Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


lunedì 5 dicembre 2011

PM10, inquinamento a Firenze

Ritornano e si stabilizzano gli sforamenti delle poveri sottili, le famigerate  PM10, a Firenze. Il grafico riportato sotto è più che chiaro, tutte le centraline di rilevamento hanno segnalato lo sforamento negli ultimi giorni.

Il grafico è nostro, i dati sono ufficiali e sono quelli che ogni giorno l'ARPAT dirama nel proprio sito web dal 15 Novembre al 1 Dicembre. In diciassette giorni i picchi hanno il limite di legge, che è di 50 microgrammi per metro cubo come media giornaliera, numerose volte. I danni sono sanitari., ne abbiamo parlato più volte qui su ME. 

Sono stati richiesti provvedimenti  e presi dall'amministrazione cittadina con delibere che impongono di ridurre i riscaldamento abbassando il termostato a 18 °C e  17 ° e  limitando la circolazione stradale per i mezzi più inquinanti, ma evidentemente la cura è stata ininfluente.  O l'inquinamento è più forte o i provvedimenti sono non congrui. Per quanto riguardo la parte d'inquinamento procurata dal riscaldamento abbiamo qualche dubbio sulla sua efficacia essendo oramai quasi totale il passaggio dal carbone/petrolio al metano. Vogliamo supporre che il metano inquini comunque? e non poco? Sul versante inquinamento da traffico pensiamo che fermare le auto Euro 0 o Euro 1 e le auto e i mezzi diesel da 0 a 2 abbia poco rilevanza per il fatto che forse ne sono rimaste ben poche, troppo poche per determinare un abbassamento dell'inquinamento se femate. Il problema sta nel traffico troppo elevato. L'adeguamento delle auto a normative più stringenti (Euro 3-4-5) poco influiscono positivamente sulla diminuzione del particolato anzi, in certi casi, si produce più particolato ultrafine che sappiamo essere ancora più pericoloso per la salute umana, sembra che diminuisca (ed in effetti è così) ma si aumenta il numero di polveri ultrasottili. Si parla di passaggio diretto dai polmoni nel circolo sanguigno con il fondato pericolo di ictus e attacchi cardiaci. A questo riguardo rileviamo che secondo i dati ARPAT le PM2,5 sono inferiori alle PM10 dal punto di vista ponderale (75-80%) ma numericamente molte di più e per questo molto più pericolosa.

Urgono provvedimenti coraggiosi ... e seri. A chi spetta promulgarli?

domenica 4 dicembre 2011

Ancora auto elettriche dal Motor Show di Bologna

Focus elettrica

DR elettrica

Smart elettrica

I-MiEV elettrica

Gradevole intermezzo



ZOE elettrica

Twizy elettrica
  
La storica Ford Model T - 1929 (non elettrica)

.

sabato 3 dicembre 2011

Dal Motor Show di Bologna


Volvo, electric ed hybrid


Tuareg Hybrid 


Gradevole relax


Electric  Scooter Honda

.

venerdì 2 dicembre 2011

Energia elettrica, la Corea si unisce al coro: risparmiare

Note per noi sono le precauzioni 'necessarie volute dal Governo giapponese per non risentire troppo pesantemente della carenza di energia elettrica nazionale.  Adesso al Giappone si aggiunge la Corea del Sud che in qualche modo obbligherà la propria a spegnersi questo inverno per scongiurare un possibile blackout per mancanza di alimentazione elettrica. Il governo ha deciso di vietare le insegne luminose al neon nelle ore di punta e far funzionare meno le metropolitane nell'area metropolitana, il ministero ha esortato il pubblico a collaborare con il risparmio energetico che sarà attuato da dicembre fino alla fine di febbraio.
Le insegne di illuminazione al neon saranno vietate per tutte le strutture commerciali e altri luoghi dalle 17:00 del pomeriggio alle 07:00 del mattino.
Altre misure saranno attivate nei tre mesi. Le metropolitane funzioneranno per due ore in meno nella zona metropolitana di Seoul, i soggetti che consumano 1 MW o più saranno obbligati a tagliare i consumi elettrici del 10 % rispetto allo scorso anni, quelli che consumano 100 kW o più saranno obbligati tenere i termostati del riscaldamento a 20 gradi o meno. Per i trasgressori sono pronte le multe fino a 3 milioni di won , poco meno di 2 mila euro.
L'inverno non dovrà essere come la passata estate quando la richiesta indiscriminata di energia elettrica per far funzionare i condizionatori portò a vari blackout  per milioni di coreani.

.

giovedì 1 dicembre 2011

Quick Charger per auto elettriche, caricabatterie veloci della Nissan

La Nissan Motor Co., Ltd. ha iniziato le a vendere il  nuovo caricabatterie veloce in tutto il Giappone conforme al protocollo CHAdeMO. Naturalmente è compatibile con i veicoli elettrici Nissan e i veicoli elettrici prodotti da altre aziende, occupano uno spazio minimo per consentire una più facile installazione.

Costa 598.500 yen (5.735 euro), tasse incluse,  per la versione base, un prezzo che è inferiore della metà rispetto l'unità corrente pur mantenendo un livello complessivo di qualità. 

La Nissan sta anche cercando attivamente aziende partner per la vendita con lo scopo di vendere 5.000 unità dei nuovi caricabatterie rapidi entro marzo 2016, mese che corrisponde alla fine dall'anno fiscale 2015.

Come possiamo leggere nelle caratteristiche racchiuse nella tabella qui sotto, la potenza è abbastanza elevata ma non eccezionale, 49 kW a 200 Volt, capace di erogare 125 A max a 500V max. Due modelli, uno per temperature normali   ( - 10°C / + 40   °C)    e uno per installazioni in localizzazione con temperature fredde ( - 30°C / + 40   °C)  che comporta un aumento del prezzo, quasi il doppio.


mercoledì 30 novembre 2011

L'effervescenza delle auto elettriche made in Japan

All'approssimarsi dell'apertura del Tokyo Motor Show che avverrà il 3 Dicembre si susseguono i comunicati stampa delle varie case automobilistiche che vi parteciperanno con i limiti numerici che abbiamo descritto nel post precedente. Nell'ambito di questo susseguirsi di comunicati stampa la Toyota Motor Corp. definisce la sua strategia futura per l'introduzione e la vendita della nuova versione Prius PHV, la vettura ibrida Plug-in, che finalmente avrà la possibilità di ricaricare le batterie a rete utilizzando una comune presa di corrente domestica. Le vendite inizieranno in Giappone a partire dal 30 gennaio 2012 prevedendo una produzione di 35.000 a 40.000 unità all'anno con un prezzo suggerito tra 3,2 e 4,2 milioni di yen (30,7 mila  / 40.3 mila  Euro). In tempi successivi pensa di poter vendere 60 mila unità all'anno globalmente. 

Secondo la Toyota lo sviluppo e la realizzazione della nuova Prius PHV è focalizzata su tre obiettivi partendo dal fattore fortemente radicato con l'ambientale, il valore del prodotto, la facilità d'uso ed l'economicità. Con le nuove batterie agli ioni di litio, una volta che sono cariche completamente, il veicolo è in grado di percorrere in modalità EV-mode ben  26,4 km, con consumi in modalità combinata ibrida elettrica di 61,0 km al litro. L'utilizzatore di una vettura in Giappone non percorre più di 20 km in media al giorno, quindi ci possiamo aspettare che poche volte all'anno sarà costretto ad attivare la modalità ibrida per la trazione. 

Il fatto curioso è che la vettura sarà venduta in Giappone 2,7 milioni di yen ad un prezzo in USA un altro ( 32.000 dollari ) e in Europa ad un altro ancora ( 37.000 euro ), grazie ai sussidi statali.

Negli ultimi anni Toyota ha venduto più di 3,4 milioni di auto ibride nel mondo comprendendo nel numero anche i modelli Prius, la Honda Motor Co. ne ha venduti 770.000 unità (ibride) mentre la Nissan Motor Co. ha iniziato da poco ad entrare nel mercato con auto tutte elettriche EV con la Leaf  il cui numero è di circa 17.500 unità vendute globalmente fino ad ora.

.

martedì 29 novembre 2011

Le stufe e il kerosene giapponese

Abbiamo già visto come il Giappone si stia preparando per affrontare l'inverno all'insegna del risparmio di energia elettrica. Il Grande Terremoto d'Oriente dell'11 Marzo ha colpito pesantemente alcune centrali nucleari direttamente e indirettamente con l'onda distruttrice dello tsunami. Questa è la grande debolezza del nucleare, si produce molta energia, si investe su di essa risorse e aspettative, ma inevitabilmente ci si trova ad affrontare gravi problemi di approvvigionamento energetico difficilmente risolvibili negli anni, impossibili da risolvere a stretto giro di tempo. Razionamento, soprattutto risparmio è quello che le autorità giapponesi impongono/suggeriscono ai propri cittadini. Abbassare i termostati casalinghi, aziendali, indossare abiti più pesanti anche nei luoghi chiusi privati e pubblici.
Ma il benessere conosciuto e apprezzato non vuole far sconti alle contingenze. I giapponesi si arrangiano per proprio conto per quello che il governo non è in grado di dare. Ecco che all'improvviso crescono le offerte di stufe a cherosene ed ecco il boom del combustibile per farle funzionare. Dopo un picco nelle vendite di cherosene del 2002, in Giappone si è vista un veloce declino fino al  2010. Le vendite di cherosene sono diminuite più del 30 per cento nel 2010 rispetto all'anno fiscale 2002. Ma arriva all'improvviso il terremoto che ravviva inopinatamente il mercato asfittico. Adesso l'industria fa fatica a produrre stufe, i mercanti pubblicizzano il prodotto a spron battuto, le richieste sono alte. Qualcuno si spinge oltre la 'decenza' raccontando che il proprio carburante è ecologico, l'eco-kerosene che puzza di meno rispetto a quelli del passato. Tutto il mondo è paese. Quando si legge da qualche parte il prefisso 'eco' si deve immediatamente alzare le antenne e gli schermi protettivi come la se fossimo sulla nave spaziale di Strar Trek, arriva sicuramente la grane bordata di fregature. Grandi negozi vendono stufe in quantità, i fornitori di energia sono ben pronti per far arrivare a casa, anche con ordini via web, le taniche di cherosene da 18 litri a  4.200 yen (40,3 euro circa) comprensivi di tasse e spese di spedizione, circa il doppio del prezzo del cherosene 'normale'. 2,23 euro al litro. Baby, è il mercato!

Leggere anche:
.

lunedì 28 novembre 2011

Il tram dei desideri si ritrova nei sogni

Recentemente si è letto un post nel seguitissimo Blog 'Petrolio' dal titolo Mezzi pubblici. Non esisteranno più? con il quale io personalmente concordo pienamente non fosse per il fatto che qualcosa di simile lo avevo scritto un anno fa.
L' 8  Giugno 2010 scrivevo qui su ME un post intitolato Parliamoci chiaro: addio trasporti pubblici economicamente sostenibili   che concludevo così :
Il messaggio è chiaro. Il tempo delle vacche grasse è finito. I bei tempi dei grandi investimenti per il trasporto pubblico locale difficilmente ritorneranno in un prossimo futuro. In poche parole niente metropolitane, niente tram. O ciascuno di noi si arrangerà con mezzi propri (minimali) o pagheremo salati i trasporti offerti dai privati o gli amministratori pubblici prenderanno coscienza che dovranno dirigere le loro attenzioni a mezzi di trasporto elettrici dai costi più contenuti possibili per offrire e garantire un minimo di servizi nell'ambito cittadino. Leggasi filobus. Chi ancora non lo ha capito non sprema troppo le meningi. Ci arriverà gradualmente forzato dagli eventi economici e finanziari che incontrerà sulla propria strada nel vivere quotidiano.

In replica all'articolo di Debora è uscito un altro articolo su un altro Blog, il solito sermone sul trasporto su ferro, la efficienza e l'affidamento ai privati dei trasporti pubblici locali Insomma il tram sempre e ovunque. Si dice che sia il più efficiente (e l'affidamento ai privati è la migliore scelta) in ragione del fatto che consuma di meno perché è in grado di trasportare più passeggeri ed ha il miglior rapporto consumi/passeggeri/km e via solfeggiando. Si dimentica di dire che è un mezzo, il tram, ideale, quello cioè che trasporta a pieno carico 220/230 passeggeri, negando una realtà che appare agli occhi di tutti quelli che a Firenze vedono transitare quel veicolo bianco e rosso con a bordo il manovratore e una, due, tre persone negli orari non di punta. In quelle lunghe ore, in quei 7,4 km, quei 15 convogli composti di 5 'carrozze' ciascuno quell'efficienza tanto decantata, quel consumo puramente 'ideale' al chilometro /passeggero fa a farsi benedire ed impallidisce persino di fronte ad un maledettissimo SUV succhia energia a gogò o ad un trattore per arare i campi  euro zero. Bisognerebbe essere più obiettivi e per esserlo basta poco: specificare che  ogni tratta ha un suo sistema di trasporti pubblici adatto. Solo alcune grandi città hanno bisogno di linee tranviarie e solo alcune tratte nelle grandi città. Il costo e la flessibilità zero del tram devono nel 90% dei casi deve lasciare il posto al filobus. Detto questo occorrerebbe una seria e volenterosa programmazione nazionale con progetti e investimenti per rivitalizzare velocemente, lo si può fare,  un'industria nazionale adatta a sopperire le carenze e richieste attuali. Non mancano le competenze, le aziende capaci di produrre filobus, le aziende già pronte per la produzione della trazione elettrica di motori e inerter, invece di chiudere o svendere quelle esistenti (Breda Menarini, Finmeccanica). 


.

domenica 27 novembre 2011

La Mitsubishi pronta alla vendita di un minivan elettrico da dicembre

Come potete notare qui su ME si parla molto spesso del Giappone, nel bene  (VE) e nel male (nucleare) e per questo  è il centro del nostro interesse in questo ultimo periodo.
La Mitsubishi Motors Corp. ha tutta l'intenzione di  rendere i veicoli elettrici una parte essenziale della vita quotidiana.   In ragione di questa filosofia (industriale) ha aggiunto un  veicolo commerciale alla sua gamma di veicoli elettrici, un passo ulteriore dopo avere messo in commercio la i-MiEV, una vettura elettrica passeggeri dalle caratteristiche di un'auto da città per tutti i giorni alla stregua di qualsiasi altra vettura che conosciamo con motore termico. 
Il veicolo commerciale il cui nome è MiEV Minicab, il secondo veicolo elettrico della MMC dopo la i-MiEV passeggeri, arriverà sul mercato l'8 dicembre prossimo come parte di una strategia per accaparrarsi una fetta importante del mercato dei veicoli elettrici e ibridi plug-in secondo quanto dichiarato in conferenza stampa da Osamu Masuko, presidente di Mitsubishi Motors Corp.. Il veicolo verrà distribuito sia dalla MMC che dalla Suzuki Motor Corp. con il proprio marchio.
Il Minicab è adatto per le consegne del primo mattino e in tarda serata consegne perché è meno molto  meno rumorosa dei veicoli a carburanti senza dimenticare che è rispettoso dell'ambiente non producendo inquinamento atmosferico a livello locale a benzina, ed è progettato per fornire un' adeguata accelerazione iniziale compatibile con il trasporto di carichi pesanti.
La strategia dell'azienda è quella di spostare la produzione verso veicoli elettrici e ibridi lasciando progressivamente la produzione di veicoli tradizionali endotermici. 
Il Minicab è costruito per rispondere alle specifiche per un veicolo di piccole dimensioni, a batteria, in grado di percorrere 150 km con una singola carica (con un pacco batteria da 16 kWh,  Toshiba SCiB lithium-ion battery technology, possibile una ricarica rapida) o 100 km con un pacco da 10 kWh.


La versione meno costosa sarà venduta a 1.730.000 ¥ (16,7 mila euro) dopo i sussidi governativi  Japanese Ministry of Economy, Trade and Industry's eco-car subsidy , l'altra a 2.020.000 yen pari a circa 19.500 euro (vedere tabella).

La MMC si aspetta che le vendite raggiungano le 4.000 unità entro la fine di marzo, ma nel frattempo ha già ricevuto circa 1.300 ordini. Nei 12 mesi successivi partendo da Aprile 2012 la MMC ha programmato di vendere 50.000 auto elettriche comprendendo in questa cifra sia la   i-MiEV passeggeri che il   i-MiEV Minicab. 


sabato 26 novembre 2011

Yen forte? LaToyota va in America a produrre

La Toyota Motor Corp. prevede un forte apprezzamento della sua moneta nei prossimi anni, ragione per cui  ha deciso di costruire alcuni componenti delle sue auto ibride negli Stati Uniti e in Cina per tagliare i costi e prevenire perdite certe.

Già nel 2015 inizierà la produzione in Cina di componenti essenziali, e prevede di espandere i margini di profitto nei mercati automobilistici del mondo aumentando il rapporto dei componenti prodotti localmente come pure gli stabilimenti di assemblaggio dei veicoli ibridi, così negli US, in Europa, in Cina, Australia, e Thailandia oltre che, naturalmente, in Giappone.

Da ricordare che nel 2010 la Toyota ha venduto 200.000 veicoli ibridi nel Nord America secondo  mercato dopo quello interno che ha assorbito 390.000 unità, quasi il 70% delle vendite all'estero.

.

venerdì 25 novembre 2011

Una batteria con 40 mila cicli

Nature Communication ha resa pubblica la realizzazione di un prototipo di batteria in grado di funzionare per 40 mila cicli mantenendo alla fine una capacità pari all'80% rispetto a quella iniziale. 
Questo significa che ha una vita operativa di svariate volte superiore rispetto alle batterie al piombo, che hanno poche centinaia di cicli, ed anche le batterie al litio, da una a tre migliaia, con una caratteristica ancora più determinante che è quella della energia erogata, probabilmente 17 C, molto superiore anche rispetto alle batterie a litio polimeri che raggiungono in certi casi i 10C in scarica. Ma queste celle sono in grado di erogare una energia ancora più alta, 83C, a scapito però della durata.
La struttura fondamentale del catodo è basata su esacianoferrato di rame (nanoparticelle cristalline di Blu di  Prussia, un colorante composto di ferro e cianuro), in cui viene sostituita la metà del ferro con rame.  Le nanoparticelle vengono poi rivestite con su un substrato di carbonio, che è immerso in una soluzione elettrolitica di nitrato di potassio.  La chimica della batteria è simile a quella di batterie al litio, ma utilizza materiali che sono meno costosi e più abbondanti, come il sodio e ioni potassio e un elettrolito a base d'acqua, invece di solvente organico a base di elettroliti.

In soldoni cosa significa?

Significa che se noi scaricassimo e ricaricassimo la batteria ogni giorno completando un ciclo/giorno avrebbe una durata di circa 110 anni. 

Una rivoluzione sia per i veicoli elettrici che per accumulare l'energia proveniente da fonte rinnovabile. In bocca al lupo Mr Colin D. Wessells, Mr Robert A. Huggins e Mr Yi Cui per i vostri studi alla  Stanford University di Palo Alto, California.


.

giovedì 24 novembre 2011

Alla faccia dello stronzio e del cesio

Questa appena letta su Asahi Shimbun online è salace, mordace e soprattutto audace.

La famigerata famosa TEPCo (Tokyo Electric  Power Company) proprietaria della famigerata famosa centrale nucleare di Fukushima che si è vista saltare in aria uno dopo l'altro i 4 reattori nucleari a seguito dello tsunami causato dal terremoto dell'11 marzo è stata portata in giudizio dal titolare di un campo da golf che era diventato radioattivo.
La famigerata famosa TEPCo non ha fatto una piega e si è discolpata affermando che non è responsabile degli oneri di decontaminazione perchè ............ perchè il campo da  golf appartiene ai singoli proprietari del terreno. Sembra che avvocati e giudici siano rimasti a bocca aperta non credendo alle proprie orecchie. Appena ripresisi la Corte distrettuale di Tokyo ha respinto la giustificazione.
Sorvoliamo sul fatto che alla fine il giudice ha assegnato l'onere di decontaminazione non al proprietario del campo, neppure alla TEPCo bensì alle autorità locali e al governo centrale. 

Il disastro nucleare di Fukushima ha contaminato 30.000 km quadrati

Il miglior uso che potete fare della prima pietra di una centrale nucleare è quella di appendetevela al collo per gettarvi in mare!

Se non si è capaci di trarre le giuste conclusioni dopo anni e anni di disgrazie significa che i dirigenti politici sono solo dei grandi digestori e riciclatori malati.
Quello che è  avvenuto in Giappone con le sue tragiche conseguenze immediate e le ricadute nei prossimi decenni (solo?) a seguito del terremoto, dello tsunami, dell'esplosione dei 4 reattori nucleari dovrebbe essere sufficiente per chiudere definitivamente il discorso nucleare, per sempre.
Ancora prendiamo come fonte il quotidiano Asahi Shimbun online che ci informa puntualmente sulle novità che riguardano il maledetto disastro, epocale, che non ha ricadute perverse intorno al territorio di Fukushima  ma va molto oltre. 

Addirittura l'8% della superficie del Giappone è coperta di cesio radioattivo (che equivale a più di 30.000 chilometri quadrati) ed è stata contaminata dalle esplosioni dei 4 reattori di Fukushima della centrale nucleare Daichi n.1. La zona interessata è quella di  13 prefetture che ha accumulato più di 10.000 becquerel di cesio 134 e 137 per metro quadrato, secondo il ministero della scienza. Il ministero ha rilasciato l'ultima versione della sua mappa di contaminazione da cesio che copre 18 prefetture. 

Pennacchi altamente radioattivi fuoriusciti dal impianto n ° 1  di Fukushima hanno raggiunto  le prefetture di Gunma e Nagano a ovest e sud prefettura di Iwate, nel nord. Un pennacchio si è diretto dapprima verso ovest a marzo dal 14 al 15, quando enormi quantità di materiali radioattivi sono stati rilasciati a seguito della fusione del reattore n ° 2. Si è mosso in senso orario su una vasta area nella regione di Kanto. Il materiale radioattivo è caduto con la pioggia e la neve, in particolare nelle regioni settentrionali del prefetture di Tochigi e Gunma. 

Un ramo del pennacchio si è spostato a sud dalla Prefettura di Gunma, passando alla Prefettura di Saitama, la Prefettura di Nagano orientale, a occidentale rispetto Tokyo. Si fermò nella parte occidentale della prefettura di Kanagawa, dove sorge la catena montuosa Tanzawa sorge. 

Un secondo pennacchio si è diretto a nord-ovest nel pomeriggio del 15 marzo, contaminando pesantemente parti dei comuni Namie e di altri nella prefettura di Fukushima. 

Un terzo pennacchio diretto a nord, a quanto pare, nel pomeriggio del 20 marzo, contaminò le aree nel nord della Prefettura di Miyagi e nel sud nella prefettura di Iwate quando piovve tra il tardo pomeriggio del 20 marzo e nel mattino del 21 marzo. 

Un quarto pennacchio, guidato dalle correnti verso sud dalla notte del 21 marzo e le prime ore del 22 di marzo, passò attraverso a nord la Prefettura di Chiba, ma in gran parte ha costeggiato il centro di Tokyo a causa di un modello di pressione atmosferica, limitando la contaminazione a Tokyo e la prefettura di Kanagawa. 

Si ritiene che la quantità di materiale radioattivo rilasciato dall'impianto n° 1  di Fukushima sia aumentata tra il 20 marzo e il 23, ma le ragioni non sono ancora note

A Fukushima e in altre sette prefetture, pari a 11.600 km quadrati, equivalenti al 3 per cento del territorio del Giappone, hanno livelli di radiazione annua aggiuntiva di almeno 1 millisievert, secondo le stime del Ministero dell'Ambiente. Il governo ha detto che rimuoverà i materiali radioattivi, se i livelli di radiazione annua aggiuntiva raggiungere 1 millisievert o più. 

Il ministero della scienza ha portato avanti il monitoraggio aereo di materiali radioattivi da aprile con elicotteri che volano a velocità relativamente bassa per permette il monitoraggio dei livelli di radiazione rilasciata da terra ad un'altezza di 1 metro. 

Accumuli di cesio nel suolo e livelli di radiazione sono misurati separatamente in siti selezionati sul terreno.

I funzionari stimano accumuli di cesio in altri luoghi utilizzando le correlazioni tra i livelli di radiazione 1 metro sopra il terreno monitorato da elicotteri e gli accumuli reale cesio nei siti selezionati.

Il Cesio 137 avrà un impatto a lungo termine sull'ambiente perché ha un tempo di dimezzamento di 30 anni.  Cesio che è stato rilevato anche prima dell'incidente di Fukushima, a quanto pare a seguito di test nucleari condotti da altre nazioni. Ancora, la quantità massima scoperta nei rilievi a livello nazionale dal 1999 è stato di 4.700 becquerel nella prefettura di Nagano. La mappa di contaminazione da cesio del ministero della scienza esclude gli effetti della contaminazione prima del disastro di Fukushima. 

In futuro la mappatura coprirà 22 prefetture quando sarà completato entro la fine dell'anno. Saranno aggiunti i dati di Aomori, Ishikawa, Fukui e delle prefetture di Aichi  .

.

mercoledì 23 novembre 2011

La nano-macchina elettrica con 4 ruote motrici

Sulla copertina di Nature (Volume 479 Number 7372 del 10 November 2011) vediamo raffigurata la più piccola auto elettrica del mondo, una macchina nano-molecolare con 4 ruote motrici. Naturalmente è priva di emissioni ed è silenziosa. E' stata sviluppata congiuntamente da ricercatori svizzeri dell'Empa e loro colleghi ricercatori  olandesi. L'auto   misura circa 4x2 nanometri (1 nanometro è un miliardesimo di metro), viaggia su quattro ruote motrici a trazione elettrica in linea quasi retta su una superficie di rame. Il "prototipo" è quello raffigurato sulla copertina della nuova edizione di Nature.

Per effettuare lavorazioni meccaniche, ci si rivolge solitamente ai motori che trasformano l'energia chimica o l'energia elettrica in energia cinetica al fine di trasportare merci da un punto A a un punto B. La natura fa la stessa cosa nelle cellule, le cosiddette proteine ​​motrici - come chinesina e le proteine ​​muscolari, actina - svolgono questo compito nel processo "bruciando" ATP (adenosintrifosfato), il carburante chimico, per così dire, del mondo vivente.
Il rovescio della medaglia della piccola auto, che misura, ricordiamo, circa 4x2 nanometri, circa un miliardo di volte più piccola di una VW Golf, viene dalla necessità di essere rifornita di energia elettrica dopo ogni metà rivoluzione delle ruote tramite la punta di un microscopio a scansione tunnel (STM). Inoltre, grazie alla loro struttura molecolare, le ruote possono girare solo in una direzione. In altre parole: non c'è retromarcia.
Con questo, i ricercatori hanno raggiunto il loro primo obiettivo, un "proof of concept", cioè sono stati in grado di dimostrare che singole molecole dono in grado di assorbire l'energia elettrica esterna e la trasformano in movimento mirati. Il prossimo passo previsto è quello di sviluppare molecole che possano essere guidati (ricaricate) dalla luce, magari sotto forma di laser UV.

.

martedì 22 novembre 2011

Le fragole del dopo

Si temeva un disastro del raccolto di fragole in Giappone per colpa del terremoto e del disastro nucleate di Fukushima, nella regione colpita dallo tsunami Tohoku. Qualche prima cassetta del gustoso frutto è arrivata al mercato di Sendai sabato scorso, 19 Novembre. 
Il frutto è stato raccolto a Watari, nella Prefettura di Miyagi, una zona con il maggior rendimento nella coltivazione delle fragole nella regione di Tohoku, ma anche quella che è stata devastata dal grande terremoto del Giappone orientale.
In definitiva, il primo carico arrivato nel mercato è avvenuto con  un mese di ritardo rispetto al consueto. I motivi sono molteplici. Molte aziende sono state pesantemente colpite, altre hanno avuto un calo enorme nella produzione. Watari era nota per le sue coltivazioni di fragole molte delle quali lungo la costa, costa che è stata inondata dallo tsunami generato dal grande terremoto ad oriente del Giappone dell'11 Marzo. Gli agricoltori hanno voluti riprendere la propria attività spostando le loro aziende più all'interno e piantando piantine nella Prefettura di  Tochigi.  Tuttavia, i funzionari   dell'associazione delle cooperative agricole della prefettura di Miyagi hanno detto che la superficie totale per le aziende agricole produttrici di fragole nella loro prefettura è diminuita quest'anno di circa 50 ettari dai circa 130 ettari di un anno fa, portando una diminuzione del volume di produzione a meno della metà dei livelli dello scorso anno.

.

lunedì 21 novembre 2011

La Terra Svuotata

Dal sito web Nuove Tecnologie Energetiche
La Terra Svuotata
di Ugo bardi

Esce in questi giorni il mio nuovo libro “La Terra Svuotata“. Un bel po' di sangue, sudore e lacrime che il libro mi è costato in questa torrida estate. Ora, per fortuna, è finito

Come vi potete immaginare dal titolo, è una storia delle miniere e dei minatori che parte dalle prime miniere di selce di oltre 10.000 anni fa e arriva alla situazione attuale dove la corsa all'estrazione sta svuotando la terra dei tesori minerali che si erano accumulati nel corso di miliardi di anni di attività geologica. Il libro riprende ed espande anche alcuni dei temi del mio primo libro, “La Fine del Petrolio” del 2003. Si parla anche di energia rinnovabile, delle prospettive della sostenibilità in un mondo svuotato delle sue risorse minerali, dell'immancabile “Limiti dello Sviluppo”. Insomma, è un po' un compendio dell’ “UgoBardiPensiero”.

Per questo libro, devo ringraziare moltissime persone per il loro contributo. In particolare, il titolo mi era costato lunghe elucubrazioni che non mi avevano portato a niente, finché Toufic El Asmar non è venuto fuori con il suggerimento giusto. Ringrazio anche Luca Mercalli per la prefazione come pure tutti i membri di ASPO-Italia.

Di seguito qui, la descrizione sul sito di Editori Riuniti.

[...] Le preoccupazioni sull'esaurimento del petrolio sono all'ordine del giorno, ma sono solo una parte di un problema molto più grande. Quando si esauriranno i minerali? Partendo da questa domanda, Ugo Bardi costruisce un racconto di tutta la storia dell'attività mineraria umana, dall'età della pietra fino al petrolio ai nostri giorni. Abbiamo ancora tante cose da scavare e tanto petrolio da estrarre ma, in tempi non lunghissimi, ci troveremo di fronte al limite della capacità umana di sfruttare il nostro pianeta per le sue risorse minerali. Sarà la “fine del popolo dei minatori” che ci porterà a percorrere strade nuove e sconosciute per tenere in piedi la nostra civiltà. [...]

[...] I cambiamenti causati dall'attività estrattiva umana sono qualcosa che non si era mai verificata con la rapidità attuale in centinaia di milioni di anni di storia planetaria. Questi cambiamenti stanno trasformando la Terra in un pianeta completamente diverso. Non è detto che questo nuovo pianeta che noi stessi stiamo creando non si riveli ostile alla vita umana. Che ci piaccia o no, l'ambiente non è un giocattolo per gli ambientalisti. L'ambiente è quella cosa che ci fa vivere. E noi stiamo giocando con questa cosa che ci fa vivere come se non avesse nessuna importanza. In questo libro troverete una descrizione della situazione petrolifera e di tutte le risorse naturali, minerali e rinnovabili. Ci troverete le ragioni che ci spingono a dipendere così totalmente da risorse insostituibili e non rinnovabili. Ci troverete come la nostra fissazione con il petrolio ci stia conducendo a uno scontro con l’ecosistema causato dall’esaurimento e dall’inquinamento; uno scontro che non possiamo vincere, comunque vada. E, infine, ci troverete qualche nota sul futuro che forse vi potrà essere utile. Come si sa, il futuro non si può prevedere, ma riguardo al futuro si può essere preparati. [...]

(Dall'introduzione dell'autore)

Ugo Bardi, è docente dal 1990 presso il Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze. La sua carriera precedente include periodi di studio e insegnamento presso le università di New York, Marsiglia, Berkeley e Tokyo. Attualmente si occupa di nuove tecnologie energetiche e di politica dell'energia È membro dell'associazione ASPO, un gruppo di scienziati indipendenti che studiano le riserve di petrolio mondiali e il loro esaurimento. Ha pubblicato: La fine del petrolio, Editori Riuniti, 2003; Il libro della Chimera, Edizioni Polistampa Firenze, 2008; con Giovanni Pancani, Storia petrolifera del bel paese, Edizioni Le Balze, 2006; The Limits to Growth Revisited, Springer Briefs in Energy, 2011.

INDICE

9 Prefazione di Luca Mercalli

11 Introduzione

Parte prima. Minerali

19 Il popolo dei minatori
59 Il regalo di Gaia: l’origine dei minerali
83 La macchina mineraria universale: energia ed estrazione

Parte seconda. Energia

113 L’ankus del re: la storia dei combustibili fossili
143 Il genio dell’energia: uranio e l’ultima speranza per la crescita
173 L’oca nella bottiglia: le energie rinnovabili

Parte terza. Sostenibilità

217 Balene e barili: come si esauriscono le risorse
242 L’isola degli angeli: modelli del mondo
267 Il cuculo che non voleva cantare; oltre il collasso

287 Conclusione

.

domenica 20 novembre 2011

Il sole splende, la pioggia non cade su di noi

Ma che colpa abbiamo noi? Cantava Shel Shapiro dei Rokes in una vecchia canzone della metà degli anni 'sessanta'. Un po' di colpa ce l'abbiamo con i cambiamenti climatici dovuti dalle attività umane,  i consumi smodati di petrolio e la pratica suicida del bruciare tutto quel carbonio accumulato dalla natura milioni di anni fa. Bruciato nelle centrali elettriche, nelle stufe, nei motori delle auto. Questa è una colpa, ed è colpa nostra, ancora aggravata dal fatto che, sapendolo, continuiamo a bruciare e scoppiare (letteralmente) con i motori. Ma, senza confondere il clima con la meteorologia (anche se le due cose s'intersecano e si riverberano l'una con l'altra), rileviamo una contingenza dalle parti dell'alta Toscana orientale. L'invaso del Bilancino (nella foto a fianco l'invaso nei bei tempi) che doveva preservare il territorio a valle dai numerosi disastri avvenuti recentemente e nei secoli, millenni passati, dalle alluvioni (tutti ricordiamo quella distruttiva di Firenze 1966), dalla sete degli uomini e dei campi, producendo  anche energia elettrica, adesso sta soffrendo per una emergenza idrica. Un mese ancora poi si dovrà ricorrere alle botti per dissetare Firenze e non solo. Questo è il problema che il quotidiano La Nazione mettendo in luce con il titolo “Un mese, poi le autobotti.  L'invaso ai minimi storici. Publiacqua: vietato sprecare. Non piove: ancora trenta giorni di autonomia. A rischio Chianti e Pistoia ”.

Il bacino artificiale di Bilancino è a secco, l'estate lunghissima e calda ha ritardato l'arrivo dell'autunno e delle sue piogge.  Se non piove, non si riuscirà a mandare l'acqua nelle zone più periferiche che vengono approvvigionate   di solito, come il Chianti e Pistoia. L'autorità di bacino ha rilevato dati per niente rassicuranti: restano 35 milioni di metri cubi d'acqua, quando la media dovrebbe essere 69 milioni.  È il livello più basso dal 2002, quando entrò in funzionamento la diga mugellana, addirittura peggiore dell'estate torrida del 2003. Bilancino copre il fabbisogno di 1 milione di persone.Adesso le falde del Valdarno sono già prosciugate e i fiumi/torrenti come la Pesa e la Greve sono rigagnoli; tutto dipende dall'invaso del Mugello. E' da rilevare però, che quelli della gente comune non sono che il 22% dei consumi totali di acqua in Toscana, il resto è responsabilità dell'agricoltura intensiva, che spesso usa metodi obsoleti, che sprecano, come lo 'spruzzo in aria', dell'industria, per il raffreddamento degli impianti, e degli imbottigliatori di acqua minerale, 'che hanno concessioni pubbliche a prezzi ridicoli'.


Leggere anche:
- I toscani col cammello diventeranno 'uomini blu'
- Cambiamenti climatici +8°C dal 1860 al 2100
- La siccità stronca il petrolio texano
- Grave siccità nel Kansas, la disperazione è l'unica cosa che cresce
- Caldo e siccità nel Midwest degli Stati Uniti

.

sabato 19 novembre 2011

Auto elettriche e ibride al Tokyo Motor Show 2011

Toyota FT-EV III.jpg
Il 42 ° Tokyo Motor Show 2011 che si aprirà il 3 dicembre sarà caratterizzato da una pletora di veicoli elettrici compatti progettati per la guida in città, facilità di parcheggio e a basso costo. Scrive Asahi Shumbun. 
Insieme alle auto elettriche saranno evidenziati i sistemi di ricarica che traggono l'energia da fonte pulita, eolica e solare fotovoltaica.
Adesso che i veicoli elettrici che hanno superato la fase in cui venivano considerati poco una curiosità che una rivoluzione tecnologica con la produzione di più di 20.000 unità sia della  i-Miev della Mitsubishi Motors Corporation e che della Leaf Nissan Motor Co., osservatori del sttore a livello mondiale, ritengono che un nuovo mercato si sta delineando per diventare un valido sostituto di quello delle automobili alimentate a benzina. Un freno alla progressione rapida delle auto elettriche viene dalle distanze percorribili e dalla diffusione dei punti di ricarica.


La Toyota ha convertito la Scion iQ (a sinistra in alto), automobile super-compatta a benzina, un veicolo elettrico capace di una percorrenza di 105 km molto adatta per gli spostamenti quotidiani brevi. Nonostante le dimensioni, la iQ può trasportare tre passeggeri e viaggiare 105 km con una singola carica (85 se si supero i 50 km/h), mentre la Honda presenterà al Motor Show di Tokyo la nuova Micro Concept car Commuter elettrica (a sinistra in basso) un prototipo progettato per gli ambiti urbani, 60 km con una singola carica, ed uno spazio limitato accanto al conducente. 
La vettura ha la possibilità di back-up della batteria che può anche essere rimossa e sostituita. 


La Nissan presenterà  3 auto elettriche piccole Pivo  durante l'evento in grado di percorrere 100 km con una singola carica e la nuova Leaf EV capace di percorrere 200 km con una singola carica.

Altri produttori esibiranno veicoli ibridi per lunghi percorsi.

La Toyota presenterà la Prius Ibrida Plug-in, ricaricabile da una comune presa elettrica domestica.

Honda e Mitsubishi Motors sveleranno i nuovi prodotti/prototipi ibridi plug-in, medie, berline e SUV adatti per le lunghe distanze.

A Tokyo saranno presenti solo alcune case automobilistiche estere, in crisi dopo la bancarotta della L&B e la crisi che attanaglia il mondo dell'auto. La BMW con la medium-sedan 5 series ActiveHybrid 5 hybrid e la Volkswagen con un nuovo imprecisato veicolo elettrico.
.

venerdì 18 novembre 2011

Premiata la Nissan Leaf

A ragion veduta, forse, avendo vinto un premio, l'ultimo fra tanti, ci aspettiamo che la foglia giapponese, la Nissan Leaf, convinca il pubblico, gli automobilisti  locali, ad acquistarla, pure. La Prius, l'ibrida della Toyota, che ha una storia stradale più lunga è riuscita a far breccia nei cuori e nelle tasche dei driver giapponesi tanto da raggiungere la massima vetta della classifica da molto più che due anni. Accadrà così anche con la Leaf? A dire il vero ha fatto una fugace comparsa nella hit delle vendite nel febbraio di quest'anno ma poi è subito scomparsa tra le prime trenta.

Intanto si crogiola del riconoscimento di auto dell'anno, il RJC Car of the Year award assegnatole ieri (come leggiamo sul Mainichi Japan online) dall'Automotive Researchers' and Journalists' Conference of Japan  

Il modello è stato scelto tra tutti i veicoli commercializzati in Giappone tra il 1 Novembre 2010 al 30 Ottobre 2011. La Leaf, lanciata lo scorso dicembre, è il primo prodotto di massa di auto elettrica. La berlina a cinque posti è alimentato da batterie agli ioni di litio ed ha un'autonomia di 200 km per carica.

Berlina S60 Volvo Cars Giappone e la nuova sport wagon V60 ha vinto il massimo dei voti nella divisione auto importate, ha detto il gruppo.

 -

giovedì 17 novembre 2011

Scoperta la fonte del rilascio di iodio 131 radioattivo

L'11 di questo mese la IAEA (International Atomic International Agency) aveva diffuso un comunicato stampa nel quale si rilevava un'anomala presenza di iodio 131 radioattivo nei cieli d'Europa. Il rilevamento era stato effettuato dai cechi. Si investigava per trovare la fonte della perdita. Una centrale nucleare?
Finalmente, dopo sei giorni la IAEA ha scoperto quale era la fonte della perdita di iodio 131 e lo rivela oggi con un comunicato stampa. L'Hungarian Atomic Energy Authority (HAEA) dichiara che lo iodio 131 rilevato in Europa è stato molto probabilmente rilasciato in atmosfera presso l'Institute of Isotopes Ltd. di Budapest. L'Istituto produce radioisotopi per applicazioni sanitarie, industriali e di ricerca. Secondo il HAEA, Il rilascio è avvenuto dall'8 settembre al 16 novembre 2011. La causa del rilascio è sotto inchiesta.
Il comunicato è tranquillizzante, vuole essere tranquillizzante, quando continua affermando che, come accennato in precedenza, i livelli di I-131 che sono stati rilevati in Europa sono estremamente bassi. Non vi è alcun problema di salute per la popolazione. Chiunque si fosse trovato nella condizione di respirare lo iodio per un anno intero a livelli misurati nei paesi europei, avrebbe ricevuto una dose nel range di 0,01 microsieverts per l'anno, precisando che la radiazione di fondo media annua è di 2400 microsieverts all'anno.

Qui nel comunicato si afferma che la IAEA ha ricevuto l'informazione dalle autorità della Repubblica Ceca. Il rilascio è continuato per sei giorni, non si conoscono le cause ma si investiga ancora. Buon per noi.

.