Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 8 gennaio 2019

Le batterie allo stato solido, a che punto siamo per alimentare i veicoli elettrici


 Solid Power's pilot-production facility
Un lungo articolo è comparso online tre giorni fa nel sito Bloomberg riguardante la tecnologia delle batterie allo stato solido indicandole come sostanziale avanzamento tecnologico per offrire la stessa percorrenza chilometrica delle auto tradizionali alle auto elettriche permettendo anche una ricarica più veloce e ulteriori significativi vantaggi. Qui di seguito un riassunto.

La tecnologia delle batterie allo stato solido promette di essere più economica ed essere in grado di caricare più velocemente di qualsiasi altra strada percorsa fino ad oggi. Ma ancora nessuno è arrivato vicino a capire come renderla attuabile nell'immediato.

Per realizzare un veicolo elettrico ancora più economico, sicuro e in grado di percorrere 800 chilometri con una singola carica, l'industria automobilistica ha bisogno di una svolta nella tecnologia delle batterie. Più facile a dirsi che a farsi. Scienziati del Giappone, Cina e Stati Uniti sono tra quelli che lottano per comprendere come aumentare significativamente la quantità di energia che una cella sia in grado di immagazzinare per portare la percorrenza di un veicolo elettrico alla stessa misura di un pieno di carburante tradizionale. Questa ricerca si è concentrata sulla tecnologia delle batterie allo  stato solido, una revisione dell'architettura interna di una batteria per utilizzare materiali solidi invece di liquidi per consentire la ricarica e la scarica efficace e veloce. La tecnologia promette importanti miglioramenti rispetto agli attuali pacchi agli ioni di litio ammettendo, le case automobilistiche, di avere raggiunto i limiti delle loro capacità di energia accumulabile. 

Se può essere padroneggiata, la tecnologia a stato solido potrebbe aiutare ad accelerare la scomparsa delle auto a motore a combustione interna e potenzialmente ridurre i tempi di ricarica dei veicoli elettrici a circa 10 minuti. La rete di sovralimentazione sviluppata da Tesla Inc., che offre già ora dei tempi di ricarica più rapidi, richiede circa 30 minuti per portare un'auto scarica fino all'80% di ricarica. Alcuni ritengono che probabilmente, ad oggi, non si intravedono altri modi di arrivarci senza ricorrere tecnologia dello stato solido.

Attualmente, il miglior prototipo delle batterie a stato solido ha un capacità sufficiente per muovere un veicolo con una sola persona a bordo in un parcheggio della Toyota Motor Corp. vicino al Monte Fuji in Giappone. Le aziende automobilistiche come Daimler AG e Fisker Inc. stanno lavorando a questo obiettivo, come un gigante cinese del litio, la compagnia petrolifera francese Total SA e gli spinoff del Massachusetts Institute of Technology e della Stanford University. Fisker potrebbe condurre test sui veicoli già da quest'anno, mentre i timeline di Toyota e Daimler si estendono fino al 2020. 

Le batterie a stato solido promettono di aggiungere centinaia di chilometri di autonomia per i veicoli elettrici con  un pacco batteria più piccolo e semplice

La posta in gioco è enorme. Si prevede che l'adozione di veicoli elettrici alimenterà un aumento esponenziale delle batterie agli ioni di litio ed è vicinissima la sostituzione delle auto che hanno il motore a combustione interna. L'ultimo rapporto di BloombergNEF ha rilevato che gli autobus elettrici e le autovetture hanno richiesto batterie agli ioni di litio per 44 GWh (gigawattora) nel 2017 e che entro il 2030 si prevede che la domanda aumenterà di oltre 1.500 GWh all'anno. Chiunque abbia una batteria a stato solido in grado di sopravanzare la tecnologia agli ioni di litio fino a prendere il sopravvento in un mercato per tutte le batterie dei veicoli elettrici che varrà circa 84 miliardi di dollari entro il 2025, rispetto a circa 23 miliardi di dollari ora, secondo UBS Group AG. 

Che cosa è vincente nella tecnologia a stato solido

La tecnologia agli ioni di litio, lo standard per decenni nei telefoni cellulari e nell'elettronica personale prima di passare ai veicoli elettrici e allo stoccaggio di energia su scala utility, utilizza un elettrolita liquido per spostare gli ioni tra l'anodo e il catodo per caricare o scaricare una batteria. Una batteria allo stato solido, come suggerisce il nome, sostituisce questo liquido con un materiale solido come la ceramica, il vetro o un polimeroCiò dovrebbe ridurre il rischio che le batterie possano andare in default e consentire celle più sottili e quindi confezioni più piccole che si adattano meglio ad essere posizionate sotto il  sedile delle auto. I ricercatori desiderano anche accoppiare l'elettrolita solido con un anodo di metallo al litio per migliorare la densità di energia e consentire ai veicoli elettrici di percorrere distanze maggiori senza fermarsi. Ciò potrebbe aiutare a stimolare le vendite eliminando le preoccupazioni dei consumatori di rimanere senza alimentazione.

Per ottenere tutto ciò, c'è una lista di puzzle da risolvere. Attualmente i prototipi hanno una percorrenza della batteria considerata relativamente breve  (alcune centinaia di chilometri) per un veicolo e presentano costi non competitivi e altri problemi dei materiali quando vengono caricati o scaricati non correttamente. 

L'istituto cinese Qingdao New Energy Research Institute sperimenterà le auto con questa tecnologia entro due anni e considererà un prodotto commerciale possibile entro il 2025. In contemporanea, anche Amperex Technology Ltd., il più grande produttore di celle della Cina, include le batterie allo stato solido nella sua ricerca sulle batterie avanzate. La Samsung SDI Co. della Corea del Sud, SK Innovation Co. e Hyundai Motor Co. hanno affermato che stanno studiando anche loro la tecnologia, così come Dyson Ltd., il produttore di elettrodomestici che ha sede in Gran Bretagna che ora ha come target i veicoli elettrici 

Per la Daimler Andreas Hintennach, responsabile della ricerca sulle batterie presso la sede di Stoccarda, in Germania, ha dichiarato che dovrebbero avere i prototipi per le autovetture all'inizio del 2020. La casa automobilistica con vari marchi tra cui Mercedes-Benz ha concordato il mese scorso ordini per 23 miliardi di celle agli ioni di litio di generazione corrente fino al 2030. 

Volkswagen AG prevede di iniziare la produzione di prova con il partner QuantumScape Corp. arriverà non prima del 2022

Potrebbero essere tempi ottimistici, dice qualcuno.

Tesla afferma di parlare spesso con gli sviluppatori e di testare i prototipi di batterie ma ancora non vede una tecnologia migliore dei suoi attuali pacchetti agli ioni di litio che col suo modello S può viaggiare fino a 539 chilometri  con una singola caricaIl fornitore di Tesla, Panasonic, ha affermato di continuare a ricercare la tecnologia a stato solido, anche se ci sono molti ostacoli prima che la commercializzazione sia resa possibile.  

Toyota COMS veicoli elettrici super-compatti
La più grande speranza per una svolta riposa su Toyota, secondo i accademici e i dati dei sui brevetti. La più grande casa automobilistica dell'Asia ha almeno 233 brevetti o applicazioni riguardanti la tecnologia, quasi il triplo del suo concorrente più vicino, secondo un'analisi di Tommy Shen di Bloomberg Law. La compagnia sta investendo 1,5 trilioni di Yen (12,1 miliardi di Euro) nel business delle batterie e prevede la commercializzare della tecnologia a stato solido entro i primi anni del 2020, secondo il suo rapporto annuale pubblicato a ottobre. Negli ultimi dieci anni, Toyota ha schierato fino a 200 dipendenti alla volta per perseguire la tecnologia, principalmente nel suo centro di ricerca Higashi-Fuji vicino al Monte Fuji. L'azienda ha progredito nell'uso di batterie allo stato solido per alimentare un orologio digitale, uno scooter a due ruote e un nastro trasportatore prima di testare la tecnologia in una versione adattata della COMS, la sua monoposto a bassa velocità. 

Con molti produttori di batterie EV esistenti, concentrati nella crescita dei volumi e sulla riduzione dei costi, i principali sfidanti di Toyota potrebbero essere un gruppo di startup statunitensi. Nel riflesso di questa possibilità, lo scorso anno la VW ha pagato 100 milioni di dollari per aumentare la propria partecipazione in QuantumScape, fondata da ex ricercatori di Stanford con sede a San Jose, in California. Ionic Materials Inc., con sede a Woburn, Massachusetts, annovera il fondatore di Sun Microsystems, Bill Joy, e un fondo di venture capital composto da case automobilistiche Renault SA, Nissan e Mitsubishi Motors Corp. come sostenitori. SolidEnergy Systems, uno spinoff del MIT con sede a Woburn, prevede di iniziare le sperimentazioni con veicoli elettrici dopo il 2021, ha detto il CEO Qichao Hu in un forum di ottobre a Osaka, in Giappone.  Solid Power, una società di batterie con sede a Louisville, in Colorado, ha una partnership di sviluppo con BMW AG da dicembre 2017. Il CEO Doug Campbell ha detto che è sicuro che la tecnologia a stato solido sarà commercialmente valida nelle automobili solo tra cinque o dieci anni.





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lunedì 7 gennaio 2019

A Dicembre 2018 e nei 12 mesi dell'anno crescono le auto elettriche e le ibride a fronte del crollo del diesel e metano




Come abbiamo visto con il post dell'altro giorno, secondo il comunicato stampa dell'Unrae sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Dicembre il mercato delle auto ha una leggera crescita dello 0,4%.

Passando all’analisi della struttura del mercato, spiccano le performance positive delle auto elettriche che crescono del 92,9%, e le ibride +13,6% che insieme  conquistano la quota di mercato del 4,5% a spese delle auto diesel che a Dicembre perdono ancora, il 19%, dopo avere perso in Novembre il 25,6% e nei mesi procedenti  il 27% a Ottobre, il 38% a Settembre, e quota di mercato. Solo le auto a benzina tra i motori termici e crollano del 49% le auto a metano, e del 4,3% quelle a gpl.


nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

Dicembre le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche hanno ottenuto ancora il record del mese rispetto agli anni precedenti, numeri piccoli ma crescono continuamente con 380 unità, il +92,9% rispetto allo stesso mese del 2017 e del 148,5% nei 12 mesi dell'anno.



 La progressione.





Le auto ibride

Record anche per le auto ibride nel mese di Dicembre dal punto di vista numericoi e statistico essendo state immatricolate 5.663 unità, il +13,6 nel mese e +30% nei 12 mesi del 2018 rispetto al 2017.


 La progressione




L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.




L'introduzione delle auto elettriche conferma lo 0,3% del mese precedente nel mercato totale mentre le ibride è a 4,5con una introduzione complessiva del 4,8% lo stresso (4,8%) di tutto il 2018.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Dicembre 2018

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :


1 RENAULT ZOE        116,
  2 NISSAN    LEAF  68,
    3 SMART FORTWO   53.

Nei 12 mesi del 2018
1 NISSAN LEAF  1.473,
  2  SMART FORTWO 1.050,
    3 RENAULT ZOE 1.029.

Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :


1 TOYOTA YARIS 1.630,
  2 TOYOTA C-HR 1.070,
     3 TOYOTA RAV4 432.


Nei primi 12 mesi 2018

1 TOYOTA YARIS 28.087,
  2 TOYOTA C-HR 18.348,
     3 TOYOTA RAV4 7.391.








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sabato 5 gennaio 2019

1911, una stazione di ricarica per auto elettriche






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venerdì 4 gennaio 2019

Il traffico autostradale a Settembre 2018 cresce e il consumo di carburanti scende di poco



Le analisi di preconsuntivo sui flussi veicolari rilevati nel trascorso mese di settembre si distinguono per un miglioramento relativo alla componente leggera, che  registra un incremento vicino al due percento dopo alcuni mesi di calo generalizzato su gran parte della rete. Per quanto riguarda invece il settore dei veicoli pesanti, questi ultimi si attestano su un livello lievemente inferiore al punto di pareggio pur mantenendo, comunque, un buon riscontro se si guarda al relativo cumulato da inizio anno il quale supera di due punti e mezzo percentuale le risultanze dei primi tre trimestri dell’esercizio precedente.

Tutto ciò ha condotto ad un livello di traffico mensile superiore di circa l’uno percento a quello registrato nell’analogo periodo del 2017 e ad un dato complessivo annuale pari a 64 miliardi e mezzo di veicoli-km percorsi sulla rete autostradale a pedaggio, con uno scarto positivo calcolabile in 0,5 punti.

Passando invece all’esame degli elementi attinenti la sicurezza stradale, settembre è stato caratterizzato da una diminuzione nel numero di incidenti occorsi (quasi il 24 percento in meno) nonché nel numero di persone rimaste ferite in tali occorsi (diciannove percento).
L’aumento dei tassi concernenti la mortalità deve invece essere ridimensionato alla luce della esiguità dei valori assoluti di cui trattasi, che restituisce un risultato amplificato in sede di traslazione in tassi percentuale: andando ad esaminare il raffronto con il numero di decessi verificatisi nel periodo di riferimento del 2017, si nota infatti una differenza di sole tre evenienze. 
Infine, il quadro relativo ai dati cumulati si conferma sempre positivo, con costanza del trend al ribasso in tutti i settori evidenziati.

Dal comunicato Aiscat



I nostri grafici

Qui di seguito i nostri grafici a cominciare dal traffico con il numero in milioni veicoli-km dei veicoli leggeri. A Settembre abbiamo una crescita dell' 1,8% mensile e un meno 0,1% a livello annuale sui percorsi autostradali pari a 5.761,4 chilometri .




Si prosegue con dal traffico in milioni veicoli-km dei veicoli pesanti che diminuisce del  1,2%, continua ad essere positivo, del 2,5%, a livello annuale.



Per finire vedendo il totale, la somma dei leggeri e pesanti che cresce 1,1% mensilmente ma continua ad essere positivo dello 0,5% a livello annuale.





Ancora più significativo tra i segnali che 'misurano' lo stato della nostra economia nazionale fotografando un anno intero  è l'andamento definito dal grafico che prende in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti all'ultimo mese considerato, relativo al traffico dei mezzi pesanti destinati al trasporto delle merci e quindi segnale importante da tenere presente.

veicoli leggeri

Vediamo una diminuzione progressiva.





mezzi pesanti

Continua la salita quasi in modo lineare.






L'insieme dei due gruppi veicolari chiarisce che la tendenza è verso una stabilità orizzontale.







Facciamo adesso un passo indietro per controllare quanto carburante si è consumato nello stesso mese di Settembre del  2018 e negli anni precedenti. 

Il consumo dei carburanti per autotrazione


Vediamo i grafici da noi realizzati suddivisi per anno solare a partire dal 2007.

Il consumo della benzina a Settembre, segue costantemente la lunga fase di discesa  dei consumi sullo stesso mese dell'anno passato e, come vediamo dal grafico, risulta trovarsi anche nel mese appena trascorso  in fondo al grafico risultando all'ultimo posto tra gli ultimi 12 anni presi in considerazione, con una percentuale negativa dell'1,2%, ed ancora negativo considerando i primi 9 mesi-0,8%.



... il consumo di gasolio è superiore al consumo dello stesso mese del 2017 del +0,5% e dello 3,1% nei 9 mesi del 2018.



Qui sotto vediamo l'andamento del gasolio più la benzina, +0,1% in più nel mese trascorso e del 2,1% nei 9 mesi.


Adesso vediamo i grafici che prendono in considerazione i consumi sommando gli ultimi 12 mesi includendo il mese di riferimento. Non fanno altro che confermare quanto detto sopra.

Per la benzina continua inesorabilmente a scendere nei consumi, ancora ai minimi .

Il gasolio risale e si stabilizza.



Il grafico che mette insieme la benzina e il gasolio disegna la curva in lieve risalita poi si appiattisce.


GPL

Diamo un'occhiata anche al consumo del gpl da trazione, essendo anch'esso un derivato del petrolio.  Il propano scende in modo pesante, il 5%, confermato anche dal consumo dei mesi trascorsi del 2018 con -4,4%.

E' evidente la fase di regresso da più di un anno del consumo da trazione nel grafico seguente che prende in considerazione la sommatoria dei 12 mesi precedenti.





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giovedì 3 gennaio 2019

Le immatricolazioni delle auto in Italia a Dicembre 2018 a +0,4%, diesel -19%, gpl -4,3% e metano -49%




2018 in rallentamento per il mercato auto: 1.910.025 immatricolazioni (-3,1%). Nuove tasse per gli automobilisti nel 2019.
“Nell’anno appena concluso per gli automobilisti italiani erano state ventilate ipotesi di riduzione del carico fiscale, incidendo ad esempio sulle accise dei carburanti, e di rassicurazione sulla mancata introduzione di nuove tasse. Il 2019, invece, si apre con un’imposizione aggiuntiva per gli acquirenti di nuove autovetture che andrà a colpire non soltanto quelle di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate al superbollo, ma alcune versioni di modelli diffusi sul mercato, in particolare, presenti nella prima fascia soggetta al malus”. Così si è espresso Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, in occasione del commento ai risultati del mercato 2018.

La Legge di Bilancio, infatti, prevede a partire dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione di un “malus” per gli acquirenti di nuove autovetture con emissioni di CO2 superiori a 160 g/km, che parte da 1.100 euro fino ad arrivare a 2.500. Vetture di ultima generazione che in termini di impatto ambientale sono molto più virtuose di quelle con oltre 15 anni di età che continuerebbero a circolare sulle nostre strade.

“Se da un lato appare irragionevole un’ulteriore penalizzazione su un settore già fortemente tassato - prosegue il Presidente - riteniamo al contrario di fondamentale importanza lo stanziamento previsto a supporto delle infrastrutture di ricarica, a nostro avviso il primo necessario passo che il Paese deve fare per creare le condizioni abilitanti per lo sviluppo della mobilità elettrica”.

Nel frattempo, il mercato delle autovetture archivia il 2018 – come previsto dall’UNRAE il mese scorso - segnando una flessione del 3,1% con 1.910.025 unità complessivamente immatricolate verso le 1.971.345 vendute nel 2017. L’anno è stato influenzato da un secondo semestre particolarmente altalenante: l’anticipo degli acquisti su agosto, in vista dell’entrata in vigore dal 1° settembre delle nuove norme di omologazione dei veicoli (WLTP) ed i riflessi sulle vendite di settembre (-25,2%), ottobre (-7,2%), e novembre (-6,3%) che hanno registrato risultati peggiori delle attese, influenzati dalla non completa disponibilità di prodotti rispondenti alle nuove norme da parte di alcuni Costruttori. Il mese di dicembre, caratterizzato dalle dichiarazioni legate all’introduzione del “malus” nel 2019 e supportato dalla piena disponibilità dei prodotti di nuova omologazione, è riuscito a chiudere con un incremento del 2% e 124.078 autovetture immatricolate rispetto alle 121.689 dello stesso mese del 2017.

“Il 2019 sarà un anno che, eccezion fatta per fattori che ad oggi non vediamo – afferma Michele Crisci – dovrebbe attestarsi su un volume di auto vendute più basso del 2018, sia per la tassazione aggiuntiva che provocherà un forte ammanco di IVA nelle entrate dello Stato, come più volte abbiamo rappresentato al Governo, sia per una tendenza al rallentamento che già si era fatta vedere negli ultimi mesi del 2018, non solo nelle immatricolazioni ma anche nelle acquisizioni di nuovi contratti”.

“Non ultima - conclude Crisci - la confusione generata dai blocchi del traffico sui diesel e le dichiarazioni di alcune amministrazioni locali di importanti città italiane non aiuteranno il consumatore a prendere decisioni serene di acquisto, complicando ulteriormente la risposta alle esigenze di mobilità dei cittadini”.

Ciò emerge chiaramente dall’andamento delle vendite per motorizzazione dove il diesel nel mese di dicembre mostra una perdita del 19% dei volumi - in particolare nell’area degli acquisti dei privati e delle società - scendendo di 11 punti percentuali di quota e fermandosi al 46,4% del totale. Nell’intero 2018 la flessione delle vendite è pari al 12,3%, con una rappresentatività sul mercato del 51,5% (-5 punti percentuali rispetto al 2017). Ne beneficia la benzina che segna in dicembre un forte incremento del 40,4%, grazie proprio ai privati e al noleggio, recuperando quasi 12 punti di quota sul totale e portandosi al 41,5%. Nel totale anno la quota si attesta sul 35,3% grazie ad un incremento delle vendite del 7,9%. In leggero calo il Gpl sia nel mese sia nel cumulato 2018, dove chiude stabile al 6,5% di quota. In dicembre il metano perde la metà delle immatricolazioni, scendendo appena ad un 1,1% di rappresentatività, mentre si mantiene in crescita del 14,3% nel totale anno, all’1,9% di quota sul totale. In crescita le vetture ibride del 13,6% in dicembre e del 30% nel totale 2018, archiviando in entrambi i periodi una quota del 4,5%. Ottima crescita per le vetture elettriche, grazie agli acquisti di tutti i canali di vendita (in particolare del noleggio), che nel mese e nel totale anno si attestano sullo 0,3% di quota, superando la soglia delle 5.000 vetture complessivamente immatricolate (5.010).

Le difficoltà che stanno incontrando le motorizzazioni diesel emergono anche dall’analisi dello stock di autoimmatricolazioni per alimentazione che, al 31 agosto 2018 (dato ad oggi consolidato), su un totale di oltre 178.000 unità, erano costituite per il 69,1% da vetture diesel, quota che sta registrando progressivi aumenti.

Tra canali di vendita gli acquisti dei privati segnano un incremento dell’8,6% in dicembre, attenuando la flessione dell’intero anno ad un -2,4%. Nel 2018 la quota riesce a recuperare 1/2 punto percentuale portandosi al 56,9% del totale. Anche il noleggio segna un incremento del 6,9% in dicembre, rimanendo stabile in volume nel totale anno 2018 (+0,4%), con una quota che recupera meno di un punto, al 22,6% del mercato. Nel 2018 il lungo termine segna un leggero incremento dell’1,2% a fronte del calo del breve termine del 7%. In forte flessione le vendite a società in dicembre (-21,8%) che nell’intero anno segnano un calo del 9,3% (al 20,5% di quota), dovuto soprattutto alla flessione delle autoimmatricolazioni, visto il confronto con la spinta che questo canale aveva registrato nel 2017.
Nell’anno 2018 segnano una flessione quasi tutti i segmenti, con cali più accentuati per le city car e le vetture del segmento E, ad eccezione delle medie (segmento C) a +1% delle vendite e dell’alto di gamma a +4,2%. Le utilitarie si confermano stabili nel 2018 al 36,6% di quota, inseguite dal segmento C in crescita al 33% di quota; stabili anche le medie superiori (D) al 12,7%, mentre flettono le city car che, in contrazione di oltre 1 punto, si fermano al 15,6% del totale.

Le carrozzerie a fine anno si presentano quasi tutte in territorio negativo, ma spiccano gli incrementi a doppia cifra dei crossover e fuoristrada, che nel complesso rappresentano nel 2018 il 38,6% delle vendite di autovetture (+8 p.p.).

Sul fronte delle aree geografiche nell’intero anno perde il podio il Nord Ovest, in flessione dell’8%, al 30,8% di quota. Al primo posto sale il Nord Est al 32,7% del totale e recuperano qualche decino di punto l’Italia centrale, meridionale e insulare.

Come conseguenza del tipo di motorizzazioni acquistate, continua a salire la CO2 media ponderata che in dicembre segna un incremento del 7,1% (a 120,6 g/km) e a fine anno dell’1,8% a 114,4 g/km, rispetto ai 112,4 dell’anno precedente.


Per concludere l’analisi del mercato, i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente) in dicembre hanno segnato una flessione del 5,2% a 337.269 unità rispetto ai 355.863 del dicembre 2017. Nel cumulato anno i passaggi di proprietà sono stati 4.426.268 in calo del 3,3% verso i 4.575.981 del gennaio-dicembre 2017.

Comunicato Unrae 


I nostri consueti grafici



L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 10 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Dicembre  le immatricolazioni si collocano alla pari rispetto allo stesso mese del 2017, mella posizione mediana degli ultimi 10 anni. Un +0,4% per il mese e un -3,3% nell'intero anno.

Cambiano le preferenze degli acquirenti abbandonando piano piano le auto diesel per le note ragioni di inquinamento e quelle a metano , una tendenza che è iniziata più di un anno e mezzo fa.

L'andamento mensile negli ultimi 10 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta con una tendenza consolidata verso la discesa dal settembre 2017.




Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che negli ultimissimi mesi si è chiusa allo zero per poi  per delineare una tendenza percentuale negativa.



Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.






Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Febbraio 2018.


Qui sotto il grafico delle immatricolazioni dal 2001 ad oggi. La perdita è del 3,3% del 2018 nei confronti del 2017




Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano.






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mercoledì 2 gennaio 2019

Il consumo di gas in Italia a Dicembre 2018, scende, - 8,3 %, come la produzione -6,4%




L'ultimo mese dell'anno, appena trascorso, conferma una tendenza degli ultimi mesi con  una nuova diminuzione del consumo di gas, piuttosto consistente, dell' 8,3% rispetto allo stesso mese del 2017 come possiamo vedere dai dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web. 

Utilizzando questi ultimi dati della Snam, che sono ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontandoli con quelli dei mesi  e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I dati Snam, per nostra esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostando di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 13 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazion
e. 



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Dicembre 2018 si pone a livelli abbastanza bassi, certamente al di sotto della media degli ultimi 13 anni. Dunque rileviamo che nel mese di Dicembre il consumo di gas comunque scende dell' 8,3% ovvero quantitativamente abbiamo bruciato e messo in rete 8.899,77 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro i 9.706 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2017, mentre complessivamente nell'anno scende del 3,3% rispetto all'anno trascorso.


Lo stesso grafico con gli ultimi 8 anni per evidenziare l'andamento e individuarne la posizione  mediana.




Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu interrotta saltuariamente come è sta succedendo nei due mesi precedenti a Novembre e Dicembre quando è tornato a diventare blu, positivo, mentre torna a scendere sotto lo zero negli ultimi mesi.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017 per sopperire alla mancanza di energia elettrica dalla Francia che aveva 12 centrali nucleari in stand by, scende progressivamente da metà anno 2018.




Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale a Dicembre scendendo del 6,4circa rispetto allo stesso mese del 2017 con 423,7 milioni di metri cubi (dato provvisorio).



La curva che sembrava tendere a risalire, come è evidenziato dal grafico qui sotto riportato della quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, ritorna a inesorabilmente a scendere.


Ecco qui di seguito l'ultimo grafico con il consumo a livello annuale. In salita dal 2014 fino al 2017, scende nell'anno appena trascorso.





Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta inferiore da parte dell'industria o  delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica. Lo vedremo in Post dedicato.






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