Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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mercoledì 23 novembre 2016

I sauditi si apprestano a rivelare il segreto meglio custodito, quanto petrolio possiedono

Uno dei segreti più lunghi e meglio conservati al mondo potrebbe essere finalmente rivelato. L'Arabia Saudita si prepara a svelare quanto petrolio ha nelle proprie riserve, un segreto di stato gelosamente custodito per decenni che è stato nascosto accuratamente.

La decisione di portare alla luce tali importanti dati viene dal fatto che Saudi Aramco si prepara a privatizzare parzialmente le sue attività, una IPO che potrebbe portare a circa 100 miliardi di $. L'IPO (dall'inglese initial public offering) è un'offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato. Le offerte pubbliche iniziali sono promosse generalmente da un'impresa il cui capitale è posseduto da uno o più imprenditori, o da un ristretto gruppo di azionisti (ad esempio investitori istituzionali o venture capitalists), che decide di aprirsi ad un pubblico di investitori più ampio contestualmente alla quotazione in Borsa.
L'IPO  della Saudi Aramco sarà un evento monumentale, quella che il Wall Street Journal ritiene diventi per  Wall Street un evento storico.

In questo momento la Aramco dichiara nel proprio sito web:

Oil production

Production and reserves
•Crude oil and condensate reserves (billions of barrels): 261.1
•Gas reserves (associated and nonassociated) (trillions of standard cubic feet): 297.6
•Crude oil production (annual/billions of barrels): 3.7; (daily/millions of barrels): 10.2
•Crude oil exports (millions of barrels): 2,603
•Delivered sales gas (millions of standard cubic feet per day): 7,979; delivered ethane: 794
•NGL from hydrocarbon gases (millions of barrels): 474.4
•Raw gas processed (billions of standard cubic feet per day): 11.6
•Refined products production (millions of barrels): 641
•Refined products exports (millions of barrels): 232 

Exports by region
•Northwest Europe: Crude oil 6.4%; Refined products 9.4%
•Far East: Crude oil 65.0%; Refined products 34.5%; NGL 26.7%*
•Mediterranean: Crude oil 6.4%; Refined products 6.8%; NGL 4.3%*
•U.S.: Crude oil 16.6%
•Other regions: Crude oil 5.6%; Refined products 49.3%; NGL 69.0%*

Economic impact
•Value of material procurement spending awarded to local manufacturers: $2.1 billion
•Value of contract procurement awarded to local market: $26 billion
•Percentage of material procurement spending awarded to local manufacturers: 37%
•Percentage of contract procurement awarded to local market: 80%

People
•65,266 total workforce of which 54,666 are Saudis and 10,600 expatriates
•3,774 apprentice graduates joining the company; 383 College Degree Program for Non-Employees (CDPNE) joining the company
Saudi development programs (participants enrolled at year-end 2015)
•704 in regular development programs
•1,407 in CDPNE
•2,000 in college degree programs
•7,818 in the apprentice program



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venerdì 22 marzo 2013

Energia. Abu Dhabi investe in che cosa?

Gli sceicchi di Abu Dhabi investono i loro introiti provenienti dal petrolio in ... ? ... energia rinnovabile. In particolare hanno investito 600 milioni di dollari per un impianto solare a concentrazione. 
Shams 1 centrale elettrica 100 MW  copre due chilometri e mezzo di superficie desertica per produrre energia elettrica grazie a 700 file e più di grandi specchi riflettenti. Specchi parabolici che fanno convergere la luce solare su un tubo nel quale vi è un olio sintetico che innesca la conversione in vapore per produrre elettricità con una turbina. Ci vorranno tre anni per la costruzione dell'impianto per raggiungere l'obiettivo di dare energia a migliaia di case. 
Pure la vicina Arabia Saudita prevede di generare un terzo della propria elettricità da fonte solare in 20 anni, che gli permetterà di destinare più petrolio e gas per l'esportazione. 
Shams 1 rappresenta un decimo della potenza di tutti gli impianti con tecnologia solare termica a concentrazione installati nel mondo. E' in programma la realizzazione, accanto a questo, un  impianto fotovoltaico 100 MW .

Secondo MIT Technlogy Review l'impianto Shams 1 rappresenta una boccata d'ossigeno per la  tecnologia solare termica a  concentrazione a causa del rapido calo dei prezzi dei pannelli fotovoltaici (*) che ha prodotto negli Stati Uniti una rapida demolizione di impianti a concentrazione solare a favore del fotovoltaico. Sempre negli USA , è nei piani di BrightSource Energy la costruzione di un impianto,  Ivanpah , da 377 MW  nel sud della Californiaa e Abengoa ha annunciato questa settimana di avere in programma di sviluppare e finanziare un progetto da 500 MW nel sud della California, denominato Palen Solar Electric Generating System, a torre con tecnologia a concentrazione  solare della BrightSource Energy. Uno dei principali vantaggi degli impianti solari termici oltre PV è che la tecnologia per lo stoccaggio dell'energia con sale fuso è ben conosciuta [così dicono].

(*) Ma esiste qualche 'problemino' se la Suntech ha dichiarato bancarotta. Il gruppo cinese un tempo era il  numero  uno al mondo per la produzione di pannelli solari ha dichiarato l'insolvenza, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua il 20 Marzo, ma è entrato in sofferenza a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea nei mesi scorsi con l'accusa rivolta ai produttori cinesi di avere usufruito di sussidi impropri da parte del governo di Pechino.

Siano dazi se c'è dumpig
La costante crescita dell'energia fotovoltaica in USA
Investimenti per 10 milioni di dollari per la tecnologia CSP



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lunedì 14 maggio 2012

Se volete, questo è un segnale della fine del petrolio

E' il più grande esportatore di petrolio greggio del mondo. Chi meglio dell'Arabia Saudita è in grado di valutare quali sono i livelli delle riserve di petrolio e individuare, all'occorrenza, le strategie alternative da attuare in funzione dello svuotamento dei pozzi? Il petrolio è da decenni al centro della crescita a livello globale, quindi s'impone una strategia per ovviare a tutto quello di negativo ne può conseguire sia per i trasporti, che la produzione di energia elettrica e la produzione di materiali indispensabili per la vita moderna.

Se l'Arabia Saudita pensa alla produzione di energia elettrica da fonti alternative al petrolio, alle rinnovabili, questo è da considerare un segnale forte da non ignorare. E' preoccupante se non viene colto e capito.

Ebbene in quel Paese si pensa di pianificare la realizzazione di infrastrutture necessarie ad ottenere 41.000 MW di potenza dal solare fotovoltaico entro due decenni e per questo fine sta cercando investitori con un piano di 109 miliardi dollari di investimenti per sviluppare il settore del solare capace di generare un terzo dell'elettricità della nazione entro il 2032 e, al contempo, in grado di  risparmiare  523.000 barili di petrolio equivalente al giorno nei prossimi 20 anni..
Non sono solo sono alla ricerca di finanziamenti per la costruzione di impianti solari, ma vogliono anche sviluppare un settore sostenibile, quello dell'energia solare, che dovrà diventare un driver per l'energia domestica per gli anni a venire.
Ma non si fermano solo al fotovoltaico. Infatti, secondo voci provenienti da funzionari governativi, la Deutsche Bank ha intenzione di partecipare alla gara di appalto per aggiungere ai 1.100 MW di fotovoltaico 900 MW di solare termico nel primo trimestre del 2013. Una seconda tornata di gara verrà indetta nella seconda metà del 2014.
I produttori di petrolio del Golfo Persico stanno cercando di ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia per massimizzare le esportazioni di greggio  prezioso per la loro economia. Khalid al-Suliman, vice presidente della organizzazione conosciuta come Ka-care, stima che  la domanda di energia elettrica di picco Arabia Saudita raggiungerà 121.000 MW nei prossimi 20 anni, con la metà di tale energia prodotta utilizzando idrocarburi fossili.  Altre forme di energia rinnovabile come il nucleare (sic!), geotermica, saranno in grado di generare solo 21.000 MW di picco del carico richiesto entro il 2032.

Quello che dobbiamo capire è che non possiamo fare affidamento sul petrolio neppure a medio termine di tempo. Non c'è da fidarsi di quelli che dicono che sia necessario fare investimenti a breve per la ricerca di nuovi pozzi di petrolio, specialmente se si deve programmare il futuro (anche del trasporto merci e passeggeri) prossimo venturo. E' del tutto evidente che il petrolio non può contare su una miracolosa scoperta dal nulla di nuovi pozzi in grado di coprire il progressivo svuotamento dei vecchi pozzi conosciuti. Possiamo pensare che, stante questa situazione di impoverimento produttivo, il costo del petrolio possa scendere di prezzo? E' molto  più probabile che il costo aumenti, anzi, è molto più probabile, certo, che si assista a repentine impennate (come abbiamo visto  negli ultimi anni) con delle brevi ricadute causate dalle varie crisi economiche sparse per il mondo con effetto domino, piuttosto che una stabilizzazione sia pur a livelli altri di prezzo. Quindi, almeno nel settore automotive del trasporto persone e cose, la soluzione c'è ed è rappresentata dai veicoli elettrici del tutto svincolabili dalla ghigliottina dell'energia prodotta direttamente e indirettamente dai derivati del petrolio.
Se i nostri governanti vogliono (o sono in grado di) capire ciò che sta loro intorno, hanno elementi concreti , evidenti segnali, (descritti all'inizio del post su articoli Bloomberg) per ragionare e programmare l'uscita graduale dalla servitù del petrolio e dei suoi derivati in particolar modo per il settore della trazione veicolare. Francamente, però, credo poco che siano capaci di cogliere la contingenza per il fatto che personalità  tecniche e/o politiche hanno una struttura mentale incapace di cogliere la necessità del cambio di paradigma necessario oggi essendo nati e cresciuti in un contesto (ed una falsa illusione) di supposta crescita infinita con energia a bassissimo costo.

La musata per terra ed il conseguente risveglio dall'illusione saranno tremendi.

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