Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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domenica 1 dicembre 2019

Sulla tranvia di Firenze, i costi ambientali ed economici


Tramvia, I viali del Poggi patrimonio culturale come Colosseo o p.zza Signoria. I cambiamenti strutturali per legge li deve autorizzare il ministero

Gli alberi di viale Matteotti, i sottopassi, il ponte da Verrazzano, lo sferraglio delle vetture sono punti importanti da tener presente  per i rispetto del tessuto storico della zona. Palazzo vecchio gioca sull’obiettivo di rispettare l’aspetto paesaggistico. Per indorare la pillola che non ha niente a che vedere con l’abbattimento delle piante di viale Matteotti e con gli altri problemi. Questa premessa non significa andare contro il trasporto pubblico anzi significa incrementarlo con una sana politica dando oltretutto una movimentazione più snella e non ingessata come con un treno suburbano. E’ bene che i cittadini si mettano in mente questi dati con il costo della tramvia per Bagno a Ripoli si potrebbero comprare 250 mezzi elettrici a ricarica veloce. Operativi in un anno senza sventrare la città con cemento e ferro senza perdere neanche un albero.

Piero Campani

Per rendere meglio i concetti di quanto sia fuori luogo con le nuove tecnologie in essere l’operazione tramvia su ferro ospitiamo  l’intervento di uno dei maggiori esperti del settore



Intervento dell’Arch. Giovanna del Buono

Risulta nel testo della Relazione Urbanistica al progetto Linea 3.2 della tramvia che neppure una volta viene fatto riferimento al Codice dei Beni Culturali ed alle Norme in esso contenute, e lo osservo in quanto la Relazione Urbanistica di una infrastruttura che percorre il tessuto storico di una Città come Firenze non potrebbe in nessun caso omettere di riferirvisi, con dovuti richiami e scelte progettuali. A maggior ragione tale riferimento è obbligato e va dichiarato, perché la Legge 42/2004 istituisce fra la Parte II Art.10 ed i contenuti degli Strumenti Urbanistici Comunali un nesso indiscutibile e operativo: il “Valore Storico” e perciò Culturale attribuito ai tessuti urbani in “Zona A” comporta che qualsiasi modificazione apportata loro sia dichiarata e sia valutata in merito alla compatibilità e al rispetto ed alle prescrizioni della Parte II del Codice, con VIA e VAS.

Avviene che in questo Progetto, come in tutti i precedenti, questa dichiarazione e queste valutazioni  non siano mai avvenute e l’unico rispetto, in senso puramente umoristico, viene esercitato per i Vincoli Paesaggistici apposti ai Viali nel 1950. Dal 22 gennaio 2004 è però entrato in vigore il Codice B.C. che ha istituito de jure un vincolo culturale sulle pubbliche proprietà a cui è stato riconosciuto un valore storico, si veda a proposito un capitolo del Regolamento Urbanistico Comunale.
People mover per Fortezza- Piazza San Marco in alternativa al ferro 

L’omissione, e lo sviamento conseguente nella VIA ( manca del tutto la Valutazione Ambientale Strategica), secondo un parere legale da me chiesto, è un reato penale e comporta l’illegittimità delle autorizzazioni rilasciate al progetto.

L’ho scritto al Soprintendente che è sicuramente una autorità indiscussa nel campo delle scienze archeologiche, ma non ha pratica nel campo urbanistico, permettendomi di invitarlo ad usare la propria autorità con questi argomenti in qualsiasi sede.

Davanti alla PRESCRIZIONE, inserita nel parere, di interrare il traffico veicolare su tutti i percorsi, tenendo conto che alla Commissione Paesaggistica partecipano delegati della Soprintendenza, mi domando come tutta questa materia non trovi riscontro in chi ha la competenza di trovare soluzioni coerenti con il tessuto storico nell’interesse dei cittadini

Si legga bene l’allegato parere prescrittivo della Commissione Paesaggistica del 25 u.s. in cui si dice che la tramvia non ha impatto sul paesaggio e dunque sui viali ci sta bene, ma vanno scavati due tunnel in cui infilare tutto il traffico veicolare. Si dice anche per Piazza della Libertà, e questo è realmente sbalorditivo:

…..si rileva che la soluzione proposta ( dal progetto ndr) è incentrata sulla tecnica infrastrutturale dimenticando di relazionarsi con il delicato contesto storico  ….

Dunque: nel progetto si sono dimenticati di relazionarsi con il delicato contesto storico, lo dice il Comune, la Commissione Paesaggistica Comunale, e noi lo diciamo da sempre, però vogliono scavare due tunnel per buttarci le auto (che però saranno parcheggiate ovunque, per carità) mentre la tramvia è bellissima.

“Sottolineo che in conseguenza del Valore Storico attribuito alle Zone A dal Regolamento Urbanistico del Comune di Firenze, lo Stato in forza del  combinato disposto esistente fra norme locali ed il Codice dei Beni Culturali tutela i Viali ed il tessuto ottocentesco esattamente come Piazza della Signoria. In questi contesti si fa Restauro Conservativo, non si realizza una ferrovia, non si fanno tunnel, ai sensi del Codice dei beni culturali Art. 10 II

Articolo tratto da Gazzetta di Firenze 

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giovedì 14 marzo 2019

Inizia da Firenze il tour di prova in Italia di Alstom-Aptis l’innovativo bus “tutto elettrico”


Avevamo già parlato della sperimentazione che Firenze ha voluto attivare con un bus completamento elettrico prestato per una settimana dalla Mercedes dopo avere acquistato ben 30 bus ibridi della stessa casa produttrice. Ne abbiamo parlato qui. Adesso Firenze si appresta ad una nuova sperimentazione con un altro bus elettrico. Leggiamo un estratto dell'articolo de la Gazzetta di Firenze che descrive l'iniziativa.


Dopo i test (aprile 2018) la  città di Strasburgo ha fatto partite il primo ordine ad Alstom per il bus “tutto elettrico” Aptis dall’azienda TPL CTS (Communauté des Transports Strasbourgeois). Si tratta di un contratto per 12 Aptis, veicoli completamente elettrici, ciascuno lungo 12 metri e dotato di tre porte. Questi Aptis saranno i primi e-bus a integrare la flotta di veicoli di CTS
Quattro veicoli di prova hanno percorso più di 40.000 chilometri in condizioni operative reali, in Francia e in Europa. Da Firenze il mezzo inizierà il suo tour in Italia.
Adesso tocca Firenze valutare la performance delle specifiche caratteristiche di Aptis in ambienti urbani come la città di Dante, il sistema di ricarica, la sua autonomia e la performance di inserimento nel traffico, dopo i primi test positivi condotti nelle città di cui sopra.  La presentazione ufficiale prevista per il 22 marzo prossimo.
Il veicolo si muove bene nell’ambiente urbano grazie ai suoi due semiassi che minimizzano il raggio di sterzata e la superficie richiesta nelle curve (-25% rispetto ad un bus convenzionale). Grazie al design innovativo, Aptis offre ai passeggeri un’inedita esperienza di viaggio. Il suo sistema di accostamento per un allineamento perfetto al marciapiede, il pianale interamente ribassato e le ampie porte doppie, agevolano la circolazione e permettono alle persone con ridotta mobilità e a chi “accompagna” passeggini per i più piccoli di salire e scendere comodamente. Di notte Aptis può essere ricaricato nei depositi e di giorno ad ogni capolinea. Questo sistema di ricarica veloce è offerta o da un pantografo rovesciato o dal sistema SRS, la rivoluzionaria soluzione di ricarica a terra firmata Alstom. Grazie ai ridotti costi operativi e di mantenimento e ad una vita più lunga (20 anni) rispetto ai bus tradizionali il costo totale di gestione di Aptis è equivalente a quello degli odierni autobus diesel.

L'articolo completo di Piero Campani si può leggere qui su la Gazzetta di Firenze




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lunedì 25 febbraio 2019

30 bus ibridi acquistati a Firenze e uno elettrico testato per una settimina


Sabato scorso sono stati esposti in Piazza anta Croce trenta nuovi autobus per la mobilità della Città Metropolitana di Firenze. Gli autobus sono la versione ibrida del bus di 12 metri CitaroC2 realizzato dalla Mercedes, già in uso a Firenze nella versione alimentata a gasolio Euro6.
Ecco cosa scrive il comunicato FS (Ferrovie dello Stato)  a tal proposito: "La livrea, caratterizzata dal colore verde e dalla scritta Hybrid, sottolinea le caratteristiche di sostenibilità ambientale e rimarca l’attenzione del Gruppo Fs Italiane per l’integrazione modale mantenendo l’identità visiva dei bus extraurbani di Busitalia e dei treni regionali di Trenitalia. Acquistati da Ataf Gestioni, in applicazione del contratto ponte stipulato con la Regione Toscana, con un investimento di circa 7 milioni di euro, di cui circa il 60% finanziati dalla Regione, gli autobus sono dotati di un sistema di videosorveglianza a bordo a tutela della sicurezza dei viaggiatori e del personale e di monitor che forniscono informazioni e notizie legate al servizio di trasporto e all’esperienza di viaggio. Diventano quindi 197 i nuovi autobus che l’azienda di trasporto fiorentina, diretta e controllata dal Gruppo Fs Italiane, ha messo in servizio per il trasporto pubblico a Firenze negli ultimi 5 anni con un rinnovo della flotta del 55%. Per fare un esempio, nell’orario di punta il servizio è erogato per oltre il 73% con veicoli di ultima generazione.

Questa tranche rappresenta un’ulteriore tappa del processo di rinnovamento che, grazie agli ingenti investimenti degli ultimi anni, ha portato l’Ataf Gestioni ad avere una flotta tra le più giovani (età media di 7 anni) ed ecosostenibili (circa l’80% della flotta elettrica, Euro 5/6 o metano) in Europa."




Contemporaneamente era in giro per le strade di Firenze un altro bus 'particolare' per un test di una settimana e più esattamente un bus elettrico da 12 metri eCitaro, ancora della Mercedes. Sempre nel sito FS leggiamo: "...fino al 2 marzo è possibile salire a bordo e provare gratuitamente la versione elettrica Zero Emissioni del bus Citaro realizzato dalla Mercedes, già in uso in città con alimentazione a gasolio Euro6.

eCitaro è messo a disposizione dalla casa produttrice per consentire ad Ataf Gestioni (Gruppo FS Italiane) e, più in generale, a Busitalia (Gruppo FS Italiane), di verificare le prestazioni e l’uso del mezzo in un contesto urbano: un vero e proprio test tecnico sul campo.

Durante questo periodo, eCitaro circolerà ogni mattina in aggiunta agli altri autobus in servizio nell’area Metropolitana di Firenze secondo uno schema prefissato:

il lunedì sarà in circolazione sulla linea 1;
il martedì sarà in circolazione sulla linea 6;
il mercoledì sarà in circolazione sulla linea 14;
il giovedì sarà in circolazione sulla linea 17;
il venerdì sarà in circolazione sulla linea 20;
il sabato sarà in circolazione sulla linea 23;
la domenica sarà in circolazione sulla linea 32.

Questa iniziativa non rimarrà isolata. Ataf Gestioni e Busitalia infatti intendono sperimentare sul campo diverse tipologie di veicoli elettrici. L’obiettivo è verificare i livelli di prestazioni e di autonomia di percorrenza comparata ai servizi urbani attualmente svolti con mezzi a gasolio.

Gli autobus elettrici rappresentano una svolta sul versante della mobilità sostenibile: un’importante quota di investimenti per il rinnovo della flotta di Busitalia e delle sue aziende partecipate sarà dedicata a questa tipologia di mezzi."


Quando tutte le più importanti città europee - per non dire mondiali - sono indirizzate verso l'acquisto di autobus elettrici Firenze ancora vuole fare sperimentazione per una tecnologia già acquisita oltretutto spendendo nel frattempo milioni per acquistare bus ibridi che le stesse più importanti città europee (e mondiali) hanno abbandonato in ossequio anche alla direttiva europea che suggerisce, per ora, l'utilizzo dei mezzi pubblici a emissioni zero in città fino a quando, a breve, non lo imporrà come regola. Nel frattempo Firenze si troverà ad avere un parco di mezzi pubblici pressochè nuovo con vecchie trazioni termiche inquinanti e in via di obsolescenza. Una scelta fuori dal tempo?

Foto FS

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venerdì 14 settembre 2018

Mobilità elettrica, Firenze con e_mob 2018

Veicoli del Comune di Firenze, taxi e delcar-sharing
Giovedì pomeriggio (ieri,13 Settembre) in Sala d’Arme la presentazione della Carta della mobilità elettrica in vista della conferenza nazionale in programma a Milano

Firenze sempre più protagonista nel campo della mobilità elettrica. Il capoluogo toscano è una delle cinque città italiane promotrici insieme a Milano, Torino, Varese e Bologna della “Carta metropolitana della Mobilità Elettrica”. Si tratta di un documento guida ideato durante e_mob edizione 2017 con lo scopo di coinvolgere ed educare città e comuni verso una mobilità più sostenibile e pulita.

Cinque gli obiettivi della carta, incentrati su altrettante linee di intervento per la diffusione della mobilità elettrica in ambito urbano. Ovvero offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale; accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico; ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali; dare un forte impulso allo sharing con mezzi elettrici; stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità.

“Firenze da tempo ha investito nella mobilità elettrica  - sottolinea l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti -. Non a caso l’anno scorso abbiamo festeggiato i 20 anni dall’avvio dei primi interventi in questo campo. Adesso possiamo contare su una rete diffusa di centraline di ricarica per i mezzi a batteria tra cui alcune fast-recharge dedicate alla flotta dei taxi elettrici composta da 70 veicoli. E contiamo di sviluppare ancora la mobilità elettrica per quanto riguarda il trasporto merci soprattutto in centro. Abbiamo aderito a e_mob sia per portare il nostro contributo vista l’esperienza già maturata sia per metterci in rete con altre città in modo da poter mettere a punto iniziative comuni a livello nazionale.”. 

Dopo la firma della carta, è stato organizzato insieme ad altri soggetti pubblici e privati un evento dedicato al presente e futuro della mobilità elettrica. Si tratta di e_mob2018 che vedrà il suo clou a fine settembre a Milano,  con la  “2° Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica”

L’iniziativa, in programma il 27, 28 e 29 settembre, è promossa, oltre che da Regione Lombardia, anche dal Comune di Milano, Camera di Commercio di Milano, A2A, ENEL spa, HERA spa, COBAT, ITAS, EDISON Mutua e Class onlus, in collaborazione con i comuni promotori della Carta e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e dell’ANCI. Si tratta di un momento importante per la mobilità elettrica in Italia perché rappresenta l’occasione di confronto tra tutti gli stakeholder del settore elettrica, sia istituzionali che imprenditoriali, e rappresenta l’unico laboratorio italiano in cui l’opzione “elettrico” è individuata come “la” modalità per arrivare ad una mobilità davvero sostenibile. 

Il “cuore” di e_mob 2018 è la ricaduta concreta sul territorio della “Carta metropolitana della mobilità elettrica” che dopo la firma dei cinque comuni promotori è stata inviata ai comuni con più di 20.000 abitanti e già sottoscritta da oltre 100 comuni. La Carta rappresenta quindi lo strumento di indirizzo strategico che i sottoscrittori intendono perseguire per attuare le politiche sulla mobilità sostenibile

La filosofia e il principio non sono solo quelli di raccogliere in modo semplice le adesioni, ma puntano all’attivazione “dal basso” del primo network proattivo e propositivo, di scambio e condivisione di idee e di buone pratiche. Per questa ragione quattro gruppi di lavoro, coordinati dai membri del comitato scientifico di e_mob e dalle città promotrici, hanno lavorato alla stesura della Carta della mobilità elettrica e nell’evento di settembre porteranno i primi risultati operativi come le linee guida attuative dei punti previsti della stessa Carta.

In preparazione dell’evento di Milano, il Comune di Firenze, ha organizzato un seminario di presentazione della Carta metropolitana della mobilità elettrica e della Conferenza Nazionale. L’appuntamento è giovedì 13 settembre dalle 14.30 alle 18 presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Dopo i saluti del sindaco Dario Nardella, prenderanno la parola Camillo Piazza presidente di C.L.A.S.S Onlus (Comitato per L’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile) che illustrerà i contenuti della Carta della mobilità elettrica, l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti che presenterà gli interventi e i progetti di Firenze in questo settore. Seguiranno le relazioni di Egidio Raimondi consigliere dell’Ordine degli Architetti di Firenze, di Simone Gheri direttore di Anci Toscana e il dibattito con i vari soggetti coinvolti nella tematica della mobilità elettrica. 
Comunicato Comune di Firenze


Per info: www.emob2018.it

Il documento in formato PDF


Carta Metropolitana sulla Elettromobilità


Carta Metropolitana sulla Elettromobilità I progressi recenti prospettano già a breve veicoli elettrici sempre più performanti, che delineano nuovi scenari di mobilità in grado di migliorare la qualità dell’aria, abbattendo le emissioni inquinanti, le emissioni climalteranti, favorendo l’efficienza energetica, l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e riducendo le importazioni di combustibili fossili. La diffusione della mobilità elettrica richiede tuttavia la rimozione di alcune barriere e l’adozione di misure temporanee che incoraggino tale transizione. 
La presente Carta di intenti ne propone una lista non esaustiva, che alla luce delle esperienze condotte anche in paesi esteri si sono rivelate estremamente efficaci. 

1) Offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale. Contribuire ad eliminare inefficienze o viaggi non necessari attraverso una pianificazione urbana integrata, una miglior gestione della domanda di trasporti e un efficace sistema di comunicazione. Orientare gli utenti verso modalità di viaggio più efficienti e più sostenibili, o combinazioni di esse, capaci anche di aggregare le domande di mobilità di più persone. Favorire la graduale adozione di veicoli elettrici a emissioni nulle e veicoli ibridi plug-in ad elevata autonomia in elettrico e la realizzazione di una ragionevole rete di ricarica che ne assicuri flessibile operatività e riduca l’ansia da autonomia affiancando valide motivazioni individuali che attribuiscano al mezzo elettrico un valore aggiunto. Si è dimostrata di grande efficacia la regolamentazione locale della mobilità attraverso politiche di road pricing progressivo favorendo le motorizzazioni a minori emissioni, come agevolazioni delle soste e degli accessi alle ZTL, che divengono la legittimazione di un quadro di prerogative a compensazione di un comportamento virtuoso. Percezione che verrebbe fortemente rafforzata se tali soluzioni fossero adottate in misura quanto più possibile uniforme sul territorio nazionale o comunque su aree vaste a partire dalle Aree Metropolitane, così da attribuire alla elettromobilità una connotazione fortemente positiva non soltanto per il Paese ma anche per l’utilizzatore finale. Contestualmente a tali azioni di sostegno, occorre adottare misure limitative od ostative per i veicoli a più elevato impatto ambientale, valutando ove possibile, e per aree di particolare rispetto, dei termini temporali dopo i quali sarà consentito l’accesso ai soli mezzi a zero emissioni.  

2) Accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico, in linea con le indicazioni fornite dal PNIRE – Piano Nazionale di Infrastrutturazione per la Ricarica dei veicoli Elettrici, e commisurata alla prevedibile diffusione della mobilità elettrica, la quale sarà a sua volta la risultanza delle misure locali suggerite dalla presente Carta, oltre che di ulteriori supporti a livello governativo o regionale quali incentivazioni economiche o fiscali. 2 A vantaggio del consumatore, rendere tutte le infrastrutture, anche se gestite da operatori diversi, facilmente accessibili, favorire la realizzazione di punti di ricarica rapida e, in presenza di più service providers, privilegiare gli operatori in grado di offrire la massima facilità di accesso e pagamento immediato anche per le ricariche occasionali, anche tramite accordi commerciali di roaming nazionale e internazionale tra gli operatori e promuovere l’adozione di sistemi di clearing dei pagamenti relativi al servizio a valore aggiunto di ricarica. 

3) Ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali, tenuto conto che all’avvio del mercato i primi acquirenti dei veicoli elettrici sono prevalentemente quanti hanno tale possibilità.

Sulla scia del D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257, in particolare l’art.15, che ha introdotto obblighi per consentire la ricarica dei veicoli elettrici negli immobili di futura costruzione siano essi residenziali o meno, promuovere l’estensione della fruibilità di tali servizi anche agli edifici esistenti. I dati catastali, infatti, indicano che nelle città italiane il numero di unità immobiliari atte al ricovero di autovetture (categoria catastale C6, quali box e posti auto condominiali), è pari al 50-70% del parco auto, ma la possibilità di ricaricare in tali sedi appare limitata a una esigua minoranza, per vincoli impiantistici e per la necessità di adeguare il Certificato Prevenzione Incendi. Infatti, l’installazione delle infrastrutture di ricarica viene considerato un aggravio alle preesistenti condizioni di sicurezza che necessita di una valutazione del progetto da parte dei vigili del fuoco ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 151/2011. Si ritiene, tuttavia, che le caratteristiche tecniche delle infrastrutture di ricarica e delle batterie attualmente utilizzate nei veicoli elettrici - peraltro attestate dal certificato di conformità rilasciato dalle aziende costruttrici - non dovrebbero ricadere tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011. Sono quindi opportune azioni di incoraggiamento e supporto da parte delle amministrazioni comunali, anche attraverso agevolazioni nella fiscalità locale e/o prevedere lo scomputo d’oneri di urbanizzazione per l’istallazione di sistemi di ricarica. A livello nazionale, è auspicabile che gli interventi impiantistici e di rilascio della idonea certificazione per la ricarica dei veicoli elettrici possano beneficiare da un lato di contributi in termini di credito di imposta, analogamente a quelli indirizzati al risparmio energetico e dall’altro di facilitazioni dal punto di vista amministravo al fine di non aggravare inutilmente le modalità di installazione delle infrastrutture di ricarica. 

4) Dare un forte impulso allo sharing con mezzi elettrici così da ridurre le emissioni inquinanti oltre che la congestione del traffico, sia per le autovetture che per i veicoli leggeri (quadricicli e motocicli, biciclette a pedalata assistita). La diffusione dello sharing elettrico costituisce inoltre per la cittadinanza un efficace strumento di familiarizzazione con questa motorizzazione innovativa. Oltre alle formule con prelievo e riconsegna in stazioni che provvedono alla ricarica, sono già efficacemente sperimentati anche in Italia sia sistemi station based, sia free floating, e sistemi con livello di condivisione ancora più accentuato, integrati con la mobilità ferroviaria e aperti ad una pluralità di soggetti ( pendolari, enti pubblici e aziende) in fasce orarie tra loro complementari come quelli sperimentati in Regione Lombardia. Un’ulteriore formula ancora poco diffusa in Italia è il car sharing condominiale, con prelievo e riconsegna presso un punto di ricarica allocato nel condominio. Oltre che alla riduzione delle autovetture di proprietà della cittadinanza, il suo sviluppo darebbe un considerevole impulso alla creazione di un mercato di avviamento per i veicoli elettrici. 

5) Stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità
Una elevata intensità di utilizzo dei mezzi si traduce nello stesso tempo in una elevata efficacia ambientale e in un più rapido raggiungimento del break-even economico per l’operatore, perché il maggior costo dei veicoli viene compensato dal basso costo di un esercizio intenso. Appaiono particolarmente promettenti: 
  • La logistica dell’ultimo miglio, in quanto si ritiene che l’elevata ambizione di raggiungere, entro il 2025, l’obiettivo di consegne all’utente finale a zero emissioni è realizzabile e che, inoltre, gli sviluppi sui veicoli a combustione interna non sono sufficienti a ridurre a zero le emissioni locali ed i livelli di rumore contrariamente a quanto accade per i motori elettrici. Si ritiene quindi che i soggetti firmatari della presente Carta, ognuno per il proprio ambito di competenza, rivestano un ruolo fondamentale per la diffusione dei veicoli elettrici: 

       a) Comuni, quello di stipulare un accordo uniforme sui privilegi/esenzioni per gli autocarri a zero emissioni; 
     b) Autorità Regionali, Nazionali ed Europee, quello di fornire sostegno finanziario per acquistare ed utilizzare furgoni e/o camion elettrici finché il mercato non avrà raggiunto il desiderato livello di maturità; 
         c) Produttori, quello di sviluppare e produrre furgoni e/o autocarri elettrici che siano in grado di soddisfare i requisiti per la logistica urbana e metropolitana. 

  •  Le flotte di auto aziendali, anche per i veicoli dati in concessione d’uso ai dipendenti. 


  •  L’introduzione di bus e minibus elettrici nel TPL, già fatta con successo in diverse città europee, nonché l’introduzione di taxi elettrici. 


  •  L’introduzione di incentivi e graduali divieti nell’utilizzo di motori nautici endotermici


  • Prevedere lo sviluppo di un sistema di bike-sharing con bicicletta a pedalata assistita capace di integrare differenti sistemi di mobilità su ferro e su gomma. L’integrazione di mezzi deve essere funzionale sia alla mobilità urbana degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, sia allo sviluppo turistico e del tempo libero. Le ciclostazioni elettriche dovrebbero essere presenti in prossimità dei parcheggi intermodali, delle stazioni ferroviarie, metropolitane e degli autobus, nonché prossime ai siti di interesse turistico. 


  •  L’adozione di misure regolatorie della circolazione che stimolino la graduale introduzione di veicoli elettrici leggeri (ciclomotori, motocicli), a graduale sostituzioni delle versioni endotermiche che presentano spesso livelli di inquinamento non distanti da quelli di un’autovettura. 


  •  Un esempio di buone pratiche non può infine prescindere dalla graduale introduzione di veicoli e mezzi elettrici nelle stesse flotte comunali , nelle società interne, controllate e partecipate dalla pubblica amministrazione e i gestori (concessionari) di servizi di pubblica utilità, come indicato nell’art.18 comma 10 del D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257. Inoltre, nelle gare di assegnazione dei servizi esternalizzati di comuni e loro partecipate, privilegiare i soggetti che propongono l’uso di veicoli elettrici a emissioni nulle e veicoli ibridi plug-in ad elevata autonomia in elettrico, anche in riferimento al Decreto Legislativo 3 marzo 2011 n. 24 relativo alla valutazione economica delle emissioni. E’ inoltre necessario completare la riforma del codice della strada prevista dal D.Lgs. del 16 dicembre 2016 n. 257 che introduce il divieto di sosta nello spazio riservato alla fermata ed alla sosta dei veicoli elettrici in ricarica modificando il Regolamento attuativo prevedendo una segnaletica orizzontale e verticale che identifichi univocamente lo spazio riservato ai veicoli elettrici. In questo modo l’uso dello stallo viene normato e controllato efficacemente dagli organi preposti. 

I promotori e i futuri sottoscrittori della presente Carta, per guidare la transizione dalla mobilità tradizionale a quella ad emissioni basse o nulle, si impegnano ad attuare progressivamente le indicazioni e le azioni inserite, tenendo anche in considerazioni delle peculiarità dei singoli territori, di partecipare ad un percorso di condivisione dei metodi e dei linguaggi comuni per favorire la mobilità sostenibile e a coinvolgere lo Stato e le Regioni per la formulazione di un piano organico di azioni di supporto anche nell’ottica dello sviluppo di una filiera italiana attraverso:

  •  Partecipazione congiunta a programmi comunitari; 
  •  Interventi normativi di carattere nazionale e regionale (ad esempio adeguamento del codice della strada, fiscalità nazionale e regionale); 
  •  Informazione e formazione per i cittadini e gli studenti.





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lunedì 11 giugno 2018

Firenze, ancora bus diesel, 37, nessuno elettrico

Come leggiamo dal comunicato stampa dell'azienda di trasporto pubblico locale sono trentasette i nuovi autobus per la mobilità nella Città Metropolitana di Firenze,  22 da 12 metri, 7 da 18 metri, 4 da 8 metri e 4 da 7 metri. Sono stati acquistati da ATAF Gestioni in applicazione del contratto ponte stipulato con la Regione Toscana, con un investimento di circa 8,5 milioni di euro. Questa tranche rappresenta un’ulteriore tappa del processo di rinnovamento che, grazie agli ingenti investimenti operati negli ultimi anni, ha portato l’Azienda di trasporto fiorentina ad avere una flotta tra le più giovani in Europa, con un’età media che è scesa dai 10 anni del 2013 ai 7 del 2018.
Diventano quindi ben 172 - 96 Citaro C2, 18 Citaro K, 21 Citaro G, 18 Sprinter, 11 elettrici e 8 Vivacity - i nuovi autobus che ATAF Gestioni ha messo in servizio per il trasporto pubblico a Firenze: dai capienti autobus da 18 metri per le linee suburbane ai bussini elettrici per il centro storico, con un parco rinnovato per circa il 50%. Sono tutti Mercedes eccetto i residuali elettrici acquistati oramai tanti anni fa.

Si rileva che non è contemplato l'acquisto di nessun autobus elettrico dimostrando che Firenze ha molto da imparare da altre amministrazioni non solo da quelle estere che hanno programmato un presente e un futuro nel quale gli autobus elettrici di grandi dimensioni dovranno sostituire il parco di autobus a trazione tradizione inquinante e climalterante per le emissioni di CO2. Torino è una di quelle città impegnate al cambio di paradigma, Vercelli, Bergamo, Padova ed ancor più Milano che ha già 10 autobus 12 metri che diventeranno 25 alla fine dell'ano corrente. Da ricordare che l'azienda di trasporti del capoluogo lombardo ha in animo n piano è molto ambizioso che punta ad acquistare dal 2020 solo ed esclusivamente mezzi elettrici, anticipando di cinque anni gli impegni presi a Parigi dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala al vertice Together 4 Climate del network C40 Cities. 

Firenze? Che dice? Ancora per quanto tempo bus diesel?

Ricordiamo ancora che il mondo gira verso un'altra direzione. Per esempio dolo autobus e taxi elettrici per decine di migliaia a Shenzhen e rimanendo in Cina gli autobus elettrici non sono una novità vista nel futuro. Sapete quanti sono gli autobus elettrici circolanti in Cina? Ben oltre 100 mila!





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martedì 17 aprile 2018

A Firenze arriva il bike sharing elettrico

Si aggiungono nuove bici elettriche a pedalata assistita nell'offerta di noleggio già presente a Firenze con le bici tradizionali. Ricordate che alla fine dell'anno passato  avevamo già visto che erano due le aziende cinesi presenti in città ma pochi giorni fa una di esse si è già ritirata non solo qui ma anche da altre nazioni europee.
A fronte di un ritiro si avvia un'estensione del servizio aggiornandosi con la nuova bici elettrica Mobike che ha un cambio a tre marce e ruote da 26 pollici per spostamenti più agevoli e rapidi in città.

Come leggiamo in un comunicato stampa del Comune "la bici si chiama ‘Lite 3.0’ ed è stata presentata sabato scorso alle Cascine nell’ambito del Florence Bike Festival alla presenza, tra gli altri, del sindaco Dario Nardella, dell’assessore alla Smart City Giovanni Bettarini e di Alessandro Felici, Ad di Evlonet che distribuisce e gestisce Mobike in Italia. Dai prossimi giorni la flotta Mobike si arricchirà della nuova smart-bike che coniuga i vantaggi tecnici e funzionali con la resistenza e l’eleganza del design all’avanguardia: tre marce, ruote più grandi che passano da 24 a 26 pollici, sella ergonomica e con altezza regolabile, sistema di trasmissione avanzato. L’introduzione della nuova Mobike Lite 3.0 risponde alle richieste dei cittadini ed è stata decisa a seguito dei risultati estremamente positivi del servizio di bike sharing free floating Mobike, dopo soli otto mesi di operatività. Firenze detiene la leadership nazionale nell’innovazione non solo per essere stata la prima città in Italia ad aver scelto il servizio di bike sharing Mobike, ma anche per i numeri sempre in crescita. Oltre 100mila di utenti registrati, 1,3milioni di km percorsi e un risparmio di Co2 pari a 400 tonnellate. Durante i picchi di utilizzo sono stati registrati una media di oltre 10mila viaggi al giorno pari all’1% degli spostamenti totali del capoluogo toscano. Per questo, Mobike Italia ha scelto Firenze per annunciare in anteprima europea la nascita di una e-bike a pedalata assistita, ulteriore innovazione nel campo del bike sharing.

“Ringrazio i fiorentini perché abbiamo un primato - ha spiegato [il sindaco] Nardella -: siamo la prima città in Italia e tra le prime nel mondo come dati sul vandalismo, ovvero solo 4 bici su 100 vengono danneggiate e credo che questo sia merito dei fiorentini”. “Per quanto riguarda il Comune - ha continuato il sindaco -, noi andiamo avanti con i lavori per le nuove piste ciclabili: 23,5 chilometri saranno realizzati a partire dai prossimi mesi perché andare in bicicletta sia un modo sempre più conveniente, oltre che non inquinante e veloce, per muoversi”. “Firenze sarà la prima città in Italia a lanciare il bike sharing elettrico grazie anche alla rete di colonnine di ricarica molto diffusa in tutta la città - ha concluso il sindaco -. Dobbiamo essere contenti perché il servizio migliora sempre di più. E adesso aspettiamo la bici elettrica”.

Gli utenti fiorentini troveranno quindi dal mese di aprile a disposizione le biciclette tradizionali e le Lite 3.0 con la possibilità di scegliere il mezzo più adatto alle proprie esigenze. "


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domenica 21 gennaio 2018

Cosa accade se parcheggi l'auto presso le colonnine di ricarica per auto elettriche


Firenze. Gli spazi liberi sono pochi? C'è uno stallo libero accanto ad una colonnina di ricarica Fast per auto elettriche? Lo sventurato possessore di una Fiat con motore termico si sente fortunato e parcheggia. Ma arriva immanentiste il carro attrezzi che porta via la macchina per liberare il posto a chi ha bisogno di ricaricare l'auto elettrica. 


Oltre a pagare la multa dovrà pagare anche l'intervento del carro attrezzi.

 A buon intenditor poche parole.


Foto: Silvia S.




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mercoledì 29 novembre 2017

Le colonnine di ricarica sono poche e spesso occupate abusivamente

Firenze è stata a lungo la capitale dei veicoli elettrici privati nel mondo, sin dal lontano 1997 quando l'allora amministrazione varò un fondo per l'incentivazione dell'uso dei veicoli elettrici in città da destinare a coloro che avessero deciso di usare questi mezzi non inquinanti. Insieme al primo 'protocollo d'intesa' l'Amministrazione iniziò a installare le colonnine di ricarica, a Firenze si vide la prima colonnina di ricarica stradale a livello globale. Nella seconda metà del primo decennio del 2000 i punti di ricarica erano già più di 500 ma sin dai primi giorni, si parla del Luglio 2007, ci dovemmo confrontare con una realtà che via via è sempre peggiorata: la sosta di scooter tradizionali e auto termiche agli stalli posti davanti alle colonnine. Era resa impossibile la ricarica. La mala pratica è continuata fino ai giorni nostri anche per una strana tolleranza dei vigili urbani nei confronti dei contravventori termici, nonostante le nostre proteste, i vigili non erano inclini né a fare multe né tanto meno a rimuovere i mezzi 'usurpatori'. Eppure i cartelli posti accanto alle colonnine erano ben presenti e visibili rendendo palese sia il divieto di sosta che la rimozione col simbolo del carro attrezzi. Per sensibilizzare l'opinione pubblica creammo una pagina su Facebook riempiendola di foto che dimostravano la cattiva pratica. L'Amministrazione notò il nostro disagio tanto è vero che si aprì un tavolo di lavoro, grazie all'assessore alla  mobilità di Firenze, con lui, con i vigili urbani e con i tecnici del Comune. Questo tavolo portò a un significativo miglioramento e anche alla sperimentazione di una cartellonistica stradale orizzontale per indicare che il posto di ricarica è dedicato ai veicoli elettrici. La Polizia Municipale cominciò a darsi da fare e, se ancora le cose non sono diventale ottimali, qualcosa è migliorato specialmente nell'approccio col problema da parte dei vigili urbani. A conferma di ciò qualche giorno fa abbiamo letto questo comunicato stampa del Comune.

Controlli della Polizia Municipale negli spazi riservati ai veicoli elettrici, sanzionati e rimossi 26 veicoli
Vita dura per chi parcheggia senza averne titolo negli spazi riservati ai mezzi elettrici. La Polizia Municipale nelle ultime settimane ha effettuato una serie di interventi mirati alla verifica di quali veicoli effettivamente occupassero i posti riservati ai mezzi elettrici.
 Complessivamente sono stati controllati 82 spazi: 26 i veicoli multati e rimossi perché, non essendo elettrici, occupavano abusivamente i posti riservati ai mezzi a batteria. In questi casi si applica la sanzione prevista dall’articolo 158 del Codice della Strada: multa di 40 euro per ciclomotori e mezzi a due ruote, la cifra sale a 85 euro per gli altri veicoli. Per tutti scatta la rimozione.
 Nel corso di questi controlli mirati la Polizia Municipale ha sanzionato ulteriori 12 veicoli parcheggiati sugli attraversamenti pedonali o in corrispondenza di intersezioni. Inoltre, grazie all’utilizzo di strumenti direttamente collegati con le banche dati, sono stati multati anche 2 mezzi risultati senza copertura assicurativa e 5 per omessa revisione. Nel primo caso la sanzione è di 849 euro oltre al sequestro amministrativo del mezzo, nel secondo la multa è pari a 169 euro. (mf)






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lunedì 23 ottobre 2017

Firenze, fast-recharge o never recharge?

Fast  Recharge nel Viale Guidoni a Firenze
Rileggo il comunicato stampa del Comune di Firenze presente nel proprio sito istituzionale. Riguarda l'inaugurazione della colonnina di ricarica fast per le auto elettriche e mi viene da pensare ancora una volta alle preoccupazioni continue e costante di un possessore di scooter elettrico o di auto a Firenze. Leggiamo  il comunicato.

Firenze città ‘elettrica’, inaugurata la prima colonnina fast-recharge per tutti in viale Guidoni.
Sono state inaugurate questa mattina [nota: venerdì, 20 ottobre], con una carovana completamente elettrica, le nuove stazioni di ricarica veloce Fast Recharge del progetto EVA+ installate da Enel a Firenze in viale Guidoni, a Barberino del Mugello, appena fuori dal casello autostradale e a Foiano della Chiana presso il parcheggio dell’Outlet Valdichiana.
 Alla varie tappe sono intervenuti Federico Caleno, responsabile solutions development e-mobility di Enel, l’assessore regionale viabilità e trasporti Vincenzo Ceccarelli, l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze Cecilia Del Re, il sindaco del Comune di Barberino del Mugello Giampiero Mongatti, il sindaco di Foiano della Chiana Francesco Sonnati, i rappresentanti delle case automobilistiche, il direttore del Valdichiana Outlet Village Riccardo Lucchetti, il responsabile gestione Multi Outlet Management Italy Massimiliano Peron e il referente affari istituzionali Enel Toscana e Umbria Emiliano Maratea.
 "Con l'inaugurazione di questa prima colonnina fast-recharge accessibile a tutti – hanno osservato a Firenze gli assessori allo Sviluppo economico Cecilia Del Re e alla mobilità Stefano Giorgetti - mettiamo un ulteriore tassello al quadro di Firenze smart city. Una città che sta investendo molto sul tema della mobilità sostenibile e che da oggi offre un servizio in più con la possibilità di ricarica in 20 minuti. Firenze ha già il primato di avere quattro colonnine fast-recharge riservate agli oltre 70 taxi elettrici e 180 colonnine di ricarica elettrica. Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto che vuole collegare le principali città e snodi autostradali e far sì che l'auto elettrica non sia più solo un mezzo per gli spostamenti in città, ma anche per quelli di lunga percorrenza".
 Le infrastrutture di ricarica inaugurate, come tutte le altre colonnine installate lungo le strade a lunga percorrenza, sono della tipologia “Enel Fast Recharge Plus”, una tecnologia interamente sviluppata da Enel che garantisce un pieno di energia in meno di 20 minuti, compatibile con tutti i veicoli elettrici in commercio e nel rispetto dei più alti standard di sicurezza.
 Nasce così la prima rete di ricarica che consentirà di utilizzare i veicoli elettrici fuori città. EVA+ è infatti il progetto di mobilità elettrica che prevede l’installazione, in tre anni lungo le tratte extraurbane, di 200 colonnine di ricarica veloce, 180 in Italia e 20 in Austria. Il programma, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di “Connecting Europe Facility”, vede la collaborazione di Enel, in qualità di coordinatore, e Verbund (principale utility austriaca) insieme ad alcuni tra i principali costruttori automobilistici di veicoli elettrici a livello mondiale come Renault, Nissan, BMW e Volkswagen Group Italia (rappresentata dalle marche Volkswagen e Audi).

 Attualmente sono stati attivati i primi 30 punti di ricarica: attraverso questo primo gruppo di installazioni del progetto EVA+ è stata “elettrificata” la tratta Roma-Milano, con una infrastruttura di ricarica ogni 60 km circa. I 30 punti di ricarica si trovano principalmente in aree adiacenti agli accessi autostradali per consentirne l’uso anche a coloro che utilizzano veicoli elettrici per spostamenti extraurbani con soste compatibili con il tempo di ricarica, in luoghi come ad esempio i centri commerciali. In Toscana, oltre alle postazioni di ricarica inaugurate oggi, sono attualmente già attive infrastrutture anche a Chianciano Terme e a Terranuova Bracciolini. Altre città saranno coinvolte nel percorso di sviluppo del progetto. A Firenze, le infrastrutture di EVA+ si aggiungono ‪alle 4‬ postazioni di ricarica veloce dedicate ai taxi elettrici e alle 180 colonnine pubbliche distribuite sul territorio cittadino.

Un comunicato che comunica ottimismo, indubbiamente. ma la situazione reale è ben diversa dal punto di vista umorale di chi possiede un veicolo elettrico. Ci sono sì le colonnine di ricarica a Firenze ma spesso gli stalli di sosta sono occupati da auto con motore tradizionale che ne impediscono l'uso. La procedura per rendere disponibile la ricarica sarebbe abbastanza semplice in definitiva. Si chiama il distretto dei vigili urbani che incaricano un vigile per verificare l'abuso a cui consegue una multa per il contravventore e la richiesta dell'intervento di un carro attrezzi. Non abbiamo una statistica precisa ma ad ascoltare ile lamentele dei possessori di auto el. molto spesso non solo non vengono liberati gli stalli ma nemmeno interviene un vigile per sanzionare l'abuso. 180 colonnine significa che si hanno a disposizione 360 punti di ricarica in tutto il territorio comunale, già insufficienti per le auto del car sharing elettrico voluto dal Comune stesso con due operatori ciascuno i quali hanno 200 e 100 quadricicli e auto elettriche, a cui si aggiungono i 70 taxi elettrici. Si aggiungono i mezzi dei privati cittadini che già si lamentavano per l'impossibilità di ricaricare i propri veicoli elettrici ben prima della messa in strada degli ulteriori 370 veicoli elettrici suddetti. Quindi, se le proteste per l'impossibilità di ricaricare i veicoli elettrici venivano dai privati cittadini, a questi poi si è aggiunta l'azienda di noleggio dei quadricicli, poi i tassisti e resto in attesa di sentire le lamentele del quarto attore, l'azienda che noleggia da poco (2 ottobre) le auto elettriche. 
A voi le conclusioni.



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sabato 30 settembre 2017

Dal 2 ottobre operativo il nuovo car sharing Adduma con vetture e furgoni elettrici

Arriva a Firenze, operativo dal 2 ottobre anche se la presentazione è prevista per il 10 prossimo,  un nuovo car sharing ecologico e low cost a Firenze che utilizza vetture di segmento B tipo Renault Zoe e per la prima volta in città la possibilità di utilizzare furgoni a trazione elettrica sempre in car sharing. La società si chiama  Adduma Car che afferma di aver preparato tariffe veramente concorrenziali per auto e veicoli commerciali a zero emissioni e alle tariffe più basse in circolazione. Un nuovo modo di spostarsi sta arrivando in città, senza limiti e completamente green; vieni a conoscerci alla Settimana Europea della Mobilità di Firenze. La start up Adduma Car per un car sharing a zero impatto ambientale ha scelto l’automobile Renault Zoe e per le Aziende, a supporto delle loro attività commerciali, i furgoni Renault Kangoo e Nissan e-NV200. Il cliente che vorrà entrare nel mondo Adduma Car riceverà una Email che lo inviterà a completare la propria registrazione in un successivo momento, ad ottobre, mese lancio di Adduma Car. Completata l’iscrizione il guidatore riceverà un Bonus del valore di € 12.00.

Come funzioneranno i prezzi, il parcheggio, la reperibilità? Stesse regole esistenti per i marchi in servizio: parcheggio a flusso libero su tutto il territorio comunale, strisce bianche o blu che siano, ingresso in ztl e nelle aree pedonali di tipo B consentito, si prenota e si trova l’auto via app, si paga con carta di credito o prepagata associata. Prezzi? «Vogliamo essere competitivi, intorno ai 25 centesimi al minuto»  afferma l’amministratore unico Antonino Campione. Dove si ricaricherà il veicolo? «Nelle colonnine esistenti, che sono circa 170. Presto arriveranno quelle veloci e anche noi siamo pronti a creare nostre stazioni di ricarica».

” La nostra vettura di punta è la Renault Zoe – conclude Campione – Offriremo però anche i furgoni, i Kangoo, anche quelli elettrici, ideali per chi deve fare lavori in ztl o nelle aree pedonali in centro. Contiamo di fare convenzioni e prezzi agevolati convenzionandoci con le associazioni di categoria dell’artigianato e degli industriali »

Fonte e consenso: La Gazzetta di Firenze




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sabato 23 settembre 2017

Anche questa è storia dei veicoli elettrici. 1997 Firenze Roma no-stop





15 Giugno 1997 - Roma Firenze km 335 seguendo parte del percorso "storico" della Mille Miglia - media 38 Km/h - 7 cambi batterie ( 1' e 30'' a cambio) - Batterie Optima Yellow Top - Consumo: 14 kW/h - Lire 4.500 (€ 2,35)


Da Gazzetta di Firenze:
"...Tornando all’evento, l’iniziativa inserita nel programma della Settimana europea della mobilità, prende spunto da un evento accaduto giusto 20 anni fa: si tratta del raid no-stop Roma-Firenze con uno scooter elettrico effettuato dall’allora giornalista della Nazione Piero Campani.
È stato proprio Campani a raccontare il viaggio e a ricordare come l’Amministrazione comunale guidata da Mario Primicerio decise di scommettere, prima città in Italia, sull’elettrico. “Firenze è stata la prima città a dotarsi di una centralina di ricarica e la prima a deliberare gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici, sempre nel 1997”.
Da quegli anni l’impegno del Comune è andato avanti fino alla decisa accelerazione dell’ultimo periodo..."



 
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mercoledì 23 agosto 2017

FirenzeElettrica, un nuovo Blog





FirenzeElettrica, un nuovo Blog dedicato ai veicoli elettrici e mobilità elettrica di Firenze. Presto anche su Facebook.





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lunedì 17 luglio 2017

Fast per i taxi a Firenze



Dovrebbero essere in funzione le 4 colonnine di ricarica rapida (Fast charge da 43 kW) per i 70 taxi elettrici di Firenze. Nella foto vediamo la struttura di ricarica veloce di Viale Guidoni non distante dal Palazzo di Giustizia, che si aggiunge a quella appena installata di Piazza Donatello e alle altre 2 attive da qualche mese in Piazza Francia  e Via del Cavallaccio.
Nei prossimi anni aumenteranno i taxi elettrici a Firenze sperando che siano programmate in tempo le installazioni di nuovi impianti di ricarica Fast in città.






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giovedì 13 aprile 2017

Ecco il filobus per Bagno a Ripoli che la giunta fiorentina ha scartato

In questi giorni è tornato di moda un mezzo di trasporto pubblico da quando l'Amministrazione fiorentina ha annunciato un suo progetto di utilizzo, sto parlando del filobus. Il nuovo filobus come alternativa al tram per varie ragioni. In questo contesto Piero Campani  ha tirato fuori dalla naftalina un nostro vecchio post sull'argomento, addirittura del  2011, pubblicandolo Gazzetta di Firenze.

Vale la pena di leggere l'articolo sulla Gazzetta di Firenze e il nostro del 2011 evidentemente ancora attuale e anticipatore per certi versi.

Fra qualche giorno torneremo sull'argomento con un aggiornamento.


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mercoledì 15 marzo 2017

Le colonnine di ricarica fast per i taxi elettrici fiorentini


Finalmente sono state installate le prime colonnine Fast charge da 43 kW destinate alla ricarica delle auto elettriche utilizzate dai tassisti possessori delle nuove 70 licenze tassativamente 'elettriche' di Firenze. Una delle quattro nuove colonnine, ancora incelofanata, l'ho fotografata in Piazza Francia. Nel mezzo degli stalli delimitati dalle strisce gialle vi sono due cartelli, uno evidentissimo con su scritto TAXI e l'altro col simbolo del carro "rimozione forzata, sosta vietata eccetto veicoli elettrici in ricarica." Si aggiungono alle 173 colonnine 'normali', con circa 400 prese,  già presenti sul territorio fiorentino ed utilizzate dai possessori di veicoli elettrici.


Un'altra colonnina Fast è in Via del Cavallaccio, un'altra sarà installata in Piazza Donatello e l'ultima in zona Viale Guidoni.


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