Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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domenica 1 gennaio 2012

Buon Capodanno

Capodanno si passa come lo abbiamo passato negli ultimi 25 anni. Nelle tiepide notti tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio è consuetudine riunirci intorno ad un fuoco per cantare insieme alle nuove generazioni le nenie e le ballate degli avi.

Con la  triste cantilena in sottofondo della 'Ballata di Goldman Sachs', si racconta ai piccoli il tempo in cui strani uccelli di metallo, simili a fantastici ippogrifi,  volavano alti nel cielo e come, girando un interruttore, si poteva illuminare a giorno una città di milioni di abitanti rendendo fioca la luce della luna e facendo scomparir le stelle. 

I bimbi, come sempre, sorridono e ammiccano fra di loro. Non credono più alle solite, bislacche, storie di fantasia che i vecchi 'rinco' raccontano con i piccoli occhi lucidi . I secoli e i millenni sono trascorsi incrociando la storia e la vita di uomini e donne...

“83
Era come un liquor suttile e molle,
atto a esalar, se non si tien ben chiuso;
e si vedea raccolto in varie ampolle,
qual più, qual men capace, atte a quell'uso.
Quella è maggior di tutte, in che del folle
signor d'Anglante era il gran senno infuso;
e fu da l'altre conosciuta, quando
avea scritto di fuor: Senno d'Orlando.

84
E così tutte l'altre avean scritto anco
il nome di color di chi fu il senno.
.......
che molta quantità n'era in quel loco.

85
Altri in amar lo perde, altri in onori,
altri in cercar, scorrendo il mar, ricchezze;
altri ne le speranze de' signori,
altri dietro alle magiche sciocchezze;
altri in gemme, altri in opre di pittori,
ed altri in altro che più d'altro aprezze.
Di sofisti e d'astrologhi raccolto,
e di poeti ancor ve n'era molto.
  ( Lodovico Ariosto, Orlando Furioso, XXXIV, 83/85) 
Astolfo sale fino alla Luna cavalcando l'ippogrifo  per recuperare il senno perduto di Orlando. ...Era come un liquido leggero e sfuggente, facile a evaporare se non si tiene ben chiuso, e si vedeva raccolto in diverse ampolle, alcune più capienti, altre meno, adatte a quell'uso. Quella in cui era stato versato il senno di Orlando impazzito era la più grossa di tutte, e fu riconosciuta dalle altre perché aveva scritto di fuori: «Senno di Orlando». Il senno. Qualcuno lo perde in amore, qualcuno in onori, qualcuno a furia di cercare ricchezze percorrendo i mari; qualcuno nel riporre speranze nei potenti, qualcuno dietro alle scienze occulte, qualcuno nei gioielli, qualcuno nelle opere dei pittori, e qualcuno in altre cose che egli apprezzi più di tutto il resto. Vi era raccolto anche molto senno di filosofi e di astrologi, e molto anche di poeti.

Ah, dimenticavo, Felice Anno Nuovo! Un prospero e sereno 2037.



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domenica 21 novembre 2010

2086. Il compleanno di Kat

Kat era veramente stanca, non voleva alzarsi, le mancavano le forze, ed anche il desiderio di farlo.
Alzarsi era un lusso, un gesto che le avrebbe fatto consumare energie, inutilmente.
Sapeva che andando in giro là fuori nel mondo pieno di disperati non sarebbe riuscita a trovare una buccia di patata a pagarla oro, neppure oggi. Perché alzarsi dal giaciglio d'erba secca?
Il monsone autunnale riversava scosci d'acqua dentro la stanza semi buia, appena svelata da una fioca luce che a malapena riusciva a bucare le nuvole spesse. Le catinelle, appoggiate sul davanzale della finestra aperta per raccogliere l'acqua piovana, creavano una melodia innaturale ritmata dalle gocce che colpivano la grigia lamiera.
Kat pensava.

Ripensava. Aveva letto con fatica poche righe di un vecchio giornale, ritrovato per caso tra le vecchie cose gettate alla rinfusa nel grande mucchio, ingiallito, mangiato dal tempo, nella cronaca nazionale la fine del sogno, quando l'energia, che sembrava essere illimitata, permetteva di credere nella crescita, in un futuro che fosse migliore del presente. Il sogno spazzato via dalla tremenda, rapida, apocalisse economica che aveva azzerato le illusioni contemporaneamente all'altra apocalisse, l'alluvione che aveva colpito la pianura disseminando strati di poltiglia velenosa delle discariche abusive. Le tornavano alla mente le parole lette con fatica e l'angoscia, gli scosci di parole, le frasi di una realtà dolorosa non ancora del tutto dimenticata nel profondo della sua memoria di bambina. Neppure la coperta riusciva a domare quei brividi di freddo che a fiotti risalivano lungo la schiena come un'onda gelida. Quegli echi di cronaca di vita vissuta li aveva sperimentati di persona ma li ricordava a malapena, essendo accaduti quando era ancora troppo piccola. Ma altre immagini le evocavano vaghi ricordi che erano ben più dolci e teneri. Sorrise, ricordando. Si rivedeva con i genitori, quando quella volta la portarono al mare. Non l'aveva mai visto, il mare. Distesa sulla sabbia calda della costa titrrenica, col costumino verde, e le voci serene del babbo e della mamma che raccontavano dei bei tempi passati quando ancora potevano trascorrere le calde estati al mare o in montagna, di quando prendevano l'aereo rincorrendo il sole che tramontava. Lei, Kat, non è mai salita su un aereo e non ricordava più da quanto tempo non saliva su di un mezzo di trasporto che non fosse trainato dagli smunti animali o spinto dalla forza muscolare dell'uomo. Kat mi guardò, sorrise rincorrendo un suo pensiero. " Quando smette di piovere voglio andare a distendermi sulla sabbia, al sole - disse - ... ieri ho letto un giornale, aveva la data del 2043, ... le guerre locali, la mancanza di cibo. Erano forse trecento milioni di persone in fuga dei quattro miliardi che brulicavano i continenti riarsi. Solo venti anni prima la popolazione mondiale aveva raggiunto i 7 miliardi di persone. Max, quanti siamo oggi ... a soffrire la fame?" Dopo qualche secondo di pausa aggiunse: " Perché i Sette Grandi Accentratori del tempo hanno mentito così spudoratamente ai nostri padri? Perché non hanno condiviso con tutti la consapevolezza della crisi drammatica a cui il mondo stava andando incontro, il picco del petrolio, le fonti energetiche preziose, lo sviluppo economico irrealizzabile, le grandi estensioni di terreno per la produzione alimentare non più concimabili dai prodotti di sintesi chimica introvabili, il clima destabilizzato." Kat prese fiato come se volesse continuare a parlare, ma si fermò, triste, chiudendo le labbra tra i denti.

Kat pensò dentro di sé che era giunto il momento di programmare il proprio futuro, subito, oggi, lo voleva veramente ... e con questo pensiero urgente ... si addormentò.

Mi avvicinai al suo giaciglio e sfilai dalle sue mani quel ritaglio di giornale, piano, per non svegliarla. Ma Kat si era calata in un leggero sonno vigile, sentiva tutto quello accadeva intorno a sé, soprattutto il rumore della pioggia, incessante. Sentiva il foglio che le veniva tolto dalle mani, ma non voleva ribellarsi. Le parole di Kat avevano fatto nascere in me un forte desiderio di leggere l'articolo, mi avvicinai all'interruttore per accendere la luce, un'abitudine che ancora non riuscivo a perdere.

Il pulsante fece un rumore, vuoto, 'tlic', ma la lampadina a ciondoloni sul filo elettrico fissato sul soffitto rimase spenta.

Non avevamo luce da anni, da quanti anni?

Mi sedetti vicino alla finestra e cominciai a leggere. Dovevo ringraziare mia madre che amorevolmente mi aveva insegnato a leggere, tanto tempo fa, quando ero bambino. Pensai che dovevo imparare anche a scrivere, saper leggere non bastava. Sentivo la necessità di tramandare ai figli di mio figlio, che Kat teneva in grembo, i ricordi di un'epoca lieve, dissoluta, sprecata, perduta, nella speranza che non commettano gli stessi errori commessi dalle generazioni passate.

Si, imparare a scrivere. Ammesso che qualcuno poi sappia leggere e soprattutto sia in grado di comprendere.
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domenica 31 ottobre 2010

2068, l'Italia indipendente grazie all'energia nucleare

Sono appena passati venti anni da quando è stata messo in funzione il primo reattore della prima centrale nucleare EPR italiana. Una data storica, indimenticabile. Il primo passo. Altre centrali, altri reattori sono entrati in funzione negli ultimi anni liberando il nostro paese dalla servitù dei produttori esteri di petrolio, quel poco che resta del petrolio di facile estaibilità.

Da quindici anni siamo svincolati anche dalla schiavitù dei produttori di uranio da quando nel 2015 è stata scoperta la prima vena uranifera sotto il Vesuvio seguita dall'ancora più ricca distesa del prezioso elemento alle pendici dell'Etna. Energia, energia a iosa. Il nostro Paese è diventato il luogo più appetibile per gli investitori esteri i quali accorrono per il fatto che le nostre tasse sono le più basse del continente.
Poi all'alba mi sono svegliato. La finestra col veto semi rotto della cucina rifletteva la fredda luce dell'alba sul lurido letto dove avevo dormito. Negli ultimi anni mai un sogno era stato così vivo, mai mi ero sentito così bene, tranquillo pieno di vita e speranza. Il risveglio mi ha portato alla realtà con quel senso opprimente che sempre pervade in mio animo oltre la sete inappagata che secca la gola fino alle sinapsi cerebrali. Ho rivisto il solito panorama, la grigia struttura di cemento circondata dalla rete metallica arrugginita con le garitte lugubri e vuote. Il cancello aperto anch'esso arrugginito fuori dai cardini per metà separa il nulla dal vuoto. Anime perse abitano le casermette, i bassi edifici senza infissi all'interno dell'impianto nucleare mai messo in funzione. Carretti trainati da uomini e donne magri come scheletri vanno e tornano dalle discariche dove cinquant'anni prima la cosiddetta civiltà dei consumi aveva gettato via la sua opulenza e il suo avvenire. Oggi so che è il 15 novembre del 2068, ma non so se arriverò a domani. Là fuori dalla porta di casa mi aspetta la quotidiana lotta della sopravvivenza contro i miei simili, le bande dei Takebags, Mad Sax, Bankruptist, Drillbabydrill, ecc.
L'immagine: Dalì, L'Uovo
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martedì 12 ottobre 2010

Anno 2152

11 Settembre 2151, Rivabella, Kamchatka
Nuewu Tecnhology Oxherver, la rivista delle nuove tecnologie edita nell'Unione delle Repubbliche dell'Emisfero Nord, ha chiesto a Mr. Kress Adamsky (*), CEO della Alternative Automotisliskye Industrye Entps. di esporre ai lettori quali sono i punti salienti della tecnologia innovativa adottata dalla sua azienda per le auto del futuro. Questa è imperniata sostanzialmente sul motore endotermico alimentato da un derivato del petrolio, il gasolio, conosciuto da almeno 200 anni e già utilizzato, con scarsi risultati, in termini di efficienza e grave impatto ambientale, dall'industria autonomistica di tutti i continenti nel non recente passato. Mr. Adamsky sostiene che l'oggetto meccanico proposto dalla sua azienda avrebbe 'una novità' che però non ha voluto svelare nei particolari, almeno per il momento . Si ripromette di rendere pubblica l'apparecchiatura al salone automobilistico che si svolgerà dal 24 al 30 dicembre del prossimo anno, 2152, a Swesiland nello stato di Numberfor della Confederazione Unita del Sud. L’alto dirigente non nasconde che la sua azienda incontrerà serie difficoltà burocratiche ed anche a fronte di grandi investimenti non sarà in grado di affrontarle da sola senza un appoggio economico e legislativo confederale. Indispensabili sono gli investimenti di prospettiva a medio termine soprattutto destinati all’organizzazione di infrastrutture e sistemi almeno a livello continentale. II primo problema è quello di provvedere al rifornimento del carburante nel serbatoio dell'auto lungo i percorsi stradali. Praticamente non esistono più impianti di pompaggio carburanti con stazioni di servizio pubblico da almeno 80 anni, in disuso e tutti sostituiti da erogatori stradali di energia elettrica e casalinghi di gran lunga più economici e diffusi capillarmente. Su questo particolare argomento fa capire Mr. Adamsky, ma non lo dice chiaramente, esiterebbe una (n.d.r.: presunta) lobby dei costruttori di veicoli elettrici che boicotterebbe la sua tecnologia (?) e l’uso pratico del suo prodotto su larga scala. Un ulteriore problema è rappresentato dal costo estrattivo del petrolio, una fonte ancora sufficientemente presente grazie all’abbandono dei pozzi avvenuto nel secolo scorso prima che questi esaurissero le loro riserve. L’energia procurata dai generatori d’alta quota e dai pannelli solari, unito alla razionalizzazione dei consumi energetici con periodicità circadiana, ha prodotto l'abbandono delle trivelle, oleodotti, navi cisterna, impianti di raffinazione, quindi tutta la tecnologia e i materiali necessari alla produzione, distribuzione e consumo del petrolio utilizzato su scala industriale. Ringraziando la lungimiranza dei nostri nonni oggi il petrolio viene utilizzato per produrre beni di consumo riciclabili per una buona percentuale e per prodotti più utili. "Quindi, il ritorno indietro nella storia per bruciare il petrolio sotto forma dei un suo derivato, il gasolio, che senso ha?" - è stato chiesto. Mr. Adamsky, seduto sulla sedia ergonomica stile XX secolo del suo spartano ufficio della piccola ridente città balneare della Kamchatka, ha esitato per qualche istante prima di rispondere. "Mi perdoni Ing. Elkazir, verrà svelato tutto in occasione della conferenza stampa del dicembre 2152." Altro limite è rappresentato dal costo, che già conosciamo, in anteprima. Un veicolo a gasolio costerà da 5 a 6 volte in più rispetto a un veicolo elettrico omologo, 60 KUEEE (**). In un mercato globale che raggiunge a malapena il milione di auto prodotte e solo 0,5 milioni di veicoli da trasporto merci, riuscirà a ritagliarsi una nicchia di mercato sufficiente per auto-sostenere la nuova industria? In effetti sono ornai decenni che si preferisce trasportare le merci e le persone via mare e/o con dirigibili piuttosto che attraverso le vecchie strade poco e male mantenute da quando i cambiamenti climatici hanno portato ad un nuovo assetto del territorio e allo sfruttamento delle risorse alimentari e minerarie in modo più razionale. Un'auto a gasolio? I dubbi restano, le domande da porsi sono numerose. Il seguito dell'intervista verrà proposta nella prossima edizione della rivista Nuewu Tecnhology Oxherver, il 7 Novembre 2151.
(*) Sceneggiatore del lungometraggio "Who Killed the Diesel Car'"
(**) L'UEEE (nei paesi dl nord l'Unità Economica ed Energia Equivalente differisce dall'UES Unità Economica Standard di un + 36% dovuto al non adeguamento delle normative di standardizzazione del kWh del 2036)
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