Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


sabato 20 giugno 2009

Inquinamento. PM10 ed ozono in Europa

Nonostante i miglioramenti favoriti dalla legislazione europea, particolato e ozono rimangono i principali inquinanti dell’aria presenti in Europa.

Due rapporti dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) fanno il punto sulla situazione.

Alte concentrazioni di PM10 e di ozono possono avere effetti dannosi sulla salute umana e sulla vegetazione.

La legislazione europea sulla qualità dell'aria pone due valori limite per le concentrazioni di PM10 ai quali i cittadini dell'Unione non devono essere esposti:

- ad una concentrazione media annua di PM10 non deve superare il livello di 40 mg per metro cubo (m3)

- ad una concentrazione di PM10 superiore ai 50 mg per m3 per più di 35 volte in un anno

Per la protezione della salute umana dall’ozono a livello del suolo, la legislazione europea pone un valore obiettivo (non vincolante legalmente):

- una concentrazione media nelle otto ore di 120 mg per m3 non deve essere superata per più di 25 giorni in un anno.

Un europeo su quattro nel 2005 ha avuto molti giorni dell’anno nei quali ha respirato alte concentrazioni di particolato (PM10), il rapporto di EEA "Spatial assessment of PM10 and ozone concentrations in Europe (2005)".

In aggiunta a queste punte giornaliere, un europeo su dieci è stato esposto durante l’anno a livelli medi di concentrazioni di particolato PM10 superiori al limite previsto dalla UE.

Si stima che in Europa il PM10 abbia causato circa 373.000 morti premature nel 2005.

Ampie zone dell’Europa orientale e la Pianura Padana nel nord Italia, ma anche parti dei Balcani, dell’Italia, della Grecia, dell’Olanda, del Lussemburgo, del Portogallo e della Spagna, sono caratterizzate da livelli record giornalieri di concentrazioni di PM10, specialmente nelle zone più urbanizzate.

Il rapporto registra situazioni analoghe per i livelli di ozono, con più di un terzo della popolazione europea esposta a livelli di ozono superiori al limite obiettivo previsto dalla UE. L’impatto sulla salute sembra essere inferiore, rispetto a quello del PM10 ed è stimato nell’ordine di 75 morti premature per milione di abitanti (per l’Europa meridionale e sud orientale) e meno di 10 morti premature per milione di abitanti (nell’Europa settentrionale e nord-occidentale) nel 2005.

Il numero di episodi di superamento dei limiti per l’ozono diminuiscono, ed il rapporto EEA "Air pollution by ozone across Europe during summer 2008" afferma che i livelli di ozono registrati nel corso dell’estate 2008 sono stati i più bassi dal 1997. Tuttavia tutti gli stati della UE hanno superato i limiti relativi all’obiettivo a lungo termine della legislazione europea.

I livelli più elevati sono stati misurati in Italia, con concentrazioni della media oraria di 399 and 302 μg/m3,. Numerose stazioni in Belgio, Grecia, Italia, Spagna e Svizzera hanno poi registrato concentrazioni comprese fra i 240 ed i 300 μg/m3.

Fonte: Arpat

(cliccare sulle immagini per ingrandire)
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venerdì 19 giugno 2009

RWE punta su 'Desertec' e auto elettriche

RWE (*), il secondo produttore tedesco di energia elettrica, sembra abbia tutta l'intenzione di entrare a far parte del progetto, già noto, si chiama "Desertec" (abbiamo già scritto sull'argomento qui ).

La prima fornitura in Germania di energia solare proveniente dal Sahara dovrebbe aver luogo tra 10 anni. Nei piani del consorzio, "Desertec" (**) dovrebbe coprire a medio termine il 15 per cento del fabbisogno energetico europeo. Probabilmente alle iniziative collaboreranno anche Italia e Spagna ma questo si saprà dopo il 13 luglio, data di creazione del consorzio di cui faranno parte il colosso assicurativo Muenchener Rueck, Deutsche Bank, la Siemens ed appunto la RWE.

Altra notizia relativa a RWE viene da Bonn ove si è svolto al primo congresso nazionale sui veicoli elettrici. Carolin Reichert, responsabile della divisione Nuove Iniziative del colosso dell'energia, ha confermato l'interesse dell'azienda (leggere il nostro post su la presa elettrica standard per VE) al crescente mercato delle auto elettriche che entro il 2020 si prevede ne circoleranno fino 2,4 milioni di unità sulle strade tedesche. Il governo federale, come e' noto, prevede di stanziare 700 milioni di euro entro il 2015 per promuovere lo sviluppo e la diffusione delle auto elettriche nel Paese. Berlino punta ad almeno un milione fra veicoli elettrici e ibridi per il 2020.

(*) RWE AG (fino al 1990: Rheinisch-Westfälisches Elektrizitätswerk AG) è una compagnia elettrica tedesca fondata nel 1898, con sede ad Essen. Tramite le sue società controllate, distribuisce elettricità (ma anche gas e acqua) ad oltre 120 milioni di clienti, principalmente in Europa e Nord America. La RWE è il secondo maggior produttore di elettricità tedesco (dopo la E.ON). Opera negli USA tramite la American Water Works e la sua controllata CalAm (california American Water).

(**) The DESERTEC Foundation (website) is intended to serve as a hub for realizing the DESERTEC Concept. It will also work for creating a global alliance to ensure security of energy supplies, to promote economic development, and to stabilize the world’s climate.

Fonte: Il sole24ore online, repubblica online
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giovedì 18 giugno 2009

Autoambulanza elettrica

Non l'avevate mai vista, vero?

In anteprima eccola qua con le caratteristica essenziali.

Batterie ad alta capacità LITIO-POLIMERI
Motore asincrono 30/60 KW
Frenata rigenerativa doppio step
Autonomia di servizio a pieno carico, in ciclo urbano, in condizioni normali di guida e di utilizzo : km. 130 per ogni ciclo di ricarica.
Velocità massima: 70 km/h
Pendenza superabile 16%
Tempo di ricarica : 6/8 ore
Velocità, accelerazione e recupero energia programmabili secondo richiesta.

La conversione del Ducato Fiat è interamente italiana, materiale elettrico ed elettronico italiano eccezion fatta per le batterie, naturalmente.

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Consumi di energia elettrica in Italia: - 7,3% a maggio 2009

Terna è il principale proprietario della Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica ad alta tensione con il 98,3% delle infrastrutture elettriche nazionali. E’ anche responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell'energia sull'intero territorio e quindi della gestione in sicurezza, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia elettrica. La Società è inoltre responsabile dell'attività di programmazione e sviluppo della Rete, provvede alla sua manutenzione e al suo sviluppo nel rispetto dell'ambiente e coniuga competenze e tecnologie per migliorarne l'efficienza.

Recentemente Terna ha diffuso attraverso un comunicato stampa i consumi nazionali di energia elettrica nel mese di maggio. Si legge.

Nel mese di maggio 2009 la quantità di energia elettrica richiesta in Italia, pari a 25,4 miliardi di kilowattora, ha fatto registrare un calo del 7,3% rispetto ai volumi richiesti a maggio dell’anno precedente.
Sul risultato di maggio 2009 hanno influito una giornata lavorativa in meno (e quindi un minor
consumo di elettricità) e una temperatura media mensile superiore di circa un grado e mezzo
rispetto a maggio 2008 (con un conseguente maggior utilizzo di energia elettrica per il ricorso alle
apparecchiature refrigeranti). Poiché i due effetti risultano di segno contrario e uguali in valore
assoluto, il dato normalizzato della variazione della domanda elettrica di maggio 2009 risulta
comunque pari a -7,3%.

Complessivamente il fabbisogno dei primi cinque mesi del 2009 ha registrato un calo del 8,6%
rispetto allo stesso periodo del 2008; a parità di giorni lavorativi, la diminuzione è pari a -7,8%.
L’andamento negativo dei consumi elettrici non andrà a incidere sulle attività di sviluppo della rete previste da Terna. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, infatti, riconoscendone la natura
infrastrutturale, ha introdotto un meccanismo che rende molto marginale l’impatto della
diminuzione dei volumi di energia sui ricavi tariffari di Terna, attraverso una “franchigia” di +/-
0,5%.

Nel mese di maggio 2009 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per:
  • un 85,2% con produzione nazionale e per la quota restante
  • 14,8% dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

In dettaglio, la produzione nazionale netta (22,2 miliardi di kWh) è in calo di un 8,3%
rispetto a maggio 2008:
  • in crescita la fonte di produzione idroelettrica (+31,6%),
  • eolica (+12,3%) e
  • geotermoelettrica (+0,6%),
  • in calo la fonte termoelettrica (-18,6%).

A livello territoriale la variazione della domanda è differenziata sul territorio nazionale, ma ovunque
negativa:
  • -9,2% al Nord,
  • -6,9% al Centro e
  • -3,8% al Sud.
25,4 miliardi di kWh richiesti nel mese di riferimento sono distribuiti per il 44,1% al Nord, per il 30% al Centro e per il 25,9% al Sud.

Consumi ad Aprile

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Bilancio mensile dell'energia elettrica in Italia dal 2006 ad oggi


Cliccare sull'immagine per ingrandire
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Fotovoltaico in Toscana, 2.400 impianti con l'incentivo

Boom di richieste in Toscana per l'accesso alle tariffe incentivanti del Conto Energia, il particolare meccanismo di incentivazione che remunera l'energia elettrica prodotta da un impianto solare fotovoltaico per un ventennio. Secondo dati del Gestore servizi elettrici (Gse), a fine marzo di quest'anno erano 2.401 gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio nella nostra regione. Il conto energia rappresenta la fonte principale fonte di reddito per coloro che decidono di installare un impianto fotovoltaico poiché comporta l'erogazione di un incentivo proporzionale alla produzione di energia elettrica. Un'ulteriore fonte di ricavo è rappresentata dalla valorizzazione dell'energia elettrica prodotta dall'impianto che può essere poi autoconsumata oppure venduta al mercato. L'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico è remunerata attraverso una tariffa incentivante articolata con l'applicazione di alcuni parametri. Per gli impianti entrati in esercizio a partire dal 1° gennaio di quest'anno, con potenza nominale fino a 3 kW, le tariffe incentivanti variano da 39 a 48 eurocent per kW prodotto. La richiesta dell'incentivo deve essere inviata al Gse entro sessanta giorni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto fotovoltaico. La stragrande maggioranza dei proprietari di piccoli impianti utilizzano il meccanismo di «scambio sul posto» che permette di immettere in rete energia elettrica prodotta ma non immediatamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento successivo per soddisfare i propri consumi. Per facilitare il finanziamento degli impianti fotovoltaici, il Gse permette la cessione dei crediti derivanti dall'ammissione alle tariffe incentivanti al soggetto finanziatore.
Fonte: la Repubblica
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mercoledì 17 giugno 2009

Energia. I consumi petroliferi italiani nel mese di maggio 2009

L'Unione Petrolifera ha emesso il consueto comunicato stampa, all'interno del proprio sito web, che fotografa i consumi petroliferi italiani nel mese di maggio 2009. Questi hanno fatto segnare una nuova e pesante flessione - 8,5% pari a 565.000 tonnellate in meno rispetto allo stesso mese del 2008, attestandosi a poco più di 6,1 milioni di tonnellate.
I prodotti autotrazione, penalizzati da un giorno di consegna in meno, hanno rilevato le seguenti dinamiche:
- la benzina nel complesso ha mostrato - 4,5% pari a 43.000 tonnellate in meno rispetto al maggio 2008, mentre
- il gasolio autotrazione - 4,1% pari a 92.000 tonnellate in meno.
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di maggio è così risultata pari a circa 3 milioni di tonnellate, con un decremento del 4,3% (-135.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2008.

l'analisi di Aprile

Il governo coreano incentiva 'poco' le auto elettriche

Registriamo la lamentela di un redattore del giornale coreano JoongAng Daily secondo cui il governo locale poco fa per incentivare l'utilizzo di veicoli elettrici ed ibridi. Se una persona compra una vettura ibrida in Corea dall' inizio del prossimo mese potrà ricevere un contributo fino a 3,1 milioni di won (1770 euro) per l'acquisto e agevolazioni fiscali.

Troppo poco confrontando quanto fanno altri governi stranieri quali Stati Uniti, Francia e Giappone. Giappone sta dando 250.000 yen (1.835 euro) in sovvenzioni per gli acquirenti di auto ibride, ma molto di più per le auto completamente elettriche (leggere qui). Gli Stati Uniti hanno restituiscono sotto forma di imposta sul fino a 3.400 dollari (2.450 euro) per una vettura ibrida. Si dimentica, il redattore, che la vicina Cina offrirà un contributo ben più sostanzioso all'acquirente di un'auto elettrica, l'80% (leggere qui).

Comunque il Ministero ( Ministry of Knowledge Economy ) competente coreano si è ripromesso di ridiscutere al più presto la questione.

Fonte: JoongAng Daily online

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martedì 16 giugno 2009

Le immatricolazioni auto a Maggio in Europa: -4,9%

Sono stati diffusi da parte dell'ACEA (Associazione costruttori europei dell'auto) i dati relativi alle immatricolazioni delle auto del mese di Maggio in Europa (27 paesi Ue più quelli Efta) che risultano essere in flessione per il tredicesimo mese consecutivo. In totale sono state resgistrate 1.270.195 nuove auto.

Come si legge nella tabella (cliccare per ingrandire) qui a fianco si rileva una flessione ancora profonda delle immatricolazioni in Europa in calo annuale del 4,9% e del 13,9% nei primi cinque mesi dell'anno in corso. Bene l' Austria (+4,8%), Francia (+11,8%) e Germania (+39,7%), soprattutto grazie agli incentivi per il rinnovo delle flotte.
Flessioni si sono registrate in Italia nonostante gli incentivi (-8,6%).
Vistosi cali in Gran Bretagna (-24,8%) e in Spagna Spain (-38,7%),Finlandia, Irlanda, Olanda, Portogallo, Svezia, Belgio.

Sostanzialmente il crollo continua e sembra essere frenato solo laddove vi siano dei contributi locali statali, ma che non fanno altro che drogare il mercato per un certo periodo, drogaggio che verrà ad essere scontato con gli interessi. In altri termini, nei mesi futuri, possiamo aspettarci un supercrollo in quei mercati dove sono stati elargiti contributi statali come bomba ad orologeria.

(cliccare sull'immagine per ingrandire)

I dati di Aprile 2009
I dati di Marzo 2009
I dati di Febbraio 2009

Dalle Regioni 600 milioni per la Fiat elettrica (altrettanti dal governo)

La presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso ha convocato una riunione con i colleghi delle aree con stabilimenti Fiat suggerendo investimenti regionali per 600 milioni di euro allo scopo di costruire qui l'auto del futuro.

Questo è quanto scrive Marco Trabucco nel suo articolo su la Repubblica/Espresso online.

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Dobbiamo seguire gli esempi che arrivano da Francia, Germania e Stati Uniti. Anche il governo deve fare la sua parte, raddoppiando la cifra. Solo così possiamo salvare le nostre fabbriche

Bresso lei ha scritto agli altri presidenti della Regioni che ospitano stabilimenti automobilistici per convocarli a un incontro. Cosa intende proporre?
"In realtà l'appuntamento del 10 giugno non nasce dal nulla. I nostri assessori si stanno parlando già da qualche settimana, per la precisione dal 30 aprile, quando noi governatori c'eravamo visti a Roma con i sindacati e qualche idea l'abbiamo già".
Quali sono queste idee?
"Ciò che sta accadendo negli Stati Uniti, in Francia e in Germania, con il sostegno dei governi all'industria automobilistica locale, con l´accordo Fiat-Chrysler, con il dibattito che sta accompagnando l'offerta di acquisto di Opel, ha rafforzato la nostra convinzione che il sostegno al settore automotive sia decisivo per il futuro economico ed industriale del nostro Paese. Perché coinvolge un numero molto elevato di imprese, oltre 2700, con un fatturato pari all´11,4 per cento del Pil. Perché è il primo contribuente fiscale del paese come settore industriale (81,6 miliardi di euro l´anno) è tra quelli ad alta tecnologia e alto valore aggiunto, dà lavoro a circa 275.000 persone direttamente, e a circa 1 milione in maniera indiretta. In più contribuisce all´export per l' 8,6 per cento del totale ed è il primo settore industriale in termini di investimenti privati".

Quindi?
"Quindi bisogna conservarlo e anzi favorirne l'ulteriore sviluppo".

Come, visto che in questo momento la competizione internazionale si sta facendo durissima? E che addirittura si rischia di scatenare una guerra tra le regioni per salvare questo o quello stabilimento Fiat.
"Qualche mese fa io avevo chiesto al governo non solo di varare gli incentivi ma anche di investire in ricerca in questo settore, perché il futuro è dell'auto pulita. In un mercato che è fermo perché, almeno qui in Occidente, giusto si rinnova ogni tanto il parco auto, chi arriva primo a questo risultato vince".

Il governo gli incentivi non li ha varati?
"Lo ha fatto, anche se con qualche mal di pancia, come se fosse vera l'equazione che far del male alla Fiat sia far male solo a Torino e al Piemonte che sono zone di pericolosi governi rossi, comunisti. E non fosse invece far male a tutt'Italia. Comunque gli incentivi alla rottamazione li hanno varati, mentre di soldi per aiutare la ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli non se ne è parlato".

Allora?
"L'azione dell'amministrazione Obama, l'esempio francese e le vicende tedesche, con il forte coordinamento tra governo centrale, laender regionali e presenza istituzionale nelle istituzioni multinazionali ci hanno convinto che l'Italia può partecipare a questa competizione internazionale solo agendo come sistema paese. È per questo che proponiamo un'azione comune tra le regioni interessate e con il governo per discutere insieme una serie di misure che consentano di rafforzare il settore automotive nel nostro paese. Primo fra tutto un programma di sostegno all'innovazione nel settore che coinvolga sia risorse centrali che risorse delle regioni".

Quindi avete soldi da mettere a disposizione?
"Da una prima valutazione che abbiamo fatto credo che tutte insieme noi regioni sede di stabilimenti di produzione del settore (e che si sono dette disponibili a un impegno diretto), potremo investire circa 600 milioni. Se il governo ne mette altrettanti allora si può davvero cominciare a pensare di finanziare la progettazione di un nuovo modello fortemente innovativo. Progettare una nuova auto costa sui 2 miliardi, forse di più e la Fiat, è chiaro, dovrà metterci del suo. Così però magari l'auto elettrica nascerà qua e non a Detroit o a Wofsburg. Ed è solo così che si possono salvare tutti gli stabilimenti italiani, evitando guerre tra poveri".

Estratto da espresso.repubblica online

lunedì 15 giugno 2009

Ma i sacchetti biodegradabili, lo sono?

Ricordate il post qui su MondoElettrico intitolato "Ambiente. Unicoop bandisce gli 'shoppers' a Firenze" che riportava un comunicato stampa di una catena di supermercati circa la loro decisione di sostituire i tradizionali sachetti di plastica con sacchettti più ecologici, biodegradabili e compostabili.

Ritorna sull'argomento un post su "Nuove Tecnologie Energetiche" intitolato "Ma i sacchetti biodegradabili, lo sono?" (leggere qui) per un approfondimento.

" ...Un sacchetto “ecologico” appena arrivato dal supermercato. Notate due cose che ci sono scritte: “biodegradabile al 100%” e “adatto per la raccolta dell’umido”. Entrambe le cose sono probabilmente false."


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Con le nanoparticelle si incrementa l'efficienza delle celle solari a film sottile

Carsten Rockstuhl e il collega Falk Lederer sono due fisici che lavorano presso l' Institute of Condensed Matter and Solid State Optics al Friedrich-Schiller-Universität di Jena in Germany sulla possibilità di distribuire nanoparticelle sulla superficie di una cella solare a film sottile al fine di migliorarne l'efficienza fino al 50 per cento in più sfruttando l'intero spettro solare.

L'Abstract - qui -


Fonte: PhysOrg

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domenica 14 giugno 2009

33 vetture elettriche per il vertice G8 a L'Aquila

Per supportare concretamente il vertice, che si terrà dall'8 al 10 luglio presso la Caserma Coppito della Guardia di Finanza, il Gruppo Fiat metterà a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile l`intera flotta di mezzi - 221 tra autovetture, veicoli elettrici, fuoristrada, veicoli commerciali e autobus - che verrà usata per gli spostamenti dei partecipanti al G8 e G20 dall'8 al 10 Luglio. In particolare, si tratta di e 33 "e4" prodotti dal Gruppo Chrysler.
Già nel 2004 in una precedente occasione il presidente Bush aveva scelto questo tipo di vettura elettrica per gli spostamenti dei partecipanti.

Leggiamo la notizia risalente al 2004 nel sito web www.aae.it/News

"DaimlerChrysler GEM Electric Vehicles to Transport World Leaders at June G8 Summit
SAVANNAH, Ga., June 1 /PRNewswire-FirstCall/ -- World leaders including U.S. President George Bush, British Prime Minister Tony Blair, and Russian President Vladimir Putin and heads of other leading nations, will travel in clean, quiet GEM electric vehicles at this summer's Group of 8 (G8) Summit at Sea Island, Georgia. DaimlerChrysler is providing 38 GEMs for use at the summit, that will bring together the leaders of the world's major industrial democracies for three days of talks June 8-10. Each head of state will have use of a custom-designed GEM decorated with their nation's national flag."


Le caratteristiche.

e4
Sistema di propulsione
Motore elettrico GE 72 V cc da 3.7 kW (5 cv)
Il motore elettrico a collettore corrente continua.
Trazione anteriore automatica ad un solo rapporto
Il controller General Electric dotato di rilevatore di sottovoltaggio, rilevatore di sovravoltaggio, sistema frenata rigenerativa, protezione termica del motore e regolazione del limite di velocità massima.
6 batterie a piombo gel a lunga durata da 12 Volt
Caricabatterie a bordo da 72 Volt che si collega ad una presa 220Volt.
Peso: 590
Peso massimo a pieno carico: 953
Lunghezza 3250 mm
Altezza 1778 mm
Larghezza 1397 mm
Passo 2590 mm
Raggio di sterzata: 5 m
Pneumatici: 165/70/R/12
Autonomia: 50 km (variabili in conseguenza dello stile di vita e del tipo di percorso)
Velocità massima 40 km/h
Ricarica in 8 ore
Colori: Bianco, rosso, giallo metallizzato, verde, blu metallizzato, argento metallizzato


Altri modelli della vettura qui
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Eolico, cala il vento a causa dei cambiamenti climatici?

Il britannico Guardian riporta la notizia che riguarda lo studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research (che non sono riuscito a trovare) secondo cui la velocità media del vento è in fase di declino, il 10%, nell'area che va dal midwest ell'estremo est statunitense prendendo come data di riferimento il 1973.

In alcune zone del Minnesota il vento è sceso a zero per diversi giorni. Significativi cali della media si è registrata nell' Ohio, Indiana, Kansas, Michigan, Illinois, Louisiana, northern Maine, western Montana e Virginia.

Modelli predicono un declino ulteriore nella prossima decade sempre a causa dei cambiamenti climatici in atto.

Nell'articolo si legge che una un calo del 10% della  velocità di picco del vento corrisponde ad una riduzione del 27% di energia.


Fonte : Guardian online

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sabato 13 giugno 2009

Il bucato a mano non sventa gli incidenti nucleari

Se il dipendente dell'impianto nucleare dove lavorava avesse deciso di lavare i panni sporchi a casa invece di andare alla lavanderia automatica a disposizione nell'impianto non si sarebbe accorto di una perdita di materiale radioattivo. Nessun allarme sarebbe scattato nel 2007 e nessuno avrebbe bloccato la fuoriuscita di materiale radioattivo... in tempo. Comunque parte del materiale radioattivo si è riversata nel mare del Nord, esattamente 40,000 galloni (151.400 litri) rappresentato da fluido radioattivo defluito dalla parte rotta di 4,5 metri della condotta. Buona parte del fluido ha raggiunto il mare del Nord (come conferma il Daily Mail online di ieri).
Da notare che l''incidente si è verificato nel gennaio del 2007, ma i giornali della civilissima Gran Bretagna ne hanno dato notizia soltanto ora.

Sizewell A, l'impianto dove si è verificato l'incidente è in fase di smantellamento.

Dei dieci impianti che producono un quinto dell'elettricità della nazione da qui al 2023 resterà operativo solo Sizewell B entrato in funzione nel 1995, mentre tutti gli altri saranno chiusi.

Il costo dello smantellamento (decommissioning) dell'impianto Sizewell A si presume che raggiunga 1,2 miliardi di sterline (1,4 miliardi di euro).

Fonti: il Messaggero e Daily Mail
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Solare, maxi-investimenti per le autostrade sottomarine mediterranee

Certo esistono le forti perplessità che circondano il solare a concentrazione espresso da molti valenti tecnologi ma credo questo tipo di sperimentazioni elefantiache possa sfatare, confutare o confermare con i fatti le nuove tecnologie da perseguire e quelle da abbandonare che la apokalupsis eschaton non contempla. Mi domando perchè non trovare l'occasione del contesto pluritecnologico per l'applicazione dell'eolico d'alta quota. (n.d.r.)



Oltre 1800 ore medie di insolazione all'anno, il doppio del Nord-Europa. Il Mediterraneo potrà essere la patria dell'energia solare, a costi uguali o persino inferiori alle tariffe elettriche di consumo attuali. E questo anche tra pochi anni. Numerosi esperti, sulla base dei prezzi decrescenti (e della crescente efficienza) dei pannelli fotovoltaici e delle centrali solari termodinamiche (Csp, concentrated solar power) stimano l'inizio dell'era della "grid parity" (leggere qui) solare mediterranea intorno al 2012, con picchi (soprattutto nei mesi estivi quando i consumi elettrici sono più massicci e le tariffe orarie più elevate) anche prima, forse dal 2010 in avanti.
Il piano, almeno sulla carta, è grandioso. Prevede almeno cinque grandi autostrade elettriche (cavi sottomarini in corrente continua ad altissimo voltaggio da mille megawatt) dai paesi della sponda Sud (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia) verso Spagna e Italia. E poi varie interconnessioni balcaniche (Albania e Montenegro) oltre a una dorsale dalla Turchia fino in Germania. "Un 'anello solare' che nei prossimi vent'anni dovrebbe provvedere, in gran parte, almeno, al soddisfacimento della domanda elettrica dei paesi della sponda Sud oltre a circa un quarto di esportazioni elettriche verso il Nord-Europa – spiega Roberto Vigotti, senior advisor dell'observatoire mediterraneen de l'energie – ovvero un totale di circa 450 miliardi di euro di investimenti tra linee e centrali al 2040".
Cifre imponenti. Al 2020, comunque, il piano ha obiettivi più contenuti: 20 gigawatt da rinnovabili (solare termodinamico, fotovoltaico, eolico) per 38-46 miliardi di investimenti in centrali e sei per le interconnessioni. Il punto è lo stadio di avanzamento reale del progetto. "L'unione mediterranea ha segnato un battuta d'arresto con la crisi di Gaza – spiega Vigotti – e solo a novembre prossimo, con la conferenza interministeriale Intermediterranea, i governi dovrebbero indicare i progetti per loro prioritari, sui quali vi sarà l'impegno immediato, istituzionale e finanziario". L'Italia, qui, sta accelerando. Lo scorso 21 aprile i governi italiano e tunisino hanno firmato un accordo per una piattaforma tecnologica comune per le rinnovabili nel Nord-Africa. "Al centro c'è il ponte elettrico di interconnessione Tunisia-Sicilia da 1000 megawatt, un cavo sottomarino da 150 km e 700 milioni di investimento – spiega Vigotti – che dal 2015 trasporterà energia per 800 megawatt da gas-carbone più 200 da rinnovabili. Il progetto è oggi in fase di avvio. Ed è in priorità primaria per i due governi".11 giugno 2009

Estratto da: ilsole24ore online

venerdì 12 giugno 2009

Fotovoltaico e la 'grid parity' in Sicilia

Cosa si intende per 'grid parity'?

E' il punto di equilibrio, in cui produrre elettricità dal sole costa quanto produrla con i combustibili fossili.

Il concetto fu coniato da Winfried Hoffmann, che nel 1998 prendendo in considerazione l'equilibrio tra combustibili fossili e rinnovabili.

Per essere più chiaro Hoffmann dichiara che fra l'irraggiamento solare di cui gode, gli incentivi governativi in vigore e gli alti prezzi dell'elettricità in Italia, la Sicilia è già arrivata a quel punto di parità. Hoffmann oggi è presidente del l'Epia (European photovoltaics industry association) e anche chief technology officer della Applied Materials, il colosso californiano che produce gli impianti per fabbricare chip e che, da pochi anni, si è messo a produrre anche impianti per fabbricare film sottili fotovoltaici, dopo una semplice constatazione: che siano microprocessori o celle solari, sempre silicio è.

Nel giro di altri cinque o sei anni, l'evoluzione tecnologica porterà il fotovoltaico alla grid parity anche senza incentivi statali, quelli che Hoffmann chiama «le appropriate condizioni regolamentari». In altre parole, la grid parity sta per arrivare anche in tutto il resto d'Italia. "L'Italia – rimarca Hoffmann – non dovrebbe attendere un altro giorno e investire rapidamente sul solare. Secondo gli impegni presi in Europa, entro il 2020 il 12% del mix energetico dovrà venire dal solare. Le feed in tariffs, come il Conto Energia, devono continuare per sostenere il mercato. E sostenendo il mercato si fanno nascere aziende e si creano posti di lavoro". I vantaggi ci sono.

Estratto da: ilsole24ore online
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5.000 prenotazioni per la B° di Pininfarina

«Su Pininfarina decideremo in autunno. Il gruppo per ora è sostenuto dalle banche italiane».

Lo ha detto Vincent Bolloré rispondendo alle domande degli azionisti all’assemblea annuale del suo gruppo.

«Per le auto elettriche abbiamo 5mila prenotazioni. Con loro abbiamo un’alleanza industriale al 50% - ha aggiunto il finanziere bretone-: Pininfarina porta elementi essenziali quali il design e il nome, noi la batteria elettrica che saremo pronti a costruire da settembre-ottobre.

Si tratterà, poi, di produrre l’auto nello stabilimento di Torino. Purtroppo Pininfarina ha avuto qualche problema finanziario e noi attendiamo di vedere gli sviluppi».

Bolloré ha quindi precisato che «se ci venisse chiesto di partecipare all’aumento di capitale del gruppo e questo permettesse di far partire l’auto, potremmo certamente partecipare».


Fonte: il Giornale

giovedì 11 giugno 2009

Magna, il futuro è dell’auto elettrica

Frank Stronach, presidente e fondatore di Magna International, ha reso noto a Ottawa che entro tre anni la sua azienda metterà sul mercato la prima macchina elettrica interamente costruita in Canada.
L’annuncio è stato fatto nella capitale canadese dove, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato la sua idea ai parlamentari federali.

Vi sono già numerose aziende europee e anche americane disposte a lavorare insieme a Magna per iniziare la produzione in scala di una macchina elettrica che la sua azienda ha già costruito insieme alla Ford.

Il presidente di Magna ha aggiunto di essere disposto a produrre questa auto interamente in Canada se gli verranno messi a disposizione fondi a tasso agevolato da parte del governo.

Secondo le stime del presidente di Magna, entro i prossimi sei anni, il 15 percento delle auto in circolazione sarà di questo tipo; la percentuale è quindi destinata ad aumentare al 30 percento entro il 2021.
Stronach ha spiegato che due sono le caratteristiche principali di questa auto: il grosso risparmio energetico e la difesa dell’ambiente. L’auto ha una autonomia di 160 chilometri e può raggiungere una velocità di oltre 170 chilometri orari. Il tutto con la spesa di poco più di 2 dollari, cioè la corrente necessaria per ricaricare l’auto in circa sei ore.
Per capire il risparmio potenziale basti pensare che per percorrere gli stessi chilometri con un’auto a benzina, occorrono ora dai 14 ai sedici dollari.

È ovvio che questa auto non è per i lunghi viaggi, ma è perfetta per gli spostamenti cittadini. È talmente silenziosa a una ottima ripresa e ha un gradi di inquinamento pari a zero.
Per quel che riguarda il costo dell’auto si è appreso che si parla di circa 3.000 dollari aggiuntivi rispetto al tipo di auto tradizionale su cui il motore è montato.
Per ricaricare la batteria occorrono circa sei ore e questo, indubbiamente, limita l’uso dell’auto per i lunghi viaggi, ma è invece perfetta per coloro che la usano all’interno della città, si parla anche di motori simili da montare sugli autobus, i taxi e altri veicoli pubblici. L’altro problema è la creazione di costruzione di centri per la riparazione in caso di guasti. «Ma questo - ha detto un portavoce di Magna - è un problema simile a tutti quelli dei nuovi prodotti che stanno per essere immessi nel mercato. In pochissimo tempo verrà risolto».

Fonti: Corriere Canadese e Vancouver Sun

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mercoledì 10 giugno 2009

Puntare solo su nucleare fu "errore collettivo"

Chi mai avrà detto queste sacrileghe parole? Un nemico della italica patria? Un sovversivo? Un bieco sobillatore ambientalista?

Leggiamo. ( Ho voluto criptare il nome e il cognome a scanso di proteste)

"Puntare esclusivamente sul nucleare a discapito delle altre energie rinnovabile fu "un errore collettivo" in Francia: lo ha affermato xxxxx, due giorni dopo l'ottimo risultato elettorale dei Verdi (oltre il 16% dei voti) nelle consultazioni europee. xxxxx - in visita all'Istituto Nazionale francese per l'Energia solare (Ines) - si è quindi impegnato "laddove si spende un euro per il nucleare, a spendere la stessa cifra per la ricerca delle tecnologie alternative": "Un obbiettivo da raggiungere non nel 2015 o nel 2020, ma il più presto possibile". La Francia, ha concluso xxxxx, dovrà diventare "leader del domani nelle tecnologie a emissioni zero" senza "nulla abbandonare" delle conoscenze tecnologiche acquisite nel campo del nucleare civile."

Boh. Controlliamo meglio attraverso una ricerca sulla Rete immettendo nel motore di ricerca :" nucléaire". Ecco cosa viene fuori:

Sarkozy "réaffirme son soutien sans faille au nucléaire" - qui -
Energie: le tout nucléaire a été "une erreur", juge Sarkozy - qui -
Nucléaire et énergies renouvelables, Sarkozy veut une France leader 10/06/2009 08:49 (Par Pierre MELQUIOT) - qui -
N.Sarkozy : "Le tout nucléaire a été une erreur" - qui -

Non è una bufala! Allora si può sostituire "il Presidente Nicola Sarkozy " a xxxxx .

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Auto elettrica, bastano 400 km a ricarica?

Per la mia idea di auto elettrica sono anche troppi, perché sarebbero sufficienti solo 120 km per coprire l'uso giornaliero dell'auto da parte del 90% dei cittadini della comunità europea, ma non solo. Ma se questo è il prodotto cinese realizzato e testato dal 'The Sunday Times' prendiamolo come esempio delle possibilità insite in un veicolo elettrico di oggi senza pur tuttavia sposarne la filosofia di base della straordinarietà delle percorrenze.

L'auto della New Power, che entrerà nel mercato britannico delle 4 ruote entro i prossimi due anni, è una quatto posti dal nome significativo di Zhong Tai (tradotto “peace and safety for the people”) dotata, naturalmente, di batterie al litio dal peso di 300 kg su un totale di 1.200 kg che potranno essere ricaricate ad una comune presa casalinga in 6/8 ore circa o in un paio d'ore presso stazioni di ricarica di potenza superiore. Velocità massima 120 km/h. Come dicevamo la percorrenza sarà di 400 km in ambito urbano che scenderanno a 270 alla velocità extraurbana di 95 km/h e 350 km alla velocità di 75 km/h. Prezzo in sterline tra 16.300 e 20.500, tra i 19 e i 24 mila euro al cambio attuale. La carrozzeria e il telaio è quello della compatta 4x4 Daihatsu Terios a benzina del 2006.

Mr. Mao Zhong, general manager della New Power sottolinea l'impegno della casa produttrice nel risolvere i problemi delle emissioni sia in Cina - quando nel 2020 vi saranno 150 milioni di auto - che nel resto del mondo con questo tipo di vettura plug-in.

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martedì 9 giugno 2009

Dal mese prossimo sarà disponibile Stella auto elettrica della Subaru

Dal mese prossimo sarà disponibile Stella auto elettrica della Subaru
Venerdì scorso Subaru ha diffuso un comunicato stampa nel quale si annuncia la vendita di una propria vettura totalmente elettrica, Stella EV Plug-in, con batterie al litio. L'auto sarà venduta in Giappone direttamente da Fuji Heavy Industries Ltd dal mese di Luglio in 170 unità per entrare in piena produzione dall'anno prossimo.
La percorrenza sarà di circa 90 km, le batterie si ricaricheranno in 8 ore alla presa elettrica casalinga da 110V e 5 ore con la presa da 220V, solo 15 minuti all'80% presso le colonnine di ricarica a potenza più elevata. Il prezzo stabilito è di 4,725 milioni di yen (34.500 Euro). Un particolare incentivo di 1.380.000 yen (10 mila Euro)viene dato all'acquirente del veicolo elettrico riconosciuto dal "Next Generation Vehicle Promotion Center" ed è probabile che si aggiungerà un altro contributo erogato dal Ministero della Terra, Infrastrutture, Trasporti e Turismo giapponese.

Fonte: Fuji Heavy Industries Ltd
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lunedì 8 giugno 2009

Colpo di Coda cinese

La lotta del dragone cinese (elettrico) si fa aspra e si diffonde negli Stati Uniti. Il 2010 vedrà un'auto completamente elettrica percorrere le strade della California.

Sarà un'auto completamente elettrica, 5 posti, con percorrenza tra i 150 e i 190 chilometri a ricarica. Il prezzo? 45 mila dollari ovvero 31/32 mila euro.

Coda, questo è il nome dell'auto, si ricaricherà in 6 ore da una comune presa casalinga da 220V o in 14 ore con la 110V.

Il costo per percorrere 160 km equivale a 3 dollari. L'obiettivo è quello di vendere 20 mila auto negli USA.

Fonte: USA Today online

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domenica 7 giugno 2009

Il Nobel Steinberger sostiene il termosolare

Jack Steinberger (autobiografia), vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1988 ritiene che la generazione di energia elettrica attraverso il solare termico a concentrazione sia la forma di tecnologia migliore per affrontare e risolvere i problemi che l'Europa ha di fronte se vuole sostituire rapidamente il petrolio come fonte di energia. Più di quanto riesca a fare l'eolico.

E' per questa ragione che è necessario investire capitali per rendere possibile l'obiettivo di arrivare all'80 % di energia elettrotermosolare entro il 2050, prima che i pozzi di petrolio si esauriscano tra 60 anni.

Il Sahara potrebbe diventare il luogo più importante di sperimentazione con un progetto di impianti con una potenza installata di 3-3,5 GW sufficiente per le esigenze di circa 2 milioni di abitazioni trasferendo in Europa l'energia prodotta con cavi sottomarini ad alta tensione. Il Professor Steinberger è certo che con una spesa di 20 miliardi di sterline (23,2 miliardi di Euro) si riesca a portare in Europa energia termosolare al costo a kWh equivalente al costo di quella prodotto con i derivati del petrolio. La produzione di energia è 24 ore al giorno.

Impianti solari a concentrazione su scala commerciale sono presenti in Spagna, USA, Germania e grandi progetti sono in programmazione specialmente in Cina (leggere qui) .

Fonte: Times online
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sabato 6 giugno 2009

Colonnine 'intelligenti' per la ricarica

Colonnine 'intelligenti' per la ricarica di veicoli elettrici in arrivo a Sesto. A breve sul territorio sestese saranno infatti installate quattro postazioni, in piazza Vittorio Veneto, piazza Galvani, via Tevere all'Osmannoro e via Monteverdi a Quinto Basso, che funzioneranno però in maniera diversa da quella di Firenze. Sulle centraline infatti sarà sperimentato un sistema innovativo di identificazione e controllo nella gestione degli utenti: una unità interna permetterà infatti il riconoscimento dell'utente che dovrà essere preventivamente autorizzato dall'amministrazione comunale. Chi vorrà ricaricare il proprio veicolo elettrico riceverà infatti una apposita spina all'interno della quale sarà presente un dispositivo miniaturizzato in cui saranno memorizzate tutte le informazioni che permetteranno al sistema di identificare precisamente la persona che, connettendosi, richiede il servizio. Solo dopo il riconoscimento dell'utente la corrente sarà erogata. Il sistema è finalizzato- come si legge nel- la determina che da il via ufficiale all'installazione delle colonnine ad un utilizzo consapevole dell'energia elettrica e, a questo scopo "in una fase successiva si potrà prevedere una forma di addebito dei consumi al cittadino-utente". In un primo periodo di sperimentazione comunque la ricarica sarà sicuramente gratuita e potrebbe rimanerlo anche in seguito: "Facendo installare le prime colonnine - ha spiegato l'assessore all'ambiente - teniamo fede a un impegno che era previsto nell'ultimo piano di azione comunale antismog. Dopo l'avvio del servizio di noleggio biciclette auspichiamo che anche questo ulteriore servizio possa con-tribuire alla salvaguardia dell'ambiente incentivando la diffusione dei veicoli elettrici". Le premesse sembrano buone viste le tante richieste arrivate da parte di cittadini che ponevano l'esigenza di installare punti di ricarica per veicoli elettrici sul territorio (per ora presenti solo in alcune strutture private) ma anche altre cifre. Sono stati infatti circa 120 i contributi erogati per l'acquisto di biciclette elettriche a residenti nel Comune di Sesto da parte della Regione Toscana nell'ambito di un progetto presentato dai Comuni dell'Area omogenea fiorentina. La ditta che installerà le colonnine è già stata individuate e le postazioni dovrebbero essere attive entro la fine dell'anno.

Fonte: La Nazione

venerdì 5 giugno 2009

i-MiEV, Mitsubishi rivela il prezzo di vendita dell'auto elettrica

Osamu Masuko presidente della Mitsubishi Motors ha rivelato il prezzo di vendita della neonata vettura totalmente elettrica i-MiEV: 4,59 milioni di yen pari a 33.380 mila Euro.

Dal giorno 7 di questo mese partono le vendite con l'obiettivo dichiarato di raggiungere la cifra di 1.400 unità entro il marzo del 2010.



Mitsubishi spera di riuscire a mettere su strada 15 mila vetture entro il 2012. Però, con l'aiuto dei sussidi del governo giapponese l'auto costerà solo 3,209 milioni di yen, pari a 23.335 mila Euro, vale a dire il 30 % in meno del prezzo originario.

Il presidente pensa che sarà possibile ridurre alla metà il prezzo non appena le quantità prodotte raggiungeranno la quota delle 30 mila auto per anno. Attualmente le auto elettriche in Giappone non pagano nessun tipo di tasse per 3 anni.






Le batterie al litio si ricaricano alle comuni prese elettriche casalinghe da 110V o 220V in 14 / 7 ore se completamente scariche o 30 minuti all'80% impianti di potenza adatta.
La percorrenza è di 160 km. Le celle singole sono di 3.7V per 50Ah un totale di 88 celle delle batterie, da collegare in serie, il totale di tensione 330V, capacità totale del pacco batteria è quindi di 16,28 kWh.
i-MiEV
Dimensioni 1475 × 3395 × Altezza 1.610 millimetri.
Motore con la potenza massima di 47kW / 3000 ~ 6000rpm, 180Nm di coppia max (18.4kgm) / 0 ~ 2000rpm motore sincrono a magneti permanenti.

Fonte asahi.com

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Mazda, auto elettriche nel 2015

Takashi Yamanouchi CEO della Mazda aveva annunciato in Aprile l'intenzione di realizzare auto elettriche a batterie e ibride a partire dal 2015, adesso conferma la volontà aziendale dichiarando di avere aperto un ufficio di ricerca e sviluppo Electric Drive System Development Office dedicato a tali tipi di veicoli.

In questo momento non è chiaro se l'azienda persevererà anche negli studi per i motori rotativi alimentati ad idrogeno considerando la loro più bassa efficienza anche in confronto alle fuel cell.

Fonte: The Motor Reporter online

giovedì 4 giugno 2009

Tesco offre colonnine di ricarica per veicoli elettrici gratis ai propri clienti

Tesco è una catena di vendita al dettaglio di merchandising inglese a livello internazionale con utili superiori a 3 miliardi di sterline (3,4 miliardi di Euro).
Attualmente si situa al terzo posto tra i più grandi distributore a livello mondiale sulla base del reddito, alle spalle dello statunitense Wal-Mart e del francese Carrefour.
E' intenzione di Tesco quella fornire impianti di carica per i veicoli alimentati a batteria nei propri parcheggi.
La nuova iniziativa, che avrà inizio a Londra, potrebbe essere estesa a livello nazionale se si rivelasse un successo con i clienti.

Altro progetto riguarda la realizzazione del primo negozio al mondo ad ZERO emissioni di carbonio che verrà costruito a Ramsey nel Cambridgeshire.

Fonte: timesonline

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mercoledì 3 giugno 2009

L’unico modo per salvare GM è uccidere GM

Goodbye, GM ...

Di MICHAEL MOORE

www.michaelmoore.com

Scrivo questa lettera nella mattina in cui ha fine quella che una volta era la potente General Motors. A mezzogiorno, il presidente lo ha reso ufficiale: General Motors per come la conoscevamo non esiste più.

E’ con triste ironia che l’azienda che inventò l’“obsolescenza programmata», cioè decise di costruire auto che dopo alcuni anni dovevano cadere a pezzi in modo che il cliente sarebbe stato costretto a comprarne una nuova, sia diventata lei stessa obsoleta. Si è rifiutata di costruire auto che il pubblico chiedeva, macchine che consumassero meno, più sicure. E che non cadessero a pezzi dopo due anni!

Mi trovo dove GM è nata, a Flint in Michigan. Attorno me ci sono tanti amici e familiari che sono in ansia per il futuro, su cosa accadrà a loro e a questa città. Il 40% delle case e dei negozi sono stati abbandonati. Immaginate cosa significa vivere in una città dove metà delle case sono vuote. Quale sarebbe il vostro stato d’animo?

Testardamente GM ha combattuto le norme ambientali e quelle sulla sicurezza. I suoi executive hanno arrogantemente ignorato “l’inferiorità” delle auto giapponesi e tedesche, macchine che sarebbero diventate la prima scelta di chi acquistava un’auto. Ha caparbiamente punito le sua forza lavoro sindacalizzata, ha tagliato migliaia di posti di lavoro senza alcuna buona ragione tranne quella di “migliorare” i profitti a breve termine per la corporation. Agli inizi degli anni ’80 GM registrava entrata record, ma spostò migliaia di impianti in Messico e da altre parti, distruggendo in questo modo la vita di decine di migliaia di lavoratori americani. La sfolgorante stupidità di questa politica: riducevano i salari delle famiglie, non pensando a chi avrebbe poi potuto comprare le loro macchine. La storia registrerà questo fallimento allo stesso modo in cui oggi scrive dei francesi che costruirono la linea Maginot o di come i romani hanno avvelenato il proprio sistema idrico usando tubature con il velenoso e letale piombo.

Ed ora eccoci al capezzale di General Motors. Il corpo della compagnia non è ancora freddo, e io provo, e oso farlo, tanta gioia. Non è gioia di rivalsa contro una azienda che ha portato miseria, alcolismo, debilitazioni fisiche e mentali, dipendenza da droga a molte delle persone con cui sono cresciuto. E non gioisco sapendo che a più di 21mila lavoratori della GM verrà annunciato che anche loro sono senza lavoro. Ma ora io e voi e il resto dell’America è proprietaria di una azienda automobilistica! Lo so cosa pensate: ma chi diavolo vuole gestire una azienda di auto? Chi di noi vuole usare 50 milioni di dollari delle nostre tasse e gettarle in quel buco per provare a salvare GM? Siamo chiari: l’unico modo per salvare GM e uccidere GM. Salvare le nostre preziose infrastrutture industriali è un’altra questione, e deve essere una priorità. Se permettiamo che abbattano e distruggano gli impianti, dolorosamente scopriremo che se le avessimo salvate sarebbero tornate utili per costruire un sistema alternativo di cui oggi abbiamo disperatamente bisogno. E quando realizzeremo che il modo migliore per noi di muoverci è con una rete ferroviaria leggera, treni efficienti e bus ad energia pulita, come faremmo a realizzare tutto questo se permetteremo alla nostra capacità industriale e la nostra forza lavoro specializzata di scomparire?

E così mentre GM viene “riorganizzata” dal governo federale e dai tribunali, vi propongo un piano e chiedo al presidente Obama di renderlo effettivo per il bene dei lavoratori, della comunità GM e per la nazione intera. Venti anni fa quando feci il film “Roger & Me” provai ad avvertire la gente di quello che sarebbe accaduto. Se la struttura di potere e l’aristocrazia degli esperti avesse ascoltato forse tutto questo si sarebbe potuto evitare. Chiedo quindi una onesta e sincera considerazione su quanto vi propongo.

1. Come fece Roosevelt subito dopo l’attacco di Pearl Harbour, il presidente deve dire alla nazione che siamo in guerra e che dobbiamo immediatamente riconvertire le nostre aziende automobilistiche in fabbriche che producano veicoli per il trasporto di massa e mezzi ad energia alternativa. In pochi mesi a Flint nel 1942, GM fermò le catene di montaggio per iniziare a produrre aerei, armi e carri armati. Non si perse tempo, tutti aderirono e i fascisti furono sconfitti. Oggi siamo in un altro tipo di guerra, una guerra che abbiamo portato contro il nostro ecosistema ed è stato guidato dai leader delle nostre corporations. Questa guerra ha due fronti: uno ha il quartier generale a Detroit. Quello che si è prodotto nelle fabbriche della GM, Chrysler e Ford sono alcune delle più grandi armi di distruzione di massa responsabili per il riscaldamento globale e lo scioglimento dei poli. Quelle cose che noi chiamiamo “automobili” , saranno divertenti da guidare, ma sono come milioni di spade che abbiamo infilzato nel cuore di Madre Natura. L’altro fronte di questa guerra è combattuta dalle compagnie petrolifere contro voi e me. Sono impegnati a spennarci e sono maldestri gestori di questo bene non infinito. Oggi lo stanno succhiando fino all’osso. E come i tycoons del legno che all'inizio del 20° secolo continuarono ad abbattere alberi ignorando le conseguenze che si determinavano, oggi i padroni del petrolio non ci dicono la verità, e cioè che di petrolio sta finendo. E così mentre ci avviciniamo alla fine dell’era petrolifera, prepariamoci a quei disperati che saranno disposti ad uccidere e ad essere uccisi pur di mettere le mani sull’ultimo litro di petrolio. Il presidente deve, ora che ha preso il controllo di GM, riconvertire quegli impianti per nuovi e più utili usi.

2. Non mettete altri 30 miliardi di dollari nel forziere di GM per costruire altre auto. Usate quei soldi per mantenere quella forza lavoro, anche coloro che sono stati licenziati, in modo che possano costruire i modelli di trasporto per il 21°secolo. Che siano loro, adesso, ad iniziare la riconversione.

3. Che sia annunciato che nei prossimi 5 anni avremmo treni veloci che attraverseranno in lungo e in largo il nostro paese. Il Giappone celebra il 45°anniversario del suo primo treno veloce. Oggi ne hanno a dozzine. Da cinquant’anni hanno questi treni veloci, noi neanche uno! Il fatto che esista una tecnologia che permetta di andare da New York a Los Angels in 17 ore di treno e che questo non accada è criminale. Assumiamo i disoccupati per costruire queste nuove linee. Chigago-Detroit in meno di 2 ore, Miami-Washington in 7 ore. Si può fare. Ora.

4. Iniziare un programma per costruire una rete di trasporto leggera nelle medie e grandi città. Costruiamo quei treni nelle fabbriche GM. E assumiamo personale locale per installarle e fare funzionare il sistema.

5. Per le persone nelle aree rurali non servite dai treni, GM costruisca autobus ad energia alternativa e pulita.

6. Per l’immediato facciamo in modo che alcuni impianti inizino a costruire ibridi o auto elettriche (e batterie). Ci vorranno alcuni anni perché la gente si abitui, ma se vogliamo continuare a guidare che siano auto pulite. Potremmo incominciare già nel prossimo mese e non credete a chi dice che ci vorranno anni per riconvertire quelle fabbriche. Non è vero.

7. Trasformiamo alcune delle fabbriche vuote della GM per costruire aerogeneratori, pannelli solari e altri sistemi di energia alternativa. Abbiamo bisogno di milioni di pannelli solari, e c’è una forza lavoro che ha voglia e capacità per costruirli.

8. Offrire incentivi fiscali a chi usa macchine ibride, o usa il treno o il bus. E crediti a chi converte le proprie case all’energia alternativa.

9. Per pagare tutto questo, imporre una tassa di due dollari su ogni gallone di benzina.

Questo per iniziare. Vi prego, non salvate una piccola versione di GM perchè prosegua a fare quello che faceva.
100 anni fa GM convinse il mondo di rinunciare ai cavalli e alle selle per provare un nuovo modo di trasporto. Oggi è arrivato il momento che diciamo addio al motore a combustione. Con lui abbiamo fatto un sacco di cose divertenti, ma oggi è finita. E’ un nuovo giorno di un nuovo secolo. Il presidente e il sindacato dei metalmeccanici devono cogliere il momento per creare una grande caraffa di limonata da questo limone consumato e amaro.

Ieri l’ultima sopravvissuta del Titanic è morta. Sfuggì alla morte certa quella notte e visse per 97 anni. Anche noi possiamo sopravvivere al nostro Titanic. Il 60% di GM è nostro. Credo che possiamo fare un lavoro migliore.

Versione originale:

Michael Moore
Fonte: www.michaelmoore.com/
Link: http://www.michaelmoore.com/words/message/index.php?id=248

Versione italiana:

Fonte: www.liberazione.it attraverso comrdonchisciotte.org

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Per leggere un altro post su una lettera aperta di
Michael Moore "Questi imbecilli non meritano un centesimo"

Leggere anche sul perchè conviene riconvertire i veicoli endotermici in elettrici:
- Cash for Clunkers - Rottamazione all' americana e/o incentivi
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Nel si di Opel a Magna ... c'entrano le auto elettriche?

Una scelta verso l'innovazione? Leggiamo la presentazione che Magna International Inc. propone nel proprio sito web:

"With over 100 years of experience, MAGNA STEYR's range of services makes us the leading global, brand-independent engineering and manufacturing partner to OEMs and positions us at the cutting edge of the automotive supply industry. We do not, however, wish to be solely a partner to our customers, but also strive to consolidate our leading position in the industry with our own ideas and new developments.
Whether it be engineering and assembly of complete vehicles, development and manufacturing of components and systems, and innovations on the road to the automotive future – vehicles are not merely our business, but our passion."


"...consolidare la propria posizione nel campo industriale con idee proprie e nuovi sviluppi"

Qui appresso il video su YouTube di presentazione della Ford Focus elettrica EV mule. Notate nella prima inquadratura Mr. Dick Devolaere (Magna International) e Greg Frenette (Ingegnere Capo della Ford). Siamo nel Gennaio del corrente anno.






Non vorrei avanzare un'ipotesi troppo arrischiata, ma ... nella recente disfida a quattro (o a due) per acquisire la Opel non sarà che qualche azienda sia stata scartata anche perché non crede nel futuro dell'auto elettrica?


Altro post, Ford Focus elettrica

Leggere anche qui
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martedì 2 giugno 2009

Kazakistan costruirà reattore nucleare HTGR

Il numero uno dello Ncc Kairat Kadyrzhanov del Centro nazionale nucleare del Kazakistan (Ncc) ha reso noto di avere concluso un accordo con l'Istituto di ricerca sull'energia atomica del Giappone (Jaeri) per costruire un reattore nucleare HTGR (Reattore ad alta temperatura raffreddato a gas) da 50 Megawatt.

Prototipi di questo tipo di reattore sono già presenti in Giappone, Germania e Sudafrica. Il costo del progetto nippo-kazako è di 500 milioni di dollari. Il piano di fattibilità dovrebbe essere pronto entro il 2018, mentre un primo reattore di prova andrebbe in funzione nel 2020.

Il reattore dovrebbe essere installato presso le strutture nucleari di Kurchatov.



Reattore nucleare a temperatura molto alta (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)
Il reattore nucleare a temperatura molto alta, noto in inglese con la sigla VHTR, acronimo di Very High Temperature Reactor è un tipo di reattore nucleare a fissione di IV generazione che utilizza un reattore moderato a grafite con un ciclo dell'uranio a singolo passaggio. Questo design di reattore prevede una temperatura del complesso di circa 1.000° C. Il nucleo del reattore può essere sia un sistema di “blocchi prismatici” in grafite oppure una serie di “ciottoli” (pebble-bed) anch'essi in grafite. Le alte temperature raggiunte permettono applicazioni chimiche secondarie del calore ottenuto, sia nel *cracking degli idrocarburi oppure nella produzione d'idrogeno via il processo termo-chimico noto come ciclo del Solfuro di Iodio. I reattori refrigerati ad elio sono il tipo di reattori che prevalentemente si studiano oggi; il principale progetto proposto utilizza un nucleo termico di 600-MW con una temperatura di uscita dell'elio di circa 1.000 °C. L'elio è stato utilizzato in molti reattori a gas ad alta temperatura, HTGR (High Temperature Gas Reactors). L'elio è un gas inerte, dunque non reagisce con alcun altro elemento ne materiale biologico, ad eccezione di ustioni provocate dalla enorme quantità di calore che esso può accumulare. Un altro suo vantaggio è che non assorbe neutroni, e dunque non diventa radioattivo. Il suo impiego richiede che il sistema del contenimento del core, ed i tubi, siano pressurizzati e capaci di sopportare alte temperature ed ampie escursioni termiche
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La Volvo in joint-venture con Vattenfall per auto ibride plug-in

La Volvo Cars e Vattenfall hanno dato avvio ad una joint-venture per introdurre auto ibride plug-in entro il 2102 secondo quanto ha dichiarato ieri Stephen Odell, presidente e CEO di Volvo Car Corporation.

La partnership svedese, che porterà alla produzione in serie plug-in di auto ibride in Svezia nel 2012 alimentate da energia elettrica e gasolio, coinvolgerà finanziariamente congiuntamente le due società per lo sviluppo delle nuove auto.

Già nel gennaio 2007, la Volvo Car Corporation e Vattenfall hanno avviato un progetto congiunto con l'obiettivo di testare e sviluppare la tecnologia plug-in, adesso si passa alla seconda fase del progetto.

Vattenfall e Volvo Car Corporation ritengono che la produzione in serie di auto ibride plug-in e lo sviluppo di infrastrutture siano in grado di generare nuovi posti di lavoro e contribuire a mantenere la posizione della Svezia all'avanguardia nel campo delle tecnologie ambientali più avanzate.

L'elettricità è molto adatta come una fonte di alimentazione per auto. Un motore elettrico ha una elevata efficienza di rating e consuma circa un quinto delll'energia necessaria per alimentare un motore che funziona con combustibili fossili.

Il prezzo di acquisto del ibridi plug-in sarà superiore a quella delle macchine con la tecnologia convenzionale a causa del costo delle batterie ma, tenuto conto del costo più basso dell'energia elettrica in confronto ai carburanti tradizionali, i costi di alimentazione si ridurranno di un terzo rispetto alle auto diesel.

Vattenfall offrirà l'opportunità agli acquirenti di firmare un contratto per ricaricare la propria macchina con energia prodotta da fonti rinnovabili quali l' eolico e l'idroelettrico.

Il comunicato stampa

Vattenfall è un'azienda svedese produttrice di energia elettrica. È la quarta maggiore fornitrice di energia elettrica in tutta Europa. È una delle maggiori società che, pur essendo stata liberalizzata per volontà dell'Unione Europea, è rimasta di proprietà statale (da Wikipedia).

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lunedì 1 giugno 2009

Il premio "Ferdinand Porsche" agli ideatori delle batterie al litio, Keller e Kohler


Il premio "Professor Ferdinand Porsche" oltre al valore "venale" (50.000 euro), è considerato uno dei riconoscimenti più ambiti al mondo per la ricerca nel campo della tecnologia automobilistica. L'ultima edizione del prestigioso riconoscimento è stata appena assegnata dall'Università Tecnica di Vienna a Michael Keller, ingegnere della Temic Automotive Electric Motors di Berlino, e a Herbert Kohler della Daimler di Stoccarda. 

Nell'assegnazione di quest'anno la giuria ha voluto dare il giusto riconoscimento allo sviluppo della batteria agli ioni di litio che rappresenta un importante contributo alla diffusione di questa tecnologia nelle future automobili. 

Il premio è stato istituito nel 1976 da Louise Piech, la figlia del professor Ferdinand Porsche e metà della somma in denaro è finanziata da Porsche Holding, Salzburg mentre l'altra metà proviene da Porsche AG, Stuttgart. Quest'anno il premio è stato assegnato per la sedicesima volta dall'Università Tecnica di Vienna. 

Fonte: repubblicaonline

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La Cina sarà leader con 500 mila auto elettriche

La Cina si appresta a diventare il più grande produttore mondiale di auto elettriche avendo come obiettivo 500.000 unità entro il 2011 grazie all'impegno delle industrie e con il determinante aiuto dato dal governo nazionale.

Senza dubbio ciò sarò dovuto anche al forte impegno ed impulso che il governo ha dato nello sviluppare le batterie al litio e gli aiuti economici nella ricerca e sviluppo di nuove batterie per il futuro immediato.

In Cina ritengono che il passaggio dalla motorizazione endotermica ad elettrica sarà tanto più veloce quanto più basso sarà il costo delle auto elettriche. Se un veicolo elettrico riuscirà a rientrare in un prezzo intorno o sotto i 100.000 yuan (10.400 Euro), le sue vendite potrebbero raggiungere le 200.000 unità.

Un certo numero di case automobilistiche cinesi hanno in programma di introdurre modelli di veicoli elettrici nei prossimi 18 mesi.

Fonte: ChinaDaily

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