Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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martedì 5 maggio 2020

Auto, mercato giù del 98% ad aprile. Le auto elettriche crollano in minor misura


Oggi riaprono le concessionarie, ma senza clienti. Servono immediatamente misure “verticali” per il settore auto, a difesa delle imprese del comparto e dei loro 160.000 dipendenti. E il sistema bancario deve erogare prontamente le risorse del Decreto Liquidità
Come da noi anticipato una settimana fa, con la chiusura delle attività economiche, inclusa la rete di distribuzione auto, per la crisi sanitaria da coronavirus, collassa il mercato delle autovetture. Tutti i canali sono colpiti in modo simile: nel mese, fanno -97,8% i privati, -97,3% il noleggio e -96,9% le società.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ad Aprile diminuiscono del 97,55% le immatricolazioni di autovetture, a 4.279 unità rispetto alle 174.924 dello stesso mese dello scorso anno, con una perdita di quasi 171.000 unità.

“I dati ufficiali di Aprile – commenta Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – confermano purtroppo quanto da noi anticipato sin dall’inizio della crisi. Le necessarie e severe misure di contenimento del contagio ne hanno rallentato la diffusione, ma il blocco delle attività economiche ha messo in ginocchio la filiera della distribuzione auto, con le sue 1.400 aziende che sostentano 160.000 famiglie”.

“La riapertura avviene – continua Crisci – con restrizioni molto severe alla circolazione ancora in vigore, e con una domanda da parte di famiglie e imprese fortemente indebolita. Attanagliate da crisi di liquidità dopo 2 mesi di ricavi azzerati, molte delle concessionarie potrebbero non sopravvivere nonostante la riapertura. Rinnoviamo quindi l’appello al sistema bancario perché le ingenti risorse messe a disposizione dal Decreto Liquidità vengano prontamente erogate alle imprese del comparto auto”.

“E’ evidente – prosegue Crisci – la necessità di una accelerazione da parte del Governo, che faccia immediatamente seguire azioni efficaci alle proprie buone intenzioni: serve un decreto “verticale”, con misure specifiche per il settore automotive. Si tratta di un settore assolutamente strategico per il Paese, con il suo effetto moltiplicatore sull’economia ed il suo contributo al gettito erariale pari a circa 80 miliardi di Euro annui. D’altro canto, con la ripresa delle attività nella “Fase 2”, ancora più centrale sarà il ruolo dell’automobile nella mobilità, non solo quella all’interno dei grandi centri, ma anche quella dei pendolari, interurbana e autostradale”.

“UNRAE – conclude il Presidente – chiede quindi al Governo l’adozione tempestiva di concreti provvedimenti a sostegno della filiera auto. Tra questi va incluso anche un piano strutturale che favorisca il ricambio del nostro vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini, e non da oggi. In questo momento la velocità è tutto: un mercato che versa in queste condizioni non può affrontare anche il rischio di una ulteriore paralisi, dovuta magari a indiscrezioni o dibattiti su tempi e modi delle eventuali misure”.

Anche questo mese abbiamo deciso di non proporre, come invece facciamo di solito, il commento alla struttura del mercato perché incommentabile. Tra tutti i segni, negativi tra il -95% e il -100%, fanno eccezione le auto elettriche con un -58%, a 500 unità immatricolate e una quota di mercato di circa il 12%. Come risultato dell’enorme sforzo portato avanti dalle Case sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2, ad Aprile queste diminuiscono di quasi il 15% a 101,5 g/km dai 118,9 di Aprile 2019 (nel cumulato calano del 6,7% a 112,1 g/km da 120,2 g/km del primo quadrimestre dell’anno scorso).


Comunicato Unrae

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti fa notare che "nel mese di ottobre 2019 il volume globale delle vendite 

I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 12 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Aprile le immatricolazioni hanno avuto un crollo non inaspettato per le questioni inerenti il Covid19, essendo diminuite  rispetto allo stesso mese del 2019 del 97,6%. Nei primi 4 mesi la regressione è stata a -50,5%.




L'andamento mensile negli ultimi 12 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una tendenza verso la sensibile discesa dal 2018.




Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che nell'ultimo anno e mezzo si è viaggiato mediamente sotto lo zero per tornare in territorio negativo negli ultimi  mesi.




Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.




Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Novembre 2017 con un recente rialzo prima del crollo.




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giovedì 2 aprile 2020

Crolla il mercato auto a Marzo (-85%). Immatricolazioni azzerate nel corso del lockdown


Collassa il mercato auto a marzo (-85%). Immatricolazioni azzerate nel corso del lockdown

UNRAE chiede al Governo un piano immediato a protezione delle numerose imprese del comparto per scongiurare la perdita di migliaia di posti di lavoro e una contestuale azione forte di stimolo alla domanda in favore dei consumatori.

Vanno a picco le immatricolazioni a Marzo, con vendite azzerate dopo la chiusura delle attività, incluse le concessionarie, decretata dal Governo a partire dall’11 Marzo. Nessun canale è esente dal tracollo: nell’intero mese, fanno -82% i privati, -88% il noleggio e -91% le società.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Marzo diminuiscono infatti dell’85% le immatricolazioni di autovetture, a 28.597 unità rispetto alle 194.273 dello stesso mese dello scorso anno, con una perdita di quasi 167.000 unità.

“La risoluzione in tempi non brevi della drammatica crisi sanitaria da COVID-19, con gli effetti che la chiusura avrà sull’economia, e il tracollo, senza precedenti nella sua dimensione e velocità, del mercato auto che abbiamo visto nelle scorse settimane – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – lasciano presagire una pesantissima caduta del mercato auto nel 2020, che potrebbe chiudere, nel migliore dei casi, intorno a 1.300.000 unità, un terzo in meno rispetto al 2019”.

“L’impatto di un blocco di 2 o 3 mesi – continua il Presidente – sarebbe comunque devastante per l’intero settore automotive in Italia e in particolare per la filiera della distribuzione e assistenza, con il concreto rischio di chiusura di numerose imprese del comparto, per mancanza di fatturato e conseguente crisi di liquidità, e di perdita di una quota consistente dei 160.00 occupati”.

“UNRAE – prosegue Crisci – chiede quindi al Governo l’adozione di misure assolutamente improrogabili a sostegno di un settore che contribuisce al 10% del PIL e genera circa 80 miliardi di Euro annui di gettito fiscale, al fine di evitare la crisi irrisolvibile di numerose imprese del comparto e scongiurare la perdita di migliaia di posti di lavoro”.

Tra i provvedimenti da adottare già in sede di Decreto Cura Italia – conclude il Presidente – occorre intervenire immediatamente con misure di sostegno finanziario per proteggere la liquidità dei concessionari ed evitare il crollo dell’intero sistema”.

Il sostegno alle reti distributive non prescinde tuttavia da azioni che supportino efficacemente la domanda. A tal riguardo UNRAE propone le seguenti misure con durata fino a tutto il 2021, qualora necessario, prorogabili:

1 - Modifiche al cd. ecobonus

Con l'obiettivo di allargare la platea dei veicoli incentivabili a sostegno della domanda e dell'offerta:

- introduzione di una terza fascia di incentivi per autovetture con emissioni di CO2 da 61 a 95 g/km: incentivo di € 2000 per l'acquisto di un'autovettura con rottamazione e di € 1.000 senza rottamazione;

- aumento degli importi unitari della fascia di emissioni di CO2 da 20 a 60 g/km: integrazione dell'attuale incentivo con + € 1.500 per l'acquisto di un'autovettura con rottamazione (tot. € 4.000) e con + € 1.000 senza rottamazione (tot. € 2.500);

- potenziamento sostanziale dell'attuale fondo stanziato fino ad almeno 1.000 milioni di euro.

2 - Riallineamento fiscale agli standard degli altri Paesi UE sui veicoli aziendali nuovi

Con l'obiettivo di rilanciare il settore recuperando il campo perduto in termini di competitività:

- aumento del tetto del costo deducibile fino a 50.000 €;

- aumento fino al 100% della quota ammortizzabile;

- aumento fino al 100% della detraibilità dell'IVA.

Questo mese abbiamo deciso di non proporre, come invece facciamo di solito, il commento alla struttura del mercato perché appunto incommentabile. Nel mare di pesantissimi segni meno, spicca il +49% delle auto elettriche, con una quota del 3,2% e un volume intorno alle 1.000 unità, risultato comunque rivelatore dell’enorme sforzo portato avanti dalle Case sul fronte dell’abbattimento delle emissioni di CO2, testimoniato anche dalla continua riduzione delle emissioni di CO2 registrata nel primo trimestre del 2020 (-7,0% a 112,3 g/km dai 120,7 del primo trimestre del 2019).


Comunicato Unrae

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti fa notare che "nel mese di ottobre 2019 il volume globale delle vendite 



I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 12 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Marzo le immatricolazioni hanno avuto un crollo anomalo, sono diminuite  rispetto allo stesso mese del 2019 del 85%, nei primi 3 mesi la regressione è stata del -35,2%.


L'andamento mensile negli ultimi 12 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una tendenza verso la sensibile discesa dal 2018.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che nell'ultimo anno e mezzo si è viaggiato mediamente sotto lo zero per tornare in territorio negativo negli ultimi 3 mesi.


Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.


Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Novembre 2017 con un recente rialzo prima del crollo.


Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano

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martedì 31 marzo 2020

Commercio estero extra Ue a Febbraio, esportazioni +0,6% ed importazioni -6,6%


A partire dai dati di febbraio 2020, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, l’Istat, in linea con la politica di diffusione Eurostat, avvia la pubblicazione dei dati di commercio estero per la nuova area extra Ue27. Le serie storiche per l’area extra Ue27 sono state ricostruite per rendere coerenti i confronti temporali.

A febbraio 2020 si stima, per l’intescambio commerciale con i paesi extra Ue27, un lieve aumento congiunturale per le esportazioni (+0,6%) e una marcata contrazione per le importazioni (-6,6%).

Il lieve incremento su base mensile dell’export è dovuto principalmente ai beni strumentali (+4,5%). L’energia (-16,0%), in misura più ampia, e i beni intermedi (-2,5%) sono invece in diminuzione. Dal lato dell’import, si rilevano ampie flessioni congiunturali per energia (-15,8%), beni strumentali (-4,8%) e beni di consumo non durevoli (-4,5%); in aumento soltanto i beni di consumo durevoli (+3,4%).

Nel trimestre dicembre 2019-febbraio 2020, la dinamica congiunturale delle esportazioni è lievemente positiva (+0,3%) e sintesi di aumenti contenuti per tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione dell’energia che è in netto calo (-6,7%). Nello stesso periodo, per le importazioni, si rileva una diminuzione congiunturale (-0,9%), dovuta in particolare a beni intermedi (-2,1%) e beni di consumo non durevoli (-1,9%).

A febbraio 2020, l’export è in forte aumento su base annua (+6,4%). L’incremento interessa tutti i raggruppamenti principali di industrie ed è rilevante per beni di consumo non durevoli (+9,1%), beni intermedi (+6,3%), energia (+6,2%) e beni strumentali (+5,4%). L’import registra una flessione tendenziale (-3,6%), dovuta a energia (-11,3%), beni intermedi (-3,4%) e beni di consumo non durevoli (-1,5%).

Il saldo commerciale a febbraio 2020 è stimato pari a +5.096 milioni, in forte aumento (era +3.420 milioni a febbraio 2019). Aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +6.484 milioni per febbraio 2019 a +7.733 milioni per febbraio 2020).

A febbraio 2020 l’export verso Turchia (+36,6%), Stati Uniti (+22,4%), Giappone (+14,7%), Russia (+13,8%) e paesi OPEC (+13,3%) è in deciso aumento su base annua. In netto calo le vendite verso la Cina (-21,6%).

Gli acquisti da paesi MERCOSUR (-24,9%), paesi OPEC (-22,8%) e Stati Uniti (-10,9%) registrano decrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue27. In aumento gli acquisti da India (+17,3%), paesi ASEAN (+6,9%) e Svizzera (+4,8%).

A febbraio 2020, per l’area extra Ue, al netto del Regno Unito, si stima che le esportazioni aumentino dello 0,8% su base mensile e del 7,8% su base annua. Le importazioni registrano ampie flessioni sia sul mese (-7,2%) sia sull’anno (-3,7%). Il saldo commerciale è pari a + 3.909 milioni (+2.156 milioni a febbraio 2019).

Comunicato Istat



I nostri grafici

Gli ultimi 3 anni.





L'andamento degli ultimi 5 anni  fino al momento in cui la Gran Bretagna faceva parte della Ue.



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mercoledì 4 marzo 2020

Immatricolazioni auto elettriche + 900%, auto ibride +96,6% a Febbraio 2020


Col comunicato stampa dell'UNRAE abbiamo visto che a Febbraio 2020 le immatricolazioni delle autovetture sono calate del 8,4 % in Italia rispetto allo stesso mese dell'anno passato. I dati provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-29,4%) delle immatricolazioni di vetture diesel

Forte crescita del 96,6% nel mese per le ibride, con 18.026 unità immatricolate in rappresentanza del 11% del mercato. 

Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+900%) con 2.530 unità e una quota dell’1,5%. .
nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.
Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure

Ancora un record mensile di immatricolazioni delle auto elettriche, dopo Gennaio arriva Febbraio che risulta essere anche record assoluto. 2.500 unità immatricolate,  l'1,5% del mercato complessivo,  4.473 nei primi 2 mesi del 2020.


La progressione mese dopo mese delle immatricolazioni.





Le auto ibride

Stessa situazione per le ibride, ancora un record mensile, dopo Gennaio arriva Febbraio che risulta essere anche record assoluto. 18.026 unità immatricolate,  l'11% del mercato complessivo,  33.715  nei primi 2 mesi del 2020.


La progressione mese dopo mese delle immatricolazioni.





L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.



Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Febbraio 2020.

I  gradini del podio delle elettriche pure:

  1 RENAULT ZOE 387,
      2    VOLKSWAGEN UP!         341,
           3  PEUGEOT 208                287.

Nei primi 2 mesi del 2020

  1 RENAULT ZOE 797,
      2    PEUGEOT 208                   605,
           3   VOLKSWAGEN UP!          556.

I  gradini del podio delle ibride (compare la 500 elettrica al secondo posto):

1 FORD PUMA 1.914,
2 FIAT 500 1.728,
      3 TOYOTA C-HR  1.1661.

Nei primi 2 mesi del 2020

1 FORD PUMA 3.487,
2 TOYOTA YARIS 3.237,
      3 TOYOTA C-HR  2.955.


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martedì 3 marzo 2020

Immatricolazioni auto a Febbraio, -8,8%, crollano le diesel


Cade di nuovo il mercato auto a febbraio (-8,8%)
Privati in profondo rosso a -19%. UNRAE lancia l'allarme per il settore automobilistico e chiede al Governo urgenti contromisure
Continua male come aveva iniziato il 2020 per il mercato Italiano delle autovetture, con il tracollo della domanda da parte sia dei privati sia delle società. Attutisce un po’ la caduta del mercato totale l’andamento del noleggio che cresce a doppia cifra sia nel segmento a breve sia in quello a lungo termine.

Secondo i dati diffusi oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a Febbraio diminuiscono dell’8,8% le immatricolazioni di autovetture, con 162.793 unità rispetto alle 178.493 dello stesso mese dello scorso anno, quando il mercato si contrasse di oltre il 2%.

“In un contesto di grande incertezza, con un mercato delle autovetture già di per sé depresso – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – si inserisce la crisi da coronavirus, la cui durata e impatto sono al momento ancora tutti da vedere. I dati dei primi due mesi dell'anno mostrano già il rischio di mettere in ginocchio un settore fondamentale per il PIL italiano, viste le potenziali gravi ripercussioni sulla filiera della distribuzione e dell'assistenza, che conta oltre 160.000 occupati nel nostro Paese”.

“Le aree interessate dal blocco delle attività nell’ultima settimana di febbraio sono ubicate nelle tre regioni che rappresentano oltre 1/3 del mercato auto. L’assenza di traffico nelle concessionarie – continua il Presidente – pur non impattando, se non in modo marginale, il risultato del mese scorso, lascia purtroppo presagire un crollo delle immatricolazioni nei prossimi mesi. Grave segnale si riscontra dal canale dei privati le cui vendite scendono addirittura del 19%, arrivando a pesare solo il 51% del mercato, un dato vicino al minimo storico.”

“I dati di febbraio – prosegue Crisci – non riflettono ancora l'impatto che il coronavirus avrà sull'economia del nostro Paese, ma lasciano presagire il rischio di chiudere l'anno con un volume totale di mercato più vicino ad un milione e mezzo di immatricolazioni, che non al milione e novecentomila stimato fino a poche settimane fa. Numeri che richiamano alla memoria il punto più basso del mercato, nel 2013. UNRAE chiede pertanto al Governo di far fronte con urgenza alla crisi in atto, anche al di là delle misure poste in essere per le zone più colpite".

“Unico raggio di luce nel mercato – conclude Crisci – è l’aumento a tripla cifra della domanda di veicoli a ridotte emissioni, che beneficiano del contributo Ecobonus, misura promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente, che andrebbe assolutamente rafforzata.”

Dall’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 elaborata dal Centro Studi e Statistiche UNRAE, nel primo bimestre del 2020 gli acquisti di autovetture nelle fasce che godono dell’Ecobonus registrano tassi di crescita a tripla cifra: del 685% (oltre l’800% i privati) nella fascia sino a 20 g/km di CO2 e del 391% nella fascia 21-70 g/km, rappresentando complessivamente il 2,1% delle vendite.

Tra le altre fasce, quella delle vetture che emettono tra i 71 e i 160 g/km di CO2, l’unica esente dal Bonus/Malus e pari a oltre il 95% delle vendite, cala del 4,2%. Tra i veicoli penalizzati dal Malus, crollano gli acquisti in tutte le fasce, con cali addirittura dell’80% per le auto che emettono tra i 161 e 175 g/km e del 46% per le auto con emissioni di CO2 tra i 176 e 200 g/km.

Dopo gli ultimi quattro mesi del 2019 in positivo, prosegue a Febbraio la performance negativa del dato mobile (come era successo nei primi due mesi dello scorso anno).

Analizzando la domanda di autovetture per utilizzatori, a Febbraio crollano le immatricolazioni sia di privati sia di società. Rispetto a Febbraio 2019, mentre i privati vedono scendere i propri volumi del 19% a 84.000 unità (con una perdita di quota di 6,8 punti al 51,4%), le società registrano una caduta del 13% a 26.000 unità (con un calo di quota dello 0,8% al 15,8%). All’interno delle immatricolazioni a società, si contraggono sia le autoimmatricolazioni (-12%) sia le vendite ad altre società (-15%). D’altro canto, balzano gli acquisti del noleggio, con un aumento del 19% a 54.000 unità e una quota del 32,8%, 7,6 punti in più di Febbraio 2019.  Con tassi di crescita a doppia cifra, salgono sia il breve termine (+29%) sia il lungo termine (+18%). Stessi trend e tassi simili si osservano nel cumulato del primo bimestre.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-29%) delle immatricolazioni di vetture diesel con 57.000 unità e una quota del 34,8% (-10 p.p.). In calo anche il benzina (-3,2%) a 74.000 unità e una quota del 44,9% (+2,4 p.p.), che rappresenta la motorizzazione con la quota di mercato più alta. Crescita del 91% nel mese per le ibride, con 18.000 unità immatricolate in rappresentanza dell’11% del mercato. Ottimo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento del 900% con 2.500 unità e una quota dell’1,5%. Aumentano dell’80% le vendite di metano a 3.600 unità mentre si contraggono (-12%) quelle di gpl a 9.100 unità. Stesse dinamiche, con tassi relativamente poco doversi, si osservano nel cumulato dei primi due mesi.

A Febbraio tutti i segmenti archiviano una performance negativa, tranne A – Piccole (+1,9%) e la nicchia F – Alto di gamma (+7,8%). Perde meno del mercato B – Utilitarie (-4,0%). Pur a tassi diversi, crollano C – Medie (-12%), D – Medie Superiori (-19%) ed E – Superiori (-30%).

Tutte le carrozzerie a Febbraio risultano in diminuzione eccetto i soliti crossover (+5,9%), che rappresentano il 35,5% delle vendite totali e in un anno guadagnano quasi 5 punti percentuali.

Dall’analisi del mercato per aree geografiche, emerge il calo generalizzato a doppia cifra delle varie aree, con l’eccezione del Nord Est. Se tuttavia si osservano i dati depurati dalle immatricolazioni dei noleggiatori è da notare la diminuzione a tassi simili di tutte le aree geografiche, tra il 16% e il 19%.

Sul fronte delle emissioni di CO2, a Febbraio si registra una riduzione dell’8,8% rispetto a Febbraio 2019, con 111,5 g/km contro i 122,2 dello scorso anno. Nel cumulato del primo bimestre la diminuzione è del 7,6% (112,3 verso 121,5 g/km di Gennaio-Febbraio 2019).

Per concludere l’analisi del mercato, a Febbraio i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture sono stati 336.634, in flessione del 7,3% rispetto ai 363.084 di Febbraio 2019 (nel cumulato del primo bimestre il calo è dell’8,8%).


Comunicato Unrae

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti fa notare che "nel mese di ottobre 2019 il volume globale delle vendite 



I nostri consueti grafici

L'andamento mensile per anno solare negli ultimi 12 anni. Come vediamo, lo scorso mese di Febbraio le immatricolazioni, sono diminuite  rispetto allo stesso mese del 2019 del 8,4%, nei primi 2 mesi la regressione è stata del 7%.
Continuano a crollare le auto diesel,  -29,4%.


L'andamento mensile negli ultimi 12 anni con una sequenza ad onda che negli ultimi mesi ha delineato una tendenza verso la sensibile discesa dal 2018.


Le percentuali riferite allo stesso mese dell'anno precedente. Dopo una sfilza di segni meno fino al 2013 segue una sequenza di segni positivi con una curva a campana che nell'ultimo anno e mezzo si è viaggiato mediamente sotto lo zero per tornare in territorio negativo negli ultimi 2 mesi.



Stesso andamento nell'anno solare considerando le percentuali.


Col seguente grafico vediamo le immatricolazioni delle auto considerando la somma numerica dei 12 mesi precedenti al mese di riferimento. Dimenticato il picco del 2010 e il minimo dell'Ottobre 2013, le immatricolazioni hanno continuato a crescere in modo costante riconquistando le cifre della metà del 2010 ma senza riuscire a continuare nel miglioramento, anzi, fermandosi in una situazione piatta da ottobre 2017 per discendere nuovamente a partire da Novembre 2017 con un recente rialzo.


Prossimamente vedremo l'andamento delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride e quelle a metano


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giovedì 27 febbraio 2020

Commercio estero extra Ue a Gennaio, importazioni +7,2%e esportazioni +5,4%


A gennaio 2020, per entrambi i flussi commerciali da e verso i paesi extra Ue, si stima un marcato aumento congiunturale, più ampio per le importazioni (+7,2%) rispetto alle esportazioni (+5,4%).

L’incremento congiunturale dell’export riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, in particolare energia (+13,6%), beni strumentali (+9,5%) e beni di consumo non durevoli (+4,5%).
Dal lato dell’import, si rilevano aumenti su base mensile per energia (+13,2%), beni strumentali (+8,9%), beni di consumo non durevoli (+6,0%) e beni intermedi (+2,9%), mentre sono in diminuzione gli acquisti di beni di consumo durevoli (-1,1%).

Nel trimestre novembre 2019-gennaio 2020, la dinamica congiunturale delle esportazioni verso i paesi extra Ue è negativa (-2,7%) e imputabile ai cali registrati per tutti i raggruppamenti principali di industrie, i più ampi per beni strumentali (-4,6%) e beni di consumo durevoli (-3,6%). Nello stesso periodo, anche per le importazioni, si rileva un calo congiunturale (-1,7%) cui contribuiscono tutti i raggruppamenti e, in particolare, i beni intermedi (-2,5%), i beni di consumo non durevoli (-2,2%) e i beni strumentali (-1,9%).

A gennaio 2020, le esportazioni sono in netto aumento anche su base annua (+4,4%). L’incremento è rilevante per energia (+24,5%) e beni strumentali (+10,1%). Le importazioni registrano un aumento tendenziale (+2,3%), determinato da energia (+11,0%), beni di consumo non durevoli (+6,2%) e beni strumentali (+3,8%).

Il saldo commerciale a gennaio 2020 è stimato pari a -280 milioni (-586 milioni a gennaio 2019). Aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +2.719 milioni per gennaio 2019 a +3.319 milioni per gennaio 2020).

A gennaio 2020 l’export verso Turchia (+35,1%), Giappone (+33,1%), paesi OPEC (+16,0%) e Stati Uniti (+9,5%) è in forte aumento su base annua. In diminuzione, le vendite di beni verso India (-15,2%), Cina (-11,9%) e paesi MERCOSUR (-4,1%).

Gli acquisti da Medio Oriente (+17,3%), Stati Uniti (+15,7%), India (+11,7%), paesi ASEAN (+7,1%) e paesi OPEC (+6,8%), registrano incrementi tendenziali molto più ampi della media delle importazioni dai paesi extra Ue. In diminuzione gli acquisti da paesi MERCOSUR (-32,9%), Russia (-27,4%) e Svizzera (-3,1%).



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lunedì 24 febbraio 2020

Coronavirus, dopo l’export colpisce i consumi


Dopo aver provocato perdite alle esportazioni ora l’emergenza Coronavirus si estende al mercato interno a causa dei limiti alle attività produttive ma anche al calo dei consumi fuori casa degli italiani, dai bar ai ristoranti, dagli agriturismi agli alberghi fino alla partecipazione ad eventi e fiere
E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che alla preoccupazione sanitaria si aggiunge quella sul piano economico ed occupazionale per le imprese coinvolte direttamente ed indirettamente con il rischio concreto che nel 2020 l’Italia possa andare in recessione con un Pil in calo come ipotizzato da Nomura. 
La priorità – sottolinea la Coldiretti – è confinare il contagio, curare i malati e dare indicazioni corrette anche per evitare che dilaghi la psicosi irrazionale a danno dei cittadini e delle imprese in un momento già difficile per il tessuto economico nazionale. Per questo – conclude la Coldiretti – serve un impegno comune di imprese e forze sociali e di rappresentanza per affrontare l’emergenza con interventi di prevenzione, informazione e sostegno.

 Fonte Coldiretti


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giovedì 13 febbraio 2020

Il riso dalla Cambogia e dal Vietnam affossa il Made in Italy grazie alla Ue


E’ stata la giornata nera del riso italiano in Europa dove la Commissione ha deciso di mantenere le importazioni agevolate di riso dalla Cambogia in violazione dei diritti umani mentre il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo all’accordo di libero scambio tra Ue e Vietnam che comporterà l’ingresso a dazio zero di 80mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico sul quale pesano le accuse di sfruttamento del lavoro minorile del Dipartimento del lavoro statunitense. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alle decisioni delle istituzioni comunitarie che rischiano di mettere in ginocchio uno dei settori trainanti dell’economia agricola italiana.

La Commissione Ue – sottolinea la Coldiretti – ha adottato una proposta per revocare temporaneamente il regime EBA per la Cambogia, in virtù di violazione dei diritti umani che senza alcuna giustificazione non si applicherà al riso che, nonostante le prove di sfruttamento dei lavoratori e di altre questioni umanitarie, viene escluso dalla lista dei prodotti che beneficeranno di uno stop alle agevolazioni tariffarie. Dalla Cambogia nell’ultimo anno – precisa la Coldiretti – sono arrivati in Italia oltre 8 milioni di chili secondo proiezioni Coldiretti mentre le importazioni dal Vietnam sono stimate in oltre 7,5 milioni di chili, con una crescita record di 18 volte in quantità nel corso dell’anno secondo le proiezioni Coldiretti per il 2019.

L’Italia – riferisce la Coldiretti – è il principale produttore di riso in Europa e su un’area di 220mila ettari con 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno pari a circa il 50% dell’intera produzione UE, con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo.

“E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori” ha concluso il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci deve essere la garanzia di un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore”.

Fonte Coldiretti 

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