Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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martedì 24 settembre 2019

100 mila furgoni elettrici ordinati da Amazon


Con un comunicato stampa del 19 Settembre, Amazon ha dichiarato l'intenzione di acquistare 100 mila furgoni elettrici entro il 2030 di cui 10 mila entro il 2022 calcolando il risparmio di 4 milioni di tonnellate di carbonio all'anno entro il 2030.


Con l' investimento di  440 milioni di dollari precedentemente annunciato in Rivian, il produttore di veicoli elettrici a emissioni zero con sede aPlymouth, Michigan e un impianto di produzione in Normal, Illinois, Amazon ha l'intenzione di iniziare a consegnare i pacchi con i nuovi furgoni elettrici ai clienti già nel 2021 raggiungendo il numero di 10.000 nuovi veicoli elettrici su strada alla fine del 2022. Tutti i 100.000 veicoli sarnno in circolazione entro il 2030.


Fonte: Amazon
Foto: businesswire.com

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venerdì 9 novembre 2018

Carburanti, i numeri della crisi


Migliaia di aziende chiuse, il precariato che dilaga e l'impennata di abusivismo ed illegalità. E' questo il bilancio tracciato da un Rapporto Faib Confesercenti sul settore dei distributori di carburante, che hanno subito le ripercussioni della crisi petrolifera degli ultimi anni.

A lanciare l'allarme è Martino Landi, presidente dell'associazione che rappresenta i gestori di carburanti. "Negli ultimi sette anni – spiega – hanno chiuso circa 4mila pompe colorate.

E altri 10 mila sono già senza contratto o precari, a causa della sistematica violazione delle leggi sull'affidamento degli impianti da parte di chi eredita le reti dei grandi marchi. Una situazione che ha dato vita ad una contrattazione tanto di fantasia quanto illegale, fino al caporalato petrolifero, come dimostra la sentenza contro Petrolifera Adriatica. Bisogna intervenire per riportare ordine nel settore: è a rischio il lavoro di oltre 10mila operatori".

Il rapporto evidenzia che tra il 2010 e 2017 i punti vendita colorati – cioè convenzionati con un marchio – sono passati da 21 mila a 16.667, con una riduzione del 21%; sono diminuiti in modo più drastico gli operatori indipendenti che espongono marchi delle compagnie petrolifere (-31% in dieci anni) ma anche gli impianti delle compagnie petrolifere stesse (-17% sempre in dieci anni).

Si allarga, invece, la zona grigia delle pompe bianche: dal 2010 l'aumento è del 138%, e da 1.780 unità arrivano a oltre 4 mila. Il 41% dei punti vendita sono stazioni di servizio e anche se in valore assoluto si sono ridotte, il loro peso non è cambiato. A cornice di questo quadro cresce anche l'allarme illegalità su tutta la rete, che ormai investe tutti i passaggi nodali della filiera. Dall'arrivo sulla rete di distribuzione di prodotti di provenienza opaca all'immissione di prodotti carburanti di qualità scadente.

Fonte Gestoricarburanti.it




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