Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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giovedì 12 aprile 2018

Innovazione, batterie allo stato solido

Con un comunicato stampa la Imec del Louven, Belgio, ha annunciato che il proprio centro di ricerca e innovazione, leader mondiale nella nanoelettronica, nell'energia e nelle tecnologie digitali ha realizzato un tipo innovativo di batteria agli ioni di litio allo stato solido raggiungendo una densità di energia di 200 Wh / litro a una velocità di carica di un paio di ore prefiggendosi di superare le prestazioni della batteria agli ioni di litio e raggiungere 1.000Wh / L a 2C (mezzora di ricarica) entro il 2024.
I ricercatori stanno lavorando a una nuova generazione di batterie, sostituendo l'elettrolita liquido con un solido, al fine di aumentare la densità di energia della cella.

Recentemente hanno sviluppato un elettrolita solido nanocomposito con una conduttività eccezionalmente elevata fino a 10 mS / cm e con un potenziale possibile per aumentarlo ulteriormente. Con questo nuovo elettrolita Imec ha ora realizzato questo prototipo di batteria che ha raggiunto una densità di energia volumetrica di 200 Wh / litro a una velocità di carica di 2 ore.

Per migliorare ulteriormente le prestazioni della batteria stanno studiando la combinazione di elettrodi a nanoparticelle con il suo elettrolito solido nanocomposito utilizzando rivestimenti ultra-sottili come i cosiddetti strati tampone per controllare l'interfaccia tra l'elettrodo attivo e l'elettrolita. Questa tecnologia può anche essere utilizzata per migliorare le prestazioni delle celle a liquido standard e anche per batterie a stato solido con elettroliti inorganici pressati e sinterizzati.

Portare a termine la tecnologia della batteria innovativa e trasferirla sul mercato richiederà il coinvolgimento e l'impegno dei principali fornitori di materiali e produttori di batterie del mondo pertanto è intenzione della Imec collaborare con tutte le parti interessate.


Imec’s innovative solid state battery technology from imec on Vimeo.




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giovedì 7 febbraio 2013

Immagazzinare energia su un'isola artificiale

Appare come un'idea bizzarra quella di immagazzinare energia su un'isola artificiale, un atollo a pochi chilometri dalla costa nel Mare del Nord. L'energia prodotta da un parco eolico pompando l'acqua quando questa non può essere immessa in rete nelle ore notturne o quando la richiesta è bassa.

Questa energia potenziale verrebbe riutilizzata nelle ore di punta così come si fa oggi con l'energia idroelettrica a doppio bacino, dopo averla immagazzinata durante le altre fasce orarie di minor consumo grazie a ponti turbine capaci di pompare l'acqua in un serbatoio più in alto del livello del mare di una quindicina di metri. La posizione dell'atollo dovrebbe essere a tre chilometri dalla costa in mare aperto ed avere una larghezza di  2,4 chilometri di larghezza, secondo un progetto di massima fornito dall'ufficio di   Johan Vande Lanotte, Membro del governo belga e vice primo ministro.

MIT Technology Review, che ha diffuso la notizia nel proprio sito web non ha commentato, ha solo concluso dichiarando che il costo dell'energia così immagazzinata dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 dollari a kWh. Conveniente, quindi.... se funzionasse.

Aspettiamo fiduciosi la realizzazione e le verifiche sul 'campo'.



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lunedì 7 novembre 2011

Nucleare, il Belgio entra in una strategia d'uscita

É probabile che in Belgio i partiti politici abbiano raggiunto un accordo  per fermare le due centrali nucleari  gestite da Electrabel di proprietà del gruppo GDF Suez  per un totale di 7 reattori nucleari.

Il piano prevede che l'arresto dei tre reattori più vecchi avvenga entro il 2015 e un'uscita completa dal nucleare entro il 2025,  subordinandola alla ricerca di energia da fonti alternative sufficiente per rimpiazzarla.

Il Belgio, che ha sette reattori nucleari in due stabilimenti, aveva approvato una legge nel 2003 che delineava i tempi per le disattivazioni previste.

Nel 2008, l'energia atomica belga ha fornito 45.568 kWh il 53 % della produzione totale  (84.930 kWh) elettrica del paese secondo gli ultimi dati disponibili presso l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA).

L'ostilità pubblica è cresciuta dopo la catastrofe nucleare di Fukushima in Giappone all'inizio del Marzo di quest'anno, che ha spinto la più ricca economia d'Europa, la Germania, ad annunciare l'eliminazione graduale di tutti i suoi impianti atomici entro il 2022.

Nel 2009 il Belgio aveva deciso di mantenere in attività uno dei suoi reattori più vecchi di ulteriori 10 anni oltre la data prevista nel 2003, ma questo cambiamento non è mai entrato in vigore.

Adesso il Belgio sta negoziando con gli investitori per vedere come si può trovare una nuova potenza per sostituire 5.860 MW che andranno persi se i due siti nucleari a Doel e Tihange saranno chiusi.  

Quotidiano economico belga L'Echo ha scritto all'inizio di questo mese che Elio Di Rupo, che il  leader socialista francofono a capo della coalizione di governo, voleva far pagare all'industria nucleare, alla Electrabel, 1 miliardo di euro all'anno.

Il Belgio ha sette reattori nucleari in due siti, Tihange e Doel, entrambi i quali sono gestite da Electrabel , che fa parte di GDF-Suez .Il Belgio potrebbe unirsi alla Germania, Svizzera e Italia per diventare la quarta nazione europea a rottamare l'energia nucleare a seguito del disastro di Fukushima in Giappone.

Leggere anche:
- Un breve commento all'esito dei referendum
- Nucleare? I tedeschi dicono: Auf Wiedersehen!
- Nucleare? Gli Svizzeri dicono: Auf Wiedersehen! Addio! Au revoir! 
- Sorpresa! Anche i francesi vogliono uscire dal nucleare. Il 62%!!


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sabato 26 febbraio 2011

Le nozze perfette dell'auto: motore elettrico/termico

Questa auto vuole soddisfare tre esigenze reputate interessanti per il costruttore:
- ispetto per l'ambiente, attraverso la motorizzazione basata sulla tecnologia plug-in della motorizzazione ibrida
- il piacere di una guida sportiva, ottenuta attraverso prestazioni di alto livello.
- l'attenzione al design, veicolate attraverso le sue linee neo-retrò ispirato alla storia passata che sedurrà i più esigenti.

La motorizzazione della roadster Imperia GP si basa su una tecnologia sviluppata in esclusiva per questo veicolo. Imperia offre una percorrenza illimitata nel momento in cui passa al motore termico nel caso in cui le batterie si svuotano dell'energia immagazzinata. In modalità ibrida, le batterie possono essere ricaricate mentre il veicolo è in movimento. Durante un viaggio, il conducente può decidere in qualsiasi momento, tramite un selettore, il tipo di propulsione scelto: elettrica o ibrida. Utilizzando un altro controllo, il conducente decide se intende utilizzare le batterie completamente fino a scaricarle completamente (per ricaricare su rete elettrica una volta raggiunta la destinazione), o vuole mantenere una riserva da usare quando si entra traffico urbano. Queste funzioni permettono di ottimizzare l'utilizzo dell' Imperia GP adattandosi alle circostanze.

Cliccare sull'immagine per ingrandire
L'auto offre un'altra caratteristica esclusiva e pionieristica nel suo segmento di mercato: è l'unica vettura ibrida che può essere ricaricato dalla rete, semplicemente attraverso una presa di corrente 220V. La carica completa si ottiene in 4h30, per un costo imbattibile per rapporto chilometro (0,034 € / km sulla tariffa giorno, € 0.016/100 km sulla tariffa notte). Costo 78.091 € IVA escl. IVA.


 Motore endotermico
Alimentazione: Benzina  4  cilindri in linea 1,6 L turbo
Coppia massima 260 Nm
Potenza massima 156 kW
Cambio 5 velocità
Motore  elettrico
Tipo Induzione
Coppia massima 300 Nm
Potenza massima 100 kW
Batterie
Tipo Li-Polymer  355 V Capacità 31 Ah
Percorrenza con le sole batterie da 50 a 80 km
Caricabatterie
Potenza massima 3 kW  220 V 16 A
Tempo di ricarica 85% in 4h
100% in 5h

Telaio Steel spaceframe compresi gabbia di sicurezza
Corpo Composito
Sospensioni Doppia quadrilateri
Cerchi 18 pollici in lega

Fonte: Imperia-auto
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sabato 30 agosto 2008

Belgio. La fuga radioattiva vista dalla gente

«Sabato ci hanno detto che non era niente, martedì che la situazione era più grave e ora che è una catastrofe». Così Richard Charlier, idraulico di 54 anni di Fleurus, località a una cinquantina di chilometri a Sud di Bruxelles, ha sintetizzato ieri con rabbia il ritardo nell'allarme dato dalle autorità belghe dopo una fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico nella zona di Charleroi. «La popolazione è inquieta, è normale - ammette Jean-Luc Borremans, sindaco di Fleurus, cittadina di 20mila abitanti con molti immigrati italiani - il nucleare è un tema che spaventa, ma mi fido degli esperti che mi dicono che la situazione è sotto controllo e le misure intraprese sono solo di prevenzione». Parte della popolazione locale e gli ambientalisti mettono però sotto accusa l'allarme tardivo. Secondo Greenpeace, le autorità avrebbero poi sottostimato i rischi che lo iodio radioattivo può provocare nei bambini che «sono 22 volte superiori rispetto a quelli a cui sono sottoposti gli adulti in caso di ingerimento».
L'incidente, il più grave mai avvenuto in Belgio in campo nucleare, risale allo scorso fine settimana, ma solo ieri le autorità competenti hanno deciso di mettere in guardia la popolazione. E auto della polizia hanno cominciato a circolare con altoparlanti intimando agli abitanti che vivono entro un raggio di 5 chilometri dal luogo di non consumare la frutta e la verdura dei loro giardini, né di bere l'acqua piovana o il latte locale fino ad un nuovo ordine.

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Nucleare. Aggiornamento sull'incidente in Belgio per fuga di iodio all'Istituto di Radioelementi

Dopo una settimana dal primo allarme sulla perdita di iodio 131 all'Istituto di Radioelementi di Fleurus, in Belgio, che era stato classificato come poco rilevante, nella notte tra giovedì e venerdì l'allarme è stato lanciato su scala europea. La perdita sembrerebbe più grave del previsto, soprattutto per l'ambiente circostante. La popolazione limitrofa non dovrà consumare prodotti locali. L'allarme è stato dato questa notte dal sistema di informazione europeo sulle eventuali crisi rediologiche Ecurie, che come è successo alcuni mesi fa nel caso della centrale di Kurs - in Slovenia - è scattato lanciando in automatico l'allerta alle autorità dell'unione ed a tutte le autorità locali degli stati membri, che per questo motivo sono state le prime a ricevere e diffondere la notizia. Come hanno sottolineato questa mattina i portavoce della Commissione durante il consueto briefing con la stampa, dopo la notifica la questione è ora passata in mano alle autorità locali belghe, che da questa mattina si stanno occupando, a livello nazionale, dell'allarme. Sempre secondo le notizie diffuse dall'esecutivo di Bruxelles, per ora il governo locale di Fleurus ha adottato una serie di «azioni cautelative, in particolare restrizioni al consumo di produzioni di cibo locale (verdura e latte) in un raggio di 5 chilometri».

La perdita di iodio 131 non sembra però essere un incidente improvviso. L'Agenzia federale di controllo nucleare (Afcn) nazionale belga aveva infatti lanciato l'allarme già nei giorni scorsi: il 25 agosto l'agenzia veniva informata dalll'Ire di «aumenti delle emissioni di iodio» avvenuti il fine settimana scorso. L'allarme lanciato questa notte sembra invece delineare tutt'altra urgenza. Il sindaco di Charleroi, capoluogo della provincia in cui si trova la cittadina di Fleurus, Jean-Jacques Viseur ha dichiarato stamattina alla stampa locale di essere «scioccato per la mancanza di iniziativa» dell'Afcn, che non avrebbe notificato l'urgenza di un provvedimento da parte del governo locale.

Le versioni online dei principali quotidiani belgi sono oggi piene di commenti di cittadini sui forum, che chiedono cosa devono fare con gli alimenti comprati ai mercati locali, con il latte proveniente da allevamenti limitrofi, con i prodotti delle piantagioni personali, di cui hanno continuato a nutrirsi prima che l'allarme diventasse di dimensioni allarmanti.

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Nucleare: incidenti in Belgio e Austria

Nucleare: fuga radioattiva in Belgio, più grave del previsto

Più grave di quanto si pensasse la fuga radioattiva che si è verificata lo scorso fine settimana da un laboratorio vicino a Charleroi, in Belgio. I test condotti sul terreno nei pressi dell'impianto hanno segnalato livelli di radioattività più alti di quelli registrati subito dopo l'incidente. L'agenzia federale belga per l'energia atomica ha indicato il livello di pericolosità tre su una scala da uno a sette. Le autorità hanno raccomandato agli abitanti della zona di non mangiare gli ortaggi coltivati in loco e di non portare le mucche al pascolo.

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Austria: incidente nucleare in laboratorio AIEA, escluso impatto ambientale

Non si registrano tracce di radioattivita' all'esterno di un laboratorio dell'Agenzia atomica internazionale (Aiea) a Seibersdorf, 35 chilometri a sud di Vienna, in Austria, in seguito all'esplosione di un piccolo container di plutonio avvenuta lo scorso 3 agosto. Lo assicura Michael Hlava, portavoce del Centro di ricerca austriaco (Arc) che ha condotto analisi indipendenti su mandato della stessa Aiea. Hlava ha escluso qualsiasi impatto ambientale derivante dalla fuoriuscita di circa un grammo di plutonio. "Non abbiamo rilevato alcun incremento dei valori", ha detto il portavoce dell'Arc. L'incidente e' avvenuto durante la notte, pertanto, secondo quanto afferma l'istituto incaricato dall'Aiea di compiere analisi indipendenti, e' da escludere anche il rischio di contaminazione per il personale del laboratorio. Tuttavia si tratta di un evento che ha sollevato dibattiti e aspre polemiche in Austria, dove l'opinione pubblica e' tradizionalmente contraria al ricorso al nucleare. Il direttore generale dell'Aiea, l'egiziano Mohamed ElBaradei, l'anno scorso ha chiesto lo stanziamento di fondi supplementari per 27,2 milioni di euro, allo scopo di rafforzare le misure di sicurezza nei laboratori dell'agenzia atomica, dove vengono effettuati anche test e studi sulle attivita' nucleari dell'Iran.

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