Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


martedì 8 novembre 2011

Le ricadute economiche del nucleare dopo il disastro di Fukushima

Tra le pieghe del kimono nucleare ci sono cose che piano piano emergono grazie al disgraziatissimo terremoto e tsunami. Gli amministratori giapponesi cominciano a chiedersi se vale la pena continuare ad essere sotto la spada di Damocle di  un possibile e probabile futuro, nuovo incidente nucleare simile a quello avvenuto nel marzo di Marzo a Fukushima oppure liberarsene per sempre. Un articolo su Asahi Shimbun online lo rivela.
Sei mesi fa l'ex primo ministro Naoto Kan aveva chiesto alla Chubu Electric Power Co. (abbreviato in Chuden,  è il fornitore elettrico per la metà della regione Chubu dell'sola Honshū del Giappone)  di chiudere la sua centrale nucleare di Hamaoka a causa dei possibili rischi di un prevedibile potente terremoto, seguito da uno tsunami, nei prossimi anni. Adesso l'azienda di servizi energetici è pronta a ripartire dopo il rinforzo delle infrastrutture di salvaguardia e difesa. 

Ma i governi locali nelle vicinanze dell'impianto, a Omaezaki, Prefettura di Shizuoka, non sono sulla stessa lunghezza d'onda sul piano di Chubu Electric per far tornare in rete la produzione di energia. Il sindaco di Omaezaki non si è opposto al riavvio dell'impianto per il fatto che il 40 % delle entrate della sua città proviene da tasse di proprietà sulla centrale nucleare e dai sussidi relativi alla struttura. Ma la città di Makinohara, parte della quale si trova a soli 10 chilometri dalla centrale, vuole che sia chiusa definitivamente, preoccupata che un incidente possa allontanare un grande stabilimento automobilistico che attualmente insiste territorialmente nella sua giurisdizione. La Suzuki Motor Corp. potrebbe spostare una parte del suo impianto di Makinohara a causa dei rischi insiti nell'impianto di Hamaoka, il che sarebbe un duro colpo da sopportare per la città. 

A maggio  Kan aveva chiesto all'utility di fermare l'attività dell'impianto in quanto riteneva l'impianto nucleare il più vulnerabili del paese, per il fatto che si trova in una zona focale dove siste un'alta probabilità di un forte terremoto nei prossimi decenni secondo uno studio del governo. 

Chubu aveva messo due reattori della centrale off line a metà maggio, ma l'azienda ha in programma di rimetterli in servizio nel  dicembre 2012  dopo il completamento di una diga di protezione antitsunami alta 18 metri tra il mare e l'impianto. 

Il confronto tra le due città vicine di Omaezaki e Makinohara è venuto alla luce alla fine di settembre, quando l' Assemblea  comunale di Makinohara  ha adottato una risoluzione che si oppone al riavvio: "L'impianto di Hamaoka dovrebbe essere chiuso in modo permanente a meno che la sicurezza dell'impianto non sia pienamente garantito per il futuro".
Il  Sindaco di Makinohara Shigeki Nishihara ha annunciato che la sua città richiederà un permanente, arresto incondizionato poiché la sicurezza degli impianti non è garantita. Un costernato  Shigeo Ishihara   sindaco di  Omaezaki  ha reagito rapidamente, sollecitando la discussione della questione. Omaezaki usufruisce di ricavi fiscali consistenti e altri ricavi legati alla centrale nucleare che sono investiti in strutture pubbliche come ospedali, asili e biblioteche. Ora, senza denaro pubblico che scorre nelle casse della città a seguito dell'incidente all'impianto di energia nucleare Fukushima n. 1, l'assemblea comunale ha dovuto superare un ulteriore disegno di legge di bilancio nel mese di giugno per tagliare ¥ 600.000.000 (6,6 milioni di euro) di spesa. La perdita di sovvenzioni ha costretto la città  ad abbandonare i progetti per riparare gli ospedali e consolidare il corpo dei vigili del fuoco oltre che l'acquisto e l'aggiornamento dei computer nelle scuole elementari. 

Invece Makinohara  riceve solo l'1% dei propri ricavi   e proventi dalla vicina centrale nucleare. La città ha sempre visto l'impianto di Hamaoka come un rischio potenziale e un pericolo per l'impianto locale Suzuki Sagara, dove la casa automobilistica costruisce motori per i propri veicoli. In una conferenza stampa nel mese di giugno, Suzuki ha accennato lo spostamento di alcune funzioni dallo stabilimento di Sagara altrove. Lo stabilimento Sagara impiega circa 1.800 persone locali che rappresentano la maggior parte delle sue entrate fiscali e molti posti di lavoro.  

lunedì 7 novembre 2011

Nucleare, il Belgio entra in una strategia d'uscita

É probabile che in Belgio i partiti politici abbiano raggiunto un accordo  per fermare le due centrali nucleari  gestite da Electrabel di proprietà del gruppo GDF Suez  per un totale di 7 reattori nucleari.

Il piano prevede che l'arresto dei tre reattori più vecchi avvenga entro il 2015 e un'uscita completa dal nucleare entro il 2025,  subordinandola alla ricerca di energia da fonti alternative sufficiente per rimpiazzarla.

Il Belgio, che ha sette reattori nucleari in due stabilimenti, aveva approvato una legge nel 2003 che delineava i tempi per le disattivazioni previste.

Nel 2008, l'energia atomica belga ha fornito 45.568 kWh il 53 % della produzione totale  (84.930 kWh) elettrica del paese secondo gli ultimi dati disponibili presso l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA).

L'ostilità pubblica è cresciuta dopo la catastrofe nucleare di Fukushima in Giappone all'inizio del Marzo di quest'anno, che ha spinto la più ricca economia d'Europa, la Germania, ad annunciare l'eliminazione graduale di tutti i suoi impianti atomici entro il 2022.

Nel 2009 il Belgio aveva deciso di mantenere in attività uno dei suoi reattori più vecchi di ulteriori 10 anni oltre la data prevista nel 2003, ma questo cambiamento non è mai entrato in vigore.

Adesso il Belgio sta negoziando con gli investitori per vedere come si può trovare una nuova potenza per sostituire 5.860 MW che andranno persi se i due siti nucleari a Doel e Tihange saranno chiusi.  

Quotidiano economico belga L'Echo ha scritto all'inizio di questo mese che Elio Di Rupo, che il  leader socialista francofono a capo della coalizione di governo, voleva far pagare all'industria nucleare, alla Electrabel, 1 miliardo di euro all'anno.

Il Belgio ha sette reattori nucleari in due siti, Tihange e Doel, entrambi i quali sono gestite da Electrabel , che fa parte di GDF-Suez .Il Belgio potrebbe unirsi alla Germania, Svizzera e Italia per diventare la quarta nazione europea a rottamare l'energia nucleare a seguito del disastro di Fukushima in Giappone.

Leggere anche:
- Un breve commento all'esito dei referendum
- Nucleare? I tedeschi dicono: Auf Wiedersehen!
- Nucleare? Gli Svizzeri dicono: Auf Wiedersehen! Addio! Au revoir! 
- Sorpresa! Anche i francesi vogliono uscire dal nucleare. Il 62%!!


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domenica 6 novembre 2011

La Prius costerà di più nel pianeta delle Terre rare

Sorprendentemente la Toyota è costretta  ad aumentare i prezzi della  Prius per la prima volta in 3 anni.

Il quotidiano online Asahi Shimbun  del 4 Novenmbre annuncia che la Toyota Motor Corp. aumenterà i prezzi del suo veicolo più popolare, la Prius ibrida, a fine novembre per la prima volta in tre anni per colpa della lievitazioni dei prezzi delle terre rare.
L'aumento è fatto coincidere con un restyling degli interni della vettura. Il prezzo minimo sarà aumentato del 5,8 per cento a 2,17 milioni di yen (circa 20.151 euro) da 2,05 milioni di yen.
La terza generazione di Prius, che è stata commercializzata a partire dal 2009, si è dimostrata molto popolare tra i possessori di auto per il basso consumo del carburante e la fascia bassa di prezzo d'acquisto.

Come risultato evidente di successo, la Prius è in cima alla classifica delle vendite di auto nuove in Giappone da diversi mesi, con un fatturato proveniente lo scorso anno dalla vendita di oltre 310.000, battendo il record di vendita delle auto Toyota long-seller  fissato precedentemente dalla Corolla, auto compatta, per la prima volta dopo 20 anni.
La decisione dell'aumento del prezzo di vendita è venuto sulla scia dei guadagni indeboliti per l'aumento dei prezzi delle terre rare utilizzate per motori elettrici e delle lamiere in acciaio per la carrozzeria, costi di produzione unitari che sono aumentati di decine di migliaia di yen.



Ancora una informazione dal quotidiano online Asahi Shimbun sulla nuova versione della Prius Plug-in in vendita dall'anno prossimo, da Gennaio in Giappone. 
Il nuovo modello ibrido plug-in (con il pacco batterie che si ricarica a rete con una semplice presa elettrica) raddoppierà l'efficienza nei consumi del carburante, rispetto al modello attuale, percorrendo  61 km con un litro di benzina, a fronte di 32,6 km della vecchia versione. Sarà di 26,4 km la percorrenza con una singola carica di energia garantita dai soli accumulatori. Quando è in modalità EV, la nuova Prius può viaggiare circa 13 volte di più rispetto ai modelli esistenti, hanno riferito le fonti, e, dato che la maggior parte dei driver giapponesi viaggia per 25 chilometri o meno al giorno, la modalità solo elettrica offre un ottimo modo per risparmiare sui costi di carburante.
Secondo una stima, ai  costi attuali dell'energia elettrica e a quelli della benzina, per viaggiare 10 mila chilometri l'anno, i guidatori Prius nipponici spenderebbero 43.000 yen (400 euro circa), il 40 per cento meno rispetto all'attuale Prius.

Toyota proporrà la Prius Ibrida Plug-in a partire da 3 milioni di yen  circa (27.860 euro).

Nel corso dell'anno Toyota offrirà  la nuova Prius anche in Europa e negli Stati Uniti nel 2012 nella speranza di riuscire a vendere 50.000 unità a livello globale entro la fine del 2012.

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sabato 5 novembre 2011

Ford Focus elettrica nel 2012 in numero limitato e solo in alcune città USA

Il sito web Ford si presenta con parole significative. Non avrai mai bisogno di una goccia di benzina o un cambio d'olio. Alimentata esclusivamente da un nuovo sistema di batterie agli ioni di litio,  la Focus Electric è ora disponibile per essere prenotarla in uno dei nostri rivenditori Certified Electric Vehicle (EV). Solo un numero limitato saranno prodotte per l'anno 2012 , quindi ecco la tua opportunità di ottenere il vantaggio di possedere una. Inoltre, è possibile beneficiare di un credito d'imposta fino a 7.500 dollari.

La Ford Focus elettrica  costerà 39.995 dollari (con 5 dollari in più costerebbe 40 mila dollari tondi tondi),  a cui  saranno da detrarre gli incentivi statali e federali, la si può prenotare direttamente sul sito ufficiale Ford per averne una nel 2012, ma solo in alcune città statunitensi:.

Un numero limitato di Focus Electric sarà inizialmente disponibile in California e  New York, New Jersey e solo successivamente ad Atlanta, Austin e Houston, Texas, Boston, Chicago, Denver, Detroit, Los Angeles, San Francisco, San Diego, New York, Orlando, in Florida, Phoenix e Tucson, in Arizona, Portland, Oregon ; Raleigh Durham, NC, Richmond, in Virginia, Seattle e Washington DC.

Le dotazioni di serie sonofantasmagoric/elettron/pompat/wow di cui  se ne potrebbe fare facilmente a meno (Touch MyFord  8 pollici touchscreen, due driver configurabile da 4.2 pollici a colori LCD in cluster per EV di guida unica schermi; MyFord Mobile App per il monitoraggio remoto e la pianificazione di ricarica della batteria con smartphone proprietari 'così come avvio remoto, fari HID, cerchi da 17 pollici in alluminio, illuminazione ambiente, posti al 100% di materiale riciclato; fotocamera posteriore con sensore di parcheggio posteriore, accesso intelligente con pulsante Start; MyKey, attivazione vocale Sistema di Navigazione; particolato Filtro aria ; vivavoce Bluetooth connettività SYNC telefono con i servizi del traffico, Direzione e informazione, controllo elettronico della trazione; Sony-branded audio con nove altoparlanti, SIRIUS Satellite Radio e Radio HD) con due soli opzional a costi ulteriori da aggiungere ai 40 mila: i rivestimenti interni in pelle ( 995 dollari) e due colori della vernice (395 e  495).

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venerdì 4 novembre 2011

L'aumento di efficienza degli autocarri ibridi paralleli della Daimler

Sono trascorsi almeno due lustri da quando ho letto per la prima volta in una ricerca dell'università di Genova che l'aumento di efficienza dei veicoli ibridi, in quel caso si parlava di autobus per il trasporto cittadino, era dell'ordine del 10% (ibrido parallelo, non ibrido seriale). Oggi numerose altre fonti  confermano quanto era stato già rilevato allora  ultima delle quali, in ordine di tempo, è il gruppo Daimler attraverso un comunicato apparso nel proprio sito web. 

Un veicolo commerciale, un autocarro pesante,   ibrido parallelo della consociata azienda Fuso è  stato testato nelle strade nipponiche e particolarmente nelle autostrade.  L'autocarro Super Great HEV ha dimostrato nei test preliminari significativi miglioramenti di efficienza rispetto ai tradizionali veicoli a trazione convenzionale  solo diesel, di circa il dieci per cento.  

Lo sviluppo del camion pesante ibrido rappresenta  un'ulteriore pietra miliare negli sforzi di sviluppo del Global Hybrid Center (GHC) con sede a Kawasaki  che ha l'obiettivo di diventare leader mondiale per i mezzi ibridi a lungo raggio.

Il   Super Great  HEV Fuso, che sarà presentato al prossimo Motor Show di Tokyo dal 30 Novembre - 11 Dicembre 2012, è dotato di un motore diesel convenzionale da 12.5 litri; motore elettrico / generatore; batterie a litio ioni, e software di controllo correlati. Si utilizza un sistema ibrido parallelo. Ciò significa che la trazione viene fornita dal motore elettrico del veicolo, dal motore diesel o da entrambi. Efficienza dei consumi e riduzione delle emissioni si ottengono usando le motorizzazioni singolarmente o in combinazione tra loro in base alle condizioni di guida. Quando il mezzo è in fase di rallentamento o frenata, il motore elettrico funziona come generatore elettrico del veicolo. Il generatore trasforma l'energia in frenata in energia elettrica e lo restituisce alle batterie a li-ion.
Fonte: Daimler

Secondo noi migliori risultati in termini di risparmio energetico e, quindi, efficienza e, quindi, minor inquinamento atmosferico, quando si passerà all'ibrido seriale (sola trazione elettrica e motore endotermico che lavora unicamente come generatore elettrico) via di transizione al mezzo di trasporto tutto elettrico a batterie o/e supercaps. Da non dimenticare che la transizione può avvenire con il retrofit applicabile anche ai mezzi di trasporto pesanti e con delle linee speciali di collegamento per le lunghe distanze adattate, realizzate e attrezzate in tempi brevi (complici i costi del carburante in crescita costante) ed economicamente sostenibili ovvero con i filocarri.

Leggere anche:
- Autocarri ibridi ed elettrici oltre le 100.000 unità all'anno entro il 2017
- Il Crepuscolo dell’Era dei Combustibili Fossili: la rottamazione e il Retrofit elettrico
- I bus elettrici di Seul
- Il filocarro della Valtellina come modello del futuro
- Camion elettrico/ibrido alimentato come un filobus. Due piani di robustezza

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giovedì 3 novembre 2011

Alleanza ispano-lusitano-nipponica per le batterie delle auto elettriche

Premessa. Il made in Italy tace, immobile mentre il resto del mondo di dà da fare.

Anche la Spagna, con la SEAT,  firma accordi per la produzione di batterie per veicoli elettrici nel proprio territorio. L'Italia si trastulla con le partite in TV 7 giorni su 7, il Grande Fratello, le risse televisive dei suoi migliori esponenti politici.

Un comunicato della SEAT (gruppo WV) ci informa che la SEAT stessa, Ficosa e Sanyo uniscono le forze per sviluppare batterie per veicoli elettrici in un accordo, primo del suo genere in Spagna, da cui deriveranno progressi significativi nella realizzazione dell'auto elettrica. Queste tre aziende hanno firmato un accordo per promuovere lo sviluppo di batterie per veicoli elettrici in Spagna e Portogallo. Le tre multinazionali si impegnano ad analizzare il progetto per creare le basi per un futuro di solida partnership industriale. Le tre società si uniscono per studiare e dimostrare la fattibilità tecnica e la tecnologia di fabbricazione di batterie negli impianti di SEAT e Volkswagen nella penisola iberica. Sanyo svilupperà le celle e il pacco batteria mentre Ficosa affronterà il processo di assemblaggio delle batterie in strutture presso Viladecavalls (Barcellona) per approvvigionare le fabbriche SEAT e Volkswagen in Spagna e Portogallo.

Ficosa è leader nello sviluppo e nella produzione di componenti e sistemi per i veicoli di tutto il mondo. Le principali aree strategiche di innovazione sono lo sviluppo di sistemi per veicoli elettrici e / o   ibridi , sistemi di comunicazione  e sistemi intelligenti per aiutare il conducente nella guida. L'azienda,  in linea con il suo focus strategico sulle politiche di sostenibilità, partecipa attivamente a numerosi progetti di ricerca cooperativa relative alla mobilità elettrica in Europa, Spagna e Catalogna

Sanyo, Panasonic  è leader mondiale nella tecnologia energetica e ambientale e nei prodotti per uso commerciale e consumers. Sanyo sta rafforzando la propria attività sulle batterie ricaricabili per veicoli elettrici/ibridi, in quanto la domanda è prevista in un rapido aumento in futuro. L'azienda fornisce le batterie al nichel-idruro di metallo per i veicoli ibridi elettrici sviluppati da Volkswagen e svolge studi per la realizzazione di batterie della prossima generazione di nichel-idruro e batterie agli ioni di litio in accordo con le case automobilistiche, come con Volkswagen Group.

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mercoledì 2 novembre 2011

Nucleare. Tre decenni per smantellare Fukushima

Una road map, ci informa il quotidiano nipponico online  Asahi Shimbun , è stata pubblicata il 28 ottobre dalla Atomic Energy Commission del Giappone (AEC) delinea più di 30 anni per procedere alla disattivazione e smantellamento dei reattori disastrati dell'impianto nucleare  di Fukushima n ° 1.

L'estrazione delle barre di combustibile dalle piscine di stoccaggio dei reattori avrà inizio intorno al 2014, secondo il piano, e la rimozione delle barre di combustibile fuso all'interno dei reattori dovrebbe iniziare intorno al 2021.

Tutto il processo di smantellamento potrebbe terminare nel 2041, ma gli autori del progetto avvertono che ritardi significativi sono possibili perché non hanno avuto accesso a tutti i dettagli dei danni ai reattori nucleari e alle barre di combustibile.

Tokyo Electric Power Co. (Tepco), il gestore dell'impianto, dovrà elaborare piani dettagliati sulla base della relazione finale entro la fine dell'anno e avviare il processo di disattivazione non appena raggiunto il "cold shutdown" (arresto a freddo) dei reattori. Un arresto a freddo è uno stato in cui è conservato un reattore nucleare a bassa temperatura in modo continuativo.

Un totale di 1.496 barre di combustibile giacciono nei reattori  n. 1, n. 2, n. 3 e n. 4 disastrati, e altre 3.108 barre di combustibile sono accantonati nelle piscine di stoccaggio del combustibile esaurito nei quattro reattori. Un numero di barre di combustibile fuso si pensa che siano caduti sul fondo dei recipienti a pressione causando qualche perdita in vasi di contenimento al n. 1 a n. 3 reattori, che operavano quando lo tsunami ha colpito l'impianto l'11 marzo.

Il processo di smantellamento dell'impianto nucleare di Three Mile Island  negli Stati Uniti, dove avvenne una fusione del nocciolo nel 1979, è stato un punto di riferimento fondamentale per gli autori del report.

La disattivazione di Fukushima inizierà con la decontaminazione degli interni degli edifici del reattore, le riparazioni dei vasi di contenimento danneggiate, il  riempimento delle vasche di contenimento con l'acqua.

Le attrezzature per rimuovere barre di combustibile fuso saranno inserite nei reattori e l'estrazione avrà inizio intorno al 2021 per portare a termine la rimozione del carburante nucleare intorno al 2026, anche se il rapporto come dicevamo sopra non fornisce una data precisa per le motivazioni dette.

Le gru che precedentemente venivano utilizzate per estrarre barre di combustibile esaurito sono stati distrutte dalle esplosioni degli edifici dei reattori n. 1, n. 3 e n. 4 dopo lo tsunami. Quindi verranno installate   nuove gru in sostituzione.

 Il progetto afferma che il governo, gli istituti di ricerca, la TEPCO e i produttori istituiranno una sede di ricerca e sviluppo e lavorerà a stretto contatto con gli organi tecnici d'oltreoceano.

Leggere anche:
- TEPCO paga i danni causati dalla centrale nucleare di Fukushima
- Un particolare tè 'colorato'
- Fukushima. Veduta area della centrale nucleare distrutta
- Il loro impegno è 'come una condanna a morte'
- I sei rattori nucleari di Fukushima 1
- Giappone, disastro senza precedenti prove di resilienza della società 
 - L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica - IAEA
- -4,-3, -2, -1, tutti i reattori fuori uso. Sayonara Fukushima. Allarme nucleare


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martedì 1 novembre 2011

La nave più grande, il motore più grande, l'elica più grande per trasportare che?

Mi ha colpito l'articolo del 29 Ottobre dell'Economist dal titolo Globalisation - Extreme shipping. Ha mosso in me una sensazione di fragilità in cui si trova il nostro mondo ipertecnologico, innamorato del gigantismo fino alle estreme conseguenze per raggiungere un obiettivo finale che è destinato inesorabilmente ad andare in fumo.

Parte dalla Cina una super nave con rotta verso l'Europa, più precisamente il porto di Rotterdam, con a bordo una vasta quantità di container pieni di ... fuochi d'artificio destinati ad illuminare i sogni e le speranze degli europei nel periodo fra Natale e Capodanno.
Una delle navi porta container più grandi del mondo, Maersk Eleonora, si sta muovendo quasi impercettibilmente attraverso il Mar Cinese Meridionale al largo della costa vietnamita. Otto piani su dal ponte, sotto la pioggia, nella parte superiore migliaia di contenitori sono accatastati in 22 file per 250 metri. La nave è specificamente progettata per la via commerciale più importante del mondo, l'Asia-Europa che nonostante la crisi del debito della zona euro è l'arteria principale della globalizzazione. Dopo aver iniziato il suo viaggio in Corea del Sud e aver raccolto la maggior parte del suo carico a Shanghai, la Eleonora dovrebbe attraccare a Rotterdam in un paio di settimane.

Ma che cosa sta portando?

Questa nave sarà a pieno carico dopo la Malesia, con circa 7.500 contenitori (o 100.000 tonnellate) di  regali di Natale che si scambieranno fra loro gli europei, per lo più, e per le feste di Capodanno 1.850 tonnellate di fuochi d'artificio, di cui 30 tonnellate di polvere da sparo, probabilmente provenienti dalla provincia dello Hunan, dove sono realizzate la maggior parte di queste cose. E ... circa 28 contenitori del peso di 290 tonnellate pieni di accendini di plastica destinati ai danesi, svedesi e polacchi. Per valere la pena di spedire accendini e stelle cadenti artificiali dall'altra parte del mondo, è meglio, ovviamente, avere una nave grande come la Maersk Eleonora.

Solo con colossi così si possono spedire merci raggiungendo economie di scala necessarie per i commerci tra l'Asia-Europa. Le Linee della Maersk, la più grande compagnia di navigazione del mondo con i container, ha otto navi Classe E e ha appena ordinato nei cantieri coreani altre 20 navi (leggermente) più grandi. Gli alti prezzi del petrolio stanno ormai costringendo tutte le principali aziende di spedizione con  container  ad ordinare navi sempre più grandi. Esse possono essere incredibilmente costose (le nuove Maersk costeranno quasi 200 milioni di dollari ciascuno), ma con costi di carburante che costituiscono tanta parte del loro spese, tutte le linee di navigazione stanno cercando di ridurre il costo per chilometro per contenitore tra Asia e Europa. L'unico modo possibile per farlo è impilare più contenitori su una sola nave.

Quindi, quasi tutto ciò che riguarda la Eleonora, che è stata costruita a metà degli anni 2000, è semplicemente la più grande del mondo, sempre. Non è solo la più grande di nave porta container, ma la più grande nave di qualsiasi tipo in servizio. Per spostare il suo carico attraverso l'acqua, vanta un motore a combustione interna più grande mai costruito che genera cavalli di potenza equivalente a 1.000 automobili familiari. Il 14 cilindri fa girare l'albero motore più lungo (130 metri) mai costruito, al termine del quale è fissata la più grande elica, che pesa 130 tonnellate. Eppure  il motore è altamente efficiente è, dice l'ingegnere capo danese, capace di viaggiare a una media di 17 nodi consumando solo 3 grammi di carburante per tonnellata/miglia nautiche. Questo tipo di calcolo lo fa un sofisticato computer portatile o iPad made ​​in Cina a prezzi accessibili anche a  Copenaghen.

La nave ha un equipaggio di soli 19 uomini. Ma sono troppi. Infatti la nave è progettata per essere governata da solo 13 persone, ma al capitano piace avere un po' di più di persone a bordo, per la manutenzione e le riparazioni. La nave è così automatizzata che il capitano sembra esercitare piena padronanza su tutto solo con il minimo tocco di un aggeggio dalla forma di una mezza palla, dalle dimensioni del palmo di una mano che sporge da un pannello di controllo.

Ma, penso,  se quando il petrolio salirà di prezzo, se dovesse 'naufragare' il collegamento tra Shanghai  e Rotterdam come riusciremo noi europei a mandare in fumo tonnellate di fuochi d'artificio nei nostri cieli notturni e i mortaretti cinesi per le nostre feste patronali, i capodanni, le inaugurazione degli outlet, le altre occasioni festaiole? Quale futuro ci aspetta lo sa solo il capitano... del Titanic.

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lunedì 31 ottobre 2011

I numeri del Kangoo van Z.E., 15 mila in 4 anni in Francia

Nei giorni passati abbiamo visto quale è il volume di vendita delle auto elettriche in quattro importanti nazioni del mondo  occidentale: gli Stati Uniti, il Giappone, la Gran Bretagna ed infine l'Italia. Manca la Francia. E' possibile che la Francia sia fuori dal mercato dei veicoli elettrici? No, non è possibile. Infatti se le nazioni prese in considerazione nel computo dei numeri di auto 'vendute' o immatricolate, la Francia si presenta come la nazione che 'produce' le auro elettriche. La differenza non è di poco conto. Per l'industria automotive francese significa organizzarsi per l'immediato futuro e soprattutto creare o 'non perdere' posti di lavoro. Organizzarsi significa 'creare' il mercato, non quello dell'auto da 'diporto'   a basso costo ovvero, che noi consideriamo del tutto morto almeno quello dei grandi numeri,  di massa, ma il mercato ben più importante e necessario che è il prodotto professional dedicato agli operatori quali i trasportatori, corrieri, i distributori di merci, catering ecc..
La Francia si è organizzata  con un piano di diffusione dei veicoli elettrici, per creare una massa critica tale da comprimere i costi di produzione dei veicoli elettrici e, di conseguenza, i costi finali. Personalmente non posso che essere d'accordo poiché ho operato in tal senso, la diffusione di furgoni elettrici a partire dai piccoli quadricicli sino a quelli da 35 quintali, particolarmente nel territorio fiorentino sin dagli inizi degli anni 2000

Nei mesi precedenti abbiamo già raccontato del gruppo d'acquisto UGAP [*] (l’Union des groupements d’achats publics) nell'ambito del Piano nazionale per lo sviluppo dei veicoli elettrici e PHEV (veicoli elettrici ibridi plug-in) che ha segnato l'inizio della procedura per l'acquisto cumulativo di 50.000 veicoli elettrici da parte una manciata di attori pubblici e privati. Si parla di Post Office ADP, Air France, Areva, Bouygues, FES, FESR, Eiffage, Orange France Telecom, GDF Suez, Gaz, GrDF, RATP, Saur, SNCF, SPIE, Suez Environment, Vinci e Veolia.

Ebbene, siamo arrivati al dunque.

Il dunque è che 19 grandi aziende hanno ordinato 15.000  Kangoo ZE della Renault. Notizia appresa dal sito ufficiale della Renault il 28 del c.m..
La Renault ha vinto il primo lotto del bando di gara, di cui parlavamo sopra, avviato dalle autorità pubbliche e organizzato dalla UGAP, l'organizzazione degli appalti pubblici.
Più di 15.000 modelli ZE Kangoo devono essere acquisiti nell'arco di quattro anni da 19 delle più grandi aziende francesi, che hanno partecipato al bando di gara, di cui 10.000 sono destinati a La Poste, 1.500 a ERDF, 1.200 all' UGAP stesso, 510 a Veolia Environnement, 450 a GDF-Suez e 330 a Spie.
I Renault Kangoo ZE, la prima serie di furgoni elettrici al 100%, viene venduto in Francia a partire da  15.000 euro ( IVA esclusa, dedotti 5000 € di bonus ambientale) è disponibile su ordinazione in Francia presso tutta la rete Renault dal 30 settembre. La loro prima apparizione fisica in oltre 370 è nelle vetrine dei concessionari francesi  per poi avere un seguito del lancio graduale in tutti i paesi europei.
Il furgone Kangoo ZE è prodotto nello stabilimento di Maubeuge, in Francia insieme alla sorella con motore a combustione interna. L'impianto si è specializzato nella produzione di veicoli commerciali leggeri da 20 anni ed è in grado di adattarsi continuamente alle diversità inerenti a questo tipo di veicolo e alla domanda di vendita. La scelta di Maubeuge consente una rapida industrializzazione, garantendo nel contempo la qualità. 

Le aziende partecipanti al bando di gara: ADP, Air France, Areva, Bouygues, EDF, ERDF, Eiffage, France Télécom Orange, GDF Suez, GRT Gaz, GrDF, La Poste, RATP, SAUR, SNCF, SPIE, Suez Environnement, UGAP, Vinci et Véolia.


[*] L’UGAP (Union des Groupements d’Achats Publics), è la centrale d’acquisto nata per razionalizzare gli approvvigionamenti del settore pubblico francese. L’UGAP è un Ente Pubblico a carattere Industriale e Commerciale (EPIC), nato sotto il doppio patrocinio del Governo francese, attraverso il Ministero dell’Economia, delle Finanze e dell’Industria, e del Ministero dell’Educazione e della Ricerca

Kangoo Z.E.Veicolo commerciale
Caratteristiche
Tipo di veicolo : commerciale leggero
Lunghezza : 4 213 mm
Larghezza fuori tutto : 1829 mm
con retrovisori : 2 133 mm
Altezza : 1 818 mm
Potenza motore : 44 kW
Coppia : 226 Nm
Velocità massima (limitata elettronicamente) : 130 km/h
Autonomia : 170 km NEDC ciclo misto
Numero di posti : 2
Peso a vuoto : 1 410 kg
Carico utile : 650 kg
Volume di carico : da 3 a 3,5 m³
Pneumatici : specifici a basso consumo

Motore
Caratteristiche principali
Potenza 44 kW
Coppia massima 226 Nm
Peso 130 kg

Emissioni totali "dal pozzo alla ruota"
(legate alla produzione di energia elettrica secondo il mix energetico UE)
Kangoo Z.E. : 81 g/km rispetto a un Kangoo Express dCi 70 CV: 140 g/km

Prezzo del veicolo € 20.000 IVA escl. (prezzo unico europeo)
Il prezzo indicato è al lordo degli incentivi statali. In alcuni Paesi, come ad esempio la Francia, KANGOO Z.E. potrà essere proposto a € 15.000 grazie al superbonus ecologico del Governo.

Noleggio batteria
A partire da € 75 IVA escl. al mese
(15.000 km/anno per 48 mesi, assistenza alla mobilità inclusa)

Leggere anche:
- Le vendite delle auto elettriche in USA. Leaf e Volt
- Il mercato italiano dell'auto torna indietro di 15 anni, sale quello delle auto elettriche
- Le immatricolazioni giapponesi con ancora la Prius ibrida in testa a Settembre
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domenica 30 ottobre 2011

Energia e ora legale

Oggi si è tornati all'ora solare, esattamente alle ore 03.00 infatti abbiamo dovuto spostare le lancette degli orologi un'ora indietro.  Cosa abbiamo ottenuto con 7 mesi di ora legale?

A quanto scrive Terna in un suo comunicato stampa, e c'è da crederci, in Italia abbiamo risparmiato 91 milioni di euro grazie all'istituzione dell'ora legale. Sono 647 milioni di kWh di minori consumi di energia elettrica non utilizzati per illuminare la nostra vita, un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di oltre 215.000 famiglie.

Il risparmio in chilowattora è molto vicino a quello ottenuto nel 2010, 644,4 milioni di kWh, per il minor consumo,  mentre il risparmio economico è stato pari a circa 85 milioni di euro quando il costo medio di 1 kWh era di 13,4 centesimi di euro. In termini economici, l'Italia ha risparmiato con l'ora legale circa 91 milioni di euro nel 2011, considerando che per il cliente finale 1   kWh è costato, nel periodo in esame, in media circa 14,06 centesimi di euro al netto delle imposte.

Nei mesi di Aprile e Ottobre si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell'intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un'ora, quindi, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l'effetto “ritardo” nell'accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.

Nel dettaglio, ad aprile si è avuto un risparmio di 150 milioni di kWh, a maggio di 87 milioni di kWh, a giugno di 35 milioni di kWh, a luglio di 36 milioni di kWh, ad agosto di 38 milioni di kWh, a settembre di circa 86 milioni di kWh e ad ottobre di 185 milioni di kWh.

Dal 2004 al 2011 il risparmio complessivo del Paese è stato di circa 5 miliardi di kWh, pari ad un valore di circa 700 milioni di euro.


L'ora legale tornerà il prossimo 25 marzo 2012. 


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sabato 29 ottobre 2011

Mille bolle blu per contribuire a risparmiare il 35% di carburante

La Mitsubishi Heavy Industries, Ltd. ( MHI ) ha completato la progettazione concettuale della "MALS - 14000 CS," (MALS-14000CS sta per  Mitsubishi Air Lubrication System - Nave container da 14.000 TEU)  di  un New Panamax (New Panamax è il termine per il limite delle dimensioni delle navi che saranno in grado di viaggiare attraverso il Canale di Panama dopo la sua espansione prevista per il  2014: le dimensioni di progetto sono 366,0 metri  di lunghezza fuori tutto, LOA, 48,8 m di larghezza e 15,2 m  d'acqua dolce   tropicale, FTW. Invece i parametri del  Panamax sono 295,0 m di LOA, 32,2 m di larghezza e 12,0 m FTW)  di dimensioni 14.000 TEU  (twenty-foot equivalent unit, venti piedi un'unità equivalente) nave container che contribuiranno alla prevenzione del riscaldamento globale. La Malles-14000CS adotta la tecnologia proprietaria della Mitsubishi il cosiddetto Sistema di lubrificazione ad aria (MALS), che riduce la resistenza di attrito tra lo scafo della nave e l'acqua di mare con bolle d'aria al fondo dello scafo. Il sistema MALS insieme al sistema di propulsione ad  alta efficienza sarà in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2), un gas ad effetto serra (GHG), del 35% rispetto ai vettori navali porta container  convenzionali.

La MHI ha già installato il MALS sul "Yamatai", un vettore della NYK-Hinode Line, Ltd., una filiale di Nippon Yusen Kaisha per verificare l'efficienza e la riduzione di CO2, aspettandosi un taglio di   circa il 10%.

La nave Mals-14000CS è stata progettata per realizzare una riduzione del 10% delle emissioni di CO2 con il sistema delle bolle d'aria. La progettazione delle navi, con una nuova  forma dello scafo ad alto rendimento, nuovi posizionamenti sul ponte, relativamente più in avanti, scarichi di poppa, e lo spazio supplementare per i container. Il design nuova nave, che offre una maggiore capacità di carico dei container, abbinato a un   sistema a due motori e due alberi  di propulsione, consente una riduzione delle emissioni di CO2 del 24%. Sommato con un'altra riduzione del 5% consentito dal motore diesel a controllo elettronico e il sistema di recupero del calore emesso, la Mals-14000CS raggiunge un taglio complessivo del 35% delle emissioni di CO2 evidenziato dalla formula seguente    [1-0,1 (MALS)] x [1-0,24 (progettazione delle navi, ecc)] ​​x [1 - 0,05 (motore a controllo elettronico, il calore di recupero dei rifiuti)] = 0,65, una riduzione del 35%.  

Ma non finisce qui l'impegno per diminuire le emissioni inquinanti, infatti la nave Mals-14000CS è progettato per essere più ecologici attraverso l'installazione di uno scrubber SOx per rimuovere l'ossido di zolfo (SOx) di scarico e un sistema di trattamento delle acque di zavorra. 

Fonte: MHI

Leggere anche:
- 24 mila miglia sopra il mare

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venerdì 28 ottobre 2011

La vendita di auto elettriche in Gran Bretagna

Grazie al quotidiano The Guardian del 21 c.m. prendiamo nota dell'andamento di vendita delle auto elettriche in Gran Bretagna

Nel 2010 sono state immatricolate 167 auto elettriche, mentre nei primi 9 mesi del 2011 siamo già arrivati a 914.
Ripartiti per trimestri, nel primo, secondo e terzo trimestre del 2011, i numeri sono questi: 465, 215, 106 rispettivamente.
Qualcuno fa notare che le 1.107 vetture elettriche che circolano nelle strade britanniche si perdono nell'oceano delle vetture tradizionali che vantano numeri ben più importanti, 28,5 milioni. In questa situazione l'obiettivo di raggiungere gli 8.600 veicoli grazie al contributo statale di 5.000 sterline per un totale di 43 milioni fino al marzo 2012 sembra piuttosto ottimistico.  
Un motivo per cui non vengono vendute auto elettriche con il ritmo sperato potrebbe essere la scarsa disponibilità di modelli piuttosto che il costo del veicolo, la Leaf per esempio costa 25.990 sterline nonostante il contributo di 5K sterline e che il costo del 'carburante', l'energia elettrica, sia estremamente più basso e favorevole rispetto un'auto con motore tradizionale. Ma vi è la fondata speranza che i nuovi competitor internazionali del variegato mondo automotive siano in grado di dare una spinta importante sin dall'inizio del prossimo anno prima fra tutti la Nissan con la nuova Prius ibrida plug-in,  poi la Renault con l'elettrica  Fluence ZE, la Opel con l'ibrida Ampera. Un rallentamento nelle vendite potrebbe essere stato causato anche dalla mancanza di infrastrutture di ricarica stradali e, guarda caso (!), dalla recessione economica in atto nel Paese.
Qualcuno afferma che ""Il governo deve impegnarsi attivamente con la costituzione del parco auto del 21 ° secolo fornendo borse di studio, deve investire in una Gran Bretagna per una rete di punti di ricarica per incoraggiare i conducenti ad abbandonare la benzina per gli elettroni."

Diamo uno sguardo a volo d'uccello al sito del Dipartimento dei Trasporti UK per verificare quali siano le auto che possono usufruire del  Plug-in Car Grant, il contributo di 5.000 sterline

Marca, Modello e Disponibilità 
Chevrolet Volt - All'inizio del 2012
Citroen CZero  - In vendita ora
Mitsubishi i-MiEV  - In vendita ora
Nissan Leaf  - In vendita ora
Peugeot iOn  - In vendita ora
Renault Fluence ZE  - Autunno 2012
Smart fortwo electric drive  - In vendita ora
Tata Vista - TBC
Toyota Prius  Ibrida Plug-in  - All'inizio del 2012
Opel Ampera  - All'inizio del 2012

Vedremo di seguire l'andamento delle vendite di auto plug-in in GB nei prossimi mesi così come abbiamo fatto per il mercato statunitense, giapponese e italiano.

Leggere anche:
- Le vendite delle auto elettriche in USA. Leaf e Volt
- Il mercato italiano dell'auto torna indietro di 15 anni, sale quello delle auto elettriche
- Le immatricolazioni giapponesi con ancora la Prius ibrida in testa a Settembre
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giovedì 27 ottobre 2011

La Nissan verso il 2016 con 4 modelli di auto elettriche ed altro

La Nissan Motor Co., Ltd. ha annunciato quello che sarà il suo programma industriale da oggi fino al 2016, il Nissan Green Program 2016, tutto dedicato allo sviluppo di veicoli ad emissioni zero, riduzione dei consumi energetici produttivi, abbattimento degli sprechi, ricerca ed altro. 

Quattro sono le attività basilari del Nissan Green Program 2016:
- una dedicata alla penetrazione dei veicoli elettrici a livello mondiale con l'obiettivo di raggiungere un volume di vendite di 1,5 milioni di auto elettriche insieme alla sua consociata Renault, lo sviluppo di 4 modelli di auto elettriche compresa la Leaf, introdurre veicoli elettrici a celle a combustibile (FCEV) nel mercato, conquistare  la leadership mondiale nella fornitura di batterie per trazione elettrica, creare aziende a zero emissioni che utilizzino tecnologie per i veicoli elettrici, partner per sviluppare sistemi di ricarica per EV e sistema informativi, dimostrare la possibilità di creare una smart house/ community/ grid partendo in primis dalla propria sede a Yokohama City, fornire la soluzione ideale di "stoccaggio di energia" con le batterie usate dagli EV attraverso 4R Business (Reduce, Reuse, Recycle, Recover).

- Più ampia applicazione di veicoli a basso consumo.

- Ridurre la Carbon Footprint aziendale (letteralmente: "impronta di carbonio" è la "misura dell'impatto che le attività umane hanno sull'ambiente in termini di ammontare di gas serra prodotti, misurati in unità di diossido di carbonio").

- Aumentare l'utilizzo di materiale riciclato rapporto per veicolo del 25%.

- Gestione e Valorizzazione Ambientale attraverso la catena dei fornitori, promuovendo la riduzione, sostituzione, gestione dei materiali che hanno un impatto ambientale attraverso l'adozione ottimale di LCA ovvero riutilizzare materiali riciclati degli scarti di produzione o di fine vita dei veicoli per realizzare parti dei veicoli nuovi, ridurre il consumo di elementi delle terre rare.

Per una descrizione del Nissan Green Program 2016 attraverso slide cliccare sopra l'immagine


Fonte Nissan

Noi dello Stivale giochiamo a palline.

mercoledì 26 ottobre 2011

Ritorna in Italia il gas libico

Gli ultimi eventi che hanno portato alla scomparsa di Mu'ammar Gheddafi ( (Sirte, 7 giugno 1942 – Sirte, 20 ottobre 2011) ) sono noti a tutti. Quello che non tutti sanno è che ben prima dell'esito definitivo, esattamente dal 13 ottobre 2011, la Libia ha ripreso le esportazioni di gas naturale in Italia attraverso il gasdotto Greenstream, lungo 520 chilometri, gasdotto controllato congiuntamente da Eni SpA e la National Oil Company della Libia.

Le importazioni di gas naturale attraverso la Sicilia al punto di ricevimento di Gela  hanno raggiunto ormai circa 150 milioni di piedi cubi al giorno pari a 4,250 milioni di metri cubi circa, da quando in febbraio, i disordini in Libia, hanno portato alla riduzione delle esportazioni di gas naturale in Italia.

Prima della decurtazione febbraio, la Libia forniva all'Italia  circa 900 milioni di piedi cubi al giorno di gas naturale (25,5 milioni di metri cubi circa), pari all' 11% della domanda media giornaliera di gas in Italia nel 2010.


 L'Italia è stata costretta a compensare gran parte della riduzione delle importazioni di gas naturale dalla Libia con un aumento delle importazioni di gas naturale dalla Russia.
 Dopo l'interruzione  il gas naturale ha ripreso a scorrere dal campo onshore di Wafa a circa 480 km a sud ovest di Tripoli verso l'Italia, anche se la produzione di gas naturale a Wafa è rimasto attivo durante la crisi ma solo per fornire gas naturale alle centrali elettriche libiche.
 La maggior parte del gas naturale Greenstream proviene di solito dal campo di Bahr Essalam in mare aperto (vedi mappa); solo i volumi prodotti in eccesso rispetto alle necessità interne libiche sono disponibili da Wafa per l'esportazione tramite Greenstream.

Fonte: U.S. Energy Information Administration
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martedì 25 ottobre 2011

Le non-soluzioni del dopo disastro nucleare di Fukushima

L'organizzazione congenita nel DNA del popolo nipponico si scontra con una dura realtà. Le conseguenze del  disastro nucleare derivate dal terremoto dell'11 Marzo non sono cancellabili nel breve, lungo periodo. Perché diciamo questo? Alcune risposte le abbiamo date nei giorni precedenti, a queste se ne aggiunge un'alta che lascia un sapore radioattivo di retrogusto.  

Yomiuri Shimbun ci informa che l'Agenzia delle foreste giapponese ha deciso di consentire ai governi locali di utilizzare appezzamenti di terreno, ove sono le foreste di proprietà dello Stato,  per stoccare temporaneamente suolo e paglia di riso contaminati da sostanze radioattive provenienti dalla centrale nucleare Fukushima  n ° 1 .
I governi locali saranno responsabile della preparazione dei terreni per i siti di stoccaggio temporaneo, mentre il governo centrale si farà carico del costo utilizzando il suo fondo di riserva per la ricostruzione.
I governi locali possono chiedere di essere autorizzati a conferire i fanghi dalla rete idrica e delle fognature, così come cenere prodotta dall'incenerimento.
Se non ci fossero foreste demaniali, con la giurisdizione di un governo locale, si deciderà cosa fare altrimenti consultando gli altri governi locali.

I siti si trovano decine o anche centinaia di metri dalle aree residenziali.

Se una foresta è vicino ad una fonte d'acqua, i governi locali saranno tenuti a consultarsi con i governi a valle prima di costruire siti di stoccaggio temporaneo
Suoli contaminati e altre sostanze saranno racchiusi in materiale impermeabile. Se la quantità da stoccare è grande, il materiale contaminato verrà inserito all'interno di contenitori di cemento o circondato da muri di cemento, ma  il materiale contaminato non sarà sepolto.

Secondo una stima del Ministero dell'Ambiente,   deve essere rimosso circa 28 milioni di metri cubi di terreno contaminato nella prefettura di Fukushima, con presumibile dose di radiazioni su 5 millisievert o superiore all'anno.
Se il terreno è uniformemente accumulato con un'altezza di un metro, la superficie totale sarebbe di circa 65 chilometri quadrati, pari alla metà della superficie  del passante ferroviario della linea interna Tokyo Yamanote .
Il   Ministero dell'Agricoltura, silvicoltura e pesca  ha rilevato che circa 7.200 tonnellate di paglia di riso sono attualmente conservati in magazzini agricoltori e in altri luoghi in otto prefetture, tra Hokkaido, Miyagi e Fukushima, in quanto non potevano essere smaltiti.
I fanghi dalla rete idrica e delle fognature e la cenere, che non possono essere smaltite a causa di contaminazione da radiazioni, sono pari a circa 130.000 tonnellate.
 Deve ancora essere deciso in che modo si debbano proteggere i siti per stoccare i fanghi.

Dalla figurina in alto dubitiamo molto che non verranno a crearsi ulteriori problemi di inquinamento da radiazioni nucleari per le popolazioni locali, una spada Damocle che durerà centinaia di anni, millenni, le cui ripercussioni le misureranno le future generazioni.

- TEPCO paga i danni causati dalla centrale nucleare di Fukushima
- Un particolare tè 'colorato'
- Fukushima. Veduta area della centrale nucleare distrutta
- Il loro impegno è 'come una condanna a morte'
- I sei rattori nucleari di Fukushima 1
- Giappone, disastro senza precedenti prove di resilienza della società 
 - L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica - IAEA
- -4,-3, -2, -1, tutti i reattori fuori uso. Sayonara Fukushima. Allarme nucleare

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lunedì 24 ottobre 2011

Dal non-futuro in Italia ai supercaps negli Stati Uniti


Un 'cervello in fuga' crea una società a Boston per la realizzazione di un prodotto tecnologico che avrà una importanza fondamentale per l'accumulo di energia, i supercaps a nanotubuli di carbonio. Il DOE,  il Department of Energy statunitense, ne riconosce l'importanza elargendo fondi multimilionari. Ci sono voluti sei anni di ricerca collaborativa presso il Massachusetts Institute of Technology per sviluppare la nuova tecnologia di storage dell'energia ma alla fine il trentatreenne Riccardo Signorelli ha potuto lavorare su questo argomento all'interno dell'azienda che ha fondato, la FastCaps Systems. 

FastCap utilizza la nanotecnologia per migliorare un dispositivo di accumulo dell'energia con i supercaps, piccolissimi nanotubi di carbonio. A differenza delle batterie che immagazzinano energia tramite reazioni chimiche, i supercaps immagazzinano energia in campi elettrici. I dispositivi possiedono enormi vantaggi rispetto alle tecnologie delle batterie convenzionali, tra cui durata di vita estremamente lunga (oltre un milione di cicli, rispetto ai 10.000 per le batterie convenzionali, le migliori), robustezza oltre al notevole vantaggio del basso impatto ambientale a causa della loro componentistica interna non tossica. Tuttavia, ultracondensatori sono stati ritenuti da sempre inferiori rispetto alle batterie per un aspetto fondamentale: la densità di energia (densità di energia è una misura di quanto grande o pesante deve essere una batteria o un condensatore per accumulare una determinata quantità di energia). La tecnologia FastCap affronta quest'aspetto chiave con il miglioramento della struttura interna degli elettrodi e dei processi per la loro produzione - miglioramenti che permettono di combinare i vantaggi dei supercaps e delle batterie convenzionali in un unico dispositivo, con nessuno degli svantaggi di entrambe le tecnologie.

I supercaps odierni usano elettrodi in carbone attivo. Il carbonio è poroso, quindi ha un sacco di superficie utile per la raccolta di particelle cariche. Ma i pori sono di forma irregolare, così le particelle cariche urtano intorno mentre si muovono dentro e fuori l'elettrodo. Questo effetto limita l'efficienza della ultracondensatori di oggi come i processi attualmente in uso per la produzione di elettrodi che ne limitano il raggiungimento della densità di energia.  FastCap integra elettrodi (  in attesa di brevetto ) realizzati con nanotubi di carbonio allineati verticalmente, ognuno di trenta millesimi dello spessore di un capello umano. La forma regolare e l'allineamento dei nanotubi rende molto efficienti gli elettrodi in superficie e il processo utilizzato riesce a produrre elettrodi a nanotubi con una maggiore capacità. Riescono anche a mantenere, se non a migliorare, le qualità esistenti dei supercondensatori di oggi, con il beneficio dato dal raggiungimento di una più alta densità di energia che solo le batterie hanno storicamente monopolizzato.

Ancora  non sappiamo molto sul prezzo del nuovo dispositivo di storage se non la previsione che si  potrebbe immagazzinare energia a meno della metà del costo per watt-ora delle attuali tecnologie.

Come vedete i tempi sono maturi per avere una perfetta visione di quello che sarà il futuro non troppo lontano nel tempo per quanto riguarda i mezzi di trasporto su strada. Finita l'era del petrolio potremo definitivamente liberarci dall'oppressione della sua vampiresca essenza, liberati dall'importazione dall'estero potremo produrre finalmente energia da fonti rinnovabili, democratiche perché ubiquitarie, potremo liberarci dall'inquinamento atmosferico, compresa la sua componente climalterante. Batterie che si ricaricano in pochi minuti, supercaps altrettanto veloci nell'accumulo di energia e nella sua restituzione sia per quanto riguarda l'uso stazionario che automotive. Il buon vecchio motore a scoppio è finito, finirà i suoi giorni in un museo delle tecnologie del passato o in un museo degli orrori, dei tormenti umani portatori di malattie, stragi, alterazioni cellulari e climatiche.

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domenica 23 ottobre 2011

Quinto convegno nazionale ASPO-Italia

Quinto convegno nazionale ASPO-Italia

Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio
in collaborazione con Climalteranti

Venerdì 28 ottobre 2011
Ore 9:00 – 19:00


Segreteria organizzativa:


Luca Pardi, Aspo Italia - Tel. 392/2622379 
e-mail: pardi@ipcf.cnr.it


Duccio Braccaloni, Consiglio Regionale Toscana - via Cavour, 4 - Firenze - Tel 055/2387506 
e-mail: d.braccaloni@consiglio.regione.toscana.it








Cassandra nel XXI secolo

Clima, energia e cibo: fra informazione e disinformazione,
crescita della consapevolezza pubblica e politiche appropriate


Sala delle Feste - Palazzo Bastogi
Consiglio Regionale della Toscana
via Cavour, 18 - Firenze



PROGRAMMA
Apertura e Saluti 9.00-9.30

Ugo Bardi, Presidente di ASPO - Italia

Mauro Romanelli, Segretario Questore Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale

Saluti dei rappresentanti della Regione Toscana.

09:30 Ian Johnson, Segretario generale del Club di Roma. 40 years of Limits to growth.

10:15 Nicole Foss, ricercatrice economica coeditore del blog “The Automatic Earth”. Un secolo di sfide.

10:45 -11:15 Coffee Break

11:15 Toufic el Asmar, Segretario ASPO - Italia e consulente FAO. Climate Smart Agriculture.

11:45 Enrico Euli, Università di Cagliari. Informazione, apprendimento e pedagogia delle catastrofi.

12:15 Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica Italiana. Prepariamoci. Consapevolezza e ritardi nella percezione dei problemi ambientali.


Break pranzo 12:45-14:30

Nella sessione pomeridiana i seminari saranno intercalati da intermezzi teatral-musicali di circa 10 minuti.

14:30- 18:00 I grandi problemi dell'Umanità su web, carta stampata, editoria, radio e televisione.

Sylvie Coyaud, Giornalista. Il clima nella rete.

Pietro Cambi, Geologo esperto indipendente e blogger. Il picco nella rete. La benedizione di Cassandra.

Sergio Castellari, Centro Euro - Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici / Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. IPCC, climategate e i media.

Stefano Caserini, DIIAR Politecnico di Milano. Il Clima sulla carta stampata.

Mirco Rossi, Divulgatore indipendente. Energia e futuro – le opportunità del declino. Tre lenti per leggere meglio.

18:00-18:15 Conclusioni e chiusura


Il convegno sarà trasmesso in diretta video sulla homepage del portale del Consiglio Regionale della Toscana
www.consiglio.regione.toscana.it


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sabato 22 ottobre 2011

Lo smaltimento e le nuvole radioaottive della TEPCo

Un'altra iniziativa discutibile della TEPCo, Tokyo Electric Power Co. Abbiamo visto recentemente il parallelepipedo di Fukushima, tirato su allo scopo di inglobare il primo dei quattro reattori della centrale nucleare e limitare le radiazioni, e gli indumenti radioattivi di Fukushima abbandonati in uno stadio, adesso vediamo cosa vuol fare TEPCo per smaltire le macerie e i detriti causati dal disastroso terremoto che ha colpito la prefettura Iwate. Iwate è una prefettura giapponese di circa 1,4 milioni di abitanti, con capoluogo a Morioka. Si trova nella regione di Tohoku,  a nord nell'isola di Honshū.

Questa è la 'soluzione': le macerie devono essere smaltite mediante incenerimento. Quattro sono  le società con sede a Tokyo ad essere coinvolte nell'impresa secondo quanto segnala  Fuji TV, notizia rimbalzata attraverso Japan Today online.  

La notizia dell'incenerimento di rifiuti potenzialmente radioattivi è quasi certo che  provocherà una protesta pubblica. Un portavoce di una delle società designate per l'incenerimento ha dichiarato alla  Fuji TV che il gruppo TEPCo ha contratto le aziende tecnologicamente capaci di incenerire rifiuti dalla regione colpita dallo tsunami per stipulare un contratto sullo smaltimento sicuro dei suddetti rifiuti.

Il popolo giapponese è ammirevole come i Cinquanta eroi di Fukushima, alcuni dirigenti pubblici e delle aziende locali lo sono un po' meno, forse. Faranno in modo di smaltire, incenerire, nascondere sotto il tappeto fumi e ceneri dichiarando che tutto rientra nei termini di legge. Auguri amici giapponesi!

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venerdì 21 ottobre 2011

Sistemi Smart Grid, impianti fotovoltaici e veicoli elettrici in Italia

Alla fine del mese  di settembre, si legge in un articolo online dl quotidiano nipponico  Asahi Shimbun,  Toshiba Corporation ha annunciato che la sua controllata italiana di sistemi di alimentazione, Ansaldo Trasmissione & Distribuzione SpA (Ansaldo T & D), ha vinto un contratto per la fornitura di un elemento chiave del sistema di rete intelligente per l'ACEA Distribuzione SpA (Gruppo ACEA) di Roma, una delle più importanti pubblic utility italiane. L'installazione degli impianti avrà inizio nel mese di dicembre 2011 e dovrebbe entrare in servizio e online entro la fine della primavera del 2012.

Il sistema fornito da Ansaldo T & D comprende un impianto fotovoltaico di 10kWp per la generazione di energia elettrica, un sistema di accumulo di energia da 45kWh SCiB ™, basato sulla innovativa batteria ricaricabile agli ioni di litio  Toshiba , caricabatterie per veicoli elettrici (VE) e il sistema di monitoraggio complessivo con una unità di controllo (μEMS ).

 Una volta installato in Raffineria, una sottostazione ACEA a Roma, il sistema fornirà una soluzione integrata per la generazione (PV), lo storage (SCiB ™) e la distribuzione di energia elettrica per caricare VE. Tali stazioni di ricarica sono visti come parte integrante delle reti intelligenti e il successivo concetto di comunità di generazione intelligente per la produzione di energia interattivo e la conseguente distribuzione.

 In un'asta separata per la fornitura di attrezzature, Landis + Gyr è stata selezionata per fornire contatori intelligenti per il sistema. I contatori intelligenti hanno capacità di comunicazione interattiva e sono in grado di fornire in tempo reale il conferimento dei dati sullo stato del sistema fotovoltaico, le altre competenze di memorizzati nel ™ SCiB e il livello di domanda d'energia presso i caricabatterie dei  VE.

 Toshiba, Ansaldo T & D e Landis + Gyr collaboreranno per cercare di ottenere ordini per i sistemi commercializzati e si avvarrà del know-how acquisito attraverso l'esecuzione e il funzionamento del progetto.

 Toshiba Group auspica di sostenere da vicino  piani di sviluppo del sistema  smart grid ACEA  e cercherà di espandere la propria rete intelligente e imprese comunità intelligente in Europa.

Aggiungiamo altre informazioni sul progetto.  

Il progetto pilota è stato selezionato dall’AEEG nel febbraio scorso tra quelli ammessi (in tutto otto) per la fase di sperimentazione delle reti intelligenti che usufruiscono dei relativi incentivi, per un investimento complessivo di 19,3 milioni  Il costo complessivo del progetto ACEA/Toshiba è di circa 5 milioni di euro. Diversi interventi saranno mirati a sviluppare soluzioni innovative per la gestione della rete e il miglioramento della continuità del servizio, in linea con gli indirizzi e le prescrizioni generali stabilite dall’Autorità.

Tra gli interventi smart figurano la selettività del sistema di protezione, la gestione del profilo di tensione, la gestione dei generatori connessi alla rete. Inoltre, il progetto si concentra sulla minimizzazione delle perdite di energia e l’E-Car and Storage, vale a dire la possibilità di gestire l’infrastruttura di ricarica per gli autoveicoli elettrici.

Ulteriore annotazione.Toshiba ha acquisito da poco tempo la maggioranza delle azioni di Ansaldo T&D come rileviamo dal Sole 24 Ore.

Toshiba ha acquisito dal gruppo Tili il 67% di Ansaldo Trasmissione & Distribuzione, azienda impegnata nell'ingegnerizzazione di impianti per la trasmissione e distribuzione elettrica e di impianti fotovoltaici di livello industriale per la produzione di energia. Ansaldo T&D - informa una nota - ha iniziato la sua attività nel 1984 come parte del gruppo Ansaldo (ora gruppo Finmeccanica). Da quando è diventato parte del gruppo Tili, nel 2007, Ansaldo T&D ha realizzato una lista notevole di progetti di trasmissione e distribuzione e di impianti fotovoltaici, soprattutto in Europa e Nord Africa. Questa mossa - prosegue la nota - segna l'ingresso a pieno titolo di Toshiba nei mercati europeo e nordafricano, che, insieme, rappresentano oltre il 20% del mercato globale del settore, Giappone escluso, e si collocano al secondo posto per dimensione dopo quello cinese, con una previsione di crescita costante della domanda. Il mercato fotovoltaico europeo rappresenta invece circa l'80% del mercato mondiale del fotovoltaico e dovrebbe rimanere il più grande del mondo. Inoltre, nuovi mercati, come quelli dello smart grid, saranno ampliati grazie a questa operazione. Toshiba ha intenzione di aumentare la portata del suo T&D e le iniziative nel fotovoltaico portandoli a livello globale, attraverso ulteriori collaborazioni con il gruppo Tili.


- Charge Grid - Toshiba propone un nuovo sistema integrato batterie - rete

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