Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 6 novembre 2006

La città avvelenata (1)

LA STATISTICA
"Già nel 1984 scoprimmo che la maggioranza dei fiorentini aveva gli apparati respiratori compromessi da agenti inquinanti"
LE MOTIVAZIONI
"Su questa situazione incide la conformazione del territorio, che favorisce la stagnazione dell'aria e, quindi, delle sostanze nocive"
I RILEVAMENTI
"Stiamo valutando gli effetti degli ossidanti sull'organismo e anche quelli dei metalli pesanti II cadmio è molto pericoloso"
OLTRE IL LIVELLO Qui il livello di Pm10 è di 43 microgrammi per metro cubo, il limite sarebbe 40L'ESPERTO
"Viviamo prigionieri in una camera a gas"
II professar Gulisano: "I nostri polmoni gravemente minati dalle polveri sottili"
"L'APPARATO respiratorio dei fiorentini è gravemente minato dalle sostanze inquinanti". A sostenerlo è il professor Massimo Gulisano, ordinario di Anatomia all'Università di Firenze. Da più di vent'anni il docente universitario studia le ricadute che le sostanze inquinanti producono sulla salute umana. E i dati raccolti sono veramente preoccupanti.
"Già nel 1984 — racconta Gulisano — avevamo scoperto che la maggioranza dei fiorentini non aveva apparati respiratori nella norma. L'esame sistematico degli apparati, sulle persone che morivano prima, su un campione di volontari successivamente aveva dimostrato quali possono essere le conseguenze di un'esposizione prolungata ad agenti inquinanti. Il problema di Firenze non è la quantità di sostanze presenti, ma la conformazione del territorio, che favorisce la stagnazione dell'aria, e quindi degli inquinanti".
E non è che dentro casa la situazione migliori: nelle abitazioni, che hanno un ricambio d'aria limitato rispetto all'esterno c'è un accumulo maggiore. Uguale situazione nell'abitacolo dell'auto: e tenere finestrini sigillati non serve, anzi aumenta la concentrazione degli inquinanti. Secondo i dati sull'inquinamento resi noti dall'Organizzazione mondiale della sanità di Roma, a Firenze l'inquinamento da Pml0 è arrivato a 43 microgrammi per metro cubo (40 sarebbe il limite). "Il problema—ha detto il professor Gulisano — è che entro il 2010 questo limite dovrebbe abbassarsi a 20. Detto così sembra un'utopia. Ma per dare un quadro della situazione, soffermiamoci sul primo dato. Della metà delle polveri Pml0 registrate, l'80 per cento è inferiore a un micron (potrebbe depositarsi cioè negli alveoli polmonari se inalata). Se riuscissimo ad abbattere le emissioni e ad arrivare per esempio al limite di 40 microgrammi per metro cubo, 30 persone in meno ogni anno morirebbero per tumore al polmone, ictus o infarto del miocardio. Il dato diventa enorme se riferito all'Italia (12mila) o all'Europa (80 mila)". Sempre secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, abbassando al limite di 40 le emissioni, risparmieremmo in Italia 27 miliardi di euro in cure per malattia. Praticamente una finanziaria.
Ma quali sono le sostanze più pericolose? "Stiamo valutando — ha concluso il docente — gli effetti sull'organismo di sostanze ossidanti (ozono), delle diossine, per quanto riguarda il rischio di accumulo nell'organismo, e dei metalli pesanti, come il cadmio. Per quest'ultimo in particolare c'è molto da stare attenti. Spesso è al di sotto del livello di rilevabilità, ma le conseguenze per la salute possono essere terribili". Altri studi sono stati fatti sull'ozono in relazione a casi di morte per il caldo. Più che di decessi per la temperatura elevata, si potrebbe parlare di morti da ozono, cioè da ustione provocata dalla sostanza che è di una elevata tossicità.
IL RILEVAMENTO biologico, lo studio sulle conseguenze che le sostanze inquinanti hanno sull'uomo (in alcuni casi anche con danneggiamento al dna) sono fondamentali per l'analisi e la prevenzione. Ma più che altro occorre una corretta informazione sui pericoli che si corrono e soprattutto una politica ambientale molto attenta.
Negli anni '80, in base ai dati in possesso del docente universitario, erano circa sette milioni le sostanze immesse nell'atmosfera. Oggi gli inquinanti sono molti di più, maggiori sono i quantitativi; l'unica eccezione è l'ossido di zolfo, un successo ottenuto riducendo la quantità di zolfo nei carburanti.
I nostri politici sono ormai determinati a ripartire con la politica degli inceneritori ci saranno pericoli? "Provate a pensare a una nave che affonda — ha detto ancora il medico — e ai marinai che stanno facendo di tutto per tappare le falle. Cosa direbbero se uno di loro scendesse nella stiva con un trapano per fare un altro buco sotto la linea di galleggiamento?"
La Nazione 5 Novembre 2006

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Riguardo a questo argomento ti invio il mio intervento

Massimo J. De Carlo ha detto...

Alcune considerazioni sull'auto ad aria.
Rendimento di un'auto ad aria.

- perdita linee per trasporto corrente 7% rendimento 93%
- compressore ad aria rendimento 60 %
- motore ad aria rendimento 60 % (a regime, nelle fasi di stop and go è minore).

Rendimento di un'auto elettrica.

- perdita linee per trasporto corrente 7% rend. 93
- caricabatterie rend. 89%
- batterie rend. 90%
- inverter rend. 90%

Motore ad aria? Anche nelle migliori condizioni di utilizzo, cioè a regime, caput!

In più: è una bufala.
Basta leggere Quattroruote. Si ghiaccia il condotto d'uscita dell'aria compressa e si blocca tutto.
http://www.quattroruote.it/news/articolo.cfm?codice=39215.

Un mio amico ingegnere ha visitato (insieme ad un funzionario di una banca italiana che voleva investire nel progetto) Guy Negre alla fine dello scorso anno ... da mettersi le mani di capelli.