Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 16 aprile 2019

Furgoni elettrici trasformati o convertiti, retrofit


Ci sono due strade percorribili per rendere vivibili le città, ambedue si basano nell'utilizzo di veicoli elettrici per la logistica, il trasporto delle merci. Consiste nell'utilizzare furgoni elettrici nuovi o trasformati. Quale delle due opzioni sia la migliore lo stabilisce la necessità delle aziende di trasporto e dei corrieri. Il costo del kit elettrico è identico per cui la riuscita e il risultato della trasformazione è la stessa: togliere dalle strade veicoli inquinanti, rumorosi e costosi dal punto di vista energetico (gasolio), e sostituirli con veicoli silenziosi, a impatto ambientale insignificante, economici dal punto di vista dei costi dell'energia(elettrica) manutenzione, gestione. 

Altra scelta in mano ai proprietari dell'azienda di  distribuzione è quali siano i furgoni da trasformare in elettrici. Il ventaglio delle opzione è ampio a seconda le portate: 35 quintali, 50 q, 70 q, 150 q e oltre. Quali modelli e quali marchi? Tutti (o quasi) quelli presenti sul mercato che possiedono un motore termico. Iveco, Mercedes, Renault, Peugeot, Fiat, Ford ecc. furgonati e cassonato, centinati o allestiti diversamente. 

Nella foto vediamo un Iveco Daily 50C15. 

Le caratteristiche essenziali del kit e del mezzo, che possono variare a secondo le esigenze, sono esemplificate qui sotto.

Caratteristiche del veicolo trasformato in elettrico

Motore di60kW 
Coppia 220Nm in elettrico a 1500 g/min
Batteria al litio polimeri da 44kWh
Riscaldatore elettrico per l’aria calda o climatizzatore a pompa di calore
Ricarica Tipo 2, Modo 3 con presa Mennekes a 22kWh
Autonomia 150 km
Portata ufficiale 2 ton
15 bancali

Il cavo di comunicazione tra l'elettronica del veicolo e la stazione di ricarica consente l'integrazione nelle smart grid.
Equipaggiamenti di serie:
- Display touch interattivo.
- Connettività.
Equipaggiamenti su opzione:
- sistema di riscaldamento e AC
- Display touch interattivo.
- Ultra-connettività.
- Allestimenti; furgonature, celle frigo, celle eutettiche.
- Pedane auto-caricanti; rampe, sponde idrauliche.
- Sistema di gestione e monitoraggio flotta.
- fanali led e personalizzazioni.
- Assistenza alla guida; frenatura di emergenza, retrocamera posteriore.



Per informazioni  AAE - Veicoli elettrici  




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lunedì 15 aprile 2019

Batterie allo stato solido per i veicoli elettrici, collaborazione Solid Power e Ford Motor Company



Confronto batterie ASSB vs litio-ioni
Solid Power  e  Ford Motor Company hanno iniziato a collaborare per sviluppare batterie a stato solido (ASSB) per i veicoli elettrici di prossima generazione. Le batterie allo stato solido offrono una più alta quantità di energia in base al peso e al volume e rispetto alla sicurezza delle batterie agli ioni di litio standard industriali attuali. La partnership annunciata si concentrerà sull'ulteriore sviluppo delle batterie ASSB per confrontarsi meglio alle esigenze automotive e permetterà di realizzare un impianto di produzione  completamente automatizzato che si prevede possa essere pienamente operativo nel 2° trimestre 2019.

Questo segue l'annuncio del settembre del 2018 quanto dichiarato su un investimento di 20 milioni di dollari. Ford Motor Company ha partecipato successivamente alla chiusura di accordi con altri investitori quali Volta Energy Technologies,  Hyundai CRADLE, Samsung Venture Investment Corp., Sanoh Industrial Co., Solvay Ventures, and A123 Systems. Nel dicembre del 2017, Solid Power ha annunciato la sua partnership con il Gruppo BMW per lo sviluppo congiunto delle batterie a stato solido per applicazioni sui veicoli elettrici e di adattare la tecnologia di Power Solid ai requisiti automobilistici nei veicoli elettrici ad alte prestazioni.

Come risultato di questo miglioramento del potenziale di accumulo di energia, le ASSB stanno ricevendo un forte interesse da parte di un vasto ventaglio di applicazione in altri mercati al di là di trasporto tra cui il settore aerospaziale, dispositivi medici, la difesa tra molti altri.

Un ulteriore vantaggio delle ASSB viene dal miglioramento della sicurezza rispetto alle batterie agli ioni di litio a causa della eliminazione di elettrolita liquido infiammabile. Inoltre esiste la possibilità di ridurre i costi a livello di sistema riducendo la dipendenza da soluzioni ingegneristiche tipicamente impiegate in sistemi agli ioni di litio.

I benefici potenziali delle ASSB Power Solid includono:


  • 50% in più di energia rispetto alle attuali batterie litio-ioni, che può aumentare a livello del battery pack e grazie alla semplicità progettuale
  • notevole miglioramento della sicurezza grazie all'eliminazione dell'elettrolita liquido usato nelle batterie agli ioni di litio
  • low-cost dei pacchi batteria progetta attraverso:
                     - minimizzazione delle caratteristiche di sicurezza
                     - gestione termica semplificata

  • elevata efficienza nella produzione grazie alla notevole compatibilità con l'automatizzazione, standard di settore, produzione roll-to-roll (è il processo di creazione di dispositivi elettronici su un rotolo di materiale plastico flessibile o metallo).

Fonte Businesswire




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sabato 13 aprile 2019

Filiera olio persi 100mila posti di lavoro, colpa dei cambiamenti climatici e Xylella



Sono stati persi centomila posti di lavoro in Italia nella filiera dell’olio extravergine di oliva con un trend che rischia di diventare irreversibile se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare l’emergenza e rilanciare il settore che lo scorso anno ha fatto registrare una delle peggiori annate di sempre con produzione di olio di oliva a 185 mila tonnellate, più che dimezzata per il clima e la Xylella. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione dell’incontro con il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi di Maio sull’emergenza olivicola in Puglia, dove si produce piu’ della metà dell’extravergine italiano. E’ in crisi la più grande industria green del Sud.


In Puglia – sottolinea la Coldiretti – si è verificato il crollo del 65% del raccolto che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie nei campi e nei frantoi mentre la Xylella continua ad avanzare verso nord due chilometri al mese e il contagio ha già colpito 21 milioni di piante e il conto dei danni ha raggiunto 1,2 miliardi di euro.  A rischio un patrimonio economico, occupazionale, ambientale e turistico che sotto la pressione dei cambiamenti climatici che compromettono i raccolti e dell’avanzare della Xylella rischia ora di sparire bruscamente senza l’adozione di adeguate misure.

Sono evidenti le responsabilità a livello regionale con errori, incertezze e scaricabarile che – continua la Coldiretti – hanno favorito l’avanzare del contagio che dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente proprio a Monopoli, con effetti disastrosi sull’ambiente, sull’economia e sull’occupazione. Lo stesso decreto emergenze pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo ben 20 giorni dall’approvazione del Consiglio dei Ministri – precisa la Coldiretti – deve essere riempito di contenuti e risorse prima della conversione in Legge perché è una scatola vuota che non affronta tra l’altro il dramma degli agricoltori colpiti da xylella che non sanno come comportarsi per realizzare nuovi impianti resistenti e tornare a lavorare e produrre per mantenere le proprie famiglie.

In questo contesto è importante l’impegno diretto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro per il Sud Barbara Lezzi che nel recente incontro di Lecce – continua la Coldiretti – hanno garantito 300 milioni di euro di risorse aggiuntive, oltre ai 100 milioni già stanziati con la Delibera CIPE, che è necessario ora arrivino realmente agli agricoltori, ai frantoiani e ai vivaisti oltre ad attuare una reale e concreta semplificazione del mercato del lavoro.

Per affrontare l’emergenza – conclude la Coldiretti – serve una strategia condivisa tra il Ministero all’Agricoltura, il MISE e il Ministero per il Sud per rendere operativo il Piano, approvato il 13 febbraio scorso in Conferenza Stato-Regioni che, partendo dalla moratoria sui mutui per garantire la sopravvivenza dei frantoi, preveda urgenti e necessarie misure per l’integrazione al reddito per 5 anni per i frantoi cooperativi, aziendali e industriali, che dimostrino di restare attivi e produttivi e interventi economici a supporto della rottamazione degli impianti, per le aziende che vogliono dismettere o riconvertire l’attività, oltre al sostegno all’occupazione attraverso l’esonero dei contributi previdenziali e gli sgravi dei contributi per i lavoratori.


Fonte Coldiretti.it





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venerdì 12 aprile 2019

Le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Marzo 2019


Sono stati pubblicati nel sito dell' EDTA, l' l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici, i numeri relativi alle vendite delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti  di Marzo 2019.  Al fine di fornire affidabili, dati di vendita tempestivi, EDTA ha implementato una nuova metodologia per la classificazione dei veicoli venduti per il suo rapporto mensile dei veicoli  plug-in (ricarica a rete delle batterie), in cui si distinguono quelli ibridi plug-in, dove resta un motore termico oltre a quello elettrico, dai veicoli elettrici puri a batteria. Questi numeri saranno controllati regolarmente e aggiornati per i nostri grafici.

I numeri pubblicati dall'EDTA vengono da noi elaborati per realizzare i grafici..

I nostri grafici

Vediamo che nel mese Marzo 2019  le immatricolazioni delle auto Ibride Plug-in  (PHEV) sono inferiori soltanto a quelle dello stesso mese dell'anno passato sui 12 anni precedenti, toccando la cifra di  7.958 unità. Complessivamente nel primo trimestre si sono vendute 20.926 ibride plug-in.



Le auto  elettriche pure a batteria (BEV) immatricolate sono state  19.629 che rappresenta il record del mese confrontate con quelle degli 11 anni precedenti, con 40.240 unità.



Il totale delle auto Plug-in, elettriche pure e ibride con batteria ricaricabile in rete, 27.587 unità, per un totale del primo trimestre pari a  61.166 vetture.




Con il seguente grafico vediamo la progressione mensile e annuale delle immatricolazione dal 2010 ad oggi. 

Progressione mensile

Progressione annuale







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giovedì 11 aprile 2019

800 autobus elettrici a Parigi a partire dal 2020


Heuliez Bus GX 337
E' la più grande commessa europea che riguardi autobus elettrici, un bando per una gara europea per l'acquisizione di 800 autobus elettrici voluto dalla Île-de-France Mobility, l'autorità che controlla la rete dei trasporti pubblici di Parigi e coordina le diverse compagnie di trasporto che operano nella regione dell'Île-de-France, ossia principalmente RATP, SNCF e Optile  e 90 operatori dei trasporti affiliati con Optile, bus che saranno gestiti dall'azienda di trasporti parigina RATP.

Lanciata nel gennaio 2018, questa gara è stata voluta per  accelerare il rinnovo del parco autobus di RATP con l'obiettivo di possedere il 100% di autobus puliti entro il 2025, suddivisa in tre lotti per un periodo di due anni e un importo massimo di 133 milioni di euro ciascuno  per un importo totale di 400 milioni di euro finanziato al 100% dalla Île-de-France Mobility, per bus standard elettrici di 12 metri. La commessa sarà affidata a  fornitori possibili: Heuliez Bus (foto in alto), Bluebus  Bolloré e Alstom Aptis (foto qui di seguito).

Bolloré Bluebus

Alstom Aptis

Il primo ordine è di circa 150 veicoli le cui consegne dovrebbero iniziare alla fine del 2020 per terminare nel 2022.

Fonte Ratp,fr




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mercoledì 10 aprile 2019

Il nuovissimo bus elettrico di 27 metri può competere con i tram


Una delle più importanti aziende costruttrici di veicoli elettrici al mondo, la cinese BYD, ha annunciato l'inizio della produzione del primo bus completamente elettrico lungo 27 metri, K12A, presso la sede della società a Shenzhen.

La capacità di trasporto è estremamente interessante, ben  250 passeggeri, è il più lungo bus elettrico puro al mondo di queste dimensioni. Può viaggiare ad una velocità massima di 70 km/h. Inoltre, è anche il primo bus elettrico 27 metri dotato di un sistema 4WD distribuito, che può passare dalle 2 ruote motrici alle 4 uniformemente per soddisfare le esigenze dei diversi percorsi, riducendo al contempo il consumo energetico complessivo del veicolo.

BYD K12A è compatibile con il sistema globale Bus Rapid Transit (BRT), con un corpo in lega in alluminio e tecnologie di base di BYD, le batterie, motori elettrici e controlli elettronici. Inoltre è dotato di un sistema di gestione del calore della batteria, sistema rigenerativo di energia (ricarica le batterie in fase di rallentamenti e frenata). Può percorrere quasi 300 km a singola ricarica e quindi  può rispondere alle esigenze di servizio per un intero giorno.

BYD è presente dal 2010 nel settore degli autobus elettrici per il trasporto pubblico fornendo autobus elettrici puri in tutta la Cina  assecondando le strategie nazionali che tendono a elettrificare i trasporti pubblici e privati. Il BYD K9 è stato il primo autobus elettrico puro al mondo a vantare più certificazioni da autorevoli enti europee, degli Stati Uniti e le agenzie giapponesi, ha iniziato le operazioni commerciali con gli autobus elettrici puri a Shenzhen già nel 2011. Questo tipo di autobus è noto sia per le prestazioni sia per il risparmio energetico e protezione ambientale, caratteristiche che ha efficacemente ereditato anche il bus K12A. Ogni bus è in grado di risparmiare l'equivalente di 80 tonnellate di emissioni di CO2 all'anno, e può evitare il consumo di 360.000 litri di carburante in tutto il suo ciclo di vita.

Fino ad oggi, BYD ha consegnato un totale di più di 50.000 autobus elettrici puri della lunghezza superiore ai 10 metri  ai suoi partner a livello mondiale negli Stati Uniti, America Latina ed Europa.
Per rispondere a una grande ondata di ordini in tutto il mondo BYD sta completando intorno al nucleo base dei suoi centri di R&S con una presenza di fabbriche di produzione dei suoi veicoli commerciali elettrici puri in Cina, Stati Uniti, Brasile, Ungheria e Francia che gli ha permesso di vendere in tutto il mondo i bus negli ultimi quattro anni (2015-2018) in più di 300 città che coprono più di 50 paesi e regioni in tutti i continenti.

Fonte BYD




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martedì 9 aprile 2019

Il consumo di gas nei settori industriale e termoelettrico a Marzo 2019


All'inizio del mese abbiamo visto, con un post dedicato, quale sia stato il consumo di gas di Marzo 2019 in Italia. Adesso andiamo a verificare quanto di questo gas sia stato consumato per produrre energia elettrica e quanto nel settore industriale, nei due settori che tra gli altri conosciuti e verificati ci aiutano a capire a quale velocità si muova la nostra economia e il suo stato di salute. 

Nel post appena ricordato abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo complessivo del gas nel mese Marzo 2019 pubblicati dalla Snam, constatando un minor consumo di circa il 15,9% rispetto allo stesso mese dell'anno passato, con 6.942,96 milioni di m3 .
Più interessanti diventano i grafici che riescono a spiegare più delle parole lo svolgersi dell'espansione o la contrazione dei consumi, asetticamente e inequivocabilmente.
I numeri forniti dal Ministero e dalla Snam sono il nostro punto di partenza per i grafici da noi realizzati e questi ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita produttiva. 


I nostri grafici

Se il consumo è sceso del 15,9% vediamo quale dei due comparti ne ha risentito positivamente o meno.

Il settore industriale 

Nel settore industriale mostra una discesa del con sumo di circa l' 1,1% rispetto al corrispondente mese del 2018, con una quantità consumata di 1.310,82 milioni di metri cubi (dati provvisori). Il grafico mostra il posizionamento mediano rispetto agli ultimi 15 anni.


Il successivo grafico traccia i consumi sommando i 12 mesi precedenti rispetto all'ultimo mese di rilevamento. Esso mostra una contrazione nell'ultimo anno.

Il settore termoelettrico

Il consumo di gas per la generazione di energia elettrica sale considerevolmente rispetto allo stesso mese 2018 del 10,1% circa, assestandosi ancora nella zona media degli ultimi 15 anni. Si sono consumati circa 2.110,5 milioni di metri cubi (dati provvisori).


Con il grafico che segue si evidenzia l'ultimo picco parziale della fine estate 2017 e la discesa dei consumi fino ad oggi con gli ultimi mesi in posizione pressoché costante, sempre considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese appena trascorso.




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lunedì 8 aprile 2019

Continuano a salire prepotentemente le vendite delle auto ibride a Marzo 2019, di contro prosegue la profonda crisi delle vendite delle auto a metano


Prosegue a ritmi incalzanti la crescita delle immatricolazioni delle auto ibride e il corrispondente crollo delle auto alimentate a gas metano. Nello scorso mese di Marzo sono aumentate le vendite delle auto ibride rispetto allo stesso mese del 2018 con una fortissima percentuale del 42,1% . Non si può dire altrettanto delle auto a metano la cui percentuale di immatricolazione rispetto all'anno precedente mostrano ancora una volta il crollo totale con un significativo -39,3%  che fa seguito al -46,1% del mese di Gennaio, del -50, 6% a Febbraio. Nel grafico vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese a partire dall'ottobre del 2014. Si nota che la sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni è avvenuta nel mese di Agosto 2016 e da allora le auto ibride hanno sempre sopravanzato le auto a metano accrescendo il divario.




Il grafico sottostante è il risultato della sommatoria dei dodici mesi precedenti alla rilevazione delle immatricolazioni delle auto ibride e a metano. Si evidenzia il gap che via via cresce.






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sabato 6 aprile 2019

Il maltempo salva le semine dopo deficit idrico del 73%, mancati ben 15 miliardi di metri cubi di acqua


L’arrivo del maltempo salva le semine primaverili a rischio dopo un mese di marzo che ha fatto registrare il record negativo del 73% di precipitazioni in meno in Piemonte ma la situazione è grave per la siccità nelle campagne di tutto il centro nord. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati dell’Arpa in occasione dell’avviso di condizioni meteorologiche avverse emesso dalla protezione civile per il maltempo che porta di nuovo la neve sulle Alpi. Il mese di marzo straordinariamente caldo e siccitoso ha aggravato la situazione di grave deficit idrico dell’Italia dove durante l’inverno sono mancati ben 15 miliardi di metri cubi di acqua secondo una analisi della Coldiretti sui dati Meteoexpert.

Lungo la Penisola l’area maggiormente penalizzata dalla mancanza di acqua è il Nord-Ovest per l’anomalia climatica di quest’anno – sottolinea la Coldiretti – ha lasciato senza neve le montagne ed a secco invasi, fiumi, laghi e compromesso le riserve nei terreni necessarie per le semine primaverili di granoturco, soia, girasole, barbabietole, riso, pomodoro ma a preoccupare sono anche gli ortaggi e le piante da frutto fiorite in anticipo per le alte temperature. Se da un lato infatti il “bel tempo” ha permesso agli agricoltori di fare le lavorazioni per preparare il terreno alla semina in modo ottimale, non si può dire la stessa cosa per la germinazione dei semi, che – spiega la Coldiretti – può avvenire solo se in presenza di buona umidità del terreno.

In queste condizioni – continua la Coldiretti – il maltempo è manna per gli agricoltori ma per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni. In particolare a preoccupare è la grandine, l’evento più temuti dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti in fiore e – spiega la Coldiretti – spogliano le piante compromettendo la produzione successiva.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

Fonte Coldiretti


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venerdì 5 aprile 2019

L'esempio della Norvegia, il 100% di auto elettriche entro il 2025


Electric vehicles charging in Norway. (T. Nilsen/The Independent Barents Observer)
In tempi di riscaldamento globale, le misure di politica con esenzioni fiscali rende la Norvegia il terzo mercato al mondo per i veicoli elettrici dopo la Cina e gli Stati Uniti.
Una spinta incredibile di vendite per le auto a emissioni zero ha avuto luogo nel mese di marzo. Secondo Elbilstatistikk.no, sono stati immatricolati 11.518 veicoli elettrici, quasi il doppio del numero delle immatricolazioni di  Marzo 2018, che a sua una volta è stato quasi il doppio di Marzo 2017.

I numeri di vendita dettagliati dipingono chiaramente il quadro di quello che sta succedendo. Nove dei primi 12 modelli nelle statistiche di marzo sono elettrici con Tesla Model 3, VW Egolf, BMW i3, Nissan Leaf e Audi E-tron come top five tra i modelli all-electric.

Le vendite avrebbero potuto essere ancora più alti non fosse le migliaia di norvegesi in lista d'attesa per ricevere la loro auto elettrica per problemi di ritardo nelle consegne.

Non ci sono altri paesi in Europa che siano vicini ai valori della Norvegia.

“Si tratta di numeri storici”, spiega Terje Moe Gustavsen, direttore del Norwegian Public Roads Administration . “E 'successo in fretta,” commentando le vendite di marzo aggiungendo “Quando guardiamo indietro, non più di cinque anni fa quando si è posto l'inizio delle politiche per favorire le auto elettriche. A quel tempo, avevamo poco più di 10.000 auto elettriche”.

Lo scorso anno, le vendite di auto elettriche in Norvegia sono cresciute del 40%, portando la quota totale di tutte le auto-elettriche fino al 31% del totale. Se l'attuale tendenza dovesse continuare fino alla fine del 2019, più della metà di tutte le nuove auto saranno elettriche, conferendo al paese un altro grande passo avanti verso l'ambizioso obiettivo del governo di avere tutte le nuove auto a zero emissioni entro il 2025.  Moe Gustavsen prefigura 1,5 milioni di auto elettriche sulle strade in Norvegia nel 2030 con l'andamento in atto.

In un paese come la Norvegia composto da 5 milioni di abitanti sono già registrate 226.000 vetture completamente elettriche alla fine di Marzo.

Le auto completamente elettriche sono esenti da addizionale imposta e i conducenti sono beneficiati di tasse stradali favorevoli,  pedaggio gratuito o ridotto, parcheggio gratuito e gratuita è pure la ricarica in molte postazioni.

Una sfida da vincere, però, è quella della insufficiente rete di stazioni di ricarica rapida lungo le strade per continuare a mantenere la rapida crescita della flotta di veicoli elettrici.

Adesso l'Associazione Norvegese di Veicoli Elettrici ritiene che sia altamente necessario attivare investimenti in nuovi colonnine di ricarica rapida, poiché vi è un solo caricatore nella regione più settentrionale della Norvegia, che si trova a Kirkenes, e la successiva è  a Troms, nella regione di Sørkjosen, una distanza di 626 chilometri lungo l'autostrada europea E6.

Con meno auto a combustibili fossili sulle strade, le emissioni di CO2 dal traffico stradale sono scese del 9,5% nel 2017 rispetto al 2016, secondo le cifre date da Statistics Norway.

Fonte rcinet.ca

La transizione dalle auto inquinanti verso le auto elettriche, come si vede, è possibile, basta volerlo e occorre fare solo cose 'normali'. Immatricolare oltre 11.500 auto in un mese in un paese composto da 5 milioni di abitanti pone a disagio una nazione come la nostra (ma anche tantissime altre) che nello stesso mese di Marzo è riuscita a immatricolare solo 621 auto elettriche, che oltretutto rappresenta un record del mese di Marzo con +42,1% rispetto allo stesso mese del 2018. 



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giovedì 4 aprile 2019

Crescono le vendite delle auto elettriche,+35,1%, e delle ibride, +42,1%, a Marzo 2019



Come abbiamo visto con il post dell'altro giorno,  a Marzo 2019 le immatricolazioni in Italia delle auto scendono del 9,6%, con un crollo importante soprattutto delle auto diesel, -25,2%, e ancora più accentuato quello delle auto a metano, -39,2%. Il mercato delle auto arriva a perdere il 6,9% rispetto al primo trimestre dell'anno passato, secondo quanto è stato comunicato dall'Unrae sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Passando all’analisi della struttura del mercato per alimentazione elettrica vediamo che le veture ibride evidenziano una crescita del 35,1% nel mese, arrivando al 5,3% di quota di mercato (confermata anche nel cumulato), le vetture elettriche incrementano i volumi del 42,1% allo 0,3% di rappresentatività. Le ibride continuano ad avere exploit significativi mese su mese come dimostrano le ultime percentuali di incremento +42,7% che insieme alle auto elettriche guadagnano il 5,7% della quota di mercato con il 5,4% e 0,3%, mai così alto prima.

C'è da aspettarsi di meglio per questo mese sia per la auto elettriche pure a batteria sia per le auto ibride per il fatto che sono scattati dal 1° Marzo gli incentivi all'acquisto, Ecobonus,  ministeriali, fino a 6 mila euro per le elettriche con rottamazione..


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

A Marzo le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche hanno ottenuto un nuovo record del mese rispetto agli anni precedenti e il secondo posto assoluto, dopo Luglio 2018,  numeri piccoli ma crescono continuamente con 621 unità contro le 437 con +42,1% unità dell'anno passato, e un +22,7% nel trimestre. 





Le auto ibride

Record assoluto per le auto ibride nel mese di Marzo  dal punto di vista numerici  che statistici essendo state immatricolate 10.254 unità (erano 7.591 nel Marzo 2018), il +35,1% nel mese e +32,3% nei primi 3 mesi dell'anno. Dopo avere quintulicato le vendite delle auto a metano le ibride stanno incalzando da vicino le auto  Gpl.






L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.




L'introduzione delle auto elettriche sale allo 0,3% nel mese e lo 0,2 nell'anno nel mercato totale mentre le ibride salgono a 5,7% nel mese e 5,3% nell'anno con una introduzione complessiva del 5,7%  mese e 5,5% anno.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Marzo 2019.


Le elettriche pure:

Dopo la prima comparsa della Tesla Model 3 in vetta alla classica nel primo mese della sua comparsa nel mercato delle auto elettrico, a Marzo ribadisce la sua posizione sul podio più alto.

1 TESLA  MODEL 3 232,
  2 NISSAN    LEAF  96,
    3 RENAULT ZOE   68.

Nei primi 2 mesi:

1 TESLA  MODEL 3 312,
  2 NISSAN    LEAF  195,
    3 SMART FORTWO    147 .


Non cambiano da mesi le posizione sui gradini del podio delle ibride :


1 TOYOTA YARIS 3.027,
  2 TOYOTA C-HR 1.672,
     3 TOYOTA RAV4 822.

Nei primi 2 mesi:

1 TOYOTA YARIS 8.991,
  2 TOYOTA C-HR 5.084,
     3 TOYOTA RAV4 2.253.




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