Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


venerdì 13 maggio 2011

La Prius a due mesi dal terremoto

I disastri che hanno colpito il Giappone due mesi fa , prima il terremoto seguito a poche ore dallo tsunami e  il disastro nucleare che dei reattori di Fukushima  non poteva non farsi risentire anche nel settore automotive. Pesantemente. 

Non poteva che essere così considerando che il 37,6%  della capacità totale di produzione di energia dal nucleare da parte dei suoi 54 reattori è andata fuori uso (18.406 MW) su  48.960 MW. Naturalmente non è solo un problema di produzione ma anche di condizioni economiche interne.

La Prius, l'ibrida della Toyota ha avuto un vero e proprio crollo nelle immatricolazioni in Giappone pur rimanendo al secondo posto della classifica dietro alla vettura motorizzata Fit della Honda. La Prius è passata dalle 19.740 unità di Marzo a 4.876 in Aprile, mentre la Fit della Honda che è passata da  
22.284 unità del mese precedente a 8574.


Nel consueto grafico, che abbiamo realizzato partendo dal mese di Gennaio del 2009, si evidenzia l'andamento delle vendite mensili e il gap esistente tra le due vetture, Prius e Fit.

Cliccare sul grafico per ingrandire




Leggere anche:
- La Prius nel mese del terremoto, dello tsunami e di Fukushima

- Ci risiamo! La Prius è la più venduta in Giappone, ma la Foglia ...
- La Prius non è più la prima in Giappone 
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- Il plurale di Prius
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giovedì 12 maggio 2011

Consumi di energia elettrica in Italia: +0,8% ad Aprile

Prosegue il trend di moderata crescita dei consumi elettrici in Italia. Dopo il +0,7% registrato a marzo, anche ad aprile la domanda di elettricità ha segnato un incremento pari a +0,8% rispetto ad aprile dello scorso anno. Il totale dell'energia richiesta in Italia è stato di 25,2 miliardi di kWh.
Nel primo quadrimestre del 2011, i consumi elettrici sono cresciuti dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2010.
La variazione della domanda di aprile 2011 diventa +2,7% depurata dagli effetti del calendario – con un giorno lavorativo in meno rispetto ad aprile dello scorso anno (20 vs 21 giorni) - e del clima, con una temperatura media mensile superiore di oltre un grado centigrado rispetto a quella dello stesso mese dell'anno scorso.
Ad aprile 2011 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 84,4% con produzione nazionale e per la quota restante (15,6%) dal saldo dell'energia scambiata con l'estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,5 miliardi di kWh) è diminuita di uno 0,3% rispetto ad aprile 2010. Sono in crescita le fonti di produzione geotermica (+2,8%), eolica (+55,2%) e fotovoltaica (+102,5%). In flessione la fonte idroelettrica (-2,4%) e termoelettrica (-2,3%).
A livello territoriale la variazione della domanda è ovunque positiva ma differenziata sul territorio nazionale: +0,8% al Nord, +0,1% al Centro e +1,2% al Sud. I 25,2 miliardi di kWh richiesti nel mese di riferimento sono distribuiti per il 46,7% al Nord, per il 28,6% al Centro e per il 24,7% al Sud.
In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di aprile 2011 rispetto al mese precedente è stata nulla. Il profilo del trend mantiene comunque un andamento di leggera crescita.
L'analisi dettagliata dei consumi elettrici mensili provvisori del 2010 e del 2011, è disponibile nella   pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”.

Comunicato Stampa, Terna, 9 Maggio 2011

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 Qui di seguito un nostro grafico che riassume l'andamento dei consumi elettrici mensili italiani a partire dal gennaio 2006.

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 Un altro grafico che raggruppa i consumi durante l'anno solare.

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Le rinnovabili con la componente CIP6

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Leggere anche:

- Consumi a Febbraio

- Consumi a Dicembre



mercoledì 11 maggio 2011

Auto elettriche, incentivi e programmi in Germania

Siete già a conoscenza del fatto che la cancelliera tedesca Angela Merkel prevede di immettere un milione di auto elettriche entro il 2020, e si vocifera anche, senza conferma alcuna, che il Governo prevede di eliminare la tassa automobilistica su auto elettriche nei loro primi 10 anni di immatricolazione. Questo scrive il quotidiano Bild.

L'ufficio stampa del ministero non era disponibile per un commento. Le voci vengono prima di una riunione in programma per la prossima settimana in cui la piattaforma nazionale tedesca per la mobilità elettrica, costituito da funzionari governativi e rappresentanti dell'industria, presenterà raccomandazioni e suggerimenti sulle misure volte a sostenere l'introduzione su larga scala delle auto elettriche. 

Il giornale riferisce che le sovvenzioni potrebbero valere a 3,8 miliardi di euro su un periodo che va dal 2012 al 2014 con la prospettiva, secondo alcuni analisti del settore industriale, di creare 30.000 nuovi posti di lavoro

Naturalmente qualche 'lungimirante' esperto (col freno a mano tirato) dello status quo (motorizzazione endotermica) ritiene che tali incentivi non siano altro che una pseudo droga sostenendo che tendono a "falsare la concorrenza." I suddetti esperti forse non hanno avuto niente da ridire quando gli incentivi alla cosiddetta 'rottamazione'  hanno favorito la vendita delle auto tradizionali. Quanto tale atteggiamento fosse una droga pesante lo vediamo in questi ultimi mesi in Italia quando le vendite sono crollate una volta terminato il programma governativo di incentivazione.

Ma chiediamo noi, non avrebbe più senso e non sarebbe più opportuno indirizzare incentivi per far crescere un'industria che ha un futuro piuttosto che erogare aiuti economici per un'industria attaccata sempre più ad una flebo per mera sopravvivenza?

In Germania i costruttori puntano il dito accusatorio verso paesi come Francia, Giappone e Stati Uniti, che ricevono aiuti governativi nazionali per lo sviluppo dei mercati per questi nuovi veicoli elettrici. Il governo francese, per esempio, ha deciso di aggiungere un gran numero di auto elettriche per le flotte pubbliche per creare la domanda. 

Alcuni esperti concordano sul fatto che l'aiuto del governo è necessario se la Germania vuole rendere stabile un'industria competitiva a livello mondiale sull'auto elettrica.  

Bratzel (Stefan Bratzel, un esperto di automobili tedesco e professore presso l'University of Applied Scienze di Berglish-Gladbach ) ammette, tuttavia, che alcuni gruppi all'interno del governo tedesco sono stanchi di parlare di sovvenzioni per l'auto elettrica per vari motivi. Tra questi: le case automobilistiche straniere, in particolare giapponesi, che attualmente producono le auto elettriche, le prime della classe, potrebbero emergere come i principali beneficiari di tali aiuti; e criticano i programmi di vendite di auto con gli incentivi come accade con il regime di incentivazione statunitense "cash-for-clunkers" che, a loro dire, è stato utilizzato per vedere qualcos'altro. Certamente non hanno tutti i torti! Ma se i tedeschi continuano a percorrere una strada sbagliata, quelle delle auto tradizionali, è logico che siano i giapponesi a trarne vantaggio ora e ancor più nel futuro essendosi dedicati da lungo tempo ad una operazione industriatele che ha, semplicemente, un futuro, quella delle auto elettriche e ibride. Potrebbe accadere anche ai tedeschi quello che vediamo sotto i nostri occhi con il nostro costruttore nazionale, che, finiti gli incentivi per la rottamazione in Italia, ha diminuito drasticamente le vendite in termini numerici e parimenti sta perdendo spazio in percentuale a favore dei costruttori esteri. Senza innovazione e rinnovamento l'industria regredisce fino a scomparire.

Datevi da fare, guardate al futuro, ai posti di lavoro che nascono dall'innovazione e smettete di lamentarvi!!

Spunti dal Bild e DW World

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martedì 10 maggio 2011

Produrre energia elettrica là dove il fiume si getta nel mare

L'idea nasce dalla constatazione che due liquidi con salinità diversa sono in grado di produrre energia elettrica, detto in termini semplici. E' questo quello che hanno pensato di realizzare gli scienziati di Stanford sviluppando una batteria che utilizza la nanotecnologia per creare energia elettrica dalla differenza di salinità tra acqua dolce e acqua di mare. 
I ricercatori sperano di usare la tecnologia per creare impianti in cui il flusso di acqua dolce dei fiumi si getta nei mari e negli oceani. Ma il team della californiana  Stanford University, guidato dal professore associato di scienza dei materiali e ingegneria Yi Cui, ritiene che il loro metodo sia più efficiente, e che possa essere costruito a buon mercato, rilasciando energia per osmosi, il passaggio di molecole attraverso una membrana. La batteria è prima riempita con acqua dolce e acqua salata. Dato che l'acqua salata ha da 60 a 100 volte più ioni libero rispetto all'acqua dolce, ne deriva un potenziale elettrico fornendo energia elettrica. Quando la batteria è scarica, l'acqua salata viene evacuata e aggiunta di nuovo l'acqua dolce per iniziare di nuovo il ciclo. Per migliorare l'efficienza della batteria, l'elettrodo positivo è costituito da barre di biossido di manganese di scala nanometrica. L'elettrodo negativo è fatto di argento. Il design dei nanorods fornisce circa 100 volte più superficie per l'interazione con gli ioni di sodio rispetto ad altri materiali, e consentire agli ioni di muoversi dentro e fuori l'elettrodo più facilmente. Il team di Stanford dichiara un 74 per cento di efficienza nel convertire l'energia potenziale in energia elettrica mediante la batteria ma, con uno sviluppo ulteriore, potrebbe raggiungere fino all' 85 per cento di efficienza. Il team di Stanford ha calcolato che con 50 metri cubi di acqua al secondo, una centrale elettrica basata su questa tecnologia potrebbe produrre fino a 100 MW di potenza. Questa quantità di elettricità è sufficiente  per fornire energia a circa 100.000 famiglie. Mentre l'acqua salata è abbondante nel mare, il volume di acqua dolce necessaria suggerisce che una buona posizione per un impianto di miscelazione per questo tipo di batteria entropica potrebbe essere là dove un fiume sfocia nell'oceano. Poiché i delta dei fiumi e degli estuari sono ambienti sensibili e delicati, il team di Stanford ha progettato un sistema nel quale la loro batteria possa avere il minimo impatto ecologico. Il sistema dovrebbe disporre di una qualche deviazione del flusso di un fiume per produrre energia, prima di sfociare definitivamente nell'acqua al mare. L'acqua di scarico sarebbe un mix di acqua di fiume e acqua di mare, rilasciandola in una zona dove già le due tipologie di acque si incontrano. 


Gli scienziati di Stanford stanno attualmente lavorando su modifiche affinché la batteria possa essere pronta per la produzione commerciale. Ad esempio, essendo l'elettrodo d'argento molto costoso, sperano di sviluppare un'alternativa più economica. Per il fatto che la batteria di miscelazione entropica è semplice da produrre e genera energia in modo efficiente, il team spera che la tecnologia possa diventare una fonte significativa di energia rinnovabile per il futuro.

C'è da aggiungere che c'è un limite nel trarre vantaggio  su larga scala  da questa tecnologia. Se non ci sono problemi nel reperire notevoli quantità di acqua salina disponibile sulla tutto il globo, esiste però una quantità limitata di acqua dolce. Meno del tre per cento di acqua della Terra è acqua dolce e la maggior parte di essa è intrappolata nei ghiacciai. Eppure, i ricercatori hanno calcolato che se le acque di tutti i fiumi del mondo potessero essere utilizzati per questo fine, le batterie potrebbero fornire circa il 13 % degli attuali consumi energetici del mondo.

Fonti varie, principalmente Spectrum IEEE,  Gizmag
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lunedì 9 maggio 2011

Festival dell’Europa, tra storia, futuro e auto elettriche

Firenze è conosciuta nel mondo per l'arte, la cultura con le sue stratificazioni storiche che vanno dall'epoca romana, ancor prima etrusca, per trovare il culmine espressivo nel quattordicesimo e quindicesimo secolo con il Rinascimento. Ma Firenze vuole continuare ad avere un suo spazio anche nel futuro ed è per questa ragione che ospita in questi giorni il Festival dell’Europa (dal 6 al 10 maggio)  per riflettere sul futuro dell'Europa grazie alla designazione di sede fatta dall'Istituto Universitario Europeo (IUE), l'unica struttura accademica fondata dai Paesi membri della Comunità europea, che ha fra i propri compiti quella di fornire un contributo intellettuale al processo di integrazione europea. 

Fra i vari stand installati provvisoriamente in Piazza della Signoria a pochi metri da Palazzo Vecchio ve n'è uno che riassume la storia dei veicoli a trazione non animale e la loro evoluzione nel tempo ristretto di 125 anni. Nella foto in alto a destra vedete la   riproduzione della "storica" Benz Dreirad Patent Motorwagen del 1886 anno in cui, esattamente il 29 gennaio, Carl Benz depositò il brevetto relativo al suo "veicolo a trazione del motore a gas". Nello stesso anno, Gottlieb Daimler stava lavorando a un progetto simile, un carro a motore. (dal Comunicato stampa dell'Ambasciata Tedesca in Italia). Poco più in là, fuori dallo stand, si trova la più moderna Smart Electric Drive, la piccola auto, ma sembra enorme se confrontata con la sua antenata, di nuova generazione a trazione totalmente elettrica. 
 Le foto possono essere ingrandite cliccandovi sopra.

Leggere anche:
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domenica 8 maggio 2011

Che sorpresa! Siamo nella classifica dei blog

Proprio così. MondoElettrico è classificato da Wikio sotto tre categorie. 
La classifica generale ci vede al 495° posto. A me pare che sia una posizione straordinaria considerando che gli argomenti che noi trattiamo non sono tra quelli che attraggono di più la grande quantità dei frequentatori dei blog molto più impegnati e solidi del nostro. Per dire, l'altro blog che curo per puro piacere personale 'Firenze Nei Dettagli' è classificato al 26.756° posto, ancora più marginale come oggetto tematico.

Nella seconda classifica (categoria più incomprensibile) di Costume e società siamo al 113° posto.

Nella terza e ultima Classifica Ambiente ... incredibilmente al 13° posto.

Prendo e porta a casa.
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sabato 7 maggio 2011

Una bicicletta post-peak tutta in legno

Affascinante no? 

Una bicicletta interamente costruita con il legno, il manubrio fatto riciclando il manico di una vecchia scopa. Diciamolo francamente, difficilmente potrebbe essere realizzata senza l'utilizzo delle moderne tecnologie come il tornio alimentato da corrente elettrica, ma non per questo deve essere considerata impossibile da produrre in un mondo di ritorno al medioevo.

Il suo costruttore vuole realizzare un record di velocità per biciclette di legno. In bocca al lupo!


 Per ulteriori informazioni, cliccate qui per il sito web ufficiale.

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venerdì 6 maggio 2011

L'acciaio si può riciclare, conviene

Il 2010 è stato l'anno migliore del  Consorzio nazionale imballaggi (Conai) per quanto riguarda il recupero dagli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro ha raggiunto la percentuale del 74,9% (nel 2009 era del 72,9%), equivalente a 8.4 milioni di tonnellate recuperate su 11,2 milioni di tonnellate immesse al consumo (+3% rispetto al 2009).

Il sito del  Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio non è ancora aggiornato con i dati del 2010, ma i dati disponibili dal 2001 al 2009 danno una visione d'insieme sulla variazione quantitativa assoluta dell'attività, con una non sorprendente decrescita dal 2008,  e soprattutto della percentuale riciclata sul totale immesso al consumo. Sotto vediamo i dati riportati su nostri grafici.


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Il Consorzio Nazionale Acciaio svolge la propria funzione istituzionale favorendo, promuovendo e agevolando la raccolta e il riciclo degli imballaggi usati di acciaio, provenienti tanto dal flusso domestico quanto da quello industriale.
Perché il CNA possa svolgere correttamente il proprio compito, è ovviamente necessario che, a monte, venga effettuata la raccolta di barattoli, scatolette, coperchi per i vasi di vetro delle conserve, tappi corona, bombolette aerosol, ma anche fustini, secchielli e latte nonché fusti di grandi dimensioni. Tale raccolta è effettuata dai comuni o loro delegati.
Nel 2009 il Consorzio Nazionale Acciaio ha avviato a riciclo ben il 77,8% degli imballaggi di acciaio immessi al consumo in Italia e, sin dal 2002, ha superato la soglia del 50% imposta dalle normative europee.
In pratica, su 100 scatolette, barattoli, bombolette, secchielli o coperchi in acciaio prodotti e utilizzati in Italia, almeno 77 sono state assicurate al riciclo dal Consorzio, che ne ha garantito quindi la rinascita sotto forma di una bicicletta, una cancellata, uno scafo di una nave...
 A tutt'oggi ben oltre 5 mila comuni e 44 milioni di italiani sono coinvolti nella raccolta differenziata degli imballaggi di acciaio. Per i prossimi anni i programmi sono sempre più ambiziosi; il Consorzio potenzierà la propria struttura operativa e intensificherà le azioni di sensibilizzazione verso la cittadinanza, per assicurare quantità sempre più consistenti di imballaggi d'acciaio avviati a riciclo, sul totale dell'immesso al consumo.

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giovedì 5 maggio 2011

Il filobus veronese sarà olandese

Verona.
La gara è stata vinta da un consorzio che ha presentato il filobus 'Phileas', un sistema prodotto in Olanda,  garantendo il progetto migliore e il massimo ribasso economico. La concorrente sconfitta aveva schierato il  'Solaris',   polacco.

  La filovia (con fili elettrici fuori città e senza in centro, dove sarà alimentata da un generatore diesel)  utilizzando 37 mezzi da 18 metri e 145 passeggeri l'uno. Due i percorsi in città. Costo di 160 milioni, 86 dei quali finanziati dallo Stato e il resto da Comune e Amt, che hanno acceso un mutuo da poco meno di 80 milioni con la Banca popolare di Verona. .
I percorsi, per totali 23,7 chilometri, sono due: da San Michele allo Stadio e dal policlinico di Borgo Roma a Ca' di Cozzi.

Ottenuta la Valutazione di impatto ambientale della Provincia, il cantiere potrà partire. La cordata vincitrice avrà 1.000 giorni di tempo per portare a termine l'opera.

L'olandese Apts di Eindhoven  produce il sistema di trasporto Phileas. Questo tipo di filobus, diffuso in numerose città, ultimamente è stato progettato e installato a Eindhoven, in Olanda, dove ha sede la Apts, a Douai, in Francia, e in Corea del sud. Rispetto ai modelli già circolanti, il sistema progettato per Verona potrebbe essere modificato.

Compresi nel cantiere ci sono la costruzione del deposito dei mezzi e un sottopasso, per far transitare le automobili in superficie.

Informazioni prese da L'Arena di Verona

Due semplici calcoli.

Verona, filobus due percorsi. 160 milioni per 23,7 km, fanno 6,75 milioni di euro a km.

Firenze, tram linea T1.    230 milioni per 7,5 km, fanno 30,66 milioni di euro a km.
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mercoledì 4 maggio 2011

Auto elettriche. Mi scappa un censimento

Con i prezzi della benzina in salita costante, sembra che gli automobilisti americani stiano riflettendo seriamente sull'alternativa data dai veicoli elettrici per le loro esigenze di mobilità, anche se non da subito.

 Secondo una recente indagine Nielsen Energy Survey, ripresa da   Autonet, solo il tre per cento dei nocchieri delle quattro ruote statunitensi intervistati ha dichiarato che prenderà in considerazione l'acquisto di un veicolo elettrico nell'immediato futuro. La maggioranza (57%) ha affermato che lo farà solo quando arriverà il momento di sostituire i loro veicoli attuali e il 25% ha detto che vuole attendere che  la tecnologia e le infrastrutture diventino più economiche. 

 Per quanto riguarda il tipo di veicolo da prendere in considerazione, il 58% degli intervistati ha detto che si sarebbero indirizzato verso le versioni   elettriche di ibridi  plug-in (PHEV) come la Volt o la Prius Plug-In, soprattutto perché hanno una percorrenza  molto superiore rispetto a un puro elettrico come è per esempio la Nissan Leaf.

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martedì 3 maggio 2011

Auto a idrogeno? Un grande futuro ...nel proprio passato

Ancora il dibattito non è del tutto sopito. C'è ancora chi crede che l'idrogeno permetterà alle macchine del futuro ciò che le macchine elettriche non riusciranno a fornire, le grandi percorrenze.
L'idrogeno che produce energia elettrica in combinazione con l'ossigeno è senza dubbio esente da inquinamento atmosferico grazie alla nota apparecchiatura denominata  fuel cell cella a combustibile. Meglio l'idrogeno del metano, almeno dal punto di vista ambientale, per non parlare della benzina e del gasolio.
Per fortuna pare che il mondo automotive abbia saggiamente abbandonato l'idea di utilizzare l'idrogeno nei tradizionali motori endotermici. Complicato, poco affidabile, soggetto poco trattabile e contenibile in un involucro esente da perdite, con la caratteristica di distruggere i metalli in breve tempo.
No all'idrogeno come combustione, si nella trasformazione catalitica nelle fuel cell. Tutto risolto? Un bel niente! Se si estrae l'idrogeno dai carburanti (reforming) come il gas naturale si cade in due complicazione. prima di tutto il gas naturale che diventa sempre più costoso col passare degli anni, secondariamente l'idrogeno così prodotto non è sufficientemente puro per essere utilizzato nelle celle a combustibile se non a costi ulteriori di 'raffinazione'. La miglior soluzione più pratica e tecnologicamente semplice sarebbe quella di estrarlo dall'acqua per elettrolisi. Ma per fare questo impieghiamo energia per astrarre l'idrogeno dall'acqua e 'consumiamo' efficienza per combinarlo con l'ossigeno ritrasformandolo in acqua  per ottenere energia elettrica. Quindi sintetizzando, energia  + acqua  uguale idrogeno + ossigeno, pertanto si ritorna  dall'idrogeno + ossigeno  all'energia  + acqua. Qui, si capisce, c'è già una paradosso così evidente che la domanda nasce spontanea, e retoricamente: non conviene accumulare subito quell'energia di partenza per restituirla al momento del bisogno senza passare in due fasi dispersive? Si!  Nelle batterie. Ma vai a farglielo capire. Che noia!

lunedì 2 maggio 2011

Con l'energia fotovoltaica un giro armonico in Sol Maggiore



Il sole della Toscana diventa energia.

Si è svolta l'11 Aprile l’inaugurazione di “Sol Maggiore” il parco fotovoltaico più grande della Toscana realizzato senza spreco di suolo, risparmiando una superficie pari a quella di 9 campi da calcio, alla presenza del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il Presidente di Toscana Energia (*) Lorenzo Becattini e l’Amministratore Delegato di Italgas Paolo Mosa.

L’impianto, progettato e finanziato da Toscana Energia Green, società del Gruppo Toscana Energia, si trova nella zona industriale Navicelli, all'interno della vasca di esondazione che garantisce la sicurezza idraulica di una parte della città. Un'area di oltre 85.000 mq messa a disposizione dal Comune di Pisa.

Sol Maggiore ha una potenza installata di 3,744 MWp e una capacità produttiva stimata di oltre 5.000.000 kWh annui, pari al fabbisogno di circa 3000 famiglie. Per non compromettere il funzionamento della vasca, la struttura, che sorregge i 15.600 pannelli, è stata collocata ad un'altezza di 2,20 metri. Sul piano del beneficio ambientale l'impianto produce annualmente un risparmio di 93,5 tonnellate equivalenti di petrolio e consente l'abbattimento di 3.750 tonnellate di emissioni di CO2.

 “Sol Maggiore è stata la nostra scommessa più grande, realizzata in tempi record” dichiara Lorenzo Becattini Presidente di Toscana Energia. “In un anno e mezzo dalla nascita di Toscana Energia Green abbiamo appaltato i lavori, ottenuto tutte le numerose autorizzazioni e realizzato l'impianto nel rispetto della comunità e dell'ambiente, come confermano i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale. Il nostro compito è anche quello di contribuire a realizzare gli obiettivi indicati dalla Regione Toscana sul fronte energetico, affinché il sistema regionale cresca sul piano economico e sociale, mantenendo la sostenibilità ambientale”.

“E’ la tonalità che vogliamo dare alla nostra città – dice il sindaco di Pisa Marco Filippeschi – sostenibile e vocata all'innovazione. Soprattutto in campo energetico. Questo si fa realizzando il più grande campo fotovoltaico mai realizzato in Toscana, in un territorio che non poteva essere usato altrimenti. Ma facciamo lo stesso col Regolamento edilizio per l'autoproduzione da rinnovabili e il risparmio energetico. Con i progetti sperimentali sull'auto elettrica e con altri progetti di mobilità sostenibile, quale il people mover di collegamento fra aeroporto e stazione. Col protocollo d'intesa sottoscritto con Toscana Energia metteremo i pannelli solari sulle scuole, daremo impulso alla ricerca energetica e creeremo sul Canale dei Navicelli un centro dimostrativo per l'educazione dei giovani alle energie rinnovabili e al risparmio energetico”. 

Fonte: toscanaenergia.

(*) Toscana Energia: la nuova società del gas e dell'energia. Frutto della fusione di Fiorentinagas e Toscana Gas, è il quinto principale operatore nel settore della distribuzione del gas a livello nazionale. La sua nascita è stata sancita, il 24 gennaio 2006, con la firma dell'Atto costitutivo sottoscritto dai 90 Enti Locali e dal partner industriale Italgas (Gruppo ENI).
Toscana Energia Green è una società con socio unico soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Toscana Energia S.p.A.. Impegnata sulla filiera dei servizi e della produzione di energia derivante da fonti alternative, si occupa principalmente della realizzazione e gestione d'impianti di cogenerazione, fotovoltaici, pubblica illuminazione, teleriscaldamento, servizio energia e altre attività finalizzate all'efficienza energetica degli impianti. Oggi svolge la propria attività nelle province di Firenze, Livorno, Lucca, Pisa e Pistoia.
 

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sabato 30 aprile 2011

A Ferrara un nuovo impianto fotovoltaico

Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale ha inaugurato  18 aprile 2011 , nei pressi di Ferrara, il nuovo impianto fotovoltaico di Focomorto 2.

 L'impianto fotovoltaico, della potenza installata di circa 12 MW, garantirà una produzione annua di 13.300 MWh, pari al fabbisogno elettrico annuo di circa 4.000 famiglie e permetterà una riduzione di 5.700 tonnellate l'anno di CO2 in atmosfera, corrispondenti alle emissioni di 1.800 autovetture.

 L'opera è nata in tempi record: autorizzata in poco meno di 4 mesi è stata realizzata in poco meno di 3, ha coinvolto 11 aziende che hanno visto impegnati in cantiere fino a 130 operai per circa 50.000 ore lavorative. 51.800 i pannelli fotovoltaici che compongono l'impianto, di 13 tipologie diverse e classe di potenza compresa tra 225 e 240 Watt a pannello.

 In un’ottica di sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, l'opera inaugurata oggi rappresenta un notevole contributo al perseguimento degli obiettivi europei assegnati all'Italia del 17% entro il 2020 di energia verde, oltre ad essere parte integrante di un più ampio piano di riassetto della rete elettrica di trasmissione nazionale nel territorio compreso tra Ferrara e Bologna.

Terna prevede di investire 80 milioni di euro in provincia di Ferrara - su un totale di 250 milioni in Emilia Romagna - per migliorare la sicurezza, la qualità e l'efficienza del servizio elettrico dell'area.

Fonte: Comunicato stampa Terna

venerdì 29 aprile 2011

AAA, vendesi centrale nucleare nel Wisconsin

La centrale nucleare Kewaunee Power Station,  situata nello Stato del Wisconsin a 43 km a sud-est di Green Bay, è la quarta centrale nucleare costruita nel Wisconsin , e la 44a costruita negli Stati Uniti. Questo impianto realizzato dalla Westinghouse il cui reattore è a tecnologia ad acqua pressurizzata ha una potenza di uscita di 556 MWe. Operativa dal Giugno del '74  (37 anni fa) è costata 776 milioni di dollari, al valore dell'epoca, produce 4,387 GW/h di energia elettrica all'anno. Nel raggio di 80 km da essa vivono stabilmente 3/4 di milione di persone.
Recentemente è tata concessa una proroga di altri venti anni per la sua operatività.
L'impianto è passato più volte di mano tra vari proprietari. La prima proprietaria è stata la Wisconsin Public Service, dal 2000 al luglio 2005 l'impianto è stato gestito dalla Nuclear Management Company , di Hudson, Wisconsin, attualmente è di proprietà della Dominion Resources , di Richmond, Virginia, la quale ha ottenuto nel 2008, dalla Nuclear Regulatory Commission (NRC) il benestare e la licenza per la prosecuzione ventennale di esercizio. 

La notizia di ieri della Reuters è l'intenzione di vendere da parte del proprietà. La Dominion Resources    
 l'aveva acquistata per 220 milioni di dollari nel 2005 ma non ha detto a quanto la vuole vendere. Considerando la contingenza negativa di immagine proveniente dal disastro di Fukushima,  Tom Farrell,   CEO della società, vede come improbabile la possibilità di espansione degli affari con la realizzazione di altri impianti nucleari localizzati  nel Midwest degli Stati Uniti.   Kewaunee Power Station, quindi, doveva essere una testa di ponte o base di partenza per costruire altre centrali. Presa da sola non è remunerativa.

Restano ancora  15 anni per incassare dollari prima che venga chiusa definitivamente. Produce annualmente   4,387 GW/h di energia (adesso, ma pensiamo che più invecchia più manutenzione richiederà andando incontro a più giorni o mesi di chiusura), ipotizziamo che il prezzo di vendita  sia 10 centesimo di dollaro a kWh .  E' stato un affare acquistarla?   A che prezzo conviene venderla/acquistarla? 

Teniamo conto che fra le 104 centrali nucleari esistenti negli USA questa vecchia centrale del 1974 nella classifica complessiva ha davanti a sé 47 centrali considerate a minor rischio e 56 reattori nucleari negli Stati Uniti sono stati classificati a maggior rischio.

Ma soprattutto c'è da porsi un'altra domanda. Come mai non si realizzano centrali nucleari negli USA? Se il problema principe posto in evidenza da Obama e non solo da Lui, è la lotta di liberazione dalla dipendenza estera del petrolio, la scelta del nucleare dovrebbe essere perseguita subito e con largo impiego di mezzi. Passare dalla dipendenza del petrolio alla dipendenza dell'uranio estero sarebbe comunque meno rischiosa. L'uranio viene estratto principalmente da paesi considerati sicuri essendo essi facenti arti del cosiddetto 'Occidente'. Australia (che non ha neppure una centrale nucleare) e Canada. Eppure non si ha una espansione verso la tecnologia nucleare da parte degli USA. Perché? A parte il fatto che le centrali sono intrinsecamente soggette all'arbitrio degli eventi naturali e all'avidità umana che le porta inevitabilità ad incidenti disastrosi, principalmente, soprattutto sono inaffidabili economicamente, 'insostenibili', si diceva una volta,   finanziariamente. Queste centrali che si basano sull'elemento Uranio si basano su un elemento che in natura non è infinito, ha un suo limite. Finirà prima dei prossimi 60  anni.  Stop alle illusioni
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giovedì 28 aprile 2011

La vita delle batterie dopo le auto elettriche

Negli anni passati abbiamo cercato di dialogare con  alcuni pensatori tecnologici, che congetturavano sul nuovo (per loro)  mondo dei veicoli elettrici, quanto fosse errata la loro idea circa un supposto problema di smaltimento delle batterie. Naturalmente i meno attenti e forse più interessati a gettare ombre
immaginarie, per non dire surrettiziamente create per affossare del tutto la tecnologia dei veicoli elettrici, prefiguravano un futuro in cui gli ioni di litio, costituenti le batterie,  venissero dispersi sul pianeta come una una specie di fallout nucleare avvelenando terre e mari. La più importante  fra le tante ragioni per cui uno scenario di inquinamento planetario sia non credibile viene dalla semplice constatazione che le batterie possono, devono essere riciclate per il semplice motivo che è economicamente vantaggioso recuperare prima di tutto il litio ed anche alcuni componenti che completano le celle delle batterie. 
Chiarito questo punto, abbiamo supposto e scritto qui nel blog che le batterie non debbano necessariamente essere portate all'impianto di riciclaggio e recupero quando la loro capacità iniziale diventasse inadeguata per garantire una percorrenza utile all'interno di una vettura elettrica. Se le batterie garantiscono una percorrenza iniziale di 200 chilometri a ricarica, dopo un certo numero di anni questa si riduce. Qualcuno pensa che una riduzione del 20 % , cioè 160 chilometri sia il limite di accettabilità, chi invece ritiene che il limite sia spostato più in là, 120/130 chilometri.  Diciamo, non c'è una regola fissa a cui attenersi. Il limite segue le necessità del possessore dell'auto e le sue esigenze. Qualunque possa essere questo limite, il pacco delle batterie a bordo può essere sostituito dopo 5 o 10 anni, ma il suo valore non è mai pari a zero e non è da buttare via (riciclandolo e estraendo i materiali riutilizzabili). Quelle stesse batterie possono continuare a vivere ed accumulare energia lontano dai veicoli elettrici per un utilizzo puramente stazionario. Quanto dico viene adesso confermato l'articolo sul New York Times di oggi "A Second Life for the Electric Car Battery" .

Su questo aspetto di vita  ulteriore stanno cooperando varie compagnie in tutto il mondo (eccetto che in Italia, avevate qualche dubbio?)  come la Chevrolet, la ABB, la Nissan, la Sumitomo Corporation ecc., come pure ricercatori del National Renewable Energy Laboratory, finanziato dal US DOE (Dipartimento dell' Energia statunitense) in una collaborazione con partner accademici e industriali.

 Per sintetizzare la second life delle batterie permetterebbe la realizzazione di una rete intelligente (smart grid)  di accumulo di energia e restituzione in rete nei momenti di picco o interruzioni di erogazione programmate o meno. Una 'confezione' di 25 / 50 kWh di energia elettrica immagazzinata nelle batterie potrebbe fornire energia per un paio d'ore a quattro o cinque case. Confezioni di queste dimensioni richiederebbe di concatenare due o tre batterie per auto elettriche e le dimensioni compatte di queste batterie si presta ottimamente a questo scopo. E' evidente che l'utilizzo di batterie di seconda vita sarebbe più conveniente per le utenze private di un acquisto di batterie nuove.

Ma al di là della fattibilità tecnica, le novità sulla ricerca del laboratorio americano, saranno al centro dell'attenzione la sperimentazione di nuovi modelli finanziari e di proprietà delle batterie per auto. 

I ricercatori cercheranno inoltre di determinare quale sia il punto ottimale per la sostituzione delle batteri nelle auto che restituiscono energia per  8, 10 anni in una macchina, ma intendono capire se abbia più senso  sostituirle ogni cinque anni .

Il progetto di ricerca di laboratorio potrebbe concludersi già nell'Ottobre 2012. Poi offrirà i risultati a chiunque voglia esaminare ulteriormente questi diversi modelli.

mercoledì 27 aprile 2011

Le tasse sulle auto elettriche non hanno senso

L'altro giorno anticipavamo la notizia di un disegno per introdurre una tassa di 100 dollari per le auto elettriche in USA. Il motivo su cui si basa la frivola gabella risiede nel fatto che lo Stato di Washington deve fare fronte ad un deficit statale di 5 miliardi di dollari. La motivazione è surreale: "I veicoli elettrici usurano come i veicoli a benzina", ha detto il senatore democratico dello stato, Mary Margaret Haugen, sponsor principale del disegno di legge. Quindi la tassa servirebbe a coprire i costi di manutenzione delle loro strade. Ma se questa è la motivazione della gabella una ulteriore, ben più congrua, tassa dovrebbe ricadere su chi guida i paleosauri a quattro ruote, gli inquinanti succhia benzina, i famigerati SUV, che usurano  più di ogni altra auto le strade e consumano i derivati del petrolio, incidono sui cambiamenti climatici con l'emissione di gas climalteranti, sperperano energia per la loro produzione.  

Va bene, 100 dollari non costituisce una cifra che possa spaventare chi con piena coscienza sceglie un veicolo elettrico o ibrido negli USA, tanto più col costo della benzina che svetta a 4 dollari al gallone (per ora), ma instaurare un precedente così stolto come la tassa su una tipologia di veicolo ad emissioni zero prima di colpire altre tipologia di trasporto privato altamente inquinanti significa regredire culturalmente ed soprattutto essere fuori dal tempo considerando l'ormai conosciuto problema del picco del petrolio.

Ricordiamo che lo Stato di Washington ha speso un sacco di fatica nei recenti pochi anni passati per incoraggiare gli utenti ad acquistare auto elettriche al posto delle succhia benzina, le cosiddette auto gas-guzzler. Oltre ad un incentivo fiscale da parte del governo federale, un credito d'imposta 7.500 dollari per l'acquisto di una vettura ibrida o elettrica, lo stesso Stato di Washington ha esentato dal pagamento dell'imposta sulle vendite per l'acquisto di veicoli elettrici.  
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martedì 26 aprile 2011

Marsili Project. Geotermia offshore in Italia

Il progetto “Marsili" è il primo esempio al mondo di valorizzazione di Energia Geotermica sottomarina. L'obiettivo è produrre energia elettrica sfruttando il campo geotermico formato dal più grande vulcano d'Europa: il vulcano sottomarino Marsili, nel mar Tirreno meridionale. Quest'area è una delle zone più ricche di giacimenti di fluidi geotermici al mondo. I numerosi vulcani presenti nel Tirreno meridionale – al largo delle coste siciliane, calabresi e campane – sono enormi sorgenti di calore; l'acqua marina che s'infiltra al loro interno si surriscalda (può raggiungere temperature di 400° C e pressioni superiori a 200 bar) e acquista un potenziale calorifero che può essere trasformato in energia elettrica, paragonabile a quello generato dalle più grandi centrali geotermiche mondiali o ad impianti nucleari di media taglia.La geotermia offshore è una reale ed importante risorsa energetica tutta italiana; il vulcano Marsili può diventare la prima fonte di approvvigionamento di energia geotermica offshore della storia, aprendo la strada ad un'energia nuova, pulita ed inesauribile.
Il progetto rappresenta un prezioso contributo per una concreta diversificazione del mix energetico italiano, favorendo la crescita della produzione da fonti energetiche rinnovabili e l'abbattimento delle emissioni di gas serra in atmosfera.
Il Cammino del progetto "Marsili" si compone di tre fasi:
Esplorazione
Perforazione
Produzione


Entro il 2015, per un investimento totale di 2 miliardi di euro, è prevista la costruzione di 4 piattaforme per una potenza totale di 800-1000 MW. A regime l'impianto potrà produrre ogni anno 4,4 miliardi di kWh, sufficienti per soddisfare il fabbisogno di una città come Palermo. "La geotermia offshore è una reale e importante risorsa energetica tutta italiana. Il vulcano Marsili può diventare la prima fonte di approvvigionamento di energia geotermica offshore della storia aprendo la strada a un'energia nuova, pulita ed inesauribile", ha aggiunto Paltrinieri, geologo marino e direttore del progetto.
Fonte: La Stampa 

Mentre in Toscana. "Geotermia. A società canadese due permessi esplorativi in Toscana." L'articolo è qui.

Inoltre, Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, dopo esserla garbatamente presa con Veronesi ed il Nucleare, con o senza l'esperienza di Fukushima, sul Correre Canadese  dichiara: «È importante cercare fonti alternative di energia e che l’Italia segua questa strada, puntando al solare e alla geotermia. L’energia pulita è una necessità di importanza fondamentale per il futuro. L’Italia è in grado di sfruttare una grande quantità di energia solare e bisogna domandarsi se non varrebbe la pena di fare uno sforzo maggiore in questa direzione».

domenica 24 aprile 2011

Il Pianeta speciale


 Cliccare sopra l'immagine per far partire il video



La presentazione è  qui

(Ringrazio Daniele S. per la segnalazione)
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sabato 23 aprile 2011

Difendere l'acqua. L'impatto ambientale dei cambiamenti climatici grava sulle risorse idriche cinesi

Il quotidiano online  China Daily di oggi lancia l'allarme per quella che è una risorsa primaria per la vita umana nel più popoloso paese della terra.  L'impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche è diventata una preoccupazione crescente per il settore idrico del paese che porterà ricadute negative anche sul suo sviluppo negli anni a venire. Questo è l'allarme lanciato da Chen Lei, ministro delle risorse idriche,  in una tavola rotonda sui cambiamenti climatici in Cina.

 "La Cina affronta uno squilibrio tra l'offerta e la domanda di acqua per sostenere il suo rapido sviluppo economico e sociale, nel rispetto dell'ambiente naturale e degli ecosistemi".

 "I cambiamenti climatici globali potrebbero ulteriormente aggravare i problemi esistenti che riguardano la difesa  dalle acque, l'approvvigionamento idrico e l'irrigazione agricola."

 La Cina sperimenta una carenza d'acqua di 40 miliardi di metri cubi l'anno, con due terzi della città di fronte crescente scarsità di acqua, ha detto Chen, e le risorse idriche pro capite sono solo il 28 per cento della media globale.

 Khalid Mohtadullah, consulente senior della Global Water Partnership, un'organizzazione mondiale che studia la gestione integrata delle risorse idriche per la sostenibilità, ha affermato che uno dei peggiori problemi che devono affrontare oggi la Cina è l'inquinamento delle acque, per il fatto che la Cina è diventata la seconda economia più grande del mondo con una economia in rapida crescita, e molte industrie non hanno trovato un modo corretto di gestire le acque reflue.

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Tassa per le auto elettriche nello Stato di Washington

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Auto elettriche,in Usa si pensa a tassa
 I legislatori dello Stato di Washington (nord-ovest degli Usa) stanno pensando di introdurre una tassa annuale di 100 dollari per i veicoli elettrici, per cercare compensare il calo degli introiti fiscali della benzina. Se approvata, sarebbe la prima tassa della nazione sulle auto "ecologiche".

 I fautori dicono che la misura chiede semplicemente ai proprietari di pagare  la loro parte per mantenere le strade e porterebbe centinaia di migliaia di  dollari in un momento in cui lo Stato registra 5 miliardi di disavanzo.

Fonte : televideo