Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 13 maggio 2015

Le immatricolazioni di auto elettriche negli Stati Uniti ad Aprile

L'Associazione dei veicoli elettrici statunitense ha rivelato i dati delle immatricolazioni statunitensi pubblicandoli nel proprio sito web. Questi dati ci servono per sviluppare i nostri grafici.

Ricordiamo che negli USA si usa una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Aprile secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

I nostri grafici

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche a loro volta suddivise per anno solare a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA ad Aprile 2015:

 31.694   auto ibride (HEV)

 
3.646   auto a percorrenza estesa (EREV)

 
 6.037 auto elettriche pure a batteria (BEV)

 

 per un totale, relativamente al mese di Aprile,  di 41.377 elettriche tra EREV e BEV


 

Il totale è di 42.390 unità tra elettriche e ibride.

La progressione mensile dal gennaio 2010



L'introduzione delle auto elettriche / ibride corrisponde al 2,9% su un mercato statunitense complessivo del primo quadrimestre  del 2015 pari a 5.108.168  auto.


Nei giorni precedenti abbiamo visto le cifre delle auto elettriche/ibride vendute in Italia ad Aprile, in crescita ma con numerini.

Ci rivediamo a Giugno per l'analisi di Maggio.





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martedì 12 maggio 2015

L'impatto sulla salute della combustione della legna

Se questo sopra trascritto  è un titolo piuttosto ben esemplificativo dell'articolo che abbiamo letto sul notiziario di Arpat, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, che a sua volta si rifà ad un articolo della rivista di ARPA Emilia Romagna, altrettanto chiaro è il sottotitolo: "Diversi studi evidenziano un importante contributo negativo della combustione di biomasse per riscaldamento domestico sulla salute. L'uso di combustibili solidi ha un impatto sia sull'ambiente indoor che su quello esterno"

L'uso dei combustibili solidi per riscaldamento domestico si sta progressivamente diffondendo in tutto il mondo. Le ragioni di tale diffusione sono presentate e discusse negli altri interventi, ma quello che qui interessa è che anche il contributo di PM2,5 da biomasse per riscaldamento domestico è destinato ad aumentare nel futuro, con gli effetti che ne conseguono.....

È infatti importante sottolineare che il PM2,5, oltre a essere una sostanza con importanti effetti di tipo clima-alterante, può determinare importanti effetti diretti sulla salute.....

In effetti, l'uso di combustibili solidi ha importanza sia per la qualità dell'ambiente residenziale interno (indoor) che di quello esterno (outdoor). L'Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che, nel 2012, 3,7 milioni di morti premature erano dovute all'esposizione al particolato esterno, di cui 482.000 in Europa .

Studi recenti suggeriscono che effetti a breve termine a livello cardiovascolare sono dovuti a esposizioni alla combustione con combustibili solidi (legno) per riscaldamento domestico. Almeno 28 inquinanti presenti nel fumo di combustibili solidi si sono dimostrati tossici per gli animali, e tra questi 14 cancerogeni e 4 pro-cancerogeni.
Più in generale, il particolato, senza distinguerne l'origine, è stato definito cancerogeno certo in relazione al tumore al polmoni.
D'altra parte alcuni studi tossicologici hanno indicato che l'esposizione a emissioni di origine vegetale sia meno pericolosa, dal punto di vista del rischio cancerogeno, di quella derivata da sorgenti di origine fossile. Malgrado esistano pochi studi sugli effetti sanitari da combustione di legno in paesi sviluppati, esiste sufficiente evidenza di un'associazione tra la combustione di legna e segni di effetti respiratori nei bambini.
In particolare per quanto concerne l'esacerbazione di malattie respiratorie come l'asma e patologie cliniche ostruttive, includendo bronchioliti e otiti medie. Una revisione sistematica degli effetti sanitari da inquinamento atmosferico ha concluso che non esistono ragioni per considerare gli effetti dalla combustione di biomasse meno tossiche del particolato da altre sorgenti.

Per quanto riguarda il Black Carbon (BC), è stato stimato che quello da combustione per riscaldamento domestico rappresenta il 34-46% della massa globale delle emissioni di BC. Per quanto riguarda gli effetti a breve termine da esposizione outdoor da BC sono stati descritti livello di mortalità generale, cardiovascolare e sui ricoveri da cause cardiopolmonari.

Per l'articolo completo rimandiamo a questo indirizzo.



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lunedì 11 maggio 2015

Goodbye diesel ... in Gran Bretagna

Vi ricordate l'edificante notizia riportata in un nostro recente dei bravi ricercatori che hanno prodotto l'e-diesel? Ricercatori, bravi. Bravi?  Vediamo di confrontare l'e-diesel descritto pochi giorni fa con un'altra notizia che viene dal quotidiano inglese The Telegraph del 29 Aprile c.a..


Diesel cars could be banished as Britain ordered to cut air pollution
Transport experts have predicted that diesel cars will be phased out as part of government plans to cut air pollution

Diesel cars could be phased out in Britain after the Supreme Court ruled that the Government must take urgent steps to tackle air pollution in cities.
The UK is facing millions of pounds of fines from the European Commission for failing to cut levels of nitrogen dioxide (NO2).
On Wednesday judges in Britain’s highest court ordered the Department for the Environment to submit new air quality plans by the end of the year setting out radical ways of tackling pollution.

E allora? I britannici temolo le sanzioni europee, gli italiani, no! E lo Stato continua imperterrito a offrire contributi nazionali per il rinnovo del parco degli autobus non solo a metano ma anche diesel. Ricordaste quanto scrivevamo dei nuovi acquisti toscani e l'assenza di contributi regionali per autobus elettrici e ibridi. Strano mondo i  nostro. Le alternative ci sono ma la subordinazione intellettuale al motore termico è difficile da sradicare. Guardare verso i veicoli elettrici siano essi collegati a rete come i filobus o a batteria perchè oramai non ci sono dubbi che i mezzi termici legati all'inquinamento in città portano a disastri alla salute come già sappiamo bene, oltretutto costa miliardi euro alla sanità.





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sabato 9 maggio 2015

Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2015-2030 secondo UP

L'Ufficio Rilevazioni e Analisi dell'Unione Petrolifera ha rtedatto e pubblicato  l'edizione 2015 del volume “Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2015-2030”. Le nuove previsioni confermano molte delle tendenze evidenziate nella precedente edizione, ancora condizionate dalle criticità di una crisi economica che ha avuto un impatto determinante sui consumi di energia e sulle abitudini dei consumatori, sempre più orientati verso un uso più razionale dell'energia.
Prendendo spunto dal comunicato stampa dell'Unione Petrolifera i principali risultati dall'analisi possono essere riassunti come segue:

- la domanda di energia complessiva è stimata in leggero recupero nel 2015, fino a 158,4 milioni di Tep, per poi salire a 164 milioni nel 2020 e 168,9 milioni nel 2025. Nel 2030 si arriverà a 170 milioni di Tep che sono un volume quasi equivalente ai consumi del 1995;

- l'incidenza delle singole fonti primarie sul totale consumo energetico è prevista modificarsi sensibilmente tenendo conto dell'espansione delle fonti rinnovabili, con il petrolio che però rappresenterà la prima fonte di energia almeno fino al 2018 con un peso intorno al 35%;

- la domanda per i soli carburanti, inclusi i prodotti per uso agricolo, marina e aviazione, continueranno a subire un ridimensionamento nel medio termine, con un moderato recupero solo dopo il 2020; i bunkeraggi, attualmente costituiti in prevalenza da olio combustibile, a partire dal 2020 potrebbero trasformarsi in analoghi quantitativi di distillati (se ne ipotizza una parziale sostituzione dalle 500 mila tonnellate attuali fino a 1,3 milioni a fine periodo);

- cambia la composizione del barile raffinato, con un forte incremento del peso dei distillati medi che passa dal 47% del 2010 al 55% del 2015 per giungere al 59% al 2025-2030;

- il gas naturale al 2030 dovrebbe stabilizzarsi arrivando a coprire il 35,8% del nostro fabbisogno, mentre i combustibili solidi alla stessa data continueranno a soddisfare l’8,5% del totale; previsto un moderato sviluppo delle fonti rinnovabili che dal 18% attuale nel 2030 arriveranno al 19,9%;

- contestualmente le emissioni di CO2 si manterranno su livelli contenuti e nel 2020 si attesteranno su valori più bassi del 17% rispetto al 1990 e del 26% rispetto al 2005;

- per quanto riguarda i biocarburanti tradizionali, in base alla legislazione vigente e tenendo conto del contributo crescente di biometano e biocarburanti avanzati – per i quali l’Italia è l’unico paese europeo ad aver introdotto un obbligo – il peso sul totale dei consumi di energia al 2020 si attesterebbe all’1,2% rispetto allo 0,7% attuale.

Prossimamente controlleremo l'analisi appena pubblicata per avere un'idea di quello che avverrà nei lustri futuri secondo queste previsioni che comunque riteniamo, a prescindere, suscettibile di forti revisioni con il trascorrere degli anni.
Un dato che dovrebbe far riflettere è quanto scritto nel primo paragrafo ovvero che solo nel 2030 raggiungeremo i livelli di consumo di energia che avevamo nel 1995 ovvero la crisi ci ha portato ad un livello talmente basso che occorrono 35 anni per risollevare i consumi e quindi l'economia in senso lato.
Altro punto interessante è constatare che  "l’Italia è l’unico paese europeo ad aver introdotto un obbligo" l'uso dei biocarburanti cosa di cui non dovremmo affatto vantarci.


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venerdì 8 maggio 2015

Italia leader in Europa nella coltivazione del riso

Torna a crescere la produzione di riso, Italia leader in Ue . Dopo anni di recessione si inverte la tendenza e le risaie italiane tornano a crescere con una stima di semina di 220mila ettari. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell'Ente Risi in occasione dell'inaugurazione del cluster del riso ad Expo nel sottolineare che l'Italia è leader in Europa nella coltivazione del prezioso cereale.

Si tratta del cereale più consumato al mondo ma è anche rappresentativo dell'equilibrio che esiste nell'attività agricola chiamata a svolgere un ruolo multifunzionale che garantisce sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.

A minacciare le produzioni nazionali sono le importazioni dall'estero di prodotto spacciato come italiano per la mancanza di un sistema trasparente di etichettatura che obblighi ad indicare la provenienza in etichetta. L'Italia è ancora il primo produttore europeo di riso con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità occupazionali, ma la mancanza di trasparenza mette a rischio c'è il lavoro per oltre diecimila famiglie tra dipendenti ed imprenditori di lavoro nell'intera filiera“.

Diamo un'occhiata alle superfici coltivate in Italia  negli anni recenti, andando a spulciare i dati forniti dall'Ente Risi di cui si parla sopra nel comunicato stampa della Coldiretti.

2014 - 219.532,45 ettari (Totale complessivo) e 4.093  produttori
2013 - 216.019,00   - produttori  4.100
2012 - 235.051,96  - produttori 4.433
2011 - 246.540,97 - produttori 4.605
2010 - 247.653,31  -  produttori 4.769

I nostri grafici relativi alle superfici e  ai produttori.







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giovedì 7 maggio 2015

Il consumo di gas nei settori industrale ed elettrico ad Aprile

Pochi giorni fa abbiamo visto che il consumo di gas è cresciuto del 6,9% ad Aprile.
Ci eravamo lasciati chiedendoci se questo aumento generale del consumo fosse da imputare al settore industriale o termoelettrico o a tutti e due. Adesso lo vediamo visimaente servendoci dei grafici da noi realizzati grazie agli ultimi dati   del mese di Aprile della Snam e i dati definitivi ministeriali mensili degli ultimi 10 anni.






I nostri grafici.

Il settore industriale
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L'incremento è assolutamente minimo, lo 0,2% rispetto allo stesso mese dell'anno passato.


 
Il corrispondente grafico che traccia i consumi dei precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento.

 
Il settore Termoelettrico .

 L'incremento c'è ed è 4,7%, ma non sufficiente per far raggiungere il 6,9% totale (+286,2 milioni di metri cubi ).

 
Altrettanto chiaro è il grafico che traccia i consumi dei precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento, un incremento che però si è stabilizzato nei due ultimi mesi.


Le scorte sono paragonabili a quelle dell'anno scorso, quindi l'incremento del consumo  (+286,2 Gm3 ) non si può imputare alla ripresa della presa industriale (+2.3 Gm3.), non alle scorte e solo in minima parte al settore termoelettrico (+56,6 Gm3).

Dove è andato a finire il restante?

Rileggendo i dati Snam  si nota che sono aumentate le esportazioni (Esportazioni Reti di terzi consumi di sistema) di 40 Gm3 con un incremento del 41% e spiccioli, ma ne resta ancora fuori un bel po' dal conteggio (circa 187 Gm3).


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mercoledì 6 maggio 2015

Le auto elettriche e ibride in Italia, le immatricolazioni ad Aprile

Aumentano significativamente le immatricolazioni delle auto in Italia ad Aprile restando più o meno stabile l'introduzione delle auto elettriche e ibride in questo contesto. Ciò significa che quando aumenta il numero di auto con motore termico vendute aumenta anche il numero delle auto elettriche/ibride vendute.
Il mercato delle auto elettriche e ibride in Italia si attesta ad 1,3% del totale come vediamo dai dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) nel proprio sito web, provenienti dal Ministero dei Trasporti. Con questi dati possiamo verificare quale sia la situazione dei primi quattro mesi dell'anno delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride in Italia, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.

Nel mese di Aprile sono state immatricolate 2.014 auto ibride contro le 1.509 dello stesso mese dell'anno precedente con un incremento del 33,5%, e un incremento del 31,0% rispetto al quadrimestre 2014, 8.802 unità contro 6.717.

Le auto totalmente elettriche sono passate a 91 da 49 con una progressione mensile del 85,7 %, portando a 137,2% l'incremento nei primi 4 mesi del 2015 confrontati con il 2014, 676 unità contro 285.

L'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto nel quadrimestre incide per l' 1,4 %.


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

 
Le auto ibride


La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Febbraio e nell'anno 2014.

 Sui gradini del podio delle tutte-elettriche  di Aprile troviamo :


1° posto - Renault Zoe  con 34 unità.
2° posto - Nissan Leaf  con  26 unità,
3° posto - BMW I3 con 15.


Nei primi 4 mesi l'auto elettrica più venduta in Italia è la Nissan Leaf con 209 unità, seguita dalla Renault Zoef con 169 e dalla Citroen C Zero  con 116.

Le auto ibride più vendute sono:

 1° posto - la Toyota Yaris con 984 unità,
 2° posto - la Toyota Auris con 593,
 3° posto - la NX Lexus con 178.

 Nel primo trimestre mesi l'auto ibrida più venduta è la Toyota Yaris con 4.166 unità, seguita dalla Toyota Auris con 2.966 e dalla NX Lexus con 638.


 In un prossimo post vedremo l'andamento delle vendite delle auto elettriche in USA.



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martedì 5 maggio 2015

Immatricolazioni auto +24,2% ad Aprile

Il comunicato stampa dell'UNRAE (l’Associazione delle Case Automobilistiche estere) di ieri ci dice..
Finalmente una sequenza positiva sul mercato italiano: 11 mesi consecutivi di crescita, gli ultimi 4 a doppia cifra, aprile a +24,2%. I privati per il secondo mese consecutivo crescono a due cifre.
“Finalmente una sequenza di numeri positivi sul mercato italiano” - ha commentato Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE. “Undici mesi col segno positivo, 4 mesi di crescita a doppia cifra ed anche il segmento privati che cresce a doppia cifra, sono certamente dei bei segnali”.
“E come ci chiediamo il «perché» davanti a performance negative - prosegue Nordio - dovremmo interrogarci sulla ragione di questi risultati positivi, per individuare quali siano le opportunità che si possono cogliere”.
Intanto, il noleggio – grazie anche all'effetto Expo - è stato certamente rilevante per i risultati del mercato, il cui incremento tocca però marginalmente le Reti distributive, con qualche reale beneficio a venire nel settore post-vendita.
Pure il segmento dei privati cresce a doppia cifra, con un robusto +28%, anche frutto dell'effetto confronto con anni particolarmente depressi, riportandosi con 90.467 immatricolazioni in aprile, sui volumi di 3 anni fa.
“Alla luce dei segnali positivi derivanti da questi primi quattro mesi dell’anno – conclude Nordio - la stima UNRAE del mercato italiano delle autovetture per l’anno 2015 si porta a 1.480.000 immatricolazioni complessive, in crescita dell’8,8% e con 120.000 vendite in più rispetto ai risultati dello scorso anno”.

Il mese di aprile, secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, porta a casa un'ottima crescita a doppia cifra: +24,2% grazie alle 148.807 vetture immatricolate rispetto alle 119.849 dello stesso periodo 2014, evidenziando il miglior risultato per lo stesso mese degli ultimi 4 anni. Il 1° quadrimestre segna un incremento del 16,2% a 578.088 vetture immatricolate, rispetto alle 497.478 del gennaio-aprile 2014.
Anche dalla raccolta contratti, frutto di un primo scambio di informazioni fra UNRAE ed ANFIA, emerge in aprile una forte crescita a doppia cifra. I circa 158.000 contratti raccolti nel mese, indicano un incremento del 31% rispetto ai 121.000 dello stesso periodo del 2014 e nel quadrimestre la crescita è del 20%, con 607.000 unità complessive.

Dall'analisi della struttura del mercato – come detto – emerge per i privati una crescita nel mese del 28%, che li porta ad incrementare la propria quota di 2 punti percentuali, raggiungendo il 60,7% del totale. Nel 1° quadrimestre l'incremento è del 12,3%, in calo ancora in rappresentatività al 59,4%. Il noleggio, invece, continua in aprile a crescere a doppia cifra (+18,1%), seppur con tassi in ridimensionamento, e cede in quota, scendendo al 25%.
Da questo mese, l’UNRAE è anche in grado di dettagliare il 1° giorno un'informazione fondamentale, e cioè quanta parte va imputata al noleggio a breve termine e quanto al lungo termine. Il 18,1% di crescita complessiva del noleggio, infatti, è dato da un incremento di circa il 25% del noleggio a breve, al 13,5% di quota sul totale e da un +11,2% del lungo termine, all’11,5% di quota di mercato. Nel cumulato l’incremento del noleggio nel complesso è del 31,8% (25,5% di quota), determinato da un +41,7% del breve termine e un +23,7% del lungo termine.

Infine le società crescono in aprile del 17,1%, portando il cumulato gennaio-aprile in aumento del 9%, con una quota nel quadrimestre in calo di un punto percentuale, al 15,1%.
In crescita a doppia cifra nel mese tutte le alimentazioni in cui si scompone il mercato, con incrementi di quota per tutte, ad esclusione del diesel che perde due punti, portandosi al 55,2% del totale e del metano al 3,8%. Nel cumulato gennaio-aprile stabile in quota la benzina ed il metano, cede alcuni decimi il diesel, mentre crescono Gpl e vetture ibride.

Il mercato dell'usato, infine, evidenzia in aprile 398.746 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (le intestazioni temporanee alla rete di vendita, in attesa della rivendita al cliente finale), in crescita dell’11,4% sui 357.966 dell’aprile 2014. Nei primi 4 mesi dell'anno l'incremento è dell’8,2% a 1.554.694 rispetto alle 1.437.534 del gennaio-aprile 2014.


I nostri consueti grafici

L'andamento mensile negli ultimi 7 anni


 
Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente.

 
Nel grafico seguente vediamo le immatricolazioni delle auto considerando i 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Il picco è nel lontano 2010, quello è seguito è un crollo con una stabilizzazione a metà del 2013 e un accenno ad una lenta crescita fino ad oggi, soprattutto grazie al settore del noleggio.





In Francia

Il mercato francese delle auto nuove è cresciuto del 2,3% nel mese di aprile
Con 170.768 immatricolazioni nel mese di aprile 2015, il mercato delle automobili francese è cresciuta del 2,3% con lo stesso numero di giorni lavorativi (21 giorni). Nei primi quattro mesi dell'anno, il mercato è pari a 648.087 unità, in crescita del 5,6% su un identico numero di giorni lavorativi (84 giorni).
Il mercato dei veicoli commerciali leggeri è sceso dello 0,4% nel mese di aprile a 33.327 unità, ma è aumentata dello 0,2% in quattro mesi per 124.672 unità.

Negli USA
Il mercato automobilistico statunitense è aumentato del 4,6% nel mese di aprile
Le vendite di veicoli leggeri negli Stati Uniti sono aumentate del 4,6% nel mese di aprile con 1.455.000 unità, grazie alla forte domanda di veicoli commerciali leggeri. Le vendite di veicoli leggeri sono aumentate del 11%, mentre le vendite di auto sono diminuite del 1,6%.


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lunedì 4 maggio 2015

Il consumo di gas in Italia cresce ad Aprile 6,9 % sebbene ..

Siamo arrivati a Maggio quindi è possibile anticipare i dati del mese appena trascorso, Aprile, che riguardano il consumo di gas in Italia.
 I dati sono sempre quelli provvisori offerti dalla Snam nel proprio sito web mentre i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico li avremo tra un mesetto circa. Comunque, anche se provvisori, possiamo considerare validi i numeri della Snam e veritieri, come ci dimostra l'esperienza dei mesi e degli anni passati, in quanto si discosteranno dai dati ufficiali di poco o nulla, qualche decimale al massimo.
Dunque anche Aprile offre un segno positivo, aumento dei consumi. E' il quarto mese consecutivo positivo, in pratica tutti mesi del 2015 registrano un consumo più alto rispetto ai corrispondenti mesi del 2014.

Con i grafici da noi realizzati è facile prenderne visione con una sola occhiata e comprendere la situazione.
Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare  dal gennaio 2006 ad oggi. Risulta evidente l'incremento del consumo di gas di Aprile ma solo rispetto all'anno passato mentre è il peggiore rispetto agli 8 anni precedenti.


 Per una migliore comprensione riportiamo il grafico solo degli ultimi 5 anni.


In sostanza  ad Aprile abbiamo consumato 4.409,2 milioni di metri cubi di gas contro i 4123,0 milioni di metri cubi dello stesso mese del 2014 con un aumento percentuale del 6,9%.

Il grafico successivo evidenzia la percentuale del consumo rapportato con lo stesso mese dell'anno precedente con l'ultimo quadrimestre dove predominano le barre blu del segno positivo che descrive l'incremento rispetto al mese dell'anno precedente. Per quanto visto nei due grafici precedenti possiamo affermare che il miglioramento c'è ma retrospettivamente è limitato nel tempo, solo rispetto al 2014. Basta accontentarsi o sperare nella prosecuzione.


Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato nei 12 mesi precedenti alla data di rilevazione. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 e la risalita dell'ultimo trimestre, riportando i consumi annuali pressappoco a quelli del maggio 2014..

 

La produzione nazionale di gas.
Continua a diminuire la produzione nazionale ad Aprile Marzo passando da 591,0 milioni di metri cubi dello scorso anno a 543,2 milioni di metri cubi, con una contrazione di circa il 4,7 % rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Si aspetta che la tecnologia della fratturazione idraulica (fracking) voluta dal Governo per risolvere la carenza produttiva nazionale? (nota ironica).


 Il consumo del gas è un segnale dello stato di salute della nostra economia ed è per questo che seguiamo mensilmente il suo andamento, essendo strettamente legato all'uso che se ne fa per la produzione di energia elettrica e la produzione industriale, oltre che residenziale e al terziario. Una risalita nel consumo dovrebbe far pensare ad un miglioramento della nostra economia dovuta  ad un incremento della produzione industriale. Sarà così? Con un recente post abbiamo dimostrato che l'incremento apparente  del consumo era dovuto in realtà semplicemente all'importazione di gas per lo stoccaggio, da buone formichine.

Con il prossimo post vedremo di rispondere alla domanda e di verificare se l'incremento del consumo è dovuto alla produzione di energia elettrica delle centrali a turbogas o al consumo industriale o ancora una volta allo stoccaggio. A presto!



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sabato 2 maggio 2015

Lo stoccaggio di energia per una casa sostenibile secondo Tesla

La famosa casa automobilistica californiana che produce vetture elettriche, Tesla, ha annunciato ufficialmente i piani per offrire batterie  ad uso casalingo, lo stoccaggio di energia in forma chimica.
Powerwall sarà la batteria di casa che si ricarica con l'elettricità generata da pannelli solari, o quando i costi dell'energia sono bassi, per poi utilizzarla quando serve. Powerwall nelle intenzioni della casaq produttrice offre una possibilità di indipendenza dalla rete elettrica e la sicurezza di un backup di emergenza oltre che eventualmente evitare di pagare le tariffe di picco giornaliero.
Secondo Tesla le batterie di generazione corrente ad uso casalingo sono ingombranti, costose da installare e costose da mantenere. Al contrario, questo pacco di batterie agli ioni di litio,  eredita collaudata esperienza della tecnologia batterie usate nelle auto di Tesla per alimentare la casa in modo sicuro ed economico. Completamente automatizzata, si installa facilmente e non richiede manutenzione.
Powerwall è disponibile in due modelli. 10 kWh e 7 kWh per un uso settimanale o giornaliero. Entrambi sono garantiti per dieci anni e sono sufficienti per alimentare la maggior parte delle case nelle ore di punta e serali. Batterie multiple possono essere installate insieme per quelle esigenze in cui si richiede una quantità di energia superiore,  fino a 90 kWh totale per la batteria 10 kWh e 63 kWh totale per la batteria 7 kWh.


Tecnologia
a parete, batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico.
Modelli
10 kWh 3.500 dollari, per le applicazioni di backup
7 kWh 3.000 dollari , per applicazioni ciclo giornaliero
Garanzia : 10 anni
Efficienza : 92% di andata e ritorno efficienza DC
Potenza : 2,0 kW continuo, picco 3,3 kW
Tensione : 350-450 volt
Corrente : 5.8 A nominale, potenza di picco 8.6 A
Compatibilità : monofase e rete elettrica trifase compatibile.
Temperatura di funzionamento :  -20 ° C a 43 ° C
Contenitore :  per installazione interna ed esterna.
L'installazione : richiede l'installazione da un elettricista qualificato. Inverter DC-AC non incluso.
Peso : 100 kg
Dimensioni : 1300 millimetri x 860 millimetri x 180 millimetri
Certificazione : NRTL elencato a norme UL


(dal sito web Tesla)

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venerdì 1 maggio 2015

Occupati (diminuiscono) e disoccupati (aumentano) a Febbraio

Occupati e disoccupati (dati provvisori)
Dopo il calo del mese di febbraio, a marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-59 mila) rispetto al mese precedente, tornando sul livello dello scorso aprile. Il tasso di occupazione, pari al 55,5%, cala nell'ultimo mese di 0,1 punti percentuali. Rispetto a marzo 2014, l'occupazione è in calo dello 0,3% (-70 mila) e il tasso di occupazione di 0,1 punti.

I disoccupati aumentano su base mensile dell'1,6% (+52 mila). Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, a marzo il tasso di disoccupazione sale ancora di 0,2 punti percentuali, arrivando al 13%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti.

Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni mostra un lieve calo nell'ultimo mese (-0,1%), rimanendo su valori prossimi a quelli dei tre mesi precedenti. Il tasso di inattività si mantiene stabile al 36%. Su base annua gli inattivi diminuiscono dell'1% (-140 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti.

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2015 risultano in calo sia il tasso di occupazione (-0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività (+0,2 punti).

dal comunicato stampa Istat


I nostri grafici.

In percentuale.

Tasso di occupazione.
 
Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni



Combinato tasso di occupazione, tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni (indice a destra)



I nostri grafici.

Valori assoluti.

Forze lavoro

 
Occupati 


 
Disoccupati



Jobs Act? Rispondendo in un inglese corrispondentemente astruso: Bird of wood!


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