Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


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lunedì 16 marzo 2020

Solo le auto a emissioni zero (elettriche) possono essere etichettate come ''verdi''


Solo le auto a emissioni zero possono essere etichettate come ''verdi'', conclude  un gruppo di esperti UE.
L'UE ha pubblicato un rapporto chiave che aiuterà a decidere quali investimenti finanziari possono essere etichettati ambientalmente sostenibili  sotto la nuova legge verde di 'tassonomia' (nota: la tassonomia è la disciplina della classificazione in gerarchia su base scientifica).

Solo investimenti nella produzione di automobili a zero emissioni - come i veicoli elettrici - possono essere etichettati sostenibili dal settore finanziario, secondo le raccomandazioni di un gruppo di esperti tecnici.

La Federazione europea per i trasporti e l'ambiente, Transport & Environment (T & E), e cinque tra i più importanti gruppi ambientalisti hanno accolto con favore la mossa, ma avvertono che l'UE non dovrebbe includere camion e navi che pretendono di utilizzare la bioenergia.

Fonte Transport & Environment

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mercoledì 4 marzo 2020

Immatricolazioni auto elettriche + 900%, auto ibride +96,6% a Febbraio 2020


Col comunicato stampa dell'UNRAE abbiamo visto che a Febbraio 2020 le immatricolazioni delle autovetture sono calate del 8,4 % in Italia rispetto allo stesso mese dell'anno passato. I dati provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-29,4%) delle immatricolazioni di vetture diesel

Forte crescita del 96,6% nel mese per le ibride, con 18.026 unità immatricolate in rappresentanza del 11% del mercato. 

Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+900%) con 2.530 unità e una quota dell’1,5%. .
nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.
Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure

Ancora un record mensile di immatricolazioni delle auto elettriche, dopo Gennaio arriva Febbraio che risulta essere anche record assoluto. 2.500 unità immatricolate,  l'1,5% del mercato complessivo,  4.473 nei primi 2 mesi del 2020.


La progressione mese dopo mese delle immatricolazioni.





Le auto ibride

Stessa situazione per le ibride, ancora un record mensile, dopo Gennaio arriva Febbraio che risulta essere anche record assoluto. 18.026 unità immatricolate,  l'11% del mercato complessivo,  33.715  nei primi 2 mesi del 2020.


La progressione mese dopo mese delle immatricolazioni.





L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.



Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Febbraio 2020.

I  gradini del podio delle elettriche pure:

  1 RENAULT ZOE 387,
      2    VOLKSWAGEN UP!         341,
           3  PEUGEOT 208                287.

Nei primi 2 mesi del 2020

  1 RENAULT ZOE 797,
      2    PEUGEOT 208                   605,
           3   VOLKSWAGEN UP!          556.

I  gradini del podio delle ibride (compare la 500 elettrica al secondo posto):

1 FORD PUMA 1.914,
2 FIAT 500 1.728,
      3 TOYOTA C-HR  1.1661.

Nei primi 2 mesi del 2020

1 FORD PUMA 3.487,
2 TOYOTA YARIS 3.237,
      3 TOYOTA C-HR  2.955.


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venerdì 7 febbraio 2020

La Gran Bretagna vieta le vendite di auto diesel e benzina dal 2035


La Gran Bretagna vieterà le vendite delle auto a benzina e diesel dal 2035 cioè cinque anni anticipo del previsto e per la prima volta anche i veicoli ibridi saranno colpiti dal divieto.

Il governo britannico ha spiegati che il provvedimento si rende necessario in funzione di un  approccio più aggressivo  per combattere la crisi climatica e contribuire all'obiettivo del taglio delle emissioni di biossido di carbonio per arrivare entro il 2050 a emissioni zero.

Con le nuove regole impegnative pone  il Regno Unito in  quel gruppo di paesi che contrastano l'uso di auto alimentate a combustibili fossili. La Norvegia vuole che tutte le nuove autovetture e furgoni venduti nel paese debbano essere veicoli a emissioni zero entro il 2025, e l'India ha chiesto che entro il 2030 tutte  le auto nuove vendute siano alimentate a energia elettrica .


L'articolo completo della CNN Affari è qui



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mercoledì 5 febbraio 2020

Balzo dell auto elettriche + 587%, auto ibride +82% a Gennaio 2020




Col comunicato stampa dell'UNRAE del 3 Febbraio 2020 abbiamo visto che a GENNAIO 2020 le immatricolazioni delle autovetture sono calate del 5,9% Italia rispetto allo stesso mese dell'anno passato. I dati provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture dieselCrescita dell’82% nel mese per le ibride, con 15.600 unità immatricolate in rappresentanza del 10% del mercato. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di metano a 4.100 unità mentre si contraggono (-21%) quelle di gpl a 9.600 unità.


nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.
Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure



Le auto ibride


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.


Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a GENNAIO 2020.

Novità su tutti i gradini del podio delle elettriche pure:

  1 RENAULT ZOE 411,
      2    PEUGEOT 208                 318,
           3  VOLKSWAGEN UP!      215.

Novità anche sui gradini del podio ( secondo posto) delle ibride:

1 TOYOTA YARIS 1.699,
2 FORD PUMA 1.554,
      3 TOYOTA C-HR  1.287.




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lunedì 13 gennaio 2020

Apripista verso le auto e furgoni a emissioni zero è partita la normativa UE anti inquinamento


I nuovi standard di emissioni di CO2 per le nuove autovetture e furgoni si applicano a partire dal 1 gennaio  2020

Dal 1° gennaio 2020, nuovi standard di emissioni di CO2 per le autovetture e furgoni nuovi è in applicazione. I produttori dovranno ora soddisfare i nuovi obiettivi più rigorosi stabiliti per i livello di emissioni medie della flotta di nuove auto e furgoni registrati in un determinato anno civile. 

Entro il 2025, i produttori dovranno ridurre le emissioni a livello di flotta del 15% per entrambe le categorie, vetture e furgoni, rispetto ai livelli del 2021.

Entro il 2030, avranno bisogno di raggiungere una riduzione del 37,5% per le auto e riduzione del 31% per i furgoni

Il regolamento include anche un meccanismo per incentivare la diffusione dei veicoli a zero o basse emissioni, in modo tecnologicamente neutrale. Il nuovo regolamento ridurrà i costi del consumo di carburante per i consumatori e rafforzare la competitività dell'industria automobilistica europea, stimolando l'occupazione e contribuire al raggiungimento degli impegni assunti dalla UE nell'ambito dell'accordo di Parigi. 

Le nuove norme prevedono una transizione graduale verso la mobilità a emissioni zero, consentendo tempo sufficiente per la riqualificazione dei lavoratori del settore automobilistico, ed inviare un segnale chiaro ai potenziali investitori dei rifornimenti e infrastrutture di ricarica.

 Dal comunicato stampa della Commissione europea del 3/1/2020



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mercoledì 8 gennaio 2020

Auto elettriche + 140,6%, auto ibride +70,1% a Dicembre 2019


Col comunicato stampa dell'UNRAE del 2 Gennaio 2020 abbiamo visto che Dicembre 2019 le immatricolazioni delle autovetture sono cresciute del 12,2% in Italia rispetto allo stesso mese dell'anno passato, e di un misero 0,1% a livello annuale. I dati provengono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

Sul fronte delle alimentazioni a zero o basse emissioni si rileva che le autovetture ibride toccano le 9.776 unità nel mese, in crescita del 70,1% e al 6,9% come quota di mercato.  Nei 12 mesi salgono  del 33,4% rispetto al 2018 con a quasi 116.327 unità, con una quota del 6%
Nettamente positiva la dinamica di crescita delle auto elettriche con un +122,1% di incremento rispetto a Dicembre dell'anno passato e + 110,8% nel periodo gennaio-dicembre. La quota nel mese è dello 0,6% mentre è dello 0,5% nei 12 mesi.


nostri grafici delineano l'andamento delle vendite mese per mese nell'anno solare a partire dal 2010.

Con i grafici viene del tutto evidente la crescita significativa delle vendite delle auto a emissioni locali zero e basse.

Le auto elettriche pure



Le auto ibride


L'ultimo grafico è la progressione mensile delle immatricolazioni delle auto elettriche e ibride a partire da Gennaio 2009.




Vediamo adesso la classifica delle auto elettriche e ibride più vendute a Dicembre 2019.

Sui gradini del podio delle elettriche pure troviamo :

  1 TESLA  MODEL 3 296 unità,
2 SMART FORTWO 239,
       3  HYUNDAI KONA 56.

Nei 12 mesi:

1  SMART FORTWO   2.359,
  2   RENAULT ZOE  2.180,
    3 TESLA  MODEL 3 1.943.


Sui gradini del podio delle ibride  troviamo :

1 TOYOTA YARIS 1.281,
2 TOYOTA C-HR  959,
      3 TOYOTA COROLLA 777.

Nei 12 mesi:

1 TOYOTA YARIS 24.083,
  2 TOYOTA C-HR 15.520,
     3 TOYOTA RAV4 10.231.




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venerdì 20 dicembre 2019

BMW affina la tecnologia dell'auto elettrica pura iX3


La BMW iX3, la cui produzione inizierà nel 2020, avrà una percorrenza di oltre 440 km (secondo le norme di prova WLTP)  con una batteria netta di 74 kWh *. Il primo Sports Activity Vehicle (SAV) puramente elettrico è il pioniere della tecnologia BMW eDrive di quinta generazione, che, a partire dal 2021, sarà impiegata anche nella BMW i4 e nella BMW iNEXT. A tale scopo, sia il sistema di azionamento che l'unità batteria ad alta tensione con tecnologia all'avanguardia delle celle della batteria sono stati completamente rivisti. La BMW iX3 rappresenta un'ulteriore pietra miliare nella realizzazione coerente della strategia di elettrificazione del BMW Group. Nel 2020 la BMW X3 diventerà il primo modello del marchio disponibile sia con motori a benzina e diesel convenzionali, sia ibrida plug-in e trazione puramente elettrica. Con questa offerta di 'alimentazione', la società operante a livello globale sta prendendo in considerazione le diverse esigenze dei propri clienti in tutto il mondo, nonché la massima efficacia nella riduzione delle emissioni di CO2. La BMW iX3 è prodotta per il mercato mondiale dalla joint venture BMW Brilliance Automotive a Shenyang, in Cina.
La tecnologia BMW eDrive di quinta generazione è la chiave per la sostenibilità orientata al futuro per i veicoli con sistemi di guida elettrificati. È il risultato di un costante lavoro di sviluppo nell'ambito di BMW EfficientDynamics e dell'esperienza acquisita dal BMW Group nel campo della mobilità elettrica che dura da più di 10 anni. Tutti i componenti del propulsore utilizzati per la tecnologia BMW eDrive sono stati sviluppati esclusivamente dal BMW Group. Inoltre, il motore elettrico e le batterie ad alta tensione sono prodotti in impianti di produzione di proprietà del gruppo. In questo modo, il BMW Group garantisce un'influenza decisiva sulle proprietà del prodotto e sulla qualità di ciascun componente. Inoltre, l'unità di azionamento e l'unità batteria ad alta tensione sono scalabili in modo flessibile in termini di potenza e contenuto energetico e possono quindi essere utilizzate in vari concetti e segmenti di veicoli.

EfficientDynamics: nuovo componente di trazione con alta efficienza e caratteristiche di potenza.

La tecnologia BMW eDrive di quinta generazione comprende un'unità di trasmissione in cui motore elettrico, l'elettronica di sistema e la trasmissione sono riuniti in un alloggiamento centrale. Di conseguenza, lo spazio di installazione richiesto dalla tecnologia di trazione e il suo peso sono notevolmente ridotti. Il rapporto tra potenza del motore e peso del sistema di azionamento migliora di circa il 30% rispetto alla generazione precedente. Il motore elettrico della BMW iX3 eroga una potenza massima di 210 kW / 286 CV. La coppia di 400 Nm consente un'elevata accelerazione iniziale e mantiene un livello elevato anche alle velocità del motore superiori grazie alle esclusive misure di progettazione BMW. Un'ulteriore caratteristica speciale del motore elettrico che viene utilizzato per la prima volta nella BMW iX3 è un metodo di costruzione che elimina la necessità di utilizzare materiali a terre rare. Il motore elettrico utilizzato nella BMW iX3 trasferisce potenza alle ruote posteriori. Ciò comporta un ulteriore aumento dell'efficienza del sistema di trazione. 

Batterie ad alta tensione con una maggiore densità energetica e un uso responsabile delle materie prime. 

L'unità batteria ad alta tensione della BMW iX3 è parte integrante della quinta generazione eDrive di BMW e si basa sull'ultima evoluzione della tecnologia NMC-811 nel tipico design prismatico BMW. Il BMW Group ha eccezionali capacità di sviluppo in questo campo. Questo know-how sfocia in specifiche precise per quanto riguarda l'uso dei materiali e il design della batteria, secondo il quale vengono prodotte le celle della batteria. Il costante lavoro di ricerca e sviluppo non solo aumenta la densità energetica, ma migliora costantemente anche tutte le caratteristiche delle celle della batteria, in particolare anche la durata e la sicurezza. In totale, la batteria ad alta tensione BMW mostra l'ottimizzazione di ciò che è possibile al giorno d'oggi. Allo stesso tempo, gli ingegneri BMW sono stati in grado di ridurre di altri due terzi la quota di cobalto contenuta nella batteria. Rispetto alla precedente tecnologia utilizzata dal BMW Group, la densità di energia gravimetrica a livello di cella nella BMW iX3 è superiore di circa il 20%. Con la BMW iX3 le materie prime, il Cobalto e il Litio, per la prima volta vengono acquistate direttamente da BMW e poi consegnate al produttore delle celle della batteria. 
Inoltre, la scalabilità e il design compatto dell'unità batteria ad alta tensione sono stati ulteriormente ottimizzati. Le celle della batteria sono raggruppate in moduli in punti di produzione BMW specializzati e infine assemblate come pacchi batteria ad alta tensione allineati a ciascun modello. L'unità batteria ad alta tensione della BMW iX3 è installata in una posizione estremamente piatta sul pavimento del veicolo. Grazie a questa disposizione, non vi è alcuna perdita di spazio per i passeggeri e il bagagliaio rispetto alle versioni convenzionalmente motorizzate della BMW X3.

Maggiore autonomia grazie all'alta efficienza anziché a una batteria più grande

Con un contenuto energetico netto di 74 kWh, l'unità batteria ad alta tensione installata nella BMW iX3 raggiunge un'autonomia di oltre 440 km  nel ciclo di prova legislativo WLTP. Nel suo segmento, la BMW iX3 vanta non solo un consumo energetico unico inferiore a meno di 20 kWh / 100 km in base al ciclo di prova WLTP, ma rappresenta anche un nuovo rapporto tra dimensioni della batteria e autonomia. Grazie alla valutazione di efficienza favorevole dei componenti della trasmissione e all'elevata densità di energia dell'unità batteria ad alta tensione, la BMW iX3 raggiunge una percorrenza che è possibile solo per veicoli elettrici comuni con batterie più grandi e quindi più pesanti.

Impatto ambientale positivo garantito.

L'impronta ecologica 'reale' dei veicoli elettrici è talvolta messa in discussione, in particolare nei mercati che hanno ancora una bassa percentuale di elettricità verde nella rete elettrica pubblica. Nel BMW Group ogni modello elettrificato deve dimostrare che per l'intero ciclo, comprendente l'approvvigionamento di materie prime, la catena di approvvigionamento, la fase di produzione e utilizzo, nonché il riciclaggio, il suo bilancio di CO2 è sostanzialmente migliore di quello di un fratello alimentato convenzionalmente. Per la BMW iX3 il vantaggio relativo è superiore al 30 % rispetto a una BMW X3 sDrive 20d quando viene utilizzato un alimentatore europeo medio durante la fase di utilizzo dell'auto. Se il veicolo è ricaricato con elettricità verde, il vantaggio è di circa il 60%. Inoltre, in analogia con la tecnologia BMW i3 Plug & Play, la batteria ad alta tensione presente nella BMW iX3 è prevista per una seconda vita come batteria fissa per il periodo successivo alla prima lunga vita in auto. In questo modo è possibile migliorare ulteriormente il già positivo bilancio di CO2 della BMW iX3.

(Nota: i dati sono da considerare ancora preliminari)

Tratto dal comunicato stampa BMW


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mercoledì 11 dicembre 2019

La Ue approva finanziamenti di stato di 3,2 miliardi di € per le batterie


Aiuti di Stato: la Commissione approva un sostegno pubblico di 3,2 miliardi di € da parte di sette Stati membri a favore di un progetto paneuropeo di ricerca e innovazione in tutti i segmenti della catena del valore delle batterie.
La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell'UE sugli aiuti di Stato, un importante progetto di comune interesse europeo ("IPCEI"), notificato congiuntamente da Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia per sostenere la ricerca e l'innovazione nel settore prioritario comune europeo delle batterie.

I sette Stati membri erogheranno nei prossimi anni finanziamenti fino a circa 3,2 miliardi di € a favore di tale progetto che ci si aspetta possa mobilitare 5 miliardi di € supplementari di investimenti privati. Il completamento del progetto nel suo insieme è previsto per il 2031 (con un calendario diverso per i singoli sottoprogetti).

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva designata per “Un'Europa pronta per l'era digitale” e Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: "La produzione di batterie in Europa riveste un interesse strategico per l'economia e la società dato il suo potenziale in termini di mobilità pulita e di energia, creazione di posti di lavoro, sostenibilità e competitività. I nostri importanti progetti di comune interesse favoriscono la cooperazione tra autorità pubbliche e industrie di diversi Stati membri per la realizzazione congiunta di ambiziosi progetti di innovazione con ricadute positive per i settori industriali e le regioni. L'aiuto approvato garantirà che questo importante progetto possa essere realizzato senza falsare indebitamente la concorrenza."

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, ha dichiarato: "I nostri sforzi per dare impulso all'innovazione nell'ambito dell'European Battery Alliance si stanno traducendo nella creazione di forti partenariati industriali. Grazie agli intensi sforzi prodigati da sette Stati membri, dall'industria e dalla Commissione, si sta creando il primo grande ecosistema paneuropeo delle batterie, con progetti all'avanguardia in tutti i segmenti di questa strategica catena del valore. Abbiamo trovato la ricetta giusta per la nostra politica industriale del 21° secolo: una forte cooperazione all'interno del settore industriale, un'azione concertata volta ad accelerare l'innovazione dai "laboratori al mercato", la combinazione di strumenti finanziari provenienti sia dal settore pubblico che da quello privato e un quadro normativo proiettato verso il futuro per sostenere un'economia europea più forte e basata sulla conoscenza".

Il progetto coinvolgerà 17 partecipanti diretti, per lo più soggetti del settore industriale, comprese le piccole e medie imprese (PMI), alcuni dei quali con attività in più di uno Stato membro. I partecipanti diretti collaboreranno strettamente tra loro e con oltre 70 partner esterni, quali piccole e medie imprese (PMI) e organismi pubblici di ricerca di tutta Europa.

Dopo intense discussioni tecniche, durate tre mesi, tra la Commissione e i soggetti interessati, il progetto è stato formalmente notificato alla Commissione nell'ottobre 2019 ai fini della sua approvazione ai sensi delle norme dell'UE sugli aiuti di Stato. Dopo la notifica, la Commissione ha completato la sua valutazione e ha adottato rapidamente una decisione per garantire un'attuazione del progetto sollecita e senza intoppi.

Il progetto

La transizione verso la neutralità climatica, anche attraverso una mobilità pulita e a basse emissioni, offrirà notevoli opportunità per la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo tecnologico. La domanda di batterie dovrebbe crescere molto rapidamente negli anni a venire. Le politiche lungimiranti in materia di ricerca, sviluppo e innovazione avranno un ruolo fondamentale per consentire all'Europa e ai suoi Stati membri di trarre il massimo vantaggio da questa transizione. Alla fine del 2017 la Commissione aveva varato la “European Battery Alliance” con gli Stati membri e i rappresentanti dell'industria interessati e nel maggio 2018 aveva adottato un piano d'azione strategico per le batterie.

Il progetto di oggi, che si iscrive in questa serie di iniziative, sostiene lo sviluppo di tecnologie altamente innovative e sostenibili per le batterie agli ioni di litio (elettrolita liquido e stato solido) che hanno una durata maggiore, tempi di ricarica più brevi oltre ad essere più sicure ed ecologiche di quelle attualmente disponibili. Il progetto comporta attività di ricerca ambiziose e rischiose per realizzare innovazioni che vadano oltre lo Stato dell'arte in tutta la catena del valore delle batterie, dall'estrazione e lavorazione delle materie prime, alla produzione di sostanze chimiche avanzate, alla progettazione di celle e moduli di batterie e alla loro integrazione nei sistemi intelligenti, al riciclaggio e alla ridestinazione delle batterie usate.

Le innovazioni mireranno inoltre specificamente a migliorare la sostenibilità ambientale in tutti i segmenti della catena del valore delle batterie, con l'obiettivo di ridurre l'impronta di CO2 e i rifiuti generati nei differenti processi di produzione e di mettere a punto processi di smantellamento, riciclaggio e raffinamento sostenibili e rispettosi dell'ambiente, in linea con i principi dell'economia circolare.

Più nello specifico, i partecipanti al progetto e i loro partner concentreranno il loro lavoro su quattro settori:

(1)  Materie prime e materiali avanzati: il progetto mira a definire processi innovativi sostenibili per l'estrazione, la concentrazione, la raffinazione e la purificazione dei minerali al fine di generare materie prime di elevata purezza. Per quanto riguarda i materiali avanzati (come catodi, anodi e elettroliti), il progetto si propone di migliorare i materiali esistenti, o di crearne di nuovi, da utilizzare in celle di batterie innovative.

(2)  Celle e moduli: il progetto mira a sviluppare celle e moduli innovativi con l'obiettivo di garantire la sicurezza e le prestazioni necessarie sia per le applicazioni automobilistiche sia per quelle di altro tipo (ad es., accumulatori stazionari di energia, utensili elettrici, ecc.).

(3)  Sistemi di batterie: il progetto ha l'obiettivo di sviluppare sistemi innovativi di batterie, compresi software e algoritmi per la gestione delle batterie e metodi di prova innovativi.

(4)  Ridestinazione, riciclaggio e raffinazione: il progetto ha l'obiettivo di mettere a punto processi sicuri e innovativi per la raccolta, lo smantellamento, la ridestinazione, il riciclaggio e la raffinazione dei materiali riciclati.

Valutazione della Commissione

Quadro relativo ai progetti di comune interesse europeo (IPCEI)

La Commissione ha valutato il progetto proposto ai sensi delle norme in materia di aiuti di Stato dell'UE, più in particolare ai sensi della Comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI). Nei casi in cui non possano concretizzarsi iniziative private a sostegno dell'innovazione a causa del considerevole rischio che questo tipo di progetti implica, la comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo permette agli Stati membri di superare tali lacune di mercato e di promuovere la realizzazione di progetti innovativi.

Per poter beneficiare di un sostegno ai sensi della comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo, un progetto deve: i) contribuire agli obiettivi strategici dell'UE; ii) coinvolgere più di uno Stato membro; iii) comportare finanziamenti privati da parte dei beneficiari; iv) avere ricadute positive in tutta l'UE e v) essere altamente ambizioso in termini di ricerca e innovazione, ovvero andare al di là di quello che è generalmente riconosciuto come lo "stato dell'arte" nel settore interessato.

Valutazione dell'IPCEI sulle batterie

La Commissione ha constatato che il progetto di comune interesse europeo sulle batterie è conforme a tutte le condizioni previste dalla sua comunicazione.

In particolare, la Commissione rileva che:
  • la catena del valore delle batterie riveste un'importanza strategica per il futuro dell'Europa, in particolare per quanto riguarda la mobilità pulita e a basse emissioni;
  • il progetto in questione ha un ambito di applicazione ampio che copre l'intera catena del valore delle batterie. Si tratta di un progetto molto ambizioso in quanto mira a sviluppare tecnologie e processi che non sono attualmente disponibili e consentirà di migliorare notevolmente l'efficienza e l'impatto ambientale. Il progetto comporta inoltre significativi rischi tecnologici e finanziari che potrebbero causare fallimenti o ritardi. Il sostegno pubblico è pertanto necessario per incentivare le imprese a realizzare gli investimenti;
  • i risultati del progetto saranno ampiamente condivisi dalle imprese partecipanti che beneficiano del sostegno pubblico con la comunità scientifica e l'industria europee, in un ambito che andrà ben al di là di quello delle imprese partecipanti. Di conseguenza, si avranno ricadute positive in tutta Europa. In ultima analisi, tutte queste attività contribuiranno allo sviluppo di un ecosistema nel settore delle batterie a livello dell'UE;
  • l'attuazione del progetto sarà monitorata tramite una struttura di governance dedicata composta da rappresentanti delle autorità pubbliche dei sette Stati membri partecipanti e dei partecipanti diretti. Anche la Commissione parteciperà alle riunioni della struttura di governance. Ogni anno sarà organizzata una conferenza pubblica aperta a tutti i portatori di interessi allo scopo di presentare i principali risultati delle attività dei partecipanti.

La Commissione ha constatato inoltre che l'aiuto alle singole imprese è necessario, proporzionato e non falsa indebitamente la concorrenza.

Su tale base, la Commissione ha concluso che l'importante progetto di comune interesse europeo nel settore delle batterie, notificato congiuntamente da Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia è conforme alle disposizioni dell'UE in materia di aiuti di Stato.

Si tratta del secondo importante progetto di comune interesse europeo nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione approvato dalla Commissione dall'adozione delle norme pertinenti nel 2014, dopo l'IPCEI nel settore della microelettronica approvato nel dicembre 2018.

Beneficiari e importi del finanziamento

Il progetto coinvolgerà 17 partecipanti diretti provenienti dai sette Stati membri, alcuni dei quali saranno attivi in più di uno Stato membro. Il progetto nel suo insieme dovrebbe essere completato entro il 2031 (ma per ciascuno dei singoli sottoprogetti è previsto un calendario specifico).

I partecipanti diretti potrebbero ricevere finanziamenti fino a circa a 3,2 miliardi di €. Più nello specifico, il Belgio ha chiesto l'autorizzazione a concedere finanziamenti per circa 80 milioni di €; la Finlandia per circa 30 milioni di €; la Francia per circa 960 milioni di €; la Germania per circa 1,25 miliardi di €; l'Italia per circa 570 milioni di €; la Polonia per circa 240 milioni di € e la Svezia per circa 50 milioni di €. Tuttavia, una quota significativa degli utili aggiuntivi realizzati dai partecipanti sarà condivisa con i contribuenti mediante un meccanismo di recupero. In altri termini, se i progetti si riveleranno efficaci, generando entrate nette supplementari al di là delle proiezioni, le imprese restituiranno ai rispettivi Stati membri una parte del denaro dei contribuenti ricevuto.

La Commissione ha accertato che il totale degli importi massimi previsti degli aiuti è in linea con i costi ammissibili dei progetti previsti e i loro deficit di finanziamento.

I partecipanti diretti, gli Stati membri che li sostengono e i diversi ambiti del progetto sono i seguenti:



Contesto

Nel giugno 2014 la Commissione aveva adottato una comunicazione sulla promozione di importanti progetti di comune interesse europeo, che stabiliva i criteri in base ai quali gli Stati membri possono sostenere progetti transnazionali di importanza strategica per l'UE ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Tale quadro mira a incoraggiare gli Stati membri a sovvenzionare progetti che apportino un chiaro contributo alla crescita economica, all'occupazione e alla competitività in Europa.

Il quadro relativo agli importanti progetti di comune interesse europeo, che integra altre normative sugli aiuti di Stato, come il regolamento generale di esenzione per categoria e la disciplina sugli aiuti a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, permette di sostenere progetti innovativi, garantendo al contempo la limitazione delle eventuali distorsioni di concorrenza.

Il quadro di valutazione degli aiuti di Stato indica che oltre il 96 % delle nuove misure di ricerca, sviluppo e innovazione, per le quali la spesa è stata comunicata per la prima volta, è stato concesso a norma del regolamento generale di esenzione per categoria e che potrebbe essere erogato più rapidamente. Le norme previste dal quadro relativo agli importanti progetti di comune interesse europeo sostengono gli investimenti a favore della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione nonché gli investimenti per la prima applicazione industriale, a condizione che i progetti che ricevono il finanziamento siano altamente innovativi e non riguardino la produzione di massa o attività commerciali. Esse richiedono inoltre un'ampia diffusione e un impegno a far conoscere le nuove conoscenze in tutta l'UE e una dettagliata valutazione sotto il profilo della concorrenza al fine di ridurre al minimo eventuali distorsioni indebite.

La Commissione ritiene che le batterie rappresentino una catena del valore strategica, in cui l'UE deve accrescere investimenti e innovazione nell'ambito di una strategia di politica industriale rafforzata, volta a costruire una base industriale integrata, sostenibile e competitiva.Alla fine del 2017 la Commissione aveva varato la “European Battery Alliance” con gli Stati membri e i rappresentanti dell'industria interessati e nel maggio 2018 aveva adottato un piano d'azione strategico per le batterie.

Fonte Commissione Ue

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venerdì 6 dicembre 2019

Electrobats, i taxi elettrici del 1898 a New York



Nella foto vediamo un paio di Morris e Salom Electrobats di fronte all'Old Metropolitan Opera House New York sulla 39th Street di Manhattan nel 1898. Le Electrobats erano auto elettriche a batteria usate per servizio di taxi a New York.

Qualche notizia sulla MORRIS & SALOM ELECTRIC CARRIAGE AND WAGON Co. tratta dal libro "Auto di Leggenda: 116 Le prime auto della storia" di Jorge Lucendo.

L' "Electrobat" fu progettata e costruita nel 1894 dall'ingegnere meccanico Henry G. Morris e dal chimico Pedro G. Saloni a Philadelphia, in Pennsylvania. Entrambi avevano sperimentato i tram elettrici con le batterie e, mentre il settore dei tram a batteria stava scomparendo, iniziarono a collaborare alla realizzazione di veicoli stradali alimentati a batteria. La loro invenzione fu brevettata il 31 agosto 1894.
Costruita come una versione piccola di un tram a batterie, Electrobat era un veicolo lento, pesante e poco pratico, costruito con ruote in acciaio per sopportare l'elevato peso di 726 Kg (1.600 libbre) del grande pacco batteria al piombo. L'Electrobat entrò in produzione nel 1895 e nel 1896 Morris e Salom, con un capitale di $ 10.000, fondarono la "Morris & Salom Electric Carriage and Wagon Company", diventando così la prima compagnia di auto elettriche in America. Il piano iniziale era la produzione di veicoli elettrici aperti e chiusi, per passeggeri e merci, furgoni, autobus e pullman. Le successive versioni di Electrobat erano più leggere, avevano pneumatici e telai normali costruiti dalla ditta "Caffrey Carriage Company" nella città di Camden, nel New Jersey. Le vetture Electrobat avevano la trazione posteriore ed erano equipaggiate con due motori da 1,5 HP che avevano un'autonomia di 40 chilometri (25 miglia),  raggiungendo una velocità massima di 32 km/h (20 mph).
Sulla base dell'Electrobat, Morris e Salom decisero di costruire una decina di taxi ispirati ai taxi di tipo "Hanson" (i taxi di Hanson erano carrozze trainate da cavalli con una cabina passeggeri e l'autista seduto fuori sul retro)  con l'obiettivo di competere con i taxi a cavallo che erano in servizio in quel momento in città come New York o Boston. Morris e Salom riuscirono a vendere il progetto a Isaac L. Rice, che nel 1897 riorganizzò la compagnia nella "Electric Vehicle Company" (EVC) e la trasferì a Elizabet H Port, nel New Jersey, e che in seguito divenne parte dell'impero "Papa".


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