Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 13 settembre 2013

I consumi petroliferi italiani nel mese di agosto 2013 in calo del 5,9%

I consumi petroliferi italiani nel mese di agosto 2013 hanno mostrato un durevole decremento. Nel complesso sono infatti ammontati a poco più di 5 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 5,6% (‐298.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2012.

I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in meno, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo del 5,9% rispetto ad agosto 2012 (‐44.000 tonnellate), mentre il gasolio autotrazione del 3% (‐55.000 tonnellate).
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di agosto è così risultata pari a 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di tonnellate di benzina e 1,8 di gasolio autotrazione, con un calo del 3,8% (‐99.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2012.
A parità di giorni di consegna, il calo sia per la benzina che per il gasolio sarebbe stato del 2%.
Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 6,6%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 53,3% del totale (era il 54,4% ad agosto 2012).

Nei primi otto mesi del 2013, i consumi sono stati invece pari a circa 40 milioni di tonnellate, con un calo del 7,1% (‐3.046.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2012.
La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 6,2% (‐353.000 tonnellate), il gasolio del 4,1% (‐625.000 tonnellate).
Nel periodo considerato la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), evidenzia un calo del 4,6% (‐978.000 tonnellate).
Nei primi otto mesi dell'anno, le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in diminuzione del 9%, con quelle diesel a coprire il 53,6% del totale (era il 53,9 nei primi otto mesi del 2012).

Nel periodo gennaio‐agosto 2013 il gettito fiscale (accise + IVA) stimato, tenuto conto del calo registrato dai consumi, è risultato in diminuzione di circa 770 milioni di euro (di cui 315 di sole accise) rispetto allo stesso periodo del 2012 (‐3,1%).

 Roma, 12 settembre 2013 – Comunicato stampa dell'Unione Petrolifera


Con i dati forniti dal Ministero delle dello Sviluppo Economico siamo in grado di pubblicare i nostri consueti grafici. Vediamo come i consumi scendano progressivamente sempre più giù di mese in mese dal Gennaio 2007 a conferma definitiva (se servisse ancora una conferma) del cattivo andamento della nostra economia e quindi della produzione nazionale.

Il petrolio

Il grafico con i consumi per anno solare...



e con i mesi in sequenza dal Gennaio 2007.


Qui di seguito vediamo i carburanti per autotrazione

Benzina.
Al livello più basso degli ultimi anni.

 Gasolio.
Anche questo al livello più basso degli ultimi anni.

 
Benzina + gasolio raggruppati ad anno solare dal 2007 .

 
Benzina + gasolio
In sequenza mensile a partire dal gennaio 2007.



Ritornando a a leggere gli ultimo post di Agosto con alcuni indicatori dello stato di salute dell'economia nazionale....
- Consumi di energia elettrica in Italia: -5,7% ad agosto
- Il consumo di gas ad Agosto in Italia: -24%
- Immatricolazioni auto ad Agosto: -6,6. -9% nei primi otto mesi. 39° mese consecutivo verso il basso
- Immatricolazioni autocarri ad agosto -22%, moto -22,7%, cinquantini -35,1%

...mi viene da dire una sola parola:  A I U T O O O O !


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5 commenti:

andrea pelizzatti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Katerina ha detto...

Disperati.. che intanto il nostro ecosistema sta andando a putt**ne.
http://ugobardi.blogspot.it/2013/09/i-19-modi-in-cui-ora-il-cambiamento.html

Questo è un blog bellissimo.
Ma lascia trasparire che con più auto, più benzina, più petrolio e produzione industriale il mondo sarebbe un posto migliore.
Di migliore invece, le auto, e l'industria, ci porteranno solo più velocemente verso l'estinzione della specie.
Vista la disperazione.. trovo molto fuori luogo l'intestazione del blog: "La terra non ci è stata data in eredità dai nostri genitori ma in prestito dai nostri figli"

La coerenza ecologista, non uno vezzo radical chic ma unica via d'uscita per mettere in riga il futuro, non fa rima col portafoglio pieno, purtroppo.

Massimo J. De Carlo ha detto...

Direi di no. Forse non mi sono spiegato bene. Qui si cerca di dimostrare che i segnali del crollo dell'impero sono non solo evidenti ma che il crollo è in atto. Gli indicatori che prendo in esame quali le immatricolazioni delle auto, la produzione industriale, i consumi di gas, petrolio ed elettricità segnano questa crisi e questo crollo, il crollo della vecchia industria e della vecchia produzione. Si tratta non di tornare al buon selvaggio immerso nella natura di nuovo selvaggia e pura ma trovare un nuovo modo di produrre che sia utile e sostenibile senza dissipare risorse e senza incidere sui cambiamenti climatici con una razionale attenzione sulla crescita della popolazione.
Se, Katerina, prova a leggere attentamente i post riuscirà a trovare questi intenti ... con coerenza.

Katerina ha detto...

Massimo, scusa se sono stata brutale nel mio primo commento. Come detto trovo questo blog veramente prezioso. Siamo ovviamente in pieno accordo sul fatto che il crollo dell'impero è in atto ed è inarrestabile. L'Italia è solo leggermente in avanti con l'orologio nella storia dell'Occidente, in questo caso.
Sento la preoccupazione e la condivido.
Ma sarà possibile mantenere il tenore di vita della società dell'abbondanza senza un ritorno alla terra?
Manca poca vita, ormai, a questo sistema.

Massimo J. De Carlo ha detto...

Molto probabilmente non riusciremo a mantenere lo stesso tenore di vita nel futuro. E' in atto un declino che si manifesta in modo diverso nei singoli paesi del globo, anche se alcuni di essi riescono a crescere e prosperare adesso, nel futuro seguiranno l'inesorabile decadimento a causa dei limiti delle risorse e dello sfruttamento oltre ogni ragionevole controllo del nostro piccolo (magnifico) pianeta. Il Rapporto sui limiti dello sviluppo (dal libro The Limits to Growth. I limiti dello sviluppo), commissionato al MIT dal Club di Roma e pubblicato nel 1972 ha definito questo cammino verso un disastro annunciato, previsto, ignorato da chi poteva programmare un antidoto indolore al cambio di paradigma della società. Non so siamo ancora in tempo a modulare il cambio in modo indolore ma è certo che più tempo passa e più i cavoli saranno amari.