Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


mercoledì 11 febbraio 2015

Produzione industriale, sale a dicembre, scende nella media del trimestre e dell'anno

A dicembre 2014 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,4% rispetto a novembre. Dopo la stazionarietà registrata a ottobre, la produzione industriale ha mostrato incrementi sia a novembre sia a dicembre. Nella media del trimestre ottobre-dicembre la produzione è diminuita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2014, l'indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,1% (i giorni lavorativi sono stati 20 come a dicembre 2013). Nella media dell'intero anno 2014 la produzione è scesa dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

A dicembre l'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dei beni strumentali (+3,0%), dell'energia (+0,4%) e dei beni intermedi (+0,3%); diminuiscono invece i beni di consumo (-0,9%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a dicembre 2014, un solo aumento nel comparto dei beni strumentali (+6,5%); diminuiscono invece l'energia (-6,0%), i beni intermedi (-2,4%) e, in misura più lieve, i beni di consumo  (-0,2%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a dicembre 2014, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+14,7%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+13,9%) e della fabbricazione di macchine e attrezzature n.c.a (+8,6%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,3%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,4%) e della attività estrattiva (-5,8%).





Aiutandoci con i grafici da noi realizzati con i dati ISTAT riusciamo a capire meglio quale è lo stato attuale della produzione nazionale..

I nostri grafici.

Indici generali della produzione industriale: destagionalizzati, corretti per gli effetti di calendario (base 2010=100).



 Frattanto Confindustria stima un incremento della produzione industriale dello 0,2% in gennaio su dicembre, mentre  Padoan si cimenta in una dichiarazione che è sbilanciato ieri in una previsione (da ricordare a futura memoria) "La nostra crescita accelera. Nel 2015 avremo tutta l'Eurozona in crescita". Lo afferma il ministro dell'Economia al G20.

Come al solito il Governo emana messaggi di ottimismo che sono finalizzati a dimostrare (a parole) che sotto la propria azione  e indirizzo le cose stanno migliorando e miglioreranno nel prossimo futuro sicuri del fatto che gli italiani si dimenticheranno delle loro previsioni. Circola su FB un collage di ritagli di giornale che riguardano le previsioni di ripresa oserei dire essere esilaranti se non fossero tristemente errate. I titoli dei quotidiani.
Confindustria: "L'Italia in recessione, ma nel 2009 la ripresa"
Berlusconi: ripresa nel 2010, purchè tutti siano ottimisti"
Draghi; "Ripresa nel 2012" Spread sotto i 300 punti.
Governo rivede al ribasso stime Pil. Monti rassicura: Ripresa nel 2013.
Draghi; "Ripresa nel 2014, rivisto il Pil.". I mercati non temono le elezioni italiane

Ma dopo tutte le chiacchiere e le previsioni, sempre errate, la realtà nazionale è questa, la disoccupazione che pesa su tutti in particolare sui giovani.


Il tasso di disoccupazione a dicembre è al 12,9%, pari a 3 milioni 322 mila. mentre quella giovanile (15-24 anni) supera il 40%.



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1 commento:

Daniele Zanetti ha detto...

Il punto è che da settembre-ottobre 2014, il prezzo delle materie prime (petrolio, carbone, alluminio, rame ) ecc... sono scese in maniera decisa, dovute principalmente al rallentamento dei consumi cinesi e comunque a un calo a livello mondiale.
La situazione sicuramente è temporanea e i prezzi ritorneranno a salire già da settembre-ottobre 2015, portando a un nuovo collasso le varie economie. Già i primi segnali si vedono, con il crollo degli investimenti nel petrolio da scisto. http://ugobardi.blogspot.it/2015/02/il-collasso-dellindustria-del-gas-di.html

Siamo di fronte a una coperta corta. O i prezzi delle materie sono troppo alti e ci rimettono le nazioni produttrice, o il prezzo è troppo basso come adesso e ci rimettono le nazioni estrattrici.