Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 13 maggio 2019

Auto elettriche, nel primo trimestre del 2019 ottengono un + 84% delle vendite nella Ue



ECV-elettrici +ibridi a batteria, HEV- ibridi, APV-carburanti alternativi
Nel primo trimestre del 2019, sebbene sia quasi il 60% la torta del mercato delle autovetture nuove immatricolate in tutta l'UE le auto costituito dalle vetture a benzina e che scenda a meno di un terzo quelle a gasolio si nota una forte crescita del mercato delle auto alimentate a energia elettrica che salgono al 2,5% con un incremento del l'84% rispetto allo stesso trimestre dell'anno passato. Non solo sono buone le percentuali ma anche i numeri passando da 33.516 unità immatricolate nel I trimestre 2018 a 61.809 nel I trimestre del 2019. In Italia l'incremento è stato del 25% (1.183 unità) superata da quasi tutte le nazioni grandi, medie e piccole in quanto a volumi e percentuali. Se si aggiungono i numeri di altre nazioni non affiliate alla Ue la percentuale di incremento sale al 94% in più. Spicca come al solito la Norvegia con 18.885 unità e un +92,4%, la Germania con 15.944 con un +74,7%, la Francia 10.569 con +44,3%, l'Olanda 9.925 +103,9%, Gran Bretagna 5.997 +54,0%, Svezia 4.091 +227,3%, Svizzera 3.024 +128,1%, Spagna, Austria, Belgio con più di 2 mila auto e incrementi 138%, 60%, 140% circa rispettivamente. 

Per quanto riguarda le auto ibride con batterie ricaricabili a rete (PHEV) l'incremento è stato minimo +0,1% ma i numeri sono alti, 37.385 unità. Le auto ibride (HEV) con batterie non ricaricabili a rete hanno visto l'incremento al 33,3% con immatricolazioni alte, 184.808 unità.


Il crollo delle immatricolazioni delle auto alimentate a gasolio è stato totale ad eccezione della Germania, dove ancora resistono, ma segnano un -17,9% nell'intera Ue con 1.289.826 di vetture contro le 1.571.094 dell'anno passato.

Crescono le auto alimentate a benzina da 2.301.110 a 2.376.827  con un incremento del 3,3%.


Secondo i dati forniti dalla Acea


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venerdì 10 maggio 2019

Auto a metano in profonda crisi di vendite, al contrario salgono le auto ibride ad Aprile 2019



Nello scorso mese di Aprile sono aumentate le immatricolazioni delle auto dell'1,5% con un crollo delle auto alimentate diesel e metano mentre sono cresciute le vendite delle auto elettriche e ibride. I numeri delle auto a metano sono diventati sempre più piccoli come la loro quota di mercato che in Aprile è scesa a solo 1,7%  mentre le auto ibride sono più del doppio, il 5,4%. I passi in dietro del metano sono significativi negli ultimo due anni segno che il cedimento non è occasionale ma oramai stra confermato di mese in mese con punte di ottobre a -62% circa. Le auto ibride sembra che abbiano preso il posto delle auto a metano nelle preferenze degli automobilisti con aumenti percentuali, numerici e di accaparramento del mercato sempre più che positivi. Ad Aprile abbiamo visto un +29,2 e un quota del 5,4%.

Nel grafico vediamo l'andamento delle immatricolazioni delle auto ibride e metano mese per mese a partire dall'ottobre del 2014. Si nota che la sovrapposizione numerica delle vendite/immatricolazioni è avvenuta nel mese di Agosto 2016 e da allora le auto ibride hanno sempre sopravanzato le auto a metano accrescendo il divario. 






Il grafico sottostante è il risultato della sommatoria dei dodici mesi precedenti alla rilevazione delle immatricolazioni delle auto ibride e a metano. Si evidenzia il gap che via via cresce.





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giovedì 9 maggio 2019

20 camion a guida autonoma da 630 tonnellate per le miniere australiane



Caterpillar  fornirà una flotta di venti 793F macchine pesanti a guida autonoma per l'estrazioni e il trasporto di materiali minerari a Rio Tinto Group,  una multinazionale anglo-australiano che si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie, la terza più grande società mineraria del mondo.

Queste macchine pesanti verranno impiegate per l'estrazione di minerali di ferro a Koodaideri nel Pilbara, nell'Australia occidentale.

Le due società hanno anche concordato di studiare come incrementare i livelli di automazione delle attrezzature minerarie pesanti nelle miniere del futuro.

L'amministratore delegato di Rio Tinto Iron Ore Chris Salisbury ha sottolineato che  la tecnologia sta cambiando rapidamente le operazioni minerarie permettendo di sfruttare meglio l'innovazione per rendere le operazioni anche più sicure, più intelligenti e più produttivo, un passo eccitante per il loro business.

Fonte Rio Tinto Group

Le caratteristiche del mezzo tradizionale sono qui

Un video








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mercoledì 8 maggio 2019

La Germania ha aperto la sua prima autostrada elettrica per i camion



E' parecchio tempo che dedichiamo post che riguardano il trasporto su strada con una tecnologia nata in Italia e presto dimenticata. I filocarri della Valtellina hanno dimostrato che la tecnologia è utilizzabile e offre grandi vantaggi sia ambientali che di risparmio energetico. E' un peccato avere perso questa sfida lasciando che altri Paesi (più attrezzati) la riprendessero in mano per aggiornarla e renderla usufruibile. Tecnologia che un parlamentare italiano, Dario Tamburrano, ha portato all'attenzione del Parlamento Europeo nei suoi interventi. Ricordiamo che una sperimentazione sarà effettuata anche in Italia grazie alla Società di Progetto Brebemi SPA (vedere precisazione sotto riportata).  
Per  vedere i nostri post cliccare su Filocarri. Leggiamo qui un aggiornamento fornito online da CNN Business.

I mezzi pesanti continuano ad avere un consumo di gasolio sempre più alto e in crescita a livello globale, inquinando città e alimentando il cambiamento climatico. La Germania pensa che potrebbe aver trovato la risposta per superare questi problemi utilizzando linee aeree per alimentare i mezzi di trasporto.

Un sistema che consente ai camion di trarre energia elettrica da cavi aerei è entrato in funzione su 10 chilometri  di un'' autostrada Martedì scorso. E 'il primo test del genere su una strada pubblica in Germania.
Sviluppato da Siemens ( SIEGY ), il sistema consente ai mezzi pesanti con attrezzature speciali montate sui tetti la connessione a linee elettrificate durante il viaggio a velocità fino a 90 chilometri all'ora.
I camion hanno la trazione con i motori elettrici quando sono collegati alle linee aeree, e un sistema ibrido quando tornano su una strada tradizionale. Sensori particolari rilevano quando i cavi aerei sono disponibili. Siemens afferma che il suo sistema di eHighway combina l'efficienza di guida elettrica con la flessibilità degli autotrasporti. Un altro vantaggio è una forte riduzione delle emissioni di CO2 e ossidi di azoto.

Vantaggi
Siemens sostiene che il sistema può essere integrato con l'infrastruttura stradale esistente, rendendolo un modo pratico per ridurre le emissioni e il consumo di energia in luoghi dove le ferrovie non sono utilizzabili.
Il tratto di strada aperta Martedì è parte di un collegamento cruciale tra l'aeroporto di Francoforte, un hub del trasporto globale, e un vicino parco industriale. Altri due tratti di autostrada con lo stesso sistema apriranno presto. Il governo tedesco ha speso 70 milioni di € per lo sviluppo di questi camion in grado di utilizzare il sistema. Siemens ritiene che un proprietario di camion potrebbe risparmiare € 20.000  di carburante, gasolio, su 100.000 chilometri chilometri percorsi.

Spinta ambientale
Il trasporto su mezzi pesanti è una fonte di richiesta sempre più crescente e veloce del consumo di petrolio nel mondo, secondo l' International Transport Forum, che fa parte della Organisation for Economic Co-operation and Development (l' Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo). Secondo il gruppo, il trasporto merci su strada è previsto che farà crescere del 15% le emissioni globali di CO2 da qui al 2050. Ridurre le emissioni di carbonio da trasporto è una parte fondamentale dell'accordo sul clima di Parigi 2015 (2015 Paris Climate Agreement), che ha lo scopo di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali.

Progetti come quello in Germania potrebbero essere parte di una soluzione che include un aumento ferroviario e l'uso di veicoli elettrici.

"Camion elettrificati sono la soluzione particolarmente efficiente sulla strada di trasporto carbon-neutral", ha detto Rita Schwarzelühr-Sutter, segretario di Stato presso il Ministero federale tedesco per l'Ambiente.

I test e le dimostrazioni della tecnologia eHighway sono stati condotti su scala minore in Svezia e in prossimità dei porti degli Stati Uniti di Los Angeles e Long Beach.

Fonte e foto CNN Business


PRECISAZIONE, RETTIFICA E AGGIORNAMENTO (9 Maggio)
Riceviamo e pubblichiamo volentieri una richiesta di rettifica da parte della Società di Progetto Brebemi.

Egregio dott. Massimo J. De Carlo,
con riferimento all'articolo apparso su "Mondo Elettrico" in data 8 maggio u.s., con il titolo "La Germania ha aperto la sua prima autostrada elettrica per i camion", siamo cortesemente a
richiedervi di voler provvedere, ai sensi di legge, alla pubblicazione della seguente replica.
Nel menzionato articolo si afferma che "la sperimentazione sarà effettuata anche in Italia  
grazie alla particolare attenzione e lavoro svolto da un parlamentare europeo, italiano, Dario Tamburrano, occasione colta dalle Ferrovie dello Stato per l'autostrada Brebemi A35 ".
Ebbene, la e-Highway A 35 nasce da un'idea del doli. Francesco Bertoni, Presidente della
Società di  Progetto Brebemi  S.p.A.,  che non  ha al  proposito intrattenuto alcun rapporto o collaborazione né con il dott.. Dario Tamburano, né con Ferrovie dello Stato.
Per l'avvio de] progetto pilota e-Highway A 35 è stato invece definito un accordo con Concedente CAL S.p.A. e alcuni importanti partners, tra cui Italscania, Siemens, Politecnico di Milano e, anche grazie al patrocinio della regione Lombardia, è stata avviata la fase di progettazione per la realizzazione del primo tratto di autostrada elettrica in Italia.
La soluzione e-Highway combinerà in modo innovativo due tecnologie esistenti: pantografo
intelligente e sistema di trazione ibrido. 
Nel tratto autostradale elettrificato, il pantografo si collegherà alla linea aerea elettrica per ricevere l'energia per circolare riducendo così a zero le emissioni inquinanti e i costi operativi dei camion.
Sulle corsie sprovviste dell'infrastruttura, ovvero in fase di sorpasso i veicoli potranno comunque 
circolare sfruttando il proprio motore a trazione ibrida.
Il progetto prevede infine l'utilizzo di fonti di energia rinnovabile poste in prossimità dell'autostrada, per l'alimentazione del traffico lungo la A35, costituendo dunque un concreto esempio di economia circolare.
Distinti saluti.
                        Avvocato Antonio Comes (firmato)


Dopo avere rivolto le mie scuse per le imprecisioni (ora corrette nel testo del post) alla Società di Progetto Brebemi, alle Ferrovie dello Stato e al dott. Tamburrano (che non era mia intenzione collegare in nessun modo al progetto particolare ma solo alla comune simpatia riguardo i Filocarri)  mi permetto di  congratularmi con la Società e i Partner e aggiungere il plauso per le ulteriori cortesi informazioni ricevute dall'Avv, Comes riguardo l'utilizzo della sola energia proveniente da fonti rinnovabili che aggiunge un ulteriore valore ambientale al progetto .


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martedì 7 maggio 2019

Il consumo di gas in Italia ad Aprile 2019: +15,9%




Nel quarto mese dell'anno si registra un deciso incremento del consumo del gas in Italia, il 15,9% in più rispetto allo stesso mese dell'anno passato come possiamo vedere dai dati forniti puntualmente dalla Snam e pubblicati nel proprio sito web. Con le ottime performance di Gennaio e Aprile  il primo quadrimestre del 2019 chiude probabilmente con una crescita totale del consumo di circa l' 1%.

Utilizzando questi ultimi dati della Snam, ancora ufficiosi, siamo in grado di realizzare i nostri consueti grafici, confrontando i consumi  con quelli dei mesi  e degli anni precedenti, ufficiali e definitivi, forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I dati Snam, per esperienza, differiranno poco da quelli che il Ministero fornirà tra qualche settimana, discostandosi di poco o nulla, forse appena qualche decimale di percento al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 14 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione. 


I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una visione d'insieme, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Aprile 2019, come si è detto, sale del 15,9% rispetto allo stesso mese dell'anno passato  ovvero quantitativamente abbiamo  messo in rete e bruciato 5.472 milioni di m3 Standard (dato provvisorio Snam) contro gli 4.720 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2018 posizionandolo in posizione alta sulla media dei livelli degli anni passati. 



Lo stesso grafico con gli ultimi 9 anni per evidenziare l'andamento e individuar la posizione  al livello più alto.





Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza di linee blu positive interrotte saltuariamente  mentre torna ad essere altalenante da un anno a questa parte.





Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato che è la somma dei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e le impennate dei mesi a cavallo 2016/2017 per sopperire alla mancanza di energia elettrica dalla Francia che aveva 12 centrali nucleari in stand by, scende progressivamente da metà anno 2018 con una gobba a tendenza discendente.



Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .


Continua la tendenza alla diminuzione costante della produzione nazionale ad Aprile 2018 con un - 9,5% circa rispetto allo stesso mese del 2018 con 390 milioni di metri cubi (dato provvisorio).




La linea tendenziale va verso il basso, come è evidenziato dal grafico qui sotto riportato relativo alla quantità di gas prodotto con la somma nei 12 mesi precedenti partendo a ritroso dalla data dell'ultima rilevazione, ritorna a inesorabilmente a scendere.



Vedremo prossimamente se i consumi generali sono legati a una richiesta inferiore da parte dell'industria o  delle centrali a turbogas per la generazione dell'energia elettrica  con un Post dedicato.




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lunedì 6 maggio 2019

Bene le vendite delle auto elettriche (+355,9%) e ibride (+29,2%) ad Aprile 2019




Come abbiamo visto con il post dell'altro giorno,  ad Aprile 2019 le immatricolazioni in Italia delle auto tornano di nuovo a salire, +1,5%, registrando però un crollo importante delle auto diesel, -22,5%, e ancora più accentuato quello delle auto a metano -26,7%, secondo il comunicato stampa dell'Unrae sui dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Passando all’analisi della struttura del mercato, se da un lato crollano le auto  diesel e metano, dall'altro lato vediamo segnali del tutto opposti per le performance positive delle auto elettriche che crescono del 355,9% e le ibride +29,2% che insieme  conquistano la quota di mercato del 6,0%, mai così alto prima, a spese delle auto diesel che a Aprile perdono il 22,5% Marzo il 25,2%, a  Febbraio avevano perso ancora, il  22,6% dopo avere perso nel mese di Gennaio il 31,4%, a Dicembre il 19% e a ritroso il 25,6% a Novembre,  il 27% a Ottobre, il 38% a Settembre, e conseguente quota di mercato. 

Nel primo quadrimestre, quindi, le auto elettriche e ibride crescono insieme accrescendo la quota di mercato a 5,6%. 

C'è da aspettarsi di meglio per questo mese sia per la auto elettriche pure a batteria sia per le auto ibride per il fatto che sono scattati dal 1° Marzo gli incentivi all'acquisto, Ecobonus,  ministeriali, fino a 6 mila euro per le elettriche con rottamazione..


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure

Ad Aprile 2019 le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche hanno ottenuto un nuovo record del mese rispetto agli anni precedenti, superando per la prima volta le 1.000 unita, esattamente 1.190 auto,  le 261 con un + 355,9%  rispetto all'anno passato, e un +95,2 nel primo quadrimestre. Buoni risultato anche grazie agl incentivi sostanziosi per l'acquisto di auto elettriche, fino a 6 mila euro con rottamazione, 4 mila senza rottamazione.


Le auto ibride

Record anche per le auto ibride nel mese di Aprile dal punto di vista numerici  e statistici essendo state immatricolate 9.444 unità, il +29,2% nel mese e +31,7% nel I quadrimestre. Stesso discorso per gli incentivi che sono scattati dal 1° Marzo anche  per le ibride sia pur più bassi, 2.500 euro e 1.500 con o senza rottamazione.


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.



L'introduzione mensile delle auto elettriche è 1,7%  e 1,3% per il I quadrimestre nel mercato totale mentre le ibride è a 5,4% con una introduzione complessiva del 5,3% .


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute ad Aprile 2019.

Compare per la prima volta la Tesla Model 3 e va subito in vetta.

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :

1 RENAULT ZOE 398,
  2 NISSAN    LEAF  203,
    3 SMART FORTWO   162.

Nel primo quadrimestre:

1  RENAULT ZOE  534,
  2 TESLA  MODEL 3   461,
    3 NISSAN    LEAF 398.


Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :

1 TOYOTA YARIS 2.207,
  2 TOYOTA C-HR 1.482,
     3 TOYOTA COROLLA 1.039.

Nel primo quadrimestre:

1 TOYOTA YARIS 11.208,
  2 TOYOTA C-HR 6.574,
     3 TOYOTA RAV4 3.277.



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sabato 4 maggio 2019

Nel 2019 addio a 100 mila ettari di terra fertile


Nell’ultimo anno sono scomparsi 100 mila ettari di terra coltivata, pari alla superficie di 150 mila campi da calcio, a causa del consumo di suolo e della cementificazione ma anche del mancato riconoscimento del lavoro degli agricoltori, dai bassi prezzi pagati per i prodotti agricoli fino agli attacchi degli animali selvatici.

A denunciarlo è la Coldiretti in occasione dell’Earth Day, la Giornata Mondiale della terra che si celebra il 22 aprile. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi alle intenzioni di semina, nel 2019 la superficie coltivata si è ridotta a 11,3 milioni di ettari, con un calo che per oltre l’80% colpisce le regioni del Nord Italia. Un trend che aggrava il fenomeno della perdita di suolo fertile, dopo che negli ultimi 25 anni è già scomparso oltre un quarto della terra coltivata.

Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – continua la Coldiretti – i cambiamenti climatici, denunciati dalla campagna della giovane attivista svedese Greta Thunberg, con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato è che sono saliti a 7275 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, il 91,3% del totale ma la percentuale sale al 100% per Liguria e Toscana mentre e al 90% per il Piemonte, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

Per proteggere la terra e i cittadini che ci vivono, l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne. Con la chiusura di un’azienda agricola, infatti, insieme alla perdita di posti di lavoro e di reddito viene anche a mancare – precisa la Coldiretti – il ruolo insostituibile di presidio del territorio.

La soluzione è – sottolinea Coldiretti – garantire un giusto prezzo per i prodotti agricoli, eliminando le distorsioni all’interno delle filiere e la concorrenza sleale delle importazioni da paesi stranieri, e assicurando una piena trasparenza dal campo alla tavola, estendendo a tutto il cibo in commercio l’obbligo dell’origine in etichetta.

Ma occorre anche risolvere il problema – conclude la Coldiretti – degli attacchi degli animali selvatici, dai cinghiali fino ai lupi, che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali, per un totale di danni stimato in quasi 100 milioni di euro all’anno, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime.

Fonte Coldiretti




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venerdì 3 maggio 2019

Le immatricolazioni delle auto in Italia ad Aprile 2019 a +1,5%, diesel a -22,5%, metano -26,7%


Sul mercato auto torna un leggero segno positivo: aprile, con un giorno lavorativo in più, segna un +1,5%. Ma UNRAE vede un 2019 in calo del 3,2% a 1.850.000 unità.
L'UNRAE insieme alle altre Associazioni incontrerà Stampa e Operatori il prossimo 14 maggio 

Dopo 3 mesi consecutivi di flessioni, il mercato delle autovetture torna a registrare un leggero segno positivo, il primo del nuovo anno. Il mese di aprile, infatti, secondo quanto diffuso oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha segnato un incremento delle immatricolazioni dell’1,5% con 174.412 vetture vendute, rispetto alle 171.887 dello stesso periodo 2018, grazie anche ad un giorno lavorativo in più che compensa quello perso a marzo.

Il 1° quadrimestre dell’anno riduce la flessione del mercato, allineandola ai risultati del primo bimestre, con un -4,6% e 712.196 auto immatricolate, che si confrontano con le 746.689 del periodo gennaio-aprile dello scorso anno.

“Nonostante il risultato di aprile – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – lo stato di salute del mercato auto rimane preoccupante e lo stimolo derivante dagli incentivi Ecobonus, peraltro indebolito dall’effetto negativo del Malus sulle vetture a più alte emissioni, potrà attenuare solo parzialmente gli impatti negativi di un contesto economico in peggioramento”.

“La nostra stima per l’anno 2019 – prosegue Crisci – è stata, pertanto, rivista al ribasso da 1.888.500 a circa 1.850.000 immatricolazioni di autovetture, in calo del 3,2% rispetto al 2018 (già in flessione del 3,1% sul 2017), con oltre 60.000 immatricolazioni in meno rispetto alle 1.910.600 dell’intero 2018, e con possibili rischi di ulteriori ribassi”.

“L’UNRAE, viste le sfide della mobilità del futuro – conclude il Presidente – da tempo sta ribadendo alle Istituzioni la necessità di lavorare insieme per la definizione di una visione strategica della mobilità in Italia. In tale ottica ha organizzato una conferenza congiunta con ANFIA e Federauto che si terrà a Verona il prossimo 14 maggio, in occasione dell’Automotive Dealer Day, dal titolo: “Mobilità sostenibile: quali scelte nella transizione”, volta proprio a sottolineare la gravità e l’urgenza della situazione nonché la coesione del comparto automotive”.

Tornando al mercato, l’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal nostro Centro Studi e Statistiche, mostra come i risultati di aprile – mese nel quale si sono verificate l’apertura della piattaforma e l’emanazione del Decreto attuativo per l’ottenimento dell’Ecobonus – siano ancora influenzati dall’immatricolazione di vetture ordinate prima del 1° marzo.

Le vetture fino a 70 g/km, che beneficiano del Bonus ma godono già di una loro crescita fisiologica, hanno mostrato immatricolazioni quasi triplicate (+269% in aprile e 1.718 unità), ma anche le fasce penalizzate dal Malus continuano ad evidenziare forti incrementi: +137% per quella da 161 a 175 g/km, +31% da 176 a 200 g/km, +113% da 201 a 250 g/km, +12% quella oltre i 250 g/km, come riportato nella tabella a fine comunicato.

L’analisi della struttura del mercato di aprile sotto il profilo delle motorizzazioni, conferma una drastica riduzione delle vetture diesel (-22,5%), con una quota che scende di oltre 12 punti, per fermarsi al 40,5% del totale (43,1% nel cumulato gennaio-aprile). Parallelamente si incrementano di quasi 1/3 i volumi delle auto a benzina, che sfiorano in aprile il 45% di rappresentatività (+10,6 p.p.), al 43,3% in gennaio-aprile, e quelli delle vetture ibride (+29,2%), che raggiungono nel mese il 5,4% di quota di mercato. In crescita a doppia cifra anche il Gpl (+12,9%) che rappresenta il 6,9% delle immatricolazioni in aprile e il 6,7% nel 1° quadrimestre. Prosegue la forte flessione del metano, all’1,7% di quota di mercato, mentre le immatricolazioni di auto elettriche triplicano i volumi, allo 0,7% di rappresentatività in aprile.

Dal punto di vista degli utilizzatori il noleggio inverte la tendenza degli ultimi mesi, evidenziando la prima crescita dall’inizio dell’anno: +22,7% in aprile, al 32,5% di quota di mercato (+5,7 p.p.), con incrementi in quasi tutte le fasce coinvolte nel Bonus/Malus e -6,9% nel 1° quadrimestre, al 27% del totale. Tale risultato è dovuto alla forte crescita stagionale del breve termine (+43,5%), per il rinnovo della flotta legato ad una Pasqua posticipata, mentre cresce di un buon +12,1% il lungo termine grazie alla spinta delle Captive. Gli acquirenti privati confermano nel mese un leggero incremento, portandosi al 54% di quota, mentre un forte calo ha interessato le immatricolazioni a società (-30,6%), canale che scende di oltre 6 punti al 13,5% di quota sul totale, a causa di una drastica riduzione delle autoimmatricolazioni.

I segmenti delle piccole ed utilitarie si mantengono in aprile in territorio positivo, rispettivamente +20,1% e +1,6%, mentre un leggero calo ha interessato gli altri ad eccezione delle medie superiori (segmento D) che flettono del 10,2%.

Fra le carrozzerie, la migliore performance di crescita continua a interessare i crossover, in aumento a doppia cifra e al 32,1% di rappresentatività. Un leggero incremento ha coinvolto nel mese le immatricolazioni delle berline, sostanzialmente stabili al 48,3% di quota. Fatta eccezione per l’incremento delle coupé, tutte le altre carrozzerie evidenziano in aprile flessioni sostenute.

L’analisi per area geografica conferma in aprile l’ampliamento del distacco fra il Nord Est (dove si concentrano molti operatori del noleggio) e Nord Ovest. Quest’ultimo, infatti, perde il 9,4% dei volumi immatricolati, scendendo di oltre 3 punti, al 28% di quota, l’area Nord orientale, invece, evidenzia una crescita di quasi il 10%, portandosi al 38,6% di quota di mercato. In aumento anche il Centro e le Isole, mentre il Sud del Paese perde il 2,8% delle immatricolazioni.

Continua a crescere la CO2 media ponderata: +5,4% in aprile a 118,9 g/km e +6,5% in gennaio-aprile a 120,2 g/km.

A conclusione dell’analisi del mercato, il mese di aprile ha archiviato 359.751 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente), lo 0,5% in più dei 358.022 dello stesso periodo 2018. Si mantiene in territorio negativo il 1° quadrimestre che segna una flessione del 4,1% con 1.480.849 passaggi di proprietà che si confrontano con 1.543.486 del gennaio-aprile 2018.eterminata da 1.121.098 trasferimenti che si confrontano con 1.185.464 dello stesso periodo dello scorso anno.



Comunicato Unrae 



I nostri consueti grafici


L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 11 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Aprile le immatricolazioni si collocano più in alto rispetto allo stesso mese del 2018 con un +1,5% per il mese, al secondo posto dietro il 2009. E' a -5,0% nel I quadrimestre.
Cambiano le preferenze degli acquirenti abbandonando pesantemente le auto diesel con oltre il -22,5% in meno e quelle a metano che continuano la corsa all'ingiù, -26,7%.




L'andamento mensile negli ultimi 11 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una cresta con una tendenza verso la sensibile discesa dal settembre 2017.



Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che negli ultimissimi mesi si è chiusa allo zero per poi  per delineare una tendenza stabile verso percentuali negative.





Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.



Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Febbraio 2018 che prosegue tuttora.




Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano. Da NON PERDERE.


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giovedì 2 maggio 2019

Occupati (più) e disoccupati (meno) a Marzo 2019


A marzo 2019 la stima degli occupati è in crescita rispetto a febbraio (+0,3%, pari a +60 mila unità); anche il tasso di occupazione sale, arrivando al 58,9% (+0,2 punti percentuali).

L’aumento dell’occupazione è determinato da entrambe le componenti di genere e si concentra tra i minori di 34 anni (+69 mila); sono sostanzialmente stabili i 35-49enni mentre calano gli ultracinquantenni (-14 mila). Si registra una crescita dei dipendenti permanenti (+44 mila) e degli indipendenti (+14 mila), mentre risultano sostanzialmente stabili i dipendenti a termine.

Le persone in cerca di occupazione calano del 3,5% (-96 mila). La diminuzione riguarda entrambi i generi e tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione passa dal 10,5% al 10,2% con un calo di 0,4 punti percentuali.

La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a marzo è sostanzialmente stabile come sintesi di una diminuzione tra i minori di 34 anni e un aumento tra gli over 35. Il tasso di inattività è invariato al 34,3% per il terzo mese consecutivo.

Nel periodo da gennaio a marzo 2019 l’occupazione registra una crescita rispetto ai tre mesi precedenti, sia nel complesso (+0,2%, pari a +46 mila) sia per genere. Nello stesso periodo diminuiscono i dipendenti a termine (-1,0%, -31 mila), mentre aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,4%, +64 mila) sia gli indipendenti (+0,3%, +14 mila).

Nel trimestre all’aumento degli occupati si associa un calo delle persone in cerca di occupazione (-1,8%, pari a -50 mila) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, -18 mila).

Su base annua l’occupazione cresce dello 0,5%, pari a +114 mila unità. L’espansione interessa entrambe le componenti di genere, i 15-24enni (+63 mila) e gli ultracinquantenni (+210 mila). Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. In un anno crescono soprattutto i dipendenti a termine (+65 mila) e si registrano segnali positivi anche per gli indipendenti (+51 mila), risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti.

Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-7,3%, pari a -208 mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, -35 mila).




Dal Comunicato Istat




I nostri grafici, realizzati grazie ai dati forniti dall'Istat parlano da soli.

In percentuale.


Tasso di occupazione.



Tasso di disoccupazione totale e fra i giovani tra i 15 e i 24 anni




In un unico grafico



In valori assoluti.


Forze lavoro



Occupati



In cerca di lavoro







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