Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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mercoledì 11 aprile 2012

Le emissioni di CO2 delle auto elettriche, ibride, diesel e benzina

A Pasqua, cercando tutt'altra cosa in Rete, del tipo 'le sorprese nelle uova di cioccolata' o 'le belle storie di zio pasquale', mi è capitato sott'occhio un documento abbastanza recente della CIVES (Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali), che concentra la propria attività sul discorso dei veicoli elettrici e ibridi, facente parte del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI -l'Ente riconosciuta dallo Stato Italiano e dalla CEE, preposta alla normazione e all'unificazione del settore elettrotecnico) pubblicato da La Repubblica. Si parla del confronto delle emissioni di gas climalteranti  (CO2) tra le diverse tecnologie di veicoli stradali. Apriamo l'uovo ed estraiamo i dati.

A -   Emissioni imputabili alla produzione elettrica
Per quanto riguarda le emissioni imputabili alla produzione elettrica con il mix italiano riferibili all'anno 2009 (Fonti: TERNA SpA, AEEG - Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, GSE – Gestore Servizi Energetici) il  Mix Italia dell'energia immessa in rete, inclusa energia importata: (fonti: GSE - Gestore Servizi Energetici, TERNA SpA) e così suddivisa:
  • 31,6 fonti rinnovabili;
  • 13,1 % carbone;
  • 43,5% gas naturale;
  • 4,3% prodotti petroliferi;
  • 1,5% nucleare (da importazione);
  • 6,1% altre fonti

La Produzione lorda era, sempre nel 2009, di 292.641,7 GWh di cui 93% da produttori tradizionali e 7% da auto produttori. (fonti: TERNA SpA, AEEG)

Il Fattore di emissione di CO2 col mix Italia 2009 viene così ad essere di 410,3 g CO2/kWh lordo (Fonte: ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Da cui si può dedurre e calcolare  che le Emissioni totali di CO2 della produzione elettrica nazionale sono:

410,3 g/kWh * 292.641,7 E6 kWh = 120.070 ton (Fonte: ricavato dai dati precedenti)

La Produzione netta, dedotti i consumi ausiliari e l'energia destinata al pompaggio, : 275.309,2 GWh (Fonti: TERNA SpA, AEEG)
L' Energia ricevuta da fornitori esteri, prevalentemente di origine nucleare (emissioni di CO2 nulle): 47.070,6 GWh (Fonti: AEEG, TERNA)
L' Energia ceduta a clienti esteri  2.111,4 GWh (Fonti: AEEG, TERNA)
Il Bilancio energia importata/esportata: 47.070,6 - 2.111,4 = 44.959,2 GWh (Fonte: ricavato dai dati precedenti di AEEG e TERNA)
Il Totale energia destinata ai consumi (produzione nazionale netta + bilancio import/export): 275.309,2 GWh + 44.959,2 GWh = 320.268,4 GWh (Fonte: ricavato dai dati precedenti di AEEG e TERNA)
Le Perdite di rete: 20.353,2 GWh (Fonti: AEEG, TERNA)

L' Energia destinata ai consumi 299.915,2 GWh (Fonte: ricavato dai dati precedenti di AEEG e TERNA)

Il Fattore di emissione di CO2 della produzione totale destinata ai consumi: 120,07 M ton / 299.915,2 GWh = 400,3 g CO2 /kWh  (Fonte: ricavato dai dati precedenti).

Lo stesso documento prende in considerazione le emissioni dal pozzo alla ruota

B - Emissioni climalteranti indirette WTT (Well-to-Tank)
(Fonti: Concawe - Oil Companies European Association for Environment; EUCAR - European Council for Automotive R&D; JRC Ispra - European Commission Joint Research Centre; ACCENT - Atmospheric Composition Change Network, ENEA - Agenzia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile)

- Le Emissioni indirette WTT di CO2 per le autovetture a benzina (in aggiunta alle emissioni dirette al tubo di scarico: 17% delle emissioni allo scarico (ciclo NEDC) (Fonti: Concawe, EUCAR, JRC Ispra)
- Le Emissioni indirette WTT di CO2 per le autovetture diesel (in aggiunta alle emissioni dirette al tubo di scarico: 19% delle emissioni allo scarico (ciclo NEDC) (Fonti: Concawe, EUCAR, JRC Ispra)
- Le Emissioni indirette complessive climalteranti WTT (dovute a CO2 e metano CH4, quest’ultimo con Global Warming Potential 23 superiore a quello della CO2 ) in aggiunta alle emissioni allo scarico: 27% delle emissioni allo scarico (ciclo NEDC) (secondo Concawe, EUCAR e JRC Ispra) dal 25% al 50% delle emissioni di combustione (in relazione alla lunghezza e alle perdite del gasdotto di fornitura, secondo ACCENT). Nel confronto tra i veicoli che segue si assume il dato del 27% di Concawe-Eucar- JRC Ispra)
- Le Emissioni indirette WTT della generazione elettrica
10% delle emissioni degli impianti di generazione termoelettrica per i combustibili olio denso e carbone (fonte: ENEA) e 27% per le emissioni indirette (equivalenti) immessa durante il trasporto e la distribuzione del gas naturale (fonti Concawe, EUCAR e JRC Ispra). Poiché con il mix di fonti nazionale del 2009 la quota di generazione termoelettrica di (olio denso + carbone è del 18% circa, le corrispondenti emissioni indirette WTT equivalgono al 10% del 18% delle emissioni di CO2 del sistema elettrico nazionale, ovvero 7,2 g CO2/kWh. Analogamente, poiché la quota di generazione termoelettrica da gas naturale (metano) è del 27% del 43,5% delle delle emissioni di CO2 del sistema elettrico nazionale, ovvero 47,1g CO2/kWh. Complessivamente, le emissioni indirette della produzione elettrica col mix italiano 2009 assommano quindi a 7,2+47,1 = 54,3 g CO2eq/kWh.

Qui sotto lo schema estratto dal documento CEI dal quale ho omesso i dati relativi al metano. Suspance! Vi lascio un compitino da fare a casa.


Dalla tabella è del tutto evidente che le emissioni complessive (ultima colonna), considerando i consumi delle auto, la produzione di CO2 (equivalenti) dai tubo di scappamento o quelle per la produzione di energia elettrica, le emissioni dal pozzo alle ruote, risultano essere almeno la metà per le auto elettriche rispetto a tutte le altre. Dei distinguo sono da fare per i confronti tra le auto ibride e quelle alimentate a benzina o gasolio. Ma quali risultati abbiamo per le auto alimentate a metano?

Adesso vi lascio il compitino da svolgere a casa. Avete tutti i dati per fare i vostri calcoli guardando il punto B. Se non avete voglia di manovrare il calcolatore aspettate la tabella che pubblicherò domani.

Secondo voi, a che livello si posizioneranno le auto bifuel metano tra le vetture prese in esame? Saranno le auto bifuel migliori rispetto alle auto elettriche? ovvero avranno le auto elettriche una produzione complessiva di CO2, gas climalterante, più alta? Le emissioni di CO2 delle auto bifuel saranno molto più basse rispetto alle auto a benzina e diesel?

Non si accettano scommesse.

> Continua <   e > prosegue <


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domenica 9 gennaio 2011

Energia: una nuova tariffa e sei progetti-pilota per ricaricare le auto elettriche

Prendendo spunto dal Post di ieri, constatando che Roma tace, una buona notizia viene dall'Autorità per l'energia (AEEG) che ha introdotto nuove regole a sostegno dello sviluppo di infrastrutture di ricarica a pagamento dei veicoli elettrici e previsto anche semplificazioni ed agevolazioni per la realizzazione di alcuni progetti mirati di sperimentazione che verranno selezionati entro il 30 aprile.

Qui di seguito il Comunicato stampa nel testo integrale (il grassetto è mio).

Introdotte nuove regole e agevolazioni a sostegno dello sviluppo di infrastrutture di ricarica

Milano, 07 gennaio 2011
Entra in vigore da gennaio una nuova tariffa di rete riservata alla ricarica delle auto elettriche nei centri urbani ed in altri luoghi aperti al pubblico. Lo ha stabilito l'Autorità per l'energia che ha introdotto nuove regole a sostegno dello sviluppo di infrastrutture di ricarica a pagamento dei veicoli elettrici e previsto anche semplificazioni ed agevolazioni per la realizzazione di alcuni progetti mirati di sperimentazione che verranno selezionati entro il 30 aprile.
Le novità sono contenute in un provvedimento (delibera ARG/elt 242/10) che delinea, in particolare, una nuova tariffa, in vigore dal 1° gennaio, per i servizi di rete destinati alla ricarica pubblica delle auto elettriche e stabilisce regole semplificate per la sperimentazione degli stessi servizi e criteri concorrenziali per la selezione di sei progetti pilota per la ricarica pubblica. Queste sperimentazioni pilota, anche al fine dell'ottenimento delle agevolazioni, dovranno soddisfare requisiti di efficienza ed efficacia ben definiti e precisi impegni a pubblicizzare e condividere i risultati ottenuti.

Per quanto riguarda i prezzi dell'energia elettrica, anche per i veicoli elettrici, saranno frutto del confronto tra le diverse offerte in concorrenza sul mercato liberalizzato.
"Dopo il provvedimento che ha consentito di eliminare i vincoli normativi all'installazione di un secondo contatore per le ricariche private presso le utenze domestiche, la nuova delibera faciliterà anche soluzioni per le ricariche in luoghi aperti al pubblico. L'insieme dei due provvedimenti rappresenta un ulteriore, deciso contributo allo sviluppo della mobilità elettrica" 1- ha sottolineato il Presidente dell'Autorità Alessandro Ortis.
"Le decisioni assunte sono coerenti con le iniziative già varate a sostegno dello sviluppo delle smart grids, per modernizzare e rendere più flessibili e intelligenti le reti di distribuzione elettrica. Questo tipo di sviluppo favorisce anche l'utilizzo delle fonti rinnovabili e l'efficienza energetica, a beneficio dell'ambiente e dei consumatori finali" ha concluso Ortis.

L'Autorità italiana è fra i primi organismi di regolazione ad adottare provvedimenti nel solco delineato dalle recenti iniziative della Commissione europea2 per la promozione della mobilità elettrica.

I progetti-pilota nel dettaglio
I sei progetti pilota verranno selezionati dall'Autorità entro il prossimo 30 aprile, sulla base della bontà delle tecnologie proposte e della loro valenza in termini di efficienza di servizio, ottimale utilizzo delle infrastrutture di ricarica e facilitazione della concorrenza.

In concreto, per la selezione dei sei progetti pilota che potranno godere di specifiche agevolazioni (728 euro/anno per punto di ricarica fino al dicembre 2015), l'Autorità ha fissato alcuni criteri che riguardano: la rilevanza e la completezza del progetto in termini tecnologici; la minor onerosità per il sistema elettrico; la rilevanza delle informazioni che potranno essere rese disponibili al sistema elettrico; la minimizzazione degli oneri gestionali nei rapporti contrattuali dei vari soggetti attivi nell'ambito della sperimentazione; la capacità di garantire un servizio competitivo, concorrenziale e omogeneamente diffuso.

I soggetti responsabili dei progetti pilota dovranno inoltre presentare alla Direzione Tariffe dell'Autorità un dettagliato rapporto semestrale ed una relazione finale delle attività svolte. Le Direzioni Tariffe e Mercati dell'Autorità esamineranno le relazioni finali dei progetti pilota e formuleranno suggerimenti per la standardizzazione delle soluzioni sperimentate con successo e per la loro diffusione su più ampia scala. Le relazioni finali saranno rese pubbliche sul sito internet dell'Autorità, per permettere la diffusione delle esperienze e dei risultati.

Il provvedimento ARG/elt 242/10 (disponibile sul sito www.autorita.energia.it) è frutto di una procedura di consultazione alla quale hanno partecipato numerosi soggetti interessati fra cui associazioni ambientaliste, costruttori di apparati di gestione dei diversi tipi di sistemi di ricarica, imprese di vendita e distribuzione dell'energia di varia dimensione, società di consulenza e di ingegneria.


1 Con la deliberazione ARG/elt 56/10, l'Autorità ha eliminato alcuni limiti normativi che non consentivano di ricaricare le batterie dei veicoli elettrici in luoghi privati, ovvero direttamente presso abitazioni, box e parcheggi condominiali o garage aziendali. Secondo una precedente normativa, infatti, ai consumatori domestici era vietato disporre di un duplice punto di fornitura elettrica nella stessa unità immobiliare, se non per alimentare pompe di calore. Poiché le batterie dei veicoli elettrici devono poter essere ricaricate anche a casa, la disponibilità di punti di ricarica è un fattore condizionante dello sviluppo della mobilità elettrica.

2 Piano SET del 7 ottobre 2009, comunicazione "Una strategia europea per i veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico" del 28 aprile 2010, mandato agli organismi europei di normalizzazione CEN-CENELEC ed ETSI per predisporre una norma appropriata che promuova un sistema di ricarica intelligente a compatibilità transfrontaliera.
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Leggere anche:

- L’Autorità per l'energia (AEEG) sui sistemi di ricarica di veicoli elettrici aperti al pubblico 
- Delibera dell'AEEG in materia di ricarica dei veicoli elettrici in ambito domestico

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lunedì 13 settembre 2010

L’Autorità per l'energia (AEEG) sui sistemi di ricarica di veicoli elettrici aperti al pubblico

Leggiamo dal sito Internet dell'Autorità italiana per l’energia elettrica e il gas (AEEG) la Delibera 2010 ARG/elt 136/10 del 2 settembre che essa ha avviato un procedimento per la formazione di provvedimenti in materia di disposizioni speciali per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura e del servizio di dispacciamento ai fini della sperimentazione di sistemi di ricarica pubblica dei veicoli elettrici, funzionali alla sperimentazione con progetti pilota di questi nuovi servizi. Soluzioni tecnologiche e di mercato aperte, criteri per la copertura dei costi di sperimentazione: tra pochi mesi le regole per i progetti pilota per la ricarica dei veicoli elettrici.
Lo sviluppo dei veicoli elettrici ricaricabili da rete (sia all-electric che ibridi plug-in) sta conoscendo un punto di svolta finalmente riconosciuto a livello globale, con un potenziale di sviluppo di massa che consente di pianificare interventi applicativi. Sulla base di questo assunto l’Autorità italiana afferma che lo sviluppo della mobilità elettrica richiede la possibilità di effettuare le operazioni di ricarica delle batterie dei veicoli elettrici sia in luoghi privati (infrastruttura di ricarica privata) sia presso infrastrutture di ricarica a pagamento aperte al pubblico ad accesso non riservato (infrastrutture di ricarica pubblica). Le infrastrutture di ricarica privata sono localizzate in luoghi ad accesso riservato (quali garage o parcheggi privati), mentre le infrastrutture di ricarica pubblica possono essere localizzate sia in luoghi privati, anche presidiati (in questo caso assumono la funzione di stazioni di rifornimento, eventualmente attrezzate con più punti di rifornimento e con sistemi di accumulo dell’energia), sia su suolo pubblico a libera disposizione degli utenti, dietro corrispettivo per l’accesso al servizio e l’energia. Entrambe le tipologie di infrastruttura, affinché possano assolvere la propria funzione in modo efficace, necessitano di una adeguata diffusione sul territorio a partire dalle aree urbane.
Secondo l’Autorità italiana, la natura delle attività connesse alla realizzazione e alla gestione di una infrastruttura di ricarica pubblica di veicoli elettrici è tale per cui le sperimentazioni possono essere efficacemente condotte da una pluralità di soggetti industriali, ivi compreso il concessionario del servizio di distribuzione dell’energia elettrica, tenendo conto di standard industriali aperti e prevedendo l’impegno a conformarsi a standard funzionali europei o internazionali non appena questi entrino in vigore. Inoltre, la sperimentazione di modelli gestionali e di mercato alternativi deve avvenire nell’ambito di un limitato e predefinito periodo temporale e in un contesto di regole, da un lato, non discriminatorie tra i diversi soggetti che intendono affrontare il tema del servizio di ricarica pubblica dei veicoli elettrici, dall’altro, non ostative alle possibili soluzioni tecniche di cui le sperimentazioni dovrebbero fornire gli elementi utili alle future scelte.
L’Autorità italiana ritiene che i progetti pilota di realizzazione di infrastrutture pubbliche per la ricarica dei veicoli elettrici possano fornire all’Autorità stessa elementi utili per la futura eventuale definizione sia delle regole di funzionamento dell’operazione di ricarica sia degli eventuali criteri tariffari e della regolazione dei servizi di trasmissione e dispacciamento idonei ad accompagnare lo sviluppo e la diffusione su larga scala della mobilità elettrica sostenuta dalla filiera del settore elettrico.
Dopo la predisposizione dei provvedimenti per far partire i progetti pilota l’azione dell’Authority potrebbe estendersi ad altri ambiti e ulteriori revisioni della regolazione dovranno essere valutate, anche con riferimento ai meccanismi di mercato, alla regolazione del servizio di dispacciamento dell’energia e all’evoluzione del quadro normativo nazionale e comunitario individuando soluzioni sperimentali transitorie per la regolazione del settlement del servizio di dispacciamento per i punti di ricarica pubblica.
I provvedimenti che verranno adottati saranno fondati sui medesimi principi generali alla base del sistema tariffario vigente per le essential facilities (trasmissione, distribuzione e misura), regolato in Italia dall’Authority stessa e che particolare rilievo sarà attribuito all'orientamento ai costi delle tariffe, alla trasparenza dei criteri di allocazione dei costi, alla certezza della struttura tariffaria.
L’Autorità si è attivata perché ritiene che i benefici di natura energetica, sociale ed ambientale che sono connessi allo sviluppo della mobilità elettrica siano tali da rendere opportuno prevedere che ai progetti pilota possano essere applicate disposizioni speciali e transitorie finalizzate al miglior esito delle sperimentazioni stesse e alla loro adeguata diffusione sul territorio nazionale italiano e che queste disposizioni speciali e transitorie debbano trovare applicazione esclusivamente nell’ambito di dette sperimentazioni e che non possano in alcun caso costituire regole di validità generale per il futuro mercato dei servizi di ricarica dei veicoli elettrici; in relazione alla trasparenza dei criteri di allocazione dei costi l’Autorità ritiene opportuno prevedere che il loro grado di "socializzazione" sia correlato al livello di informazioni rese pubblicamente disponibili dalla sperimentazione a beneficio della regolazione del sistema elettrico stesso. In relazione alla certezza della struttura tariffaria, l’Autorità ha scelto fin da ora di prevedere che il corrispettivo tariffario a copertura dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica, per le infrastrutture di ricarica pubblica dei veicoli elettrici, sia espresso in centesimi di euro/kWh, ovvero correlato all’energia prelevata.
L’Autorità, nella sua imminente azione di creazione delle regole per le sperimentazioni terrà conto dei principi generali alla base del sistema tariffario vigente e particolare rilievo sia attribuito alla non discriminazione tra soggetti proponenti (sia soggetti industriali non regolati, che imprese di distribuzione dell'energia), alla trasparenza dei criteri di allocazione dei costi, alla certezza della struttura tariffaria, alla correlazione tra il grado di socializzazione dei costi, al livello delle informazioni rese pubblicamente disponibili; alla minimizzazione degli oneri gestionali nei rapporti contrattuali dei vari soggetti attivi nella sperimentazione ai fini della concorrenzialità e diffusione del servizio di ricarica pubblica.
L’Autorità ai fini dell’acquisizione degli elementi conoscitivi utili per la formazione e l’adozione dei provvedimenti ha previsto, qualora sia ritenuto opportuno in relazione allo sviluppo del procedimento, l’acquisizione di elementi conoscitivi utili, di pubblicare documenti per la consultazione, di convocare audizioni per la consultazione dei soggetti e delle formazioni associative che ne rappresentano gli interessi.

Il procedimento appena avviato si concluderà entro il termine del 15 novembre 2010.


Il testo completo della:

Delibera ARG/elt 136/10 Avvio di procedimento per la formazione di provvedimenti in materia di disposizioni speciali per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura e del servizio di dispacciamento ai fini della sperimentazione di sistemi di ricarica pubblica dei veicoli elettrici L'AUTORITÀ PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Nella riunione del 2 settembre 2010


Leggere anche:

- Delibera dell'AEEG in materia di ricarica dei veicoli elettrici in ambito domestico

venerdì 21 ottobre 2011

Sistemi Smart Grid, impianti fotovoltaici e veicoli elettrici in Italia

Alla fine del mese  di settembre, si legge in un articolo online dl quotidiano nipponico  Asahi Shimbun,  Toshiba Corporation ha annunciato che la sua controllata italiana di sistemi di alimentazione, Ansaldo Trasmissione & Distribuzione SpA (Ansaldo T & D), ha vinto un contratto per la fornitura di un elemento chiave del sistema di rete intelligente per l'ACEA Distribuzione SpA (Gruppo ACEA) di Roma, una delle più importanti pubblic utility italiane. L'installazione degli impianti avrà inizio nel mese di dicembre 2011 e dovrebbe entrare in servizio e online entro la fine della primavera del 2012.

Il sistema fornito da Ansaldo T & D comprende un impianto fotovoltaico di 10kWp per la generazione di energia elettrica, un sistema di accumulo di energia da 45kWh SCiB ™, basato sulla innovativa batteria ricaricabile agli ioni di litio  Toshiba , caricabatterie per veicoli elettrici (VE) e il sistema di monitoraggio complessivo con una unità di controllo (μEMS ).

 Una volta installato in Raffineria, una sottostazione ACEA a Roma, il sistema fornirà una soluzione integrata per la generazione (PV), lo storage (SCiB ™) e la distribuzione di energia elettrica per caricare VE. Tali stazioni di ricarica sono visti come parte integrante delle reti intelligenti e il successivo concetto di comunità di generazione intelligente per la produzione di energia interattivo e la conseguente distribuzione.

 In un'asta separata per la fornitura di attrezzature, Landis + Gyr è stata selezionata per fornire contatori intelligenti per il sistema. I contatori intelligenti hanno capacità di comunicazione interattiva e sono in grado di fornire in tempo reale il conferimento dei dati sullo stato del sistema fotovoltaico, le altre competenze di memorizzati nel ™ SCiB e il livello di domanda d'energia presso i caricabatterie dei  VE.

 Toshiba, Ansaldo T & D e Landis + Gyr collaboreranno per cercare di ottenere ordini per i sistemi commercializzati e si avvarrà del know-how acquisito attraverso l'esecuzione e il funzionamento del progetto.

 Toshiba Group auspica di sostenere da vicino  piani di sviluppo del sistema  smart grid ACEA  e cercherà di espandere la propria rete intelligente e imprese comunità intelligente in Europa.

Aggiungiamo altre informazioni sul progetto.  

Il progetto pilota è stato selezionato dall’AEEG nel febbraio scorso tra quelli ammessi (in tutto otto) per la fase di sperimentazione delle reti intelligenti che usufruiscono dei relativi incentivi, per un investimento complessivo di 19,3 milioni  Il costo complessivo del progetto ACEA/Toshiba è di circa 5 milioni di euro. Diversi interventi saranno mirati a sviluppare soluzioni innovative per la gestione della rete e il miglioramento della continuità del servizio, in linea con gli indirizzi e le prescrizioni generali stabilite dall’Autorità.

Tra gli interventi smart figurano la selettività del sistema di protezione, la gestione del profilo di tensione, la gestione dei generatori connessi alla rete. Inoltre, il progetto si concentra sulla minimizzazione delle perdite di energia e l’E-Car and Storage, vale a dire la possibilità di gestire l’infrastruttura di ricarica per gli autoveicoli elettrici.

Ulteriore annotazione.Toshiba ha acquisito da poco tempo la maggioranza delle azioni di Ansaldo T&D come rileviamo dal Sole 24 Ore.

Toshiba ha acquisito dal gruppo Tili il 67% di Ansaldo Trasmissione & Distribuzione, azienda impegnata nell'ingegnerizzazione di impianti per la trasmissione e distribuzione elettrica e di impianti fotovoltaici di livello industriale per la produzione di energia. Ansaldo T&D - informa una nota - ha iniziato la sua attività nel 1984 come parte del gruppo Ansaldo (ora gruppo Finmeccanica). Da quando è diventato parte del gruppo Tili, nel 2007, Ansaldo T&D ha realizzato una lista notevole di progetti di trasmissione e distribuzione e di impianti fotovoltaici, soprattutto in Europa e Nord Africa. Questa mossa - prosegue la nota - segna l'ingresso a pieno titolo di Toshiba nei mercati europeo e nordafricano, che, insieme, rappresentano oltre il 20% del mercato globale del settore, Giappone escluso, e si collocano al secondo posto per dimensione dopo quello cinese, con una previsione di crescita costante della domanda. Il mercato fotovoltaico europeo rappresenta invece circa l'80% del mercato mondiale del fotovoltaico e dovrebbe rimanere il più grande del mondo. Inoltre, nuovi mercati, come quelli dello smart grid, saranno ampliati grazie a questa operazione. Toshiba ha intenzione di aumentare la portata del suo T&D e le iniziative nel fotovoltaico portandoli a livello globale, attraverso ulteriori collaborazioni con il gruppo Tili.


- Charge Grid - Toshiba propone un nuovo sistema integrato batterie - rete

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domenica 25 aprile 2010

Delibera dell'AEEG in materia di ricarica dei veicoli elettrici in ambito domestico

Il 21 Aprile nel sito web dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas è stata pubblicata la Delibera ARG/elt 56/10 "Disposizioni in materia di connessioni per l’alimentazione di pompe di calore a uso domestico e di veicoli elettrici. Modificazioni dell’Allegato A e dell’Allegato B alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 29 dicembre 2007, n. 348/07 " il cui testo in formato PDF lo potete scaricare a questo indirizzo.

A causa di una mia connaturata incapacità di leggere e soprattutto capire gli atti legislativi ho chiesto che mi venisse riassunto nei punti essenziali. Immagino comunque che spiegazioni esaustive  saranno fornite nel momento in cui l' Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas emetterà un comunicato stampa ufficiale. Riassumo succintamente le novità inquadrandole nel modo seguente:
  • in casa posso alimentare pompe di calore e auto elettrica (comma 2.2 lettera a) del TIT);
  • posso richiedere un secondo punto di prelievo per la pompa di calore e con questo posso ricaricare l'auto elettrica;
  • se ho il secondo punto di cui sopra posso installarne anche altri solo per la ricarica dell'auto elettrica (caso condominiale, ad. es.). 

Che cosa è l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (estratto dal sito web)

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas è un'autorità indipendente istituita con la legge 14 novembre 1995, n. 481 con funzioni di regolazione e di controllo dei settori dell'energia elettrica e del gas.
Un'autorità indipendente è un'amministrazione pubblica che prende le proprie decisioni in base alla legge istitutiva e ai propri procedimenti e regolamenti dotata di un elevato grado di autonomia nei propri giudizi e valutazioni rispetto all'esecutivo. I poteri di regolazione settoriale fanno riferimento alla determinazione delle tariffe, dei livelli di qualità dei servizi e delle condizioni tecnico-economiche di accesso e interconnessione alle reti, in servizi in cui il mercato non sarebbe in grado di garantire l'interesse di utenti e consumatori a causa di vincoli tecnici, legali o altre restrizioni che limitano il normale funzionamento dei meccanismi concorrenziali.
L'Autorità è un organo collegiale costituito dal Presidente e da quattro membri(1). I cinque componenti l'Autorità sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle attività produttive. Le designazioni effettuate dal Governo sono sottoposte al parere vincolante, espresso a maggioranza qualificata (due terzi dei componenti), dalle Commissioni parlamentari competenti.
I componenti sono scelti fra persone dotate di alta e riconosciuta professionalità e competenza nel settore.

Quali sono le sue finalità generali?
L'Autorità ha il compito di perseguire le finalità indicate dalla legge n. 481 del 1995 con cui si vuole "garantire la promozione della concorrenza e dell'efficienza" nei settori dell'energia elettrica e del gas, nonché "assicurare adeguati livelli di qualità" dei servizi.
Le finalità indicate dalla legge istituiva devono essere perseguite assicurando "la fruibilità e la diffusione [dei servizi] in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori, ...". Il sistema tariffario deve inoltre "armonizzare gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti il servizio con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse". Le pubbliche amministrazioni e le imprese sono tenute a fornire all'Autorità, oltre a notizie e informazioni, la collaborazione per l'adempimento delle sue funzioni.

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domenica 7 settembre 2008

In Italia l'80% degli incentivi alle rinnovabili va ai petrolieri

Gli incentivi del 2007 alle fonti rinnovabili sono andati solo per il 18% alle vere energie pulite. Lo comunica Greenpeace che fa sapere che su 5,3 miliardi di euro, solamente 932 milioni vanno alle vere rinnovabili.

La questione riguarda il meccanismo del CIP6, grazie al quale, fa sapere l'associazione ambientalista nel 2007 in Italia sono stati elargiti alle fonti fossili assimilate circa 3,7 miliardi di euro, mentre alle rinnovabili sono andati solo 847 milioni di euro. Al solare fotovoltaico finanziato con il conto energia, sono stati erogati appena 26 milioni di euro, meno dell'1% sul totale.

Il problema che fa notare Greenpeace è che su 5,3 miliardi di euro di incentivi per l'energia pulita circa 4,4 miliardi sono stati erogati alle società che producono le assimilate (combustibili fossili di processo, residui di raffinazione, rifiuti). I restanti 932 milioni di euro sono andati ad incentivare le vere fonti rinnovabili. In sostanza gli incentivi per le rinnovabili vanno per la maggior parte verso le stesse aziende che producono energia da fonti non rinnovabili, in particolare verso le raffinerie.

Fonte: ambientenergia.info

INCENTIVI FONTI RINNOVABILI NEL 2007
(dati in milioni di euro)

FONTI RINNOVABILI .......................................................932

Incentivi da fondi pubblici attraverso “CIP6”
Idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse ............................ 846,9

Incentivi da Certificati Verdi
Idroelettrico, eolico, geotermico, biomasse, rifiuti .................. 59,1

Incentivi da fondi pubblici attraverso “Conto Energia”
Solare fotovoltaico....................................................... 26

FONTI FOSSILI “ASSIMILATE” E RIFIUTI .............................. 4.376,3

Incentivi pubblici attraverso meccanismo CIP6
Combustibili fossili di processo, residui raffinazione ................. 3.746,5

Incentivi pubblici attraverso meccanismo CIP6 Rifiuti ................ 629,8

TOTALE FONTI RINNOVABILI E ASSIMILATE ............................. 5.308,3

Elaborazione Greenpeace su dati “Rapporto GSE 2007”, “Relazione AEEG del 2008”, “Relazione Annuale GME 2007”

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