Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 11 ottobre 2011

Le rinnovabili nella produzione di energia elettrica a Settembre 2011

Nel comunicato stampa di Terna argomento del post di ieri abbiamo riportato i consumi italiani a Settembre.

Vediamo adesso la produzione netta, particolarmente quella da rinnovabili, dati ripresi dal Rapporto Terna del mese di Settembre.


Produzione netta
- Idroelettrica 3.903  +4,8
- Termoelettrica 19.718 +3,8
- Geotermoelettrica 428  +5,4
- Eolica 623  -5,7
- Fotovoltaica 1.355  +561,0

Produzione netta totale 26.027  +8,5
di cui produzione CIP 6, 2.079  -32,7

(GWh = milioni di kWh, valori assoluti e variazioni % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente)


Vediamo i grafici da noi realizzati prendendo i dati Terna.

La produzione di energia dalle rinnovabili con la componente CIP6 (ovvero come vengono vergognosamente definite "assimilate") fortunatamente sempre in calo.

 Cliccare sul grafico per ingrandire


Il grafico con le sole 'rinnovabili'. Da notare ancora la costante produzione di energia elettrica da fotovoltaico, che ha ottenuto un ragguardevole incremento nei confronti dello stesso mese dell'anno precedente + 561%. Importante anche la crescita della geotermia +5.4 %. Scende la produzione eolica - 5,7%.

Cliccare sul grafico per ingrandire

 
Leggere anche:
- Le rinnovabili nella produzione di energia elettrica ad Agosto
- Consumi di energia elettrica in Italia:ad Agosto 2011: + 4,5%
- Le rinnovabili nella produzione di energia elettrica di Luglio
-  Consumi di energia elettrica in Italia: -3,9% a Luglio

.

lunedì 10 ottobre 2011

Consumi di energia elettrica in Italia a Settembre 2011: + 6

· E’ il valore di crescita più alto da inizio anno
· +1,7% la domanda di elettricità nei primi 9 mesi del 2011
Roma, 7 ottobre 2011 – Nel mese di settembre 2011 l'energia elettrica richiesta in Italia, pari a 28,8 miliardi di kWh, ha fatto registrare una crescita del +6,1% rispetto allo stesso mese del 2010, rappresentando l'incremento più alto da inizio anno. Non si registrava un incremento così consistente dal dicembre 2010.
Depurata dall'effetto temperatura – rispetto a settembre 2010, a parità di giorni lavorativi (22), si è infatti avuta una temperatura media mensile superiore di circa due gradi centigradi – la variazione della domanda di settembre 2011 diventa +5,0%.
Nel mese di settembre 2011 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 89,7% con produzione nazionale e per la quota restante (10,3%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero.
In dettaglio, la produzione nazionale netta (26,0 miliardi di kWh) si è incrementata di 8,5% rispetto a settembre 2010. 

Sono in crescita le fonti di produzione:
idroelettrica (+4,8%), 
termica (+3,8%),
geotermica (+5,4%), e 
fotovoltaica (+561,0%)

In flessione la fonte eolica (-5,7%).

A livello territoriale, la variazione della domanda si è articolata in maniera omogenea: +6,5% al Nord, +5,2% al Centro e +6,0% al Sud.
I 28,8 miliardi di kWh richiesti nel mese di settembre 2011 sono distribuiti per il 46% al Nord, per il 29% al Centro e per il 25% al Sud.

Nei primi nove mesi del 2011 la domanda di energia elettrica ha avuto un incremento del +1,7% rispetto al corrispondente periodo del 2010; a parità di calendario la variazione risulta pari a +1,8%.
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di settembre 2011 rispetto al mese precedente è stata pari a +1,0%. Il profilo del trend appare in fase di progressivo recupero.

Rapporto mensile Terna

---------------- oOo ---------------

I nostri grafici

Qui di seguito un nostro grafico che riassume l'andamento dei consumi elettrici mensili italiani a partire dal gennaio 2006.

Cliccare sul grafico per ingrandirlo 


Un altro grafico che raggruppa i consumi durante l'anno solare.

Cliccare sul grafico per ingrandirlo 


 
Leggere anche:
- I consumi di energia elettrica in Italia:ad Agosto 2011
- I consumi petroliferi italiani a Luglio 2011 
- I consumi petroliferi italiani: nel mese di Maggio 2011
- I consumi petroliferi italiani: nel mese di Aprile 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di marzo 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di febbraio 2011
- I consumi petroliferi italiani nel mese di gennaio 2011
- Consumi petroliferi italiani nel mese di dicembre 2010

-

domenica 9 ottobre 2011

La siccità stronca il petrolio texano

Quale filo sottile lega il petrolio (e il gas) all'acqua? 

Può la penuria d'acqua mettere in crisi l'estrazione del petrolio?  

Sembra di si, almeno da quanto si legge in un articolo di Utility Products online. 

La siccità persistente minaccia l'industria petrolifera del Texas. Molti dei pozzi presenti in Texas dipendono dalla tecnica di perforazione denominato Fracking, che utilizza grandi quantità di acqua. Ed in questo momento è proprio l'acqua che gran parte dello Stato non ha.

Ne abbiamo parlato recentemente anche qui su ME (qui, qui, qui), le condizioni meteo, che hanno prodotto  la carenza idrica degli ultimi dieci mesi, hanno distrutto circa 5,2 miliardi dollari in valore economico delle colture e del bestiame del Texas e hanno contribuito a diffondere gli incendi che hanno distrutto migliaia di case e milioni di acri di terra coltivata. I politici locali stanno considerando come lo stato possa essere in grado di mantenere la crescita economica nel guado della sua peggiore siccità mai registrata.  
L'industria petrolifera dello stato non ha preso un colpo equivalente, ancora, ma le compagnie petrolifere sono alla ricerca di modi innovativi per conservare i milioni di litri di acqua necessaria per la perforazione dei pozzi e l'estrazione del petrolio e del gas naturale, specialmente da quando i comuni hanno iniziato a porre dei limiti sui prelievi d'acqua locali.

Il problema è peggiore per le aziende che praticano il metodo di perforazione di fratturazione idraulica, o Fracking, in cui si stima che 3-10.000.000 di galloni all'anno di sostanze chimiche mischiate all'acqua sono iniettate in profondità negli scisti ricchi di petrolio e gas naturale per permettere l'estrazione.
La tecnica del Fracking ha suscitato polemiche nelle città di tutto il paese in gran parte a causa della paura di contaminazione dell'acqua potabile. Ma in Texas, dove la stragrande maggioranza dei pozzi di petrolio sono stati fracked, è l'aspetto dell'acqua 'ri-iniettata' che diventata una questione di divisione. Nel mese di agosto la città di Grand Prairie, nella parte settentrionale dello stato, è stata la prima città del Texas a emanare il divieto dell'uso dell'acqua per il Fracking. Come conseguenza di leggi come quella di Grand Prairie, molte aziende estrattive sono costrette a correre per trovare ed adoperare l'acqua in modo nuovo, esempio la realizzazione di una costosa infrastruttura che consenta il riciclaggio dell'acqua o l'utilizzo di minori quantità di acqua. Altre ancora hanno acquistato l'acqua dagli agricoltori ma l'opzione diventa superflua per il fatto che la siccità persiste.

Tale adeguamento dovrà essere continuativo, infatti gli esperti prevedono un periodo di siccità dello Stato che durerà a lungo, forse 20 anni, con l'aggiunta della previsione di un aumento della popolazione dello stato destinata a raddoppiare nei prossimi 50 anni. Una situazione che vedrebbe drasticamente aumentare la domanda di acqua e carburante. "Oggi non abbiamo risorse idriche a sufficienza per soddisfare la domanda di acqua durante i periodi di siccità", si legge nel Texas State Water Plan, che raccomanda che lo Stato investa 231 miliardi dollari in infrastrutture idriche entro il 2060 per mantenere sufficiente la sua offerta di acqua. A novembre, i texani decideranno se iniziare questo processo di adattamento alle previsioni future.

La proposta ha il sostegno di una serie di gruppi imprenditoriali e ambientali, ma potrebbe vedere l'opposizione della fazione del Tea Party .  

Leggere anche:
- Caldo e siccità nel Midwest degli Stati Uniti
- Il caldo e il sistema elettrico nello Iowa. Record di richiesta



-

sabato 8 ottobre 2011

Un pipistrello elettrico vince la sfida Green Flight Challenge


Velivoli sperimentali sono saliti nei cieli della California per il Green Flight Challenge 2011, un concorso sull'efficienza energetica. 

I vincitori 


Pipistrel-USA.com, una squadra della Pennsylvania ha portato a casa il primo premio e 1,35 milioni dollari, con il suo aereo a trazione elettrica artigianale, il Taurus G4, un 4 posti che consuma l'equivalente di 171 chilometri/passeggeri per litro di carburante. Jack Langelaan capo del  team di Pipistrel-USA.com ha dichiarato che l'intero volo di due ore costa circa 7.00  dollari di energia elettrica.

Al secondo posto si è classificato il team e-Genius della California aggiudicandosi 120 mila dollari di premio
in denaro per un aereo elettrico che ha viaggiato l'equivalente di circa 160 chilometri per passeggero litro.





-

venerdì 7 ottobre 2011

Record di 281 chilometri orari per un'auto elettrica

Un team composto da studenti di ingegneria della Brigham Young University ha realizzato  un velivolo terrestre  un veicolo elettrico che ha battuto il record di velocità di 281,63 km/h sul terreno piatto come un tavolo da biliardo di Bonneville Salt Flats nello Utah, Stati Uniti.

"Electric Blue" che fa parte della categoria Streamliners ,” classe “E1”, ovvero quei veicoli che pesano meno di 1100 pounds, 500 kg, ha telaio e carrozzeria in fibra di carbonio. La distanza dal terreno è circa un pollice, 1,54 cm..   Le ruote sono inglobate nella carrozzeria.  Il motore elettrico è alimentato da batterie al litio ferro fosfato, LiFePO4.

 Il video è qui:



 

A proposito di record che riguardano veicoli elettrici:
- Una pallottola elettrica da record: 495 kmh

Nella storia dei record di velocità con i veicoli elettrici ci siamo anche noi, anche se in un lontano passato, nel 1996 con 304 kmh :
- L'auto elettrica più veloce del mondo


Leggere anche:

- Nuovo record mondiale, 1.136,3 km su uno scooter elettrico
- Motociclo celebrazione ( e autocelebrazione)
-  1.631,5 chilometri da record per un prototipo d'auto elettrica
- Record di un'auto elettrica. Oltre mille chilometri
- Un'Audi A2 Electric viaggia per 603,5 km
- L'Audi A2 del record, aggiornamento

-

giovedì 6 ottobre 2011

Le immatricolazioni giapponesi con ancora la Prius ibrida in testa a Settembre

Accantonata, ma non dimenticata la tragedia del terremoto e dello tsunami che ha colpito il Giappone nel marzo di quest'anno, il mercato automobilistico è tornato alla normalità antecedente.

Come ogni mese, controlliamo l'andamento del mercato automotive nipponico con i dati forniti da JADA (Japan Automobile Dealers Association ) sulle immatricolazione delle auto nuove, in particolare il fenomeno consolidato che vede la Toyota Prius quasi costantemente prima nelle vendite oramai da quasi tre anni a questa parte.
La Toyota Prius, consolida la sua posizione di leader del mercato in Giappone lasciando ancora una volta la Honda Fit seconda e prima tra le auto con motorizzazione tradizionale.
Nel mese di Agosto le vendite della Prius sono ancora salite, 33.197 unità (erano 24.998 a Luglio) mentre l'Honda Fit, con motore termico tradizionale, ha registrato 27.980 unità vendute, in crescita poiché erano   16.868 unità nel mese scorso.

Nel consueto grafico, che abbiamo realizzato partendo dal mese di Gennaio del 2009, si evidenzia l'andamento delle vendite mensili e il gap esistente tra le due vetture.

Cliccare sul grafico per ingrandire


Leggere anche:

- L'agosto ibrido della Prius
- Sempre Prius prima in Giappone (Luglio)
- Prius torna prima nelle vendite
- La Prius nelle vendite in Giappone
 - La Prius a due mesi dal terremoto
 - La Prius nel mese del terremoto, dello tsunami e di Fukushima
 ed anche:
- Nuova Toyota Prius V, auto ibrida
 - Prii ?
 - Il plurale di Prius
 - Toyota Prius, 20 mesi da capoclassifica nelle vendite in Giappone
 - Prius plug-in nel 2012
 - Parte il noleggio della Prius Plug-in Toyota a Nagasaki
-

mercoledì 5 ottobre 2011

VW in Cina con una joint venture per la e-Lavida, auto elettrica

Aldilà delle manifestazioni 'apparenti' di un fondato interesse da parte dei costruttori verso le tecnologie dei veicoli elettrici molti si stanno attivando seriamente per sperimentarle sulla strada nei percorsi e negli utilizzi quotidiani. Quali migliori strade, per tante ragioni, se non quelle cinesi? Così è per la   Volkswagen che ha intrapreso un percorso produttivo  in joint venture con un costruttore cinese per realizzare un'auto elettrica dedicata a quel mercato orientale con la speranza di produrre quello che è sufficiente per introdurre l'auto elettrica a costi contenuti anche nel mercato occidentale.
Sfruttando la posizione di vantaggio che la Volkswagen ha conquistato in Cina dove già produce la Lavida, una vettura compatta costruita dalla Shanghai Volkswagen Automotive (CSVW) per il mercato cinese con una motorizzazione tradizionale di 1.4-1,5 litri, la VW realizzerà un clone della Lavida a trazione elettrica.
Il nuovo veicolo elettrico sarà prodotto a Shanghai dalla Volkswagen dopo avere incassato l'approvazione del governo da parte del Ministero dell'Industria e dell'Information Technology.
Anche se la data della produzione non è ancora stata annunciata, il modello in joint-venture  porterà il marchio Tantus, noto anche come Tian Yue in cinese.

Caratteristiche? A tempo debito, per adesso sono sconosciute.

Leggere anche:
- Audi A6 elettrica


.

martedì 4 ottobre 2011

Il mercato italiano dell'auto torna indietro di 15 anni, sale quello delle auto elettriche


Il comunicato stampa dell' UNRAE  (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) non lascia adito a fraintendimenti :"Settembre indietro di 15 anni per vendite e ordini: crisi economica e nuova fiscalità frenano l'auto, fotografando anche un'analisi realistica della situazione economica-finanziaria-sociale del nostro Paese.

Per il 2011 previste 1.750.000 immatricolazioni e ulteriore ribasso per il 2012", poi continua: “Il difficile contesto economico-finanziario del Paese, confermato dalle recenti stime al ribasso del Governo sul Pil (0,7%), dalla continua perdita di potere di acquisto delle famiglie (-0,2% nel 2° trimestre) e dal conseguente calo dei consumi, impongono iniziative immediate per rilanciare la crescita. Il sostegno allo sviluppo del Paese non può prescindere da una forte azione strutturale di rilancio del comparto automotive, che rappresenta – con tutta la filiera – uno dei settori più rilevanti e determinanti per la crescita dei consumi e del Pil in Italia”.
I dati diffusi ieri dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con 146.388 immatricolazioni di autovetture, il mese appena conclusosi, infatti, ha registrato una flessione del 5,7% rispetto al già depresso andamento di un anno fa. Ancora una volta, per trovare volumi più bassi per lo stesso mese bisogna tornare indietro di ben 15 anni, al lontano 1996. Nei primi 9 mesi dell'anno la flessione è dell’11,3%, con 1.369.545 vetture vendute rispetto alle 1.543.775 di un anno fa.

A rendere negative le prospettive per la parte finale dell'anno, contribuisce l'andamento della raccolta ordini che -6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel periodo gennaio – settembre i contratti ammontano a 1.327.000 unità, con una progressiva riduzione della crescita che ha portato il saldo a +3%.

La parte finale del 2011 particolarmente difficile ridimensiona la previsione di chiusura del mercato intorno a 1.750.000 immatricolazioni (-11%). Per l'anno prossimo, in assenza di importanti interventi di natura strutturale sull'economia italiana, tutti i principali indicatori economici e di settore prevedono un andamento in ulteriore ribasso.

Infine, il mercato delle autovetture usate ha evidenziato nel mese di settembre 375.747 passaggi di proprietà, al lordo delle minivolture, in flessione del 3,6% rispetto ai 389.900 dello stesso periodo dello scorso anno. Nei primi 9 mesi i 3.417.570 trasferimenti segnano una crescita del 3,3% rispetto ai 3.307.898 del gennaio-settembre 2011.

I dati dei costruttori nazionali sono pessimi. Settembre - 4,19%, primi 9 mesi 2011 -15,01% con la Fiat che retrocede del 20,83% acquisendo solo il 20,88% del mercato nazionale quando aveva il 23,40% nel 2010.

Le auto elettriche

Le auto elettriche sono passate a 29 unità nel Settembre del 2011  da 3 unità  immatricolate nello stesso mese  2010, con un incremento del  866,67% . Nei primi 9 mesi si è passati a 225  unità nel 2011 contro le 55 del 2010, incremento superiore al 309%. Le ibride, in Settembre 396 vs 367, + 7,9%, nei primi 9 mesi 4.027 vs 3.751, +7,36%.


Il mercato delle auto elettriche e ibride nei nostri grafici

Il grafico qui di seguito riporta il numero delle auto elettriche .




e quello delle auto ibride.


Leggere anche:

lunedì 3 ottobre 2011

Inquinamento, sei ore per l'infarto

Krishnan Bhaskaran, laureato con lode alla Sheffield University  in Matematica nel 1999, dall'ottobre 2010 ha guadagnato il dottorato presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM) per un progetto di ricerca sui fattori di rischio ambientale per le malattie cardiache. Insegna Epidemiologia estesa, Metodi statistici per l'epidemiologia (PMI) e Metodi Statistici Avanzati d'Edemiologia (ASME) ed è direttore del Corso Breve di Farmacoepidemiologia pratica. Insegna anche le statistiche di base del corso di laurea in medicina UCL. Attualmente è coinvolto in due principali aree di ricerca.  Ricerca in cui vi è associazione tra fattori ambientali (temperatura esterna, livelli di inquinamento)e  rischio di attacchi cardiaci utilizzando i dati MINAP, l'audit nazionale britannica di ricoveri ospedalieri infarto miocardico. L'altra aerea  comprende gli studi farmacoepidemiologici sugli effetti indesiderati dei trattamenti farmacologici, con particolare enfasi su risultati a lungo termine del cancro.
Una recente ricerca, condotta da Krishnan Bhaskaran presso la LSHTM lega in modo inconfutabile i problemi cardiovascolari al rischio d'infarto a causa dell'inquinamento da traffico. In particolare l'esposizione allo smog avrebbe un impatto immediato sulla salute, accelerando il verificarsi di un infarto nei soggetto a rischio, già entro le prime sei ore dall'esposizione allo smog. Il  rischio infarto nelle prime sei ore è più alto ed è quando si registra sulla carta il picco di casi soprattutto perché l'inquinamento  va a colpire i soggetti più deboli, già di per se' a rischio cardiovascolare e respiratorio.
Dati OMS dicono che solo nelle città della pianura padana il numero di morti da smog potrebbe superare i 7000 l'anno. Inoltre sempre per l'OMS ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato
L'impatto dello smog sulla salute si traduce in morti premature, malattie croniche e acute, diminuzione dell'aspettativa di vita e della capacita' produttiva, migliaia di ricoveri ospedalieri.

E' provato che lo smog uccide.

Solo nelle grandi città italiane ci sono circa 9000 morti attribuiti alle polveri sottili e all'ozono. Si tratta di decessi precoci che potevano essere evitati in assenza di condizioni di inquinamento atmosferico, che quindi in un certo senso accelera il decorso di malattie cardiache e respiratorie.

Fonti, ansa e altre

Leggere anche:
- Inquinamento. Il tramonto della specie umana
- L’inquinamento causa dell'aumento di tutte le malattie
.
.

domenica 2 ottobre 2011

Aggiornamento sulle vendite dell'auto ibrida della Chevrolet

Fino ad agosto erano state vendute circa 3.500 Chevrolet Volt negli Stati Uniti, un numero abbastanza deludente se consideriamo quella che era la meta, 10.000 entro la fine dell'anno. Ma il costruttore non dispera di riuscire a vendere 1.700 vetture al mese per raggiungere la cifra preventivata. 

L'impianto di Detroit ha una capacità produttiva di circa 2.400 unità della Chevrolet Volt al mese, tuttavia la catena di montaggio sarebbe attualmente capace di adeguarsi velocemente aumentando la produzione qualora il mercato lo richiedesse.


Leggere anche:
- L'auto ibrida/elettrica Chevrolet Volt nella pubblicità televisiva
- Etichetta EPA per la Chevrolet Volt 2011, 39.5 km/ litro (equivalenti) 
- Auto elettrica, quanto mi costi? Confronto con l'auto tradizionale e il treno dei pendolari


-

sabato 1 ottobre 2011

Fotovoltaico installato

Da parte di FV Solar Network ho ricevo l'informazione che il GSE conferma in maniera ufficiale che alla fine del 2011 la potenza installata di fotovoltaico sarà di 12 GW.  L’Italia si avvia così a diventare il paese con il più alto livello di potenza installata. 

Per avere un quadro di valutazione sul valore di questo dato, basti pensare che la nuova centrale nucleare che si dovrebbe costruire la Finlandia   ('si sta costruendo ma non finiscono mai i  lavori' nota di ME), quando sarà attivata ('campa cavallo che l'erba cresce' nota di ME) , produrrà annualmente 9,6 GWh mentre il fotovoltaico italiano ne produrrà 13,2. Quest'anno, il fotovoltaico coprirà il 3% del fabbisogno energetico nazionale, e per il prossimo anno si prevede di raggiungere il 5,50% a condizione che si continui a investire sulle rinnovabili.

Ad oggi, il contatore del GSE che aggiorna in tempo reale la potenza installata degli impianti fotovoltaici in produzione ha totalizzato :

Totale conto energia
Impianti in esercizio: 280.171
Potenza (kW): 11.052.850

A fianco è riportata la cartina (fonte atlasole.gse) con la distribuzione regionale degli impianti (numero degli impianti).

Per dare al picco del petrolio ciò che è del picco

Raccontando un incontro al Festival dell'Energia di Firenze, Lorenzo Pinna, uno dei giornalisti della rubrica televisiva SuperQuark, scrive un articolo dal titolo roboante “Balle energetiche: il Peak Oil e altri falsi miti“.
Nell'articolo si riprendono alcune delle opinioni sul Picco del Petrolio del Prof. Vaclav Smil da questi già espresse nel suo recente libro: “Energy Myths and Realities” e in un articolo reperibile in rete [1].
Il Picco del Petrolio sarebbe un falso mito. Nella sostanza l'articolo di Pinna e le pubblicazioni citate non aggiungono nulla di nuovo rispetto alla ricca letteratura meta-scientifica che si occupa di sfatare il mito del Picco del Petrolio.
Pinna, Smil e recentemente Yergin del Cambridge Energy Research Association adottano argomentazioni datate: non è vero che il petrolio è finito, anzi ne abbiamo sempre di più. Con questo essi intendono dire che ne abbiamo sempre di più da annoverare fra le risorse conosciute. L'affermazione è tanto discutibile quanto inutile e non risolve il problema dell'offerta di combustibili liquidi.
E' infatti essenziale estrarlo quel petrolio, cioè produrlo.
L'impegno delle compagnie petrolifere, tutte le tecnologie dispiegate e il prezzo del barile (che nel decennio 1998-2008 è aumentato di un fattore 10 e oggi oscilla su valori non lontani dai 100 USD/barile) hanno permesso di impedire il declino della produzione di liquidi combustibili, ma lo hanno fatto attingendo a risorse assai più costose energeticamente ed economicamente, bilanciando il calo di produzione del petrolio convenzionale che, come previsto dagli stessi geologi citati nell'articolo di Pinna, ha avuto il suo picco attorno al 2005.
I fatti sono quantitativamente descritti nel seguente grafico tratto da The Oil Drum [2].


Qui è visibile il “plateau” (altopiano disegnato dalla stasi produttiva) nel quale ci troviamo dal 2004 e che viene faticosamente mantenuto a causa delle crescenti difficoltà di individuazione e di estrazione, nonché legate alla inferiore qualità del greggio. Dalla prima metà del secolo scorso ad oggi il costo energetico di estrazione (determinato dal rapporto tra la quantità di energia ricavata su energia consumata, definito ERoEI), su cui pesano anche le sempre più onerose azioni di ripulitura ambientale (come quelle del Golfo del Messico), è aumentato in media di 10-15 volte. Un processo negativo che riduce di fatto la risorsa netta estraibile e quindi realmente disponibile.
Le nuove tecnologie introdotte possono in realtà solo allungare di qualche anno questo stato di stallo produttivo, dopodiché l'inizio della discesa della disponibilità di greggio sarà inevitabile.
Considerazioni analoghe sono contenute in recenti documenti del JOE (The Joint Operating Environment) del Comando delle Forze Armate USA, del Dipartimento dell’Energia del governo USA (DoE) e del Zentrum für Transformation der Bundeswehr, un Centro di Ricerca dell’esercito tedesco.
Anche l'Agenzia Internazionale per l'Energia nel suo ultimo rapporto colloca nel 2008 il picco della produzione di greggio convenzionale dei giacimenti già in produzione e nel 2015 quello dei giacimenti che si stanno ora sviluppando. . Successivamente il mantenimento del livello di produzione risulterebbe garantito solo da improbabili nuove scoperte che si potessero estrarre tempestivamente.



Le altre energie fossili (gas e carbone) seguono trend ed evoluzioni peggiorative dell’ERoEI analoghe, anche se non temporalmente coincidenti. Possibili processi di sostituzione di una fonte energetica primaria con un’altra non sarebbero comunque in grado di soddisfare una domanda di energia globale tendenzialmente in costante crescita.
Il problema non è la quantità di energia fossile che possiamo contemplare attraverso i sofisticati mezzi della prospezione geologica, ma la quantità di petrolio (o di gas o carbone) che possiamo estrarre a costi che il sistema economico globalizzato (largamente dipendente da un flusso ininterrotto di energia a buon mercato) può permettersi senza andare in tilt come nell'estate del 2008. Allora, in concomitanza con il picco assoluto del prezzo del barile, il sistema finanziario inciampò nella realtà fisica che è alla base della ricchezza monetaria, piombando in un crisi da cui ancora nessuno sa quando e se si potrà uscire.

Il Comitato Scientifico di ASPO-Italia 

[1] Vaclav Smil - Peak oil: A Catastrophist Cult and Complex Realities - http://www.vaclavsmil.com/wp-content/uploads/docs/smil-article-2006-worldwatch.pdf

[2] http://www.theoildrum.com/node/8391

-

venerdì 30 settembre 2011

+ e, un'auto supersport elettrica pura

L'auto elettrica di  alta qualità della britannica Morgan dovrà essere messa su strada a gennaio dell'anno prossimo dopo soli sei mesi di sviluppo.
Il progetto Morgan + E  utilizza un telaio dell' Aero Supersports  come piattaforma per la conversione elettrica,  sostituendo l'attuale  motore BMW V8  di  4,8 litri  e il convenzionale cambio manuale / automatico con una variante di powertrain elettrico da 70 kW (300 Nm) di produzione della Zytek. 
La Morgan Motor Company, con sede nel Worcestershire, da 102 anni  costruisce auto sportive esclusive che adottano la filosofia tradizionale di  fondo ovvero l'auto intesa come divertimento e innovazione. Morgan ha vasta esperienza nello sviluppo del telaio e delle sospensioni cresciuta all'interno del proprio reparto di progettazione e nella capacità di produzione di casa.
Zytek Automotive con sede a Lichfield, una piccola cittadina a 110 km a nord ovest di Londra, progetta, sviluppa e produce una gamma di sistemi di trazione elettrica per una varietà di produttori di veicoli a trazione elettrica.
La Morgan nello stabilimento di  Birmingham  produce le strutture dello chassis  utilizzando lamiera di alluminio piegata con una esperienza di oltre 12 anni. 
Attraverso il programma di veicoli di nicchia TSB sostenuto con una sovvenzione di 100.000 sterline è stato assegnato al consorzio Morgan per la ricerca collaborativa lo sviluppo l'elettrico Morgan + E.
Il programma è iniziato nel mese di luglio e sarà completato entro il gennaio 2012 con due veicoli elettrici mentre un altro verrà utilizzato come veicolo dimostrativo. 
Utilizzerà batterie agli ioni di litio.
-

giovedì 29 settembre 2011

Quanto durerà la sperimentazione dell'auto con fuel cell a idrogeno?

Una piccola flotta di auto Microcab H2EV sarà affidata nella contea metropolitana dell'Inghilterra Ocidentale, West Midlands, nell'ambito di un progetto denominato CABLATE (Coventry and Birmingham Low Emission Demonstrator) per testare e monitorare la tecnologia insieme alle infrastrutture. L'arrivo della mini flotta delle vetturette fa seguito all'installazione della prima stazione pubblica di rifornimento di idrogeno del Regno Unito a Swindon. 

La  Microcab H2EV è costruita attorno a un telaio che è stato sviluppato dalla Lotus, in collaborazione con Delta Motorsport e Microcab.  Ha a bordo una cella a combustibile da 3 kW, che consente alla vettura di viaggiare per 160 chilometri prima di un nuovo rifornimento d'idrogeno, operazione che avviene in pochi minuti.  

La possibile produzione su larga scala e l'ingresso nel mercato sarà determinato dai risultati della sperimentazione.  

Certamente seguiremo con grande attenzione le novità sulla sperimentazione e restiamo in attesa di scoprire in quanti mesi il progetto abortirà. Se hanno fortuna prevedo otto / dodici mesi, ma non ho la sfera di cristallo, potrebbero essere anche meno. Male che vada, essendo comunque un'auto elettrica, con motore elettrico alimentato da elettroni, che si porta il peso di una fuel cell e di un bombolone di idrogeno, i progettisti toglieranno l'ambaradan H2 e metteranno una bella ed efficiente batteria al litio da collegare ad una presa elettrica da poche sterline al posto del distributore di idrogeno o ad semplice un impianto elettrico, tranquillo e non esplosivo, con qualche decina di kW di potenza per la ricarica in pochi minuti. 

Leggere anche:


.

mercoledì 28 settembre 2011

Risorse per le batterie, il litio geotermico

Ne avevamo parlato più di un anno fa, esattamente nel luglio dl 2010. Adesso ci siamo. Uno start-up  dà l'avvio alle operazioni commerciali in uno stabilimento nel sud della California per estrarre il litio dagli attuali impianti che producono energia geotermica, con una tecnologia che ha il potenziale di trasformare gli Stati Uniti in un esportatore di litio tra i più importanti al mondo.
L'impianto, costruito a Salton Sea nella Imperial Valley dalla Simbol Mining Corp. (con sede a Pleasanton  in California), catturerà oltre al litio anche manganese e zinco, ma nelle acque che risalgono in superficie si trovano elementi di una buona metà della tavola periodica.
Il litio è un elemento cruciale per la realizzazione delle batterie destinate alla trazione delle auto elettriche, come pure lo è manganese. Fino ad ora gli Stati Uniti erano costretti ad importare gran parte del litio e non produceva manganese. Adesso la situazione può trasformarsi completamente. 
L'azienda che produce energia dall'impianto  geotermico esistente attualmente ri-inietta l'acqua nel terreno. L'"acqua" è in realtà una salamoia con una composizione di circa il 30 % di sali disciolti. Quindi l'attività estrattiva del litio, manganese e zinco deve inserirsi nella fase immediatamente precedente a quella di immissione nel sottosuolo e si è visto che è assolutamente possibile dal punto di vista tecnologico e sostenibile economicamente.
Gli attuali produttori di litio degli States lasciano che i sali si depositino sul fondo di stagni prosciugati grazie all'evaporazione dell'acqua col contributo dell'irraggiamento solare. Ma il tempo per l'operazione si misura in mesi, mentre l'azienda in questione  ha sviluppato un processo esclusivo di filtraggio che richiede pochi minuti e a costi  sufficientemente bassi per competere nel mercato mondiale. Da considerare il fatto che l'impatto ambientale è minimo in quanto il tutto è collegato ad un impianto geotermico che è già in funzione.
L'impianto sarà in grado di processare da 5.000 a 6.000 litri di acqua al minuto per produrre da 10 a 20 litri di sali con i metalli negoziabili. La salamoia di Salton Sea contiene litio in una concentrazione da 200 a 400 parti per milione.
L'efficienza della tecnologia di estrazione è di circa il 93 %.
I maggiori produttori di litio nel mondo sono il Cile, Australia, Cina e Argentina senza dimenticare la Bolivia. Recentemente il World Energy Council, con sede a Londra, associazione di categoria dei produttori di energia, ha messo in rilievo il fatto che la situazione del litio non è affatto critica come altri materiali, per esempio il neodimio, e che, se la quantità del litio disponibile sul mercato aumenta, questo dovrebbe incidere sulla contrazione del costo e quindi ha il potenziale per aumentare il tasso di penetrazione dei veicoli elettrici. 

Fonte : The New York Times 

Per concludere: diffidate di chi mette in giro voci sulla scarsità di litio nel mondo. Ce n'è molto di più di quello necessario per trasformare tutte le auto con motore termico in elettriche, tanto più in previsione degli sviluppi futuri del mercato delle auto.  

Leggere anche:

e sulla disponibilità di litio:

e

 .

martedì 27 settembre 2011

Nuovo record mondiale, 1.136,3 km su uno scooter elettrico

Sono stati coperti  1.136,3 km con un impiego di energia pari a 40,8 kWh cambiando al volo le batterie scariche con le batterie pre-ricaricate su uno scooter elettrico prodotto dall'azienda ceca Akumoto in collaborazione con  la Compagnia nazionale elettrica CEZ. Il record era da considerare su una base temporale di 24 ore. 
Il costo di 190  corone ceche  equivale a circa 7,70 euro al cambio di oggi.
Lo scopo dell'operazione era quello di dimostrare l'utilità dell'uso degli scooter elettrici dato che i moderni scooter elettrici in linea di principio possono avere le batterie intercambiabili.  
La Compagnia nazionale elettrica  CEZ ha già una rete di stazioni di ricarica in tutto il Paese,una cinquantina, ed ha annunciato la sua intenzione di installarne  200 entro il 2013 per contribuire a promuovere le vendite inserendo le spese di energia elettrica a tariffe speciali per incoraggiare i clienti ad effettuare il passaggio al veicolo elettrico.

Fonte: Czechposition.

Non si ha alcuna informazione sulla distanza percorsa da ogni singolo pacco batterie per ottenere il record, ma è facile calcolare che il costo chilometrico è addirittura meno di 1 centesimo, circa 0,68 cent di euro, e la velocità media poco più di 47 km/h.

Leggere anche:

- Motociclo celebrazione ( e autocelebrazione)

-  1.631,5 chilometri da record per un prototipo d'auto elettrica

- Record di un'auto elettrica. Oltre mille chilometri
- Un'Audi A2 Electric viaggia per 603,5 km
- L'Audi A2 del record, aggiornamento

A proposito di record che riguardano veicoli elettrici:
- Una pallottola elettrica da record: 495 kmh

Nella storia dei record di velocità con i veicoli elettrici ci siamo anche noi, anche se in un lontano passato, nel 1996 con 304 kmh :
- L'auto elettrica più veloce del mondo
 
.

lunedì 26 settembre 2011

Mostre, eventi, esposizioni, per riflettere sulle auto elettriche

In questo fine settimana appena trascorso ho partecipato volentieri alla mostra convegno Energethica, però si è svolto quasi contemporaneamente   nella stessa città di Firenze  un altro evento: il Festival dell'Energia - l'Energia spiegata.

La foto accanto l'ho scattata proprio ieri in Piazza della Repubblica alla postazione all'aperto della Renault dove si esponevano un paio di auto totalmente elettriche delle serie che saranno disponibili nei prossimi mesi e anni. Qui nella foto sono rappresentati i modelli  electric Kangoo Z.E. e la Fluence Z.E. con la gradevole presenza di una gentile hostess.

Sto meditando di scrivere un post per riassumere le esperienze presso lo stand dove è stata presentata la Smart elettrica convertita, ma è meglio che lasci passare qualche giorno per addolcire un articolo che potrebbe essere un po' forte nei confronti dei nostri politici se scritto d'acchito. La colpa dei nostri legislatori è certa e storicamente inoppugnabile e incancellabile, la colpa di chi ha fatto in modo che non si sviluppasse il mercato dei veicoli elettrici negli anni in cui eravamo all'avanguardia nel mondo e  soprattutto di avere tarpato le ali al settore produttivo. Dalle notizie raccolte nel nostro blog si nota quanto il mondo intero stia investendo sui veicoli elettrici e quale grande attenzione riservi loro il mondo della politica e della programmazione industriale alla quale quale fa da contraltare l'assoluta indifferenza del/dei nostro/i governo/i. Solo ultimamente si intravvede qualche movimento anche se scoordinato. Si parla di incentivi all'acquisto di veicoli elettrici e forse di installazioni di colonnine di ricarica ma, purtroppo, ad oggi se ne avvantaggeranno i produttori stranieri che si sono mossi in tempo. Mitsubishi, Toyota, Honda, Chevrolet, Citroen, Renault, Peugeot, i cinesi, i tedeschi ecc.. Come sempre regaleremo incentivi a case produttrici estere. La produzione italiana è stata relegata a restare in un angolo, praticamente assente da questo contesto globale. Rimane ancora una nicchia di mercato che potrebbe diventare la locomotiva in grado di portare posti di lavoro in Italia sia al settore industriale dei motori elettrici e componentistica elettronica di controllo che ad una grande quantità di officine meccaniche diffuse in tutto il territorio del nostro Paese. Una opportunità che ancora non è persa quella della conversione elettrica che dovrebbe ricevere finalmente un po' di attenzione da parte di tutti. Di questo riparleremo nei prossimi giorni.

 -

domenica 25 settembre 2011

Un impianto geotermico e solare nel Nevada

Stillwater Plant  in costruzione
Il Nevada ospiterà il primo impianto combinato geotermico e solare al mondo.

Il nuovo impianto avrà una potenza di 24 MW solari fotovoltaici secondo quanto è stato annunciato durante una conferenza stampa dal Senatore Harry Reid, da   Steven Chu   segretario del Dipartimento per l'energia  e dal   Presidente di Enel Green Power Nord America Francesco Venturini, in occasione del quarto vertice annuale nazionale per l'energia pulita a Las Vegas alla fine del mese di agosto scorso.

Venturini ha affermato che i pannelli  fotovoltaici sono già stati installati e che il progetto dello stabilimento di Stillwater Geotermia Enel Green Power del Nord America nella Contea di Churchill, in Nevada, durerà circa un anno per essere terminato. Alla fine, il sito avrà 7.000 pali di sostegno degli 81.000 pannelli solari prodotti da un fornitore cinese.

L'idea alla base del progetto vuole  combinare l'energia solare e geotermica nel quale  la geotermia è una importante struttura in grado di fornire il carico di base, in modo da poter fornire energia elettrica 24 ore su 24, mentre l'energia solare prodotta è in grado di produrre energia utile nelle ore dei picchi. Quindi  24 MW solari si aggiungeranno ai 47 MW dell'impianto geotermico.

Fonti: CNN e Geothrmal Energy
.

sabato 24 settembre 2011

Eurozev, ultimo giorno a Energethica

Oggi è l'ultimo giorno di ENERGETHICA la Mostra convegno su fonti alternative e sostenibilità che si svolge alla Fortezza da Basso di Firenze dal 22 fino al 24 settembre.

Come abbiamo postato precedentemente è presente anche Eurozev, associazione senza fini di lucro con un proprio stand con le nostre proposte di retrofit e conversione elettrica, la Smart elettrica, i sistemi di ricarica intelligenti, le proposte di mobilità integrata, car sharing, l'auto produzione di energia da FV.



Un ringraziamento particolare va  agli organizzatori dell'evento che ci hanno concesso uno spazio di rilievo, proprio all'entrata del Padiglione, al nostro cinquino.







Leggere anche:
- Eurozev a Energethica
- Smart elettrica, l'auto elettrica c'è ... da subito
- Come riconoscere una Smart elettrica. Occhio ai dettagli
-  Stazioni di ricarica e sosta per biciclette e veicoli elettrici nei parcheggi scambiatori
- La 500 elettrica convertita
- Cinquecento elettrica

.

venerdì 23 settembre 2011

La qualità dell'aria attraverso una rete wireless

Utilizzare le funzionalità dell'elettronica e dell'informatica per la realizzazione di reti wireless di sensori per il monitoraggio della qualità dell'aria. 

 EcoLogicSense ha utilizzato le più recenti tecnologie di comunicazione per applicarle al controllo dell'ambiente, costruendo reti di sensori wireless per monitorare la qualità dell'aria in tempo reale in grado di comunicare tra di loro. I sensori trasmettono passo dopo passo le informazioni ad una centrale che trasmette tutte le informazioni al computer centrale. E' quindi possibile selezionare i dati da visualizzare anche con smartphone sia quelli di un singolo sensore sia i dati di tutta la rete di un singolo composto o parametro misurato. La rete è molto flessibile: può essere a maglia larga o molto densa, si può restringere in luoghi e poi estenderli in dimensioni e qualità monitorate successivamente. Il sistema può essere adattato per controllare l'aria di  un ambiente (ad esempio una camera bianca) ed anche le emissioni atmosferiche in un aerea  in a una zona  residenziale o in una regione di diverse decine di chilometri quadrati. In ogni caso, è possibile conoscere in qualsiasi momento la qualità dell'aria in tempo reale e poi, se necessario, reagire immediatamente con allarmi e azioni da intraprendere. 

Ma per implementare reti di grandi dimensioni ci sono molti vincoli, due sono particolarmente critici: la distanza massima tra i sensori e il costo dei sensori. Questo vincolo non è spesso un ostacolo importante per la tecnologia. Il  protocollo di comunicazione è sicuro ( ZigBee (IEEE 802.15.4, un protocollo di rete breve), simile al Bluetooth, ma che costa quasi tre volte. La distanza massima del segnale è 100 metri.  
  
I sensori possono misurare molti dati dell'aria: temperatura, pressione, umidità, solidi sospesi, COV (composti organici volatili), ecc..Le informazioni vengono quindi memorizzate su una memory card. Infine, un micro-controller permette lo scambio dei dati .

La giovane azienda francese ha anche avviato un importante progetto di monitoraggio dell'aria con una rete affidabile di circa 190 km ² vicino a Aix en Provenceper per monitorare in qualsiasi momento la qualità dell'aria. 

Infine, la rete può adattarsi ad altri ambienti. Modificando i sensori  adattandoli ad un ambiente acquatico, sarebbe possibile seguire la qualità dell'acqua di un ruscello in tempo reale e continuo.

La tecnologia è di limitato impatto ambientale poiché ha emissioni radio sono 1000 volte inferiore al wireless o Bluetooth.

Fonte: CleanThec

-