, il cambio di paradigma è da rimodulare e ravvivare 2" e il primo della serie "Veicoli elettrici, il cambio di paradigma è da rimodulare e ravvivare", poi ho deciso di essere più centrato sull'argomento ed in modo chiaro e sintetico.
Qualcuno di voi ricorderà "Il Crepuscolo dell’Era dei Combustibili Fossili: la rottamazione e il Retrofit elettrico" lo studio pubblicato da fatto da CalCars, una organizzazione non governativa statunitense dello Stato della California, all'inizio del 2011. Lo studio trattava in modo scientifico la  filosofia, considerata vincente anche da noi, del cosiddetto retrofit elettrico, vincente dal punto di vista ambientale, al fine di ridurre le emissioni di gas climalteranti e vincente dal punto di vista sia economico che funzionale, finalizzato alla creazione di nuovi posti di lavoro. Una analisi USA-centrica ma che poteva benissimo essere capita,  recepita e sfruttata anche qui da noi, noi che siamo ai margini dell'Impero alla ricerca di una nuova identità e nuovi impegni per sviluppare un futuro diverso che abbia un senso compiuto.

Perseguendo questa filosofia sono arrivati a realizzare (produzione italiana) un veicolo bimodale partendo da un mezzo nato per il trasporto merci nella versione diesel tra i più presenti  e utilizzati dai professionisti del settore che può essere convertito aggiungendo un sistema di trazione elettrica.

Il Daily bimodale esiste sia nella versione furgonata che cabinata con i vari consueti allestimenti speciali, cassone o centinatura. Il Daily elettrico bimodale è un mezzo che non ha nessun limite di percorrenza per il fatto che viene mosso dal motore alimentato a gasolio (ehm ...basta fare il pieno) e può diventare elettrico, a trazione esclusivamente elettrica, per essere utilizzato in ambito urbano. Il Daily bimodale diventa un furgone elettrico adatto per le consegne delle merci nei centri storici, nelle zone a traffico limitato, laddove sia necessario utilizzare un veicolo  ad emissioni zero, zero emissioni CO2, zero gas di scarico, zero particolato (PM10, PM 2,5), emissioni acustiche ridotte al minimo.

La percorrenza in modalità esclusivamente elettrica è di 45 km effettivi, la ricarica è delle batterie ai polimeri di litio avviene da rete 380V o 220 V. Il motore asincrono, controllato da inverter con recupero di energia nelle fasi di rilascio dell'acceleratore e in discesa.


 Prestazioni e caratteristiche della parte di elettrificazione del furgone bimodale  Daily

· Batterie ad alta capacità LITIO-POLIMERI
· Energia totale a bordo: 15 kWh
· Motore asincrono 15 kW nominali / 30 kW di picco (opzione con motorizzazione potenziata ) 
· Frenata rigenerativa doppio step
· Autonomia di servizio: 45 Km (in ciclo ECE 101)
· Velocità massima in elettrico fino a 90 km/h
· Pendenza superabile in elettrico 8%
· Tempo di ricarica: 6/8 ore
· Sistema di diagnostica remota dotato di GPS e GSM con accesso via Internet
· Quadro di controllo con indicazione dei parametri essenziali
· Riscaldamento con riscaldatore a gasolio




Aggiornamento, vedere : Scuolabus e furgoni ibridi bimodali elettrici/diesel - 2




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domenica 5 maggio 2013

I nativi dell'Alaska si rivolgono verso l'energia rinnovabile per ridurre le spese

Molti villaggi dei nativi dell'Alaska stanno lottando per assorbire l'impatto dei costi energetici elevati, praticamente triplicati negli ultimi 10 anni nei villaggi rurali. Non è raro che le famiglie di queste zone debbano spendere quasi la metà del loro reddito mensile per il carburante necessario ad alimentare energeticamente  le loro case.

Ciò che riassume l'articolo del sito energy gov del US DOE (Dipartimento Dell'Energia degli Stati Uniti) è quanto è stato discusso durante il convegno Alaska Rural Energy Conference ad Anchorage. Vari team collaborano con organizzazioni, Denali Commission (una partnership dello stato federale creato per fornire progetti di infrastrutture a costi ripartiti in tutto lo stato con collaborazioni efficaci ed efficienti), l'Alaska Energy Authority e la University of Alaska Fairbanks per aiutare le comunità indigene a ridurre la loro dipendenza dal petrolio e migliorare i servizi  in efficienza energetica per supportare tutto, dai mezzi di trasporto più puliti al riscaldamento della casa a prezzi accessibili.

Mentre gran parte delle zone rurali dell'Alaska si basa sul costoso gasolio per produrre energia, alcune comunità si rivolgono verso l'energia eolica ed al contempo crescono di numero il ricorso di sistemi ibridi  diesel-vento. La Renewable Energy Atlas of Alaska, riconosce che i nuovi progetti eolici stanno aiutando villaggi dell'Alaska a risparmiare denaro e a ridurre l'inquinamento, contribuendo con più di 63 MW di potenza eolica installata in tutto lo stato. Ad esempio, l'Associazione Kodiak Electric ha installato tre turbine eoliche da 1,5 MW che stanno fornendo quasi il 10 % di energia elettrica per la comunità e hanno ridotto l'uso di gasolio diesel a metà. L'Alaska Village Electric Cooperative, che si estende su un territorio che comprende oltre 50 villaggi all'interno ad occidente dell'Alaska, ha installato sistemi ibridi eolico-diesel in nove villaggi con l'obiettivo di compensare il 25 % del consumo di carburante che acquistano oggi attraverso l'uso di energia rinnovabile e l'aumento di efficienza entro il 2018.

Sulla base di questo lavoro il DOE con la  Denali  Commission  partirà presto con progetti di finanziamento a cinque villaggi di nativi. Ogni villaggio otterrà aiuti fino a 250.000 dollari per il progetto di produzione e miglioramento dell'efficienza. Inoltre, il Dipartimento dell'Energia, DOE,  sta mettendo a disposizione 7 milioni di dollari per sostenere progetti di energia pulita per le tribù di nativi dell'Alaska e dei nativi di altri stati americani aggiungendoli a più di 40 milioni di dollari di investimenti esistenti a partire dal 2002.



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sabato 4 maggio 2013

Le vendite in Italia di auto elettriche e ibride ad Aprile

Ieri abbiamo letto i dati relativi alle immatricolazioni delle auto ad Aprile in Italia (e non solo) e la deludente striscia negativa che perdura da innumerevoli mesi. Il risultato decrementale si è fermato a meno 5 e virgola su base mensile e a un meno 10 e decimali nei primi quattro mesi rispetto all'anno in corso. Sempre cogliendo i dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico sfogliamo i petali del fiore delle immatricolazioni soffermandoci sulle auto elettriche e ibride. Anche il settore che riguarda l'alimentazione ad energia pulita non va tanto bene, infatti quello delle elettriche pure, registra un segno sì positivo su base mensile (56 unità vendute contro le 46 di Aprile 2012) ma negativo se consideriamo i primi quattro mesi dell'anno Gennaio-Aprile (-16,88%), mentre va alla grande la semina delle auto ibride che crescono numericamente  sia mensilmente (1.051 unità vendute con un + 211,87% rispetto al 2012) che nel primo quadrimestre (4.189 unità, + 181,68%).

I nostri grafici realizzati con i dati ministeriali.

Elettriche

Ibride

Le elettriche più vendute sono :
1 - Smart Fortwo 22
2 - Leaf Nissan 13
3 - Zoe Renault 10

Le auto ibride immatricolate vedono una classifica di questo tipo:
1 - Toyota Yaris 544
2 - Toyota Auris 288
3 - CT Lexus 47
resiste ancora, ma al quarto posto l'antesignana delle ibride di successo, la Prius della Toyota 46.

Nei prossimi giorni vederemo tutt'altri numeri che descrivono le vendite delle auto elettriche in altri paesi del mondo e, particolarmente interessante, saranno le cifre delle ibride in Giappone (vincitrici in assoluto nel mercato interno) e le cifre americane insieme a quelle del Regno Unito.


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venerdì 3 maggio 2013

Crollo sincrono del mercato dell'auto in Italia -10,8% e Francia -5,2%

L'auto guarda ad una possibile ripresa attraverso le azioni annunciate dal nuovo Governo a sostegno delle famiglie e dell'economia.

Questo è il lungo titolo del comunicato stampa emesso ieri dall'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) che tiene i conti non solo dei veicoli esteri ma tutto l'andamento del mercato di settore in Italia. Continua.

In aprile sembra stabilizzarsi il calo del mercato: -10,8%

Il mese di aprile chiude a 116.209 autovetture immatricolate, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, evidenziando una flessione del 10,8% rispetto alle 130.321 dello stesso periodo 2012. Il risultato potrebbe lasciar presagire una maggiore positività, in quanto – pur se il mese è stato caratterizzato dalla presenza di un giorno lavorativo in più – non va dimenticato che si confronta con aprile dello scorso anno, in cui si riuscirono a recuperare le consegne perse in marzo a causa dello sciopero delle bisarche e che, pertanto, ridusse il calo al 17,6%.

Le 471.750 vetture vendute nel 1° quadrimestre dell'anno indicano una flessione del 12,3% rispetto alle 538.153 unità del gennaio-aprile 2012.

“Il mondo dell’auto – ha detto Massimo Nordio, neo Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia – guarda con speranza all'attività del nuovo Governo ed auspica che il settore possa trovare una ripresa attraverso le azioni che sono state annunciate a sostegno dell'economia, dell'occupazione e soprattutto di revisione del peso fiscale su famiglie ed imprese. In quest'ottica, renderemo più stretto il dialogo con le nuove Istituzioni, per contribuire a riportare la dimensione del business dell'intera filiera a valori sostenibili in termini occupazionali e di contributo del settore all'economia italiana. Chiederemo di avere un incontro con gli Organi Istituzionali nei tempi più rapidi possibili”.

“Se verranno messe in campo le azioni annunciate dal Governo – conclude Nordio - in particolare su IMU ed IVA, la domanda di beni durevoli e, nello specifico, di autovetture, nonostante la perdita già accumulata nei primi quattro mesi, potrebbe riprendere nei prossimi 8 almeno lo stesso profilo del 2012. Si invertirebbe così la tendenza che da valori inferiori ad 1,3 milioni prevedibili fino a oggi, possa tendere a 1.350.000 unità”.

Tornando al mercato, da prime informazioni fra UNRAE ed ANFIA, la raccolta ordini registra per la prima volta dopo molti mesi un segno positivo: oltre il 4% in più e circa 117.000 contratti, che portano il 1° quadrimestre a chiudere intorno a 464.000 unità, riducendo la flessione a quasi il 14% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Dall'analisi per canali di vendita si registra una flessione degli acquisti dei privati superiore al mercato complessivo e pari al 15,2% (72.394 immatricolazioni), con una quota sul totale che si ferma al 62% (oltre 3 punti in meno di un anno fa), portando il 1° quadrimestre al 65% rappresentatività, in linea con quella evidenziata nel gennaio-aprile 2012. Anche valutando i risultati aggregati del bimestre marzo/aprile, considerato lo sciopero delle bisarche che aveva segnato il risultato di marzo ed il recupero delle consegne in aprile, le tendenze non cambiano.

Buono l'andamento delle vendite a società di noleggio, anche per effetto della componente stagionale, che - mantenendosi sostanzialmente stabili in volume nel mese – si posizionano al 22,7% di quota di mercato e al 18,7% nel cumulato (-10,3% in volume). Anche le società riducono la propria flessione in aprile al 4,9%, con un 14,4% di quota, mentre nel 1° quadrimestre i volumi calano del 15,7%.

Le alimentazioni tradizionali, flettendo in aprile in linea con il mercato totale, confermano la loro quota (52,3% per il diesel e 32,3% per la benzina). Scende in volume e in quota il Gpl, all’8,7% rispetto al 10,5% di un anno fa, periodo in cui registrò una crescita vicina al 300%. Ciò, soprattutto a beneficio delle motorizzazioni a metano che si posizionano al 5,7% di quota. Sempre in forte crescita le vetture ibride, che nel mese e nel cumulato ottengono lo 0,9% di quota.

In aprile, infine, i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (le intestazioni temporanee a nome del concessionario, in attesa della rivendita a cliente finale) segnano una crescita del 4% e 340.515 unità. Nel periodo gennaio-aprile le 1.428.842 auto trasferite evidenziano una crescita dell’1,5% rispetto alle 1.408.227 dello stesso periodo 2012.



Come sono messi nostri cugini d'oltralpe? Male, ma non peggio, e neppure possiamo dire meglio di noi. Infatti nel mese di aprile 2013, il mercato auto francese è sceso del 5,2%  mentre nei primi quattro mesi dell'anno è in calo del 12,3%.
In particolare la marche francesi nei primi quattro mesi del 2013, hanno ridotto la produzione nazionale  del 13% di ben 396.496 unità con - 18,4% della Citroen, la Peugeot -12,3%, - 14,4% per Renault e - 19,7% per la Dacia).

Altre notizie sparse ci raccontano di mercati in attivo come quello in Giappone dove  è aumentato del 2% nel mese di aprile e quello canadese con un incremento delle vendite di veicoli leggeri dell' 8,9%



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giovedì 2 maggio 2013

Il post picco del traffico autostradale

Attraverso il proprio comunicato stampa che ha accompagnato la diffusione dei dati relativi a febbraio dell'anno in corso, l'Aiscat, Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori, ci comunica che sembra accontentarsi dei movimenti risultati nel traffico della sua rete. "I dati di preconsuntivo sulla mobilità autostradale dello scorso febbraio mostrano una sensibile diminuzione del trend negativo legato ai flussi di traffico: si è infatti notato un netto miglioramento soprattutto per quanto riguarda i veicoli leggeri che, attestatisi su un +2,5%, hanno segnato il primo risultato positivo del relativo comparto registrato da molti mesi a questa parte trainando conseguentemente anche una ripresa dell'indice mensile di traffico totale. Quest'ultimo si è infatti attestato sostanzialmente in equivalenza (+0,2%) con l'indice del corrispondente mese del 2012 ed uno dei più favorevoli ottenuti da un anno a questa parte."

Però, in effetti, se andiamo a vedere in dettaglio i dati, notiamo che nei primi due mesi dell'anno si è perso un buon  1,7% di milioni di veicoli-km rispetto al bimestre dell'anno passato per quanto riguarda i veicoli leggeri, come si sono persi l'1,4% di milioni di veicoli-km di percorrenze per i veicoli pesanti, e, nel totale, sommando i veicoli leggeri e i pesanti si registra che vi è stato un decremento dell' 1,6%.

Per tenere memoria di cosa stiamo parlando, riguardiamo il grafico che racchiude l'andamento del traffico negli ultimi anni, dal 2001 al 2012, a picco.


Consiglio ai visitatori del blog interessati all'argomento del traffico autostradale, di ripassare quanto ho scritto e modestamente analizzato nel post intitolato "Il crollo dei millanta milioni di veicoli/km" e "Siamo pazzi, intorno alla Terra 22 milioni di volte! Il consumo di carburante".




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mercoledì 1 maggio 2013

1° Maggio, si fa presto a dire "festa"

Occupati e disoccupati (dati ISTAT)

A marzo 2013 gli occupati sono 22 milioni 674 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-51 mila). Il calo riguarda la sola componente femminile. Su base annua l'occupazione diminuisce dell'1,1% (-248 mila).
Il tasso di occupazione, pari al 56,3%, diminuisce di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,6 punti rispetto a dodici mesi prima.

Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 950 mila, diminuisce dello 0,5% rispetto a febbraio (-14 mila). Il calo interessa sia la componente maschile sia, in misura più lieve, quella femminile. Su base annua la disoccupazione cresce dell'11,2% (+297 mila).
Il tasso di disoccupazione si attesta all'11,5%, invariato rispetto a febbraio e in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi.

Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,5% della popolazione in questa fascia d'età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 38,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 3,2 punti nel confronto tendenziale.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente (+69 mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e in diminuzione di 0,2 punti su base annua.

Vogliamo ripassare alcuni numeri per non dimenticare  alcuni indicatori che riguardano la salute del nostro Paese? Questi sono i numeri del  crollo e del disagio:

- Fatturato e ordinativi - 7,9% dell'industria - 4,7%
- I consumi di petrolio, -6,9%, e carburanti, -6,3%, a marzo in Italia
- La produzione industriale in Italia è una slavina
- Flessione del 50% delle immatricolazione moto e ciclomotori
- Consumo di energia elettrica - 2,4%
- Immatricolazioni auto - 4,9%
- Consumo di gas 10%

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