Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 8 gennaio 2009

L'orizzonte dei veicoli elettrici

Credo che sia opportuno stabilire una tempistica se vogliamo comprendere a pieno il problema della mobilità, partendo dal presupposto irrinunciabile per M.E. che i soli mezzi utilizzati nel futuro saranno giocoforza elettrici, non essendoci niente di più stupido che bruciare risorse non rinnovabili (gas e petrolio) in aggeggi di bassissima efficienza quali sono i motori a combustione interna dei veicoli stradali. Meglio spostare gas e petrolio nelle centrali termoelettriche per produrre energia elettrica la cui efficienza e doppia se non maggiore quando realizzate in modo adatto. Poi possiamo prendere in considerazione altri aspetti che riguardino più precipuamente i veicoli elettrici come le batterie, i fili per i filobus e i tram e i treni, i costi. E poi la follia di ritornare considerare una mobilità basata sulle 2 o 3 macchine a famiglia sapendo che è una follia puramente speculativa ma non realizzabile per tutto quello che sappiamo sulla finitezza delle risorse e quindi l'irrealizzabilità di uno scenario di questo tipo. Ma prima di tutto, ritorno a ripetere, è bene metterci in testa che l'era del motore a scoppio è finita e che, se si vuole mantenere nel nostro paese una produzione veicolare di utilità e di lavoro per dare lavoro e 'benessere' (la pagnotta) qui ed ora, bisogna prima di tutto riconvertire velocissimamente il cervello del parco buoi e quello microscopico dei politici e quello dei capitani d'industria verso una produzione di veicoli elettrici da subito. Cinesi e giapponesi sono più avanti di noi. Vogliamo essere solo consumatori di prodotti esteri? Vogliamo essere il paese del sole e dei mandolini? Se non capiamo ciò potremo stare a discutere onanisticamente per mesi, anni, decenni mentre altri agiscono razionalmente.

.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve, scrivo per avere una delucidazione per quanto riguarda un concetto del post: "Meglio spostare gas e petrolio nelle centrali termoelettriche per produrre energia elettrica la cui efficienza e doppia se non maggiore quando realizzate in modo adatto."

Io sapevo che il rendimento del motore a combustione interna è circa del 20-30%. Mentre la rete elettrica italiana è del 33% poi ci aggiungiamo l'accumulazione e l'efficenza di un motore poniamo che sia al 90%; per cui l'efficenza totale è comunque circa il 29%.
Quindi non mi semrbra proprio una efficenza doppia: ho sbagliato qualch dato o calcolo??
Grazie per l'attenzione, non è un rimprovero ma una richiesta di delucidazioni.
paolomot

MondoElettrico ha detto...

Grazie Paolomot per l'occasione che mi dai per fare alcune precisazioni.
Il rendimento medio di un motore a scoppio ad uso veicolare è circa del 20/22 %, in città si riduce della metà se non meno negli ingorghi.
Il rendimento di una centrale a gas (oggigiorno oramai sono quasi tutte a gas le centrali in Italia) per la trasformazione in elettricità è indicativamente del 45%. Perdite della rete circa il 6/7 %. Batterie / caricabatterie perdite del 10% circa che vengono compensate però dal recupero di energia in frenata.
Da tenere presente anche che un motore elettrico è praticamente indistruttibile per cui possiamo pensare che possa durare almeno un milioni di chilometri prima di dover sostituire i cuscinetti con una spesa di pochi euro, al contrario un motore a scoppio ha una durata limitata ed oltre una soglia diventa molto inquinante.
I conti sono facili a questo punto, no?

Silvano Robur ha detto...

La signorina nella foto è Manuela Arcuri ?

MondoElettrico ha detto...

qualcosa le fa assomigliare.

superior ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.