Veicoli elettrici - mobilità - tecnologie - ambiente - energia rinnovabile. L'esaurimento delle risorse e le conseguenti ripercussioni politiche ed economiche rendono necessario ridurre la dipendenza dall'importazione di prodotti petroliferi e spingere quindi verso lo sviluppo di fonti energetiche alternative. I veicoli elettrici possono utilizzare tecnologie e risorse nel modo più efficiente.


giovedì 3 febbraio 2011

Le auto elettriche e il milione di Obama

In questo articolo del Washington Post intitolato U.S. unlikely to reach goal of 1 million electrics on the road by 2015, report says  si manifesta l'incredulità sull'affermazione del presidente Obama che si possano mettere su strada 1 milione di auto elettriche entro il 2015. Abbiamo scritto un post sull'argomento qui: Obama è per le auto elettriche

Il primo motivo, scontato, è che il pubblico non sembra essere interessato alle auto elettriche ed in effetti i denigratori sguazzano come papere nella pozza d'acqua in estate conoscendo quali sono state le vendite tra dicembre e gennaio delle due auto disponibili nel mercato statunitense. La ibrida plug-in Chevy Volt ha superato le 300 unità mentre la all-electric Leaf della Nissan poco più di 100. Quindi lontano dal rendere possibile l'obiettivo del milione nel 2015 nonostante i crediti d'imposta di 7.500 dollari per gli acquirenti di VE e i 2,4 miliardi di dollari stanziati dal governo per la realizzazione impianti produttivi di auto elettriche, di batterie, di componenti vari per auto elettriche.
Il costo della Leaf è di 32.780 dollari mentre quello della Volt è 41.000 dollari quindi molto più di una macchina di dimensioni comparabili con un motore a benzina, che viene venduta all'incirca per 20.000 dollari. 

Calma. 
Può anche darsi che nel 2015 le auto elettriche possano essere molte di più di 1 milione. Vedremo.

mercoledì 2 febbraio 2011

Il Crepuscolo dell’Era dei Combustibili Fossili: la rottamazione e il Retrofit elettrico.

Ripropongo qui su ME un articolo che avevo pubblicato sul sito web Nuove Tecnologie Energetiche di Aspo Italia che riguarda uno studio fatto da CalCars , una organizzazione non governativa, dello Stato della California. . Tratta in modo scientifico la (nostra) filosofia vincente del RETROFIT elettrico, soprattutto dal punto di vista ambientale, al fine di ridurre le emissioni di gas climalteranti ed allo stesso tempo quale opportunità rappresenti per creare nuovi posti di lavoro.
Una analisi USA-centrica ma che potrebbe e dovrebbe essere capita e sfruttata nel Vecchio Continente  ed anche dai noi che siamo ai margini dell'Impero, in Italia.



L'avevamo percepito, l'avevamo progettato, l'avevamo realizzato. L'intuizione era giusta. Un paio di anni fa un gruppo composto da associati ad ASPO Italia, sostenitori dei veicoli elettrici, professori universitari, professionisti e tecnici avevano realizzato la famosa conversione del ‘cinquino‘ per dimostrare che era possibile trasformare/convertire un veicolo esistente con motore a scoppio al termine della sua onorata vita stradale quando era divenuto oramai troppo inquinante. Un vecchio veicolo Euro 0, affamato di petrolcarburante poteva abbandonare il vecchio cuore pulsante con la forza energivora dei pistoni emettitori di fumo, CO2 e altre sostanze inquinanti. Poteva essere rinnovato, dandogli nuova vita, semplicemente trapiantandogli un nuovo cuore silenzioso, efficiente, divertente … “cool”.


Nel nostro sito web di ASPO-Italia, nei nostri blog, nelle nostre mailing list possiamo ritrovare analisi e dettagli, ragioni e prove di quanto potesse concretamente realizzarsi una conversione qui ed ora delle vecchie carrette inquinanti per realizzare il passaggio indolore da un'era in cui tutto era possibile per il basso prezzo dell'energia e tutti gli obiettivi erano da considerarsi raggiungibili ad un'era in cui l'energia costa, dove conviene risparmiare, dove si impongono scelte nuove con concetti innovativi, in cui l'energia rinnovabile rappresenta una certezza piuttosto che una promessa da verificare . Occorre modificare il modo di pensare, convertire prima di tutto il nostro cervello per comprendere gli scenari futuri ed adeguare ad esso i nostri strumenti logici e materiali. Un modo, tra i tanti, per riempire di contenuti questa nuova realtà è stata appunto la realizzazione del cinquino retrofittato elettrico che è l'oggetto simbolo della nostra conversione logica.

Si aggiunge adesso un documento d'oltre oceano che tratta l'argomento con argomenti nuovi e ancor più esaustivi. Quindi invito i nostri lettori a dare un'occhiata attenta al documento della California Cars Initiative una US-NGO (Organizazione non Governativa statunitense) per comprendere in modo ancora più esaustivo quella che è la filosofia vincente del RETROFIT elettrico, soprattutto dal punto di vista ambientale, per raggiungere la meta della riduzione dei gas climalteranti ma, allo stesso tempo, rappresenti una opportunità per creare nuovi posti di lavoro realizzabile da subito. Una analisi USA-centrica ma che potrebbe, dovrebbe essere capita anche nel Vecchio Continente e saputa sfruttare anche dai noi che siamo ai margini dell'Impero, in Italia.

“Questa analisi mette a confronto due opzioni politiche per i veicoli già in circolazione – 250 milioni negli Stati Uniti e 900 milioni a livello mondiale – che continueranno a bruciare combustibili fossili per decenni. Politiche correttamente sintonizzate su larga scala possono ridurre sostanzialmente l'impronta carbonica di questi veicoli. Due soluzioni incentrate sui veicoli a bassa efficienza sono i programmi di rottamazione, che stanno acquisendo sempre maggiore sostegno in molti paesi, ed una nuova opzione emergente che è quella delle conversioni in veicoli ibridi plug-in (PHEVs) e in veicoli elettrici a batteria “all electric” (EV). Questa analisi modella i fattori energetici utilizzati nella costruzione dei veicoli sia come percentuale di vita in energia spesa sia come modi per conservare questa energia incorporata. Si deriva da tali confronti una duplice strategia che combina la rottamazione di alcuni veicoli e la conversione in plug-in di mezzi di trasporto cose, pickup, camion, fuoristrada e furgoni per far emergere chiaramente il modo per ottimizzare la quantità di fondi pubblici messi a disposizione.”

“…. abbiamo sentito dire che i costi elevati vogliono significare che non c'è business per il retrofit. Anche ai prezzi della benzina di oggi, con le aspettative di costi delle batterie simili a quelle discusse da General Motors e dei suoi fornitori per la Chevy Volt, la durata del costo totale di proprietà (TCO, total cost of ownership), compresi i costi di saranno più bassi per i nuovi PHEVs che per le auto a combustione interna, motori ICE. Più in generale, i calcoli per il costo raramente contengono i costi di esternalizzazione che vengono della dipendenza dai combustibili fossili. Gli analisti, che comprendono i costi della salute, dell'ambiente e le spese militari vedono il vero prezzo per gallone del carburante derivato del petrolio di oggi più vicino ai 10 dollari che ai 2 dollari. Guardando al futuro, è probabile che il costo del petrolio aumenti di nuovo come l’economia mondiale e la domanda di recupero dei paesi in via di sviluppo continuerà a crescere. Quando ciò accadrà, si manifesterà sempre più il costo-efficace del retrofit. E quando il payback e i calcoli costi-benefici, a partire da una prospettiva “fine del business as usual” – il factoring non solo i costi esterni del petrolio, ma anche i crediti di carbonio o di altri risultati di una cap-and-trade di carbonio o di un sistema fiscale – tutto cambia. ”

Un occasione da non perdere che deve essere recepita dai legislatori italiani, dagli imprenditori ma soprattutto spinta e sostenuta dalla gente comune consapevole. Leggere questo report per porsi successivamente l'obiettivo della lotta contro i cambiamenti climatici anche attraverso una facile e semplice rivoluzione il cui impatto più forte e più importante di riscontrerebbe in un aspetto essenziale: una nuova visione del mondo. Una rivoluzione. Una conversione.

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martedì 1 febbraio 2011

Incentivi alle auto elettriche negli USA

In un articolo dal titolo Some states offer electric car incentives su USA Today di ieri 31 Gennaio si legge che metà degli stati dell'Unione offrono incentivi sotto forma di credito d'imposta federale per gli acquirenti di veicoli a motore elettrico. Diciassette Stati già offrono incentivi per i veicoli elettrici, mentre cinque - Connecticut, Massachusetts, New York, Pennsylvania e Texas - stanno prendendo in considerazione di formulare una legge ad hoc

Tra questi nove Stati offrono agli acquirenti EV crediti d'imposta o rimborsi in denaro di $ 1.500 a $ 6.000 mentre la Louisiana, le Hawaii e Washington forniscono crediti d'imposta o  altri sconti al fine di tagliare i costi delle stazioni di ricarica casalinghe che possono arrivare fino a 1.200 dollari.  Maryland, New Jersey e Washington rinunciano alle imposte sulle vendite di EV. 

Fonte : USA Today 

Ecco qui sotto l'enecefalogramma dei legislatori nazionali quando pensano alle auto elettriche.

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lunedì 31 gennaio 2011

Ga El Suv



... bello, bello, allora, el ga el cinquin, ghe no inquin, el ga el cinquin, el è electrico, l' è picinin , allora, el ga el cinquin. non inquina, rispetta gli altri, el ga el cinquin ..




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Fotovoltaico: il 2010, anno di eclissi? In Francia

Per il governo sta finendo una bolla speculativa, per i professionisti è un pasticcio interminabile, un settore delle PMI a rischio. Fine dell'euforia?

Nel 2007, il governo francese aveva fissato "l'obiettivo di installare una capacità produttiva di 5.400 megawatt di energia solare entro il 2020, con un obiettivo del 23% di energie rinnovabili nel consumo totale. Grazie all'energia fotovoltaica si prevedeva una produzione annua di circa 5 TWh, ossia l'1% della produzione di elettricità francese, ovvero lo 0,2% del consumo finale.

In questo contesto, il quadro normativo per l'industria fotovoltaica è diventata attraente per gli investitori, professionisti o gente comune. Ma l'esplosione del numero di progetti ha portato il governo a decidere di abbassare i tassi d'acquisto dell'energia da parte di EDF e di stabilire una moratoria fino al febbraio 2011, quando i termini di una nuova politica di sostegno al settore sarà chiarita. Il governo ha lanciato l'allarme su una bolla nel Gennaio 2010.

Le tariffe di elettricità solare hanno fatto crescere le domande. Il decreto ministeriale che fissava le nuove tariffe incentivanti per l'energia elettrica prodotta dai sistemi fotovoltaici è apparso alla fine del dicembre 2009 per entrare in vigore il 1 ° gennaio 2010. Ma dal settembre 2009 le versioni successive e l'ordine finale non era ancora stato firmato all'inizio del 2010.

Ben presto, tuttavia, ci sono stati segni evidenti di tensione quando, il 13 gennaio, le tariffe per il 2010 sono state pubblicate: 58 centesimi per kWh per le abitazioni, le scuole, le strutture sanitarie e 50 centesimi per altri edifici (uffici, industrie o locazioni agricole). Strutture "con integrazione semplificata a telaio" in cui i pannelli solari sono semplicemente collocati sul tetto avrebbero riceverà un contributo economico più basso di 42 centesimi per chilowattora.

Febbraio-marzo 2010: il settore alla ricerca di stabilità . Dopo l'istituzione di tariffe bene incentivate, la Francia è passata dal dodicesimo al settimo posto mondiale in termini di energia solare, dietro l'Italia e prima della Cina. All'improvviso il settore del solare si è imballato. Il governo è stato costretto ad affrontare la questione. Ma l'incertezza rimane in un ambiente instabile, segnato dalla crescente presenza degli operatori cinesi, mentre le celle fotovoltaiche sono prevalentemente importate dalla Cina.


Aprile 2010: le prospettive sono ancora positive. "I cambiamenti regolamentari dovrebbero tradursi in una crescita più lenta ma più sana, nel 2010" dice uno studio condotto da PricewaterhouseCoopers (PwC) sull' energia solare, pubblicato a febbraio, mentre la Renewable Energy Association prevede una forza lavoro del settore quasi raddoppiata entro il 2012 (da 4.500 persone che attualmente vi lavorano a 8.000).


Giugno 2010: il costo delle connessioni in questione. Cinque mesi dopo le polemiche sul prezzo d'acquisto di energia solare, una nuova minaccia si pone. I costi della connessione di impianti fotovoltaici potrebbero essere totalmente a carico dei produttori.

Estate 2010: La doccia fredda del rapporto Charpin. I finanziamenti pubblici per il settore fotovoltaico sono stati identificati. Gli argomenti dimostrando che il fotovoltaico è l'energia più costosa rinnovabili. La relazione Charpin raccomanda diverse misure per frenare la fuga in avanti dei solari e limitare i costi per la comunità.

Ottobre-Novembre 2010: si vuole ufficialmente abbassare il costo del supporto economico di filiera. Nel mese di novembre, non meno di sette ministri sono invitati a considerare il futuro del fotovoltaico. L'argomento è politicamente delicato. Il governo intende ridurre ulteriormente il tasso di riacquisto da parte di EDF di energia elettrica solare. Le posizioni sono ancora molto divergenti, ma una cosa è certa, l'idea di abbassare il tasso di riacquisto di energia elettrica solare prodotta dai singoli produttori non è più un tabù. Si vuole introdurre quote per abbassare il costo del sostegno del settore.

Dicembre 2010: lo stato in parte sul banco degli imputati con i professionisti. Il governo ha deciso di sospendere per tre mesi, la ripartizione dei prezzi di acquisto dei progetti fotovoltaici con una capacità superiore a 3 kW. Installatori, produttori, rappresentanti dei sindacati degli agricoltori e dirigenti delle ONG hanno espresso duramente la loro insoddisfazione, hanno sostenuto che la moratoria sia ridotta a due mesi per non far diventare "fatale" il ritardo per il settore delle PMI.

Fonte: Les Echos

Malattie respiratorie Dati allarmanti Asma da smog, bimbi e anziani i più colpiti.

Il particolato atmosferico, ovvero le micidiali polveri sprigionate dagli agenti inquinanti, è altamente nocivo per salute. Non è una novità, ma nemmeno demagogia.
La campagna di rilevamento delle polveri sottili messa in campo da Legambiente in dieci città italiane, attribuisce a Firenze il nero primato di città più inquinata del Paese. Firenze è al diciottesimo giorno di superamento dei limiti di legge consentiti dall'inizio dell'anno (i dati sono rilevati dalle centraline Arpat): stando alla nuova delibera regionale approvata il 18 gennaio, il Comune sarebbe già dovuto intervenire per contribuire all'abbassamento delle concentrazioni di polveri sottili nell'aria.
Una pediatra di famiglia, membro dell’Isde, l'associazione dei medici per l'ambiente, ha esposto dati sui danni alla salute causate da PM10 (e delle polveri ancora più sottili e pericolose, il PM2,5 e 1) un micidiale e velenoso aereosol che più è fine più arriva in profondità nell'albero respiratorio, fino a raggiungere gli alveoli polmonari e il sangue. Le inevitabili conseguenze sono le sempre più numerose malattie respiratorie, cardiocircolatorie e l'aumento della mortalità, soprattutto per le fasce più deboli: bambini, malati cronici e anziani. Si è inoltre evidenziato quanto sia difficile evitare che le polveri sottili e ultrasottili si depositino ovunque ed entrino anche nella catena alimentare. (continua)

 Fonte


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domenica 30 gennaio 2011

Supercapacitori con materiale a base di polvere di carbone nanoporosa

La Skeleton Technologies ha brevettato negli USA un materiale nanoporoso di polvere di carbone per produrre supercaps con alta energia, densità di potenza e a basso costo. 

Questo nuovo materiale brevettato risolverà i problemi cruciali di immagazzinamento dell'energia per il settore delle auto elettriche, per l'industria della difesa e dello spazio. Attualmente la densità di energia e potenza massima di ultracondensatori Skeleton raggiungono 13 Wh / L e 70 kW / L rispettivamente: una densità di circa il 50% più alta energia e densità di potenza 4 × superiore. 


Oggi, il prezzo del carbonio di qualità è 20 USD / kg, il prezzo indicativo per una prestazione superiore in carburo di carbonio derivato è 10/kg USD.

Il vantaggio competitivo è derivato dal materiale che possiede una superficie molto alta di storage dovuta a nanopori.

Fonte: Skeleton Technologies

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Firenze è la città più inquinata d' Italia

 Il titolo del post è all'incirca quello della Repubblica Allarme smog a Firenze "E' la più inquinata di Italia" ed è  quanto emerge da un dossier realizzato come ogni anno da Legambiente tendente a fotografare la situazione nazionale per l'inquinamento atmosferico e acustico. Qui ci concentriamo su quanto è stato rilevato nella città di Firenze estrapolando quanto segue.

Il monitoraggio di Legambiente del PM10 in dieci città italiane
I rilevamenti sono stati fatti con lo strumento portatile per il monitoraggio delle polveri Personale Dustmonit fornito dalla Cont.tec.
L’obiettivo dei rilevamenti è stato quello di valutare i livelli di polveri fini nell’aria lungo le strade principali delle città, prendendo in considerazione sia le zone più critiche e trafficate che quelle soggette a limitazioni del traffico o accessibili solo ai pedoni.
I limiti di riferimento sono quelli stabiliti dalla normativa, che prevedono una soglia di 50 μg/m3 per il PM10, calcolato come media giornaliera, e di 25 μg/m3 calcolato come valore medio annuo.
Anche se i valori medi del nostro monitoraggio sono stati calcolati su di un arco temporale differente (indicato nelle schede che seguono) i risultati ottenuti sono indicativi dell’inquinamento da PM10 presente e soprattutto indicano la concentrazione di polveri presenti nell’aria respirata durante il monitoraggio.
Lo strumento utilizzato: P-Dustmonit della Con.tec Engineering Srl
L'unità di monitoraggio polveri P-DustMonit è uno strumento per la misura e la registrazione in continuo delle particelle presenti nell'aria. La metodologia utilizzata per misurare le particelle costituenti il particolato atmosferico e classificarle in base alla loro dimensioni, è quella del laser scattering.

Questa metodologia consente di:
• Misurare in μg/m3 (in tempo reale) le concentrazioni del particolato fine espresso come PM10 - PM2,5 - PM1
• Misurare in μg/m3 (in tempo reale) le concentrazioni delle polveri Inalabili - Toraciche - Respirabili così come definite dalle vigenti normative
• Misurare in tempo reale e contemporaneamente il numero delle particelle presenti classificandole in 8 diverse classi dimensionali

Caratteristiche tecniche:
- Principio di misura: Laser scattering
- Misura: PM10 - PM2,5 - PM1 - Inalabili - Toraciche – Respirabili
- Conteggi per granulometria in 8 classi : 0,3μm - 0,5μm - 0,7μm - 1μm - 2μm - 3μm - 5μm - 10μm
- Concentrazione misurabile da 1 a 10.000 μg/m3

Firenze, 14 gennaio 2010
Il monitoraggio è stato fatto il 14 gennaio 2011. Sono state scelte sia zone critiche della città, sia zone chiuse completamente o parzialmente al traffico. Il monitoraggio in totale è durato 4 ore e 45 minuti. Il valore medio totale registrato di concentrazione di Pm10 è di 173,4 μg/m3, il più elevato rispetto a tutte le città monitorate. In tutti i percorsi, i valori puntuali e i valori medi non sono mai scesi sotto i 65 μg/m3. Se Firenze può vantare la ZTL più grande d'Europa, gli accessi delle auto private sono ancora molto elevati a causa dell’elevatissimo numero di permessi extra da quelli dei residenti, con gravi conseguenze anche sulla qualità dell’aria. Tra i valori più elevati di concentrazione, a causa dell’intenso traffico, si riporta il picco di 178,4 μg/m3 di PM10 e 52,8 μg/m3 di PM2,5 in zona Fortezza da Basso o 212,1 μg/m3 di PM10 e 54,8 μg/m3 di PM2,5 nel percorso fatto in zona piazza de' Pitti. Livelli molto elevati che si ripercuotono purtroppo anche nelle zone del centro precluso totalmente o parzialmente al traffico. Il risultato è che zone come il Duomo o Ponte Vecchio due tra i più famosi luoghi artistico-culturali del mondo, hanno fatto registrare rispettivamente 89,8 μg/m3 di PM10 e 38,1 μg/m3 di PM2,5 e 107 μg/m3 di PM10 e 48,7 μg/m3 di PM2,5 valori più bassi degli altri ma comunque molto elevati.
  Cliccare sull'immagine per ingrandire

sabato 29 gennaio 2011

Che fine faranno le batterie al litio delle auto elettriche?

La risposta alla domanda l'avevamo già data negli anni passati. Al termine della loro vita operativa le batterie al litio possono essere riciclate per riutilizzare gli stessi materiali per realizzare nuove batterie al litio. Poi avevamo pensato che sarebbe stato uno spreco economico ed energetico buttare nel calderone del riciclo per estrarre litio, nichel, cobalto, manganese ed altro quelle batterie delle auto elettriche che ancora hanno una capacità residua dell'80% rispetto a quella iniziale dopo 10 o 7 anni di egregio lavoro. La soluzione intermedia, pensavamo, poteva essere quella di continuare ad utilizzare quelle stesse batterie per usi meno gravosi come accumulatori stazionari per l'accumulo di energia rinnovabile da fotovoltaico ed eolico.
Precedentemente avevamo parlato della Toxco Inc. che aveva ricevuto 9,5 milioni di dollari dal DOE (US Department of Energy) alla . per aumentare la capacità di riciclare i pacchi batterie al litio delle auto elettriche al termine della loro vita operativa.  
Troviamo adesso su GreenBeat Interprating Innovation che la Tesla ha già annunciato una partnership con SolarCity per una collaborazione sullo storage con batterie al litio della Tesla applicate alle tecnologie solari . Un investimento di 1,7 milioni di dollari. Tesla  ha anche un piano in Europa dove riciclerà i suoi pacchi batteria in una fabbrica in Belgio gestito da Umicore, una società che lavora sulle tecnologie dei materiali. 
Anche GM e Nissan hanno piani similari non ancora del tutto definiti, ma credo che tutti i costruttori stanno lavorando silenziosamente a questo identico fine.

Leggere anche:

venerdì 28 gennaio 2011

Obama è per le auto elettriche

Qualche giorno fa, nel discorso sullo stato dell'Unione il presidente Usa propone la sua ricetta per il rilancio dell'economia. Taglio di 400 miliardi di dollari di deficit, duplicare l'export entro il 2014, scommessa sulle energie rinnovabili, ricerca,  wi-fi e 1 milione di auto elettriche entro il 2015.

 "With more research and incentives, we can break our dependence on oil with biofuels, and become the first country to have one million electric vehicles on the road by 2015," Obama said.

"I don't know if you've noticed, but they're doing just fine on their own. So instead of subsidising yesterday's energy, let's invest in tomorrow's."

Qui il riassunto del discorso.

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PM10. Cambiano le regole ma l'inquinamento permane (o aumenta)

Come ricorderete la Regione Toscana ha approvato nuove misure anti smog. La novità di maggiore rilievo, contro cui si scagliano gli ambientalisti, riguarda le centraline di riferimento per il monitoraggio dello smog: le "urbane-fondo" diventano più decisive delle "urbane-traffico". 15 i giorni di superamento oltre i quali i comuni "sentinella" devono adottare ulteriori provvedimenti anti inquinamento. 
A seguito di questa 'rivoluzione' discutibile le associazioni ambientaliste di Firenze avevano pronosticato:
"Se le centraline di riferimento per il monitoraggio dello smog non saranno più quelle di viale Gramsci e via Ponte alle Mosse ("urbane-traffico") ma dei giardini di Boboli e di viale Bassi ("urbane-fondo"), il Pm10 non sarà più un problema a Firenze!" 
"..non sarà più un problema."

Nel nostro post precedente del 22 gen. abbiamo visto la situazione ferma al 19 Gennaio quando la centralina di Boboli (sapete tutti che Boboli è un giardino, misurare l'inquinamento in un giardino mi sembra ... discutibile) aveva funzionato per 10 giorni di cui 2 nei quali  erano stati rilevati sforamenti dei limiti giornalieri fissati a 50 microgrammi al metro cubo di particolato PM10. La stessa centralina non ha funzionato per 13 giorni e quando è stata riattivata ha segnato 2 sforamenti su 3 giorni.  L'altra centralina di Via Bassi passata nella categoria di attenzione grazie alla delibera della Regione ha segnato 9 sforamenti su 26 giorni del 2011. Le altre due centraline quelle piazzate in strade di traffico vero e proprio dove abitano e vivono giorno e notte 365 giorni all'anno i fiorentini hanno registrato la bellezza di 21 sforamenti  (Via Ponte alle Mosse), ls centralina ha funzionato sempre, e 18 sforamenti (Via Gramsci) ma con tre giorni nei quali non sono stati misurati i dati PM10 per inattività.

il primo numero: sforamenti
il secondo numero: mancate registrazioni
4 13 Giardino di Boboli
9 0 V.le U. Bassi
18 3 V.le Gramsci
21 0 Via Ponte alle Mosse
6 6 Via Roma -signa

I grafici
  Cliccare per ingrandire
In colore gli sforamenti, in grigio i mancati rilevamenti


Cliccare per ingrandire
  
Da notare l'impennata registrata ieri l'altro 26 gennaio. Come concausa possiamo pensare allo sciopero dei mezzi di trasporto pubblico avvenuta in alcune ore del giorno, ma se da un lato alcune centraline hanno registrato un notevole balzo in alto (anche tre volte i limiti) una ha registrato valori più bassi rispetto al giorno precedente ma sempre di gran lunga oltre i limiti.

Se confrontiamo questi sforamenti con quelli dell'anno precedente nelle stesse date verifichiamo che l'inquinamento è peggiorato invece di migliorare. Nei primi 26 giorni del 2010 tutte le centraline hanno sempre funzionato regolarmente 

 sforamenti ...................... centraline 

2
Giardino di Boboli

3
V.le U. Bassi

13
V.le Gramsci

13
Via Ponte alle Mosse

Si cambiano le regole ma sono talmente incancrenite le condizioni che provocano l'inquinamento che risulteranno essere un palliativo semplicemente per nascondere la polvere sotto il tappeto ed avranno il solo risultato di far aumentare l'inquinamento ed essere ancora più dannoso per la salute dei cittadini. Non capisco con quali criteri e secondo quali interessi gli amministratori pensano di proteggere la popolazione.

Leggere anche:
- Discutibili nuove regole anti smog della Regione Toscana
-  L'inquinamento a Firenze, PM10, PM2.5, sforamenti

giovedì 27 gennaio 2011

Altre colonnine di ricarica per veicoli elettrici nei pressi di Firenze

Si estende la rete di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici avendo come centro di riferimento Firenze, l'antesignana delle città italiani, anzi europee, per quanto riguarda l'installazione di colonnine di ricarica. Nel solo comune abbiamo 130 colonnine alle quali dobbiamo aggiungere le altre 4 installate dal comune di Bagno a Ripoli e le 4 postazioni con colonnine gemelle che verranno inaugurate entro il Marzo di quest'anno. Firenze è stata a lungo capitale d'Europa per numero di colonnine installate e probabilmente lo è ancora, per poco, fino a quando non cominceranno ad essere installate le migliaia annunciate in Irlanda, Germania, Inghilterra, Francia ecc. 

Bagno a Ripoli ha 4 colonnine di ricarica così distribuite:

1 . area parcheggio i Ponti (Bagno a Ripoli),
2. piazza Umberto I (Grassina),
3. parcheggio Costa al Rosso (Grassina),
4. area Parco della Resistenza (Antella, angolo via Carnia).

Sesto Fiorentino ha 4 postazioni con 2 colonnine di ricarica ciascuna:

1 . Piazza V. Veneto(di fronte al Comune),
2. Piazza Galvani (di fronte Stazione Ferroviaria),
3. Via Tevere (Osmannoro),
4. Via Monteverdi (zona Castello).

Le 5 colonnine  di ricarica a Campi Bisenzio.


Come dicevamo le colonninedi Sesto Fiorentino saranno attivate entro Marzo 2011 ed avranno l'innovativo sistema di ricarica intelligente che permette il riconoscimento dei veicoli elettrici e quindi l'erogazione di energia. Di questo sistema intelligente  parleremo diffusamente al momento dell'inaugurazione.

Prossimamente verrà pubblicata la giusta posizione utilizzando Google Map i seguenti indirizzi:
- Bagno a Ripoli
- Sesto Fiorentino

così come è già stato fatto per:
- Firenze
- Roma
- Milano

 con l'aggiunta di file da inserire nei comuni satellitari portatili.


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mercoledì 26 gennaio 2011

Discutibili nuove regole anti smog della Regione Toscana

Nel recente  post intitolato abbiamo pubblicato i grafici relativi ai rilevamenti dei dati smog tratti delle centraline situate a Firenze. Continuiamo il discorso dell'inquinamento con questo articolo pubblicato nel sito web di  Eco dalle Città - notiziario per l'ambiente urbano.


La Regione Toscana vara nuove regole anti smog. Contraria la Rete No Smog Firenze

La Regione Toscana ha approvato nuove misure anti smog. La novità di maggiore rilievo, contro cui si scagliano gli ambientalisti, riguarda le centraline di riferimento per il monitoraggio dello smog: le "urbane-fondo" diventano più decisive delle "urbane-traffico". 15 i giorni di superamento oltre i quali i
comuni "sentinella"  devono adottare ulteriori provvedimenti anti inquinamento. In allegato la Delibera regionale

martedì 18 gennaio 2011 19:06

La Regione Toscana ha approvato nuove regole anti smog, adeguandosi a quanto stabilito dalla direttiva Ue 2008/50/CE recepita, con ritardo, dall'Italia nel 2010. Con le nuove regole si modificano i criteri per valutare la qualità dell'aria.

Con la nuova normativa vengono innanzitutto individuati i
comuni "sentinella" in cui esiste il rischio di superamento dei valori limite di Pm10 e delle soglie di allarme che forniscono informazioni per gestire l'emergenza. Sono 14 i comuni in totale, di cui 8 nella provincia di Firenze (Bagno a Ripoli, Firenze, Scandicci, Lastra a Signa, Signa, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano), uno nell'area Pistoia-Prato (Montale), quattro nel Valdarno pisano e nella piana lucchese (Capannori, Lucca, Porcari e Montecatini terme) e infine Viareggio.

La novità di maggior rilievo riguarda la modalità di calcolo dei limiti del Pm10: da ora in avanti, il superamento delle polveri sottili diventa significativo solo se misurato dalle stazioni di rilevamento installate nei cosiddetti "siti di fondo urbano" ("all'interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell'esposizione della popolazione urbana generale" dice la direttiva Ue), quelli cioè dove si può registrare "un'esposizione media" della popolazione allo smog, e quindi non più dalle stazioni collocate nelle strade di maggior traffico.
A questo fine, la Regione ha disegnato una mappa della Toscana sovrapponendo le caratteristiche geografiche delle aree alla pressione subita dalla densità di abitazioni, di industrie e del traffico. A questi dati sono state aggiunte le informazioni meteoclimatiche. Il risultato dell'incrocio dei dati è stato l'individuazione di una serie di zone omogenee soggette a un maggior rischio di superamento dei Pm10 e su questa base è stata concordata (con Arpat e province) la nuova rete regionale della qualità dell'aria formata da 32 centraline.

L'altra novità riguarda le giornate di superamento di Pm10 oltre le quali i comuni "sentinella" devono intervenire con provvedimenti antismog. La delibera regionale considera che, superato il quindicesimo giorno di sforamento, i Comuni toscani possono intervenire in via precauzionale con ulteriori provvedimenti rispetto a quelli normalmente in vigore. Così facendo si intende scongiurare il rischio di oltrepassare il limite dei 35 giorni di superamento.

"Questa è l'occasione per avviare un nuovo corso con i comuni e far sì che a rivelazioni certe e tecnicamente valide sulla qualità dell'aria, facciano seguito interventi efficaci da parte dei comuni e, quando occorre, interventi contingibili e urgenti" ha dichiarato l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini.

In un comunicato stampa diffuso dalla Rete No Smog Firenze (Città Ciclabile, Fare Verde, Fiab FirenzeInBici, Italia Nostra, Medici per l'Ambiente, sTraffichiamo Firenze, Terra!), si afferma la contrarietà al provvedimento che vuole dare maggiore importanza alle centraline "urbane-fondo".
"A Firenze il Pm10 ritornerà nei limiti di legge e non ci sarà più bisogno di ordinanze antismog dei sindaci e di blocchi del traffico!" Sarebbe questo il risultato delle nuove regole previste dalla Regione, secondo le associazioni e i gruppi delle Rete No Smog Firenze. "Se le centraline di riferimento per il monitoraggio dello smog - sostengono le associazioni - non saranno più quelle di viale Gramsci e via Ponte alle Mosse ("urbane-traffico") ma dei giardini di Boboli e di viale Bassi ("urbane-fondo"), il Pm10 non sarà più un problema a Firenze!" Se si mettono a confronto gli ultimi dati disponibili di Arpat degli anni 2008 e 2009, sostiene No Smog, si nota che a Gramsci i giorni di superamento del Pm10 sono stati rispettivamente 98 e 88, a Ponte alle Mosse 88 e 82, mentre a Bassi 33 e 23 e a Boboli 19 e 13. Quindi nelle centraline di "fondo" il Pm10 risulta 3-5 volte minore di quelle "traffico" e diventa così "legale", perchè non sfora e non supera il limite annuo dei 35 giorni consentiti dalla Unione Europea. "E così i fiorentini potranno respirare un'aria migliore - conclude ironicamente Rete No Smog - ma il sindaco dovrà invitare i cittadini a percorrere di meno le strade con traffico e a frequentare di più i giardini di Boboli!"

La delibera n° 22 del 17.01.2011 della Regione Toscana

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martedì 25 gennaio 2011

Promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica, non aggravando i costi di ricarica

Promuovere con decisione lo sviluppo della mobilità elettrica ma senza introdurre oneri aggiuntivi generalizzati sulle bollette. E' quanto sottolinea l'Autorità per l'energia, alle Commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera, in una Memoria sulle prospettive del settore, ricordando pure le facilitazioni già da essa introdotte: eliminazione di alcuni vincoli normativi per consentire le ricariche in luoghi privati; introduzione di tariffe ad hoc; promozione di progetti sperimentali per la ricarica in luoghi pubblici.A giudizio dell'Autorità, la mobilità elettrica, considerate le sue ricadute positive in termini di risparmio energetico, di riduzione dei gas serra e di minor dipendenza dai combustibili fossili, è un tema di estrema importanza per il sistema elettrico italiano e, più in generale, per la politica energetica, industriale, ambientale del Paese (anche come efficace strumento per diminuire l'inquinamento nei centri urbani). Proprio per questo, occorre che lo sviluppo del settore avvenga nel pieno rispetto delle regole di mercato e della concorrenza, senza distorsioni nei prezzi dell'elettricità, evitando che il finanziamento delle azioni di promozione dei veicoli elettrici gravi sulla spesa della globalità dei consumatori finali.

Ogni possibile eventuale forma di agevolazione tariffaria dovrà quindi essere concepita in modo da essere limitata alla componente regolata dei servizi a rete (trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica) o essere riferita, qualora ritenuto necessario dal Legislatore, alla componente di copertura dei costi per le infrastrutture di ricarica ritenute di pubblico interesse. Infatti, la bolletta è già gravata di componenti specifiche (ad esempio per il finanziamento degli incentivi allo sviluppo delle fonti rinnovabili), della cui dimensione eccessiva e crescente l'Autorità ha avanzato segnalazioni a Parlamento e Governo.

A sostegno dello sviluppo dell'auto elettrica, l'Autorità, si legge nella nota, ha recentemente assunto alcune iniziative che rappresentano l'inizio di una significativa fase di innovazione nei servizi. In particolare, l'Autorità ha introdotto la tariffa per la ricarica 'privata' dei veicoli elettrici direttamente presso la propria abitazione, il garage o nel parcheggio condominiale e ha eliminato i vincoli normativi che ostacolavano la predisposizione di eventuali punti di ricarica nei luoghi privati.

In base alla precedente normativa, infatti, ai consumatori domestici era vietato disporre di un duplice punto di fornitura elettrica nella stessa unità immobiliare: ora, invece, è possibile richiedere ad un fornitore di energia elettrica più punti di fornitura, ognuno con un contatore, destinati espressamente all'alimentazione di veicoli elettrici. Il provvedimento si estende anche alle aree aziendali destinate a parcheggio di flotte di veicoli.

L'Autorità ha anche previsto di applicare ai punti di ricarica la tariffa di trasporto già prevista per altri usi, indipendentemente dal fatto che il richiedente sia un cliente domestico o meno mentre il prezzo dell'energia elettrica sarà 'libero', ovvero potrà variare a seconda dell'offerta che verrà selezionata fra quelle dei diversi venditori, offerta che potrebbe essere diversa da quella scelta per la fornitura domestica. In ogni caso, anche per i veicoli elettrici, il livello e la modalità di formazione del prezzo di vendita dovranno essere il frutto della concorrenza sul mercato liberalizzato.

Sempre in tema di mobilità elettrica, l'Autorità è successivamente intervenuta. Fra le novità introdotte alcune disposizioni transitorie per la ricarica dei veicoli elettrici in luoghi pubblici e per consentire lo svolgimento di progetti sperimentali di mobilità elettrica, attualmente in fase di avvio sul territorio nazionale, una tariffa di rete riservata alla ricarica di veicoli elettrici nei centri urbani ed in altri luoghi aperti al pubblico semplificazioni ed agevolazioni per la realizzazione di alcuni progetti mirati di sperimentazione.

L'Autorità, infatti, deciso di estendere anche a questo settore l'approccio per 'progetti pilota', già adottato sul versante delle smart grid, trattandosi di due tematiche strettamente correlate rispetto all'obiettivo di modernizzare e rendere più flessibili e intelligenti le reti di distribuzione elettrica.

Fonte: sole24ore
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lunedì 24 gennaio 2011

TESLA MODEL S, prova su strada in un video

In un post precedente 'Nel 2011 stop alla Testla Roadster' avevamo scritto circa l'uscita di produzione nel 2011 dell'auto sportiva Tesla Roadster secondo le indiscrezione raccolte da Autopia sostituita dal 2012 dal nuovo Modello S (foto a lato).

Dunque eccola qua in un video Vimeo.


Le caratteristiche della TESLA MODEL S

- 300 mile range
- 45 minute QuickCharge
- 0-60 mph in 5.6 seconds
- Seats 7 people
- More cargo space than sedans
- 2X as efficient as hybrids
- 17 inch infotainment touchscreen
- Up to 300 mile range
- 45 minute QuickCharge
- Charges from 120V, 240V or 480V
- 5 minute battery swap
- Seating for 5 adults + 2 child seats
- Unique hatch for oversized items
- 60/40 flat-folding rear seat
- 2nd trunk under hood
- 120 mph top speed
- Sport sedan dynamics
- Pure electric
- 2X as efficient as hybrids
- Proven powertrain from leading EV Mfr.
- 17 inch infotainment touchscreen


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Leggere anche:

- Nel 2011 stop alla Testla Roadster

- Linx Vs. Tesla

- Record di percorrenza

- La prova su strada della Tesla in un video

domenica 23 gennaio 2011

L'inquinamento a Firenze, PM10, PM2.5, sforamenti

E' da qualche tempo che non pubblichiamo i dati relativi all'inquinamento misurato attraverso l'opera quotidiana delle centraline dell'ARPAT posizionate in alcune strade e luoghi nel comune di Firenze. Rimediamo subito.
Qui di seguito abbiamo inserito tre grafici che abbiamo realizzato acquisendo i dati dei primi 19 giorni del 2011 pubblicati nel sito web Arpat.

Nel primo grafico vediamo il numero degli sforamenti quando, cioè, le centraline segnano valori che superano i 50 microgrammi per metro cubo. In colore gli sforamenti, in grigio i mancati rilevamenti per malfunzionamento delle centralina. Qui viene fotograta una situazione che definire drammatica non è una esagerazione.


Cliccare sul grafico per ingrandire

Con il secondo grafico siamo in grado di leggere il valore effettivo dei microgrammi/metrocubo misurato presso ogni centralina presa in considerazione.


Cliccare sul grafico per ingrandire

Nel terzo grafico abbiamo inserito i dati  di solo quelle due centraline che misurano sia i PM10 che i PM2,5.
  Cliccare sul grafico per ingrandire

Precisiamo che le misurazione sono solo ponderali e non tengono conto del particolato in base alla dimensione ricordando che la pericolosità del particolato risiede soprattutto proprio nelle sue dimensioni. Più è piccolo e più è dannoso per la salute. Se il particolato PM10 può essere filtrato dalle vie aeree superiori durante la respirazione così non avviene per il microparticolato  che entra indisturbato direttamente nel circolo sanguigno procurando rischi sempre più alti di incorrere in ictus e infarti del miocardio.

Leggere anche:
- FAP - Mitopoiesi del filtro anti-particolato?
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sabato 22 gennaio 2011

L'auto ibrida/elettrica Chevrolet Volt nella pubblicità televisiva

L'attore Timothy Allen offre la sua voce alla pubblicità che scorre negli schermi TV delle reti americane.


Tim Allen  dice:

This isn't a country where plans made at 9 necessarily apply at 5. This is America, man. Home of the highway, last-minute detours and spontaneous acts of freedom. We're wanderers, wayfarers, even nomads. So doesn't it just make sense that we build an electric car that goes far? Really far.

Qui sotto il video YouTube e il testo.





La versione 2011. Chevy Volt television commercial


Leggere anche:
 - La Toyota Prius ha minori emissioni di una ... pecora
- Un'altra auto ibrida in pubblicità  Auris Ibrida by Toyota
- La pubblicita per la Nissan Leaf
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venerdì 21 gennaio 2011

Il plurale di Prius

La Toyota si accinge a produrre la nuova versione della Prius e insieme ad essa tutta una famiglia di veicoli elettrici ibridi. Quindi se Prius è singolare quale sarà il plurale: Priusi, Prii, Priuses, Prien osemplicemente Prius?

Ecco qui di seguito il video diffuso su YouTube per dirimere la questione chiedendo agli spettatori di rispondere all'enigma.


Per votare quale è il plurale preferito basta collegarsi al sito ufficiale della Toyota all'indirizzo Prius goes plural e votare.
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giovedì 20 gennaio 2011

Consumi petroliferi italiani nel mese di dicembre 2010: - 0,4%

I consumi petroliferi italiani nel mese di dicembre 2010 sono ammontati a circa 6,4 milioni di tonnellate, con un lieve calo pari allo 0,4% (-25.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2009.
I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un calo del 6,4% (-58.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2009 e il gasolio autotrazione un calo dello 0,8% (-18.000 tonnellate).
La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di dicembre è così risultata pari a circa 3 milioni di tonnellate, con un decremento del 2,5% (-76.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2009.

Il Gpl autotrazione, sempre in dicembre, ha mostrato un aumento del 3% mentre i lubrificanti un più 2,9%.

Nel mese considerato le immatricolazioni di autovetture nuove sono diminuite del 21,7% con quelle diesel che hanno rappresentato il 49,7% del totale (era il 38,4% nel dicembre 2009).

I volumi immessi al consumo nel mese di dicembre sono stati pari a 0,9 milioni di tonnellate (benzina auto), 2,2 milioni di tonnellate (gasolio auto) e 0,3 milioni di tonnellate (oli combustibili).

Nell'intero anno 2010 i consumi sono invece stati pari a circa 73,2 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 2,7% (-2.024.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2009.

La benzina nel periodo considerato ha mostrato una flessione del 5,9% (-626.000 tonnellate) e il gasolio un calo  dello 0,5% (-118.000 tonnellate).
Nel 2010 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio) evidenzia una flessione del 2,1% (-744.000 tonnellate).

Nell'anno le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in calo del 9,2%, con quelle diesel a coprire il 45,9% del totale (era il 41,8% nel gennaio-dicembre 2009).

Comunicato stampa Unione Petroli Roma, 19 gennaio 2011

Nota: nel quantitativo relativo alla benzina è conteggiato anche il bioetanolo e il biodiesel nel gasolio
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I nostri grafici a partire dal gennaio 2006
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Consumi mensili 
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Consumi per anno (milioni di tonnellate)

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mercoledì 19 gennaio 2011

Sempre più approssimative le strategie per la costruzione di centrali nucleari

Nel sito web serbo Radio Sbrija in lingua italiana leggiamo un articolo dal titolo COSTRUZIONE DELLA CENTRALE NUCLEARE IN BULGARIA  riguardante l'ipotesi di un nuovo impianto, “Belene”, da realizzare nel territorio bulgaro al quale il Governo serbo vuol  partecipare  finanziariamente con un 5%.
La corrente prodotta dalla centrale “Belene” potrà essere utilizzata per una centrale idroelettrica a doppio bacino. Durante la notte l'acqua del secondo bacino dovrebbe essere trasferita, accumulata, nel bacino più in alto, per generare nuovamente corrente elettrica durante la maggiore richiesta diurna.

Gli ecologisti serbi e bulgari sono contrari alla costruzione del nucleare, e come uno dei motivi dicono che la Bulgaria non ha una strategia per il deposito dei rifiuti nucleari da “Belene”, mentre gli ecologisti bulgari hanno avvertito che il sito su cui si dovrebbe costruire il nucleare, non è adatto, perché in quella zona sono frequenti i terremoti

La centrale nucleare “Belene” avrà una potenza di 1.060 megawatt sufficiente per compensare la riduzione della capacità per la produzione di corrente elettrica in Bulgaria, creatosi con il spegnimento prematuro del reattore nella centrale nucleare “Kozloduj”. La costruzione del nucleare nel nord della Bulgaria, accanto al Danubio, è stata concordata con l'impresa russa “Atomstrojeksport”. 

Per la realizzazione di questo grande progetto energetico, alla Bulgaria è necessario un partner strategico, perché la compagnia tedesca RWE, si è ritirata nell’autunno del 2009. La costruzione della centrale nucleare “Belene” iniziò nel 1981, ma venne fermata 10 anni per motivi finanziari. I lavori sono ripartiti nell'autunno del 2008.  

Cliccare sulla cartina per ingrandire

Riassumendo. Uno. Una centrale nuova va a sostituire una che è stato deciso di disattivare prima del termine preventivato riguardo la sua vita operativa. Ciò avrà comportato un più basso ritorno economico nell'investimento ed una conseguente spesa per la cosiddetta decommissioning. Due. La nuova centrale non ha partner economici privati disposti a investire sul nucleare. Se lo saranno posto il problema ma soprattutto se la saranno data una risposta? La risposta è semplice, non offre vantaggi economici per gli investitori puri senza contributi esterni, occulti, governativi. Tre. Non sanno dove smaltire le scorie radioattive residuali, ma non sono gli unici. Non lo sanno neppure gli americani, i francesi, gli svizzeri ... ecc.. Nessuno ha trovato un luogo sicuro, un sito definitivo, dove mettere un grammo del combustibile radioattivo esausto per isolarlo per i millenni futuri.
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