Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 11 aprile 2018

Produzione industriale Febbraio 2018

A febbraio 2018 l'indice destagionalizzato della produzione industriale registra una diminuzione dello 0,5% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre dicembre 2017-febbraio 2018 la produzione è aumentata dell'1,4% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2018 l'indice è aumentato in termini tendenziali del 2,5% (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2017). Nella media dei primi due mesi dell'anno la produzione è aumentata del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile presenta una significativa variazione congiunturale positiva nel comparto dell'energia (+8,1%); diminuiscono invece i beni di consumo (-2,4%) i beni intermedi (-1,5%) e i beni strumentali (-1,0%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a febbraio 2018, aumenti apprezzabili nei raggruppamenti dei beni strumentali (+3,9%) e dei beni di consumo (+2,5%); più contenuto è l'aumento dell'energia (+1,9%) e dei beni intermedi (+1,2%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a febbraio 2018 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+11,2%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,6%) e della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a.(+5,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della attività estrattiva (-4,9%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-4,0%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,6%)

Comunicato Istat



I nostri grafici.
Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2015=100) a partire dal Gennaio 2016.



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia, indicatore dello stato di salute dell'economia nazionale.




Per una visione storica dell'andamento della produzione vediamo il nostro vecchio grafico su base trimestrale dal 2004 al 2013 con l'indice base 2005=100.





...e l'altro che utilizza la base 2010=100 nel periodo Gennaio 2011 / Dicembre 2017.

Intanto la Confindustria è un mese avanti ed ha già i suoi dati relativi al mese di Marzo del nuovo anno riassunti nel seguente comunicato.


Recupera l’attività in febbraio (+0,6%) e marzo (+0,3%)
In marzo il CSC rileva un aumento della produzione industriale dello 0,3% su febbraio, quando è stato stimato un recupero dello 0,6% su gennaio. Nel primo trimestre del 2018 l’attività cresce dello 0,2%, da +0,9% nel quarto 2017. Il secondo trimestre eredita dal primo una variazione congiunturale di +0,4%.
La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, avanza in marzo del 3,6% rispetto a marzo del 2017; in febbraio è cresciuta del 4,1% sullo stesso mese dell’anno scorso.
Gli ordini in volume registrano a marzo un incremento dello 0,5% sul mese precedente (+0,8% su marzo 2017) e a febbraio un aumento dello 0,7% su gennaio (+3,2% sui dodici mesi).

Gli indicatori qualitativi relativi al manifatturiero (indagini ISTAT e PMI-Markit), nonostante la correzione registrata nell’ultimo mese, hanno mantenuto un’intonazione positiva e si sono attestati su livelli nettamente superiori alla media di lungo periodo. In marzo l'indice di fiducia degli imprenditori (ISTAT) è diminuito di 1,3 punti, a 109,1 (106,2 la media pre-crisi). La dinamica mensile della fiducia è spiegata principalmente da valutazioni meno positive sull’andamento della produzione e degli ordini interni, mentre sono più favorevoli i giudizi sull’evoluzione della domanda estera. Indicazioni analoghe vengono anche dai direttori degli acquisti (Indagine PMI-Markit) che hanno evidenziato in febbraio un rallentamento nel manifatturiero dagli elevati ritmi di gennaio (picco da inizio 2011): l’indice della componente produzione si è fermato a 58,9, in calo da 62,8 (>50 = espansione). Tra i settori, quello di produzione di beni strumentali ha registrato i progressi più marcati. L’incremento degli ordini risulta significativo, seppure in frenata rispetto al mese precedente, ed è sostenuto soprattutto dalla domanda estera.



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martedì 10 aprile 2018

Auto elettriche, una opportunità nuova per le celle a combustibile SOFC e l'idrogeno

Recentemente la londinese Ceres Power ha annunciato il lancio di un nuovo prodotto, una cella a combustibile di 5 kW di potenza, scalabile, adatta per varie necessità ma soprattutto per produrre energia elettrica atta ad alimentare i veicoli elettrici. Lo stack, composto da varie celle sovrapposte per fornire 5 kW complessivi, può funzionare con diversi combustibili, dal metano ai bio combustibili e, più interessante dal punto di vista delle emissioni, l'idrogeno. La tecnologia delle fuel cell SOFC (Solid Oxide Fuel Cell - pile a combustibile ad ossido solido) della SteelCell® ha dato buoni risultati in termini di densità di energia, efficienza, resistenza alle vibrazioni, lenti tempi di degradazione, rapidità per entrare nel mercato automotive. La natura modulare della pila di 5 kW permette di affrontare esigenze che vanno da 5 a 100 kW. SteelCell® V5 ha una efficienza di sistema del 60%, senza combustione, offrendo quindi quasi il doppio dell'efficienza di motore a combustione interna convenzionale, priva di emissioni dannose. La robustezza si dimostra con più di 3600 cicli termici senza danneggiamenti o significative degradazioni, circa lo 0,2% ogni 1.000 ore di funzionamento nell'uso stazionario, il che equivale a circa 10 anni  di uso quotidiano. 

La flessibilità nella scelta del carburante della tecnologia alla base di  SteelCell® la rendono adatta per funzionare col gas naturale, tecnologia operante fino ad ora,  che permetterà oggi e in futuro ancor di più di funzionare con l'idrogeno, i carburanti biologici e altri combustibili sostenibili.

I produttori hanno già firmato contratti con costruttori automotive e non come  Cummins, Honda e Nissan. Attualmente Ceres Power sta sviluppando un sistema modulare di soli 10 kW di potenza per Cummins e il Department of Energy (DoE) degli Stati Uniti, che sarà adattato per funzionare in una serie di ambienti, non ultimo quello dei data center affamati di energia che sono fondamentali per la crescita globale del cloud computing.
Con Nissan, per il programma EVRE (Electric Vehicle Range Extender), C.P. collabora per accelerare il mercato della mobilità elettrica con i veicoli elettrici di piccole e medie dimensioni, ma anche in aree dove vengono richieste energie superiori come il trasporto pubblico e quello commerciale.

Un video della casa





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lunedì 9 aprile 2018

Auto ibride e a metano, immatricolazioni in Italia a Marzo 2018

Ritorniamo dall'argomento delle immatricolazioni delle auto per verificare come sta andando il mercato delle auto a metano e un confronto tra queste e le auto ibride. Nei mesi passati abbiamo visto che le auto a metano sono scese in modo consistente quasi linearmente dimezzando il numero delle immatricolazioni, al contrario delle auto ibride che stanno avendo un costante crescita e consenso da parte degli automobilisti italiani confermando l'espansione anche con le buone percentuali di introduzione.
In realtà la caduta delle auto a metano si è arrestata nell'estate dell'anno passato riprendendo un po' il terreno perso. A marzo si sono vendute 4.506 vetture cioè quasi la metà delle auto ibride, 7.516, quindi il gap resta importante. 
L'equilibrio delle vendite tra le due differenti alimentazioni è avvenuto nel mese di Agosto del 2015 e il sorpasso è avvenuto nel mese successivo, a Settembre 2015. Da allora le ibride continuano ad essere davanti aumentando il divario di mese in mese a loro favore, quindi da ben 17 mesi.

Vediamo i nostri grafici realizzati con i dati ministeriali e Unrae (ultimo mese).





I numeri delle immatricolazioni, considerando la sommatoria dei 12 mesi dall'ultimo rilevamento mensile, mostrano più chiaramente la crescita più che lineare delle ibride e la debacle delle auto a metano che da più di 70 mila a metà del 2015 scendono a meno di 35.052 unità mentre le auto ibride viaggiano speditamente oltre 71 mila unità partendo da 24 mila circa.






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domenica 8 aprile 2018

Foreste, nel 2017 a fuoco un bosco su 5

Negli ultimi dieci anni in Italia si è scatenato un vero inferno di fuoco che ha distrutto 684mila ettari di alberi con 1 bosco su 5 bruciato nella stagione record del 2017, mettendo a rischio interi ecosistemi e minacciando pascoli e attività agricole. E’ quanto emerge da un’elaborazione Coldiretti in occasione della Giornata delle foreste su dati Effis per gli incendi che hanno colpito i boschi italiani dal 2008 a oggi. A bruciare – sottolinea la Coldiretti – è stata un’area grande come 5 volte quella di Roma, 38 volte la città di Milano, 58 volte quella di Napoli oppure 67 volte la superficie di Firenze. Il picco – evidenzia la Coldiretti – si è registrato con i 141mila ettari in fiamme del 2017, la peggior stagione del decennio che ha contato il triplo dei boschi colpiti rispetto all’anno prima. I roghi – spiega la Coldiretti – hanno provocato ferite enormi alle quali serviranno almeno 15 anni prima di rimarginarsi, mentre il fatto che negli ultimi 20 anni in montagna si sia persa la metà delle attività agricole ha provocato lo sviluppo di una giungla incontrollata dove i piromani hanno mano libera.

Per intervenire su questa situazione – afferma la Coldiretti – è stato approvato il nuovo Testo Unico forestale con il quale si riconosce che solo i boschi gestiti sostenibilmente assolvono al meglio a funzioni importanti come la prevenzione dagli incendi, dalle frane e da alluvioni o l’assorbimento del carbonio, facilitando le attività ricreative e il benessere psicofisico in generale, con la possibilità di creare fino a 35mila nuovi posti di lavoro. La norma adotta inoltre strumenti adeguati per regolamentare la gestione del patrimonio forestale (i piani forestali territoriali, di indirizzo, e aziendali) compatibilmente con la conservazione della natura e facilitando la gestione di boschi abbandonati dai proprietari.

Ma il Testo Unico consentirà anche al settore – spiega Coldiretti – di affrontare una situazione anomala che vede il nostro Paese con una estensione di 10,9 milioni di ettari di foreste, che non è mai stata così elevata dall’unità d’Italia, importare l’80% del legno da altri paesi, con gli arrivi che nel 2017 hanno raggiunto la quantità di 11,8 miliardi di chili, mentre ogni anno in Italia si utilizza appena il 25% della nuova superficie boschiva. Ciò vuol dire che per 100 nuovi alberi che nascono se ne tagliano appena 25 mentre in Europa si preleva, in media, il 60% della nuova biomassa e in Paesi come l’Austria si supera il 90%. Vi sono dunque ampi margini per ridurre la dipendenza dall’estero senza intaccare il patrimonio nazionale e rimediare a un paradosso che vede oggi l’industria italiana del legno leader in Europa, ma con legna che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania.

“I boschi italiani, se valorizzati con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi del Testo Unico ci saranno tutte le condizioni per trasformare i rischi in grandi opportunità per la ripresa di un Paese che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto del Made in Italy”.

Fonte Coldiretti 



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sabato 7 aprile 2018

Occupati e disoccupati a Febbraio 2018

A febbraio 2018 la stima degli occupati cresce dello 0,1% (pari a +19 mila rispetto a gennaio). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,0%.

Rispetto a gennaio, si stima un significativo incremento congiunturale dei dipendenti a tempo indeterminato (+54 mila) e una lieve crescita di quelli a termine (+4 mila); continuano invece a diminuire gli indipendenti (-39 mila). La crescita del complesso degli occupati è determinata dalla componente femminile, mentre resta invariato il numero di uomini occupati. Con riferimento all'età, si registra un aumento tra le persone di 35 anni o più (+37 mila), a fronte di un calo tra i 15 e i 34 anni (-18 mila).

Nell'arco del trimestre dicembre-febbraio l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-32 mila) rispetto al trimestre precedente. Il calo si concentra tra gli uomini. Segnali positivi si registrano tra i giovani di 15-24 anni (+23 mila) e gli over 50 (+41 mila), a fronte di un calo nelle classi comprese tra 25 e 49 anni (-96 mila). Crescono nel trimestre i dipendenti a termine (+55 mila), mentre calano i permanenti (-33 mila) e gli indipendenti (-53 mila).

Dopo l'aumento del mese scorso, a febbraio la stima delle persone in cerca di occupazione diminuisce dell'1,7% (-49 mila). Il calo della disoccupazione si concentra tra le donne e nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni. Il tasso di disoccupazione scende al 10,9% (-0,2 punti percentuali rispetto a gennaio), mentre quello giovanile sale al 32,8% (+0,3 punti).

A febbraio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% (+28 mila). L'aumento interessa prevalentemente le donne e i 25-34enni. Il tasso di inattività sale al 34,7% (+0,1 punti percentuali).

Nel trimestre dicembre-febbraio, rispetto ai tre mesi precedenti, al calo degli occupati si accompagna una diminuzione dei disoccupati (-1,1%, -32 mila) e un aumento degli inattivi (+0,4%, +52 mila).

Su base annua si conferma l'aumento degli occupati (+0,5%, +109 mila), prevalentemente tra le donne. La crescita si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine (+363 mila) mentre i permanenti rimangono stabili e calano gli indipendenti (-255 mila). Aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+292 mila) ma anche i 15-24enni (+36 mila), mentre calano i 25-49enni (-219 mila). Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-4,8%, -143 mila) mentre gli inattivi restano sostanzialmente stabili.

Al netto dell'effetto della componente demografica, l'incidenza degli occupati sulla popolazione cresce su base annua in tutte le classi di età.

Dal Comunicato Istat




I nostri grafici, realizzati grazie ai dati forniti dall'Istat parlano da soli.


In percentuale.

 Tasso di occupazione.






  Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni






 In un unico grafico






In valori assoluti.

Forze lavoro 





Occupati





In cerca di lavoro





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venerdì 6 aprile 2018

Batterie al litio per 30 filobus a Gdynia in Polonia, 12 metri e articolati 18 metri

Presto, a settembre 2018, vedremo il primo filobus Solaris dei 30 ordinati dalla città polacca di Gdynia a cui seguiranno gli altri 29 di cui 16 snodati di 18 metri mentre gli altri 14 saranno di 12 metri. La caratteristica di questi filobus è quella di avere a bordo dei pacchi batteria che permetteranno di percorrere le strade centrali senza l'utilizzo del pantografo per trasferire la corrente della catenaria, quindi attingendo quell'energia accumulata nelle batterie al litio alla stregua di un comune autobus elettrico. 

I pacchi batteria hanno una capacità di 58 kWh per gli autobus da 12 metri e 87 kWh per gli autobus articolati di 18 metri, sufficienti per percorrere alcune decine di chilometri. 

Il costo complessivo dell'acquisizione è di 95 milioni di Zloty ovvero 22,6 milioni di Euro circa.

Inoltre a maggio inizierà aggiornamento su 21 filobus già circolanti ai quali verranno sostituite le vecchie batterie al nichel-cadmio con le nuove batterie agli ioni di litio che permetteranno ai veicoli di viaggiare per molti chilometri in assenza di catenaria. Il cambio dovrebbe essere completato nel marzo del 2019.

Attualmente a Gdynia sono in attesa del risultato della seconda gara per l'acquisto di 55 nuovi autobus di 32 autobus articolati e 23 veicoli standard per un costo complessivo di 92,6 milioni zł (22 milioni di Euro). Ddynia può contare su un finanziamento dell'Unione Europea pari a 76,5 milioni di zł (18,2 milioni di Euro) sia per i filobus che autobus su un costo totale del progetto che è stato stimato in 170 milioni di zł (24,5 milioni di Euro) secondo un programma UE per la protezione dell'ambiente  e pianificato per un importo di 103,1 milioni di zł (22 milioni di Euro).

Fonte: trojmiasto.pl




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giovedì 5 aprile 2018

Auto elettriche e ibride, le immatricolazioni in Italia a Marzo 2018

Ieri abbiamo visto che l'andamento del mercato delle auto in Italia a Marzo 2018 è tornato a segnare un'inversione dopo tanti mesi di dati positivi, con una discesa del numero delle immatricolazioni pari a meno 5,8%.

Tutt'altro segno è quello che precede la percentuale delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride ed anche le cifre sono interessanti. La crescita delle auto ibride è notevole, + 28,5%, e ancor più sensazionale è quello relativo alle auto elettriche, +71,9, anche se i numeri di quest'ultime sono ancora molto piccoli. 

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride nel terzo mese del nuovo anno sono da considerare quindi ottimi i risultati per le auto  ibride 7.516 unità, toccando il 3,7% di quota di mercato totale nei primi tre mesi, e in via di crescita anche se piccoli quelli delle auto elettriche con 416 unità superando per la prima volta in assoluta la quota di mercato ferma da anni a 0,1%, raggiungendo lo 0,2% per l'anno in corso. 
Le auto a metano continuano a perdere quote di mercato 2,1%, ma di questo ne parleremo successivamente in post dedicato.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) provenienti dal Ministero dei Trasporti, possiamo verificare quale sia la situazione dei 12 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.



nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

Marzo le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche sono state in numero di 416 (+81,7%), +71,9 nei primo 3 mesi del 2018.  Come vediamo nel grafico è il record di Marzo, al livello massimo di sempre.





Le auto ibride

Nel mese di Marzo sono state immatricolate 7.516
 (+28,5 %)  +33,1%  a livello annuale. Record del mese.




Ulteriore novità introdotta nella suddivisione delle auto ibride dei dati forniti dal Ministero è quella che conta le auto elettriche ibride con alimentazione a benzina e diesel e le altre a percorrenza estesa plug-in benzina è diesel. 7.149 le ibride elettriche -benzina, 106 le elettriche-diesel, 5 a percorrenza estesa. 


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Febbraio 2009.





L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto è al 3,7% a livello mensile e del 3,9% a livello annuale, soprattutto grazie alle auto ibride mentre le elettriche salgono allo 0,2%.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Marzo 2018.

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :

A Febbraio

1 SMART FORTWO 107,
  2 NISSAN LEAF 102, 
    3 TESLA MODEL S 49.

Nei primi 2 mesi del 2018
1 SMART FORTWO 373,
  2 NISSAN LEAF 124,
    3 RENAULT ZOE       83.



Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :

A Febbraio

1 TOYOTA YARIS 2.360, 
  2 TOYOTA C-HR 1.197,
   3 TOYOTA RAV4 2.545.

Nei primi 2 mesi del 2018
1 TOYOTA YARIS 6.916, 
  2 TOYOTA C-HR 4.297,
   3 TOYOTA RAV4 1.503.






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mercoledì 4 aprile 2018

Le immatricolazioni delle auto in Italia a Marzo -5,8%

Rallenta il mercato dell'auto a marzo (-5,8%). In calo sensibile il canale dei Privati (-14,8%) e le motorizzazioni diesel (-9,0%), aumentano le emissioni medie di CO2 (+0,8 g/km).

Diversi elementi contribuiscono all’analisi dei risultati del mercato dell’auto in Italia nel mese di marzo che, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, torna a flettere del 5,8%, archiviando 213.731 unità a fronte delle 226.780 dello stesso mese del 2017. Parliamo, infatti, di un giorno lavorativo in meno (che da solo vale circa 4,5 punti percentuali) ed il confronto con il marzo 2017 che chiuse con un incremento a robusta doppia cifra (+18,5%), potendo contare su un ulteriore giorno lavorativo in più rispetto al 2016 e alla forte spinta dei canali noleggio e società.

Così, il primo trimestre (quando mediamente si registra il 29% dell’immatricolato annuale) si chiude con 574.130 unità e un calo dell’1,6% rispetto alle 583.162 registrate nel periodo gennaio-marzo 2017, quando il trimestre archiviò un aumento del 12%.

“Il mercato rallenta e con esso rallenta ulteriormente la capacità dei costruttori di contribuire al rinnovo del parco circolante nonostante le poderose campagne promozionali che di fatto si sono sostituite agli interventi dello Stato in un processo ormai urgente – ha commentato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere”.

“Pertanto – conclude il Presidente - il compito da affidare con urgenza al nuovo Esecutivo è quello di ascoltare le voci della filiera per trovare, insieme, le soluzioni possibili, in ottica di neutralità tecnologica e riprendere un percorso virtuoso che attraverso lo smaltimento del parco anziano consenta di immettere vetture tecnologicamente avanzate nel mercato ed accellerare il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’Europa”.

“Questo, insieme alla visione UNRAE sullo sviluppo di una mobilità sostenibile – ha concluso Crisci – sarà il tema dominante di una Conferenza Stampa che terremo il prossimo 15 maggio a Verona”.

Dall’analisi per canali di vendita risulta il calo dei privati che perdono il 14,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno con una flessione maggiore per gli acquisti di auto diesel (-24%) da parte delle famiglie, a cui fa seguito una flessione di circa l’8% della benzina, mentre crescono gli acquisti di vetture a basso impatto. Un risultato in contrazione si ritrova anche nelle vendite trimestrali che fanno registrare per i privati una flessione dell’11,3% con volumi che superano appena le 300.000 unità. A marzo si spartiscono il mercato in maniera equa le vendite a persone fisiche (49,9% di quota, oltre 5 punti in meno) e le persone giuridiche (30,6% per il noleggio e 19,5% le società). Buoni i risultati del canale del noleggio che guadagna il 5,1% dei volumi nel mese e il 12,1% nel trimestre. La spinta nel canale arriva prevalentemente dal lungo termine che cresce dell’11,4% a marzo. In linea, invece, questo mese (-0,4%) il noleggio a breve termine che resta positivo nel trimestre con un +9,8%.

Le società, infine, segnano un +5,9% a marzo 2018, mentre archiviano un +12,3% nel cumulato. La spinta nel mese è determinata soprattutto dalle autoimmatricolazioni che segnano una crescita a doppia cifra del 10,4%.

Il nostro Centro Studi e Statistiche ha calcolato lo stock di autoimmatricolazioni che, a dati completi di fine novembre superava le 176.000 autovetture, la cui composizione per alimentazione ci indica che per un 62% si tratta di vetture diesel e per un 31% di auto a benzina. Se confrontato con le immatricolazioni km0 dei primi 11 mesi dell’anno scorso, dove la quota del diesel era del 56,4%, emerge il progressivo aumento dello stock di vetture a gasolio presso le reti di vendita.

Anche nel dettaglio per alimentazione della struttura del mercato, in marzo il diesel flette del 9%, prevalentemente nel canale dei privati, mentre società e noleggio contribuiscono positivamente attenuandone il calo. La sua quota scende di quasi 2 punti, fermandosi al 54,5%. Ciò porta il 1° trimestre in territorio negativo, con i volumi che calano del 2,5%.

A marzo segnano una contrazione anche le motorizzazioni a benzina (-3,9%) e Gpl (-10,2%), a fronte dei segni positivi registrati dalle ibride elettriche e dalle ibride plug-in che consuntivano nel mese rispettivamente un +26,1% e un +107,5% (+31,7% e 72,6% nel trimestre).

Si confermano positivi anche i trend del metano, che a marzo registra un +27,9% (+29,8 nei tre mesi) e delle elettriche, che archiviano un +81,7% (+71,9 nel trimestre), ma con un modesto incremento in volumi in termini di qualche centinaio di unità e una rappresentatività sul parco circolante ancora troppo bassa per influenzarne in qualche modo le emissioni medie.

Anche il mercato delle auto nuove dà un segnale importante: il progressivo aumento delle medie ponderate delle emissioni di CO2 che in marzo per le nuove vetture immatricolate è pari a 112,9 g/km, 0,8 g/km in più del marzo 2017. Il primo trimestre sale a 112,8 g/km mentre a fine 2017 il livello si attestava sui 112,4 g/km.

In conclusione, cala anche il mercato delle auto usate di marzo che segna un -10% con 414.705 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore, in attesa della rivendita al cliente). Il primo trimestre, quindi, chiude con 1.185.464 passaggi di proprietà (-5,0%) a fronte dei 1.248.243 di gennaio-marzo 2017.

Comunicato stampa Unrae


I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 10 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Marzo le immatricolazioni si collocano sotto solo rispetto al lontano 2010 e il recente 2017.



 L'andamento mensile negli ultimi 10 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta.



Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che negli ultimissimi mesi si è chiusa per delineare una tendenza negativa.


 L'andamento nei 12 mesi precedenti considerando le percentuali.


Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre del 2010 ma da poco si nota anche una tendenza della curva verso la discesa.

Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche ibride e a parte quelle a metano.







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martedì 3 aprile 2018

Il consumo di gas in Italia a Marzo 2018, +27,7%

Il consumo di gas nel mese di Marzo 2018 ha subito un aumento considerevole per il secondo mese consecutivo, 26,7% circa dopo un buon incremento anche a Febbraio 2018 di 11,2% dell'anno nuovo. Le cause si possono riassumere in un concetto chiaro, il freddo. Ma sarà davvero questa la causa unica anche se è scontato che sia la primaria? Lo possiamo capire solo andando a vedere i consumi di gas negli altri due settori importanti, quello relativo all'uso nelle centrali termiche che producono energia elettrica e quello industriale.
Come dicevamo il terzo mese dell'anno  fa registrare un'ampia crescita del 27,7confrontata allo stesso mese dell'anno passato così come possiamo riscontrare dai dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web. 
Utilizzando questi dati siamo in grado di realizzare  i nostri consueti grafici, dati della Snam che sono ufficiosi per gli ultimi due mesi, e quelli ufficiali, fino a Gennaio 2018, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico aggiornati. I dati Snam, per nostra esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostando di poco o nulla, forse appena qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 13 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione guardando quelli che pubblichiamo qui sotto.

Dunque rileviamo che nel mese di Marzoil consumo sale del 27,7% (era del +11,2%  a Febbraio 2018) rispetto allo stesso mese del 2017. Quantitativamente a Marzo abbiamo bruciato e messo in rete 8.222,3 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 6.491 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2017.




I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Marzo 2018 è superiore al consumo dello stesso mese dell'anno passato, +27,7%.




Lo stesso grafico con gli ultimi 8 anni per evidenziare l'andamento recente e individuarne la posizione, comunque al di sotto al consumo del 2011.



Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu interrotta saltuariamente.




Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017 dovute al consumo per fornire di energia la Francia che aveva 12 centrali nucleari in stand by. Probabilmente il forte incremento del consumo di gas dei mesi estivi e autunnali sono dovuti alle condizioni climatiche con temperature alte, da record, il ricorso prima ai climatizzatori in estate e quindi consumo di energia elettrica prodotta dalle centrali elettriche di turbogas e la ritardata accensione delle stufe a gas in autunno. Nonostante le temperature l'inversione nella crescita dei consumi è cominciata dall'estate del 2017 come vediamo nella curva del grafico.






Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale anche a Marzo 2018 con una riduzione del  15% circa rispetto allo stesso mese del 2017 con 443 milioni di metri cubi (dato provvisorio), contro 521 milioni di m3 di un anno fa. Molto meno della metà rispetto a quanto si produceva nel 2006.





Di conseguenza la curva continua a seguire il crinale discendente evidenziata dal grafico qui sotto riportato della quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione. Il grafico testimonia la caduta produttiva inesorabile.



Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta inferiore da parte dell'industria o  delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo in Post dedicato.







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