Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 17 luglio 2012

Un'auto elettrica da Singapore

Nonostante  il fatto che qualcuno tra i più importanti (una volta!) costruttori automotive inorridiscano ancora quando sentono parlare di veicoli elettrici, all'estero, più precisamente a Singapore, si pianifica per la produzione di una nuova auto elettrica.rà un motivo?
Il veicolo elettrico della Mayton Automotive avrà una sede produzione locale, esattamente presso  Hengshui Development Economic City in Cina, alla fine di un percorso di sviluppo in sinergia con  partner sia cinesi che statunitensi.

Secondo il network di informazione online asiatico in lingua inglese Channel NewsAsia l'azienda drenerà 10 milioni di dollari in cinque anni prevedendo di testare a fondo 200 auto elettriche a Punggol (ce ne sono già 40 che percorrono le strade), per poi, una volta iniziata la produzione vera e propria, esportare le auto in tutto il mondo.


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lunedì 16 luglio 2012

Sostenibilità, innovazione e mobilità elettrica domani a Firenze

Mobilità elettrica e sostenibile: stato dell'arte ed esperienze attive in Toscana.

Sebbene le circa 53.000 vetture elettriche immatricolate, ad oggi, in Italia non facciano troppo sorridere gli addetti ai lavori, le possibilità fornite dalle recenti innovazioni in tema di ricarica, autonomia e capacità di movimentazione merci/persone, costituiscono solide basi su cui pianificare lo sviluppo prossimo futuro della mobilità elettrica in Italia. Anche il mercato sembra essere sensibile e concorde nel fiutare questa come una grande opportunità di crescita ed innovazione, sia per quel che concerne la commercializzazione dei veicoli sia per l'indotto dei prodotti ad essi collegati.
Tali motivi supportano, all'interno dell’Agorà, l'organizzazione della conferenza su “Mobilità elettrica e sostenibile: stato dell'arte ed esperienze attive in Toscana”, avente l'intenzione di fornire la visione di POLIS, sia da parte delle imprese che degli enti di ricerca ad esso afferenti, sulle possibilità applicative e di sviluppo legate ai veicoli elettrici in Regione Toscana. Le presentazioni saranno suddivise in due sessioni: una prima sessione inerente lo stato d'avanzamento delle ricerca relativamente alla conversione elettrica dei vettori di trasporto, sui sistemi di ricarica ed il condizionamento dei veicoli stessi; una seconda sessione, volta a illustrare la solidità e l'innovatività delle soluzioni immesse sul mercato dalle imprese toscane aderenti a POLIS.
La conferenza ha altresì l'ambizione di costituire un momento di raccordo fra impresa-ricerca e di fornire una visione quanto più globale e inclusiva possibile per i partecipanti, siano essi imprese, ricercatori o semplici interessati alla questione.
Dall'altro, l'incontro vuole essere occasione per sottolineare potenzialità e criticità del settore, allo scopo di far emergere nuove strategie di sviluppo economico e tecnologico da adottare nel futuro prossimo per battere in competitività e innovazione la concorrenza presente nel mercato europeo e globale.

Parco Tecnologico delle Murate - Firenze 17 Luglio 2012

Il Programma  degli interventi sulla Mobilità elettrica e sostenibile: stato dell'arte  inizia alle ore 15:00 con
Mobilità, il futuro e la conversione elettrica, Pietro Cambi - Presidente dell'Associazione Eurozev.

Si parlerà poi di Sistemi di ricarica a induzione per mezzi elettrici,  Fluidi naturali per il condizionamento dei veicoli.

Proseguirà con una  Tavola rotonda sulle esperienze attive in Regione Toscana.

Sarà illustrato per il  Turismo sostenibile, il progetto CLEAN (eleCtric mobiLity to analyse tourist bEhaviour
in urbAN areas) nel quale gli albergatori fiorentini metteranno a disposizione per i propri clienti, gratuitamente, le famosissime Smart elettriche retrofittate.

Alle 16.30 -17.00 si terrà la  Conferenza Stampa Turismo Sostenibile e Mobilità elettrica: Il progetto CLEAN all’interno di POLIS
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sabato 14 luglio 2012

Consumo di gas a Maggio in Italia

Gli ultimi dati resi disponibili dal Ministero dello Sviluppo Economico nel proprio sito sono quelli relativi al mese di Maggio.
Come era calato il consumo di energia elettrica (- 4,1%), petrolio (- 9,6%) e carburanti da trazione (- 9%) così è diminuito il consumo di gas,  4.265 milioni di metri cubi, un buon 10 % in meno rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Sostanzialmente è il peggior dato degli ultimi 7 anni pressappoco equivalente a quello del 2009 (4.270 Gm3) così come evidenziato con il nostro grafico.
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I consumi registrati confermano una grave minaccia per il nostro futuro. Consumo di gas, petrolio, energia elettrica vuol dire produzione di beni e strumenti e sviluppo che non ci sono.
Conosciamo oramai anche i consumi di Giugno del petrolio   (-8,4%), dei carburanti (-7,7 %) e dell'energia elettrica (-0.8%) costantemente in declino.
I sacrifici che siamo facendo e/o subendo con i tagli e le tasse, la disoccupazione e l'emarginazione dei più deboli, alla luce di questi dati, è la dimostrazione che siamo solo all'inizio di una serie di penitenze ben più pesanti a cui dovremo sottostare. Come gli alpinisti in una cordata siamo legati gli uni agli altri. La parete che ci sostiene è d costituita da materiale friabile, che può sgretolarsi (definitivamente) da un momento all'altro, con conseguenze immaginabili. Non è il rating delle agenzie specializzate ad affossare la nostra economia, ma l'apatia e l'insipienza (nel migliore dei casi) della nostra classe dirigente e imprenditoriale degli ultimi venti anni, per non dire 30/40 anni. In bocca al lupo.


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venerdì 13 luglio 2012

Giù, giù, giù i consumi petroliferi italiani nel mese di Giugno 2012: - 8,4%

Continua la pesante flessione dei consumi petroliferi italiani che nel mese di giugno 2012 sono ammontati a circa 5,5 milioni di tonnellate, con una nuova diminuzione dell’8,4% (-505.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011.

I prodotti autotrazione, a parità di giorni di consegna, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo pari al 6,9% (-57.000 tonnellate) rispetto a giugno 2011, mentre il gasolio autotrazione dell’8% (-178.000 tonnellate).

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di giugno è così risultata pari a circa 2,8 milioni di tonnellate, di cui 0,8 milioni di tonnellate di benzina e 2 di gasolio autotrazione, con un decremento del 7,7 % (-235.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2011.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 24,4% con quelle diesel che hanno rappresentato il 53% del totale (era il 56,1% nel giugno 2011).

Nel primo semestre 2012, i consumi sono stati pari a circa 31,8 milioni di tonnellate, con un calo del 9,8% (-3.448.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2011.

La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 10,3% (-478.000 tonnellate), il gasolio del 9,4% (-1.194.000 tonnellate).
Nel periodo considerato la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia un peggioramento del 9,6% (-1.672.000 tonnellate).

Nei primi sei mesi dell’anno, le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in diminuzione del 19,7%, con quelle diesel a coprire il 53,9% del totale (era il 55,5 nei primi sei mesi del 2011).

Dal Comunicato Stampa Unione Petrolifera –  Roma, 12 luglio 2012


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I nostri grafici. Deprimenti, nel senso che dimostra l'ingrippamento del motore Italia nel suo complesso. Produzione, consumi, ricchezza giù sempre più giù. Speranza?  Giù sempre più giù .


Con i dati dei mesi precedenti ecco di seguito i nostri grafici a partire dal gennaio 2006.
Raggruppati per anno
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Questo grafico è ancora più spaventoso- Non vi pare? Mesi in sequenza dal gennaio 2006
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Questo mese non aggiungiamo il grafico del consumo dei carburanti per autotrazione poiché il Ministero dello Sviluppo Economico o ha cambiato indirizzo della pagina dove pubblicava i dati nei mesi precedenti o non offre proprio più questo tipo di informazione. Comunque, per non lasciare un vuoto nell'informazione, prendo in considerazione le percentuali di spostamento tra il mese di riferimento e il mese dell'anno precedente grazie ai dati reperiti dai comunicati stampa dell'UP. Si evidenzia in modo chiaro e netto che il consumo di benzina è costantemente sceso, anche pesantemente.
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giovedì 12 luglio 2012

Il programma cinese sullo sviluppo dei veicoli elettrici

Il Governo cinese getta il dado sul tappeto  puntando sulle vere nuove tecnologie innovative che hanno 'come destino' quello di conquistare il pianeta. Andando oltre la (mia) forzata retorica trionfalistica e tornando con i piedi sulla terra  confermo però la sostanza di quanto ho scritto. Francamente non vedo come non si possa non pensare ad un futuro dominato dai veicoli elettrici. Mi sembra del tutto naturale che i cinesi guardino in direzione della tecnologia dei trasporti elettrici su gomma predisponendosi, programmando un futuro che li veda protagonisti sia come produttori che 'consumatori'.  Questa lungimirante prospettiva è stata annunciata ufficialmente con una dichiarazione d'intenti: "Il Consiglio di Stato sul rilascio  di un piano industriale di sviluppo sul risparmio energetico e sulle nuove energie automotive  (2012-2020)" firmato da Il Consiglio di Stato a metà del 28 giugno 2002 e diffuso nel sito istituzionale ufficiale governativo cinese.   

Risparmio energetico e nuove energie automotive piano di sviluppo industriale (2012-2020)
L'industria automobilistica è un settore importante, pilastro dell'economia nazionale, svolge un ruolo importante nello sviluppo economico e sociale. Con lo sviluppo costante, la rapida crescita economica e l'urbanizzazione sta accelerando un periodo di lunga durata nel quale la domanda futura di auto continuerà a mantenere lo slancio della crescita, dove la carenza di energia risultante e i problemi di inquinamento ambientale diventeranno sempre più prominenti. Accelerare la crescita e lo sviluppo di automobili a minor consumo e veicoli basati sulle nuove energie, sarà in grado di alleviare la pressione della richiesta di 'energia e dell'ambiente, urgente quindi è il compito di promuovere lo sviluppo sostenibile dell'industria automobilistica, ma anche di accelerare la trasformazione e riqualificazione del settore automobilistico, adottando nuovi punti di crescita economica sfruttando un vantaggio competitivo internazionale con iniziative strategiche. Al fine di attuare ciò il Consiglio di Stato attua decisioni formulando piani e mette in opera le disposizioni per lo sviluppo strategico di nuovi settori industriali e il rafforzamento e della conservazione dell'energia, per accelerare la coltivazione e lo sviluppo dell'industria energetica basata sul risparmio energetico e nuove strategie automotive con pianificazione del periodo che va dal 2012 al 2020.
In primo luogo, lo stato di sviluppo di nuovi veicoli che utilizzino energia con un nuovo sistema di alimentazione totalmente o parzialmente dipendenti delle nuove tecnologie di motorizzazione  tra cui i veicoli esclusivamente elettrici, ibridi plug-in e celle a combustibile. Si attuerà l'obiettivo del risparmio energetico con veicoli ad energie nuove per ridurre il consumo di carburante, per facilitare la contraddizione della domanda di combustibili fossili, ridurre le emissioni e migliorare l'ambiente atmosferico, promuovendo il progresso tecnico nel settore automobilistico, l'ottimizzazione e il potenziamento di importanti iniziative. Veicoli elettrici  ad energie nuove dovranno crescere in Cina dopo le esperienze passate, dopo quasi 10 anni di ricerca e sviluppo e dimostrazione, con lo sviluppo industriale basato su batterie, motori, controller elettronico, integrazione dei sistemi e di altre tecnologie chiave per raggiungere progressi significativi, vere e proprie auto elettriche e veicoli plug-in ibridi immessi sul mercato.
In secondo luogo, l'ideologia guida e principi di base .
Il  completamente del concetto scientifico di sviluppo, per alimentare e sviluppare il risparmio energetico e la industria automobilistica  ad energia nuova come un compito importante per accelerare la trasformazione dello sviluppo economico sulla base delle condizioni nazionali di base industriale, coordinando lo sviluppo finalizzato al il mercato, orientando l'innovazione in settori chiave, dove le imprese giocano il ruolo principale, intensificando il sostegno politico, per creare un ambiente favorevole allo sviluppo, migliorando il livello di risparmio energetico, l'innovazione e l'industrializzazione di veicoli a nuova energia, promuovendo l'ottimizzazione e il potenziamento del settore automobilistico, migliorando la competitività globale dell'industria automobilistica.
In terzo luogo, il percorso tecnico. 
Innescare lo sviluppo dei veicoli a nuova energia ristrutturando l'orientamento dell'industria automobilistica strategica, concentrandosi sulla promozione dei veicoli esclusivamente elettrici e  ibridi plug-in, promuovendo veicoli ibridi  non-plug-in  a risparmio energetico dei veicoli con motore a combustione interna e migliorando il livello complessivo tecnologico dell'industria automobilistica.

L'obiettivo principale. 
L'industrializzazione è un progresso significativo e la produzione deve permettere il raggiungimento del target di vendita di 500.000  veicoli elettrici e plug-in veicoli ibridi entro il 2015. Entro il 2020, la capacità produttiva dei veicoli esclusivamente elettrici e plug-in dovrà raggiungere 2 milioni di unità, mente la produzione cumulativa e la vendita dovrà essere di oltre 5 milioni autoveicoli, considerando anche i veicoli a celle a combustibile e l'idrogeno.


Naturalmente il Programma cinese è ben fornito di concetti fondamentali quali: accelerare la crescita e lo sviluppo di una nuova industria energetica automotive alimentando lo sviluppo dell'industria automobilistica a nuova energia, promuovere l'accesso universale alle automobili ad alta efficienza energetica e promuovere l'adeguamento tecnologico del settore automobilistico. Fare pieno uso delle risorse globali per l'innovazione, svolgere il ruolo di pianificazione e orientamento con incentivi politici, favorire la tecnologia e le risorse di aggregazione del settore per favorire lo sviluppo e la produzione  di veicoli ad energie nuove a risparmio energetico, guidare il mercato consumer, accelerare la costruzione di impianti di ricarica, la promozione di strutture e di ricarica smart grid, strutturare l'orientamento dell'industria automobilistica strategica, concentrarsi sulla promozione dell'industria che produce veicoli esclusivamente elettrici e ibridi plug-in, la promozione dei produttori dei veicoli ibridi non-plug-in con motore a combustione interna  a risparmio energetico, migliorare il livello complessivo tecnologico della nostra (cinese) industria automobilistica, programmare la ricerca scientifica e i layout industriali, sviluppare i sistemi di gestione della batteria, alimentare il riciclaggio, istituire sinergie a cascata delle batterie dalla produzione al sistema di riciclaggio, chiarire le responsabilità, i diritti e gli obblighi delle parti,  rafforzare il sostegno finanziario dei servizi.


Se avessi sentito una sola parola spesa da parte di uno dei nostri ministri, passati e presenti, dello Sviluppo Tecnologico lontanamente riconducibile al progetto cinese sui veicoli elettrici ........

Un "bel futuro" di retroguardia ci attende!.Indietro tutta!


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mercoledì 11 luglio 2012

La produzione di energia elettrica da rinnovabili di Giugno in Italia

Dopo avere visto quelli che sono stati i consumi di energia elettrica nel post di ieri ( ), oggi prendiamo in esame la produzione di energia elettrica in Italia in particolare quella prodotta da fonti rinnovabili. I dati sono sempre quelli forniti da Terna e messi a disposizione nel loro sito web.

Si rileva un cospicuo aumento della produzione grazie al fotovoltaico + 183,4 % e un piccola crescita anche dell'eolico +7,7%, mentre l'idroelettrica e la geotermica regrediscono rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Non mi spiego il (sia pur leggerissimo) ripiegamento quantitativo della produzione FV rispetto al mese precedente (Maggio) quando raggiunse i 2.063 MWh contro i 2.049 di Giugno.

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Ancora una volta è evidente il grande contributo del solare FV alla produzione nelle ore di punta. Questo significa consumare milioni di barili di petrolio e metri cubi di gas di provenienza straniera, a vantaggio della nostra bilancia dei pagamenti è anche minor inquinamento ambientale compreso quello dei gas climalteranti.

Qui sotto il diagramma di fabbisogno nel giorno di punta del mese di giugno 2012
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L'ultimo (nostro) grafico mette in fila i mesi per  la produzione da rinnovabili.

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martedì 10 luglio 2012

Consumi di energia elettrica in Italia: -0,8% a giugno

Nel mese di giugno 2012 l’energia elettrica richiesta in Italia, pari a 27,3 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione dello 0,8% rispetto a giugno dello scorso anno.
Depurata da un debole effetto della temperatura, la variazione della domanda elettrica di giugno 2012 diventa -0,9%. Con una temperatura media mensile leggermente superiore a quella di giugno dell'anno scorso, si è infatti avuto lo stesso numero di giorni lavorativi (21).
I 27,3 miliardi di kWh richiesti nel mese di giugno 2012 sono distribuiti per il 46% al Nord, per il 29,5% al Centro e per il 24,5% al Sud.
A livello territoriale, la variazione della domanda si è articolata in maniera differenziata sul territorio nazionale: -0,9% al Nord, +0,5% al Centro, -1,4% al Sud.
Nel mese di giugno 2012 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 88% con produzione nazionale e per la quota restante (12%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (24,2 miliardi di kWh) è diminuita dello 0,3% rispetto a giugno 2011. Sono in crescita le fonti di:
produzione eolica (+7,7%) e
fotovoltaica (+183,4%),
in flessione le fonti
idrica (-15,6%),
termica (-3%) e
geotermica (-2,3%).

Nel primo semestre del 2012, la domanda di energia elettrica in Italia è risultata in calo del 2,8% rispetto ai valori del corrispondente periodo dell'anno precedente; a parità di calendario il valore è -3,3%.
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di giugno 2012 rispetto al mese precedente è stata pari a +1,8%. Il profilo del trend si riporta su un andamento stazionario.

 Roma, 5 luglio 2012 – Comunicato Stampa  Terna

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 Qui di seguito un nostro grafico che riassume l'andamento dei consumi elettrici mensili italiani a partire dal gennaio 2006. Non occorre dire che continua la tendenza verso la diminuzione dei consumi.

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 Un altro grafico che raggruppa i consumi per anno solare, per verificare la tendenza mese su mese.

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lunedì 9 luglio 2012

La crisi della benzina è (e sarà) colpa dei v.e.

La diminuzione dei prezzi  dei carburanti  alla pompa in Giappone non è causata solo dall'abbassamento dei costi del greggio  ma anche dalla grande diffusione di veicoli 'verdi' ad alta efficienza che del  combustibile fossile  possono fare benissimo generando quindi un abbassamento della domanda di benzina. Questo è ciò che  rileva una nuova ricerca di Nikkei degli ultimi giorni ed è subito rimbalzato in articoli un po' in tutto il mondo del settore.
Il prezzo della benzina non è mai stato così basso in Giappone negli ultimi 16 mesi, secondo l'Agenzia per le Risorse Naturali e Energia., toccando i 139,8 yen al litro (1,430 euro/litro). La crisi economica degli esercenti dei distributori di benzina è causata dalle automobili ecologiche di nuova generazione, inclusi i veicoli elettrici puri o ibridi e a fuel-cell, che stanno diventando sempre più popolari in quel Paese, come abbiamo segnalato nel nostro post, "Prius in vetta" che qualche giorno fa sanciva l'estremo interesse dei giapponesi verso i veicoli ibridi dimostrato dalla conquista per il terzo mese consecutivo dei primi due posti in classifica delle auto più vendute, ulteriore passo in avanti considerando che la Prius ibrida conserva ormai da anni la vetta in modo quasi continuativo.
Secondo Nikkei sarà una escalation da qui al 2030 e questa prospettiva getta nel terrore i produttori petroliferi. La previsione vede che la domanda di prodotti petroliferi in Giappone sarà pari a 130 milioni di chilolitri nell'anno fiscale 2030, ma  la Petroleum Association del Giappone ha dichiarato che  per assicurare forniture stabili occorre che la domanda sia di 180 milioni di chilolitri. Ahia! Già la crisi attuale ha fatto sì che il numero delle stazioni di rifornimento di benzina in Giappone sia scesa a  circa 38.000 ( 31 Marzo 2011) in calo rispetto alle 60.000 e più nel 1995, secondo il Ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria.

In Giappone si sta manifestando una crisi dei prodotti petroliferi che però intacca molto secondariamente il mercato, o se volete l'uso delle auto, spingendo la produzione di mezzi a basso consumo energetico. Anche questa è innovazione, spostare la produzione verso una tecnologia nuova, inesorabilmente vincente e non continuare a lamentarci rimanendo seduti in attesa dello sfacelo.



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domenica 8 luglio 2012

Il picco del petrolio e il ritorno degli abbondantisti

Una nota di Aspo Italia pubblicata su Qualenergia il 6 luglio 2012 e Risorse, Economia e Ambiente - Il blog di ASPO-Italia, sezione italiana dell'associazione internazionale per lo studio del picco del petrolio e del gas (ASPO)

Dal tempo della prima grande crisi del petrolio, cominciata nel 1973, la percezione del problema della disponibilità di petrolio ha un andamento ciclico. Ottimismo e pessimismo sembrano dipendere più che altro dai prezzi, non tanto dal loro valore assoluto quanto dalla loro tendenza al rialzo o al ribasso: quando i prezzi sono in salita si sente di più la voce dei “catastrofisti”; il contrario accade quando scendono, con gli “abbondantisti” che si fanno sentire maggiormente.

La recente tendenza al calo dei prezzi petroliferi, che pure rimangono molto alti rispetto a quelli precedenti il 2004, sembra aver innescato una nuova fase di ottimismo, ben rappresentata dalle posizioni espresse recentemente da Leonardo Maugeri; ma non solo da lui, si veda per esempio la relazione annuale di Pasquale De Vita dell’Unione Petrolifera.


Ci troviamo oggi in una situazione estremamente complessa per quanto riguarda il futuro estrattivo di petrolio e gas naturale. Se da una parte vediamo consolidarsi la tendenza al declino delle fonti convenzionali, dall’altra l’industria ha fatto grandi investimenti in impianti e nuove tecnologie, soprattutto per sviluppare fonti non convenzionali (olii pesanti, tight oil, deep water, ecc.) di combustibili liquidi la cui produzione è in netta crescita.

In certe aree, come negli Stati Uniti, si è vista addirittura una crescita inaspettata dei volumi estratti, che ha interrotto una tendenza al declino invariata da decenni. L’industria petrolifera mondiale non è stata in grado di mantenere la crescita della produzione globale (sostanzialmente statica da ormai 5-6 anni) che perdurava dal tempo della prima crisi del petrolio, ma è riuscita perlomeno a evitarne il declino, cioè ad allontanare il picco globale di produzione.

Secondo la linea di pensiero di Maugeri, se i prezzi si mantengono alti continuerà l’espansione delle risorse non convenzionali, e così non solo non avremo il picco a breve scadenza, ma vedremo un aumento netto di produzione di combustibili liquidi da qui al 2020.

In un suo recente documento si osserva giustamente che i giorni del petrolio a 10 dollari al barile sono probabilmente finiti, e che quello oggi costoso potrebbe diventare domani a buon mercato grazie all’innovazione tecnologica; tuttavia i 70 dollari indicati come limite inferiore per supportare questo nuovo boom estrattivo potrebbero esser mal digeriti da un sistema economico già in affanno. L’analisi ignora poi i fattori fisici legati all’estrazione, in particolare il rapporto fra l’energia spesa per estrarre petrolio e quella ottenuta dallo stesso.

Tale rapporto, generalmente indicato come EROEI (Energy Return On Energy Invested), per i petroli non convenzionali dell’attuale nuova nuova produzione si colloca nell’intervallo fra 1,5 e 5. Tale dato deve essere confrontato con i valori di EROEI del greggio convenzionale, che si attestano oggi su valori fino a un ordine di grandezza maggiori, mentre se si confrontano i valori di EROEI del petrolio non-convenzionale estratto attualmente con quelli del petrolio prodotto nella prima metà del secolo scorso, si scende di oltre due ordini di grandezza.

Assistiamo dunque a un indubbio successo dell’industria petrolifera, consistente nel mantenere inalterato il livello di produzione dei volumi di combustibili liquidi, ma senza menzione riguardo al declino dell’energia netta che tali combustibili sono in grado di fornire. Infatti, se con un valore di EROEI = 20 l’energia netta disponibile è pari al 95% di quella totale ricavata, nel caso in cui tale valore sia 5 si scende all’80% e al di sotto di 2 l’energia netta si riduce a meno del 50%.

Questa è la realtà fisica del concetto di esaurimento delle risorse petrolifere. Il problema non è la loro fine, ma il fatto che costano sempre più energia per essere estratte e dunque costano sempre più care, al netto dei singulti speculativi sui mercati delle commodities.

Inoltre l’impiego di tecnologie sempre più raffinate e complesse, necessarie per superare le crescenti difficoltà che si incontrano nello sfruttamento dei pozzi, aumenta la tensione del sistema. Quando risulterà impossibile andare oltre, non potrà che determinarsi un crollo rovinoso dei quantitativi estratti. Di tutto ciò, nel documento di Maugeri non vi è traccia.

La diversa visione del mondo che noi abbiamo rispetto agli abbondantisti, fra i quali poniamo De Vita e Maugeri, si riassume in due frasi diverse e allo stesso tempo simili: per gli ottimisti “c’è ancora molto petrolio e dunque non ci sono problemi”; per noi “c’è ancora molto petrolio, ma ci sono dei problemi”.

Cosa ci possiamo aspettare per il futuro in definitiva? Come sempre, fare previsioni è pericoloso ma una cosa è certa: il petrolio non è mai stato gratis e questo fatto non è destinato a cambiare; in futuro il prezzo aumenterà via via che ne resta di meno. E a un certo punto scopriremo che non possiamo più permettercelo. Questo è quello che sta succedendo in Italia dove da anni stiamo assistendo a un declino dei consumi petroliferi in corrispondenza dell’aumento dei prezzi sul mercato internazionale. Da noi, il picco del petrolio è già arrivato nel 2002.

Quanto esposto si limita a considerare la questione energetica. Se si vogliono esaminare anche gli aspetti più generali di overshoot ecologico della società globale, si dovrebbe dire: “c’è ancora molto petrolio e dunque ci sono problemi”. Perché, se proveremo a sfruttare le riserve non convenzionali fino alle estreme conseguenze, i costi economici, ecologici e sociali dell'atto finale dell'era delle fonti fossili, già oggi molto alti, diventeranno insostenibili (Global Footprint Network. Annual report 2011).



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sabato 7 luglio 2012

Post oil man

:-)


Un grassoccio uomo di mezza età alla guida di un ciclo generatore elettrico, ansimando continuamente, col battito udibile del suo cuore, ci racconta il motivo per cui sta facendo questo.
Ha ha ha. Yeah! Un sacco di gente pensa che io sia un idiota. ridete ridete ma vedremo chi riderà per ultimo. Hey. Scommetto che hanno pensato che anche Noè fosse un idiota....mi sto preparando ora... si, continuate a ridere... io continuo ad ammassare riserve per dopo... troppe persone consumano troppo petrolio ... ci crediate o no... è finito tutto ! Sei in un brusco risveglio ..stiamo parlando di tenebre...tutto nella tua vita dipende dal petrolio... cosa succede senza di esso? bene, ora si sta già vedendo l'inizio...le guerre per il petrolio, i prezzi elevati...pensate che siano un mucchio di sciocchezze ... questi sono fatti ... disordini e l'anarchia totale, una lotta per la sopravvivenza. .. niente cibo, niente acqua, non ci sono più crociere ai Caraibi o voli per Parigi per fare lo shopping ... un inferno... non si potrà guidare più verso il centro commerciale ... se ci fosse ancora qualcosa da comprare lì... voglio dire che stiamo parlando della fine della vita come noi la conosciamo... senza petrolio faremo un passo indietro di duecento anni... se non peggio... la maggior parte di voi tutti non è preparato per questo... io sarò pronto... distillerò whiskey ocra ...diventerò l'uomo più ricco della contea, perché quando questa nuova epoca buia arriverà ubriacarsi sarà l'ultimo piacere che ci resterà.

La trascrizione:

(Ansimando)
He a he a he.
Ha ha ha.

Yeah! A lot of people think I am an idiot.
But we'll see who gets the last laugh.
Hey. I bet they thought Noah was an idiot too.
But just you wait.
My ark will be out there poled on Texas with a mass of chickens and goats.
Gee. If you think I'm a fool when you're opening that last can of beans and I'm sitting on ten acres of corn and suchini.
When you are burning down your house in suburbia I'll be as snug as a bug in my dug-out with ochre growing down the roof.
Yeah. You'll remember those laughs when you're trying to drink piss and my wind mill is pumping a bath tub full of water.
You see I am getting ready now.
Learning all about farming and canning, hunting and trapping, bicycling and recycling.
And there'll be the day when you're trying to eat your car seat and I'll be dining on Jack Rabbit and beer.
So go right ahead and laugh.
I don't really care because while you're laughing I am stocking up.
On seed and tools and books, gun and ammo, bows and arrows, and lots of rope and wire and duct tape. That always comes in handy.
But I admit.
I'm not quite ready yet for this new dark age.
I've gotta get in better shape since ten years from now life won't be for the weak.
I mean this ain't like that silly Y2K paranoia or something as simple as nuclear war.
Even the bird flu would look like blessing spirit compared to this.
No. This is reality.
And the proof is all around.
You see the last hundred years of comfort prosperity on this planet.
That was just a freak of nature.
A lucky break that we burned up faster than a stick of dynamite stuck up the time-line of man.
It's just a plain and simple fact.
Too many people using too much oil.
And believe it or not. It's all gone!
Now if you think that's a bunch of baloney then you just haven't heard the facts.
And believe you me.
You're in for a rude awakening.
We're talking darkness.
Everything in your life depends on oil.
And what happens without it?
Well, you're already seeing the beginning.
The oil wars, high prices.
Then there'll come the riots and total anarchy, a fight for survival.
No food, no water.
No Caribbean cruises or flying off to Paris for shopping.
Hell. You couldn't even drive to the mall if there were something to buy there.
I mean we're talking the end of life as we know it.
Without oil we'll be stepping back two hundred years.
Except worse. Because most of you all won't be prepared for it.
But me on the other hand, I'll be ready.
And this fool even has new career in life.
Distilling ochra whiskey.
And I'll be the richest man in the county because when this new dark age comes he-a-he-a-he getting drunk will be about the only pleasure left.
he-a-he-a-he
Heeeea...


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venerdì 6 luglio 2012

Prius in vetta

Quanti mesi sono che la Prius è in testa alle vendite di auto in Giappone. Oramai ho perso il conto. Da quando ho iniziato a registrare i dati della JADA ( Japan Automobile Dealers Association) e a metterli in fila nei miei grafici a partire dal Gennaio 2009, è più facile dire quanti mesi non è stata prima in classifica.

La novità che non è più novità è il secondo posto di un'altra vettura ibrida, la stessa da tre mesi a questa parte.

I numeri. Le Prius immatricolate a Giugno in Giappone sono state 28.456 unità, mentre il modello Aqua, sempre della Toyota, ha immatricolato 25.079 auto. 

Ecco i grafici.



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giovedì 5 luglio 2012

Fame di terre rare

La questione delle 'terre rare' è diventato un problema per il Giappone da quando la Cina ha deciso di contingentarle limitando l'esortazione ad un certo quantitativo determinato di anno in anno.
Come sappiamo le terre rare sono necessarie e indispensabili per alcune parti dei prodotti high-tech di cui il Giappone è un grande consumatore per la realizzazione di strumenti e beni che pi vengono esportati in tutto il mondo. C'è chi dice che per alcuni anni a venire vi sarà un surplus a causa del rallentamento dell'economia a livello globale ma solo a pensare ad un possibile pericolo di non riuscire a produrre perché mancano questi elementi indispensabili ha messo in agitazione non solo il Giappone ma anche altre grandi nazioni. Gli Usa hanno trovato una parziale soluzione andando a rivangare negli scarti di miniere aperte al fine di estrarre altri minerali. Altre attività illegali non possono tranquillizzare il mondo produttivo nel momento in cui tornasse prepotentemente la richiesta di prodotti tecnologici, cioè non si può fare affidamento ai  pirati delle miniere delle terre rare e neppure a surrogati quali gli elementi sintetici o sostituendoli grazie alla ricerca nei laboratori nazionali. Quindi il Giappone va alla ricerca di partner diversificando la provenienza delle terre rare come l'india o il  Kazakistan per il  disprosio o a caccia di grandi quantità nei fondali marini del Pacifico più o meno lontano dalle proprie coste nelle isole dell'arcipelago nipponico.
Uno di questi 'campi fertili' con grande disponibilità di minerali è stato individuato  l'anno scorso dai ricercatori nipponici  in mare aperto nell'Oceano Pacifico, una quantità tale stimata per oltre 200 anni di consumo interno in Giappone. I ricercatori, guidati da Yasuhiro Kato (raffigurato nella foto in alto a destra), professore di risorse della terra presso l'Università di Tokyo, hanno prelevato campioni di fango per essere analizzati in quattro posizioni dai fondali da circa 5.600 a 5.800 metri di profondità intorno Minamitorishima, un'isola a circa 2.000 chilometri a sudest di Tokyo nella catena di isole Ogasawara. Secondo l'analisi, i minerali, le terre rare, le cui concentrazioni sono state misurate fino a 1.700 parti per milione (ppm) sono contenute in uno starato di fango di 30 metri di spessore di fango prelevato da un fondo del mare a circa 310 chilometri a sud ovest di Minamitorishima. Le concentrazioni medie sono superiori a 1.000 ppm, e a giudicare da tali ricerche si stima che i letti marini fangosi  contengono i minerali distribuiti su una vasta area di 1.000 chilometri quadrati nel mare e che la quantità dei depositi raggiunge 6,8 milioni di tonnellate. Una notevole quantità considerando che nel 2010, il consumo interno di  terre rare in Giappone era di circa 27.000 tonnellate. Questa è l'aspetto positivo della notizia, mentre il lato negativo viene dal fatto che l'estrazione dal mare profondo pone sfide importanti rispetto ai campi di sfruttamento terrestri richiedendo un'ulteriore sviluppo di tecnologia estrattiva e investimenti massicci, con prospettive di successo del tutto incerte. Tuttavia, sia l'industria che il primo ministro ministro Yukio Edano hanno espresso la volontà di continuare la ricerca nei fondali oceanici durante una conferenza stampa tenuta il 29 Giugno u.s. per verificare la quantità di terre rare che riuscirà a prelevare.



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mercoledì 4 luglio 2012

3000 EV per Sette-Undici

Costa 668.000 yen, 6.650 euro. COMs è un 'quadriciclo' il veicolo elettrico ad un solo posto della Toyota Auto Body Co. in grado di percorre circa 50 km a ricarica,  scelto dalla Seven-Eleven Japan Co. per trasportare i propri prodotti alle case e agli uffici dei propri clienti.

Toyota noleggerà 3000 EV di questo tipo alla Seven-Eleven in Giappone nei prossimi due anni.

Altre caratteristico del COMs, prese dalle FAQ del sito Internet della Toyota, sono relative alla velocità massima di 60 km/h, 30 kg di carico trasportabile, 6 ore di ricarica se le batterie sono completamente scariche al costo totale di 80 yen, 8 eurocent.

C'è anche un bel video:


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martedì 3 luglio 2012

Auto immatricolate a giugno, un tragico -24,4 %

"Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato la propria sentenza sui numeri" dice l’UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia, in un comunicato stampa di ieri.
Così l'auto entra nella seconda parte dell'anno con 200.000 immatricolazioni in meno dei primi 6 mesi dello scorso anno, nel complesso 814.179 unità e una flessione del 19,7%, con un risultato che nel solo giugno ha evidenziato un calo del 24,4% e 128.388 auto targate. Anche la raccolta ordini, frutto di un primo scambio fra UNRAE ed ANFIA, segna nel mese una flessione di oltre il 32% e circa 103.000 contratti, che portano il cumulato del 1° semestre a circa 768.000 unità, in calo del 22% rispetto al gennaio-giugno 2011.

A fronte di 8,7 miliardi di euro di maggior introito fiscale previsto dalle due manovre (estate 2011 e Salva Italia), lo Stato ha in realtà perso:
- 1,25 miliardi di minor gettito IVA nei primi 6 mesi; saranno 2,3 miliardi a fine anno, l’equivalente di una piccola manovra;
- 65 milioni di euro di minor incasso IPT in 6 mesi, con una previsione di mancato introito a fine anno pari a 100 milioni di euro, rispetto allo scorso anno, nonostante il passaggio da IPT fissa a IPT a “geografia variabile”, che avrebbe dovuto assicurare un aumento di oltre 400 milioni alle casse delle province;
- Superbollo: dei 168 milioni di euro previsti, lo Stato ne perderà più di 100;

L'ora è fuggita.

Ricordiamo che a maggio si era registrato un calo del 18,75% (Demotorizzazione dell'Italia - 2) continuazione del crollo di Aprile Il mercato dell'auto affonda: -18 % , del Marzo Auto, il grande tonfo e lo scacco matto (-26,7%), febbraio - 18,9%.

I nostri grafichetti esplicativi.

 Cliccare per ingrandire

Che si inventeranno per farci comprare l'auto nuova? Una ennesima rottamazione? Il premio assicurativo a carico del produttore dell'auto? La benzina a 1 euro per 3 anni ? ma per un numero limitato di chilometri (forse non ce ne accorgeremo). Il costo zero dell'autostrada per chi si ferma all'autogrill per comprare noccioline, bruscolini e  cocco bello? Chissà! Ci vediamo dopo la spending review, dopo il 2012 ... o il 2013... o dopo il 2015. Bye bye.

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domenica 1 luglio 2012

Il nucleare giapponese tra riavvii (pochi), proteste, ombre ed exit strategy

A pochi giorni dal riavvio di due reattori della centrale nucleare di Oi nella Prefettura di Fukui, già oggi si è vista un Giappone una opposizione al nucleare che mai avremmo supposto precedentemente. Una protesta simile e diversa a quella dei manifestanti NoTAV della nostra Val di Susa che ha visto il blocco di una strada che porta allo stabilimento e scontri con la polizia antisommossa. Ieri più di 100 persone (a fianco la foto di Asahi Shimbun) prima hanno bloccato l'unica via che conduce alla centrale nucleare di Oi, gestita dalla Kansai Electric Power Co. altrettante oggi si sono confrontate con la polizia sotto la pioggia al grido "No al riavvio!". Altre centinaia di persone sono sulla stessa linea di opposizione al nucleare in tutto il Paese.
Tutto questo proprio quando un gruppo trasversale ai partiti di parlamentari contrari al nucleare ha rivelato ufficialmente che i reattori  nucleari n. 1 e n. 2  della centrale nucleare  di Oi   sono i più pericolosi del Giappone, secondo un partito trasversale gruppo di parlamentari contrari al nucleare. Nove uomini politici di sette partiti politici, hanno classificato la minaccia dei 50 reattori della nazione su una scala di 10 punti. Oi ha due reattori tra i più vecchi, più di 30 anni di vita, che si trovano sulle linee di faglia che alcuni scienziati dicono che essere attive, sono stati considerati più pericolosi dei reattori  n. 1, n. 2 di Fukushima e degli impianti di Onagawa, che hanno subito danni dal Grande  Terremoto in Giappone nel marzo dello scorso anno. I reattori  n. 1 e n. 2 di Oi non sono attualmente in linea e non ci sono piani per renderli produttivi, mentre  i reattori 3 e 4 presso lo stesso impianto, in servizio per 20 anni o meno, sono in fase di riavvio nel mese di luglio.
Il Giappone si trova di fronte ad una scelta. Abbandonare il nucleare, immediatamente o gradualmente. In un caso o nell'altro la scelta è tra il PIL (-7%) e la sopravvivenza economica o mettere a repentaglio la vita,  l'esistenza della popolazione oggi e nei secoli futuri. Il Giappone rischia di prendere un 45 trilioni di yen (564 miliardi dollari) per la sua economia se abbandona la produzione di energia nucleare entro il 2030. Questo è il dato presentato da un gruppo di ministri del Governo che sorvegliano la riscrittura della strategia energetica della nazione.Il completo abbandono dell'energia nucleare è solo una delle tre opzioni strategiche prescelte dal Consiglio Energia e Ambiente come base di discussione di due mesi di consultazione pubblica sulla politica energetica che è iniziato il 29 giugno. 

Ultima ora. Non finiscono mai i problemi alla centrale nucleare di Fukushima.  Il sistema di raffreddamento primario della piscina del combustibile esausto del reattore n. 4 della centrale nucleare di Fukushima è rimasto inattivo per un giorno, ma adesso (1 Luglio) sembra che i tecnici della Tepco siano stati capaci farlo ripartire.

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