Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 18 ottobre 2016

Il futuro dell'autobus è elettrico

prendiamo un estratto da Clickmobiliti. Leggiamo.
Fra i dibattiti e gli incontri in programma lunedì 17 ottobre, nella sessione dedicata alle strategie e progetti di sviluppo della mobilità elettrica e ibrida, dal titolo " la sostenibilità sale in auto", segnaliamo l'intervento di Simone Gragnani, senior manager Reply e responsabile dell’area consulting di Lem, che interverrà sul futuro elettrico dei mezzi di trasporto pubblici:

"L’auto elettrica stenta a decollare, soprattutto in Italia, malgrado le tecnologie siano ormai mature e l’offerta di mercato ampia e competitiva. Ma è nel settore della mobilità collettiva che la rivoluzione elettrica farà i progressi più significativi nel breve periodo"
....
"Già il car sharing vede sempre più auto elettriche nelle proprie flotte, il prossimo passo saranno gli autobus. In numerose città europee, americane e cinesi sono stati lanciati progetti estremamente ambiziosi volti ad una totale conversione del parco bus in full electric. Le sperimentazioni sono state già condotte o sono in corso e autobus elettrici, anche con flotte importanti si possono oggi vedere in circolazione a Londra, Parigi, Chicago, Shenzhen e in decine di altre città del Mondo."
.....
"I costi sono già competitivi, grazie alla vita tecnica più lunga rispetto agli autobus a combustione ed ai risparmi nei consumi. Il delta di costo, che si ridurrà progressivamente nei prossimi anni, può essere coperto con contribuzioni ad hoc che possono avere un grande ritorno in termini di riduzione delle emissioni e di sviluppo del mercato."
 ......
"L’autobus full electric pone poi una grande sfida al filobus, grazie alla maggiore flessibilità ed all’assenza di infrastrutture fisse, riducendo drasticamente i costi d’investimento e di manutenzione dell’infrastruttura."



Speriamo che i nostri amministratori, sindaci e assessori delle grandi e piccole città, aggiornino i loro schemi mentali riguardo la mobilità urbana, in particolare per i trasporti pubblici locali, e si inseriscano nella modernità abbandonando definitamente l'inquinante autobus a gasolio e, in certa misura, il costosissimo tram. 




MondoElettrico è anche su   

.

lunedì 17 ottobre 2016

Ancora dieci anni per le auto con le fuel cell a idrogeno

E' il solito ritornello che sento dal 1995 cioè da quando ho cominciato ad interessarmi di mobilità sostenibile. Venti anni fa poteva andarmi bene, idrogeno o batterie per immagazzinare l'energia e auto con motori elettrici per raggiungere l'obiettivo delle emissioni locali zero. Ma oggi sembra ancora una volta una presa in giro. E' appunto dal '95 che sento dire che ci vorranno quei fatidici 10 anni per vedere auto a celle a combustibile (idrogeno) competitive e tecnologicamente valide adatte ad affrontare gli stress delle strade ordinarie e ogni anno il traguardo si sposta di altri 10 anni. Nel 2000 dicevano 10 anni ancora, nel 2005 altri 10 anni nel 2010 ancora 10 anni. Siamo arrivati al 2016 e ancora la solita solfa, dovremo attendere 10 anni. Il supplizio di Tantalo.
Questa volta è il turno di Klaus Fröhlich, Membro del Consiglio di Amministrazione di BMW AG. Dopo avere ricordato che il gruppo al quale appartiene ha veicoli elettrici e ibridi a listino annuncia di avere progetti che riguardano le auto con fuel cell ma è consapevole del fatto che non potranno scendere in competizione prima di .... indovinate? 10 anni.
Mr  Fröhlich dice: 
".. Meanwhile, hydrogen-powered fuel-cell electric vehicle (FCEVs) offer the ideal combination of zero-emission motoring and everyday practicality when extended ranges and high running resistances are required. The key benefit for customers of fuel-cell drive systems is their short refuelling time – which is similar to that offered by vehicles with conventional combustion engines. What is lacking here, though, is the requisite hydrogen infrastructure and production set-up, and cross-sector partnerships have been launched to accelerate the process of establishing such an ecosystem. All of which means that the large-scale manufacture of hydrogen fuel-cell technology will become viable in the course of the next ten years, putting it firmly on the radar for customer usage




MondoElettrico è anche su   

.

domenica 16 ottobre 2016

Oddio la Brexit !!



Hanno imperversato prima e dopo il referendum gli analisti economici prevedendo e paventando  crolli immani dell'economia britannica qualora i sudditi di Sua Maestà La Regina avessero votato a favore dell'uscita della Gran Bretagna dalla Ue. C'è stato il referendum e a maggioranza, risicata, i britannici hanno votato per uscire dalla Ue. Strepiti, minacce, cassandre in doppio petto che si stracciavano le vesti. Povera UK, che sarà di essa. Ebbene? Non è successo nessun macello. La Sterlina gode come prima la sua libertà dai vincoli dell'Euro e la borsa vola. Ci raccontano (ancora!!) che il passaggio  per uscire completamente dalla Ue impiegherà qualche mese quindi gli effetti non si sentono. Vero. Ma il dubbio resta.
Qui sopra, i grafici ci mostrano che l'unica cosa certa verificata è che la borsa di Londra continua a salire e il cambio euro/sterlina rimane con la tendenza di crescita cominciata nel novembre 2015.
Ma cosa vogliono farci credere?
Prendete come riferimento la data del 23 Giugno 2016 del referendum per leggere i grafici prima e dopo la Brexit. Verificate voi stessi sulle pagine del Sole24Ore da cui sono stati tratti i grafici.

Da  aggiungere come corollario che la Coldiretti con la Brexit le esportazioni italiane in Gran Bretagna crollano del 12% per una perdita di 2,7 miliardi di euro. Quindi sembra che  l'uscita faccia più male a noi italiani che ai britannici.


MondoElettrico è anche su   

.

venerdì 14 ottobre 2016

La compatibilità elettromagnetica delle auto elettriche

Ho letto con relativa sorpresa un articolo di fonte Ansa il cui titolo e "Auto elettriche, l'incognita dei campi magnetici" e il progetto di aprire un laboratorio nel nel centro di ricerca europeo Jrc quello stesso laboratorio che aveva scoperto la truffa sulle emissioni delle auto utilizzando un dispositivo realizzato ad hoc per truffare. Il capro espiatorio è stata la Volkswagen ma sappiamo che molte case automobilistiche e molti modelli euro 6 hanno utilizzato lo stesso stratagemma truffaldino per beffarsi delle regole comunitarie. Tanto di cappello. 
Sta di fatto però che si vuol dare a intendere che le auto elettriche siano ordigni di distruzione di massa messi su strada a rischio e pericolo dell'utente e delle persone che stanno intorno.
Si dimentica che i veicoli elettrici elettrici per essere omologati devono passare un esame elettromagnetico nella camera anecoica. Di fatti tutti i componenti elettrici ed elettronici devono subire la stessa analisi per ottenere il certificato CE di idoneità ed essere venduti.
Quindi, inverter o azionamenti, motori, dc-dc, teleruttori, caricabatterie, pattery pack, ogni componente viene controllato in camera anecoica per ottenere il certificato CE prima di essere montato sul veicolo elettrico. Ma non è finita. Il veicolo così realizzato con tutti i componenti in possesso del certificato CE insieme ai cablaggi, cavi e tutto il resto, compreso i tergicristallo, viene analizzato in camera anecoica.
Per essere omologato deve superare tutti questi esami ed ottenere il benestare della compatibilità elettromagnetica.

Quindi si sa tutto . Tutto è normato. Tutto è chiaro.
Per far capire la reale situazione racconto una esperienza. Qualche mese fa dovettero omologare un furgone elettrico da 35 quintali per trasporto alimenti deperibili. Il mezzo doveva avere a bordo le celle eutettiche per mantenere un freddo costante di qualche grado sotto zero. A differenza dei furgoni diesel, il veicolo elettrico dovette passare di nuovo l'esame di elettrocompatibilità pena la non omologazione. Non superò l'esame al primo tentativo. Perchè ? Perchè erano le celle eutettiche a emettere elettromagnetismo oltre i limiti consentiti. Alla fine riuscirono a mettere a norma anche le celle e il furgone fu omologato.
Ciò significa che è molto probabile che non siano a norma i furgoni diesel che circolano tutti i giorni sulle nostre strade (non certo gli elettrici)  Se ne sarà accorto qualche portatore di pacemaker? Anzi, sembra che la fonte maggiore di elettromagnetismo siano le ruote (!?) ruote che sono montate sia sui veicoli elettrici che sui veicoli tradizionali a combustibile.

Recentemente ci è stato segnalato un servizio televisivo che torna sull'argomento. Quale sia il fine di certe ricerche utili o superflue che  lo vedremo alla fine della ricerca che durerà tre anni. Un altro argomento del servizio è la volontà di rendere universali i sistemi di ricarica per veicoli elettrici adesso divisi in due categorie, quelli che seguono la normativa giapponese CHAdeMO  e quelli che seguono la normativa europea/statunitense Combo. Siccome le due normative sono recenti, non si capisce come mai abbiano voluto mettersi in questo casino pur sapendo che avrebbero provocato casino. Adesso vogliono le commissioni per ovviare ad un inconveniente che loro stessi hanno prodotto non certo per agevolare l'introduzione dei veicoli elettrici. E' il gioco dell'oca. Complimenti!




MondoElettrico è anche su   

.

giovedì 13 ottobre 2016

Consumi: Coldiretti, autunno senza castagne, crolla raccolto

Tagli del raccolto fino al 90% per il clima e il parassita cinese.
Crolla il raccolto di castagne nel 2016 per la strage che si è verificata in Campania, la prima regione produttrice, dove si prevede un taglio fino al 90% ma cali sono segnalati in tutto il meridione mentre una leggera ripresa dei raccolti si stima al nord, pero' con alcune zone critiche a causa della siccità. E’ quanto da una indagine della Coldiretti in occasione dell’avvio della raccolta, con una situazione disomogenea che fotografa una preoccupante inversione di tendenza. Il crollo si verifica in fatto - sottolinea la Coldiretti - dopo la leggera ripresa dello scorso anno rispetto al 2014 che aveva fatto segnare il minimo storico dall’Unità di Italia, per effetto degli attacchi del cinipide, il parassita cinese che fa seccare gli alberi ed ha provocato nei boschi italiani una vera strage.
Mentre al nord la lotta al cinipide sta producendo risultati soddisfacenti al centro-sud all’andamento climatico non ottimale si è aggiunta la recrudescenza dei danni del cinipide, arrivato in queste aree più recentemente e non ancora debellato. L’attività di lotta al cinipide attraverso i lanci del suo nemico naturale, il parassitoide Torymus sinensis, ha dato risultati positivi nei castagneti delle regioni del nord, dove il cinipide è presente da anni e più precocemente è partita la lotta, mentre al centro ed al sud il cinipide è comparso successivamente e l’azione di contrasto al parassita è ancora in pieno svolgimento.
Rimane pertanto ancora difficile la situazione di quello - ricorda la Coldiretti - che Giovanni Pascoli chiamava "l'italico albero del pane", simbolo dell’autunno nei libri scolastici di molteplici generazioni di giovani scolari. Il raccolto di castagne Made in Italy, con una qualità comunque ottima, rimarrà quest’anno - stima la Coldiretti – inferiore ai 20 milioni di chili dello scorso anno, ben al di sotto delle medie storiche. Basti dire che nel 1911 la produzione di castagne ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era il triplo rispetto a quella attuale.
Il castagno – rileva Coldiretti - riveste peraltro un ruolo importante in molte aree collinari e montane del nostro Paese, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico. La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari – aggiunge Coldiretti -, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago con l’habitat che risulta fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti.
Anche per questo restano molto popolari le feste e le sagre dedicate a castagne e marroni in tutta la penisola. Con la frenata della produzione nel centro-sud, resta il rischio - continua la Coldiretti - di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo, dall’ Albania. Nel corso del 2015, nonostante la parziale ripresa della produzione nazionale, l’Italia ha importato oltre 32 milioni di chilogrammi di castagne (ne importavamo 6 milioni di chilogrammi nel 2010), spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori. Non sono noti invece i dati relativi alle importazioni di farina di castagne, perché non esiste un codice doganale specifico, ma solo un codice relativo alla farina ottenuta da frutti di diverse tipologie. Serve pertanto l’introduzione di un codice doganale specifico per la farina di castagne, in modo da poterne monitorare i flussi e l’obbligo di etichettatura di origine per i derivati a base di castagne. Un modo per tutelare l’alta qualità della produzione made in Italy che - precisa la Coldiretti – conta ben quindici prodotti a denominazione di origine legati al castagno che hanno ottenuto il riconoscimento europeo. Cinque - precisa la Coldiretti - si trovano in Toscana e sono il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana DOP e la Farina di Castagne della Lunigiana DOP mentre in Campania è riconosciuta la Castagna di Montella Igp e il Marrone di Roccadaspide Igp, in Emilia Romagna il Marrone di Castel del Rio Igp, in Veneto il Marrone di San Zeno Dop e i Marroni del Monfenera Igp, ed i Marroni di Combai Igp, in Piemonte la Castagna Cuneo Igp e il Marrone della Valle di Susa Igp, e nel Lazio la Castagna di Vallerano DOP. A questi si aggiungono due mieli di castagno: il Miele della Lunigiana DOP della Toscana e il Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP del Veneto.
Se non si vuole comunque correre il rischio di acquistare spesso a caro prezzo caldarroste straniere in vendita nel centro delle città, la Coldiretti invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o le sagre in programma in questi giorni in tutta Italia dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne. Le castagne, delle quali si conoscono oltre cento varietà, sono rimaste nelle tradizioni alimentari autunnali degli italiani da consumare - conclude la Coldiretti - in diversi modi: arrosto (dopo averle incise sul lato bombato metterle in una padella di ferro con il fondo forato e cuocerle o sul fuoco vivo o in forno per circa 30 minuti, dopo la cottura si consiglia di avvolgerle in un canovaccio umido); lesse (dopo averle lavate accuratamente, cuocerle in abbondante acqua salata per circa 40 minuti); cotte in latte e zucchero; usate per particolari ripieni, nella preparazione di primi piatti o elaborati secondi a base di carne.

Comunicato della Coldiretti


MondoElettrico è anche su   

.

mercoledì 12 ottobre 2016

Produzione industriale ad Agosto, è davvero in crescita? Grafici

Ho delle perplessità. Leggiamo prima il comunicato.

Ad agosto 2016 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dell'1,7% rispetto a luglio. Questa crescita, derivante da variazioni realizzate in un mese tipicamente caratterizzato da livelli di produzione molto bassi, determina, nella media del trimestre giugno-agosto 2016, un incremento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, ad agosto 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali del 4,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di agosto 2015). Nella media dei primi otto mesi dell'anno la produzione è aumentata dell'1,0% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni strumentali (+6,6%), dei beni intermedi (+3,1%) e dell'energia (+1,4%). Segnano invece una variazione negativa, i beni di consumo (-0,5%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano un significativo aumento nel raggruppamento dei beni strumentali (+12,5%) e dei beni intermedi (+7,6%); diminuiscono invece i comparti dell'energia (-4,1%) e dei beni di consumo (-1,3%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, ad agosto 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+19,2%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,6%) e della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a.(+11,7%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-17,7%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-5,3%) e delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (- 5,0%).

Comunicato Istat

I nostri grafici.


Indice generale della produzione industriale: destagionalizzato, corretto per gli effetti di calendario (base 2010=100).

Quello che ci dice il comunicato stampa riguarda la sorpresa di un aumento inaspettato per un mese che di solito è dedicato al riposo, alle vacanze, alle ferie piuttosto che al lavoro e alla produzione. L'aumento è dell' 1,7% che corretto per blablabla diventa del 4,1%. Ottimo. Se poi andiamo a vedere nel particolare, lo stesso comunicato ci dice che la crescita maggiore l'ha prodotta il settore dei mezzi di trasporto che abbiamo già visto in questo Blog, attraverso un altro comunicato dell'Unrae, essere dovuto al precipitarsi degli acquirenti delle auto e dei furgoni per l'imminente conclusione dei vantaggi del super ammortamento del 140% con la legge Sabatini. Chiamiamola col suo nome. Una Bolla. Una bolla che scoppierà appena avrà fine la fattualità della legge Sabatini. Questa funziona ora dopo sarà un crollo dai confini non percepibili adesso.



Quello che che segue è il grafico che riguarda il solo andamento della produzione industriale dell'energia. Sono gli indici della produzione industriale corretti per gli effetti di calendario per raggruppamenti principali di industrie (base 2010=100). Altra perplessità. Vediamo dal grafico sotto stante che il livello della produzione industriale dell'energia è paragonabile a quello dell'anno passato, anzi inferiore.
C'è qualcosa che non torna o mi sbaglio?





MondoElettrico è anche su   

.

martedì 11 ottobre 2016

La fine delle auto diesel e benzina in Germania, solo auto elettriche

Non sembra possa esserci alcun dubbio, la notizia è vera e messa in risalto da almeno due fonti autorevoli della carta stampata internazionale. L'americano Forbes  con un articolo dal titolo "Germany's Bundesrat Resolves End Of Internal Combustion Engine" e  il tedesco Spiegel  con un articolo dal titolo "Bundesländer wollen Benzin- und Dieselautos verbieten".
Sostanzialmente dicono la stessa cosa, ovvero  i veicoli diesel e benzina  sono ufficialmente una specie in via di estinzione in Germania, e forse in tutta l'Unione europea. Questo dopo che Bundesrat ha approvato una risoluzione per vietare l'avviamento del motore a combustione interna dal 2030 e l'accelerazione alla crescita delle tasse per favorire la transizione verso motori puliti. Tra solo 14 anni avremo esclusivamente auto e veicoli in genere a emissioni zero in grado di ricevere l'omologazione. La Bundesrat in Germania è un organo legislativo che rappresenta i Lender quindi, di per sé, una loro risoluzione non ha alcun effetto legislativo assoluto in quanto l'omologazione è disciplinata a livello UE, tuttavia, sappiamo che i regolamenti tedeschi hanno di norma plasmato regolamenti UE e UNECE. Comunque, fatta questa precisazione la delibera si attuerebbe su due fronti, uno varando incentivi più ingenti per incentivare l'utilizzo dei veicoli elettrici, due disattivando le facilitazioni che i diesel godono attualmente con facilitazioni fiscali e detassazione parziale sul costo del carburante.

Improbabile che ciò accada veramente? Vedremo. Però riteniamo significativa la realtà che abbiamo segnalato recentemente circa l'accordo della Vw e Audi con Ballard per sviluppare sistemi fuel cell/idrogeno dedicati alla trazione automobilistica e la presentazione, sempre da parte della Vw, all'autosalone di Parigi, in atto in questi giorni, della ID (assomiglia alla e-Golf elettrica) che verrà commercializzata su scala industriale a partire dal 2020, con un'autonomia di batteria di 600 km ed al medesimo prezzo del modello diesel, 160 km/h di velocità massima, con costi di manutenzione inferiori e, sappiamo, la maggior durata delle componenti meccaniche.



La transizione è viva, il processo attivato e irreversibile. Stay tuned.



Nella foto in alto il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt in una Tesla S al  AMI Auto Show 2014 (Foto: Jens Schlueter / Getty Images), dell'articolo Forbes dichiarato più sopra




MondoElettrico è anche su   

.

lunedì 10 ottobre 2016

Positive le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride negli Stati Uniti a Settembre

Negli Stati Uniti solo le auto ibride tradizionali hanno risultati peggiori degli anni passati mentre le altre tipologie di ibride ed elettriche vendono mediamente bene, per essere ancora una nicchia di mercato.
Cifre da record per le auto  ibride a percorrenza estesa e  volano alto le auto elettriche pure.
I numeri pubblicati dalla EDTA, l'Associazione statunitense dei veicoli elettrici sono precisi ma solo i grafici danno l'idea dell'evolversi della situazione col trascorrere del tempo in un contesto in cui le auto elettriche e ibride crescono percentualmente rispetto al mercato totale nei primi 9 mesi dell'anno raggiungendo il 2,83 %. Da notare che il nostro mercato si sta avvicinando sempre di più a quello statunitense toccando il 2,6% del totale grazie quasi completamente alle vetture ibride.


I nostri grafici

Ricordiamo che negli USA si utilizza una classificazione ben precisa in base alle caratteristiche tecniche dei veicoli elettrici suddividendo le auto che hanno un motore elettrico di trazione da quelle che abbinano un motore termico ad uno di supporto parziale o alternativo. Ecco i dati ufficiali relativi al mese di Febbraio secondo le categorie ben precise: le auto elettriche pure, le elettriche a percorrenza estesa e le auto ibride.

Seguono qui i nostri grafici esplicativi suddivisi per categorie delle auto elettriche secondo gli anni solari a partire dal 2010 fino ad oggi considerando le immatricolazioni mensili.

Sono state vendute e quindi immatricolate negli USA a Settembre 2016:

31.289 auto ibride (HEV), numericamente contano più delle altre tipologie


6.037 auto a percorrenza estesa (EREV)


10.032 auto elettriche pure a batteria (BEV), record assoluto



per un totale, relativamente al mese di Aprile, di 47.355 auto elettriche tra HEV, EREV e BEV


La progressione mensile dal Gennaio 2010 fa sì che si siano state raggiunte i 3.082035 unità immatricolate.


Cresce, come dicevamo, l'introduzione delle auto elettriche/ibride col 2,83 % su un totale di 13.044.080 auto immatricolate nei primi 9 mesi del 2016.





MondoElettrico è anche su   

.

venerdì 7 ottobre 2016

Settori industriale ed elettrico, consumo di gas a Settembre

Puntualmente siamo arrivati al post mensile con cui controlliamo il consumo di gas in due settori  importanti quali indicatori dello stato di salute della nostra economia: industriale e termoelettrico. 
Pochi giorni fa abbiamo visto i dati (provvisori) del consumo del gas complessivo di Settembre che confermano una stabilizzazione a livello progressivo annuale. Adesso controlliamo l'andamento del consumo nel settore industriale e termoelettrico.
I grafici sono quelli che raccolgono gli anni solari degli ultimi 12 anni e i grafici con la sommatoria dei dodici mesi precedenti.
I numeri sono il nostro punto di partenza e i grafici da noi realizzati ci aiuteranno a vedere e capire quale sia il progredire dei consumi nei due settori che insieme ad altri indicano una ripresa o una contrazione della crescita economica e produttiva. Le cifre sono quelle pubblicate dalla Snam (provvisorie negli ultimi due mesi) mentre le altre sono quelle definitive pubblicate dal Ministero.

I nostri grafici

Il settore industriale

Si è consumato di più del corrispondente mese del 2015, circa il 3,6%, circa 1.086,6 milioni di metri cubi (dati provvisori) contro i 1048,3 (dati definitivi) milioni di metri cubi del 2015.


Il corrispondente grafico che traccia i consumi sommando i precedenti 12 mesi rispetto al mese di rilevamento. C'è poco (nulla) da nascondere. Da metà dell'anno passato, crollo, si vede una risalita nei primi mesi del 2026, ma una nuova discesa nell'ultimo mese.



Il settore termoelettrico

Il consumo per la generazione elettrica sale del 21% rispetto allo stesso mese del 2015, vincendo la battaglia con gli ultimi 3 anni precedenti,  2.180 circa (dati provvisori) contro i 1800,4 dello stesso mese del 2015 (dati definitivi).



Si evidenzia, nel grafico sottostante, la caduta negli ultimissimi mesi dei consumi prendendo in considerazione la somma dei 12 mesi precedenti. Segnali non positivi, definitivamente.


Gli altri indicatori dell'economia li vedremo cammin facendo nel mese.






MondoElettrico è anche su   

.

giovedì 6 ottobre 2016

Le immatricolazioni delle auto ibride ed elettriche, le auto a metano superate dalle ibride

Continua, crescendo notevolmente, il successo delle delle auto ibride anche nel mese di Settembre registrando addirittura il sorpasso rispetto alle auto a metano nelle immatricolazioni, per la prima volta in assoluto. Riprendono vigore anche le auto elettriche pure battendo il record di vendite del mese di Settembre dal 2010.
Le immatricolazione delle auto ibride sono state nel mese scorso 3.900, record assoluto di tutti i mesi da quando sono entrate nel mercato, le auto elettriche 143, incidendo insieme sul totale delle immatricolazioni per il 2,6, record anche questo.
La crescita delle ibride a livello mensile segna una crescita quasi del 44,7% rispetto a Settembre 2015 e il 49,9% nel periodo Gennaio-Settembre. Le auto elettriche pure hanno registrato un incremento del 64,4% rispetto alo stesso mese dell'anno passato. 2015, rimane negativo il dato percentuale dei primi 9 mesi con il 19,5%.

L'indice di penetrazione delle auto elettriche/ibride sale, soprattutto grazie alle ibride (2,5%) al 2,6% nei primi 9 mesi dell'anno in corso.

Con i dati forniti dalla 'UNRAE (l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali, dei bus e dei caravan e autocaravan) provenienti dal Ministero dei Trasporti, possiamo verificare quale sia la situazione dei primi 4 mesi riguardanti le immatricolazioni delle auto elettriche e ibride, aiutandoci con i nostri grafici per rendere più semplice la visione.


I nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Le auto elettriche pure
Ad Agosto le immatricolazioni delle auto totalmente elettriche sono 143 contro le 87 del 2015 con un incremento del 64,4%% .


Le auto ibride
Nel mese di Settembre sono state immatricolate 3.900 auto ibride contro le 2.299  rispetto allo stesso mese del 2015  con un incremento del 44,7%.



Novità introdotta quest'anno, non presente nel 2015, nei dati forniti dal Ministero è la suddivisione delle auto ibride secondo l'alimentazione termica, a trazione elettrica + benzina sono 3.834 e 66 in elettrica + diesel.



La progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.



Come abbiamo detto l'introduzione delle auto elettriche e ibride nel mercato complessivo delle auto sale al 2,6% nei primi 9 mesi dell'anno.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Settembre e nei primi 9 mesi del 2016.

 Sui gradini del podio delle elettriche pure a Settembre troviamo :

1° posto - Nissan Leaf con 37 auto,
2° posto -  Tesla Model S con 28 unità,
3° posto - Mercedes Classe B con 23.


 Nei primi 9 mesi del 2016

 1° posto - Nissan Leaf con 346 unità,
 2° posto - Tesla Model S con 173,
 3° posto - Citroen C-ZERO con 137 auto.


Le auto ibride più vendute sono:

 1° posto - la Toyota Yaris con 1.720 unità,
 2° posto - la Toyota Auris con 755,
 3° posto - la Toyota RAV 4 con 442.

 Nei primi 9 mesi del 2016

 1° posto - la Toyota Yaris con 12.928 unità,
 2° posto - la Toyota Auris con 6.836,
 3° posto - la Toyota RAV 4 con 3.045.




Novità eccezionale è il sorpasso delle auto ibride operato nei confronti delle auto a metano. Già il mese scorso il numero delle immatricolazioni era quasi sovrapponibile facendo presagire ciò che sarebbe successo nel mese successivo che poi è puntualmente accaduto. Il grafico sottostante lo esemplifica chiaramente la perdita di competitività dell'auto a metano in generale e la crescita continua delle auto ibride. Possiamo dire che l'alternativa alle auto alimentate da carburanti tradizionali non è il metano.




Tra qualche giorno vedremo il mercato delle auto elettriche/ibride negli Stati Uniti.


MondoElettrico è anche su   

.

mercoledì 5 ottobre 2016

Cresce il consumo di gas in Italia a Settembre, continua il crollo della produzione

Crescono i consumi di gas a Settembre dell'11,5 % secondo i dati Snam. Una crescita importante rispetto allo stesso mese dell'anno passato, ma se andiamo a vedere i nostri grafici capiamo che i consumi sono bassissimi e l'incremento è su un anno, quello passato, che ha 'brillato' per essere il settembre più povero degli ultimi 11 anni.
Controlliamo il vero andamento dei consumi con i consueti nostri grafici mettendo in fila i dati pubblicati dalla Snam nel proprio sito web, dati sia pur provvisori ma sempre molto vicini a quelli che il Ministero dello Sviluppo Economico fornirà dopo poche settimane, discostando di poco o nulla, qualche decimale di % al massimo. Dati e grafici che prendono in esame gli ultimi 11 anni, dati che ci permetteranno di fare autonomamente le nostre valutazioni sull'attuale situazione.

 Dunque per il mese di Settembre  un consumo non eccezionale ma sicuramente molto superiore, +11,5%,  a quello dell'anno passato che abbiamo detto essere stato il peggiore negli ultimi 11 anni,.

Quantitativamente a Settembre abbiamo bruciato per 4.604,44 milioni (dato provvisorio Snam) di m3 Standard contro i 4.073,3 milioni di metri cubi (dato ufficiale del Ministero) dello stesso mese del 2015.



I nostri grafici

I grafici, da noi realizzati con i dati ufficiali del Ministero e gli ultimi della Snam e quelli provvisori del mese appena trascorso, servono per dare una chiara visione, con una sola occhiata, della situazione al di là delle parole e delle interpretazioni più o meno puntuali o addomesticate da interessi vari.

Il primo grafico mostra l'andamento dei mesi suddivisi per anno solare dal Gennaio 2006 ad oggi. Il consumo di gas di Settembre è lì nel mezzo degli ultimi 11 anni.


Lo stesso grafico con gli ultimi 6 anni per evidenziare l'andamento.


Il grafico successivo delle percentuali mette in luce la predominanza del segno negativo dei mesi dal 2012 fino al 2014 e il segno positivo dal 2015 con una prevalenza blu.



Il grafico sottostante dà la misura della quantità di gas consumato la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultimo rilevamento. E' evidente sia il crollo costante dal 2007 sia una risalita costante a partire dalla fine del 2014 e la faticosa lenta risalita, ondeggiante.





Vediamo adesso la produzione nazionale di gas .

Continua a diminuire la produzione nazionale anche a Settembre che risulta essere di 490,06 milioni di metri cubi (dato provvisorio) rispetto ai 550 milioni di metri cubi (dati definitivi) dello stesso mese dell'anno passato, con una  contrazione intorno al 11% .


Il grafico della quantità di gas prodotto la somma nei 12 mesi precedenti partendo dalla data dell'ultima rilevazione testimonia inequivocabilmente il precipitare della quantità estratta o a causa dello svuotamento dei campi estrattivi (o intelligente conservazione di riserva per anni ancor più bui degli attuali? Ci credo poco).




In un prossimo post prenderemo in esame il consumo del gas nei settori industriale e termoelettrico con i relativi grafici esplicativi. Se il consumo è cresciuto è prevedibile che sia cresciuto anche in questi due settori, o no? 





MondoElettrico è anche su   

.

martedì 4 ottobre 2016

Le immatricolazioni delle auto in Italia a Settembre +17,4%

L'esigenza di mobilità in auto resta centrale per gli italiani: settembre +17,4% e 1.406.000 auto nei 9 mesi (+17,4%)
La riduzione del superammortamento un evitabile autogol

“I dati del mese di settembre confermano che l’auto resta un bene centrale nella mobilità per l’opportunità data dalle forti promozioni commerciali e dalle agevolazioni fiscali, per affrontare un bisogno di sostituzione del parco anziano, rinviato per troppo tempo”, afferma Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilitiche estere.
Il nono mese dell’anno ha chiuso, infatti, confermando il trend di crescita, con un incremento del 17,4% a 153.617 vetture immatricolate, rispetto alle 130.820 del settembre 2015. I primi 9 mesi archiviano 1.406.035 vetture vendute, con il medesimo aumento del 17,4% sulle 1.197.274 del gennaio-settembre 2015.
“Il risultato del mese di settembre – prosegue Nordio – conferma la nostra previsione di un mercato quest’anno vicino a 1.850.000 immatricolazioni, con una crescita a doppia cifra, migliore delle aspettative di inizio anno”.
Altra opportunità di rinnovo del parco si intravede nel settore delle auto a società dove bene ha funzionato il superammortamento. L’annunciata riduzione della misura dal 140% al 120%, penalizza il comparto e genererà inevitabilmente nei prossimi 3 mesi un’anticipazione della domanda con conseguenze negative sul 2017.
“Andrebbe rivista la decisione di riduzione dell’aliquota - conclude il Presidente -sottolineando che tale stimolo di natura fiscale si era rivelato vincente nel contribuire al ringiovanimento del parco attraverso le auto aziendali e che, pertanto, dovrebbe essere di natura strutturale”.
Tornando al mercato, spicca la performance nel mese di noleggio e società. Il primo cresce nel complesso del 38,4%, raggiungendo il 17% di quota, grazie all’incremento del 78,9% del breve termine e del 31% del lungo termine. Nel cumulato dei primi 9 mesi la crescita in volume è pari al 16%, con una rappresentatività del 21% sul totale. Anche le società segnano un sostanzioso incremento: +16,5% nel mese, al 23,3% di quota e +25,1% nel cumulato. Dal canto loro gli acquisti delle famiglie incrementano i propri volumi del 4,8% nel mese, scendendo in quota al 59,7%. Nei 9 mesi dell’anno le immatricolazioni crescono del 16,2%, rappresentando il 61,7% del totale mercato.

Sul fronte delle alimentazioni, buona crescita a doppia cifra per il diesel (+24,8%), la benzina (+17,1%), le vetture ibride (+44,5%) e le elettriche, ad un +64,4%. Continuano a contrarsi, invece, i volumi di Gpl (-8,3%) e soprattutto di vetture a metano (-45,2%), che si fermano a rappresentare appena un 2% del totale mercato.

Dall’analisi per segmento emerge un buon andamento di crescita per tutti, ad eccezione dell’alto di gamma, che cede in volume nel mese il 15%. Anche le vetture city car del segmento A registrano un rallentamento, crescendo in settembre appena del 2,5%. All’interno delle carrozzerie la flessione interessa solo i coupè.
Il mese di settembre segna un sostanzioso incremento per l’area Nord occidentale del Paese, che torna a coprire la prima posizione in classifica per numero di immatricolazioni, anche se nel cumulato dei 9 mesi il Nord Est è stabile al 1° posto con il 32,7% di quota.

Infine, il mercato delle vetture usate segna in settembre 271.586 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario, in attesa della rivendita a cliente finale), in aumento del 16,4% rispetto ai 233.338 dello stesso periodo 2015. Nei 9 mesi i trasferimenti sono 3.110.542, in crescita del 6,4% sui 2.924.144 del gennaio-settembre 2015.

Dal comunicato stampa UNRAE


I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 8 anni. Come vediamo, Settembre 2016, nonostante il super ammortamento è ai livelli del 2011 secondo solo al 2009.


L'andamento mensile negli ultimi 8 anni in sequenza.



Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno segue una sfilza di segni positivi.



Con l'ultimo grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni continuano a crescere.



In Francia il mercato automobilistico  è aumentato del 2,5% nel mese di settembre, 168.827 immatricolazioni nel mese di settembre 2016, con lo stesso numero di giorni lavorativi, 22. Nel corso di nove mesi, le immatricolazioni ammontano a 1.502.457 unità, in crescita del 5,7%, e del 4,6% su un numero comparabile di giorni lavorativi (190 giorni nel 2016, contro i 188 da gennaio a settembre 2015 ).



MondoElettrico è anche su   

.